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CONTE “PREMIER” E LE SUE PAROLE DA AZZECCAGARBUGLI

CONTE “PREMIER” E LE SUE PAROLE DA AZZECCAGARBUGLI

Sono le parole per cui passerà alla storia, anche se è un’ipotesi un po’azzardata, il “premier” Conte.

Forse, chi l’ha ascoltato l’ha preso per il fluente eloquio da azzeccagarbugli, del quale sembra compiacersi moltissimo.

Gli piace far mostra della sua carica di “ipocrita di stato “, di colui che deve fare il lavoro sporco.  E pensa che, con tutti quei discorsi fluenti e convintamente falsi, non si possa che credergli.

Mi fa rabbrividire anche il suo ricordo, con commozione artatamente simulata, del nostro Antonio Megalizzi, il giovane giornalista, ed europeista convinto, morto a causa dell’attentato di Strasburgo, sotto i colpi di un terrorista.

Quella sedia vuota, l’unica, alla commemorazione della morte del ragazzo, parla da sola, e con voce molto forte, dimostra ancora una volta l’ipocrisia e il menefreghismo di chi ci rappresenta.

Il premier Conte ha preferito prendere l’aereo di Stato per andare in trattoria con Di Maio e Salvini.

Quell’unica sedia vuota è l’immagine della vergogna.

Per l ipocrisia e la menzogna di stato, il gatto e la volpe non potevano trovare di meglio.

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IL RUFFIANO ESIBIZIONISTA: IMMAGINE DI UN PAESE?

IL RUFFIANO ESIBIZIONISTA: IMMAGINE DI UN PAESE?

La sfacciataggine, da tempo, ha superato ogni limite.

Un uomo per tutte le occasioni, presenzialista con il dono dell’ubiquità, lo possiamo incontrare dappertutto e contemporaneamente, ovunque.

Noto in ogni angolo d’Italia.

I cellulari dei fans, sono pieni delle foto con lui.

Dallo stadio al luogo di un tragedia, lui c’è!

Manca solo di fare un comunissimo incidente automobilistico e lui, mentre i due guidatori si scambiano i dati, appare in un baleno per dare ragione a tutti e due e farsi il solito scatto fotografico.

Un guardaroba ricco di felpe, con le scritte più uniche che rare: da Canicattì a Pescasseroli, lui cita tutte le città e per non scontentare nessuno e tutte le situazioni. Anche gli scettici dell’euro, naturalmente.

Fa joggin e fare joggin è giusto, nessuno lo nega.

I presidenti americani fanno joggin, li abbiamo visti nei parchi correre in mutande, tuta o altro, seguiti rigorosamente dalla scorta in piena attività, a correre con il boss.

No, Salvini non è fesso: fa joggin in pieno centro, con la t-shirt della polizia e i pantaloncini del Milan.

A proposito il guardaroba contiene anche tutte le divise che esistono in Italia, istituzionali e no, seguito anche lui dalla sua scorta personale, in motocicletta. Mica fessi i nostri gorilla.

Si potrebbe continuare.

Se non è ruffianeria questa, cosa è?

Un uomo per tutte le stagioni, nudo o quasi d’estate, spaparanzato su una spiaggia, a letto con la sua bella, ingordo di tutto, dai panini da due chili, alla porchetta.

Un uomo per dire sì a tutti coloro che avanzano istanze senza deluderli, tanto poi si pensa.

“A’ Salvi’ ci sono i parchi per correre, lascia perdere la città, l’aria che tira non è pulita come in pieno verde!”.

“Ci sono i ristoranti belli, dove fare bella figura, oltre ad azzannare, maleducatamente, il cibo per strada”

“Ci sono le camere da letto con le porte chiuse, così per discrezione, caso mai facessi cilecca”.

A volte chi troppo si esibisce è proprio perché manca di qualcosa di stuzzicante.

Sì di stuzzicante, sia personale, come individuo, che come politico.

ENTRA IN OSPEDALE PER UNA OTITE ESCE CON IL MORBILLO

ENTRA IN OSPEDALE PER UNA OTITE ESCE CON IL MORBILLO

Uno dice: porto mio figlio in ospedale così lo curano.

Errore.

Entra per un’otite ed esce con il morbillo.

Che è molto peggio. Soprattutto se ha pochi mesi e il suo organismo non ha ancora lo scudo della vaccinazione.

Mica succede sempre.

Ma quando capita, beh, non la prendi bene.

Soprattutto se questo risultato non è casuale, ma il frutto di un atto volontario, irresponsabile, sommato a un errore.

Miscela che rischia di essere letale.

Allora, diciamo che l’ospedale può sbagliare, e in ogni caso non lo fa apposta.

In un reparto di malattie infettive non si deve essere infettati. Sembra ovvio.

Ma ci sono altri protagonisti della vicenda che apposta lo hanno fatto: i genitori di una bambina non vaccinata, perché mamma e papà hanno deciso che non serve, e anzi è pure dannoso come hanno letto nel principale manuale di medicina: Internet.

Siccome il virus non prende ordini dalla Rete, la piccola prende il morbillo e contagia altri bimbi e qualche adulto che passava di lì. Per curare o per curarsi.

