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CHE COS’È L’EMERGENZA SU UNA NAVE ATTREZZATA PER I SOCCORSI?

CHE COS’È L’EMERGENZA SU UNA NAVE ATTREZZATA PER I SOCCORSI?

C’è qualcosa che non capisco. Ma purtroppo non trovo risposta e nemmeno spiegazioni nelle reazioni attuali del Pd.

Si sostiene che l’Italia deve accogliere migranti in condizioni di emergenza. Benissimo. È una regola del mare, un principio da salvaguardare: il porto più vicino alla imbarcazione in emergenza, deve essere aperto.

Nel caso Aquarius, che si diceva fosse in emergenza, il porto più vicino era Malta. Ma Malta ha detto di no. È questione di lana caprina su chi aveva salvato i naufraghi e li aveva messi su quella nave oppure no, se era davvero in emergenza, il porto più vicino, obiettivamente, era Malta.

Inoltre: il principio vale per tutti? Finora pare di no. L’unica frontiera europea e gli unici porti di accoglienza sono quelli italiani. Gli altri sono, tranquillamente, chiusi, anche alle emergenze.

Nel silenzio generale.

Lo ha riconosciuto, con onestà la signora Merkel che ha detto che “l’Europa sbaglia a lasciar sola l’Italia”. E ha proposto, persino, una guardia europea delle frontiere sud e del Mediterraneo.

Spagna e Francia, invece, che (con la Grecia) sono quelli che sigillano le frontiere, pestano i migranti all’ingresso, contravvengono ogni regola umanitaria, insultano Salvini.

A quelli di sinistra, fa gongolare che si insulti il mostro.

C’è da dire però, che la nave Aquarius non è un barcone. Ma una nave di soccorso ONG, sicura e attrezzata.

Le navi Ong stanno nel Mediterraneo autorizzate dai paesi di cui battono bandiera.

Si sostiene che la nave Aquarius doveva sbarcare in Italia perché in condizione di emergenza.

Ma cos’è l’emergenza su una nave attrezzata per i soccorsi?

L’emergenza semmai è quella dei barconi stracolmi di persone.

Va effettivamente accertata e valutata.  Se c’è emergenza vera, va affrontata con il principio dell’apertura dei porti più vicini, Italia compresa.

Ma se l’emergenza non c’è o può essere risolta in modo diretto (la Marina militare italiana, sin dal primo momento, era lì a risolvere casi di emergenza a bordo), il problema è diverso.

E la domanda è “ogni nave Ong, che raccoglie migranti, è da considerare in emergenza e sbarcare solo in Italia?”.

Questa è la domanda che, da sempre, mi faccio e a cui non trovo risposta nei critici di Salvini.

Se è così deve continuare ad essere così? Tutti quelli che emigrano dall’Africa devono sbarcare in Italia? Mi sembrerebbe ovvio che questo valesse solo per i migranti raccolti da navi italiane.

Ma per le Ong di altri paesi?

Perchè, ad esempio, i paesi che autorizzano le Ong a raccogliere migranti e si fanno belli umanitariamente, non completano mai l’opera benemerita, accogliendo, nei loro umanitari paesi, i migranti che raccolgono e aiutando l’Italia, senza lasciarla sola?

Non è giusto che ci si faccia belli e umanitari mandando le navi Ong, ma poi si scarichi tutto il peso dell’accoglienza, dell’aiuto e del mantenimento solo sull’Italia.

Il fatto che queste cose le dica l’odioso Salvini, con i suoi modi da bullo, non toglie che, da italiani, queste cose dovremmo dirle.

Io le dico.

Non si può fare i “generosi” i “buoni” che salvano vite umane, per poi non completare l’opera umanitaria e scaricare su un paese solo, l’Italia, il peso di tutto il resto che ne consegue.

Oggi sbarcano a Valencia, in Spagna, solo 629 persone.

