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PENSAVO FOSSERO IN MALALAFEDE E INVECE SONO PROPRIO CAPRE IGNORANTI

PENSAVO FOSSERO IN MALALAFEDE E INVECE SONO PROPRIO CAPRE IGNORANTI

Pensavo fossero in malafede e invece sono proprio capre ignoranti.

Salvini, ce l’ha tanto con Boeri. Gli dice che, se vuole fare il politico e decidere, deve candidarsi alle elezioni.

Potrebbe succedere, solo che Boeri non pensa che la democrazia sia una dittatura, e considerato che è bravo potrebbe fare anche domani mattina il politico, ma Salvini non potrebbe mai fare il presidente dell’INPS!

Per accertamenti basta vedere le biografie personali dei due.

Salvini intima la chiusura dei negozi etnici entro le 21.

In pratica se la prende coi minimarket dei bengalesi, che vendono la frutta, il latte, la pastina, l’olio e anche la Peroni e sono aperti fino a tardi.

A suo dire, quei posti, creano scompiglio in città e riempiono le nostre strade di gente che piscia in strada.

Cosa significa in definitiva?

Che se sono italiano posso vendere il mango e le Peroni dopo le 21, se sono bengalese invece no.

E allora tranquilli, quelli gestiti da camorra ndrangheta e mafia possono rimanere sempre aperti.

Toninelli poi è quello che crolla il Ponte Morandi e dà la colpa al Pd.

Che il decreto di Genova lo scrive col cuore.

Che chiede di bloccare la Gronda perché tanto a Genova non serve, anzi, vuole costruire un viadotto autostradale su cui possono giocare i bambini e fare picnic anche gli adulti. Già sul viadotto dell’autostrada.

E’ tanto concentrato sulle opere pubbliche che le sta fermando tutte, ma lavora 18 ore al giorno ed è stanchissimo, trascura anche la moglie, poveretto.

Vuole bloccare l’Aeroporto di Firenze solo perché lo ha proposto Renzi.

E si tratta purtroppo del “ministro delle infrastrutture”.

Ha studiato molto ed ha visto quante merci italiane utilizzano il “Tunnel del Brennero”.

Ma non si è accorto che il Tunnel del Brennero è stato finanziato col Governo Renzi e sarà attivo non prima del 2025.

Cos’ha studiato Toninelli?

Sempre Toninelli, a sua insaputa, diventa sversatore di porcherie nei terreni agricoli, consentendo di aumentare il livello di sversamento di idrocarburi nei campi.

Una svista? Uno svarione? Più probabile ignoranza.

Pareva che i pentacosi avessero a cuore la cura dell’ambiente, ma ormai anche i bollori del Notav, Notap, indipendente dalla loro liceità, sono solo un ricordo.

Paolo Savona, tanto voluto nella squadra che deve cambiare l’Italia, sembra una verginella, ma intanto si scopre che, oltre a nascondere i suoi soldi in Svizzera, è un incallito speculatore finanziario, dirige nientemeno un fondo speculativo a Londra. Uno di quei fondi che fa aumentare lo spread. Proprio lui, quello che vuole uscire dall’euro.

E Salvini dice che se lo spread si alza, causa gli speculatori finanziari, gli italiani lo aiuteranno.

Suppongo che tra i tanti risparmiatori italiani ci siano anche elettori della Lega e M5S. In quanti aiuteranno il governo?

Per fare cosa, poi? Elargire il reddito di nullafacenza a fannulloni e lavoratori in nero?

Permettere agli evasori di farla franca?

Andare in pensione sei mesi prima e con una miseria?

Da ultimo un’altra chicca golosissima: Per Marcello Foa, diventato presidente della Rai, il rastrellamento nel ghetto ebraico di Roma è avvenuto nel 1953.  Un presidente Rai, ignorante in storia.

Andiamo bene!

E in quanti si staranno chiedendo, spero, ma chi cazzo ho votato il 4 marzo?

Sicuramente ho dimenticato qualcosa.