E questo non deve succedere.

Fino ad ora il braccio di ferro ‘vax-no-vax’ si è concentrato in particolare sulla scuola dell’infanzia: giusto.

Le corsie degli ospedali, però, non debbono essere oggetto di un’attenzione e di un rigore di serie B.

Quel rigore che zoppica nei partiti di governo per un malinteso senso della libertà individuale.

Più che lecito se uno vive su un’isola deserta.

Se sta in una comunità, invece, la salute degli altri ha altrettanto valore. Anzi, forse ancora di più.

Allora, cerchiamo di essere sintetici.

Vaccinazioni essenziali come quella contro il morbillo devono essere obbligatorie.

Stop.

Per i più piccoli, ma anche per chi opera a contatto del pubblico, soprattutto in una struttura sanitaria dove oggi sono un optional.

E se a uno non va, può sempre stare a casa o cambiare mestiere.

Bari è l’eccezione?

Ma può servire per stabilire la regola: vietato fare ammalare gli altri.

 

 

 

SI CHIAMAVA VIOLETA SENCHIU

SI CHIAMAVA VIOLETA SENCHIU

 

“Si chiamava Violeta Senchiu.
Era rumena.
Aveva 32 anni.
Aveva anche tre figli.
Il suo compagno, un italiano, sì, un italiano, di quelli che vengono prima, le ha dato fuoco, arsa viva con tre taniche di benzina.
È morta dopo ore di indicibile sofferenza.
È successo sabato scorso.
Niente articoli e inchieste sui giornali.
Nessuna troupe televisiva che si aggira a Sala Consilina, dove è accaduto l’omicidio.
Nessun fiore portato da nessun ministro.
Nessun tweet.
Nessun corteo di Forza Nuova”.

(Valeria Collevecchio)

Niente di niente. Come sempre due pesi e due misure, quando si tratta di assassini feroci ma “italiani”.

LA STRATEGIA DI ODIO E DI MORTE

LA STRATEGIA DI ODIO E DI MORTE  

Dopo Riace, svuotata e avvilita, tocca al centro romano Baobab, sgombrato in questi ultimi giorni.

Nel mirino di questa infame crudeltà, sempre e comunque, ci sono i simboli di una cultura di accoglienza, di rifugio e di aiuto ai migranti.

Di Maio e Salvini stanno bombardando con tutta l’energia questi simboli, che non sanno e non vogliono applicare per rendere più felice questo paese.

A loro serve una strategia di odio e di morte che oggi pare egemone, in grado di garantire consensi, di consolidare potere.

Stanno trasformando l’Italia in un detonatore di guerra, dove ogni contraddizione non troverà composizione, ma verrà sacrificata sull’altare dei conflitti più estremi, dove ragione e scienza, consapevolezza e responsabilità sono abolite, cacciate, incarcerate e, verrà il tempo, psichiatrizzate.

Libertà, uguaglianza, fraternità, ce lo spiegano con i fatti ogni giorno, sono arnesi fuori tempo.

È il tempo della vendetta, covata dal 1789, questo rito oscuro si sta consumando anche tra le mura del Baobab.

A questo tripudio di “promesse mantenute”, sgomberi, legalità ripristinata e ruspe in azione, manca però all’appello lo stabile occupato da CasaPound.

Quella deve essere zona franca, o forse proprio uno stato straniero, sennò non si spiega.

Non ci garba pensare che si applichi la legalità solo a chi non piace.

Del resto cosa ci si può aspettare da un Ministro dell’Interno che fa arrestare una persona solo perché gli ha dato del “Buffone”.

In verità sembra di essere tornati al 1922.

Chi non era gradito era cacciato o arrestato.

Questa sarebbe la politica del cambiamento..

IL SIGNOR PING

IL SIGNOR PING

“Tutta la miseria intellettuale, la svergognata ignoranza, dico svergognata perché é ostentata, voluta, non corretta e pure vantata, che si porta a spasso in aereo dall’altra parte della terra.
In quattro lettere: PING
che allo scrabble valgono
5 per la P
1 per la I
3 per la N
8 per la G
ma che per l’Italia e per gli italiani che ancora riflettono e pensano, valgono tutta la vergogna del mondo, quella che resta”.

(Bonjour Tristesse)

E dire che in Cina è già la seconda volta che giggino ci va, con l’aereo gratis, ovviamente, coccolato e riverito, e non si ricorda neppure con chi ha a che fare.

Cos’ha portato a casa? Boh!

Però va avanti come se niente fosse.

Dopo il proficuo scambio di idee con Ping in Cina, Di Maio continuerà il suo giro di incontri internazionali.

In Germania vedrà -kel.

In Francia vedrà -cron.

Negli USA vedrà -ump.

I cognomi sono stati accorciati dalla solita manina dispettosa

COME SOFFIARE NEL VENTO

COME SOFFIARE NEL VENTO

L’offerta, inclusa nel DEF, di questo governo gialloverde, pare sia che, al terzo figlio, diano un terreno incolto, con un prestito di 200.000 euro a tasso zero, che dovrebbe servire a costruire su quel terreno casa e annessi. Il tutto per 20 anni.

