Archivio autore: speradisole

IL VENTO POPULISTA


BREVE NOTA:

I post che scrivo esprimono solamente ciò che penso, non ho alcuna intenzione di influenzare od orientare opinioni, riporto le mie opinioni dandone delle argomentazioni, giuste o sbagliate che siano, sono solo le mie e non ho la pretesa di imporle agli altri.

 

IL VENTO POPULISTA

Non si fa neanche più leva sui sondaggi, per prendere una posizione secondo dove tira il vento populista, ormai siamo alla politica degli instant poll, rilevati in tempo reale, più volte al giorno, nella propria bolla Social di riferimento.

Le incredibili cialtronate sparate di volta in volta da Conte, Salvini, Berlusconi e frattaglie di sinistre varie, seguono e assecondano la semina del circo dei talk show.

La sera si esibiscono i pagliacci di turno, la mattina dopo si raccolgono i frutti sotto forma di reazioni.

E quindi vai di supercazzole, armi difensive e non offensive, omelie sulla pace, ricatti a Draghi, pressioni sul governo, e poi via di smentite, retromarce, giravolte, a seconda della bolla.

È impressionante come i collusi con Putin, si avvalgano della collaborazione dei fiancheggiatori dei media.

È impressionante come nessuno voglia fare chiarezza su questo intreccio mortale.

È impressionante come la nostra democrazia stia morendo, nel silenzio complice di tutti.

Gli ucraini lottano, soffrono atrocità indicibili e muoiono per difendere la loro libertà e la loro democrazia, noi ci siamo arresi alla corruzione e ai saltimbanchi che ha generato.

 

 

MORS TUA VITA MEA


MORS TUA VITA MEA

Ormai sono quasi tre mesi di invasione russa in Ucraina.

Cosa abbiamo imparato?

. Che l’autodeterminazione di un paese libero e democratico finisce nel preciso istante in cui viene brutalmente invaso.

Da lì in poi, può solo arrendersi subito, rinunciare alla propria libertà, farsi inglobare in un regime, altrimenti tutte le anime belle e giuste del pacifismo con le vite degli altri si eleveranno, come un solo uomo, o donna, a strillare Oh! Ma siete pazzi, ma cosa resistete, date subito al tiranno tutto ciò che vuole e zitti.

Tutto questo secondo la famosa prima legge degli incidenti della storia, ovvero cose da dimenticare, finché accadono agli altri, altrimenti nota dai tempi antichi come Mors tua, vita mea.

. Che, se sostieni il diritto di un popolo a difendere la propria libertà, sei un pericoloso guerrafondaio.

. Che se osi prendere atto di massacri, città rase al suolo, atrocità di ogni genere, sei un mitomane, perché la tv russa ci fa vedere le immagini di Mariupol devastata e dice che sono stati i nazisti ucraini a bombardarla.

. Che se osi ricordare che i nazisti ucraini pare siano circa il 2% della popolazione, e che di questo presunto genocidio in Donbas non esiste traccia, come ripetutamente dichiarato da osservatori internazionali di Onu e Ocse e persino dalla Corte internazionale dell’Aia, sei un collaborazionista al soldo dei massacratori.

. Che se pensi che questi poveri disgraziati di ucraini stanno combattendo anche per noi e che per questo vadano aiutati, sei uno che fa la guerra dal divano con i figli degli altri. Un mostro. Altro che Putin.

Cosa non abbiamo imparato?

. A chiudere almeno i tempi drammatici del circo con i pagliacci. Così, giusto per darci una parvenza di serietà nella tragedia.

. A farci una sola, semplice domanda, ma se quella mattina di due e più mesi fa, le bombe fossero cadute addosso a noi, saremmo stati felici di sentirci dire dai paesi vicini e alleati: arrendetevi, rinunciate a tutto e sparite per sempre dentro un regime, per salvare noi? Oppure: tutto quello che possiamo darvi per aiutarvi è qualche casco?

ENRICO BERLINGUER PREFERÌ LA NATO ALLA URSS


ENRICO BERLINGUER PREFERÌ LA NATO ALLA URSS

È possibile che in Italia ci sia tanta indifferenza da considerare del tutto normale che uno Stato Sovrano aggredisca un altro Stato Sovrano?