Infatti (e questo è roba recente):

Un giorno potrò raccontare di aver visto un vice-premier che è anche ministro del lavoro, ministro dell sviluppo economico e capo del partito di maggioranza relativa, andare in Tv tutto trafelato a dire che qualcuno l’ha fatto fesso, e che domani va in Procura a denunciare. Una manina ignota ha cambiato il decreto Def.

Tutto ciò per evitare disperatamente di far capire che invece, molto più semplicemente, Di Maio non ha capito una cippa delle riunioni a cui ha partecipato.

Un vice premier che passa per fesso, per non passare per un totale incompetente.

 

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UNITÀ DICE MARTINA MA INSIEME A CHI?

UNITÀ DICE MARTINA MA INSIEME A CHI?

Ma veramente c’è qualcuno che pensa che gli elettori ex Pd che hanno votato Lega e 5Stelle siano recuperabili?

Non c’è valore o ideale che non abbiano rinnegato.

Dalla solidarietà verso i più deboli, alla difesa delle istituzioni democratiche prese d’assalto da voraci accattoni.

Perfino il Dalemiano Calderola suggerisce di lasciarli al loro destino di anime dannate e rivolgerci agli impauriti, agli indifferenti atavici che possono cominciare a comprendere che no, non è vero, che uno vale l’altro.

Si può tentare di ricostruire insieme.

Insieme a chi?

Con gli opportunisti che capiranno che le guerre ingaggiate da questo governo contro la matematica, alla fine le pagheranno loro? Difficile, su un carro perdente non saliranno mai.

Con i grillini della prima ora, con i leghisti della secessione? Impossibile, la fede resta.

Tuttavia, nonostante la miseria, mai e poi mai con gli ex Pd che hanno votato questa gente.

Cova in essi il rancore dell’iscritto in ultima fila, nel circolo di zona, nella speranza di un favore dalla politica.

Non c’è nessuno tra loro per cui valga la pena tradire un solo elettore del 4 Marzo.

Neppure tutti insieme andrebbero scambiati con uno solo degli elettori del 4 Marzo.

Purtroppo non ci resta che ripetete le parole di Calderola: “ci restano gli impauriti, gli indifferenti atavici che possono cominciare a comprendere che no, non è vero, che uno vale l’altro”.

Ma il Pd attuale, diretto da Martina, che ha come compagni di banco un Boccia, un Emiliano, un Damiano, e anche uno Zingaretti, potrà trovare le parole giuste per arrivare a convincere, potrà trovare un progetto che possa dare sicurezza, e speranza in un futuro migliore?

E finalmente trovare la sperata unità?

SE L’UOMO NON AVESSE CARATTERE, SAREBBE DIVERSO DALLE GALLINE CHE DALLA SERA ALLA MATTINA BECCANO A TESTA IN GIÙ?

SE L’UOMO NON AVESSE CARATTERE, SAREBBE DIVERSO DALLE GALLINE CHE DALLA SERA ALLA MATTINA BECCANO A TESTA IN GIÙ?

Ci vorrebbe un dibattito serio ne Pd, ma serio davvero, mica i soliti piagnistei che vediamo ed ascoltiamo.

L’altra sera, Richetti era incalzato da Marco Damilano, che pretendeva quasi che Richetti si mettesse in ginocchio e gridasse battendosi il petto: ebbene si! Ho sbagliato!

Non dovevo sostenere il governo Renzi che fa schifo, puzza e caccapupù! (Il livello del giornalismo italiano è questo oramai e più sono pessimi e più spavaldeggiano in tv).

Mica contava quello che l’altro diceva, no, quello che contava era tirare un tratto sulle riforme, l’operato della precedente segreteria, quello e basta, tutto il resto, il paese che va a gambe per aria, gli attacchi ai giornalisti, puff! Svaniti nel nulla.

Damilano mica era preoccupato per quello, figuriamoci, continuava col tiro a segno come ha sempre fatto, come i pupazzetti con la chiave dietro che a un certo punto impazziscono, quando l’automatismo va in tilt.

