Archivio autore: speradisole

TIÈ, PRENDI SU E PORTA A CASA, DIREBBE MIO NONNO

TIÈ, PRENDI SU E PORTA A CASA, DIREBBE MIO NONNO.

L’oligarca russo Konstantin Malofeev, è uno zarista ricco e potente, che sostiene Putin e che è diventato un grande fan di Matteo Salvini.

È una persona che ha idee di questo tipo (come ribadito a Report): i gay sono sodomiti, oppure «l’uomo deve guadagnare più soldi perché la donna non deve lavorare ma rimanere a casa per procreare».

Il poveretto è rimasto ai “Servi della gleba” e forse non ha letto il libro di Tolstòj “Resurrezione”. Glielo consiglio.

In ogni modo, non pare abbia molta stima della Lega e del suo elettorato.

Alla domanda del giornalista, conduttore di “Report”, sul perché avessero scelto proprio il Carroccio come sponda italiana, la risposta è stata la seguente: «Perché debole culturalmente quindi più facile da infiltrare/affiliare».

Tiè, predi su e porta a casa, direbbe mio nonno.

E, in tutto questo mare magnum, lo stesso oligarca Malofeev conferma come Savoini gli avesse parlato di questa trattativa a base di petrolio con gli affaristi russi.

Hai voglia a negare!

Annunci

QUELLI CHE A ROMA ….E QUELLI CHE A FIRENZE…

QUELLI CHE A ROMA ….E QUELLI CHE A FIRENZE…

Tre partiti hanno portato in piazza, a Roma, 50.000 persone.
Uno appena nato, a Firenze ne ha mosso 30.000.

Poi abbiamo:

– Quelli che dicono che in piazza a Roma c’era il popolo, sottintendendo che a Firenze invece no, hanno ragione. A Firenze c’erano persone, individui, teste pensanti e non massa. Una bella differenza.

– Quelli che dicono che Salvini sta fra la gente e gli altri no, continuano a rinnegare le migliaia di persone passate in dieci anni alla Leopolda. Che non è la sagra della porchetta dove giustamente si va per mangiare e divertirsi, ma un luogo dove si va a confrontarsi, a discutere e anche ad ascoltare. Di nuovo una bella differenza, che non è birignao classista ma semplicemente data dall’evidenza di due diverse modalità di incontro.

Com’è intuibile, non ho seguito quelli che a Roma…, bensì quelli che a Firenze…..

Alcuni pensieri così, per tentare di commentare un po’ quello che ho capito.

Mi è piaciuto moltissimo l’intervento di Teresa Bellanova che, secondo me, è una di quelle persone in grado di fare la differenza. E, in quanto donna, di aprire finalmente uno spazio di partecipazione femminile che da noi è ancora drammaticamente esiguo, per non dire inconsistente.

La prima vera partita, quella fondamentale, questo nuovo partito la giocherà sui territori dove necessariamente deve mettere le basi, allargando i comitati civici, facendoli nascere dove non ci sono, ma soprattutto facendo delle scelte precise.

Se ripeterà gli errori del Pd, affidandosi ai notabilini locali, ai capetti del quartierino, avrà già perso in partenza.

Il vero segno della novità sarà solo investire e far emergere personalità nuove, mettere sin da subito le basi di una nuova classe dirigente disposta anche a fare da levatrice a quelle che, generazionalmente, seguiranno.

Solo così Italia Viva potrà dire di avere politicamente senso e potrà garantirsi un futuro.

Il discorso di Renzi mi pare abbia messo almeno un paio di punti chiari.

La trasversalità, che è sempre stata la caratteristica della Leopolda e ciò che, sin da subito, l’ha resa sommamente invisa ai cultori del rituale di stretta osservanza partitica, ovvero la capacità di attrarre energie, risorse e quindi anche consenso e voti fuori dal proprio ristretto perimetro ideologico.

