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E VENNE UN UOMO CHIAMATO GUY VERHOFSTADT

E VENNE UN UOMO CHIAMATO GUY VERHOFSTADT

Tutti a strapparsi le vesti per quello che quest’uomo ha detto al presidente del consiglio italiano: burattino (definizione ufficiale del Parlamento europeo).

Ha detto quello che avrei voluto sentir dire a tanti giornalisti, a tanti analisti, i quali, si sono subito intruppati per difendere l’onore della patria.

L’hanno difeso quando questo governo dava dell’alcolizzato a Juncker?

Ma si sa, sono in piena autocritica, a dirsi che loro non avevano proprio visto che, dietro il giovane cambiamento, si nascondesse tanta lucida demolizione, pensare che sono le elites, eh…secondo me, cominceranno a spostarsi verso la Lega, sperando di vederci un grande futuro, dopotutto, sono elites che per sentirsi accettate dal popolo, devono fare e dire di peggio per sembrare meno elites, quasi a nascondere quello che dovrebbero essere.

Io che non sono niente, da mo! Eh! Hai voglia! Che avevo capito, mi sono bastati 10 minuti di logorrea grillica, per capire quello che c’era dietro questo movimento di marketing virale.

La lega, sono anni che la conosciamo, per capirci, è quella che si puliva il c…o col tricolore, non sono cambiati e quello che sornione benedice tutto ciò, con un piede dentro e l’altro fuori, l’uomo di Arcore, i suoi danni li ha fatti insieme alla lega e le sue televisioni e continua a farli.

Ecco perché dico sempre che niente perdono, alcuna compassione per gente così facilmente influenzabile.

In cucina, riconoscere il burro dalla margarina, un buon olio di oliva da uno che fa schifo, è semplice… bisogna assaggiare ed avere memoria per il gusto, saper riconoscere i veri sapori ed ingredienti, che sono sempre semplici alla fine.

Quando non si sa più riconoscere l’ingrediente ottimo e semplice dalla cosa artificialmente fatta, bisogna cambiare mestiere, darsi all’ippica, alla pesca, alla pittura amatoriale, insomma, smettere di essere elite pensante, perché se si deve somigliare al popolo, mi contento di andare dal mio salumiere, che è pure tanto simpatico.

Dunque dicevo di quest’uomo che ieri ha dato una lezione di storia dell’Italia e che fra le tante cose, ha detto questa frase:
“Presidente Conte, non ha potuto riconoscere Guaidò perché è sotto la pressione di Putin”.

Personalmente, è questa frase che mi ha scosso, anzi mi ha fatto saltare dalla sedia, ed avrei tanto voluto che il PDC rispondesse a ”questa frase in particolare”, smentendola ovviamente.

Nulla, muto, anzi ha risposto: burattino sarà lei.

(Bonjour Tristesse)

Questo è.

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SULLA TAV I 5 STELLE HANNO REALIZZATO UN COLPO DI STATO ECONOMICO

SULLA TAV I 5 STELLE HANNO REALIZZATO UN COLPO DI STATO ECONOMICO

Invece di una commissione di esperti imparziali, hanno incaricato 6 esperti, di cui 5 notoriamente contrari e uno “foglia di fico”.

Tutti numeri ufficiali del completamento dell’opera, cioè dei cosiddetti costi, di quanto serve ancora da spendere, sono stati, pacchianamente truccati.

Truccato il costo totale dell’opera, truffaldinamente raddoppiato.

Truccato il contributo europeo alla spesa, sparito nei conti, che, invece, copre le residue spese italiane.

Truccato il costo delle penali da pagare, vergognosamente taciute, riconoscendole come “incalcolabili”.

Truccati i benefici, 50.000 posti di lavoro, diretti o indiretti, che vengono cassati.

Truccati i metodi standard di calcolo, mancate accise e pedaggi autostradali, trattati come costi.