E, con la scusa di far fuori un gruppo di cultori del nazismo, si arrivi a sventrare città intere, a massacrare e sterminare migliaia di civili inermi, stuprare donne e bambini, parlare di guerra santa contro satanismo e religione cattolica?

È mai possibile che ci siano italiani che, di fronte a questa immane tragedia, amino baloccarsi, anche con manifestazioni di piazza, tra fumosi discorsi di lotta tra Nato e Russia, come fossimo ancora nel 1960?

È mai possibile giustificare Putin, richiamando altre ingiustificate azioni, commesse da altri, in epoche passate, riempiendo il nome sacro “pace”, con scorribande furibonde che portano all’odio?

È mai possibile che questi indifferenti o falsamente egoisti, che credono di risolvere i propri problemi guardando appena oltre il loro naso, non vedano che paesi come l’Ucraina, la Svezia, la Finlandia, unici paesi che ancora non erano entrati nella Nato, anelino a farne parte, a rischio della propria vita, perché conoscono da vicino il sistema che la Russia impone ai paesi occupati?

È mai possibile che si mettano sullo stesso piano una civiltà occidentale, dove la libertà è il primo vero privilegio, e una inciviltà orientale fatta di dittature e oligarchie?

I paesi che hanno paura dei vicini, animati da volontà aggressive, vogliono aderire ad un sistema, la Nato, perché li protegga da improvvise e tremende invasioni.

Sapppiamo che, in questi giorni, anche Svezia e Finlandia chiedono di entrare nella Nato, così come fecero, anni fa, paesi già sovietici, quali Polonia, Romania, Bulgaria, Cechi, Slovacchi, Ungheria, credo che Papa Francesco e coloro che si nascondono sotto la sua tonaca (ex comunisti ex fascisti ciecopacisti grillini di sinistra e leghisti di destra ecc) dovrebbero chiedersi perché questo avviene e smetterla di parlare della Nato come di una alleanza aggressiva.

Non si può confondere gli USA con Nato.

La Nato riunisce 30 nazioni che reagiscono tutte insieme, se una di esse venisse aggredita.

Finora non è mai successo.

Enrico Berlinguer preferì la Nato alla Urss.

STAIZITTA GIORNALISTA


STAIZITTA GIORNALISTA

«Cessa», «maestrina», «vai a fare la calza ragazzina maleducata», «meriti di morire», «sei solo brava con la bocca», «un mostro di bruttezza e cattiveria», «strega», «parli delle donne stuprate, a te non sarebbe successo», «ritorna casalinga», «la vedo bene come cassiera», «le donne utilizzano in modo surrettizio il sesso per fare carriera o presunta tale».

“Stai zitta cretina”, “Sii bella e statti zitta” e “fai quello che dico io” a queste aggiungerei le intimidazioni mafiose: «visto che hai famiglia forse è meglio che fai un lavoro meno pericoloso» (Federica Angeli).

“StaiZitta giornalista” di Silvia Garambois e di Paola Rizzi, è un catalogo di insulti e oscenità scientificamente censiti, dall’incitamento all’odio allo “zoombombing” (l’intrusione indesiderata di hater o troll all’interno di una teleconferenza), ovvero quando le parole imbavagliano.

Raccogliere le testimonianze delle colleghe su cosa significa lavorare, raccogliere notizie, smontare fake news, analizzare i fatti, sapendo che questo avrà come conseguenza una grandine di insulti e minacce.

Tornare a casa e guardarsi le spalle, passare le notti a cancellare commenti infami, denunciare alla polizia postale.

Ci sono tre elementi a fungere da brodo di cottura del virus della misoginia.

Il permanere nel nostro paese di una radicata mentalità maschilista e patriarcale.

Lo sminuire la gravità del sessismo derubricandolo a goliardia, a scherzo.

La banalizzazione e la sottovalutazione della pericolosità di ciò che avviene online.

Senza dimenticare che la misoginia non è un’esclusiva maschile, molte le donne che si scagliano contro altre donne.

Ad utilizzare lo slut-shaming (in italiano umiliazione da sgualdrina o anche stigma della puttana) come arma contro le donne dal profilo pubblico, non sono solo i comuni odiatori on e offline, ma anche i personaggi pubblici stessi.

