Archivio autore: speradisole

VISITE ED ESAMI

VISITE ED ESAMI

OSPEDALE SAN PAOLO – MEDICI E DOTTORI IN CORSIA

Finalmente qualcuno di autorevole che apre una discussione su un problema che tutti hanno presente, ma che pochi esplicitano. Applausi dunque al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che ci ha messo la faccia, evocando un problema molto importante.

Si tratta della cosiddetta “intramoenia”, un termine latino che significa “dentro le mura” e vuole sostanzialmente dire “nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), all’interno dell’ospedale”.

In rapporto con una legge promossa dal ministro della salute Rosy Bindi, alla fine degli anni ’90, si è permesso ai medici di esercitare attività privata all’interno di strutture sanitarie pubbliche.

Ancora più grave è la possibilità di esercitare tale attività all’esterno, nel caso in cui le strutture pubbliche non abbiano una sede adatta.

Naturalmente questa possibilità non è gratuita, ma a pagamento. Le somme raccolte sono, in gran parte, destinate ai medici, mentre spettano all’ospedale solo piccole percentuali, con grandi variazioni tra Regione e Regione, come purtroppo accade per molti aspetti.

L’esistenza della intramoenia mina, alla base, due aspetti fondamentali della legge istitutiva del Ssn (1978) che sono la gratuità e l’universalità.

Infatti, si introduce una forma di pagamento totale per una prestazione che dovrebbe essere fornita direttamente dal Ssn e si introduce perciò anche una discriminazione fra i cittadini in rapporto alle loro disponibilità economiche. In altre parole, come molti italiani sanno bene, quando in seguito ad una visita del medico di medicina generale viene prescritto un esame ospedaliero, ad esempio una risonanza nucleare magnetica, è molto probabile che il paziente si senta dire «ritorni tra sei mesi», ma se il paziente reclama per l’attesa troppo lunga, c’è sempre qualcuno addetto ai lavori che suggerisce: «se vuole si può fare anche in settimana». Basta pagare!

Così con gli stessi medici, le stesse apparecchiature e nelle stesse strutture si discriminano i cittadini: chi non può pagare attende!

In questo modo il Ssn perde la sua credibilità, suscita malumore e la gente perde fiducia nei confronti dei medici che commercializzano la propria attività.

Si obietta che in fondo non sono molti i medici che si prestano a questa attività. A maggior ragione non dovrebbe essere difficile abolirla, tutelando così la professionalità dei tanti specialisti che si dedicano ai loro pazienti senza guardare troppo agli orari.

Ben venga quindi la proposta di legge popolare di cui si è fatto promotore il presidente della Regione Toscana. Siamo in molti pronti a sostenerla, perché crediamo nello straordinario bene che rappresenta il Ssn per tutti i cittadini e riteniamo che di fronte ai problemi di salute siamo tutti uguali.

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CI FACCIAMO DUE SPAGHETTI?

CI FACCIAMO DUE SPAGHETTI?

Aglio, olio e peroncino? Buoni.

E’ un post un po’ così così, ma è una cosa che mi è capitata e mi ha dato un po’ infastidito.

Se vi va potete seguirmi, o anche no. A volte uno non ha proprio voglia di leggere qualcosa di “stupidello”. Ma la “tenutaria” del blog oggi non ha voglia di parlare di cose serie.

Sono andata al ristorante, ogni tanto capita, cosa normalissima e sappiamo che per un comportamento mediamente civile a tavola, sono stati inventati tre simpatici utensili denominati: forchetta, coltello e cucchiaio.

La forchetta ha la forma di un piccolo forcone e forse proprio da esso deriva il suo bislacco nome e serve per mangiare la pasta.

Il cucchiaio invece, ha quella forma, molto consona a mangiare pietanze prevalentemente in brodo quali i tortellini, minestre e minestroni, che sono delle minestre generalmente brodose. Altrimenti non si spiega il perchè del nome.

Il coltello, infine, ha forma quasi rettangolare e reca una parte tagliente, spesso seghettata, con la quale ci puoi tagliare la carne, aiutato dalla forchetta, che come si può notare, oltre che per mangiare la pasta, per esempio tagliare una bella porzione di lasagne, può servire anche per altri scopi.

Questo in linea di massima. Ci siamo? Ok

Poi però, nonostante l’uso dei sopracitati utensili sia quello precedentemente descritto, c’è chi si prende delle libertà che non gli competono.

