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MENEFREGHISMO

MENEFREGHISMO

Non so se, chi ha occasione di leggere, trova a sufficienza parole, per spiegare questa scena che, non  solo contraddice tutte le belle parole sugli sprechi, sulla solidarietà e sull’aiuto agli indigenti, ai barboni e alle varie associazioni del volontariato, ma mostra un gesto provocatorio, un atto vergognoso e insopportabile, un ceffone ben assestato alla nostra società cosiddetta civile, progredita e occidentale.

E questo non è un delitto? Accade nel nostro paese. Piuttosto che dare il pane “agli affamati”, come dicono coloro che pregano solo con le  labbra e non col cervello, lo buttano nei cassonetti.

E noi rivendichiamo in Europa le radici giudaico-cristiane?

Siamo ipocriti fino alla radice dei capelli.

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A CEREA (VR), COMUNE LEGHISTA, SI E CELEBRATO IL COMPLEANNO DI HITLER CON UN CONCERTONE NAZIROCK

A CEREA (VR), COMUNE LEGHISTA, SI E CELEBRATO IL COMPLEANNO DI HITLER CON UN CONCERTONE NAZIROCK

Quelli della giunta leghista del Comune di Cerea (VR), non hanno trovato nulla di strano o da eccepire, nel concedere l’uso di una grande area fieristica di proprietà comunale, all’organizzazione di estrema destra “Veneto Fronte Skinheads”, perché organizzasse un concerto rock con la partecipazione di band europee etichettate, per il loro specifico genere musicale, come bande nazirock.

Concerto che si è tenuto la sera di sabato 20 aprile fino a tardi, aspettando la…Pasqua.

Ebbene, che nessuno si sia accorto della strana coincidenza delle date può anche passare inosservato, ma chi sa, comprende che non può essere un semplice e banale caso: il 20 aprile è il giorno della nascita di Hadolf Hitler avvenuta nel 1889.

Coincidenza?

Vabbè, ma la partecipazione di circa mille persone provenienti da tante città dell’Europa e tutti appartenenti a gruppi di estrema destra facilmente riconoscibili dall’abbigliamento e dalle teste rasate, non l’ha notata nessuno?

E come mai i cittadini di Cerea non sapevano assolutamente nulla del luogo destinato a costoro e del silenzioso benestare rilasciato per l’uso dell’area dove si è tenuto il concerto?

Nel momenti in cui la notizia ha occupato le pagine di cronaca locale della stampa, sono caduti tutti dalle nubi, tutti sorpresi e ignari, a parte il consiglio comunale.

Si sente finalmente la voce di chi dissente energicamente dalla scelta, a parte l’opposizione in seno al consiglio comunale.

La signora Businarolo, presidente della commissione Giustizia, appartenente al M5S, ha espresso il suo pensiero critico e Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati PD, ha preannunciato un’interrogazione parlamentare per l’accaduto.

Tutti indignati e preoccupati per l’avvenimento, un raduno vero e proprio celato da un concerto rock, un avvenimento favorito e per niente inibito e bloccato.

Celebrare poi, il compleanno del nazista Hitler come fosse un genetliaco qualunque, la dice lunga sulle aspirazioni e sui progetti a venire di questi gruppi fuori dal tempo, ma reali e numerosi.

La facile stura è stata data da chi governa in questo momento, il Salvini dei bacioni a destra e a manca, è entrato nella storia di Italia di fianco e immediatamente dopo aver preso posto nel suo Viminale, si è posto di faccia, ben visibile, pronto a fare il butta fuori degli immigrati e le grandi pulizie di tantissimi extracomunitari da rimandare a casa e ripulire il paese.

Ecco il paravento, la grande scusa che ha catturato l’attenzione degli elettori: pulire il paese e bloccare nuove entrate.

Per il blocco ci è riuscito, ma della pulizia non si avvertono segnali evidenti, e anche da sua ammissione i clandestini sono solo 90.000 anziché 600.000 e ovviamente, sono ancora tutti qua.