Per confezionare questa truffa, i 5 No Tav di Toninelli, Di Maio e del burattino Conte, definizione ufficiale del Parlamento europeo, stracciano trattati internazionali, quello con la Francia sull’opera, e Direttive Europee, quella del passaggio del traffico frontaliero delle merci dalla gomma alla ferrovia, che per gli Stati sono leggi.

Di fronte a questo colpo di Stato economico, due personaggi fanno la loro splendida figura di cacca: il ministro Salvini che si dice a favore della Tav, ma bela come una pecora, lui è sceriffo solo con i disperati, dinanzi alla gigantesca mole intellettuale di Toninelli, e tal Fratoianni, deputato di Leu, che si dice d’accordo con Toninelli.

Tal Fratoianni, deputato Leu, sembra proprio l’ultimo giapponese della più stolida e grottesca teoria politica inventata da menti malate e criminogene, penetrata nel Pd del dopo Renzi: quella secondo cui Grillo, Di Battista, Fico Di Maio e Toninelli dicono cose bellissime e di “sinistra”.

LA CONDANNA DELLE URNE ABRUZZESI PER LA LINEA POLITICA DI ZINGARETTI – MARTINA

LA CONDANNA DELLE URNE ABRUZZESI PER LA LINEA POLITICA DI ZINGARETTI – MARTINA

Nelle elezioni regionali abruzzesi, oltre la conferma di un centro destra con i numeri per governare e il tracollo dei 5 Stelle, c’è un dato politico di prima grandezza che fornisce una chiave di lettura interessante, rispetto al futuro della linea politica che il Pd prenderà con l’elezione del nuovo segretario.

Nella coalizione del centro sinistra a sostegno di Legnini, la sinistra a cui Zingaretti e Martina guardano per un ricongiungimento, non si schioda dall’esangue e immutabile (+/-) 3% e tolto il disastroso 11,4% del Pd ( e la colpa sarà imputata a Renzi chiaramente), il buon risultato 31,6% del Centrosinistra viene conseguito con le liste civiche di centro a cui la mozione Giachetti-Ascani guarda, per future alleanze di governo.

I padri e i padrini continuano a vaneggiare i ritorni al passato, le aspettative degli elettori sono all’opposto della loro stantia e arida proposta politica, ne prendano atto e facciano veramente l’analisi del voto che strumentalmente hanno continuato a pretendere da Renzi.

IL PD SI È CASTRATO DA SOLO

IL PD SI È CASTRATO DA SOLO

E ora è frustrato e impotente.

Ragioniamo.

Il Pd è prigioniero di due dogmi.

Il primo è il teorema D’Alema, perché è stato lui ad enunciarlo esplicitamente. Che recita: “se cade questo governo seguirà un governo peggiore, con il centrodestra unito”.

Dal teorema D’Alema discende la conseguenza: che il Pd, nei fatti, teme la caduta di questo esecutivo, che però si tiene insieme solo con lo sputo, e rischia di trovarsi spiazzato da un’accelerazione della crisi.

Il teorema D’Alema non regge. Occorrerebbe abbandonarlo: al governo Conte può seguire un governo migliore.

Il secondo dogma paralizza il Pd, quello di Zingaretti e anche di Martina ma lui ha perso., e che recita: la alternativa a questo governo deve essere il ritorno ad un bipolarismo destra – sinistra.

Il problema è che la destra la vediamo e come!

La sinistra, col Pd al 18%, qual è?

Questa nostalgia del vecchio bipolarismo, nella realtà del multipolarismo proporzionale, costringe il Pd a giocare senza carte di riserva. Senza variabili che non siano una sola litania: l’inevitabilità di comprendere i 5 Stelle come alleato nel sognato polo di sinistra.

Ma se il primo teorema sta franando, il secondo è al totale disarmo: un polo di sinistra con i 5 Stelle è fuori da ogni ipotesi e fantasia.

Anche la più perfida. Per innumerevoli motivi.

Scegliamone solo tre.