Ecco io vorrei qualcuno che ad un certo punto la smettesse di fare il punching ball.

L’altra sera, Mario Monti ha detto una cosa giustissima: è ora che il giornalismo ricominci a fare i conti con la memoria (grosso modo il senso era questo).

Paff!

Prendi e porta a casa!

Lapidario, conciso ed efficacemente giusto.

Questo è quello che manca al Pd, che oramai, tirato dai soliti noti nella sindrome del punching ball, anche quando uno fa il verso di tirare un pugno, si mette a tremare da solo.

Ma una forza politica è condannata per sempre a vincere?

Io mi ricordo le analisi dei soliti noti la sera delle europee: erano quasi sconvolti dal risultato, ma come, ma non è possibile, non se ne parla, non è nella nostra storia, no, no, fateci uscire da quest’incubo! Si deve vincere, anzi, quasi vincere e quasi smacchiare i giaguari, non dare troppo nell’occhio ecco.

Ma una forza politica è condannata per sempre a vincere?

Io mi ricordo la sera del referendum, piangendo lacrime vere, nel vedere il treno delle riforme passare, senza fermarsi, consapevole che non sarebbe ripassato mai più e i soliti noti, a brindare, festeggiare, fare come i toreri sventolare le orecchie e la coda del toro oramai abbattuto, felici e contenti della disfatta del paese (perché di quello si trattava e chi non lo ha capito, adesso si goda il treno lanciato a folle velocità senza conduttore).

Adesso gli stessi che sventolavano le orecchie e la coda stanno ancora più incattiviti: ma come? Pensavamo che il toro fosse morto, ma è ancora lì?

E la gente lo applaude alle feste del partito, ma come? Ma no! E allora, ogni candidato al posto di toro, prima ancora di scendere nell’arena, deve lui stesso spuntarsi le corna, tagliarsi le orecchie, la coda e questa volta anche gli attributi, non si sa mai, é meglio.

Lo dico sinceramente, questo Pd non lo voterò se continua a proporre gente che: sì, ma i 5 stelle sono una parte di noi, perché io non sono come loro ed infatti non li ho votati e non li voterò mai, punto.

Perché quelli che: li abbiamo spinti nelle braccia della lega, hanno una visione politica pari a quella del mio bassotto, si informassero con chi siedono a Bruxelles.

Io sono europeista convinta, certo che l’Europa non è perfetta, ma preferisco l’Europa al nulla, perché questo saremmo e spero che un giorno nel Pd qualcuno faccia una lista di quanti soldi l’Italia prende dall’Europa, sarebbe bene dirlo alla gente.

La gente italiana, sono del parere che, quando vota, si debba prendere le proprie responsabilità, ogni volta si è aperto il paracadute, con governi di fortuna, la sinistra sempre dentro a riparare gli errori, esponendosi poi al malcontento e anche al declino.

Bene, questa storia deve finire e Renzi ha avuto l’intelligenza di dirlo: il popolo li ha votati!

Ebbene adesso governino (perché i soliti noti, noncuranti del risultato delle urne, già cominciavano a fremere sugli starting blocks della gara del: “Noi! Ci siamo noi a prenderci le porte in faccia con il sorriso”!

E la gente, (questo lo dico io) si assuma le proprie responsabilità, non adesso, ma più tardi, quando avremo toccato il fondo del precipizio, perché adesso, tutto va bene, mentre precipitiamo.

Bonjour Tristesse

PER BATTERE I POPULISTI NON BASTANO LE CHIACCHIERE E NEMMENO LE MANIFESTAZIONI

PER BATTERE I POPULISTI NON BASTANO LE CHIACCHIERE E NEMMENO LE MANIFESTAZIONI

Sembra quasi impossibile che la gestione della cosa pubblica sia finita nelle mani di questa classe dirigente, gialla o verde poco importa.

Chiamarla “classe dirigente” è troppo, comunque sono lì e dettano leggi senza alcun riguardo per la buona creanza, per gli usi e per la prassi, e neppure per le forme istituzionali più basilari.

