QUELLI CHE IL TRICOLORE…. E QUELLI DEL VAFFADAY

QUELLI CHE IL TRICOLORE… E QUELLI DEL VAFFADAY

Pare sia fatta la “santa alleanza” tra leghisti e grillini.

Questo oggi ci passa il convento.

Santa alleanza tra chi si spazzava il culo con la carta igienica colorata come la bandiera italiana e chi mandava a fareinculo e insultava quotidianamente gli italiani.

Non volete chiamarla alleanza? Preferite chiamarlo contratto? Fate pure! Per me siete e rimarrete solo dei secessionisti anti-italiani, alleati con i traditori del popolo italiano. E comunque sempre inciucio è.

Alleanza per scrivere leggi proprio per quel popolo che simbolicamente appartiene a quei colori italiani. Dove li mettete i rotoli di carta igienica rimasti? Ve li portate a Palazzo Chigi?

In un Paese che continua a dare un imbarazzante share a trasmissioni come il Grande Fratello, non può che meritare questo osceno spettacolo, trash e imbarazzante, che fa sprofondare sempre più nel ridicolo questo povero paese, stuprato ormai sempre più.

Cari esponenti del m5s, riempitevi pure la bocca di nuove parole, così da poter giustificare il nuovo e originalissimo inciucio della storia italiana. Chiamatelo “contratto”, raccontateci che lo fate per senso di responsabilità, diteci che è una nuova opportunità per tutti noi, arrivate persino a convincere voi stessi, i vostri parenti e i vostri amici, di tutte le troiate che ci raccontate.

Chiamata pure “esecutore” il Presidente del Consiglio, sarà la parola giusta, per dimostrare a tutti che sarà un semplice fantoccio che eseguirà ordini scrtti e voluti da altri, per esempio voluti da una sociatà privata, il cui rappresentante in pubblico è un ex del Grande Fratello. Tutto torna.

Poi, dopo essere diventati esattamente come coloro che per anni avete sostenuto di odiare, fatemi una gentilissima cortesia: andatevene e, per educazione, non dico come. In fondo il VaffaDay lo ha inventato proprio colui che vi ha dato la notorietà di cui godete.

Non dimenticherò chi ha insultato per oltre 20 anni mezza Italia, così come non dimenticherò chi era stato tentato, tradendo la propria gente, di sedersi al tavolo con loro.

Vi aspetterò nelle piazze con il tricolore in una mano e i pomodori nell’altra, perché, in vita mia, non ho mai sopportato gli insulti gratuiti, tanto meno a scopo politico.

Siete diventati quella kasta che tanto avete odiato e vi compiacete di fronte a tutti senza vergogna. Cosa avete di diverso? Nulla, la voglia di potere è la stessa.

Qualunque manifestazione, qualunque sciopero e qualunque evento verrà indetto per sotterrarvi, io sarò presente.

E non dimenticherò neppure il fatto che chi insulta e offende i cittadini, diventa popolare tanto da essere eletto. Forse a molti piace farsi insultare, anche se, per me, questo resta un mistero. C’è modo di cambiare sì, senza offendere tutti.

 

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È IL GOVERNO DEL POPOLO SOVRANO, SIGNORA MIA

È IL GOVERNO DEL POPOLO SOVRANO, SIGNORA MIA

Dunque, ti impegni a scrivere una riforma istituzionale, superi tutte le votazioni di Camera e Senato per farla approvare.

Non contento la sottoponi al giudizio dei cittadini tramite referendum, e ti trovi contro una pletora di costituzionalisti imbelviti.

In più sindacati imbruttiti.

ANPI e strani compagni di viaggio tipo Forza Nuova pronti alle barricate contro il nuovo dittatore che vuole imporre al paese la deriva autoritaria peggiore che si sia mai vista dai tempi di Mussolini.

Poi, arrivano due faccette di tolla.

Buttano giù un contratto privato che prevede due cose che cambiano sostanzialmente la prima parte della Costituzione:

– la riduzione  dei parlamentari in stato di asservimento ai partiti, tramite l’introduzione del vincolo di mandato, (cambio dell’art. 67 della Costituzione: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”).

– l’istituzione di un Comitato di controllo extraparlamentare (non previsto dalla Costituzione) che svuota del tutto i poteri del Parlamento, del Presidente del Consiglio che non sarà più primo ministro, ma un “Esecutore” ridotto a semplice comparsa che deve solo leggere in pubblico i provvedimenti decisi da altri. Uno che deve eseguire e basta, ubbidire e basta, e nel caso gli saltasse il ticchio di dire qualcosa di “suo”, di un po’ diverso dal contratto privato firmato dai due signori, cosa potrebbe succedere? Mah” O il cambio, con la cacciata di “traditore” o la “sedia elettrica”?

