Archivio autore: speradisole

LA RANA DISTRATTA (ALIAS IL PD)

LA RANA DISTRATTA (ALIAS IL PD)

C’era una volta una rana che saltellava lieta tra fossi, risaie e fresche foglie di ninfea.

Inseguendo un paio di ronzanti insetti volanti, arrivò, balzo dopo balzo, nell’aia di un cascinale.

In un angolo discreto e riparato, la rana curiosa scoprì un pentolone.

Saltò sull’orlo e vide che era pieno di acqua fresca e limpida.

«Una magnifica piscina tutta per me», pensò.

Si tuffò con una elegante piroetta e, alternando tutti gli stili di nuoto in cui eccelleva, cominciò a sguazzare allegra e spensierata.

Ma una mano distratta accese il fuoco sotto la pentola.

L’acqua si riscaldò piano piano.

Presto divenne tiepida.

La rana trovò la situazione piacevole: «Di bene in meglio! La piscina è riscaldata» e continuò a nuotare.

La temperatura cominciò a salire.

L’acqua era calda, un po’ più calda di quanto piacesse alla rana, ma per il momento non se ne preoccupava più di tanto, soprattutto perché il calore tendeva a stancarla e a stordirla.

L’acqua ora era davvero calda.

La rana cominciò a trovarla sgradevole ma era talmente indebolita che sopportava, si sforzava di adattarsi e non fece nulla.

La temperatura dell’acqua cominciò a salire progressivamente, senza bruschi cambiamenti, fino al momento in cui la rana finì per cuocere e morire senza mai essersi tirata fuori dalla pentola.

Ma se la rana si fosse immersa di colpo in una pentola d’acqua a cinquanta gradi, la stessa rana sarebbe schizzata fuori con un salutare salto da record olimpionico.

Di questi tempi la temperatura della stupidità sta pericolosamente aumentando.

Caro Pd, salta fuori dal pentolone del movimento 5 stelle, finché sei in tempo, non rischiare di caderci dentro, altrimenti finirai per cuocerti, e non ritornare nell’acqua fangosa e putrida dei traditori.

Per concludere: non c’è alternativa o ci si fa bollire o si muore senza ossigeno, oppure si resta pensanti e si vive.

(Storiella tratta da http://www.tragicomico.it/il-principio-della-rana-bollita-noam-chomsky/ e adattata al Pd di oggi)

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GENITORI

GENITORI

Una giovane coppia entrò nel più bel negozio di giocattoli della città.

L’uomo e la donna guardarono a lungo i colorati giocattoli allineati sugli scaffali, appesi al soffitto, in lieto disordine sul bancone.

C’erano bambole che ridevano e piangevano, giochi elettronici, cucine in miniatura che cuocevano torte e pizze.

Non riuscivano a prendere una decisione.

Si avvicinò a loro una graziosa commessa.

“Vede”, spiegò la donna, “noi abbiamo una bambina molto piccola, ma siamo fuori casa tutto il giorno e spesso anche di sera”. “E’ una bambina che sorride poco”, continuò l’uomo. “Vorremmo comprarle qualcosa che la renda felice”, riprese la donna ” anche quando non ci siamo noi….”. “Qualcosa che le dia gioia anche quando è sola”.

“Mi dispiace”, sorrise gentilmente la commessa, “Ma noi non vendiamo genitori”.

 

E VENNE UN UOMO CHIAMATO GUY VERHOFSTADT

E VENNE UN UOMO CHIAMATO GUY VERHOFSTADT

Tutti a strapparsi le vesti per quello che quest’uomo ha detto al presidente del consiglio italiano: burattino (definizione ufficiale del Parlamento europeo).

Ha detto quello che avrei voluto sentir dire a tanti giornalisti, a tanti analisti, i quali, si sono subito intruppati per difendere l’onore della patria.

L’hanno difeso quando questo governo dava dell’alcolizzato a Juncker?

Ma si sa, sono in piena autocritica, a dirsi che loro non avevano proprio visto che, dietro il giovane cambiamento, si nascondesse tanta lucida demolizione, pensare che sono le elites, eh…secondo me, cominceranno a spostarsi verso la Lega, sperando di vederci un grande futuro, dopotutto, sono elites che per sentirsi accettate dal popolo, devono fare e dire di peggio per sembrare meno elites, quasi a nascondere quello che dovrebbero essere.