Ad esempio, c’è chi usa il coltello a mò di stuzzicadenti, ficcandosi la punta fra incisivo e canino, rovistando a dovere in cerca di residui di cibo. Cosa decisamente rivoltante, soprattutto se il residuo di cibo viene individuato e infilzato.  L’ho visto nel tavolo vicino al mio, proprio di fronte.

Ma non è tutto. C’è anche un’altra cosa che ha preso piede ormai da molti anni e verso la quale andrebbe adottata una campagna di sensibilizzazione a partire dalle scuole materne.

Si tratta dell’infingarda abitudine di usare il cucchiaio insieme alla forchetta, per arrotolare gli spaghetti.Ho visto anche questo e più di una volta!

Questa pratica, assolutamente da evitare perché fa il paio con l’abominevole modo di mangiare gli spaghetti dei tedeschi, che, dopo averli tagliati con forchetta e coltello, li mangiano col cucchiaio come fosse riso.

Personalmente, fossi il Ministro dell’Interno e vedessi mangiare gli spaghetti così, scatterebbe immediatamente il foglio di via obbligatorio, e veto assoluto di rimettere piede sull’italico suolo.

Chiaramente per un italiano che arrotola gli spaghetti col cucchiaio, questo non potrebbe essere fatto, in quanto un italiano non lo puoi buttare fuori dal suo paese, anche perchè se fosse possibile, io una mezza idea ce l’avrei con chi cominciare, ma lasciamo perdere, che presto si voterà e non vorrei influenzare milioni e milioni (e milioni) di elettori.

Comunque proporrei a chi arrotola gli spaghetti col cucchiaio, di togliere immediatamente il piatto di spaghetti e portargli una minestrina.

Almeno il cucchiaio verrà usato con cognizione.

Ho finito.

Chi ha detto: “meno male?”

Lo capisco!

GIGGINARIE

GIGGINARIE

E quindi: dopo aver falsato i risultati delle elezioni per il gruppo europeo, modificato in corsa le domande agli iscritti, ecco a voi le Gigginarie in cui l’unto dal padrone del simbolo sarà il nuovo Prestanome, pardon, Leader del Movimento 5 Stelle, in cui però si candida una stella solo.

(Tratto dal Web)

IL PARTITO DELLA RUSPA

IL PARTITO DELLA RUSPA

A volte sono proprio una masochista, però, per chissà quale senso del dovere, ammesso che ne abbia, o perché l’informazione diretta è sempre meglio, ho tentato di ascoltare, in video, l’intervento di Matteo Salvini sul pratone di Pontida.

Non ce l’ho fatta ad arrivare fino in fondo, ad un certo punto ho lasciato perdere. Ne avevo abbastanza.

Ho trovato un Salvini floscio, sembrava fuori fase, privo di idee, ripetitivo, noioso.

Ma essere ripetitivo è logico, è umano direi,  e non è questo il vero problema: anch’io spesso batto e ribatto sugli stessi concetti. Ma certo io non pretendo di diventare Presidente del Consiglio del governo italiano.

Il problema è che Salvini non ha concetti nella testa. Spara a vanvera proposte senza senso, senza il benché minimo riscontro reale.

Un esempio lo è la frase più truce che ha pronunciato: “Quando andremo al governo daremo mano libera a uomini e donne delle forze dell’ordine per darci pulizia e sicurezza”.

Mano libera?

Ovviamente si vuole solleticare l’anima più irrequeta e impaurita del Paese promettendo ordine e disciplina. Un vecchio film. Da giustiziere della notte. A proposito dove sono andate a finire le famose e vecchie “ronde” leghiste? Pertanto, pur con parole diverse non c’è niente di nuovo in questa Lega.

Ma almeno il tono della voce fosse stato un po’ più “eccitante”. No, era stanco, spento, da lasciare basiti.

Mi sembra un personaggio già vecchio e consumato che non ispira entusiamo.

A dir la verità non ne ha nemmeno il fisico, nonostante abbia una età giusta, ma la capacità non c’è. Incute cupezza, una sensazione di disastro imminente, una stupida strisciante paura. Niente di buono per il futuro, nostro e dei nostri figli.