Tutti i costituzionalisti che si sono slogati le tonsille a forza di contraddire Renzi nelle Riforme Costituzionali proposte, adesso tacciono?

Si può cambiare la Costituzione nella sua prima parte fondante, senza una legge apposita?

Solo perché si firma un contratto privato con una S.r.l.? Costituzionalisti, svegliatevi, sembra che da belve imbestialite siate diventati dei polli.  Dove sono i sindacati? (forse è meglio tacere sull’argomento). L’AMPI?

Almeno Renzi aveva modificato solo la seconda parte, quella che regolava il “funzionamento della Costituzione, non la prima parte che è fondamentale. Eppure ha avuto tutti contro in modo malvagio, e stucchevole. Con danno di tutti come possiamo constatare.

Si dirà: “signora mia questo è il futuro! Si rassegni, anzi questa è la volontà del popolo sovrano decisa con un contratto privato a tavolino”.

Il futuro, sì, ma quale? Quello del no Tav, no Vax, no Tap, no vattealapesca? Col no si può costruire il futuro di un popolo?

Veramente, in fin dei conti, popolo è formula generica, la classica foglia di fico che copre il vuoto.

Dov’è il futuro dei giovani?

Dov’è il lavoro?

Dov’è il Sud?

Dov’è la crescita?

Dov’è la formazione?

Dov’è la gestione della questione generazionale?

Dov’è l’innovazione?

Vuoi vedere che niente niente la Raggi ha già trovato le pecore per rasare le aiuole? Si, mi pare proprio di sì.

TE LO DICO IO, MARTINA, COSA AVETE SBAGLIATO

TE LO DICO IO, MARTINA, COSA AVETE SBAGLIATO

Cosa avete bagliato?

Te lo dico io Martina cosa avete sbagliato: non avete protetto il Segretario e con esso il PD.

Lo avete lasciato in balia delle nefandezze di tutti.

Non avete contrastato le calunnie e le bugie che aggredivano giornalmente il Segretario e la sua Famiglia.

Non una parola in difesa, anzi. Silenzi colpevoli, quando altrimenti accuse e affondi contro l’unico che ha saputo, con la sua intelligenza politica e lungimiranza, traghettare il paese fuori dalla crisi. Tutti i conti economici portati in positivo.

Tu Martina solo qualche giorno fa hai detto “attenti a chi dice di avere la bacchetta magica”. Ebbene questo vale sempre e per tutti. Renzi ha sempre detto che non aveva la bacchetta magica. Questa bacchetta potevate essere voi.

Lui si è dovuto caricare di tutto, della difesa dei conti pubblici, del Paese in Europa, della sua famiglia offesa e umiliata costantemente, della sua visibilità contro le calunnie e le bugie, che prendevano campo in un paese di gente oppressa dalla crisi e facilmente trasportabile verso derive violente.

Cosa avete fatto voi? Avete,sottobanco e ignobilmente, guardato ai vostri interessi e fatto l’occhiolino ai mentecatti più eversivi che l’Italia abbia mai conosciuto: i 5 stelle.

Mai un’ intervista a favore del PD e in difesa del vostro Segretario.

Degli Italiani non vi siete mai curati.

Con il governo Monti hanno partecipato alla loro rovina anche esponenti del PD, al governo con Berlusconi, che sapevano solo pettinare le bambole e mettere le mucche in corridoio.

E voi? Zitti.

Avete lasciato rovinare pensionati e lavoratori dipendenti, insieme alla Camusso, che faceva merende con Monti.

Ma di quali errori vuoi parlare adesso?

Con Renzi, e solo grazie a lui, l’italia si è ripresa.

Anche Letta ha scritto il suo pizzino, mettendosi a disposizione di Monti, “ufficialmente e non ufficialmente”. E mai avete avuto il coraggio di dire pubblicamente, in difesa di Renzi, che Letta fu dismesso in un direttivo del partito votato a maggioranza.

Con Renzi ci è passata la paura, siamo tornati un paese importante e stimato in Europa.

Di quali errori vuoi parlare, Martina? Errori di chi? Perché non avete difeso Renzi, aiutandolo anche a pensare al territorio, mentre lui governava? Doveva fare tutto lui? E infatti lo ha fatto, ma se avesse avuto il vostro sostegno forse, insieme, avreste potuto arginare la deriva populista che si profilava e prendeva voce.