Io che non sono niente, da mo! Eh! Hai voglia! Che avevo capito, mi sono bastati 10 minuti di logorrea grillica, per capire quello che c’era dietro questo movimento di marketing virale.

La lega, sono anni che la conosciamo, per capirci, è quella che si puliva il c…o col tricolore, non sono cambiati e quello che sornione benedice tutto ciò, con un piede dentro e l’altro fuori, l’uomo di Arcore, i suoi danni li ha fatti insieme alla lega e le sue televisioni e continua a farli.

Ecco perché dico sempre che niente perdono, alcuna compassione per gente così facilmente influenzabile.

In cucina, riconoscere il burro dalla margarina, un buon olio di oliva da uno che fa schifo, è semplice… bisogna assaggiare ed avere memoria per il gusto, saper riconoscere i veri sapori ed ingredienti, che sono sempre semplici alla fine.

Quando non si sa più riconoscere l’ingrediente ottimo e semplice dalla cosa artificialmente fatta, bisogna cambiare mestiere, darsi all’ippica, alla pesca, alla pittura amatoriale, insomma, smettere di essere elite pensante, perché se si deve somigliare al popolo, mi contento di andare dal mio salumiere, che è pure tanto simpatico.

Dunque dicevo di quest’uomo che ieri ha dato una lezione di storia dell’Italia e che fra le tante cose, ha detto questa frase:
“Presidente Conte, non ha potuto riconoscere Guaidò perché è sotto la pressione di Putin”.

Personalmente, è questa frase che mi ha scosso, anzi mi ha fatto saltare dalla sedia, ed avrei tanto voluto che il PDC rispondesse a ”questa frase in particolare”, smentendola ovviamente.

Nulla, muto, anzi ha risposto: burattino sarà lei.

(Bonjour Tristesse)

Questo è.

SULLA TAV I 5 STELLE HANNO REALIZZATO UN COLPO DI STATO ECONOMICO

SULLA TAV I 5 STELLE HANNO REALIZZATO UN COLPO DI STATO ECONOMICO

Invece di una commissione di esperti imparziali, hanno incaricato 6 esperti, di cui 5 notoriamente contrari e uno “foglia di fico”.

Tutti numeri ufficiali del completamento dell’opera, cioè dei cosiddetti costi, di quanto serve ancora da spendere, sono stati, pacchianamente truccati.

Truccato il costo totale dell’opera, truffaldinamente raddoppiato.

Truccato il contributo europeo alla spesa, sparito nei conti, che, invece, copre le residue spese italiane.

Truccato il costo delle penali da pagare, vergognosamente taciute, riconoscendole come “incalcolabili”.

Truccati i benefici, 50.000 posti di lavoro, diretti o indiretti, che vengono cassati.

Truccati i metodi standard di calcolo, mancate accise e pedaggi autostradali, trattati come costi.

Per confezionare questa truffa, i 5 No Tav di Toninelli, Di Maio e del burattino Conte, definizione ufficiale del Parlamento europeo, stracciano trattati internazionali, quello con la Francia sull’opera, e Direttive Europee, quella del passaggio del traffico frontaliero delle merci dalla gomma alla ferrovia, che per gli Stati sono leggi.

Di fronte a questo colpo di Stato economico, due personaggi fanno la loro splendida figura di cacca: il ministro Salvini che si dice a favore della Tav, ma bela come una pecora, lui è sceriffo solo con i disperati, dinanzi alla gigantesca mole intellettuale di Toninelli, e tal Fratoianni, deputato di Leu, che si dice d’accordo con Toninelli.

Tal Fratoianni, deputato Leu, sembra proprio l’ultimo giapponese della più stolida e grottesca teoria politica inventata da menti malate e criminogene, penetrata nel Pd del dopo Renzi: quella secondo cui Grillo, Di Battista, Fico Di Maio e Toninelli dicono cose bellissime e di “sinistra”.