“Hanno vinto le elezioni, mica si sono comprati l’Italia!”

Chi si prende il potere non lo molla così, dicendo: “Va be’, ci abbiamo provato, adesso fate voi!”

Ma adesso l’opposizione (ammesso che ci sia), quali mezzi ha per uscire da questa situazione, insopportabile per tutte le persone di buon senso, per chi ha il senso dello Stato e del lavoro, della convivenza civile e del progresso?

In una democrazia l’unico mezzo ammesso è la vittoria elettorale, su questo non ci piove.

Banale, ovvio.

Ma alle elezioni bisogna arrivarci, e poi vincerle, altrimenti siamo punto e a capo.

Non basta sopravvivere, o anche fare un buon risultato, bisogna vincere.

O si vince e si governa davvero, o si perde e continuano a governare loro.

Ma esiste questa consapevolezza nel dibattito nel dibattito politico nel centrosinistra? No, altrimenti avrebbe un altro tono.

C’è solo un istinto di sopravvivenza, una tendenza a sfangarla, a posizionarsi in vista di future sconosciute evoluzioni, piuttosto che provare, con decisione, a ribaltare la situazione.

È difficile!

Ma se gli obbiettivi non sono chiari, non saranno chiare nemmeno le strategie.

Dovrebbero capirlo anche quelli che si crogiolano nel 3% o che sono soddisfatti da 2 o 3 punti in più, dal gusto di prendere un voto in più del vicino di banco.

Perdenti, sono perdenti senza speranza. Inutili e dannosi alla causa della rinascita del Paese.

La legge elettorale permette di presentarsi con un solo partito, o anche con due, forse tre, basta che siano comunque una squadra che fa gioco di squadra, e non un pollaio.

Serve un programma di minima, chiaro, comprensibile, non ideologico ma pragmatico, che vada incontro alle esigenze reali basilari delle persone reali, non alle fumisterie da talk show.

Serve un leader, riconoscibile e riconosciuto. Non sarà Renzi, ma ci sono tanti bravi presidenti di Regione, o Sindaci o Assessori che formano una ottima classe dirigente e quindi un leader che non sia oggetto di liti e incomprensioni, si dovrebbe trovare.

Possibile che non si riesca a produrre un progetto così?

Possibile, certo.

Infatti, stando alle notizie di cronaca che arrivano dal Pd, per le primarie, si stanno proponendo una serie di personaggi che sono lontani mille anni luce dalla possibilità di definirli Leader veri e credibili. Una vera miseria.

Ma allora bisogna smetterla di scandalizzarsi per Casalino, Di Maio, Toninelli, Salvini, Di Battista, Borghi, Berlusconi e tutto il circo Barnum.

LA VERITÀ È CHE OGNUNO VOTA CHI GLI SOMIGLIA

LA VERITÀ È CHE OGNUNO VOTA CHI GLI SOMIGLIA

Facile fare gli onesti con il fondo schiena degli altri, il difficile è esserlo veramente.

Gridavano onestà nelle piazze ma poi governano con un partito che ha rubato 49 milioni agli italiani, perché i soldi che ci sono dietro alle poltrone di governo fanno gola a tutti.

Quando si tratta di scegliere il premier scelgono uno che ci ha provato ma è stato beccato. La vicenda è oscura ma rimane il fatto che a suo tempo il premier Giuseppe Conte scelse di non fare ricorso e pagare.

Considerato che i tempi c’erano tutti per il ricorso, se scegli di pagare significa solo che sai di perderlo con un ulteriore aggravio di spese.

Insomma sono onesti sì, ma fino a quando non li beccano con le mani nel sacco.

La parte onesta del paese si chiede spesso come si possano votare questi personaggi, non Conte che è stato scelto dai due capetti, ma i vari Di Maio e company.

La risposta è semplice, voti chi ti somiglia, chi pensi possa difendere i tuoi interessi, motivo per il quale gli italiani votarono per Mussolini, poi per la Democrazia Cristiana, fino ad arrivare a Berlusconi e oggi alla Casaleggio Associati.