Ai tempi di Bossi si vedeva un uomo pimpante, scatenato, pieno di energia, e ovviamente pieno di cavolate da dire, ma almeno era convinto di quello che diceva! Non si possono fare paragoni fra Salvini e Bossi, perché non c’è pezza che tenga. E comunque è assai triste vedere un Bossi sconsolato che ammette “mi vogliono mandare via”. Niente a che vedere con il rancore di un Bersani o D’Alema nei confronti di Renzi. In Bossi c’era solo tristezza.

Probabilmente con questo Salvini la lega non farà grandi progressi, ha sposato la parte più nera della destra, e Salvini è già tanto sopravvalutato che ha già raggiunto il massimo, può solo calare.

Infine la triste metafora usata da Salvini: Lega il “partito della ruspa”. Decisamente copiata in peggio da Renzi, che, col suo “rottamare” per cambiare personaggi e metterne di nuovi, magari più giovani, in politica, ha evitato di parlare in politichese per farsi capire meglio.

Ma la ruspa non mi piace. Mi vengono in mente solo buche. E non mi incute il desiderio di poter guidare una macchina nuova, veloce, bella e moderna.

ANDIAMO AL PUNTO POLITICO

ANDIAMO AL PUNTO POLITICO

Contro Matteo Renzi, negli ultimi due anni, è stata scatenata una guerra politica, che, a cavallo del referendum, si è trasformata in una resa dei conti.

Dopo il 4 dicembre, i nemici di Renzi si sono convinti che ci fossero le condizioni e i presupposti per la battaglia finale: cancellarlo dalla politica italiana.

Dalla legittima opposizione alle posizioni di Renzi si è passati ad una campagna di delegittimazione totale, che ha usato ogni mezzo, lecito e illecito, per condurre una sorta di campale guerra finale. Si è così passato il segno della distinzione tra la legittima critica e opposizione a Renzi e la suggestione del colpo definitivo e totale.

Una sorta di “comitato di salute pubblica”, fatto di oppositori esterni e interni e di pezzi dell’informazione, ha guidato una campagna per la defenestrazione di Renzi con ogni mezzo: dall’allarme, esagerato e comico, sui presunti “pericoli autoritari” rappresentati da Renzi, alle bufale sui risultati della sua azione di governo in economia (rimessa in cammino), allo strappo improvviso, violento, irragionevole nel suo partito con una scissione anomala e, apparentemente, cieca e stupida.

Ora le clamorose novità della vicenda Consip fanno emergere un sospetto: che l’accelerazione e l’incoraggiamento alla battaglia “finale” contro Renzi, gli oppositori di ogni colore l’abbiano tratta dalle notizie sulle inchieste della Magistratura.

Sono 30 anni che la storia politica reale del paese è segnata dalla via giudiziaria che sostituisce quella parlamentare. Gli oppositori hanno pensato: “è stato così con Craxi e Berlusconi (e, seppur tardivamente, con Andreotti), sarà così con Renzi”.

L’algido D’Alema, del resto lo aveva profetizzato (per non dire minacciato): “arriveranno a Renzi”, le stesse inquietanti minacce dei carabinieri al servizio del magistrato Woodcock.

Ecco il vero pericolo autoritario: scoprire che in Italia la politica democratica è già stata sostituita da un altro potere decisionale, estraneo e sovrapposto, che impone l’agenda politica e il cambio del governo. Fuori dalle procedure democratiche e legittime.

Stavolta ha ragione Franceschini: sarebbe il caso che i politici, oppositori di Renzi, aprissero gli occhi e cambiassero registro.

Per il bene della democrazia.

44 MILIONI DI CHILOMETRTI QUADRATI

44 MILIONI DI CHILOMETRI QUADRATI

L’assessore all’ambiente di Roma Capitale, Pinuccia Montanari ha asserito che Roma ha 44 milioni di Km² di aree verdi.

Peccato che Roma è grande 1285 Km².

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L’Europa è grande 10.180.000 km², dunque, secondo la Montanari, Roma è più grande dell’Europa.

Roba da Matti! Continuano i problemi in Geografia del M5S!

E queste persone vogliono governare l’Italia!

(Beh!, dico io, informarsi prima e meglio no? Un assessore all’ambiente del Comune di Roma che non conosce quanto è grande il proprio ambiente e lo moltiplica per milioni! Lo fa per sembrare importante o per ignoranza pura e dabbenaggine?)