Primo, i 5 Stelle sono oggi l’epicentro, la ragione del disastro economico del Paese. Come dice Berlusconi, sono loro la vera guida economica del governo e Salvini, un bullo a parole che cede su tutto, oggi, per esempio si è comprata la fiducia dl grillini rinunciano alla TAV e deludendo per altro, il suo lettorato del nord che la vuole, ma l’immunità parlamentare doveva ottenerla e scambiarla coi grillini per un no alla Tav.

Quindi è logico ritenere che l’economia sia completamente in mano ai grillini e se succedesse una crisi, sarebbe una maxi crisi sull’economia.

Quale dialogo il Pd e i 5 Stelle potrebbero avere sull’economia?

Nessuno.

Secondo, i 5 Stelle hanno ribadito un posizionamento internazionale incompatibile col Pd, persistente ambiguità ed ostilità all’euro cui si unisce oggi l’aggressione ad un paese fratello,(La Francia ha ritirato il suo ambasciatore cosa che non seccedeva dal 1940), la solidarietà con le dittature, rosse e nere, l’ambiguo rapporto con la Russia. Il no Tav.

Terzo, infine, i 5 Stelle involvono, ulteriormente, in senso regressivo: danno la guida a Di Battista, un improbabile chavista, e all’anima movimentista, la più scopertamente eversiva, oscura, giustizialista, manettara, aziendale, nel senso di Casaleggio, portatrice di tutto il ciarpame di demagogia, e rischi per la nostra libertà, che chiamano “democrazia diretta”.

Ecco i 5 Stelle. Come può il Pd ancora illudersi, scioccamente, di immaginare un polo di sinistra con i 5 Stelle?

E qui nasce il problema: Zingaretti e mezzo Pd sono prigionieri dei due dogmi, dei due teoremi suddetti che non reggono più.

Il congresso ha detto che questo gruppo dirigente post-renziano non ha alternative, non gioca carte di riserva, è prigioniero di un solo schema, l’attesa dei 5 Stelle.

Irrealistico, frustrante e impotente.

Se cade il governo, il saggio Mattarella dovrà esercitare una grande creatività per comporre la crisi.

Le elezioni non saranno possibili.

Che sponda troverà Mattarella nel Pd?

Si bloccherà sullo schema: “solo con i 5 Stelle”?

Sarebbe idiota e suicida.

Invece di un congresso senza politica e dominato dai due dogmi in frantumi, il Pd dovrebbe aprirsi allo sghiacciamento, alla creatività, al coraggio, alla fantasia e all’ innovatività.

Anche sulla politica, se non vuole, come inizia la mozione di Giachetti e Ascani , “trasformare la fase del populismo nell’era del populismo”.

Per carità.

 

SEMBRAVA DI ASSISTERE AD UN SORTEGGIO DI CHAMPIONS LEAGUE.

SEMBRAVA DI ASSISTERE AD UN SORTEGGIO DI CHAMPIONS LEAGUE. 

Ma che bel teatrino, con la schedina gialla chiusa nella campana di vetro e appoggiata ad una lastrina di plexiglass, come reliquia curata da un altare!

Che emozione quando Di Maio ha sollevato il sipario, quel panno che nascondeva campana e tesserino del “reddito di cittadinanza”, allo sguardo di sterminate masse.

L’avesse fatto Renzi, lo avrebbero impalato.

Lui che ha ricevuto secchiate di acido cloridrico per le sue timide slide.

Pagliacci, estrema destra pagliaccia.

 

SE CI FOSSERO STATI I GRILLINI AL TEMPO DI ENRICO MATTEI

SE CI FOSSERO STATI I GRILLINI AL TEMPO DI ENRICO MATTEI

Se ci fossero stati i grillini al tempo di Enrico Mattei, l’Italia non avrebbe avuto l’Eni e non avrebbe avuto l’Autostrada del Sole.