Un popolo, con una evasione fiscale alle stelle, può votare persone oneste?

Io non credo.

SIATE ORGOGLIOSI DI CIÒ CHI SIETE, ANDATE FIERI DI ESSERE UN’ALTRA COSA.

SIATE ORGOGLIOSI DI CIÒ CHI SIETE, ANDATE FIERI DI ESSERE UN’ALTRA COSA

Abbiamo paura dello straniero, come fosse già un ladro, solo perché straniero.

Non abbiamo paura degli evasori fiscali (40% in Italia), (compresa la famiglia di giggino).

Non abbiamo paura di quelli che pagano in nero per 2 euro all’ora donne e uomini, per lavorare 16 ore al giorno e poi magari muoiono.

Non abbiamo paura, degli uomini che picchiano le donne.

I dati dicono che dovremmo aver paura di questo, invece no.

Noi abbiamo paura di una donna, di un bambino o di un uomo che arriva dopo giorni e giorni di viaggio su un barcone e tenuto rinchiuso in condizioni disumane, tenuto fermo, prigioniero perché l’unica cosa che sta chiedendo è la speranza, sì, quella di vivere.

Siamo un Paese strano, un Paese che prega e predica bene la mattina e poi si comporta all’opposto di quei valori, di quei principi in cui prega.

Siamo un Paese strano, un Paese che vuole dare diritti a tutti e poi se un bambino è gay bisogna portarlo dallo psichiatra.

Siamo un Paese strano, governato da gente strana.

Siamo in minoranza adesso amici, è vero. Ma non significa nulla anzi.

Ricordo che la maggioranza in un Paese l’hanno avuta cani e porci nel corso della storia, cani e porci, da Hitler a Mussolini tanto per dirne due a caso.

Siate orgogliosi di ciò chi siete, andate fieri di essere un’altra cosa.

SALVINI HA PERSO DI BRUTTO E DI MAIO, DA PERFETTO GESUITA DEL PARAGUAY, HA VINTO

SALVINI HA PERSO DI BRUTTO E DI MAIO, DA PERFETTO GESUITA DEL PARAGUAY, HA VINTO

È un fatto: la flat tax non c’è. Al suo posto un insipido contentino. Salvini porta a casa quasi niente sulle tasse.

È un fatto: la riforma della Fornero, altro cavallo di Salvini, se servono 41 anni di contributi, nei fatti, è una presa in giro. Utile solo ai dipendenti pubblici del Sud.

Non ai lavoratori privati e alle imprese.

I pensionati non saranno sostituiti da nuovi occupati.

Inoltre, per gli elettori di Salvini, aleggia la minaccia dell’attacco alle pensioni d’oro: un volgare eufemismo con cui si colpiranno dirigenti pubblici e privati, manager, ceto medio, il cuore degli elettori della Lega.

Le imprese, già colpite col decreto dignità, non ricevono alcun vantaggio, né in termini fiscali né indiretto con gli investimenti che, invece, vengono sacrificati.

Di più.

Come tutti i cittadini, le imprese, pagheranno il costo del denaro in banca (mutui, prestiti, operazioni), alimentato dallo spread e dalle nuove misure del Def (indeducibilità degli interessi per le banche).

Su una manovra di 21 miliardi ben 11, oltre la metà, va al reddito e alla pensione di cittadinanza.

Per finanziarli si gratta il fondo del barile e si addossa la manovra ai ceti produttivi.

Infine, per finanziare l’assistenza si imbroglia sulla crescita taroccando le previsioni di crescita del Pil.

Insomma: il vincitore sulla manovra è Di Maio.

Gli sconfitti, oltre l’Italia che si avvicina all’abisso (spread, giudizio negativo delle agenzie di rating, condanna europea), sono Tria e Salvini.

Le sue sbruffonate contro l’Europa sono servite solo ai dilapidatori a 5 Stelle.

L’assistenzialismo e la decrescita sono il dominus della manovra.