Chissà se la Spagna, con questo gesto, finalmente, si accorge che cosa significa ricevere quotidianamente migranti, sistemarli, dare loro conforto e cibo, vestiti, bagni, e comunque una vita dignitosa. Spero che si rendano conto e capiscano che cosa ha fatto l’Italia, in tutti questi anni, sempre da sola.

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A LORO INSAPUTA

A LORO INSAPUTA

“A loro insaputa”
Raggi non sapeva nulla della via intitolata ad Almirante. Non sapeva nulla delle polizze di Romeo. Non sapeva nulla dello stadio intitolato ai contributi elettorali di Parnasi.
Di Maio non sapeva nulla di Lanzalone che gli scriveva lo Statuto del Movimento e della Raggi che non sapeva nulla.
La Lega non sapeva nulla dei 250 mila euro a una onlus vicina alla Lega (…ma poi che fa una onlus vicina alla Lega? I dispetti ai migranti, lo sgambetto ai meridionali? Boh).
Grillo e Casaleggio non sapevano nulla di Lanzalone ma cenavano con Lanzalone.
Insomma nessuno sapeva nulla. Tutto avveniva a loro insaputa.
Diciamo la verità, Scajola in confronto era un dilettante.”

(Carlo Calenda)

Diciamo che loro non c’erano e se c’erano dormivano, come il mio gatto.

LA VITA È DURA ANCHE PER I VINCITORI

LA VITA È DURA ANCHE PER I VINCITORI

La crisi con la Francia. Dopo aver litigato e fatto la faccia dura, siamo più vicini ad una Europa come l’avevano sognato i padri fondatori? La risposta è facile: no di sicuro.

Forse, quando si decise di “dare vita” ad un’Europa solidale, non era stata prevista una immigrazione così massiccia a quei tempi, non era stato previsto l’egoismo di alcuni paesi europei distrutti da una guerra fratricida, paesi che oggi mal sopportano questa unione imposta, e non condividono questo importante problema.

Non era stato previsto il surplus economico di uno solo dei paesi europei, in grado oggi di condizionare l’economia di tutti gli altri.

Era un’Europa fondata su ideali altissimi, ispirati proprio dall’uscita da una guerra. Ora non c’è più niente di questi ideali.

Vediamo ancora una volta la Francia sentirsi moralmente superiore all’Italia, non capiamo poi il perché, considerato anche che hanno fatto un bellissimo museo con le opere di italiani, hanno mandato le loro truppe di “marocchini – gli unici che hanno fatto la guerra pro Francia – a stuprare le nostre donne, dopo la vittoria alleata nelle zone ciociare. (Non l’abbiamo dimenticato). In più respingono le persone ad ogni frontiera, fregandosene altamente delle loro vite umane, perché non ne vogliono sapere. E saremmo noi i vomitevoli? Per favore state zitti almeno.

E considerato che ancora nel ventunesimo secolo mantengono le colonie, per sfruttare la povera gente di quei paesi, perché hanno la disgrazia di vivere in una terra ricchissima di cose preziose, che i francesi prelevano, senza scrupoli per fare gli interessi della Francia. Le persone impoverite e sfruttate si arrangino.

Ripeto state zitti e vergognatevi da soli. Sappiamo che per voi francesi della grandeur, scusarsi sarebbe troppo, ma almeno state zitti.

Faccio un’ultima considerazione geografica. La Francia ha un territorio vasto, molto vasto di 579.000 di Kilometri quadrati e una popolazione di 67 milioni di abitanti.

L’Italia ha un’estensione geografifa di 301.000 Kilometri quadrati ed una popolazione di 60 milioni di abitanti.

L’Italia avrà pure 7 milioni di abitanti in meno, ma ha anche la metà del territorio, rispetto alla Francia, per cui una percentuale di stranieri in un paese, obiettivamente meno esteso, e quasi a parità di popolazione, è assai più visibile e meno sopportabile.

Persone arrestate per corruzione. Sotto accusa il sistema Raggi.

E qui la faccenda si fa seria.

