SPETTACOLO O FOLLIA?

SPETTACOLO O FOLLIA?

Il nostro tempo vuole la pubblicizzazione dell’individuo.

In una società consumistica, dove le merci per essere prese in considerazione devono essere pubblicizzate, si propaga un costume contagioso.

Chi non irradia una forza di esibizione o di attrazione più intensa degli altri, non lo riconosciamo, non lo consumiamo, in pratica non c’è.

Per esserci bisogna dunque apparire

E chi non ha nulla da metter in mostra, non una merce, non un corpo, non un’abilità, non un messaggio, pur di uscire dall’anonimato mette in mostra la propria interiorità, quei sentimenti e quelle sensazioni che resistono all’omologazione che, nella società di massa, è ciò a cui il potere tende per una più comoda gestione degli individui.

Ci si mette in mostra come persona. Scambiamo la nostra identità con la nostra pubblicità dell’immagine.

Il Grande Fratello e L’sola dei Famosi sono stati ideati fondamentalmente per questo, ma falliscono lo scopo perché quando una dozzina di persone sono chiuse in uno spazio ristretto o relegate su un’isola remota, senza libri né giornali con nulla da fare tutto il giorno, quello che mostreranno non sarà assolutamente la loro normalità, ma la loro patologia.

Sviscereranno quanto di più contorto c’è nella loro anima, senza la possibilità di contenerla, come facciamo noi nella vita reale con le occupazioni e il lavoro.

Spettacolo della pazzia quindi, e non della normalità.

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LA LETTURA

LA LETTURA

“L’atto della lettura è a rischio. Leggere, voler leggere, saper leggere, sono sempre meno comportamenti garantiti. Leggere libri non è naturale e necessario come camminare, respirare, mangiare, parlare o esercitare i cinque sensi. Non è un’attività primaria, né fisiologicamente né socialmente. Viene dopo. E’ una forma di arricchimento, implica una razionale e volontaria cura di sé. Leggere letteratura, filosofia e scienza, se non lo si fa per professione, è un lusso, una passione virtuosa o leggermente perversa: un vizio che la società non censura; è sia un piacere che un proposito di automiglioramento. Richiede un certo grado e capacità di introversione concentrata. E’ un modo per uscire da sé e dall’ambiente circostante, ma anche un modo per frequentare più consapevolmente se stessi e il proprio ordine e disordine mentale.”

E’ questo l’incipit di un articolo di Alfonso Berardinelli. L’articolo si pone come scopo di mostrare come la lettura può far correre dei rischi, come i libri possono essere contagiosi in quanto contribuiscono alla costruzione dell’identità personale.

Partendo da questa tesi, quanti di noi o quanto la società si è fatta influenzare da certi libri?

Pensiamo un momento a quanto i libri di Marx hanno influenzato la storia degli ultimi 100 anni o i Vangeli quella degli ultimi 2000.

Come sarebbe il mondo se non fossero esistiti questi libri?

E noi nel nostro piccolo quanto ci siamo lasciati influenzare dai libri? Quante madame Bovary ci sono in giro che si sono riempite la testa di libri rosa e che ancora sognano il grande amore di un principe azzurro che travolga la loro vita?

Eppure leggere è ancora il più grande atto di libertà che l’uomo possa fare.

Non per nulla ogni dittatura ha sempre messo al bando dei libri perché essi avrebbero potuto minare il pensiero unico che ogni dittatura porta con sé.

Il conoscere il pensiero altrui, allarga il nostro pensiero.

Cosa saremmo se non avessimo letto certi libri? Quanto i libri che abbiamo letto hanno influenzato il nostro modo di vedere la vita, il nostro pensiero? Quante emozioni sono scattate dentro di noi perché le avevamo già vissute attraverso i libri?

Noi non siamo solo ciò che i geni hanno deciso che noi fossimo e neppure solo ciò che le esperienze che abbiamo vissuto ci hanno dato. Siamo anche quanto abbiamo letto, il nostro pensiero è anche quello che i libri hanno costruito dentro di noi. Il nostro mondo interiore è costruito anche attraverso il pensiero di altri che sono vissuti prima di noi, che hanno scritto dei libri e che ci hanno trasmesso il loro pensiero attraverso di essi e che noi abbiamo ricevuto leggendo i loro libri.

Infine, come saremmo se avessimo letto libri diversi da quelli che invece abbiamo letto?

Perciò il più bel regalo che si poteva fare in queste feste era un bel libro.

