I FRANCESCANI DISTRATTI

I FRANCESCANI DISTRATTI

Per alcuni la prospettiva di passare la vita al bar, seduto a riempirsi di birra, è un’ottima soluzione a tutti i problemi.
Tanto ogni mese arriva il reddito di cittadinanza.
La fatica di cercarsi un lavoro viene risparmiata.
La vita scorre serena, perché ci sarà chi paga per loro.
Forse i pensionati che si permettono di prendere mensilmente più di 800 euro.
Ci sarà chi paga per avere scuole e ospedali per tutti, ci sarà chi paga, per pulire le strade e illuminarle, ci sarà chi pensa a mettere in carcere i delinquenti, e ci sarà chi procurerà loro una casa e tutti i comodi possibili.
Ma a pagare non saranno i ricchi, coloro che hanno la possibilità di mettere al sicuro i loro soldi, come ha fatto grillo, saranno coloro che, avendo seriamente lavorato, ora prendono un po’ di pensione.
Non saranno neppure i parlamentari grillini che parlano di francescanesimo senza sapere cosa sia veramente.
Credo che San Francesco sentendo parlare grillo in quel modo non stia bene nella sua tomba.
Soprattutto quando dice: “Siamo noi i francescani di oggi”, mentre rutta il gintonic su un sofà piazzato in una terrazza, delle sue, fronte mare e con l’altra mano controlla il conto di una delle sue banche. Mai averne una sola. Le banche ci mettono niente a fottere i francescani distratti.

IL MAGGIOCIONDOLO

IL MAGGIOCIONDOLO

Sbocciano a maggio i grappoli gialli del Maggiociondolo. Simile al glicine, ma dalle corolle di un tenero colore solare, questa pianta si può coltivare anche in giardino o in un grande terrazzo. Raggiunge anche i sette metri di altezza.

Il Maggiociondolo fiorisce a maggio. È proverbiale: per l’intero mese questo albero si copre di fiori che ricadono in grappoli abbondanti e folti, simili a quelli del glicine. Il loro colore però, è un luminoso giallo primula, che si accompagna anche a una leggera fragranza.

Le dimensioni finali del maggiociondolo ne suggeriscono la coltivazione in giardino.

Crescono abbastanza velocemente. Il fusto si ramifica in un numero ridotto di rami piuttosto flessibili, questa particolare caratteristica può essere sfruttata da attenti giardinieri per coltivarlo come se fosse un vero e proprio rampicante. È infatti sufficiente, via via che crescono, legare i rami plastici a pergole, archi o tralicci, in modo che i fiori dorati, ricadendo, formino liberamente interi soffitti, archi, spalliere luminose.

Dall’incrocio tra due specie di Maggiociondolo che crescono spontanee anche in Italia, Laburnum alpinum e Laburnum anagyroides, è stata selezionata un’interessante nuova cultivar chiamata Laburnum x watereri “Vossii” particolarmente ornamentale.

La fioritura è davvero spettacolare, perché i grappoli sono lunghi 60 centimetri, seguito da un numero ridotto di frutti.

Le foglie sono formate da tre foglioline dalla consistenza morbida e dal colore verde chiaro, mentre il frutto è un baccello simile al fagiolo che va subito eliminato se ci sono dei bambini. È infatti importante sapere che tutte le parti di questa pianta, in Italia presente sia nei giardini che selvatica, sono velenose.

Un altro modo per valorizzare il Maggiociondolo in giardino è lasciarlo crescere liberamente, come un alberello isolato, con il tempo assumerà una bella forma dalla chioma tondeggiante, senza mai bisogno di potature.

Si può coltivare anche in un grande terrazzo, purché sia in pieno sole ed abbia un terreno ben drenato. L’esposizione a mezz’ombra è invece richiesta nelle zone con estati mediterranee molto calde e asciutte.

Se coltivato in vaso, questo deve essere almeno di 60-70 centimetri di diametro, per evitare frequenti tagli delle radici necessari per mantenere una zolla ridotta.

Al momento della messa a dimora è opportuno posizionare accanto al tronco un robusto tutore cui legare saldamente la pianta, finché non abbia ben attecchito radicando in profondità.

La resistenza al freddo è molto buona. La temperatura invernale può scendere anche oltre i 10 gradi sotto zero. Un prolungato periodo di completo riposo invernale favorisce la formazione delle gemme che fioriranno la primavera seguente.

MOLTO PROBABILE

MOLTO PROBABILE

“Fra trent’anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione”.