Scriviamo in tanti e da tempo che c’è un’area rimasta senza rappresentanza politica, e che ingrossa le file dell’astensionismo.

È lì che bisogna entrare, è lì che si deve lavorare.

Almeno nelle intenzioni, mi sembra che questo sia stato messo negli obiettivi del partito. Che si delinea come una nuova terza via, tra i due estremi disegnati dal populismo di sinistra e dal sovranismo di destra.

Stando però al governo con il populismo di sinistra (e intendo il m5s), sinceramente il sentiero è molto stretto, e costruirsi una identità alternativa e smarcata non sarà una impresa facile.

In termini di contenuti, linguaggio, approcci ma soprattutto comportamenti quotidiani.

È una sorta di libertà condizionata, mentre un nuovo progetto, una nuova sfida, per crescere e farsi spazio avrebbero bisogno di una libertà totale, almeno nella prima fase.

Per ora, in tutta onestà, mi pare che di più non si possa dire.

Il resto, tutto il resto da oggi in poi in termini di azioni concrete e di scelte politiche, lo scopriremo solo vivendo.

DIECI EDIZIONI DELLA LEOPOLDA E UNA SOLA COSTANTE

DIECI EDIZIONI DELLA LEOPOLDA E UNA SOLA COSTANTE

Dieci edizioni della Leopolda e una sola costante: il disprezzo esibito da chiunque per coloro che vi partecipano.

In un paese dove il mainstream è il seguente:

– I no vax vanno accompagnati in un percorso di avvicinamento fiducioso alla scienza.

– I terrapiattisti sono preziose risorse per il fantasy.

– Gli analfabeti funzionali sono solo compagni da recuperare con amore e carezze.

– I leghisti vanno compresi anche quando urlano “vattene sporco ebreo”.

Chi va alla Leopolda perché crede nel confronto e nella partecipazione no.

Quelli vanno sputacchiati, additati al pubblico ludibrio, ridicolizzati.

Non sono persone, non hanno idee, non hanno teste pensanti.

Sono fans, praticano l’idolatria, sono adepti.

E grazie a questo insopportabile birignao di pseudo intellettuali e politici livorosi che parlano di popolo ma in realtà lo schifano assai, il nostro paese in mano a una setta ci è finito davvero.

E ancora parlano, e scrivono, e si sentono fighi, ma soprattutto migliori di coloro che, almeno, ci provano a credere che la democrazia qui da noi non sia ancora morta.

Senza vergogna, proprio.

Questa faziosità disgusta. Specie in un servizio pubblico come l’informazione.

 

I GRANDI EVASORI FISCALI, MA NON SOLO…

I GRANDI EVASORI FISCALI, MA NON SOLO…

Ci scrive un amico:

“I nostri politici, a differenza di quelli di Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca e di tutti gli altri paesi europei e non che contano, se avessero studiato un pò di più, non sparerebbero tante cazzate a raffica, senza mai entrare nel nocciolo delle questioni.

L’ evasione fiscale in Italia dilaga poiché non vi è la volontà vera di colpire gli evasori.

Quei pochi che riescono a “beccare”! la fanno sempre franca, poiché le leggi esistenti non vengono mai applicate (è una prassi consolidata solo dell’Italia).

Prediamo ad esempio il caso Berluskaiser, che ha truffato allo Stato ben 317 milioni (io credo siano molti ma molti di più ), di questi , 300 milioni sono andati in prescrizione e per solo 17 milioni è stato poi condannato in via definitiva, scontando solo 9 mesi ai servizi sociali.

Ma voi credete che in un paese normale (vedi Usa) una cosa del genere sia possibile? Li avrebbe preso 102 anni di galera e non sarebbe venuto fuori per nessun motivo al mondo.

Poi ci sono tutti i casi che ad elencarli ci vorrebbero secoli (La lega di Bossi, Il Formiga (Formigoni) ect ect).