Il noi siamo diversi, noi siamo il nuovo, noi non siamo toccati e non saremo mai toccati dalla corruzione, cade miseramente sulla costruzione del nuovo stadio di Roma.

Ecco che vengono arrestati, proprio per tangenti, il costruttore Parnasi, uomo di fiducia di Di Maio e il super-consulente del m5s, Luca Lanzalone, messo a Roma da Grillo, per il problema dello stadio, insieme al professor Fraccaro e a Bonafede.

E così, dopo aver fatto della legalità e dell’onestà il proprio vessillo, la cifra che li differenziava dai tradizionali partiti incrostati al potere, i 5s, oggi, guardandosi allo specchio, hanno scoperto drammaticamente di non essere diversi da chi li ha preceduti. Figuraccia delle figuracce.

È evidente che, in questa vicenda, il coinvolgimento del capogruppo del m5s al Campidoglio, e soprattutto l’arresto di un uomo di fiducia della sindaca Raggi e dei vertici pentastellati, il presidente di Acea Lanzalone, rappresentano il fatto politico di maggior rilievo.

Come reagirà la sindaca Raggi?

Siamo sicuri che, a ruoli invertiti, la reazione di Virginia Raggi, sarebbe stata quella di chiedere immediatamente le dimissioni del sindaco.

Una richiesta sacrosanta.

Il consigliere più stretto ai domiciliari con l’accusa di essere un corrotto nell’affare dello stadio della Roma.

Il capogruppo in consiglio comunale indagato, insieme a un assessore municipale e altri due esponenti del m5s, già candidati alle politiche del 2018.

Come potrebbe affrontare tale sfacelo politico un sindaco eletto dopo aver giurato «onestà», se non rimettendo il mandato?

Ma siamo altrettanto sicuri che resterà al suo posto, sostenuta dall’urlo dei facinorosi della “setta pentastellata” che rappresenta.

Ecco la differenza. Corrompere e stare al proprio posto come prima, senza minimamente pensare che l’onestà di cui si vestono, è imbrattata di grosse macchie di disonestà.

 

IL CELODURISMO DELL’UOMO VERDE PAGA?

IL CELODURISMO DELL’UOMO VERDE PAGA?

Per ora la Spagna di Sanchez ci salva faccia e terga.

Non perché il problema dei migranti non esista e vada minimizzato, ma perchè non può essere certo affrontato con una esposizione muscolare a favore di propaganda.

Quando si indulge nell’uso della “forza”, si sancisce assenza di materia cerebrale.

Un’Europa ancora piccola ed egoista, pulsioni di intolleranza ed insofferenza che la pervadono.

Una politica debole, incapace di darsi regole, ma soprattutto di farle rispettare a tutti i suoi membri.

Interessi mediocri ed egoistici, pugni di voti da conquistare, come nel caso dell’uomo verde per smantellare dal basso la comunità.

Normale che la fascinazione di un racconto “celodurista” abbia maggiore appeal sulle masse frustrate ed insoddisfatte, che non una proposta politica fatta di mediazioni, confronti e concessioni.

Di minori egoismi.

Di fronte alla paura di essere invasi, di vedere messo in discussione il proprio status in un momento di grave crisi economica e sociale, la reazione istintiva è quella di chiudersi a riccio, di barricarsi, di cercare un nemico.

Per questo una migrazione incontrollata e senza regole spaventa il cittadino comune.

Per questo è necessario intervenire.

Non saranno però le sparate salviniane, tra ruffiani rosari, vangeli ed una buona dose di cinismo a salvarci.

La Politica è per sua finalità mediazione, analisi e quindi soluzione di problemi.

Il nostro tempo complesso e difficile fatto di semplificazioni e di slogan non prevede questi passaggi e la politica diviene luogo per mediocri ed affabulatori.

Abbiamo provato a fare i prepotenti con uno stato di 430.000 anime, davvero prode.
comportamento.

Vedremo come il nostro governo si presenterà in Europa, dove saranno felici di rivedere il faccione dell’uomo verde, dopo che per anni schifando l’Europa, ma facendosi eleggere al suo parlamento, ha ritirato lo stipendio senza mai presentarsi in aula.