 

SARÒ UNA BEFANA

SARÒ UNA BEFANA

Quando sarò vecchia mi vestirò di viola
con un cappello che non va, e che non mi sta bene.
e spenderò la mia pensione in brandy e in guanti estivi
e in sandali di raso, e dirò che non abbiamo i soldi per il burro.

Quando sarò stanca mi siederò sul marciapiede
e inghiottirò i pasticcini che si trovano nei negozi e suonerò i campanelli
e farò tintinnare le inferriate con il mio bastone
e mi compenserò così della mia gioventù troppo sobria.

Uscirò sotto la pioggia mentre porto le pantofole
e coglierò i fiori nei giardini degli altri
e imparerò a sputare.

Si possono portare camicie orribili e diventare più grassi
si possono mangiare un chilo e mezzo di salsicce in un colpo
o solo pane e sottaceti per una settimana
e si possono accumulare penne e matite
e sottobicchieri da birra e cianfrusaglie varie nelle scatole.

Ma ora dobbiamo avere i vestiti che tengono asciutti
e dobbiamo pagare l’affitto e non imprecare per strada
e dobbiamo dare il buon esempio ai bambini.
Dobbiamo invitare gli amici a cena e leggere i giornali.

Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così la gente che mi conosce non sia troppo scioccata e sorpresa
quando improvvisamente sarò vecchia e comincerò a vestirmi di viola.

Jenny Joseph

IL CHIACCHIERICCIO

IL CHIACCHIERICCIO

Fino a pochissimi anni fa, forse due o tre, un insegnante, in classe o in un’aula universitaria, dispensava un sapere che era già depositato nei libri, almeno in parte.

Trasmetteva oralmente uno scritto, una pagina-fonte.

Se inventava qualcosa, evento raro, all’indomani lo metteva in pagina.

La cattedra imponeva l’ascolto del portavoce del sapere. Per quell’oralità chiedeva silenzio. Non lo ottiene più.

Formatasi in età scolare, alle classi elementari e preparatorie, cresciuta fino allo tsunami nella scuola secondaria, l’onda lunga di ciò che si chiama “chiacchiericcio” ha raggiunto le aule universitarie, che ne traboccano riecheggiando, per la prima volta nella storia, di un vocio permanente che rende faticoso l’ascolto o inascoltabile la vecchia voce del libro.

Il fenomeno è generalizzato e degno di attenzione. I ragazzi non leggono, né intendono ascoltare l’esposizione orale di ciò che è scritto.

Ridotti al silenzio da tre millenni, i ragazzi producono in coro un rumore di fondo che sovrasta il megafono della scrittura.

Perché chiacchierano, nel vocio dei compagni chiacchieroni? Perché questo sapere annunciato ce l’hanno tutti. Per intero.

A disposizione.

Sottomano.

Accessibile tramite il Web, Wikipedia, il palmare, il cellulare, con qualsiasi mezzo portatile.

Spiegato, documentato, illustrato, con una quota di errori analoga a quella delle migliori enciclopedie.

Non si ha più bisogno del portavoce di una volta, salvo che qualcuno abbia un guizzo inventivo originale, ma è raro.

Fine dell’era del sapere.

IL TRADIMENTO TEDESCO

IL TRADIMENTO TEDESCO

Si parla tanto di “tradimento italiano” nei confronti dei tedeschi, quando fu firmato l’armistizio l’8 settembre del 1943, ma nessuno parla mai del tradimento tedesco verso di noi.

Ebbene ci furono più di un tradimento dei tedeschi verso l’alleato italiano, uno dei tanti fu quello della mancata concessione da parte tedesca del radar. Un tradimento di cui non si vuole parlare.

Solamente nel 1942, i tedeschi consentirono alle navi italiani di dotarsi del radar, una tecnologia che noi non possedevamo, ma che i tedeschi conoscevano e dotavano le loro navi, già molto prima del 1939.

Non ci aiutarono negandoci una tecnologia che poteva salvare molte vite. Considerata l’alleanza fortissima, il patto d’acciaio e poi il ro-ber-to, che ci legavano strettamente alla Germania, fu un gesto di superiorità (seppure tecnologica) che si può chiamare tradimento verso un alleato,  che, almeno in quel momento, era anche leale. Ma ci hanno sempre sottovalutato e mal sopportato. In sostanza ci abbandonarono al nostro destino e permisero che decine di navi italiane fossero bombardate e affondate.

O si è alleati o no, ma noi fummo più che alleati, addirittura, su imposizione tedesca, furono firmate e messe in opera le leggi razziali! Cose che non centravano niente con la guerra, ma potevano rappresentare qualcosa sul piano dell’alleanza. Da parte tedesca la collaborazione fu assai minore.