Il popolo (i contribuenti) prendendo questi esempi, evade sapendo bene che “tanto non succede nulla”, al massimo una multa, poi condonata o rottamata!

Ed ecco che si ricorre poi a rimedi ridicoli, come far usare la carta di credito anche per un caffé? Ma uno che prende una pensione da fame, deve pagare pure per usare la carta di credito?

Che schifo vergognoso, questo paese ove si pagano interessi usurai anche per le multe non pagate in tempo!

L’italia il paese delle sanzioni e delle ingiustizie! Evadete, evadete, evadete!”

(Grazie all’amico che si firma Giustizia12).

Aggiungo un mio pensiero.

Ho sentito spesso, in questi giorni, a proposito di evasione fiscale, che sono solo i grandi evasori su cui occorre porre l’attenzione e che l’evasione fiscale toccherebbe solo le classi sociali più elevate.

Non escludo, giusto, sono grandi evasori ed hanno una grande responsabilità, ma non è tutto così semplice.

Per me c’è altro, molto altro.

Io provo un po’ di imbarazzo a sentire solo questi discorsi, mi sembrano scappatoie per paura di perdere consensi.

Per evadere il fisco, bisogna sempre essere in due.

Esempio un imprenditore che paga l’operaio in nero e l’operaio che lavora in nero.

L’idraulico che non ti fa la fattura e tu che non gliela chiedi.

L’avvocato che non ti fa la parcella e tu che non gliela chiedi.

Il dentista che non ti fa la fattura o te la fa ridotta e tu non glielo fai rilevare.

Gli esempi si possono moltiplicare.

E a forza di moltiplicare  questi atteggiamenti, il cumulo di questi comportamenti, porta un grande aumento dell’evasione. Soldo più soldo, fa mucchio.

Ma no, per alcuni politici, il problema sono solo le multinazionali.

Imbarazzante.

 

 

POSSIAMO DIRE ADDIO ALLA MODERNIZZAZIONE, IL RESTO È CHIACCHIERA

POSSIAMO DIRE ADDIO ALLA MODERNIZZAZIONE, IL RESTO È CHIACCHIERA

La prima vera vittoria del populismo dei 5s gliel’ha regalato il cosiddetto attuale centro-sinistra.

Accettare quel taglio dei parlamentari senza altre riforme è stato il suicidio del riformismo.

Si è verificato, purtoppo e così, praticamente, è morto il riformismo costituzionale.

Per almeno 30 anni abbiamo avuto una corrente che, con tentativi di bicamerali falliti, referendum e proposte di riforma, è andata verso la speranza di dare al nostro paese, una democrazia decidente, equilibrata nei poteri e più efficiente.

Con quel taglio dei parlamentari, tutti i partiti, con poche eccezioni personali di resistenti e oppositori coerenti, si è sancito la fine, forse per sempre, del riformismo costituzionale.

L’Italia resterà il paese europeo con la democrazia più zoppa, che funziona peggio, appesantita da storture istituzionali, pesantezze, ridondanze, inefficienze decisionali che la rendono l’anello debole nel contesto europeo.

E, nello stesso tempo, è la vittoria dello sfascismo istituzionale del m5s, a cui tutti si sono piegati.

Per opportunismo, perché nessuno potesse dire che si votava contro per difendere la casta.

Per ignavia e codardia.

È il trionfo del populismo e dell’antiparlamentarismo.

Non si parla più di riforme costituzionali ma si fa una riforma, esclusivamente, in funzione punitiva della democrazia rappresentativa.

Questa vittoria i populisti la raggiungono in un governo col centrosinistra e con l’assenso del centrosinistra.

Questa controriforma sì, Renzi se la può intestare, perché anche i rappresentanti di Italia Viva, hanno dato il loro consenso.

Con la sconfitta del referendum, Renzi e la sinistra ne sono usciti all’indietro, rassegnandosi a quella sconfitta, dichiarando chiuso il tentativo e il sogno delle riforme e rinculando nel passato.