Ma lo scopo vero è molto diverso, perché si suffraga e si sostiene la ventata di destra con simpatie fasciste “edulcorate” e bene mimetizzate, la simpatia per soluzioni politiche molto particolari e le armi da far circolare tranquillamente, dicesi “per legittima difesa”.

Insomma, il passato torna, fa paura, preoccupa e i sintomi non sono irrilevanti.

Bolle tanta acqua per cuocere minestre a tutto spiano, arde tanto fuoco per preparare arrosti misti, succulenti e ben cotti e noi siamo a riscontrare, ad azzardare, a paventare e a intravedere pericolosi eventi già accaduti a suo tempo.

Molti sono circospetti su questi avvenimenti, ma tantissimi…cadono dalle nuvole!

Facciamo in modo che poi non sia troppo tardi.

((Da notizie locali)

LE “COSE BUONE” CHE MUSSOLINI NON HA MAI FATTO

LE “COSE BUONE” CHE MUSSOLINI  NON HA MAI FATTO

Di Juanne Pili

Pensare che personaggi come Mussolini possano essere assolti dalla Storia in nome di qualche opera architettonica o politiche economiche di vario tipo, è già, di per sé, inconcepibile. Ma spesso le «cose buone» che avrebbe fatto non trovano riscontri oppure sono semplicemente sopravvalutate

Quanto affermato recentemente dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani su Benito Mussolini potrebbe sembrare legittimo: si condanna il dittatore, autore delle leggi razziali al netto delle «cose buone», senza per questo assolverlo dalle gravi responsabilità storiche.

Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s’è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive, per realizzare infrastrutture nel nostro Paese, poi le bonifiche. Da un punto di vista di fatti concreti realizzati, non si può dire che non abbia realizzato nulla.

Il problema è che, se andiamo a verificare le cose buone attribuite a Mussolini, ci accorgiamo spesso che sono state ingigantite, oppure non trovano alcun riscontro storico. Se vogliamo fare il bilancio della vita di un personaggio storico, questo deve avvenire attraverso dati reali, altrimenti stiamo solo dando libero sfogo alla dissonanza cognitiva: cerchiamo di controbilanciare gli aspetti negativi creandone di positivi, a volte dal nulla . Esattamente come fanno i negazionisti della Shoah, convinti che, negando l’olocausto degli ebrei, si possa salvare il lascito del regime nazista. Oppure ci si inventa un complotto della «Storia scritta dai vincitori». Di seguito per brevità riportiamo solo una piccola parte dei falsi miti sulle presunte cose buone del regime di Mussolini, che persino figure politiche del tutto estranee al fascismo continuano a dare per scontate.

I treni in orario

Apriamo col tormentone più gettonato, quello dei treni sempre in perfetto orario, di cui parlava anche la propaganda nazista di Goebbels. Ed è un sintomo del fatto che ci fosse un problema già allora nel far arrivare i treni secondo gli orari previsti. Problema mai risolto, non esistono dati che attestino un cambiamento in positivo durante il regime fascista.

Inventò le pensioni

Il regime non fece altro che portare avanti cose già esistenti dal secolo precedente. La prima previdenza sociale vera e propria nasce in Italia nel 1898. L’assicurazione per invalidità e vecchiaia diviene obbligatoria a partire dal 1919. Per la pensione sociale invece dovremo aspettare il 1969.

Le immancabili bonifiche

Le abbiamo studiate tutti a scuola, le bonifiche operate durante il ventennio sono le «cose buone» per eccellenza del regime fascista. Si ricordano spesso quelle della pianura pontina nel Lazio, ma la prima legislazione in merito, risale alla fine del secolo precedente. Il regime non fu il primo ad avviarle. Esistono testimonianze di sistemi di drenaggio delle paludi già dai tempi del Volsci, fino ai lavori eseguiti durante il periodo pontificio. Durante gli anni ’30 queste opere vennero portate a compimento.

Fece il pareggio di bilancio

Il fascismo raggiunse nel giungo del 1925 il pareggio di bilancio, cosa che avvenne già negli anni ’70 dell’800 col governo Minghetti. Il pareggio raggiunto agli albori del regime fascista si avvaleva di un periodo precedente di ripresa economica, dove durante l’epoca giolittiana vennero attuate diverse poltiche economiche sulle tassazioni e sulle liberalizzazioni. Non si arrivava dunque dal nulla a dover riparare una situazione economica disastrosa.