TEMA N. 1

 TEMA N.1

Mi piace molto sbirciare nei quaderni dei miei ragazzi che frequentano le scuole. Sono buoni ragazzi, e me lo lasciano fare, anche perché non sollevo mai critiche, non mi piace, e non pretendo di fare io l’insegnate, e poi perché mi vogliono un bene profondo.

Il libro dei “temi” o di “Italiano” come si dice, di una mia nipote che frequenta la terza superiore, mi è piaciuto moltissimo. Vi ho trovato  alcuni Temi dettati dal suo insegnante, molto, ma molto interessanti e belli. Ho copiato pochi titoli (e solo i titoli) che, uno alla volta vorrei scrivere nel blog e provare a svolgerli io. Non so se sono capace e se nello svolgimento prenderei la sufficienza. E’ troppo grande la distanza che mi separa dalla scuola ora, che non so giudicare, ma gli argomenti proposti da questo professore mi sono parsi veramente attuali.

Tema n. 1

NELLA SOCIETA’ MODERNA, C’E’ ANCORA SPAZIO PER IL RISPETTO DEGLI ALTRI? VALUTA LA QUESTIONE IN SENSO GENERALE E ILLUSTRA, COMMENTA, RELATIVAMENTE AL TUO MONDO E ALLA TUA ESPERIENZA

C’ho provato, ma non è semplice. Mi son sentita un po’ impacciata, preferisco scrivere a ruota libera, come mi viene spontaneo e non svolgere un tema preciso. Comunque ho tentato e, per cortesia, non datemi il voto, non voglio rischiare l’insufficienza.

Il rispetto verso le altre persone è fondamentale per una convivenza civile, così come il rispetto delle leggi.

Spesso, forse troppo, non gli si dà la giusta importanza. Soprattutto nel mondo giovanile, dove ci si sente più spavaldi probabilmente diminuisce sempre di più il rispetto verso gl’altri e tutto ciò che li riguarda.

Per fortuna i comportamenti un po’ irrispettosi dei giovani si imitano soltanto a prese in giro a cui, forse, non bisognerebbe dare troppo peso, ma che possono suonare come un campanello d’allarme, per un loro comportamento futuro.

Per fortuna non vanno oltre questo, poiché è presente anche una sana paura nelle conseguenze di eventuali azioni più gravi.

Questi comportamenti si manifestano emulando, magari, le gesta dei genitori, irrispettosi loro e perciò incapaci di educare nel modo corretto i figli.

Questi atteggiamenti sono presenti, in modo più frequente, nelle persone di ceto che ha una scarsa cultura personale.

Tuttavia sono persone che ritengono di dover ricevere rispetto, ma non sono disposte a darlo e si scontrano spesso fra loro.

Votano persone secondo i loro standard autorevoli, ma che in realtà si comportano come loro.

Senza un esempio da seguire, il paese va sempre più verso l’imbarbarimento.

Personalmente ho conosciuto persone secondo cui il rispetto è solo un optional. Queste persone, anche non più giovani, soprattutto nei paesini dove ho abitato, si divertivano a prendere in giro la gente, o i vicini, magari mimandone i difetti, o nel caso di malattie come la “zoppia” mimandone il modo di camminare. Facevano ridere, ma era una grande mancanza di rispetto verso chi stava peggio.

Alcuni assumevano comportamenti violenti e maneschi, non avevano alcun rispetto per le cose altrui.

Si prendevano continuamenti gioco delle persone con più potere di loro facendo poi i santi davanti alle stesse persone.

Secondo me questo è un chiaro segnale che nella nostra società contemporanea il rispetto verso gli altri sta scomparendo a vantaggio dall’arroganza e della furbizia”

Fine.

 

DARKLAND – Il male cerca l’oscurità e odia la luce

DARKLAND – Il male cerca l’oscurità e odia la luce

Il nazismo è stata la più grande forma di sottomissione sessuale di massa organizzata nei minimi dettagli, ideologici e coreografici.

La svastica, i lunghi cappotti neri di pelle e gli stivali lucidi di cuoio, le divise come travestimento, le fruste, sono oggetti leggibili come feticci che rappresentano il rapporto di dipendenza tra padrone e schiavo. Ma, come ci insegna Nietzsche, questa relazione è accettata volontariamente dallo schiavo, in questo caso il popolo tedesco.

Dobbiamo sapere che tra dittatore e sudditi intercorre una incessante pulsione erotica, da leggersi per gli uomini anche in chiave omosessuale.