Nel futuro prossimo pare ci sia il ritorno al proporzionale, ai partitini rissosi, all’Italia frammentata, particolaristica, corporativa e che non decide su nulla.

Possiamo dire addio alla modernizzazione.

Il resto è chiacchiera.

 

LA QUOTA 100 DEI POPULISTI, VOTATA ANCHE DAL PD

LA QUOTA 100 DEI POPULISTI VOTATA ANCHE DAL PD

La  si può definire anche la grade bugia dei populisti, oppure la legge che va contro coloro che fanno lavori usuranti.

La prima bugia è che non si tratta di una quota 100, ma di quota 62+38, perché tutti gli altri sono esclusi.

La seconda è che è solo temporanea e quindi iniqua per tutti i sessantenni. In pensione ci possono andare solo quelli che maturano i requisiti il 31/12/2021 e basta.

La terza bugia è che non ha nulla a che vedere con la legge Fornero che non è mai stata abolita né modificata.

Se non bastano queste bugie, si può anche aggiungere che è una legge contro chi fa lavori usuranti, perché mette sullo stesso piano un minatore e un professore, dicendo che tutti e due hanno diritto ad andare in pensione prima.

Per questa presa in giro hanno letteralmente rubato risorse per il futuro, facendo ulteriori debiti che pagheremo tutti, anche i miei nipoti, che forse una pensione, non l’avranno mai.

Tutto questo per ottenere, mentendo, consenso, tanto pagheranno tutti gli italiani.

DOV’È L’AGENDA DEL PD NELL’AZIONE DI GOVERNO?

DOV’È L’AGENDA DEL PD NELL’AZIONE DI GOVERNO?

Zingaretti ha un mandato per fare una scelta, tanto decisiva quanto profonda, per trasformare l’accordo temporaneo di governo col M5s, in un’alleanza vera intorno alla quale ricostruire il nuovo centro sinistra?

Sappiamo della proposta, e il segretario continua a ribadire che tutti noi, siamo contentissimi della scelta che sta facendo.

A me sembra più entusiasta lui di tutti gli iscritti al Pd. O quanto meno l’entusiasmo sembra pervadere tutta la direzione dell’attuale Pd.

È una proposta legittima e forte, che ha una sua dignità e non va banalizzata. Ma ci sono anche gli iscritti da considerare, non solo la direzione.

Una scelta del genere non è nel mandato col quale Zingaretti ha vinto il congresso e per farla serve che si esprimano iscritti ed elettori del Pd.

Quindi se davvero questa è la prospettiva che il gruppo dirigente ha in mente, si convochi un nuovo congresso, anche dopo le regionali,  si aprano i circoli e i gazebo delle primarie e sia il la gente del Pd a decidere.

Personalmente, con questo m5s che sguazza come sempre nella retorica antipolitica, che difende i decreti sicurezza di Salvini, che considera il garantismo una bestemmia, che vuole smantellare la democrazia rappresentativa, che dice no a unioni civili e ius culturae, non voglio costruire alleanze.

Superato questo periodo di connubio forzato, il Pd deve battere non allearsi col m5s. Almeno si provi a farlo.

Anche adesso è necessario considerare questa “strana e surreale alleanza” come una fase di transizione e vorrei che il Pd si facesse sentire, non restasse succube dei provvedimenti degli altri.

Vorrei che il Pd non scomparisse, ma se si confermano quota 100 e reddito di cittadinanza, se non si abrogano i decreti sicurezza, se si tagliano i parlamentari, per accontentare il m5s e farlo esultare (com’è successo), senza modificare la legge elettorale, se si accantonano le nostre battaglie, dov’è l’agenda del Pd nell’azione di governo?

Anzi, dov’è il Pd?