L’Italia non avrebbe avuto il propellente per l’industrializzazione del Paese, così come non avrebbe realizzato la grande via per la circolazione delle merci e delle persone da Nord a Sud.

L’Italia non avrebbe avuto il miracolo economico, con l’emancipazione sociale di milioni di famiglie, letteralmente sottratte a un destino di miseria e di malattie.

Dalle parti del Movimento possono metterla come vogliono, ma non c’è Paese al mondo del livello di sviluppo del nostro che intenda rinunciare a priori, come si chiede di fare, a una politica energetica e infrastrutturale che passi anche dall’esplorazione di nuovi giacimenti di idrocarburi e dalla realizzazione di grandi opere viarie e ferroviarie.

Non c’è obiezione che tenga rispetto a una deriva quotidiana verso la decrescita infelice e a uno stillicidio continuo di stop and go, perché il risultato è la paralisi, lo stallo, il fermo degli investimenti.

Le trivelle, la Tav, il Tap, il Terzo Valico, solo per citare le opere simbolo, non possono essere oggetto di un sistematico braccio di ferro tra le due componenti della maggioranza e del governo, al centro di tentativi di impossibili compromessi che durano lo spazio di una notte.

Non avere una visione comune in questo ambito vuol dire non avere una politica condivisa per uno dei settori strategici di una Nazione e di una società.

Non c’è bisogno di citare Lenin, («Il comunismo è il potere sovietico più l’elettrificazione di tutto il Paese») per rendersi conto che l’energia è eminentemente politica e che dividersi sul punto significa non poter governare insieme.

Non c’è contratto che tenga o che possa far da scudo, se non provvisoriamente e fragilmente, a una divaricazione su questo terreno.

Ma se non sappiamo quanto potrà andare avanti un esecutivo minato al suo interno da un tale contrasto, di certo sappiamo che a pagarne le conseguenze e i prezzi sono le imprese e le famiglie italiane.

E, in particolare, non ci sarebbero stati “dottori”, se la sorte ti aveva fatto nascere figlio di operaio.

 

CLANDESTINI O POVERACCI?

CLANDESTINI O POVERACCI?

Perché definire, ovviamente per salvarsi dal processo, “immigrazione clandestina o difesa delle frontiere”, l’apertura di un porto e l’ingresso di persone, controllato e vigilato, per ragioni umanitarie?

Dov’è l’ingresso clandestino?

La clandestinità non esiste tecnicamente in questi casi: i poveracci entrano scortati dai militari.

E poi, i giudici contestano che in ogni caso non poteva essere il Ministro degli Interni a chiudere i porti: quale minaccia alla sicurezza sarebbe, infatti, un ingresso scortato, vigilato e controllato di persone disarmate per ragioni umanitarie?

La difesa di Salvini non sta in piedi.

Affronti il processo e prenda atto che l’abito di sceriffo gli porta, forse, qualche voto ma lo rende un fuorilegge.

Inadatto al governo.

BELLA DELLA ZIA

BELLA DELLA ZIA

Dobbiamo considerarci fortunati, proprio tanto!
Ma dove lo trovate un paese con così tanti analisti politici? Eh? Dai, nessuno ha la chance di avercene così tanti, a tutte le ore, in tv, in ogni programma, ci si abbandona alle sottili, esperte e rumoreggianti parole.

Perché?

Pensare, riflettere, approfondire da soli con la propria intelligenza e coscienza?
Lasciamoci andare in tutti questi pozzi profondi, abbandoniamoci all’ebrezza della caduta, prima o poi, si toccherà il fondo, definitivamente, per il momento siamo ancora vivi.

Siamo il paese più fortunato del mondo, senza alcun dubbio.

Eserciti di fini analisti politici che fioriscono qua e là, armati di sorrisi che sembrano di plastica, che con leggerezza ci fanno gli elenchi dei mali del mondo (Beh!. Mica si possono fermare al nostro paese! Aho…… che scherziamo?

Sennò che razza di fortunati saremmo?