Hanno osato brindare alla sconfitta del referendum e tu li vuoi far rientrare nel Partito? Ma come osi? Non sei tu il Segretario scelto a maggioranza, in quel ruolo ti ha messo Renzi, fidandosi di te.

Ora noi vogliamo il nostro Segretario votato più volte. Ci fidiamo solo di lui. Non vanno accettate le dimissioni di Renzi e occorre ricollocarlo nel ruolo che noi iscritti abbiamo voluto.

Tu non sei stato votato da nessuno. Renzi, lo ha detto si, che non si ricandida. Non ce n’è bisogno. Il mandato non è ancora scaduto.

Vuoi sapere l’unico errore di Renzi: troppo leale e troppo signore.

Si è dimesso ogni volta che ha ricevuto, per vostra colpa una sconfitta.

Tu adesso dovresti reclinare l’incarico di Segretario supplente, alla luce della dimostrata falsità e inconcludenza, resa palese agli occhi del mondo, di chi avevi eletto come possibili alleati.

Dimettiti, come sempre ha saputo fare Renzi, dopo l’evidente sbaglio.

Renzi è l’unico che ha dei meriti, ha fatto quello che non siete riusciti a fare mai in trent’anni. Errori? Si fidarsi di voi.

Ora il tradimento ultimo è sentirti dire che vuoi fare rientrare i Leu nel Partito. No, coloro che hanno brindato pubblicamente alla sconfitta del Pd insieme a Scanzi, non possono rientrare, né vogliamo averli accanto.

Prendo questa occasione per pretendere l’estromissione di Emiliano dal partito, stante che si professa pubblicamente a favore del MoViMento e con lui estrometterei, salvo una dichiarazione pubblica di essere caduto in errore, chi ha osato dire che il nuovo polo di sinistra sono loro, un movimento incostituzionale, al servizio di una srl, con esponenti figli di fascisti, che si muovono con le logiche dei loro padri e in modo subdolo, nascosto ed eversivo.

Ora si proceda alla non accettazione delle dimissioni di Renzi, unico Segretario che riconosce la maggioranza del Partito.

O ti interessano di più i Leu che noi?

(Scritto da Rosalba Campione)

I CONTI NON TORNANO E ALLA SBRONZA COLLETTIVA SEGUE IL MAL DI TESTA

I CONTI NON TORNANO E ALLA SBRONZA COLLETTIVA SEGUE IL MAL DI TESTA

Li hanno coccolati, alimentati, fatti crescere con una benevolenza ruffiana e connivente. Perfetti lacchè.

Mai un contraddittorio, mai domande capaci di svelare l’inconsistenza e la fragilità di proposte irrealizzabili.

Sono saliti tutti sul carro dei vincitori.

Giornalisti folgorati sulla via delle stelle, intellettualoidi radical chic in cerca di un porto nel quale spiaggiarsi, attori e attrici sul viale del tramonto, cantanti che, avendo smarrito la vena creativa, cercavano nuovi mecenati che li sponsorizzassero.

Rivoluzionari della domenica, sinistrati in cerca di vitto ed alloggio.

Tutti a raccontarci del “nuovo” che stava avanzando, del verbo del sacro blog e del gazebo padano.

Li incensavano servili e proni, tutti pronti a sperticarsi nell’elogio dell'”honestà”, della democrazia diretta, delle forche giustizialiste di piazza.

Mentre il padrone della Srl si arricchiva ed aumentava il suo potere, incitando i suoi adepti a sputtanare gli avversari sul web, nel silenzio complice di ciò che resta della stampa italiana.

Dopo mesi di farsa seguiti alle lezioni nazionali, dopo che I vincitori le hanno tentate tutte per giustificare fallimenti e promesse elettorali irrealizzabili e dopo avere tentato di trovare un capro espiatorio alla loro inettitudine, prima il PD e oggi l’Europa, oggi, come risvegliatisi improvvisamente da un lungo letargo della ragione, gli “intellettuali” italiani sono costretti ad affrontare la realtà.

Non siamo alla presa di coscienza piena del danno arrecato al paese, non parliamo poi di autocritica, ma qualche flebile voce dissonante nel panorama adulante del giornalismo italiano inizia a scorgersi all’orizzonte.

Chi a sinistra li ha votati quasi giocando, quelli che “La Srl è una costola della sinistra”, oggi sono silenti, paiono essersi liquefatti, comprendono che lo “scherzo è finito” e sta per arrivare il conto salato da pagare.