HO FATTO UN BEL SOGNO

HO FATTO UN BEL SOGNO

Ho fatto un sogno strano ma bello, uno di quei sogni che quando la mattina ti svegli ti lasciano una sorta di incanto, un gusto di qualcosa di bello che hai visto ma che non riesci bene a ricordare, come quando Proust parlava della sua madeleine e tutto quello che questo dolcetto gli evocava, il bello ed anche il dolore.

Io mi ricordo ogni sogno che faccio, li scrivo da sempre su quadernini (che ripongo dentro scatole colorate) e mi piace rileggerli, mi fanno capire cosa ho passato, cosa ho vissuto, le mie sensazioni le mie paure, insomma sono la mia memoria bighellona e nottambula, quella che al mattino se ne va piano piano in punta di piedi.

Premetto che la sera non mangio mai, bevo solo una buona tisana, così tanto per non mettere sul conto di una digestione difficile quello che ho sognato.

Dunque mi sono trovata in una grande stanza dove c’erano molte persone. All’inizio i volti erano sfocati, vedevo solo le bocche che si muovevano, poi piano piano ho capito che mi trovavo in una riunione del Pd, si discuteva tanto, ma tanto!

Ho visto gente fare distinguo perfino sulle virgole sui punti, sul colore dei fogli di carta.

In fondo, c’era un gruppetto di persone che si battevano il petto, dobbiamo espiare! Dobbiamo espiare! Uno di questi era un omone grande e grosso accompagnato da un ex ministro della giustizia e uno che è sposato con una deputata berlusconiana: espiare! Derenzizzare!
(All’inizio avevo capito derattizzare e mi sono guardata i piedi, considerato che la riunione era a Roma, dove pare ci siano in giro un sacco di ratti), poi ho capito meglio uff! E mi sono tranquillizzata.

Davanti a me c’era gente che non smetteva di mormorare: sì ma, sì ma, sì ma e più davanti ancora, persone di una certa età che brandivano pelli di giaguari, o addirittura peluche, uno addirittura lo ha lanciato in aria ed è arrivato sulle ginocchia di una signora biondissima che rideva, accarezzava la peluche e la portava sul cuore.

Ad un certo punto, qualcuno grida: ma come si fa! Tutti i fogli dei programmi sono mischiati, non si capisce più nulla! Al che un giovanotto speranzoso si propone di ricomporli con una faccia dal sorriso fisso, parlava ma le sue labbra non si muovevano.

Ad un certo punto, una voce sovrasta le altre: dobbiamo parlare col movimento 5 stelle, dobbiamo capirli, dobbiamo riportarli alla ragione, dobbiamo accompagnarli! Sono dei bravi ragazzi inesperti onesti, dobbiamo dialogarci!

Come l’onda che si ritira, una parte della assemblea, d’un colpo, prende le sedie e si ritira in un angolo, lasciando tanto, ma tanto spazio nel mezzo della platea.

Mai! Non abbiamo nulla a che fare con loro!

Ed è lì che succede qualcosa di strano, arrivano un sacco di persone con delle mascherine da carnevale, si mettono in mezzo e stentoreamente: noi siamo i giornalisti che analizzano e quindi vi analizziamo, a voi non dialoganti e cominciano a tirare coriandoli, ma quanti! Il tutto sotto gli applausi della parte dialogante.

Nel sogno io guardavo in aria, l’aria era saturata da tutti sti coriandoli, non si vedeva più nulla, poi son tutti caduti in terra e si è ricominciato a vedere qualcosa, anzi, si è sentito un tintinnio che veniva da dietro.

Tutti si sono girati era il ragazzo del bar di sotto che, col carrello, veniva a portare caffè e brioches, bomboloni anche.
Ad un certo punto, questo ragazzo parla: scusate, ma ogni volta è la stessa cosa! Non siete mai contenti di nulla, sempre a farvi la guerra, per un sì, per un no, per una frase, per una analisi.

Io potrei proporvi qualcosa, se siete d’accordo…no! No! Facciamo così: vi propongo qualcosa, tout court! Mentre vi servo il caffè e voi ascoltate.

Dunque, capirete che così non potete andare avanti. Troppa confusione, troppa caciara!