Cancellò la disoccupazione

Dopo un periodo di inflessione dovuto alla crisi economica del ’29, che dagli Stati Uniti raggiunse l’Europa, ci fu in Italia dal 1933 al 1936 un periodo in cui la disoccupazione sarebbe stata in calo. I dati vanno letti considerando che non si potevano avere numeri certi, specialmente sui chi lavorava nelle campagne. Tuttavia dal 1936 in poi risulta un aumento della disoccupazione: si passa da 706 mila disoccupati nel 1936 a 810 mila nel 1938. Certamente l’apertura di numerosi cantieri per realizzare opere pubbliche favorì dal 1934 al 1938 l’impiego di lavoratori, ma con risultati inferiori a quelli degli altri Paese dell’epoca.

Non c’era più corruzione

Per qualche ragione si pensa che vivere sotto un regime, come quello del ventennio fascista, possa in qualche modo scongiurare la corruzione, mentre invece agli storici risulta il contrario. Per descrivere i livelli a cui arrivò la corruzione durante il fascismo si è anche coniato il termine «tangentopoli nera». Nel 2016 spuntaronodai National archives di Kew Gardens, nei pressi di Londra, dei documenti che attestano i traffici illeciti di diversi gerarchi fascisti, comprese varie faide interne, ricatti e ruberie di ogni genere.

Leggi razziali imposte da Hitler

L’antisemitismo in particolare è ritenuto ancora qualcosa di estraneo al fascismo, sarebbe stato imposto con le leggi razziali del 1938 da esigenze di politica estera, per compiacere l’alleato tedesco. Oggi gli storici concordano nell’attribuire allo stesso Mussolini il Manifesto della razza, così come il razzismo in generale era già in parte alla base dell’espansionismo coloniale italiano. Anche l’antisemitismo era insito nel regime, se pure non agli stessi livelli raggiunti dai nazisti, come fa notare lo storico Enzo Collotti:

La strumentalizzazione della lotta contro gli ebrei, al di là del generico connotato razzistico, assume grande rilevanza sia nel tentativo di rivitalizzare dall’interno il costume di vita fascista, sia nella sua proiezione verso l’esterno come creazione di un mito collettivo destinato ad assolvere primaria importanza nella preparazione psicologica della guerra.

Sconfisse la mafia

Tutto ruota attorno alla storia del «prefetto di ferro» Cesare Mori, inviato in Sicilia nel 1924. Effettivamente Mori condusse una lotta energica con migliaia di arresti, da cui buona parte dei latifondisti con legami mafiosi ne uscirono indenni. Senza contare che tutta la campagna contro la mafia si rivelò spesso una copertura per poter eliminare più facilmente gli oppositori del regime. Quando poi Mori passò dai «pesci piccoli» alla persecuzione dei «colletti bianchi» la musica cambiò.

Si scoprì ad esempio che il gerarca Alfredo Cucco e il generale Antonino Di Giorgio avevano legami stretti con la mafia. Così Mori riceverà da Mussolini in persona direttive volte a fargli abbandonare le indagini, intimandolo a «provvedere alla liquidazione giudiziaria della mafia nel più breve tempo possibile e limitare l’azione di ordine retrospettivo». Il prefetto di ferro sarà infine rimosso dal suo incarico nel giugno 1929, con una nomina a senatore a vita, mentre la propaganda annunciava solennemente «la mafia è stata sconfitta».

ANDAVANO ALL’OPERA, MANO NELLA MANO

ANDAVANO ALL’OPERA, MANO NELLA MANO

Debutto all’opera.

Dunque, dunque, dunque…il principe del popolo, della gente, udite udite, quello che uno vale uno, blablabla onestà, insomma, Giggino da Pomigliano, tanto bellino, carino, che viene dal popolo, ebbene, come i principi delle favole, ha portato la sua principessa all’opera!