Le menzogne si palesano.

I conti non tornano ed alla sbronza collettiva segue un mal di testa insopportabile.

Molti saranno coloro che per un tempo indefinito resteranno tramortiti, travolti da questo delirio di massa, ma avere costretto Lega ed Srl a confrontarsi, con la fatica del tentativo di governare, li ha svelati nella loro fatua inconsistenza, nella demagogia surreale della loro proposta.

 

LEGGO I GIORNALI, GUARDO LA TV E….

LEGGO I GIORNALI E GUARDO LA TV E...

Leggo i giornali, guardo la TV e sento crescere in me il bisogno di dire grazie a Renzi.

Grazie di averci risparmiato questa inutile e volgare pagliacciata.

Grazie per essere stato tra i pochi, se non l’unico, a mantenere la schiena dritta.

Grazie per aver permesso, con il tuo no secco, di avere rispetto per le Istituzioni.

Grazie per averci ricordato, come affermavano i latini, che Aquila non captat muscas.

Grazie Matteo Renzi.

E aggiungo, nel caso tu avessi una seconda occasione, e io penso che sarà così, faresti bene a lavorare su un progetto serio, condiviso e culturalmente strutturato.

Fin da oggi.

VIVERE UN PARTITO VUOL DIRE COGLIERE L’EMOZIONE DI UN’IDEA, ANCHE QUELLA CHE ALL’IMPROVVISO SEMBRA TRAMONTATA

VIVERE UN PARTITO VUOL DIRE COGLIERE L’EMOZIONE DI UN’IDEA, ANCHE QUELLA CHE ALL’IMPROVVISO SEMBRA TRAMONTATA

L’unica domanda da porsi, a questo punto, è dove stiamo andando. E se l’Assemblea del 19 maggio sarà davvero l’occasione per guardarsi negli occhi senza retropensieri.

Nella consapevolezza che stare in un partito vuol dire dirsele, se occorre, anche di santa ragione, con differenze che, comunque le si mettano, devono fondarsi sul rispetto delle ragioni per cui siamo nati.

Ho la certezza che il faro debba essere rappresentato da un altro modo di fare politica privo di finzioni e con molta concretezza.

Ci si assume la piena responsabilità dei risultati non sempre facili da accettare, ma tuttavia capaci di esprimere un sentimento popolare che nessuno può ignorare né manipolare.

Il riaffiorare, oggi, di una cultura da retrobottega ci consegna, però, un PD che torna a ciò che era prima della sua fondazione. Un passo indietro enorme, rispetto ai miglioramenti fatti.

Siamo in un agone tutto proporzionale privo di differenze, che privilegia le militanze gruppettare anziché quelle che intendono legarsi ad una visione, ammesso che ve ne sia ancora una.

Da iscritta molto vicino a Matteo Renzi, in questi anni ho colto il valore del coraggio.

Il coraggio di scelte difficili e distanti da quella logica del consenso che per decenni ha scandito il banale “tirare a campare”.

Un tratto distintivo che ha innalzato il livello del confronto, finalmente sui fatti e non sui “bisognerebbe fare” di antica memoria.

Serve, pertanto, un atto forte da parte di tutti a partire dai membri della stessa Assemblea per fortuna non tutti “big”.

Serve trasferire in questo consesso i sentimenti e le speranze coltivati negli ultimi cinque anni senza innamorarci dei personaggi del momento.

Perché vivere un partito vuol dire cogliere l’emozione di un’idea, quella che all’improvviso sembra essere tramontata.

IO MI COLLOCO DALL’ALTRA PARTE

IO MI COLLOCO DALL’ALTRA PARTE

Abbiamo un governo (ed un parlamento) populista, sovranista, antieuropeista, antiscientifico, costituito da Lega e 5stelle.

Ho detto abbiamo, ma debbo aggiungere un “forse”, perché a tutt’oggi, i populisti e sovranisti che hanno vinto le elezioni 70 giorni fa, stanno ancora facendo accordi, per un governo insieme.

Segreti che scopriremo volontariamente o involontariamente. Ma siccome sono dei pavidi, o non si fidano di loro stessi, o vogliono dimostrare di essere “democratici”, le decisioni le sottoporranno alla valutazione dei loro rispettivi popoli, così possono sempre scaricare sugli altri, anche se si tratta del loro “popolo”, gli eventuali probabili fallimenti. Come dire “l’avete voluto voi”.