Questo io lo chiamo “tradimento verso un alleato” o se si vuole, “totale mancanza di fedeltà e collaborazione”.

E poi a noi dicono che siamo traditori?

Un altro, e forse il più clamoroso, fu l’invasione della Polonia, da parte tedesca, senza avvisare l’alleato italiano.

Il 1° settembre 1939, quando svegliarono Mussolini a villa Torlonia, e gli dettero la notizia che le truppe tedesche avevano invaso la Polonia, lui non aveva ancora capito che non si trattava né di Danzica, né di altre rettifiche al confine con la Germania, come il corridoio tedesco verso il mare, ma di una vera e propria invasione

Questa la comprese dopo, e chiese anche spiegazioni.

L’ingannato si rivolse all’ingannatore, pregandolo (!) di attestargli che agisce onorevolmente! E intanto poteva vedere Hitler che osservava compiaciuto, attraverso un cannocchiale da campo, lo spettacolo del bombardamento.

E il popolo tedesco esultò, le campane di tutto il Reich suonarono a festa per la vittoria e purtroppo, le potenze occidentali si comportarono come se avessero deciso per il non intervento.

Insomma dormivano!

Anche se lo stesso documentario, con un montaggio particolare, si concludeva con un aeroplano che si gettava in picchiata contro i contorni delle isole britanniche e, sotto l’impatto del bombardamento, l’Inghilterra saltava in aria, smembrata. E l’entusiasmo di Hitler, a questo punto, non conobbe più limiti: “Questa sarà la loro fine” disse “così li distruggeremo!”

Il presagio per una guerra disastrosa, c’era tutto.

(Notizie tratte dal libro di Erich Kuby – Il tradimento tedesco – Come il terzo reich portò l’Italia alla rovina).

VIVERE IL FUTURO

VIVERE IL FUTURO

Nell’aria si respira tutta la melanconia di un addio e l’eccitazione sottile ed intrigante di un nuovo incontro, misterioso, imprevedibile.

La fatica di vivere che non deve divenire mai sopravvivere, i suoni, i volti, i paesaggi incontrati, sfiorati.

I ricordi che riaffiorano come lame taglienti, le passioni, gli amori, i sentimenti.

Le piccole cose che rendono umani, terreni, le passioni coi loro dolori, le delusioni. Il desiderio sottile di trasgredire, talvolta di fuggire.

Non voglio smettere mai di sognare, progettare, sperare.

Mi piaciono i sogni e la poesia senza i quali non potrei vivere.

Vorrei occhi capaci di vedere bellezza in ogni luogo, capaci di emozionarmi, sedurmi.

Ma soprattutto vorrei vivere la vita in modo pieno.

Piccole schegge di esistenza, piccole, grandi cose, per il futuro.

I GIACIGLI PER LA NOTTE (Bertold Brecht)

I GIACIGLI PER LA NOTTE (Bertold Brecht)

 

 

 

 

Ho sentito dire che a New York
all’angolo della 26a strada e di Broadway
nei mesi invernali ogni sera c’è un uomo
e ai senzatetto che si radunano
pregando i passanti procura un giaciglio per la notte.
Con questo il mondo non cambia,
la relazioni fra gli uomini non migliorano,
l’epoca dello sfruttamento non è per questo più vicina alla fine.
Ma a qualcuno non manca un giaciglio per la notte,
il vento viene tenuto lontano da loro per una notte,
la neve destinata a loro cade sopra la strada.
Non deporre il libro tu che leggi, uomo.
A qualcuno non manca un giaciglio per la notte,
il vento viene tenuto lontano da loro per una notte,
la neve destinata a loro cade sopra la strada.
Ma con questo il mondo non cambia,
la relazioni fra gli uomini per questo non migliorano,
l’epoca dello sfruttamento non è per questo più vicina alla fine.

Bertold Brecht

BUON 2018 E PANE PER TUTTI

BUON ANNO 2018

 

 CON L’IMMANCABILE OROSCOPO 2018

Ariete:
Il lavoro quest’anno sarà duro. Dovrete usare la testa.

Toro:
Posizione dominante. Se non avete nessuno dietro.

Gemelli:
Due piccioni con una fava. Non c’è che dire. Vostro padre sarà incazzatissimo.

Cancro:
Be dai diciamolo. Siete messi maluccio. Altro che influenza A. Puntate sulla ricerca.

Leone:
Un altro anno passato a correre dietro quella ca**o di gazzella. Ma fermati in un Fast Food!

Vergine:
L’importante è crederci.

Bilancia:
Attenzione a non sbilanciarti. Potresti storcere l’ago.

Scorpione:
Attento potresti pungere qualche Vergine con quell’affare.