(Ho tratto ed elaborato alcuni pensieri dal discorso di Orfini)

HA SOLO SEI ANNI E PICCHIA LA MAESTRA

HA SOLO SEI ANNI E PICCHIA LA MAESTRA

È una notizia che mi ha lasciato senza fiato, è successo in Sicilia, pochi giorni fa.

MASCALUCIA (Catania)– Giovedì pomeriggio una maestra della scuola elementare “Federico II di Svevia” (plesso di via del Sole a Massannunziata) è stata aggredita da un suo alunno di 6 anni e mezzo che le ha sferrato un calcio al ginocchio, già fragile per un’operazione subita alcuni mesi fa. La maestra ha perso l’equilibrio ed è caduta dalle scale.

Il bambino ha continuato a malmenarla sotto lo sguardo dei genitori che si sono messi ad inveire contro la maestra minacciandola pesantemente “non fare scena, non dare spettacolo!”. Stesso atteggiamento aggressivo nei confronti della vicepreside, di altri insegnanti e di alcuni passanti che nel frattempo erano arrivati in soccorso della maestra.

Il motivo dell’aggressione è sconosciuto, pare che dietro ci sia un voto basso o un rimprovero da parte dell’insegnante all’alunno che avrebbe poi telefonicamente avvisato i genitori.

C’è voluto l’intervento dei carabinieri chiamati sul posto da alcuni testimoni, per calmare le acque. La maestra è stata medicata in ospedale dove i medici hanno stabilito per lei una prognosi di dieci giorni.

Il sindaco di Mascalucia, Enzo Magra, ha espresso sdegno per «l’incivile e brutale aggressione subita dalla maestra» ed ha lanciato l’idea di una fiaccolata di solidarietà a sostegno della maestra.

https://www.lasicilia.it/news/cronaca/291375/alunno-picchia-la-maestra-sotto-gli-occhi-dei-genitori.html?fbclid=IwAR1CeRunJyPYsDsIUE5O_TdMBcmQ3r19nE_ApIl31__LNH0Ja70vwxUiEAc

IL PD È MORTO

IL PD È MORTO

Ho ascoltato Nicola Zingaretti nella trasmissione 8 e mezzo della Gruber, pochi giorni fa.

Il segretario lancia il cuore oltre l’ostacolo. Afferma che il Pd e il m5s, insieme, rappresentano oltre il 40% dell’elettorato italiano. Aggiunge che “se allarghiamo anche agli altri alleati abbiamo un’alleanza che sta intorno al 47- 48%”.

Quali altri alleati?  Italia Viva e tutti i fiorellini minuscoli della sinistra a sinistra?

Pare siano bastate 4 settimane del governo giallorosso per convertire il segretario del Pd e fare una alleanza stabile col m5s. Praticamente annullare il Pd.

Dice ancora che stare al tavolo coi m5s, rappresenta una straordinaria novità.

Buon per lui.

Di Maio cincischia a questa soluzione, perché pensa non solo di poter sopraffare il Pd, ma di prenderne in mano le redini e di diventare il leader unico del nuovo centrosinistra, come lo definisce Zingaretti.

Non saranno più idee del Pd, ma quelle del m5s a prevalere.

Il Pd così muore. Si attua l’azzerbinamento del Pd.

Personalmente non riesco a reggere una alleanza duratura e strutturale col m5s.

Il m5s è un avversario con cui fare, adesso, un pezzo di strada insieme.

Per altri, pare, sia un alleato con cui costruire una nuova casa, che non sarà la mia.

Mi ridurrò ad essere un’apolide, senza casa e senza cittadinanza.

SE ESISTESSE DAVVERO L’EUROPA

SE ESISTESSE DAVVERO L’EUROPA

Se l’Europa esistesse sul serio, il guerrafondaio Erdogan non ci manderebbe a quel paese, quando protestiamo per la sua aggressione “di pace” alla Siria e al popolo curdo.

Oppure, lo farebbe, ma sapendo di rischiare grosso, come certamente fa con gli Stati Uniti che l’hanno subito buttata sul pratico: lo rovineremo economicamente.