Io mi colloco dalla parte opposta, e per quello che posso fare (pochissimo) sosterrò chi farà altrettanto con chiarezza, determinazione e senza alcun tentennamento.

C’è un mondo nuovo da costruire, da questa parte, e non possiamo più perdere tempo con i i soliti indecisi, immaturi, mai contenti, maestri del Pd, che non riescono a vedere la realtà neanche quando ci sbattono contro.

In tutto questo periodo abbiamo sentito troppe cavolate, troppe inutili discussioni, troppe cose senza senso come quelle di “fare un contratto e non un accordo”. Sinceramente non ho mai sentito che si possa fare un contratto senza essere d’accordo.

Abbiamo visto che pur di fare il Presidente del Consiglio, personaggi che andavano a destra e a sinistra indistintamente cercando disperatamente gli appoggi necessari.

Ma quello che più mi ha colpito e ferito è stato il piagnisteo di alcuni personaggi del Pd, che pur di apparire o di ottenere qualcosa, hanno asserito con convinzione che il m5s, fosse la “nuova sinistra”. L’alleanza con Farage in Europa già sarebbe stata sufficiente a definirli di destra, e pure estrema. Eppure no, l’evidenza non era sufficiente, per alcuni, era necessaio il sacrificio o il suicidio di un partito, il Pd, come adesso tanti giornalisti, opinionisti, filosofi, sostengono, perché temono una deriva a destra. Ma era nelle carte, bastava leggerle.

Il tema principale resta sempre la totale opacità di un prodotto antisistema creato, gestito e posseduto da una azienda che esercita un diritto assoluto sui rappresentanti eletti dal popolo, vincolandoli all’obbedienza con un contratto che ne fa automi in mano ad un solo possessore e signore.  Di Maio avatar di Casaleggio. Un feudalesimo politico, in chiave ventunesimo secolo.

Dal risultato delle elezioni era logico e naturale che una alleanza si stabilisse a destra, fra due forze velleitarie, populiste, sovraniste, ma soprattutto accomunate dallo stesso avventurismo politico che scavalca, come inutili paletti, i punti fermi di una gestione razionale e sensata della cosa pubblica, prediligendo il più facile distruggere, al più complesso costruire.

 

FARE RETROMARCIA ADESSO È DA INUTILI IDIOTI

FARE RETROMARCIA ADESSO È DA INUTILI IDIOTI

Pentirsi in politica non è come pentirsi di fronte a Dio, dal quale, se uno ci crede, può ottenere il perdono, dopo una confessione.

Stiamo assistendo allo strano fenomento del ripensamento tardivo in politica, dove il perdono non è concesso. Quando il danno è compiuto non c’è più rimendio.

Per esempio, un altro che comincia a fare retromarcia è un tal Prof De Masi.

Si tratta nientemeno  dell’ideologo del m5s, quello del reddito di cittadinanza, l’esimio sociologo  che adesso, tardi, si preoccupa. Ecco cosa dice al giornale “La Repubblica”: “Il governo m5s-Lega è più a destra di tutti. Rischia di essere il governo più a destra di sempre.”

Sappiamo che De Masi ha sostenuto in ogni dove l’idea del reddito di cittadinanza proposto dal m5s, facendone il cavallo vincente.

Una proposta sola, chiara, comprensibile a molti, soprattutto a chi nella vita ha proprio poco e spera in un aiuto.  È stata un proposta ipocrita ma soprattutto crudele verso gente povera, verso gente che c’ha creduto in buona fede. Una proposta che si sapeva già, in tanti l’avevano detto, era insostenibile, nella sua interezza.

Poi ha aggravato, secondo me, il suo stato mentale presisando che  aveva votato m5s con convinzione: “perché speravo che poi facessero un governo col Pd”.

Invece sta per nascere la compagine più anti europea, più fascista e sfascista, la meno democratica che si poteva immaginare.

Anche questo sociologo, come Marescotti, Celentano, Floris e tanti altri che vivono nel mondo dei balocchi, hanno votato m5s e ora si lamentano.

È tardi piangere dopo, ma cosa avevano capito del m5s? Una minchia.

Oppure credevano (con orecchie e occhi bendati) che il m5s fosse un partito di sinistra?

Si sono accorti, invece, che è un partito totalitario e sfascista. Delusione? Non so forse frustrazione perché il Pd non si è voluto suicidare, per fortuna, nonostante il costante birignao politico di alcuni saccenti del Pd, che in malafede sostenevano che il m5s fosse la “nuova sinistra” e che quindi era opportuno andarci a letto insieme.