Ci poteva andare senza dire nulla, ma si sa, i principi hanno i loro annunciatori e quello suo, con un messaggio ha avvertito tutta la stampa che sì, andavano all’opera, mano nella mano, eh, sono soddisfazioni eh!

Nei reami delle favole, forse anche in quelli reali, boh, chissà, queste cose accadono, si presentano le principesse ai balli dei debuttanti, e si chiama la presse specializzata nelle case e nelle cose reali e di noblesse, che sta lì a descrivere la bellezza, il portamento, le somiglianze, i gradi di parentela…

Ora che i giornali riportino l’esordio della NUOVA! (Sembra il lancio di una nuova auto, tutti gli optional compresi) fidanzata, è, a dir poco, come dire? Non trovo il termine… hummmmmm… Ridicolo? Assurdo? Lamentevole? Ecco sì, ridicolo forse è quello giusto… perché ad essere giusti, bisognava scrivere: ed ecco a voi, come la casta!!! Quella piena di punti esclamativi, l’arrivo di Giggino e della NUOVA fidanzata! Casta a 5 stelle, casta, casta, casta, sì, sì, sì, quella che volevano abolire, (ma quando mai?).

Certo che per un principe nato nel reame del vaffan…lo, nel reame del tutti a casa, nel reame dell’uno vale uno, insomma tutti quegli slogan vuoti e privi di senso, perché lo sono privi di senso, visto come poi si comportano realmente…
Poveri rivoluzionari ipocriti, con tanti slogan in tasca come molliche di pane da dare ai pesci nello stagno..

L’hypocrite joue le rôle de personnage vertueux par calcul, et l’homme nul, parce que l’étoffe lui manque, même pour avoir des vices. (L’ipocrita gioca il ruolo di una persona virtuosa per calcolo, e l’uomo non è nessuno, perché gli manca la stoffa, persino per avere dei vizi).

Hyacinthe de Charencey

(Bonjour tristesse)

SALVINI SALVATO OVVERO COME LA LEALTÀ GRILLINA È PIÙ VICINA ALLA CONVENIENZA CHE ALLA FIDUCIA

SALVINI SALVATO OVVERO COME LA LEALTÀ GRILLINA È PIÙ VICINA ALLA CONVENIENZA CHE ALLA FIDUCIA

Ci sarà, dicono, anzi c’è appena stato, un referendum attraverso il quale il popolo dei Cinque Stelle ha detto sì o no, cioè no o sì, al processo a Salvini.

Lo si è fatto attraverso la loro personalissima piattaforma Rousseau. Un clik, e via! Deciso e breve.

Salvini salvato: una “a”, una “t”, e una “o” ed è belle fatto. Facile, facile, prevedibile come quando tuona e prima o poi, si sa, che piove.

Ma.

Se chiamano, ogni volta che la questione è delicata, gli elettori o i loro iscritti, a decidere, di conseguenza, gli eletti, quelli che siedono in parlamento, non decidono nulla, accettano passivamente il responso del popolo, e in questo modo se ne certifica la loro assoluta inutilità.

Ci si può chiedere legittimamente e allora perché lo Stato dovrebbe continuare a pagarli profumatamente, considerato che non sanno prendere una decisione che una?

A che servono deputati e senatori, il Parlamento, se una scelta importante la devono prendere i cittadini che li hanno mandati alla Camera e in Senato?

A nulla. Basta Rousseau. Altro che abolizione delle province o di uno dei due rami. Qualcuno potrebbe considerarli risparmi, ma no, invece continuiamo a pagarli lo stesso come se “esistessero” politicamente, ma in realtà sono “assenti e inutili e tremendamente costosi”.

Insomma, il risultato ci dice che il governo non cadrà, che Salvini riuscirà a prendere altri voti, a meno che non si intertardisca sulla Tav e pretenda che si faccia, sì che si faccia, proprio come vogliono i suoi imprenditori ed elettori del Nord.

Sarà un dilemma per Salvini, ma, come al solito, ci mangerà sopra e si rassegnerà quando il traffico ferroviario, per andare verso est, dovrà deviare, molto prima, dove non si bucano le montagne e voltare vero la Francia.