Nel corso degli ultimi anni sono stati numerosi i politici e i giornalisti che hanno dato il via a vere e proprie campagne di slut-shaming a colpi di tweet, editoriali, e persino performance su veri e propri palcoscenici del mondo offline”.

L’attacco sessista, le minacce, gli insulti beceri, un quadro preoccupante che mai avevamo visto.

(Stai zitta giornalista di Silvia Garambois e Paola Rizzi, Ed. Feltrinelli)

CHI HA PAURA IN ITALIA CHE LA RUSSIA PERDA?


CHI HA PAURA IN ITALIA CHE LA RUSSIA PERDA?

La guerra criminale di Putin continua e diciamo la verità: qualcuno in Italia ha paura che la Russia perda.

Eh sì, i sostenitori italiani di Putin hanno il terrore che la guerra in Ucraina possa trasformarsi nella fine del loro burattinaio e quindi degli amati soldi russi,

Ci hanno provato e ci stanno provando in ogni modo a giustificare i crimini di guerra del loro capo, si sono camuffati da opinionisti, da esperti, da politici e infine da pacifisti, ma in realtà sono semplicemente a libro paga di Putin.

Hanno da tempo preso soldi dal Cremlino, non sono fantasie ma parole del Presidente del Copasir, Adolfo Urso, il quale, in un’intervista a Libero, afferma testualmente: “Il reclutamento avviene tramite spionaggio, arruolamento e propaganda, messa a libro paga di dirigenti, fake news, campagne social, attacchi cibernetici. Ripeto: in relazione alla guerra d’Ucraina avevamo riferito in Parlamento già il 9 febbraio scorso nella nostra relazione annuale, e prima ancora l’avevamo fatto il 13 gennaio per quanto riguarda nello specifico la sicurezza energetica, ben 40 giorni prima dell’invasione!”.

Il tutto già evidente dal 2014.

(Estratto da un articolo di Andrea Viola, blog indipendente sul Fatto Quotidiano)

[Andrea Viola, nato a Tempio Pausania il 25 febbraio 1979. vive a Golfo Aranci. Laureato in Giurisprudenza a Sassari nel 2003, avvocato nel 2008. Dal 2006 consigliere comunale di opposizione. Nel 2009 è stato eletto nel consiglio provinciale di Olbia-Tempio con il Pd. Nel 2019 rieletto consigliere comunale a Golfo Aranci. Dopo la scissione di Matteo Renzi dal Pd, ha deciso di aderire a Italia Viva].

LA PACE


LA PACE

Non raccontiamoci storie.

La realtà è che è stata la resistenza di uomini e donne ucraini che ha cambiato tutto.

Senza quella resistenza né Biden né gli europei avrebbero mosso un dito.

E non sarebbero bastati gli sforzi fatti dalla Nato per rafforzare l’esercito ucraino prima e dopo l’invasione della Crimea del 2014.

Il fatto che gli ucraini abbiano deciso di combattere e abbiano dimostrato di saperlo fare, rovinando la festa a Putin, ha dato la sveglia agli occidentali, li ha costretti a sostenerli.

E oggi li costringe a prendere atto che la Pace va “sorvegliata”.

Alla fine, una domanda: “La sfacciataggine degli ucraini di difendersi e addirittura di chiedere aiuto all’America e ai paesi europei della Nato, ha reso questi ultimi corresponsabili della guerra, più di chi l’ha cominciata”?

 

CORRUZIONE


CORRUZIONE

L’Italia è un paese con tasso di corruzione accertato.

Persino a basso livello, bustarelle e bustarelline più o meno sostanziose sappiamo che passano di mano.

A questo si può aggiungere il disperato bisogno di finanziamento di partiti e movimenti.

Bustarelle e finanziamenti girano in ogni luogo e presso ogni categoria.

Possiamo escludere che Putin e i suoi oligarghi stracarichi di miliardi e miliardi, accumulati alle spalle del popolo russo, non abbiano disseminato di bustarelle il nostro corrotto paese?

Se tanto mi dà tanto, commettiamo errore a pensare che Putin abbia finanziato opinionisti, professori, conduttori televisivi, giornalisti, politici, sindacalisti vari, partiti e movimenti a scopo di sostenere la sua causa?