Salvini porta a casa, forse, solo un piccolo odioso condono.

Salvini non realizza nulla della sua parte del “contratto di governo”.

Ha perso.

Ora i suoi elettori dovrebbero rincorrerlo con i bastoni.

Metteteci pure che ai ceti produttivi, ai liberali e moderati, come ciliegina sulla torta (indigesta) del reddito di cittadinanza e dei sussidi, Di Maio da perfetto gesuita del Paraguay, impone pure le chicche delle domeniche senza negozi e del divieto di “spese immorali”.

I liberali piangano.

Sarebbe l’ora, signori, del “contro Salvini”.

I moderati, gli elettori di centrodestra e i ceti produttivi (imprenditori e lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti) del Nord e del Sud dovrebbero ribellarsi.

Salvini li ha sacrificati ad un patto medievale con i demagoghi a 5 Stelle.

Smettiamola di regalargli pure la stella e la qualifica di sceriffo.

Solo polveroni.

Sull’immigrazione non è cambiato nulla.

Insomma, è l’opposto di ciò che sostiene, con la consueta perfidia, D’Alema: che questo sia un governo a cui può succedere solo uno peggiore.

Invece siamo alla frutta.

E qualunque nuovo governo (senza più i 5 Stelle) sarebbe un’esigenza nazionale e da augurarsi.

Tutto è meglio che mantenere lo scempio di questo governo.

Il Pd esca definitivamente dall’introversione, trovi coraggio, isoli chi vuole l’elemosina dai 5 Stelle e faccia politica.

Non un inutile congresso.

(U.Minopoli)

CONFESSIONI DI UNA DEFICIENTE

CONFESSIONI DI UNA DEFICIENTE

Ma che è?

Il titolo di un film di Natale sul giornalismo italiano?

Benvenuta all’Annunziata, è atterrata l’altra sera, insieme a lei, tanti compagni di volo nell’aereo più pazzo del mondo, una grande comitiva che durante il volo si è scatenata!

Non vedevano l’ora di atterrare nella terra della rivoluzione per finta, quella piena di punti esclamativi, di “h” mute massacrate in nome del popolo, congiuntivi aggrediti e pensiero ridotto a slogan uno più stupido dell’altro!

La terra della rivoluzione è piena di buona furbizia, quella vecchia e ammuffita, niente progresso, non si costruisce nulla, si ferma tutto ma lo stato distribuisce a gogo, che bello!

La comitiva dell’aereo più pazzo del mondo mica è offuscata dai modi arroganti, dalle prepotenze costituzionali, dalle transenne, dai balconcini da operetta, ma va!

Tutti contenti in volo! A vedere il film: Renzi caccapupù, coi sottotitoli di grandi costituzionalisti che si sono impegnati tanto, ma tanto, per arginare il pericoloso fiorentino.

Adesso l’aereo è atterrato.

C’è un altro aereo più grande, con sopra scritto Europa, vedono tipi che stanno cancellando una stellina dalla bandiera dipinta sulla fusoliera.

L’Annunziata mesta, pensierosa, esclama: ma guarda, è quella tricolore, la nostra…ma sei sicura, Lucia? Sicura, sicura? Fa coro l’allegra comitiva, beh! Sì, sì.

E la nostra grande ed allegra comitiva mica l’aveva visto che dietro gli slogan stupidi e senza senso, c’era quel disegno, quello di cancellare la stellina e forse pure le altre.

Ben atterrata Lucia e comitiva allegra, benvenuti nel mondo della gente che avete non informato, ma accarezzato, coccolato e confortato, nella follia di credere alle favole senza contraddittorio.

Bonjour Tristesse

 

 

CI STIAMO ROTOLANDO IN UNA INGANNEVOLE MELASSA

CI STIAMO ROTOLANDO IN UNA INGANNEVOLE MELASSA

Di Maio abolisce la povertà.

Salvini ci assicura il diritto alla felicità.

A Ottobre aumentano luce e gas.

Quindi saremo diversamente ricchi e felici al buio e al freddo.