Così non si tocca nemmeno per un metro quadrato il suolo italiano.

Alla Francia si lascieranno anche soldi e introiti, nonché ferrovieri, addetti alle ferrovie e tutto il personale che gira intorno a queste importanti reti feroviarie di collegamento tra ovest e est. La Francia aumenterà i propri dipendenti a tempo indeterminato a scapito nostro ovviamente.

E il nostro paese sarà completamente tagliato fuori, isolato.

Più di così, cosa si doveva chiedere a Di Maio e ai suoi! Oddio, qualche idea l’avremmo. Ma non diciamo niente: non fanno certo un referendum fra tutti gli italiani, per paura di perdere. Perché in fondo si tratta di un’opera che non interessa solo il Nord.

Allora però dobbiamo chiederci, per dovere di giustizia: Salvini non sarà processato, indagato sì ma non processato, e non siederà mai in un aula di un qualsiasi tribunale, dove la sua sicumera si sarebbe spenta.

Beata quell’immunità che faceva tanto schifo ai grillini!

Il Senato della Repubblica, archivierà tutto in un cassetto e Di Maio dovrà portare un grosso cero a San Gennaro, perché faccia dimenticare alla sua gente, il tradimento di tutti i suoi principi “morali”, che l’hanno portato a sedere lì dov’è.

Ma facendo un piccolo passo indietro, cosa voleva giudicare la Magistratura?

Non certo l’attività politica del Governo Italiano e, segnatamente, del Ministro Salvini, quel che voleva giudicare la Magistratura e, soprattutto, quello che noi italiani volevamo poter capire, era se il Ministro Salvini, per perseguire gli scopi politici, avesse o meno violato la Legge che, ricordiamo, è uguale per tutti giacché tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge.

A meno che non si voglia sostenere, parafrasando Orwell, che sì, è vero, tutti gli uomini sono uguali, ma alcuni uomini sono più uguali degli altri.

E così, visti i risultati, forse anche un po’ truccati, non si farà nulla, si sono graziati a vicenda.

Per la poltrona si fa tutto, anche rinnegare i propri principi basilari.

VERA STUPIDITÀ

VERA STUPIDITÀ

Il sindaco di Trani (BA) non ha perso tempo e con infinità bontà, ha apostrofato la ragazza di Luigi definendola una idiota.

È stato anche cortese, educato e molto generoso con la fidanzata del povero Luigi.

La ragazza ha imbrattato più parti della famosissima Cattedrale di Trani, con la vernice rossa e con frasi deliranti più volte ripetute, dichiarando il suo folle amore per questo Luigi.

Non si sa come la prenderà il ragazzo. Gli auguro di scegliere il consiglio del sindaco e di mollarla immediatamente, ma prima, come suggerito dal primo cittadino, la costringera a pulire tutte le parti da lei sporcate, perché si è rivelata una persona sciagurata, ignorante, sporcacciona e stupida che non merita nemmeno il suo Luigi.

Avesse compiuto l’insano gesto su una parete qualsiasi non sarebbe passata agli onori della cronaca. Comunque anche la parete qualsiasi, resta sempre un atto vandalico e infame, ma attaccare la Cattedrale che ha una grande storia alle spalle, solo una fuori di testa poteva farlo.

E magari l’ha fatto proprio perché è fuori di testa.

Avrà pensato: “Se lo faccio sulla cattedrale, capirà quanto lo amo!”.

Illusa e stronza.

Forza Luigi, convincila a pulire, poi mollala e fatti una ragazza con un minimo di cultura e rispetto per le belle cose che abbiamo..

UN VERME CHIAMATO DONALD TRUMP

UN VERME CHIAMATO DONALD TRUMP

L’azienda britannica ‘EnviroBuild’, una società di costruzioni ecosostenibili, ha speso 25.000 dollari per acquistare, ad un’asta pubblica, il diritto di nominare una nuova specie di vermicello scoperto a Panama.

Quale sarà il nome del piccolo anfibio? Ebbene il vermetto si chiamerà Donald Trump.