Vedremo se si comporterà come con Malta e quanta riconoscenza dovrà al suo alleato e finanziatore Russo.

RIDATECI MINNITI

RIDATECI MINNITI

Salvini vuole fare un campo di detenzione per i migranti in ogni regione. In attesa di epellerli. E così nel frattempo e nell’attesa di mandarli tutti al loro paese (sempre che li rivogliano), liberiamo l’Europa dai suoi doveri di accoglienza e trasformiamo l’Italia intera in una Lampedusa gigante e in una polveriera.

 

C’ERA UNA VOLTA, IN UN PAESE BELLISSIMO, UN RE TRADITORE

C’ERA UNA VOLTA, IN UN PAESE BELLISSIMO, UN RE TRADITORE

Sì purtoppo anche questo ha sopportato quel meraviglioso paese, eppure c’era chi voleva portare le sue ossa nel più bel monumeto del mondo, il Pantheon, un manumeto unico che contiene le memorie dei personaggi che hanno fatto onore all’Italia, sì, il più bel paese del mondo.

Nel 2008, alla base del molo nord del porto di Ortona è stata collocata una copia della lapide che ricordava la fuga del Re d’Italia Vittorio Emanuele III, trafugata da ignoti nel 2007 e mai più ritrovata.

Sono pagine di Storia d’Italia che appartengono ad ognuno di noi.

Non c’è nulla di più importante della memoria nella costruzione di un’identità nazionale.

Il caso di Vittorio Emanuele III è esemplare a tale riguardo.

Fra le sentenze inappellabili del Novecento c’è la condanna, morale e politica, di Vittorio Emanuele III, il monarca che con le sue azioni offese l’Unità nazionale, negò il Risorgimento e dunque violò gli stessi principi che avevano fatto della monarchia sabauda l’artefice e la spina dorsale dello Stato italiano.

Le decisioni di non impedire la Marcia su Roma, di consentire al partito fascista di Benito Mussolini di demolire dall’interno le istituzioni dello Stato liberale, di assistere passivamente alla violazione delle libertà dei cittadini, di promulgare le leggi razziali, di non opporsi all’entrata in guerra al fianco di Adolf Hitler e di fuggire, nella notte fra l’8 e il 9 settembre 1943, abbandonando le intere forze armate al loro destino, consentendo ai nazisti di catturare almeno 600 mila nostri soldati facendo strage di migliaia di altri, descrivono il disprezzo che Vittorio Emanuele III ebbe per l’Italia e per i suoi cittadini.

Gesti che esprimono disprezzo anche per la corona sabauda che aveva contribuito a formare nel Risorgimento l’unità d’Italia.

Vittorio Emanuele III tradì non solo la sua nazione ed il suo popolo ma anche la monarchia ed i valori che fino allora aveva incarnato per milioni di cittadini.

Se sul molo di Ortona, da dove Vittorio Emanuele III fuggì il 9 settembre 1943, i cittadini apposero dopo la Liberazione la targa che «grida eterna maledizione» per i «tradimenti, il Fascismo e la rovina d’Italia», è perché fu dal rigetto di quelle azioni aberranti che la Repubblica trasse la forza per redigere la Costituzione, che avrebbe consentito alla nazione di rinascere e ritrovare la dignità dei Padri Fondatori.

Quelle parole scolpite sul molo d’Ortona costituiscono ancora oggi la nostra spina dorsale, custodendo il patrimonio del Risorgimento che Carlo Alberto seppe immaginare, Cavour riuscì a guidare e che Vittorio Emanuele III scelse di tradire. Offendendo non solo le generazioni italiane di allora ma anche le odierne e quelle che verranno.

Un personaggio che deve stare ben lontano dal Pantheon. Tuttavia, di recente, si sono senite voci che vorrebbero questo personaggio collocato al Pantheon.