Ho capito bene?

“Supereremo la logica dei mercati” ha la stessa valenza di “Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare”.

Poi, si finisce a vagare nei campi sperduti e lacunosi senza sapere perché.

In più, da una parte Casalino che intima “Basta fango contro di me”.

Dall’altra Di Maio accusa di assassinio politico chi ha prodotto il Jobs Act.

Tutto si tiene, nella perfetta simmetria dello schema vittima-colpevole che è l’unica ragione per cui il movimento di questi inenarrabili cialtroni vince e convince indisturbato.

Hai voglia a fare congressi, quando è in atto un processo devastante di identificazione collettiva con chi ti dice che non è colpa tua, sono gli altri che ti hanno rovinato.

Un intero paese si sta rotolando nella ingannevole melassa del piagnisteo di gruppo, pensare di svegliarlo e riportarlo alla ragione con l’ennesima riproposizione di faide interne che interessano solo chi le porta avanti, non fa più neanche ridere.

Infine, senza solusione di continuità, continua la propaganda del ministro dell’interno Salvini e al Tg2, ripete che 60 milioni di italiani sono con lui, che fa quello che gli italiani gli hanno chiesto.

Beh!, Salvini è sicuro che siano “60 milioni”, gli italiani che sono con lui, anche i neonati?

Io, per sua regola e norma, non faccio parte di quelli che lo hanno votato, né mai lo voterò e questo lo posso dire, perchè mi fa schifo!

Io mi sento sicura dove vivo, e non ho bisogno di nessuno che mi dica come sentirmi al sicuro.

Invito Salvini a non parlare per mio conto!

Non c’è mai fine e ogni tanto bisogna aggiungere qualcosa di nuovo.

Pensate che intelligenza c’è in chi propone il reddito di cittadinanza, contenti di portare il rapporti deficit/pil al 2,4%.

Le conseguenze: per ora: spread a 260 e apertura in netto calo per Piazza Affari, dopo che nella notte il Governo ha approvato la manovra finanziaria che prevede un rapporto tra deficit e Pil al 2,4%. Pesanti le banche: Intesa e Unicredit -6%:

Stiamo alla follia delle contraddizioni.

I 6 milioni che avranno il reddito di cittadinanza, saranno esclusi, se rinunciano a 3 proposte di lavoro.

Pensate un po’, se ci fossero 18 milioni di offerte di lavoro. chiaramente non ci sarebbero i 6 milioni di disoccupati.

Mi sembra ovvio.

IL REDDITO DI CITTADINANZA SERVE PER TROMBARE

Il deputato m5s Massimo Baroni, psicoterapeuta e membro della commissione Affari sociali della Camera, spiega al Tg Zero di Radio Capital, il suo tweet ‘Metti il reddito di cittadinanza in Italia e vedi come iniziano a trombare tutti come ricci!’.

È, dice, “un’espressione ultracolorata che serve per riuscire a parlare di reddito di cittadinanza.

Altrimenti, prosegue Baroni, ci troviamo a parlare solo di immigrati che secondo molti economisti portano il pagamento delle pensioni.

Col reddito possiamo uscire a mangiare una pizza e quando torniamo si fa un incontro amoroso”, continua il deputato M5S. (E, aggiungo io che sono una cattivissima donna e che non ama per niente questa gente del m5s: ‘Ti vai a cercare una puttana a stomaco pieno’)

Quando farete il reddito di cittadinanza?

“C’e’ una situzione di quadri intermedi che ci remano contro, risponde Baroni, come stiamo vedendo adesso all’interno dei ministeri.

Sono un cittadino che abita in periferia prima di essere onorevole.

Ho fatto il cameriere, il portiere d’albergo, e le pulizie”.

(Fonte Anb/ Dire)

Breve nota di un’amica: “Apprendo, con notevole ammirazione per la trovata geniale, che il reddito di cittadinanza servirà a fare più sesso”.
Chi non lavora, fa l’amore
Ora chi glielo dice al grillino Celentano?