Allora, quelli che si sentono di sinistra sinistra, passino a sinistra della sala, là così, da bravi, piano piano, quelli che si sentono di sinistra light, passino a destra, così, senza rumore, bravi. Vedete che così la sala è più spaziosa e io posso pure passare col carrellino, c’è spazio fra le due aree.

Allora non sarebbe più giusto che ogni aerea si scelga il suo segretario? Il suo programma?

Pensate quanto sarebbe più chiara sta cosa, ognuno per conto suo ed ognuno fa le sue scelte politiche, si sta o no nell’euro, si dialoga o no con la destra populista, insomma, fatevi due programmi, fate proposte e poi la gente sceglierà, tanto, peggio di così, non si può andare, ad un certo punto, bisognerà ricostruire tutto! Anche i consensi e quelli si ottengono con programmi e proposte.

Un silenzio assordante, io che continuavo a guardarmi i piedi, ricoperti dai coriandoli.

Separazione! Ecco la soluzione, grida qualcuno dietro me, applausi, gente che va verso il ragazzo del bar ad abbracciarlo, a stringergli le mani, a complimentarlo, poi persone che si detestavano politicamente si sono strette le mani, qualcuno si è lasciato perfino andare a qualche abbraccio timido.

Il ragazzo del bar se ne va tutto contento, mentre qualcuno dichiara la fine definitiva dell’assemblea in comune, da oggi in poi, ognuno per la sua strada.

A quel punto, mi sono svegliata, mi sono seduta sul letto e mi sono detta: magari! Magari!

Ma vabbè, era solo un sogno. Ho scosso la testa e due coriandoli sono caduti sul letto…madonna! Devo aver sognato davvero forte la notte scorsa!

(Bonjour Tristesse)

COSA SIGNIFICA “RICOMPATTARE IL CAMPO DEL CENTRO SINISTRA”. FINORA NON L’HO CAPITO.

COSA SIGNIFICA “RICOMPATTARE IL CAMPO DEL CENTRO SINISTRA”. FINORA NON L’HO CAPITO.

Per favore fatemi capire cosa avete in mente voi che parlate tanto di ricompattare il campo del centro sinistra.

Non ho capito cosa vuol dire ricompattare il campo del centro sinistra.

Vuol dire ammucchiate tipo ulivo?

Vuol dire tutti insieme per le elezioni e poi ci spariamo addosso alla prima occasione?

Vuol dire vogliamoci bene, dimentichiamoci di chi scientificamente ha sabotato dall’interno il Pd negli ultimi cinque anni?

Vuol dire di nuovo insieme con D’Alema, Bersani Speranza ecc.?

Vuol ritornare alla spartizione del piccolo potere nel partito tra i vari culi di pietra?

Vuol dire ritornare ai vecchi funzionari?

Vuol dire concepire il Pd come un prolungamento del pci, ds, dc, margherita?

Oppure vuol dire una cosa nuova riformista, europea liberal, nel senso occidentale del termine non di partito liberale, che sappia rivolgersi a tutti i progressisti e contro tutti i conservatorismi, compreso quello della sinistra sinistra?

Per favore fatemi capire cosa avete in mente vuoi che parlate tanto di ricompattare il campo del centro sinistra.

Il voto in Abruzzo, se non altro, ci dice che l’Italia non è tutta grillina o leghista. Ci sono spazi per un’iniziativa politica. Basta non fare i populisti (tentazione ricorrente nel Pd) e non sognare alleanze con dei prossimi naufraghi, cioè i 5 stelle.

LA CONDANNA DELLE URNE ABRUZZESI PER LA LINEA POLITICA DI ZINGARETTI – MARTINA

LA CONDANNA DELLE URNE ABRUZZESI PER LA LINEA POLITICA DI ZINGARETTI – MARTINA

Nelle elezioni regionali abruzzesi, oltre la conferma di un centro destra con i numeri per governare e il tracollo dei 5 Stelle, c’è un dato politico di prima grandezza che fornisce una chiave di lettura interessante, rispetto al futuro della linea politica che il Pd prenderà con l’elezione del nuovo segretario.