Sagittario:
La vostra posizione non è delle migliori. Ma almeno voi le potete scoccare le frecce.

Capricorno:
Di problemi ne avrete, ma io penserei in primis alle corna. Che con l’età iniziano ad allungarsi.

Acquario:
Ormai è arrivato il momento. Prima che quel pesciolino muoia, cambiategli l’acqua.

Pesci:
Una tragica fine vi attende. Per colpa di un Acquario.

BUON ANNO

 

IL SENO DI MARIA ELENA BOSCHI

IL SENO DI MARIA ELENA BOSCHI

Dalla mattina alla sera, su tutti i canali tv ci bombardano con Maria Elena Boschi.

Una donna bellissima, che non disdegna i tacchi del 12 viene utilizzata per nascondere agli italiani la dura verità: ci hanno fottuti!

E invece stanno a discutere sulla Boschi. A sottilizzare su alcune domande inopportune.

È incredibile il potere mediatico del seno della Boschi. È un attrattore cosmico, le facoltà di Scienze della Comunicazione dovranno studiarlo per decenni.

Come è possibile che Visco sia ancora al suo posto bello sorridente e la Boschi sia alla gogna?

Perché si sa tutto delle domande che la Boschi ha fatto e niente delle domande che Visco non ha fatto?

Hanno rubato miliardi!

Ed è sfruttando la grandiosità delle caviglie della Boschi che sono riusciti a non far vedere, al grande pubblico, il colossale crimine realizzato dai potentati bancari: buona parte dei 361 miliardi di “crediti deteriorati” che hanno portato al disastro le banche, sono i denari prestati agli amici degli amici,senza garanzie (dati di Pier Carlo Padoan sul 2015).

Sappiamo tutto su qualunque domanda la Boschi abbia fatto e sulle 50 sfumature di rosa del suo alluce sinistro, ma nessuno ha ancora risposto alle cinque domande fondamentali:

  1. quanti soldi si sono pappati gli amici degli amici?
    2. chi ha deciso di concedere i prestiti senza garanzie?
    3. quanto ci ha guadagnato?
    4. chi ha poi deciso di scaricare tutto sui risparmiatori, truffandoli con i titoli spazzatura?
    5. chi sapeva ed è stato zitto? (politici, media, controllori)

Da tempo ci promettono di pubblicare la lista dei grandi debitori insolventi che hanno ricevuto prestiti senza garanzie, ma sono uscite solo liste parziali, relative ad alcune banche, che non chiariscono la reale posizione dei debitori: vogliamo sapere chi e come ha ricevuto soldi senza garanzie! Non si sa esattamente neppure quanti siano i soldi che i grandi gruppi hanno succhiato, c’è chi parla di 120 miliardi chi di molti più, 150, forse 160 miliardi di euro.

Si mormora che alcuni gruppi particolarmente influenti, siano riusciti a ottenere prestiti senza garanzie per più di un miliardo di euro. Stiamo assistendo a una vittoriosa campagna di disinformazione: la maggioranza degli italiani è convinta che sia stato il padre della Boschi a prestare soldi senza garanzie e a truffare i risparmiatori, grazie al potere della figlia.

Complimenti!
Quelli del M5S, poi, sono caduti in questa trappola da buoni superficialoni. Di loro non ci meravigliamo, abboccherebbero qualunque cosa anche a pesci marci pur di parlare male del Pd e della Boschi.

Tv, giornali, talk show, parlano più della Boschi che del colossale assalto al treno bancario. Non si rivolgono mai a Casaleggio & Associati, ad Enrico Sassoon, a Cairo & Berlusconi, a De Benedetti, a Travaglio, a Grillo, a Salvini, anche queste sono persone da interogare per benino, per cercare di sapere e avere risposte e lascino perdere la Boschi che sa ben difendersi da sola, ammesso e non concesso che si debbe difendere da qualche cosa. Ma forse i sunnominati hanno “un seno e una faccia” meno belli della Boschi.

Tutto questo renderà dal punto di vista elettorale, soprattutto per i detrattori del Pd, tra cui in primis m5s e mdp, ma se vogliamo migliorare l’Italia serve innanzi tutto che cresca la coscienza degli italiani sui sistemi che si utilizzano per fregarli.

Fa vergogna e molto chi usa la bellezza femminile per generare odio.

Fa tristezza vedere quanto nella vicenda della Boschi pesi il fatto che lei sia una donna bellissima che ha successo in un settore maschile.

C’è quell’accanimento speciale che ha conosciuto anche la Carfagna.