L’ammirazione per l’uomo forte è tutt’altro che una questione solo femminile. Nel maschio, l’ammirazione si trasforma in imitazione ed esaltazione dell’uomo virile, in masochismo, in una dichiarazione omoerotica.

La sottomissione sessuale fu due tipi. Quella partecipata del popolo tedesco, quella forzata del popolo ebraico.

Nei confronti degli ebrei, il nazismo può essere considerato un gigantesco stupro di massa. La vittima di uno stupro rimane sempre inerme ed è per questo che gli ebrei si lasciano condurre all’Olocausto.

A partire dalla “Notte del cristalli” la pubblica umiliazione degli ebrei fu un divertimento popolare, uno spettacolo eccitante.

Basta pensare a quello che succedeva nei campi di concentramento.

La nudità per privare di ogni dignità, per trasformare i prigionieri in oggetti di sfogo di istinti sessualmente perversi.

Le SS e i Kapò, tiranni per intercessione, oltre a godere di favori sessuali da parte dei prigionieri, traevano immenso piacere nel bastonare e nel prendere a calci.

Le donne venivano stuprate, sverginate con le mani, rasate nelle parti intime, fatte ballare nude sui tavoli, esaminate nude alle selezioni, sempre nude erano costrette a passare tra due ali di soldati che le frustavano.

Nelle latrine all’aperto erano costrette a esibirsi sotto lo sguardo delle guardie, ad altre veniva infilata la mano nella vagina mentre andavano nella camere a gas, altre ancora venivano uccise con un colpo di pistola tra le gambe. Alcuni uomini sono stati appesi col pene a un gancio.

Il sistema concentrazionario ha fatto cadere la maschera della rispettabilità tanto predicata dal nazionalismo e ha permesso ai padroni di dare libero sfogo ai propri istinti sessuali nei confronti degli schiavi.

E’ questo l’odio per gli infermi. Al tempo stesso la compassione e la pietà sarebbero state lette come segno di debolezza.

E’ stato affermato che il terrificante livello di sadismo delle SS e Kapò era incomprensibile, quando invece era la massima espressione del loro piacere sessuale.

Insieme a quelle sessuali, le implicazioni religiose hanno svolto un ruolo fondamentale. Hitler è visto come il Messia che salverà il popolo tedesco dalla catastrofe politica ed economica post Weimar.

Basti ricordare i richiami alla trinità cattolica quando alle adunanze gridavano “Ein Volk, ein Reich, ein Führer”.

Il Volk, in questa visione, è il popolo nella sua essenza razziale e culturale più pura, legato indissolubilmente al passato mitologico dei popoli ario-germanici.

Se poi ci si aggiunge che la figura di Hitler era oggetto di culto e che il termine Reich non vuol dire solo impero, ma anche regno, il quadro è completo.

Hitler era il dio-re dei germani a capo di un Reich millenario, che non va inteso nella durata di mille anni, ma che sarebbe durato millenni, per cui eterno, immortale.

Al tempo stesso, Himmler era assunto al ruolo di figlio di dio e così veniva visto anche dai suoi uomini.

Uomini che giuravano fedeltà a Hitler, non alla Germania.

E poiché sulla cintura avevano scritto “Got mit uns” (Dio è con noi), per loro Dio era il Führer.

In molti si sono chiesti come fu possibile che un uomo come Hitler, insieme a quattro perdigiorno, sia riuscito a conquistare il potere. E dire che si vantavano di essere un popolo di poeti e pensatori.

La culla del nazismo fu l’Alta Baviera. Un concentrato di indolenza, gretto provincialismo e xenofobia. Il terreno più adatto per far prosperare idee retrive.

In ogni caso, milioni di persone anelavano a un futuro migliore e nessuno come Hitler sapeva prometterglielo.

Il potere monarchico-conservatore si illuse di sfruttarlo. Ma fondamentalmente è che Hitler, con un’abile opera di mistificazione culturale e una liturgia fatta di politica ed estetica, movimenti di massa, cerimonie, reliquie e simboli, spettacoli, fece arrivare alla gente il messaggio che il nazionalsocialismo era una religione e lui una divinità.

I nazisti fecero collocare degli altari nelle fabbriche in stanze simili a cappelle. Ma sugli altari stavano i simboli del partito.

Le fede religiosa prevede dei dogmi che non possono essere discussi.