Noi ci abbiamo quelli che pensano per il mondo intero, non solo per L’Italia che da qualche tempo ha sconfitto la povertà, ha sconfitto l’immigrazione, ha sconfitto perfino l’intelligenza, scusate se è poco eh, ci parlano di signoraggio, di complotti, di economie alternative, di salute alternativa, insomma è tutto un fiorire di geni che mai mi sarei aspettata di trovare nel mio paese.

La nostra fortuna, non si ferma qui, (ti pareva, sempre eccessivi, mai capire che il troppo storpia), perché oltre a questi, abbiamo anche gente dello spettacolo che vuole metterci tanta buona volontà per spiegarci che si, questo governo è bello, bravo e più forte di tutti.

Io pensavo che le ballerine ballassero, le conduttrici conducessero, ecco, invece no, da noi, fortunato paese, parlano di politica ed il bello è che i giornalisti (hum…uumm… scusate, tossettina da gatto bloccato nella gola), si mettono ad analizzare ogni parolina di queste signore.

Una conduttrice famosa, eternamente famosa, si è lasciata andare a questa profonda analisi:

“I migranti vanno accolti, ci deve essere però la collaborazione di tutta Europa, non può esser soltanto l’Italia. Secondo me ha perfettamente ragione Salvini”. E prosegue: “Giuseppe Conte è un signore elegante, ma Salvini è più sanguigno, è uno che ‘fa sangue’. Parla con la pancia e arriva alla pancia con le persone. Alle donne secondo me piace perché è ‘godereccio’: pubblica foto mentre fa l’amatriciana, o mangia la Nutella”.

A questo punto, mi dico che non servono più i giornalisti per analizzare la politica, ma dei bravi gastroenterologi.
Chi, meglio di loro, sa analizzare e spiegare gli stati d’animo della pancia? Nessuno.
Chi meglio di loro sa analizzare, capire, l’apparato digerente? Il piccolo spasmo, la piccola o grande colica, il riflusso acido che ti brucia dentro, l’irritazione dell’intestino, ed anche e soprattutto quello che c’è nell’intestino! Loro sì che sanno l’alfabeto della pancia, altroché!

Ah! Se potessi avere davanti a me Matteo il fiorentino.

lo vedi? Gli direi, lo vedi?

Perché non ti sei messo a mangiare la ribollita in diretta facebook? Eh?

E perché? Perché? Durante la campagna per il referendum, non ti sei mangiato chili di Nutella, offrendone anche a tutti quelli di sinistra per i quali sei un pericolo per la democrazia.

Perché? Ti sei ostinato a riportare su il relitto del peschereccio affondato nel 2015 con 300 persone alle quali hai voluto che la Repubblica desse una sepoltura?

Ci vogliono Paletti! Dice una conduttrice e Salvini mette paletti.

Tu invece vai a ripescare i morti.

“Che bischero, hai preso una bella cantonata!”

(Bonjour Tristesse)

IL GIORNO DELLA MEMORIA – NEL 1938 GLI EBREI SCOPRIRONO DI NON ESSERE PIÙ ITALIANI – video

27 GENNAIO – GIORNO DELLA MEMORIA – L’ARTEFICE ITALIANO – video

 

[Di recente è stato recuperato e restaurato questo video: Mussolini, davvero spregevole, annuncia e proclama le leggi razziali, prima di Hitler e ne rivendica l’iniziativa. Era stato dimenticato o nascosto da qualche parte, fino a poco tempo fa, forse per vergogna o forse perché si scopre che l’iniziativa della persecuzione agli ebrei fu ideata dall’italiano Mussolini. Una vergogna nazionale che ci trasciniamo da tempo. Robe da brivido e sono successe qui in Italia).

SENZA NESSUN AFFETTO. FIRMATO MAURO

SENZA NESSUN AFFETTO. FIRMATO MAURO

Questa è lettera che Mauro Berruto , ex allenatore della nazionale italiana di pallavolo, ha scritto per l’attuale governo populista.