Lì dentro nel m5s c’è l’incredibile: parlamentari italiani sudditi di una ditta la Casaleggio, un’associazione privata che controlla la vita e le attività di partito, e decide il destino di un paese intero.  Parlamentari assunti con un contratto firmato e con dimissioni in bianco, in cambio di una poltrona, e per questo pagano il pizzo alla ditta. Mafia docet.

Un altro brevissimo esempio ci viene dal giornalista Massimo Giannini (La Repubblica), che tutti conoscono come il più lontano possibile dal Pd e soprattutto da Renzi, avendolo criticato fino allo sfinimento degli ascoltatori, comunque ecco che se ne esce con queste parole, scritte da lui sul suo giornale: “Di Maio e Salvini incarnano due campi ideologici opposti uniti solo dalla comune natura populista. È questa stessa natura che li esalta, ma al tempo stesso li condanna. Se non fanno quello che hanno promesso, perdono i loro elettori. Se lo fanno, perdiamo tutti”.

Modestamente (mica tanto) l’avevamo previsto.

LA TRECCIA – TRE DONNE IN CERCA DI UN MIRACOLO

LA TRECCIA – TRE DONNE IN CERCA DI UN MIRACOLO

Magica “treccia” di capelli che riesce a intrecciare storie al femminile di tre continenti e diventa simbolicamente quel filo d’oro che lega i destini delle donne che hanno lottato per vincere la discriminazione, sono riuscite a realizzare sogni impossibili, a liberarsi da schiavitù e pregiudizi.

Questa “treccia” nella felice invenzione della scrittrice Laetitia Colombiani, è il talismano che cambia la vita di Smita, Giulia e Sarah.

La prima è una dalit, un’intoccabile. Nell’India dei fuori casta, condannati a vivere e morire ai margini della società, raccoglie nelle latrine, con le mani, gli escrementi umani. Ma è anche la giovane mamma di una bellissima bambina di sei anni, dai capelli lunghi, che ogni mattina spazzola e lega in una traccia, pronta a tutto purché la figlia vada a scuola e non debba fare il suo orrendo mestiere.

Giulia è una ragazza palermitana che, alle discoteche, preferisce il silenzio delle biblioteche, dove può coltivare i suoi sogni. Si ritrova all’improvviso a dover sostituire il padre, nell’ultimo laboratorio artigianale dove si pratica la “cascatura”, la lavorazione dei capelli per farne parrucche o toupet. Un giorno scopre come la secolare e redditizia attività della sua famiglia stia per fallire. Ma lei non si arrende.

Sarah è un avvocato canadese che ha sacrificato matrimoni e famiglia per diventare potente “capo” di un prestigioso studio legale di Montréal. Una mattina, nel mezzo di un’arringa, è colta da un malore che rivelerà un cancro e tutto si capovolge.

Tre donne che non si conoscono, alle quali l’autrice, con la semplicità di uno struggente racconto che accarezza le loro vite, facendone emergere il coraggio, l’audacia, la fede in quei valori umani e spirituali che fanno “miracoli”, affida un luminoso messaggio d’amore e di speranza.

 

SE DI MAIO NON SA COSA SCEGLIERE INTANTO GLI CONSIGLIAMO LE SCARPE PER OGNI EVENTUALITÀ

SE DI MAIO NON SA COSA SEGLIERE INTANTO GLI CONSIGLIAMO LE SCARPE PER OGNI EVENTUALITÀ

Siamo talmente annoiati dalla nenia che ci propinano da più di due mesi, ogni giorno, che cerchiamo di ridere un po’. Anche se la situazione è molto seria e pericolosa. E così suggeriamo a Di Maio le scarpe adatte per ogni eventuale situazione.

Da “Presidente del Consiglio”. Fermo, deciso, con tanti grilli o insetti del capo. Punzicano un po’ torno torno.Così non dimentica chi è il vero capo che governa al posto suo. Lui è l’avatar di qualcun altro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Da “vicepresidente di Salvini”, così pare un po’ più alto.  Con l’aggiunta dell’acquario per confondersi un po’.

 

 

 

 

 

 

 

 

Da “mai con Berlusconi”, un po’ ingombranti. Le scatole di Berlusconi sono pesanti.

 

 

 

 

 

Ortopediche per qualsiasi appoggio esterno. Vanno bene tutti, purché appoggino. Attenzione agli stinchi però.

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunque la situazione è tragica.