Ma, fortunatamente, a chiudere la questione ci ha pensato il ministro della Cultura, Dario Franceschini: “La sepoltura a Vicoforte è la chiusura definitiva della vicenda, non ne apre una nuova – afferma -. Del resto sono la storia e la memoria a impedire anche solo di prendere in considerazione l’ipotesi di una sepoltura al Pantheon”.

Tutto questo nel giorno meraviglioso della Festa della Repubblica, 2 giugno, a memoria di quello che è stato e di quello che siamo diventati. E a ricordo di chi, quel giorno, saggiamente, preferì la Repubblica.

LA CONOSCETE LA STORIA DELLA MAESTRA CHE SCRIVEVA “SQUOLA” CON “Q”?

LA CONOSCETE LA STORIA DELLA MAESTRA CHE SCRIVEVA “SQUOLA” CON “Q”?

Scriveva “squola”, ma anche sciaquone”, e dove servivano le doppie le ometteva, salvo aggiungerle nelle parole che non le hanno.

Epilogo scontato per la maestra “didatticamente incapace”, che ora, dopo l’allontanamento dalla scuola (senza q) si è vista confermare il licenziamento dal giudice del lavoro di Venezia.

La donna, insegnante fino a tre anni fa in una elementare della provincia di Venezia, a Santa Maria di Sala, aveva fatto ricorso al giudice del lavoro contro la decisione del Ministero dell’Istruzione, che l’aveva lasciata a casa dopo la segnalazione della preside.

Anche la magistratura ha deciso che la maestra non poteva più insegnare.

Erano stati i genitori dei bimbi delle due classi di prima elementare, dove la donna insegnava italiano, ad accorgersi degli strafalcioni nelle correzioni e nei compiti assegnati ai figli.

Però si lamentava del fatto che la ministra Fedeli (ex Ministro dell’istruzione) non era laureata.

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/02/01/news/la-bocciatura-1.16419290

Ebbene adesso che l’Italia sta per avere un Presidente del Consiglio che si è definito: “L’AVVOCATO DEL POPOLO”, la suddetta maestra potrà nutrire speranze per ricoprire di nuovo il suo posto di “INSEGNANTE”, posto sottrattole da chi si ostinava a premiare il merito, facendo appello alla sua benevolenza.
Può anche darsi che ci riesca, considerato il fatto che anche il futuro Presidente del Consiglio, nonché professsssore universitario, sbaglia i verbi.

 

 

MISTER CUPERLO DAL LINGUAGGIO FORBITO E SUSSURRATO

MISTER CUPERLO DAL LINGUAGGIO FORBITO E SUSSURRATO

Notiamo come sembri un reato anche solo accennare alle tante cose fatte e fatte bene dal Pd nella scorsa legislatura.

Notiamo anche come la7 continui ad ospitare i personaggi che hanno in odio Renzi, per rancore e astio, a causa delle cocenti sconfitte subite in precedenti primarie.

Ho visto casualmente, qualche sera fa, l’invitato  eccellente del Pd: mister Cuperlo, già capo della gioventù comunista, personaggio dalla parola educata, forbita, sussurante, col garbo del seminarista, ma spesso velenosa come quella del serpente crotalo americano.

Comprendiamo anche che perdere in quel modo dentro il proprio partito, non sia mai gradevole, ma se si è di animo forte, coraggioso e anche generoso si accettano i segretari che la gente ha decretato di volere con le primarie.

Signor Cuperlo, si accettano, in un partito democratico è così, si accetta chi vince.

Lo si può criticare ovvio, meglio sarebbe nelle sedi opportune, lei invece lo fa sempre quando sa di potersi fare ascoltare da più persone possibili, sapendo coscientemente di avere un pubblico fuori dal suo partito e si fa ricevere come ospite nelle tv che non ammettono contraddittori e quindi la sua parola sembra la verità assoluta.

Voglio rammentarle che i votanti del Pd che hanno scelto Renzi come segretario, nelle ultime primarie, sono stati quasi due milioni.

Sono voti nostri per Renzi e di Renzi, non sono i suoi, né quelli di Emiliano.