E chi ha memoria si ricorderà quando “Cuore” pubblicava la classifica dei motivi per i quali valeva la pena vivere: allora non faceva vergogna che ai primi posti vi fosse sodomizzare la Pivetti.

Questo revanscismo maschilista è una brutta malattia.

E se fossi nei sandali della Boschi io farei campagna elettorale proprio sul linciaggio disinformante che lei ha subito. E mi presenterei nel collegio elettorale dove c’è la più alta frequenza di violenze contro le donne. Avrebbe buone possibilità di conquistare l’elettorato femminile e vincere.

 

BIGIARE IL PARLAMENTO

BIGIARE IL PARLAMENTO

Come quando si andava a scuola, se si sapeva che quel compito in classe non si riusciva a fare, o se l’interrogazione era per quel giorno, restava il bigiamento. Ci si chiudeva al Cinema, si guardava un film con l’animo pesante, ma, in modo stupido e cretino e a nostro danno, avevamo scampato “il pericolo”.

L’ho fatto anch’io, come no, ho visto film, in un cinema aperto anche al mattino. Non tante volte però sì, ho bigiato la scuola. Non ho mai scordato quei film, i giorni e le sonore sgridate dei miei genitori, per non aver confidato loro il problema scolastico che avevo. Erano davvero altri tempi.

E adesso sto constatando che personaggi politici, pagati da tutti noi, straordinariamente irresponsabili, bigiano il Parlamento, quando qualcosa che è in votazione, non è di loro gradimento, o meglio, non sanno come comportarsi. Hanno paura di fare vedere in che cosa credono o non credono o, forse la verità è un’altra, hanno paura che votare in un certo modo tolga a loro consensi e voti per le prossime elezioni.  Insomma lavorano con scaltrezza e badano al loro interesse, fregandosene altamente di cosa si sta facendo in quel parlamento per il quale dovrebbero lavorare con coscienza. Sono stati eletti apposta.

Ebbene, è cosa nota, si trattava di votare in Senato (che è ancora lì purtroppo) la legge detta “Ius soli” (stavolta è latino e lo sopporto).

Innanzitutto dal Presidente del Senato, questa legge è stata messa in calendario tardissimo, peccato, ha dormito sopra anche lui per parecchio tempo, e poi perché è uscita dalla Commissione apposita, dopo milioni di emendamenti posti dall’inventore delle porcate un tal Calderoli, che da decenni siede in quelle costose sedie.

Risultato la legge non è passata.

Un vero peccato, perché viene a mancare una buona legge che consente di essere all’altezza del pensare umano, quando questo si comporta con dignità.

Questo no allo Ius soli ha marcato nuovi orizzonti politici della nostra storia, ha illuminato le nuove postazioni, ha mostrato il muro che separa due culture. La prima issata in nome dell’Umanità, la seconda invece su un suicida e stupido egoismo. Lo ius soli ha organizzato gli schieramenti così come li ritroveremo nei prossimi anni. Separati da una linea muraria che è sempre la stessa: da un parte la destra, dall’altra la sinistra. Chi ha votato no è di destra, sta a destra, vive a destra.

Anche gli assentati hanno pronunciato un no bello forte, con la malizia di chi pensa di metterlo a bottega. Oggi se vuoi vincere alle prossime elezioni devi dire no allo ius soli ed è quello che hanno fatto quei lacchè dei 5 stelle, assieme ai loro amici di destra, tutti compresi quelli nascosti nelle file del Pd e siccome l’Europa è stata madrina di civiltà, accogliente, includente, sarà il secondo loro obiettivo, il no allo Ius Soli europeo.

Hanno votato contro allo Ius Soli nostrano, tutti i cattolici alla Giovanardi, tutta la destra xenofoba di Salvini tutti i quagliarielli di Berlusconi e gli altri destrorsi, con la parola patria in bocca, ma che non sanno che cosa sia, se non un confine surreale di territorio.

Ora non c’è più tempo. E’ stato deciso che si voterà il 4 marzo 2018, e quindi le Camere sono già sciolte e non si fa più niente (o quasi), se non l’ordinaria amministrazione.

Mi vengono da dire le parolacce di un personaggio a me carissimo “Coliandro”, quelle che ripete ogni volta che la sua bella macchina rossa viene distrutta: “ma porca vacca di una vacca troia”.

Questo è il Senato che c’è ancora per nostra sfortuna e che ci sarà anche in futuro.

Il disastro del 4 dicembre 2016 si protrarrà ancora per decenni, un vero peccato per i giovani e per il futuro del nostro paese.

Il 4 non porta fortuna e vorrei sapere perché e chi ha deciso che si voterà il 4.