Ennio Flaiano

 

Vorrei aggiungere, con grande malizia, l’Italia sarà come la vuole il “Fatto Quotidiano”, la Tv7 o Grillo? O come vuole l’Annunziata, la Berlinguer e tanti loro seguaci? Attualmente sembra siano proprio loro che parlano a rotta di collo, dettano le leggi e mettono le fondamenta di un futuro piuttosto tenebroso. Sono dappertutto! Brutta prospettiva per chi ci sarà. I politici pare esistano solo per essere giudicati e criticati.

APPROVATA LA LEGGE CONTRO IL CYBERBULLISMO

APPROVATA LA LEGGE CONTRO IL CYBERBULLISMO

La legge per il contrasto alle forme di cyberbullismo è stata definitivamente approvata dalla Camera con 432 voti a favore e nessun contrario. Il testo che ha avuto un percorso lungo e accidentato (è passato per tre volte dalle commissioni e le aule di palazzo Madama e di Montecitorio), ha avuto il definitivo ok alla quarta lettura.


Poco prima del voto, la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha voluto salutare Paolo Picchio, il padre di Carolina, la ragazza che si tolse la vita a 14 anni dopo essere stata vittima dei cyberbulli. Paolo Picchio era sulle tribune per assistere al voto del testo per il quale si è impegnato e ha combattuto.
“E’ a Carolina e alle altre vittime del bullismo on line – ha detto Boldrini prima di indire la votazione finale – che noi oggi dobbiamo dedicare questo provvedimento, che era un primo passo necessario e doveroso da parte del Parlamento”.
COSA PREVEDE LA LEGGE – Non è la “legge migliore possibile” quella definitivamente approvata oggi dalla Camera ma un punto di partenza, come hanno ripetuto diversi deputati dei vari gruppi parlamentari intervenuti in aula, per dare una risposta efficace non solo di repressione, ma anche di educazione e formazione dei giovani a un fenomeno in preoccupante crescita.
Il testo è rimbalzato tre volte tra le commissioni e le aule di palazzo Madama e di Montecitorio ed era arrivato di nuovo a Montecitorio per la quarta lettura (quella definitiva) lo scorso 31 gennaio. Limitare gli effetti del provvedimento ai minori o estenderlo ai maggiorenni, è stato questo per due anni il vero nodo della legge. Il testo originario (elaborato dalla senatrice del Pd, Elena Ferrari) era circoscritto ai minorenni ma la Camera in seconda lettura lo ha modificato, allargandolo agli over 18.
La legge varata dalla Camera circoscrive il raggio d’azione ai minorenni e conferma l’ultima impostazione adottata al Senato, che privilegia la prevenzione e gli interventi di carattere educativo, rispetto al testo della Camera che alle misure educative affiancava anche strumenti di natura penale. Il testo agisce solo sul fenomeno cyberbullismo, avendo soppresso ogni riferimento al bullismo che pure era presente nella versione elaborata in seconda lettura dalla Camera.
Identikit del cyberbullo. Entra per la prima volta nell’ordinamento una puntuale definizione legislativa di cyberbullismo. Bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo.
Il minore che abbia compiuto 14 anni e sia vittima di bullismo informatico (nonché ciascun genitore o chi esercita la responsabilità sul minore) può rivolgere istanza al gestore del sito Internet o del social media per ottenere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su Internet che deve essere eseguita entro 48 ore dall’istanza.
Viene istituito un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo e prevede l’adozione, da parte del ministero dell’Istruzione – di concerto con il ministero della Giustizia – di apposite linee di orientamento prevenzione e il contrasto del fenomeno nelle scuole. In particolare, le linee di orientamento dovranno prevedere una specifica formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti.
In ogni istituto scolastico dovrà essere designato un docente con funzioni di referente per le iniziative contro il cyberbullismo, che collaborerà con le Forze di polizia, le associazioni e con i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio in caso di necessità. Le scuole sono chiamate a elaborare interventi di prevenzione e informazione, con la promozione dell’uso consapevole di internet.
In caso di episodi di bullismo via web, il questore può ammonire l’autore con un provvedimento analogo a quello adottato per lo stalking: fino a quando non sia stata presentata querela o denuncia per i reati di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali commessi, mediante Internet, da minorenni sopra i 14 anni nei confronti di altro minorenne, il questore potrà convocare il minore responsabile (insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale), ammonendolo oralmente ed invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge.
Fonte:AdnKronos

PD STAI ATTENTO ALLE FREGATURE

PD STAI ATTENTO ALLE FREGATURE

Sarà un caso ma, dopo le elezioni francesi, sembra essersi velocizzato il processo di una creazione di una legge elettorale.

Sembra che ci sia voglia di accordo tra le due maggiori forze politiche in grado di contendersi il governo del paese, cioè PD e M5s.