Per questo chi tiene in pugno il Pd non è Renzi, ma siamo tutti noi che l’abbiamo votato. Non so se questo le è chiaro signor Cuperlo perché continua a criticarlo senza capire che è la gente che l’ha voluto.

Lei si permette di criticare e offendere tutti noi.

Negli altri partiti, c’è stima tra di loro, almeno apparentemente non si sentono dichiarazioni di così elevato disprezzo contro i loro responsabili, neppure nelle tv.

Ma lei lo sa che in tutto questo marciume di sue parole, a fare una pessima figura è proprio lei signor Cuperlo?

Penso che sappia che siamo noi i due milioni di preferenze per Renzi segretario.

Spero che lo capisca una buona volta, altrimenti non c’è speranza. Il suo cervello è chiuso e prevenuto. E noi non vogliamo cacciarla dal partito ma la invitiamo cortesemente a smetterla con tutte le cavolate che racconta su Renzi. E’ ora di finirla anche per lei.

Tanti saluti. Mister Cuperlo.

IO PERÒ MI SON ROTTA LE PALLE

IO PERÒ MI SON ROTTA LE PALLE

“IO PERÒ MI SONO ROTTA LE PALLE

(di Maria Pia Ciancarelli)

di quel motivetto su Renzi
“…a parte gli errori che ha fatto”

Ma quale cazzo di errori ha fatto?

La sinistra italiana, tutta da una sponda all’altra, negli ultimi 25 anni è vero, non ha fatto un solo errore, mai, assolutamente, ma ha fatto un unico stratosferico fallimento totale, ha permesso a Berlusconi di governare indisturbato per decenni, con una opposizione all’acqua di rose che puzzava di piaggeria servile a 90°, con dei sindacati indecenti che ingrassavano i loro caporali infischiandosene dei disoccupati, incipriando e basta i lavoratori che pagavano a loro il pizzo.

Venti anni vergognosi, che se non fosse intervenuta la magistratura, stavamo ancora tutti a parlare delle cene eleganti!

Ma che errori ha fatto Renzi?

Ha scardinato senza alcun ritegno, cosa mai vista ed inimmaginabile, non nicchie ma crateri di privilegi, ha rivoltato tavoli imbanditi di vizi e inoperosità della PA, ha fatto ministri gente sconosciuta senza padrini, facendo il primo consiglio il giorno dopo il giuramento alle 7 di mattina, ve lo siete scordato che messaggio terrorizzante fu per tutti i vecchi oligarchi?

Non ha fatto alcun errore, qualche dettaglio non rifinito forse, ma per i ricami ci vogliono anni di inerzia e lui non aveva tempo e carattere per i ricamini sulla sedia a dondolo, ai quali l’Italia era abituate ed è ancora nostalgica.

Chi fa errori non ha bisogno, per cadere, di granate, bazzooka e lanciafiamme che lo colpiscono ogni santo giorno, da parte di tutti giornalisti in primis, non ha bisogno di infamanti calunnie sempre e comunque, e alla fine sono stati costretti a farlo fuori come Moro, magari senza sangue questa volta, come prassi da parte dei servizi segreti forse deviati del suo paese, che Renzi ha costretti ad inventare prove false per farlo fuori.

Prove false, ma sia chiaro, come fa la Mafia, colpendo chi gli sta intorno, il padre o gli amici, come un avvertimento criminale, come la testa del cavallo morto nel letto, perché il maledetto ragazzo è così arrogante che è pure onesto, non basta un avviso di garanzia qualsiasi, di “magagne o errori, inciampi, sbagli” non ne ha evidentemente  fatti alcuno, se no non ci voleva la guerra stellare per farlo fuori.

Ma quali errori ?

Allora cominciamo a chiedere ogni volta che qualcuno dice …”a parte gli errori”, beh, dimmeli uno per uno quali siano questi errori!

Li voglio sapere uno per uno, in fila per gravità e conseguenze, siamo diventati un po’ pure noi antiRenziani?