Se ci fosse l’Europa, Erdogan non si permetterebbe di dire che se non lo lasciamo in pace, lui ci scarica addosso 3,6 milioni di profughi, terroristi dell’Isis compresi, molti dei quali effettivamente di origine e passaporto europeo, dunque autorizzati a girare tranquillamente tra le nostre libere frontiere.

Non gli bastano i 6 miliardi che ha già avuto?

Vuole che mettiamo fiori sui suoi cannoni, e magari un’altra manciata di euro?

Se ci fosse l’Europa non sarebbe stata presa a pesci in faccia dal Parlamento di Strasburgo la candidata francese (dopo quelli rumeno e ungherese), a un super portafoglio nella Commissione, per un giochetto di ripicche politiche.

Con il risultato che Bruxelles ha un governo scadente e scaduto, e difficilmente riuscirà a metterne in piedi uno nuovo da qui a fine mese, confermando la effettiva rivoluzione uscita dalle ultime elezioni, come si è visto subito dalla accozzaglia di voti servita per nominare la algida Ursula.

Insomma, nessun dubbio: in un mondo di giganti che fanno a sportellate con dazi e guerre locali, non possiamo permetterci una Europa così nana.

Senza una politica estera, senza una politica fiscale comune, senza un esercito.

Concentrata sul calibro degli zucchini e sugli aiuti di Stato (sui nostri, ovviamente, non su quelli di Francia e Germania), ma impotente di fronte alle sfide vere di questo albore di terzo millennio.

Non c’è da gioirne, ovviamente. Anzi.

C’è da essere molto preoccupati.

E realisti.

Fuori dalla retorica europeista o nazionalista.

Perché gli Stati da soli non bastano, e questa Unione zoppa neppure.

È vero: di Europa ce ne vuole. In fretta. Possibilmente diversa e migliore.

E noi, che di questa Europa facciamo parte, che facciamo?

Abbiamo un Ministro degli Esteri che, invece di stare attaccato al telefono con i leader di mezzo mondo per evitare il peggio, scende in strada a festeggiare il taglio di un po’ di parlamentari. L’unica mossa: convocare l’Ambasciatore turco in Italia alla Farnesina. Grande sforzo!

Abbiamo un presidente del Consiglio, Conte Bis, che protesta solo per la minaccia della Turchia di inviarci i profughi siriani.

Dei curdi non c’è menzione. Del genocidio di un popolo non si parla.

È questa la posizione del governo giallorosso?

Sarebbe vergognoso. Con una guerra-carneficina di grandi proporzioni, alle porte.

L’Europa non prospetta alcuna soluzione.

Non decide. Attenti a vedere la pagliuzza e non la trave.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Putin: rischio di fuga per i miliziani Isis

In seguito all’operazione militare della Turchia nel nordest della Siria vi è il rischio che i miliziani dell’Isis lì detenuti “possano fuggire. Non sono sicuro che Ankara possa prendere il controllo della situazione”, interviene Vladimir Putin nel corso del summit dei capi della CSI ad Ashgabat.
“I combattenti dell’Isis sono concentrati in alcune zone della Siria settentrionale, sono stati sorvegliati dalla milizia curda fino a poco tempo fa. Ora l’esercito turco sta entrando nell’area e i curdi stanno lasciando questi campi. Loro (i prigionieri) possono fuggire”, ha aggiunto, sottolineando: “Non sono sicuro che l’esercito turco possa rapidamente assumere il controllo della situazione”.
Secondo l’intelligence dello Stato Maggiore russo ci sono centinaia di combattenti terroristi in quelle aree, “migliaia di loro, se parliamo di paesi della CSI – ha detto – Dobbiamo capire e come mobilitare i nostri servizi di sicurezza per contenere questa nuova minaccia emergente”. (Da Quotidiano.net)