Prestito, il che significa che, se anche il tasso non cresce, i 200.000 euro in venti anni, si debbono restituire tutti.

Forse su questa proposta, apparentemente allettante, c’è un problemino e lo conosce solo chi, adesso, lavora la terra.

Mettiamo il caso che una coppia di 30, 35 anni con tre figli si prenda un terreno incolto, se fosse coltivato avrebbe già un padrone, e si accolli un debito di 200.000 euro, a tasso zero, per 20 anni.

Quanto deve pagare all’anno per il solo debito con lo Stato?

10.000 euro all’anno.

Con almeno 3 figli e un’azienda agricola da portare avanti, quanto dovrebbe ricavare, fin dall’inizio, cioè quando il terreno non rende ancora, per poter far fronte a spese personali e mutuo?

Per mangiare, bere, pagare le utenze e la scuola ai figli, nonché vestirsi potrebbero essere sufficienti 12.000 euro l’anno, stando attento sempre alle spese. Insomma una vita un po’ difficile.

Casa costruita, o casa da ristrutturare, con annessi, 200.000 euro. Sono sufficienti?

Quanto può costare costruire una casa nuova, O rimetterla a nuovo, con sistemi antisismici, considerando il costo della manodopera e dei  materiali? E gli infissi e l’arredamento? E le fognature? Il possibile allacciamento all’acqua potabile e al gas? La strada per raggiungerla sarà una carreggiabile o un sentiero?

Dubito che rimangano soldi, dei 200.000 ricevuti, per costruire anche, e come minimo, un pollaio o un porcile, o un ovile e tantomeno una stalla e il fienile.

Poi, per la tenuta dell’azienda, che comporta probabilmente animali, foraggio, attrezzi per la coltivazione, mezzi meccanici, semi, manodopera occasionale, contributi, tasse, occorrono almeno altri 8.000 euro, con i prezzi attuali, che sommati ai 10.000 da dare allo stato, per pagare tutto, ci vorrebbero almeno 2.500 euro al mese.

Dopo 20 anni, quando col suo lavoro la coppia avrà pagato 200.000 euro per un terreno che non sarà più suo, considerato che è solo in concessione, ci avrà lavorato, avrà costruito, insomma avrà rivalutato un terreno che prima non valeva nulla, lo dovrà restituire bello e risanato.

Ma se volesse comprarlo, perché si è affezzionato al lavoro, alla casa, al paese, agli amici ecc.?

In questo caso, a quale prezzo? Quello di oggi o quello che, col suo lavoro, ha rivalutato visto che c’è anche una casa colonica funzionante?

Se non avrà i soldi per pagare quel terreno, com’è presumibile, considerato che nessun contadino ha un ricavo di 2500 euro al mese, altrimenti tutti lavoreremmo la terra, quel poveraccio che ha creduto di far fortuna, avrà debiti e non crediti, alla bella età di 50, 55 anni.

E che cosa potrà fare per sé e per i suoi tre figli o forse anche nipoti?

Per vent’anni, chi decide di accettare l’offerta proposta da questo governo, tutto considerato, sembra solo che abbia soffiato nel vento.

Temo proprio che questi signori si siano fatti un’idea sbagliata di che cosa significa lavorare la terra, a meno che non credano che si tratti solo di una baracca, un pollaio, un ovile per le capre e un pozzo.

 

LA MIA ITALIA SMARRITA E CONFUSA

LA MIA ITALIA SMARRITA E CONFUSA

Grillo insulta e deride le persone affetta da autismo e asperger.

Sui social si esulta per la morte di Benetton.

Razzisti sul treno o sugli autobus non vogliono sedersi accanto a persone di colore.

Non so se questo paese affonderà economicamente, ma moralmente lo sta facendo.

 

IL QUOTIDIANO DI DE BENEDETTI “LA REPUBBLICA”

IL QUOTIDIANO DI DE BENEDETTI “LA REPUBBLICA”

Io non mi meraviglio di quello che ha fatto “Repubblica” coi 5stelle.

Repubblica ha fatto sempre questo: si schiera con qualcuno a discapito di un altro.

Per poi ritornare sui suoi passi.

Si schierò con De Mita a discapito di Craxi.

Si schierò con Bersani a discapito di Renzi.

Si è schierata scandalosamente con Di Maio di nuovo a discapito di Renzi.

Sempre contro Renzi si è schierata con il No al referendum del 2016.

Si schierò contro Prodi per favorire l’ascesa di D’ Alema.

Più che un Quotidiano sembra una Loggia Massonica con il Grande Maestro con la barba bianca.

I suoi bersagli preferiti tutti coloro che hanno tentato di riformare e dare un nuovo corso alla sinistra Italiana, per riscattarla dall’egemonia comunista.

TERESA BELLANOVA LA RAGAZZA DI SESSANT’ANNI

TERESA BELLANOVA LA RAGAZZA DI SESSANT’ANNI

Ci vuole una donna, nel Pd, eh, sì, una donna. Una riformista e una che non ha paura che si esprime senza mezzi termini. Adesso. Già una vera combattente.