PD stai attento a trattare con il M5S, dato che ha dimostrato di essere un Movimento inaffidabile, sempre, in ogni situazione. Il suo nemico sei sempre tu, Pd! Quello che sta dicendo il m5s sulla legge elettorale, potrebbe nascondere una grossa fregatura.

Sembra,  si ha l’impressione, si suppone che ci sia consonanza tra i due partiti per dare il premio alla lista, proprio come dice il Legalicum, la legge elettorale Italicum modificata dalla Corte Costituzionale.

Forse è proprio quella la direzione da prendere. Certo, Berlusconi preferisce il premio alla coalizione, data la sua capacità mitica di mettere d’accordo forze politiche molto diverse tra loro.

Anche se ora la vittoria di Macron sembra aver mandato un po’ in crisi il centrodestra, lo stesso Berlusconi ha salutato la vittoria dell’europeista Macron, mentre Salvini, potenziale e probabile alleato di Berlusconi, non ha ovviamente ben visto questi ammiccamenti di Berlusconi a Macron. Ma probabilmente è solo una commedia.

La situazione politica si fa ingarbugliata ed interessante.

VUOI LA PACE? RINUNCIA A QUALCOSA

VUOI LA PACE? RINUNCIA A QUALCOSA

Una volta un corvo volò in cielo con un buon pezzo di carne nel becco.

Venti corvi si misero ad inseguirlo e ad attaccarlo rabbiosamente.

Alla fine il corvo lasciò cadere il pezzo di carne che teneva nel becco.

I suoi inseguitori si precipitarono strillando sulla carne.

Allora il corvo esclamò: «Che pace adesso! Il cielo è tutto mio!»

È QUESTO IL NUOVO CHE AVANZA?

È QUESTO IL NUOVO CHE AVANZA?

Ferruccio De Bortoli, osannato giornalista ed ex direttore de “Il sole 24 ore” (Verbo veritatis), ha ripescato, in un libro (adesso tutti scrivono libri), la questione dell’interessamento di Maria Elena Boschi, per la banca Etruria, un tempo e per poco tempo diretta dal padre.

Non si placa questa misoginia, questa voglia di rovinare moralmente Maria Elena Boschi, una donna. Perché?

È bella. È brava. È intelligente. È Capace. È spigliata. Si esprime con termini esatti ed in un italiano corretto. Non è timida. E siccome non è una stupida, e nemmeno una passiva,  stavolta ha affidato la pratica ai legali per tutelare il suo nome e il suo onore. Io dico, finalmente, basta coprirla di fango.

Ma allora perché riprendere un argomento, che con ogni probabilità l’addolora perché coinvolge il padre, e caricarla di ogni responsabilità?

Quello che dice non viene creduto, quello che fa non viene apprezzato. E’ dura essere una donna, sempre e in tutti i posti in cui è presente. Persino in casa propria viene maltrattata ed umiliata se non bastonata, sfigurata o uccisa.

In politica, De Bortoli, fa la stessa cosa, vuole umiliare Maria Elena Boschi, riportarla di nuovo al centro di polemiche inutili, ma che possono ucciderla e sfigurarla dal punto di vista politico e morale, dandole sostanzialmente della bugiarda matricolata.

Questa è una questione che metto sul piano del maschilismo ancora radicatissimo nel nostro paese. Non possiamo criticare gli altri paesi e dire che sono peggio di noi, anche il nostro, nei confronti delle donne, non è da meno.

Innanzitutto, non prendere in considerazione la bravura e la capacità delle donne,  è uno spreco enorme di risorse. Lo dicono le statistiche.

Riporto da l’Avvenire:

“Secondo stime della Banca d’Italia, un aumento del tasso di partecipazione femminile al 60% nei prossimi 10 anni significherebbe quasi meccanicamente un aumento del Pil fino a 7 punti. Eppure sono 17,5 milioni le donne inattive e 2,8 milioni le disoccupate. Di queste la metà, ovvero 1,4 milioni, sono laureate. Significa che non lavorano in un Paese che ha investito sulla loro istruzione. Ma non basta: anche quando riescono a trovare un impiego le donne sono spesso inserite in dinamiche discriminatorie, con percorsi di carriera più lunghi, spesso accidentati, differenze retributive rispetto ai colleghi uomini, assenza di politiche familiari di supporto per conciliare la vita lavorativa e quella privata. Ma anche minor valorizzazione delle competenze. Eppure mettere le donne al centro delle strategie di crescita di un’azienda è fattore conclamato di crescita del business.

Le imprese a conduzione femminile hanno maggiore predisposizione verso leve strategiche importanti come internazionalizzazione, innovazione e marketing. Per esempio registrano più marchi internazionali: il 52% contro il 46% maschile.