Cialtroni. 
Il vostro difetto non è l’incapacità, ma l’arroganza. 
La vostra colpa non è di non aver idea di come si governi un Paese, ma quello di credere di saperlo fare e di aver fatto credere di saperlo fare.
Vi siete smentiti su tutto. Avete dimostrato un’incompetenza abissale, tipica di chi crede di poter parlare di immunologia avendo studiato su Facebook, di politiche del lavoro avendo fatto lo steward al San Paolo o di riforma dello sport avendo fatto l’istruttore in una palestra della Virgin (gli esempi si riferiscono a fatti e persone realmente esistiti!).
Decine di piroette da circo non vi risparmiano il fatto di esservi dimostrati più trasformisti dei peggiori trasformisti.
Avete fatto retromarcia su Euro, Europa, salvataggi delle banche, streaming, impeachment, Tap, Tav, Ilva, chiusure domenicali, alleanze di governo, voti di fiducia, Nato, Ius soli, accise, condoni, trivellazioni, F35 e chissà quante altre cose. Sono talmente tante che non riesco a ricordare!
Siete il peggior governo della storia di questo Paese e siete riusciti a raggiungere questo traguardo in poco più di sei mesi. Nonostante questo non accettate l’evidenza di essere inadeguati.
Sarete spazzati via dalla storia, questo è certo. 
Ma prima farete dei danni. Tanti. 
Lascerete morti e feriti sul campo (e in mare) e ci vorrà del tempo prima di poter calcolare per bene il disastro creato e il deserto intellettuale e morale che avrete generato. 
Sì, perché oltre ai danni all’economia, al mondo del lavoro, alla salute (proprio quella fisica) del Paese, alla capacità di aver ridato polmoni a odio, rabbia, razzismo, fascismo ci saranno anche danni che non si potranno quantificare con la calcolatrice, quelli che farete agli esseri umani. Non mi riferisco (solo) agli stranieri con la cui vita giocate, tenendoli in mezzo al mare in un modo disumano o ai clochard a cui vi bullate di buttare le coperte in un cassonetto, ma al cervello e all’umanità di tanto nostri connazionali, specialmente quelli più giovani. State insegnando ai ragazzi, ai nostri giovani, che studiare non serve a niente, state seminando incompetenza, bullismo, arroganza, sfregio delle istituzioni di qualunque genere. 
Siete riusciti a sbeffeggiare lo Stato, la Chiesa, il Presidente della Repubblica, il Papa. 
Avete sventolato il Vangelo e il Rosario usandoli come quei fondamentalisti dai quali dite di volerci difendere. Un po’ come offrire un bicchiere di acqua zuccherata dentro a cui c’è una pillola di veleno. È perfino peggio dell’essere crudeli e basta: significa essere crudeli con metodo, con premeditazione. Quelle persone in difficoltà (di nuovo parlo dei nostri concittadini non degli immigrati) che avete strumentalmente usato per raggiungere il vostro scopo, sono la vostra spada di Damocle e saranno proprio loro a travolgervi e a spazzarvi via. Proprio quelle persone che hanno paura, che fanno fatica davvero (mentre la madre della vice Presidente del Senato ricorre al Tar, perdendo, alla richiesta di lasciare una casa popolare). Proprio perché avete giocato con la loro paura e rabbia. 
Nel frattempo continuate pure ad attaccare quella che voi chiamate élite. 
Per dire, avete schedato gli uomini di scienza. Sono operazioni che se aveste studiato un po’ di storia, vi farebbero venire in mente qualcosa di già visto.
Sicuramente, ai più anziani, qualcosa viene in mente di sicuro: ne hanno già viste di persone come voi. 