Nella coalizione del centro sinistra a sostegno di Legnini, la sinistra a cui Zingaretti e Martina guardano per un ricongiungimento, non si schioda dall’esangue e immutabile (+/-) 3% e tolto il disastroso 11,4% del Pd ( e la colpa sarà imputata a Renzi chiaramente), il buon risultato 31,6% del Centrosinistra viene conseguito con le liste civiche di centro a cui la mozione Giachetti-Ascani guarda, per future alleanze di governo.

I padri e i padrini continuano a vaneggiare i ritorni al passato, le aspettative degli elettori sono all’opposto della loro stantia e arida proposta politica, ne prendano atto e facciano veramente l’analisi del voto che strumentalmente hanno continuato a pretendere da Renzi.

LE PAROLE DEGLI ATTUALI GOVERNANTI SONO PIETRE CAVE CHE CONTENGONO ALL’INTERNO UN’ADEGUATA CARICA DI SEMTEX

LE PAROLE DEGLI ATTUALI GOVERNANTI SONO PIETRE CAVE CHE CONTENGONO ALL’INTERNO UN’ADEGUATA CARICA DI SEMTEX

Una volta Carlo Levi, diceva che le parole sono pietre, ora ve n’è una nuova generazione, cave all’interno per contenere un’adeguata carica di semtex, e dotata di sicura a strappo.

Di questa pericolosissima, nuova generazione, fanno parte le parole, che sempre più di frequente usa, Luigi Di Maio Vice Presidente del Consiglio.

Certo è difficile riuscire a scrivere una frase di senso compiuto, in cui il suo nome sia associato ai termini: Grande Intelligenza, Profonda Cultura e radicato senso, della Responsabilità Istituzionale.

Tuttavia la mente umana, non riesce a concepire, in tutta la sua complessità, il concetto di perfezione, per cui, per quanto mi sforzi, non riesco a concepire, lo stupido perfetto.

Sono portata a trovare spiegazioni alternative, mi abbarbico al bene fondamentale della memoria.

È proprio nella memoria, che ho trovato la chiave di lettura del comportamento di Di Maio.

È stato quando lo spread già s’impennava, prima della nascita di questo pessimo governo, solo per le esternazioni degli intenti rispetto all’Europa e all’Euro.

Sono state il primo collaudo delle parole/pietre esplodenti e a frammentazione.

Nel dibattito, che si era iniziato annunciando un referendum, per l’uscita dell’Italia dall’ Europa Unita e dall’euro, qualcuno fece notare che la Costituzione Repubblicana, impediva l’esercizio dell’opzione referendaria, rispetto a qual si voglia accordo internazionale.

Subito vi fu chi affermò: “allora se non potremo uscire, faremo in modo di farci buttare fuori dall’Europa e dall’euro, per i nostri conti e per le nostre scelte sovraniste”.

Molti pensarono ad un errore involontario. Ma era tutt’altro, una strategia precisa fatta di un piano “B”, per ogni situazione.

Da allora, il governo ha manifestato una “perfetta” inadeguatezza.

Questo governo ha una logica demenziale, ma granitica non scontentare il proprio elettorato, continuando a ribadire all’infinito i punti del suo contratto.

La tesi da portare avanti, è la volontà di perseguire gli obbiettivi dichiarati, con una continua campagna di propaganda che non è solo elettorale, ma è disinformazione sistematica, proponendosi quello che mente politica aveva mai osato anche solo pensare.

Nonostante una forte maggioranza parlamentare, la colpa del governo che governa male o non governa affatto (ad eccezione della lottizzazione delle poltrone strategiche), non è del governo, ma delle opposizioni, della Costituzione che ne impedisce interpretazioni “creative”, altrimenti dette democrazia diretta e/o popolare, della logica ragionieristica dei numeri e dei bilanci ed infine dell’Europa, Vampira della sovranità dei singoli popoli e delle nazioni.

Ecco perché un errore gravissimo considerare i populisti stupidi, criminali sì, ma stupidi no!

Come le BR non erano “compagni che sbagliavano”, per cui si scelse per fortuna e perché era la scelta giusta, d’essere con lo Stato Repubblicano e la Democrazia, oggi è la stessa battaglia: il M5S è la moderna eversione, che rifiuta ogni regola, controllo e limitazione, considerandoli lacci e lacciuoli.