Si poteva fare di più?

Superman non ha fatto i miracoli?

Il sud, come se il sud non fosse il dramma del nostro paese da sempre fin dall’Unità di Italia? Ma lui ha sbagliato, perché, come tacito accordo da sempre, non ha calmato il sud con promesse bufale e assistenziali?

Piantiamola di parlare di errori, e ringraziamo iddio che non sia stato ancora ammazzato fisicamente.

Guardiamoci intorno in queste ore che gente sta girando e vergogniamoci!

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Aggiundo una mia nota alle parole della mia amica Maria Pia.

Le parole di Cuperlo, Orlando e altri fanno rabbrividire. Che cosa ci stavano a fare nel Pd?

Adesso che Renzi si è dimesso (vedremo poi quando) si sono scatenati gli inferi.

Veltroni rincula in un misticismo rozzo e in un vaniloquio sulla sinistra eterna che è fuori dal mondo e dalla logica. E tutto per derenzizzare il Pd. Che significa anche buttare a mare tutte le cose giuste fatte.

Orlando che per anni ha firmato centinaia di provvedimenti di cui adesso dice di non essere d’accordo. Fare il Ministro non è un obbligo, firmare i provvedimenti nemmeno, ma stare al comando di qualcosa sì, è gratificante!  Forse ha tanta stizza dentro, anche se si dimostra sempre calmo come l’acqua cheta, infatti è andato al cancelli della Fiat a vedere e sentire come mai gli operai nel loro circoli Fiat abbiano votato un plebiscito per Renzi. Ma Orlando non sa che adesso quegli operai dormono la notte e prima di Renzi no?

Cuperlo che, all’iniziativa da lui organizzata usa una violenza nelle parole e nei toni contro Matteo Renzi, che  sorprendono e lasciano esterrefatti. Ma veramente si può sentir parlare, nella sede del nostro partito, di clientelismo e nepotismo contro chi ha guidato il Pd negli ultimi 4 anni? Possibile che in una sala piena di dirigenti Pd che, a vario titolo e in forme diverse, negli ultimi anni hanno avuto incarichi di responsabilità, si possa sentire una autoconsolatoria analisi secondo cui sia tutta colpa di Renzi e del presunto renzismo? L’analisi del voto sarebbe la semplice ricerca del capro espiatorio? E tutti questi dirigenti cosa facevano in questi anni? Non erano al fianco di Renzi al partito, al governo e in Parlamento? Ora si trastullano con le parole a dimostrazione che l’odio e il rancore non solo persistono in loro, ma divampano ferocemente come le fiamme dell’inferno.

E, per carità, lasciamo stare Emiliano. Almeno quello ha sempre aperto bocca.

 

 

 

UN OMAGGIO AD UNA DONNA

UN OMAGGIO AD UNA DONNA

Una bellissima camelia sotto la neve. Non è del mio balcone, perché la mia è ancora in bocciolo ed ha appena una spruzzata di neve, ma è bella lo stesso.

Questa sopra però è meglio.

Vorrei dedicare questa immagine ad una donna, che rispetto molto e che mi piace, per il suo comportamento, la sua dignità di moglie e madre, nonostante sia sempre sottoposta ad attacchi indegni, alla pubblicazione sui network di notizie false e sgradevoli, per tentare di ridurne la fortezza d’animo. Ma lei non cede, nonostante sia un bersaglio continuo. È la moglie di Matteo Renzi.

Non conosco Agnese, la moglie di Renzi.

Non la conosco, ma le invio lo stesso tutta la mia solidarietà.

È passata indenne e con eleganza da tutti gli attacchi che ha subito per la sola colpa di essere sposata con un personaggio pubblico.

Silenziosa e apparentemente estranea alla bagarre politica, presente solo quando indispensabile, autonoma e non subalterna.

Profilo basso, dignitoso e per questo forte e libero.

Questa donna mi piace, ha salvaguardato la sua famiglia, si è guadagnata il rispetto di tanti.