Pertanto, se mettiamo insieme organizzazioni e personaggi corrotti da Putin e gli ideologi nostalgici dell’URSS e gli odiatori a prescindere dell’Occidente, vien fuori una miscela esplosiva, pronta a svendere tutte le libertà dei popoli.

E il povero Papa Bergoglio, vero pacifista, si viene a trovare strumentalizzato da tutti questi personaggi e oltraggiato da ortodossi, alcuni finti cristiani, che sotto la tonaca portano il mitra.

“SUPPLICA A MIA MADRE” (di Pier Paolo Pasolini)


 “SUPPLICA A MIA MADRE”

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Pier Paolo Pasolini

(Da Poesie e Poesie)

IL SERVILISMO DI LAVROV


IL SERVILISMO DI LAVROV

Vladimir Putin si è scusato con il primo ministro israeliano, Naftali Bennet.

A darne la notizia è l’ufficio dello stesso premier, il quale ha fatto sapere che «Il premier ha accettato le scuse del presidente Putin per le osservazioni di Lavrov e lo ha ringraziato per aver chiarito il suo atteggiamento nei confronti del popolo ebraico e della memoria della Shoah».

La scorsa domenica, infatti, il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, durante un’intervista avuta luogo al programma Zona bianca di Rete 4, aveva sostenuto l’origine ebraica di Hitler, sottolineando un ambiguo paragone con il presidente ebreo Zelensky.

Nel tentativo di smarcarsi dalla ferrata critica alla propaganda della “denazificazione” dell’Ucraina da parte dell’esercito russo, Lavrov è caduto in un vero e proprio strafalcione, che per poco non rischiava di creare un incidente diplomatico con uno degli ultimi paesi, Israele, ancora non ostili alla Russia.

Il rispetto per le vittime dell’olocausto rimane, infatti, ancora un’importante filo rosso per chiunque sia interessato a mantenere buoni rapporti diplomatici con Tel Aviv, filo che rischiava pericolosamente di essere reciso dalle brutali parole di Lavrov e che lo stesso Putin ha repentinamente cercato di ricucire.

(Essere eccessivamente servili non sempre è un bene, speriamo che Lavrov non subisca conseguenze. Saremo contenti, quando e se lo rivedremo)

 

 

GALLINE NERE


GALLINE NERE

Scrive Giulio Leoni, in uno dei suoi gialli della Medusa, dove il “commissario” incaricato delle indagini è un certo Durante Degli Alighieri, detto Dante, che l’anno era iniziato tra presagi terribili.

Un fulmine aveva decapitato la torre campanaria e in Val di Chiana, da mesi, nascevano solo galline nere.

Ecco le galline nere stanno nascendo anche adesso e non solo in Val di Chiana, ma in tutto il paese.

Un esempio, Ieri sera a “Otto e mezzo”, la pseudo giornalista Yulia Vityazeva, ha chiesto ai presenti se qualcuno di loro avesse il DNA di Hitler, per affermare, con certezza, che non era ebreo.

Sotto lo sguardo “perso” di Lilli Gruber, si è fatto un passo avanti nella diffusione dell’inciviltà russa, presentata come egualmente meritevole di attenzione ai telespettatori italiani.

Non solo è stata riproposta l’enorme balla di un Hitler ebreo, ma si è anche affermato che gli ebrei avrebbero un loro DNA. Così si avvallerebbe la teoria nazista della “razza” inferiore. È questo che pensano i russi? Se fosse così il razzismo e nazismo sarebbero evidenti in queste affermazioni. Non solo ma giustificherebbero la guerra in Ucraina perché il Presidente Zelensky è ebreo.

Non so voi, serviva ascoltare queste oscenità, come se fosse un normale dibattito tra opinioni diverse?

No, l’indecenza sta nelle reti tv e nei conduttori, perché, per l’informazione, basterebbero delle brevi interviste registrate, non mettere tutti sullo stesso piano in uno studio tv e lasciare che le oscenità volino come mosche, per creare un sottofondo di menzogne e verità nascoste.

Sarebbe bello se i telespettatori si ribellassero a queste imposizioni, motivate solo dal narcisismo e dai soldi.