Loro politica non è affatto nuova è il “tanto peggio, tanto meglio”, con ogni sforzo diretto a indicare i capri espiatori, “Unici responsabili”, continuando a fornire al popolo dei nemici da odiare e da abbattere, non attraverso la Democrazia Rappresentativa, ma attraverso il populismo che dichiara di agire in nome e per conto del popolo, ma che lo strumentalizza per realizzare la propria dittatura e ne peggiora le condizioni di vita, attraverso l’invenzione di un “governo-contratto” e il terrorismo dei proclami e della disinfomazione globale, in cui ogni mortaretto viene letto come l’esplosione di una bomba termo nucleare.

LA VITA NEI CIRCOLI PD AL TEMPO DELLE SCELTE DEL SEGRETARIO

LA VITA NEI CIRCOLI PD AL TEMPO DELLE SCELTE DEL SEGRETARIO

E’ successo che, alla fine, mi ci sono trovata in mezzo con tutte le scarpe.

Avevo inviato una mail per sottoscrivere la candidatura Giachetti e così, forse non avendo di meglio, mi hanno “arruolato” nel gruppo provinciale di appoggio alla sua mozione.

Insieme a un’altra inaspettata amica del mio stesso circolo, abbiamo presentato la sua mozione in quattro circoli della nostra zona.

Nel nostro, un covo di vecchi zingarettiani, gli abbiamo portato via ben 10 voti, negli altri non è andata altrettanto bene, perché l’onda di riflusso auto flagellatorio masochistico, è tutt’ora imperante.

In un circolo uno ci ha urlato in faccia. Letteralmente, Renzi così e Renzi cosà, e giù botte verso Renzi, e quando ha finito gli abbiamo risposto punto su punto e per le rime, contestando tutto quello che era stato detto.  Tanto che poi ha risposto col tono di molto ammorbidito e col solito “ma Renzi è una risorsa “.  Però ha votato zinga…

In un altro circolo il segretario, un ragazzo di 30 anni, ha presentato la mozione Martina, a cui è seguito un attacco di un zingarettiano, al quale abbiamo risposto entrambi più o meno con gli stessi argomenti, ma chiaramente il circolo ha votato per il suo segretario.  In genere, nei circoli, si segue la linea e il pensiero del segretario, però ciò faceva scandalo solo quando segretario era Renzi.

Anche il nostro segretario fa così: una buona tattica, fa parlare tutti e poi decide lui, senza una votazione!  Alla faccia delle decisioni calate dall’alto, uno dei leit motiv dell’astio contro Renzi.

Poi tutti i delegati eletti, alla convenzione provinciale.  Nel gruppo uno povero ha detto ma non faremo tardi?  Che ho l’anniversario di matrimonio. Cosa non si fa per il partito!  Non ce n’è un altro simile, son certa.  E via verso nuove incredibili avventure.

A volte ho la sensazione che alcuni dirigenti confondano il rilancio del Partito Democratico, con la raccolta delle figurine delle vecchie glorie, come se il reinserimento dei D’Alema, Bersani e vari protagonisti del 3% di LeU alle ultime elezioni, possa essere la “pozione magica” per tornare ad essere protagonisti.

Zingaretti, Martina, Cuperlo e tanti altri continuano ad affannarsi per ricomporre il loro sbiadito ed antistorico puzzle, probabilmente non hanno consapevolezza che stanno innescando una situazione esplosiva all’interno del Pd, dove una grande parte dei militanti ed elettori: non solo credono e difendono le riforme e l’operato dei governi Renzi e Gentiloni, ma hanno valori e principi non negoziabili come: lealtà, credibilità e coerenza.

Il 3 marzo non è una semplice consultazione elettorale per decidere il nuovo segretario del Pd, con il voto si legittimerà il nuovo progetto politico del prossimo decennio, ecco perchè sarà fondamentale chiamare a raccolta i progressisti per votare la mozione Giachetti Ascani e non permettere un disastroso ritorno al passato.

IL PD SI È CASTRATO DA SOLO

IL PD SI È CASTRATO DA SOLO

E ora è frustrato e impotente.