Peggio di voi, forse, no. Non credo sia possibile, ma di gentaglia arrogante e inadeguata ne è già passata tanta e alla fine, ineluttabilmente, è stata spazzata via. Non passerà giorno, in questo 2019, in cui io e tanti altri faremo tutto il possibile per accelerare il fatto che voi diventiate un orribile ricordo. Qualcosa di talmente spregevole da non poter dimenticare, in modo da diventare uno di quei vaccini, ai quale (infatti) non credete.
Voi e i vostri eroi, bulletti di periferia, che buttano nei cassonetti le coperte ai senzatetto, che sfilano urlando slogan razzisti, che metteranno in tasca il reddito di cittadinanza (se mai almeno questo lo farete) continuando a lavorare regolarmente in nero, che condoneranno un’evasione fiscale o una casa fuorilegge a Ischia. 
Un po’ come quei sciacalli che ridevano alla notizia del terremoto. Ricordate? Un po’ come quegli artigiani che: “Finalmente al governo qualcuno di onesto! Dottore, facciamo 120 euro con la fattura o 100 cash e non ci pensiamo più?”
Già, “l’onestà tornerà di moda” dicevate, insegnando al Paese la disonestà. 
Siete macellai che si fingono chef di ristoranti vegani. 
Vi ha presi a schiaffi istituzionali il Presidente Mattarella, nel suo discorso al Paese, vi prenderà a schiaffi il Paese, democraticamente, ci mancherebbe. 
Perché questo è il Paese di Dante Alighieri, di Leonardo, di Michelangelo, di Giotto, di San Francesco, di De Gasperi, di Einaudi, di Togliatti, di Berlinguer, di Pertini e guardate cosa arrivo a dire, cari cialtroni, persino di Almirante. 
Questo è il Paese di Venezia, di Firenze, di Siena, di Roma, di Napoli, di Palermo, di Torino. Dell’arte, della cultura, della scienza, della tecnologia, della biodiversità. Ma come è possibile che tutto questo sia finito nelle vostre mani sciagurate? Non solo qualcuno lo ha permesso, creando un vuoto riempito dal vostro livore e dalla vostra arroganza, ma c’è anche chi ha preferito stare a guardare. 
“Odio gli indifferenti”, diceva Antonio Gramsci e io non sopporto più né voi né tutti quelli che vi stanno a guardare, senza fare o dire niente. 
Siete la sciagura di questo Paese, che grazie al cielo, è talmente grande, pieno di intelligenza e di bellezza che vi spazzerà via e vi condannerà a dover rappresentare per sempre l’esempio perfetto dell’incompetenza assoluta, del vuoto morale e culturale. 
Io non vado via. 
Resto qui a presidiare il territorio e a fare quello che posso per restituirlo, ripulito da questa immondizia, a chi verrà dopo grazie a una doppia operazione: un Risorgimento, che ci restituisca un’unità nazionale vera, (niente a che fare con quello che fate finta di raccontare) e un Rinascimento, di bellezza, di cultura, di ambizioni, di sogni. 
Io non vado via. Resto qui, perché il mio Paese lo rivoglio indietro. 
E quando infilare un messaggio di odio fra un paio di foto di gattini o del piatto della cena non funzionerà più, questo Paese ritornerà ad essere il più bello del mondo. 
Sì, perché questo crimine è proprio imperdonabile: avete imbruttito il Paese più bello del mondo. Siete vandali che hanno disegnato i baffi sulla tela della Gioconda, avete abbattuto con le vostre ruspe il Colosseo e la Torre di Pisa, avete imbrattato con lo spray e con una frase volgare e sgrammaticata il marmo della Valle dei Templi. 
Ricostruiremo, ripuliremo e ricorderemo. 
Perché siete un pericolosissimo niente, ma non ci sarà nessuna damnatio memoriae per voi. 
La vostra maledizione sarà nell’essere ricordati, per sempre. 
Come i peggiori.

Senza nessun affetto, 
Mauro

(Lettera che ho incrociato su facebook,  che è diventata virale. Non poteva mancare in questo blog, che considera Salvini, Di Maio e accoliti, dei veri incompetenti e arroganti)