«Avendo scoperto la somiglianza tra questo sorprendente e sconosciuto organismo e il leader del mondo – hanno spiegato dalla società alla Cnn – «non abbiamo resistito al desiderio di acquistare il diritto di dargli il nome che volevamo».

Si tratta di un nuovo esemplare della specie Caecilian, quasi cieco e con la caratteristica di infilare la testa sotto la sabbia.

Naturalmente l’azienda inglese spera di coinvolgere quante più persone nei confronti dei cambiamenti climatici e della necessità di intervenire per tutelare la natura.

Spiegano alla EnviroBuild: «La Dermophilis donaldtrumpi soffre gli effetti dei cambiamenti climatici e distingue solo la luce dal buio. Per le politiche del suo omonimo il piccolo serpentello rischia purtroppo di estinguersi

Poi l’azienda britannica ha postato su Twitter una foto del “Dermophis donaldtrumpi” con tanto di parrucca alla Donald!

(Fonte: Il Messaggero)

 

 

APPLAUSI O CANEA DI SCALMANATI?

APPLAUSI O CANEA DI SCALMANATI?

Forse l’ho già fatto, ma volevo ribadire una volta di più, e richiamare la vostra attenzione sugli applausi a richiesta di molti talk show televisivi, di discussione politica, di denunzia o generici.

Come tutti sanno, gli applausi non sono spontanei.

Fuori dalla visuale del telespettatore c’è un cartello luminoso che dice “applausi”.

Quando si accende tutti applaudono.

Lo fanno perché altrimenti verrebbero estromessi in futuro dalla trasmissione.

Penso che abbiano un qualche tornaconto dal fatto di esserci.

O perché, ogni tanto la telecamera li inquadra e questo sollecita il loro narcisismo, farsi vedere dai bambini di casa o dai vicini, o perché godono, questo non lo so, ma lo immagino, di un qualche compenso di presenza, di un taglio di capelli gratis, di una supposta possibilità di incontrare qualche figura importante in rai, ecc.

Se non ottengono niente, perché lo farebbero? Per puro narcisismo?

Nei talk show dove c’è un minimo di discussione questa pratica snatura completamente le posizioni.

Uno dice una cosa e tutti applaudono; un altro dice l’opposto e tutti applaudono.

Qual è il significato, che tutti sono d’accordo su una cosa e anche sull’altra?

Allora sono tutti scemi, pensano che una cosa e il suo contrario siano equivalenti.

Ma perché non abolire questa pratica ridicola?

(Fonte: https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2019/01/31/news/floris-e-il-problema-degli-applausi-in-tv-235434/)

[In ogni modo gli “Applausi” a Salvini, ospite di Floris a Di Martedì, non sono stati applausi, ma una canea di scalmanati e indottrinati]

CLANDESTINI O POVERACCI?

CLANDESTINI O POVERACCI?

Perché definire, ovviamente per salvarsi dal processo, “immigrazione clandestina o difesa delle frontiere”, l’apertura di un porto e l’ingresso di persone, controllato e vigilato, per ragioni umanitarie?

Dov’è l’ingresso clandestino?

La clandestinità non esiste tecnicamente in questi casi: i poveracci entrano scortati dai militari.

E poi, i giudici contestano che in ogni caso non poteva essere il Ministro degli Interni a chiudere i porti: quale minaccia alla sicurezza sarebbe, infatti, un ingresso scortato, vigilato e controllato di persone disarmate per ragioni umanitarie?

La difesa di Salvini non sta in piedi.

Affronti il processo e prenda atto che l’abito di sceriffo gli porta, forse, qualche voto ma lo rende un fuorilegge.

Inadatto al governo.

IL GIOVANNI FLORIS SHOW

IL GIOVANNI FLORIS SHOW

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Ogni tanto, mi impongo di guardare la tv, lo faccio come se usassi un termometro per misurare la temperatura dell’aria che tira e dei cervelli del giornalismo televisivo, quello scritto è, secondo me, ormai andato, solo qualche bravissimo resiste ed ha il mio rispetto.