Un rapporto del Peterson Institute for International Economics, centro studi americano, ha analizzato i risultati di quasi 22 mila aziende sparse in 91 nazioni, dimostrando che le compagnie dove almeno il 30% del consiglio d’amministrazione è “rosa” riescono ad aumentare i profitti del sei per cento all’anno, contro il tre di media. Anche il Fondo monetario ha realizzato un’indagine per capire se le società con più donne manager avessero risultati finanziari migliori, analizzando i bilanci di due milioni di società in Europa.

Ebbene: semplicemente sostituire un uomo con una donna nelle direzioni o all’interno dei consigli di amministrazione porta una redditività maggiore compresa fra lo 0,08 e 0,13 per cento. Nonostante questo in Italia le realtà ‘femminili’ sono 1 milione e 300mila, con un peso che arriva a poco più di un quinto del totale. E a ben vedere, oltre a essere poche, sono anche in diminuzione. L’innovazione e la comunicazione sono i settori chiave in cui un manager donna è più capace”.

Invito De Bortoli, a rivolgere la sua attenzione su altri problemi italiani, e la smetta di pensare alle donne che hanno fatto carriera, specie se in politica, altrimenti la sua è una invidia insidiosa che lo fa solo star male. Stia bene e avrà tutto da guadagnare.

ORLANDO O EMILIANO?

ORLANDO O EMILIANO?

Ho ascoltato con attenzione, gli interventi di Renzi, Orlando ed Emiliano, ieri alla direzione nazionale del Pd.

Renzi mi è piaciuto, ma questo lo davo per scontato. Diciamo che sono  renziana, e sì, e vorrei che fosse una “cosa” politica contagiosa.

Tuttavia tra il discorso di Orlando e quello di Emiliano, ho apprezzato di più quello di Emiliano.

La sua focosità, il suo convincimento e la sua forza mi sono sembrate più sincere e forse potranno essere anche più utili al partito democratico, rispetto al discorso, troppo scontato di Orlando.

Più Europa, dice Orlando, ma non credo proprio che Renzi sia antieuropeista, tutt’altro. Inoltre dice Orlando, che Renzi pretende che chi ci ha mandato nella palude, siano gli stessi che ora dovrebbero salvarci.

Non ho capito cosa intendesse.

Quelli che ci hanno mandati nel fango sono i vari Civati, Fassina, Cofferati, D’Alema, Bersani e soci, e non mi pare proprio che Renzi li ami particolarmente da pregarli che ci diano una mano. Anzi.

Questo, semmai, è il desiderio di Orlando, ripescare i fuoriusciti. In Orlando ho rivisto il Civati della precedente consultazione. Stessa  flemma, stesso rancore sottocenere, stessa faccia impassibile, priva di vivacità.

Ha ripetuto la frase più infelice che potesse dire, e che ha ripetuto a mo’ di litania, nella campagna per le primarie: “Tra Berlusconi e Bersani preferisco Bersani”.

Questi non sono discorsi da leader, sono le piccinerie di chi vede un partito addomesticato, vecchio, non proiettato verso il futuro, con idee che superino tutti gli schieramenti possibili, ma sono le idee di chi vuole imbarcare tutte le passività che ci hanno portato alla sconfitta. Appesantendo di nuovo il partito che con fatica tenta di scrollarsi di dosso tutte le passività ereditate. Orlando non ha ancora capito che il Pd è un partito nuovo, e come tale deve essere senza le scorie del passato. Con le glorie del passato, ma senza il peso del rancore.

Per la verità avrebbe dovuto dire che, con una buona legge elettorale, il Pd dovrebbe essere messo nelle condizioni di non scegliere nessuno, ma di affrontare anche da solo le prossime avventure politiche.

Nel modo con cui si è espresso Orlando, significa essere senza speranza e stare a paciugare volentieri nel fango, dove nessuno si distingue, nessuno ha un comando, ma si dirige un partito come seduti ad un bar.

Emiliano invece, con la sua foga, ha protetto il “suo sud”, ha sostenuto le sue ragioni, ha invitato a ragionare e a decidere anche dopo il confronto difficile con gli altri. Insomma mi è piaciuto di più.

MAGGIO IL MESE DELLE ROSE

MAGGIO IL MESE DELLE ROSE

LA PROSSIMA VOLTA

LA PROSSIMA VOLTA

La prossima volta che incontrate qualcuno che irritato o furioso o magari arrogante, ironico, che trova da ridire su tutto, o che comunque ha perso la calma, allora cercate di ricordare che: una persona che si sente bene non ha mai alcun bisogno di attaccare o di mettere in ridicolo nessun altro. Non ditelo all’altra persona tenetevelo per voi e incomincerete a vedere costui o costei in una nuova luce.

Kay Pollak, dal libro Nessun incontro è un caso