Ecco perché gli ufficiali delle SS nascosero le loro colpe dietro la formula “gli ordini sono ordini”. Per loro quegli ordini erano sacri, indiscutibili. Se le parole di Hitler erano vangelo, gli ordini erano un comandamento.

Eischmann disse che non avrebbe esitato a mandare suo padre nella camera a gas.

A chi dubitava, veniva rammentato che erano ordini della loro guida suprema, cosa da cui dovevano trarre conforto.

Nelle scuole delle SS si esaltavano i giapponesi che vedevano nell’Imperatore un dio.

I tedeschi, come negli antichi culti pagani, praticavano sacrifici umani all’altare del nazismo. Solo di ebrei ne furono sacrificati sei milioni.

(Dal libro di Paolo Grugni – Darkland)

FRATI INDIAVOLATI

Frati indiavolati

Avvocati e magistrati girano come corvi intorno ai grillini.

di Giuseppe Turani |

 

Altro che francescani, dove arrivano i 5 stelle ormai si sente un odore di zolfo e di fiamme. Avvocati e grane ovunque. E’ successo a Genova, dove Grillo ha mandato a farsi benedire le primarie e ha scelto lui il candidato sindaco (perdente, naturalmente). E’ successo e sta succedendo a Roma, dove avvocati a magistrati volteggiano sui grillini come corvi in attesa del pasto. Sta accadendo in Sicilia, dove, non contenti dei processi per le firme false, di nuovo sono nelle grane con la giustizia, e quindi altri avvocati, per il solito motivo: lotte intestine.

Infatti quasi tutte queste grane giudiziarie, ignote negli altri partiti, nascono perché i 5 stelle non rispettano il loro stesso regolamento di base, quell’uno vale uno. Nel senso che, alla fine, se le cose non gli piacciono, il frate Grillo fa come gli pare e gli scontenti, ovviamente, lo portano in tribunale.

In ballo non ci sono infatti questioni politiche, ma posti, poltrone, stipendi. E nessuno accetta di essere buttato fuori solo perché sta antipatico a Grillo.

Sono cose, ripetiamo, che accadono solo fra i grillini: ricorrere in tribunale per avere il diritto di concorrere alla conquista di una poltrona. E questi sarebbero quelli dell’onestà, dello stipendio restituito (ci teniamo però 13 mila euro al mese).

Gli altri partiti non sono fatti da santi, ma almeno non si richiamano a San Francesco, ma a personaggi più terreni e più discutibili e discussi.

Questi, invece, vogliono passare per cavalieri senza macchia e senza paura, però girano con la carta bollata in tasca, pronti a denunciare il primo che li ostacola.

Ma non ci si deve meravigliare troppo. I grillini hanno voluto fare un partito che non è un partito, ma un accrocchio indefinibile. Non esistono organi di mediazione politica e così, alla fine, non rimangono che i tribunali.

E’ proprio vero che a volte il diavolo fa le pentole, ma si dimentica i coperchi.

 

P.S.= Siete pregati di ammirare l’immagine francescana di Beppe Grillo, un’esclusiva UB.

ZELINDA RESCA

ZELINDA RESCA

Zelinda Resca faceva la giornalaia a Corticella (Bologna).

Era nata nel 24  a Castello d’Argile (Bologna) e militava nella brigata partigiani Venturoli, con il nome di Lulù.

Utilizzava la sua edicola come centro di smistamento documenti, era il suo modo di partecipare alla lotta di liberazione.

Un cliente capì e tradì Lulù.

” Verso sera mi portarono davanti alla stalla, mi fecero salire su uno sgabello di quelli che mungono le [mucche], mi misero lì, poi mi misero il [cappio] al collo.
È stato forse l’unico momento che mi è sembrato di morire. È stato proprio un momento che ho detto: “Adesso vorrei proprio che tirassero la corda”. Perché immaginavo che le cose sarebbero andate male, perché arrivati a quel punto lì ti torturano, poi t’ammazzano lo stesso, tanto vale che t’ammazzano subito ”

Zelinda Resca fu rinchiusa a San Giovanni in Monte, carcere nazista Bolognese e luogo di tortura dei fascisti e successivamente trasferita in altro carcere dove rimase 3 anni.

È morta a Bologna nel 1999.

La città di Bologna le ha dedicato un Giardino, in via Gustavo Modena 1, zona San Donato.