Il termometro per questo, è il Giovanni Floris show che ancora martedì sera mi ha dato grosse, ma grosse soddisfazioni eh…

Dunque c’è un’arena, gente intorno che applaude sempre, anche se dovesse accadere una disgrazia in diretta, applausi!

Martedì eri sera c’era Di Maio, il politico che tutto il mondo ci invidia, ha recitato cose senza senso, applausi come se non ci fosse un domani, il povero Cottarelli seduto, qualche sorriso e lo sguardo perso davanti al vuoto intorno a se.

Ad un certo punto, per scrupolo ho chiesto a mio marito di guardare un pochino insieme a me, gli ho detto: senti, probabilmente sarò prevenuta, allora guarda anche tu, magari sono io che esagero, dimmelo sinceramente.

Lui guarda poco la tv e non è italiano, anche se parla benissimo la lingua, insomma, ridendo e scherzando, eccoci lì, tutti e due davanti allo show.

Dopo neanche 15 minuti, mi fa: “sei sicura che sia una trasmissione politica”?

Sì.

“Ma il conduttore sicuro che sia un giornalista? A me sembra un conduttore di intrattenimento”.

Giornalista.

“Ah…ma perché la gente applaude? Qual è il senso”?

Non lo so.

Non ha resistito, si è alzato ed è andato a leggere, tranquillamente, ridendo e scuotendo la testa.

Io ho continuato a guardare, perché il bello doveva ancora arrivare, infatti arriva Bersani.

Dio quanto ho rispettato quest’uomo, veramente, sinceramente, ma insomma, fra un sorriso e una frasetta, fra una analisi politica e l’altra, il famoso conduttore grosso modo gli dice: ”si vabbè, inutile queste analisi, lo vede che questi hanno il consenso? Lo ha sentito il pubblico come applaude?

Applauso! (nel Giovanni Floris show gli applausi sono le punteggiature, la grammatica del populismo).

Arrivano poi, come i re magi Giannini, Damilano e Sallusti, invitato speciale, il fatto quotidiano, sempre presente, con il trio Travaglio, Padellaro, Scanzi. Martedì sera era il turno di Scanzi.

Fra tutte le notizie dell’attualità, Salvini e le sue divise, il ritorno di Battisti e l’oscena sceneggiatura fatta per l’evento, Beppe Grillo che va a Oxford e si fa fischiare (bè, lì sono svegli, ci vuole poco a capire con chi si ha a che fare), neanche una parola sull’uccisione del sindaco di Danzica, tanto a noi che ci importa, indovinate dove si va a finire?

1….2…..3….4…5….. Renzi! Sempre lì si finisce, c’è poco da fare!

Damilano mette in guardia il giovane ed innocente Di Maio a non finire come Renzi, Giannini ha sicuramente detto qualcosa ma mi è sfuggita, e Scanzi ha fatto la sua scoreggia consueta su Renzi.

Applauso e risate.

Bersani poi si lamenta che è colpa del segretario di prima (ovviamente Renzi) che è sempre in tv (????), che risponde sempre lui, (Renzi é un senatore eletto dal popolo, en passant). A Bersani, io gli avrei anche domandato a che titolo parla lui, a questo punto, ma il bello deve ancora venire: “è colpa di Renzi se il movimento che è una pagina bianca, si sta colorando di destra”.

Capito?

Il movimento, per Bersani, è una pagina bianca, vergine, pura, insomma agisce inconsapevolmente, per obbligo di chi gli sta vicino.

Dire che io ho ammirato questo uomo che ieri sera ha dato la dimostrazione di una disonestà intellettuale da far venire i brividi.

Ovviamente, grandi applausi!

Ad un certo punto, mi chiedo se tutto questo odio per Renzi, che ogni volta è nominato, deriso, anche insultato, non sia l’odio che questa gente ha per se stessa, per la mediocrità soffocante che li accompagna giorno dopo giorno.

Applauso, a me , questa volta!

Anzi, doppio applauso, perché, se gente come Bersani ritorna nel partito, mi bevo una bella coppa di champagne, voto bianco facendo anche un bel ruttino.

(Bonjour Tristesse)