Ragioniamo.

Il Pd è prigioniero di due dogmi.

Il primo è il teorema D’Alema, perché è stato lui ad enunciarlo esplicitamente. Che recita: “se cade questo governo seguirà un governo peggiore, con il centrodestra unito”.

Dal teorema D’Alema discende la conseguenza: che il Pd, nei fatti, teme la caduta di questo esecutivo, che però si tiene insieme solo con lo sputo, e rischia di trovarsi spiazzato da un’accelerazione della crisi.

Il teorema D’Alema non regge. Occorrerebbe abbandonarlo: al governo Conte può seguire un governo migliore.

Il secondo dogma paralizza il Pd, quello di Zingaretti e anche di Martina ma lui ha perso., e che recita: la alternativa a questo governo deve essere il ritorno ad un bipolarismo destra – sinistra.

Il problema è che la destra la vediamo e come!

La sinistra, col Pd al 18%, qual è?

Questa nostalgia del vecchio bipolarismo, nella realtà del multipolarismo proporzionale, costringe il Pd a giocare senza carte di riserva. Senza variabili che non siano una sola litania: l’inevitabilità di comprendere i 5 Stelle come alleato nel sognato polo di sinistra.

Ma se il primo teorema sta franando, il secondo è al totale disarmo: un polo di sinistra con i 5 Stelle è fuori da ogni ipotesi e fantasia.

Anche la più perfida. Per innumerevoli motivi.

Scegliamone solo tre.

Primo, i 5 Stelle sono oggi l’epicentro, la ragione del disastro economico del Paese. Come dice Berlusconi, sono loro la vera guida economica del governo e Salvini, un bullo a parole che cede su tutto, oggi, per esempio si è comprata la fiducia dl grillini rinunciano alla TAV e deludendo per altro, il suo lettorato del nord che la vuole, ma l’immunità parlamentare doveva ottenerla e scambiarla coi grillini per un no alla Tav.

Quindi è logico ritenere che l’economia sia completamente in mano ai grillini e se succedesse una crisi, sarebbe una maxi crisi sull’economia.

Quale dialogo il Pd e i 5 Stelle potrebbero avere sull’economia?

Nessuno.

Secondo, i 5 Stelle hanno ribadito un posizionamento internazionale incompatibile col Pd, persistente ambiguità ed ostilità all’euro cui si unisce oggi l’aggressione ad un paese fratello,(La Francia ha ritirato il suo ambasciatore cosa che non seccedeva dal 1940), la solidarietà con le dittature, rosse e nere, l’ambiguo rapporto con la Russia. Il no Tav.

Terzo, infine, i 5 Stelle involvono, ulteriormente, in senso regressivo: danno la guida a Di Battista, un improbabile chavista, e all’anima movimentista, la più scopertamente eversiva, oscura, giustizialista, manettara, aziendale, nel senso di Casaleggio, portatrice di tutto il ciarpame di demagogia, e rischi per la nostra libertà, che chiamano “democrazia diretta”.

Ecco i 5 Stelle. Come può il Pd ancora illudersi, scioccamente, di immaginare un polo di sinistra con i 5 Stelle?

E qui nasce il problema: Zingaretti e mezzo Pd sono prigionieri dei due dogmi, dei due teoremi suddetti che non reggono più.

Il congresso ha detto che questo gruppo dirigente post-renziano non ha alternative, non gioca carte di riserva, è prigioniero di un solo schema, l’attesa dei 5 Stelle.

Irrealistico, frustrante e impotente.

Se cade il governo, il saggio Mattarella dovrà esercitare una grande creatività per comporre la crisi.

Le elezioni non saranno possibili.

Che sponda troverà Mattarella nel Pd?

Si bloccherà sullo schema: “solo con i 5 Stelle”?

Sarebbe idiota e suicida.

Invece di un congresso senza politica e dominato dai due dogmi in frantumi, il Pd dovrebbe aprirsi allo sghiacciamento, alla creatività, al coraggio, alla fantasia e all’ innovatività.

Anche sulla politica, se non vuole, come inizia la mozione di Giachetti e Ascani , “trasformare la fase del populismo nell’era del populismo”.

Per carità.