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LA GUERRA


LA GUERRA

 La guerra è una cosa seria, sconvolge abitudini e certezze, Lei scandisce il tuo tempo.

La guerra non è una cosa seria, ma che uomini sono quelli che uccidono per poteri e sciocchezze?

La guerra è una cosa seria, coinvolge civili e innocenti, è condotta sulla pelle dei più deboli, lacera famiglie e storie, non risparmia nessuno.

La guerra non è una cosa seria, la nostra vita non può essere un gioco da tavolo dove vince chi è più forte o chi ce l’ha più grande.

La guerra è una cosa seria, si innesca su equilibri sottili, ha ripercussioni devastanti sull’economia dei Paesi.

La guerra non è una cosa seria, un giorno un tizio può svegliarsi e decidere di mettere fine all’esistenza di un popolo, di scolorire il meraviglioso concetto di pace?

La guerra è una cosa seria, è ciclica, si ripresenta, non si impara nulla dagli errori, cattiveria e vendetta sono piatti da gustare freddi.

La guerra non è una cosa seria, la maggioranza è contraria e la maggioranza, in un mondo civile, vince sempre.

La guerra è una cosa seria, è territoriale, poi diventa sempre più violenta e ti ritrovi in un conflitto mondiale.

La guerra non è una cosa seria, non può esserlo, siamo nel 2024, è impossibile che esseri umani ci ricadano e si uccidano ancora.

Ma ci ricadono, sembra inevitabile.

E pertanto è una cosa seria.

 

QUALCUNA C’E’, MA SONO ANCORA TROPPO POCHE


QUALCUNA C’E’, MA SONO ANCORA POCHE

Alcune donne sono riuscite a conquistare posizioni molto importanti, in politica e nel mondo.

1) LAURA CHINCHILLA

Politologa. Di 50 anni. E’ la prima presidente donna del Costa Rica. Esperta in sicurezza, prosegue lungo il cammino tracciato dall’ex capo dello Stato e Nobel per la pace (1987) Oscar Arias. Il suo programma politico, innanzitutto, è la lotta al narcotraffico. Il Costa Rica ha abolito l’esercito e, secondo i sondaggi, è un popolo felice, ma è anche al centro delle rotte dei narcos che dalla Colombia arrivano negli Stati Uniti. Oltre alla lotta ai narcos, la nuova presidente, intende porre molta attenzione ai “bambini e alle donne non sposate, oltre che alla violenza domestica”.

Il problema della violenza sulle donne nell’area dell’America Latina, è molto grande e diffuso. Eppure la storia di quei paesi è segnata da molte “mujeres” che, spesso, hanno preso il posto del marito. L’esempio più noto e quello di Isabella Peròn che prese il posto del marito Juan Domingo alla sua morte (1974). A Panama nel 1999 diventò presidente Mireya Moscoso, vedova del capo di Stato Arnulfo Arias. In Nicaragua nel 1990 vinse le elezioni Violeta Chamorro, vedova di Pedro, proprietario del principale giornale d’opposizione alla dittatura Somoza.

2) CRISTINA FERNANDEZ DE KIRCHMER

Oggi alla guida dell’Argentina. E’ subentrata al marito Nestor Carlos, ma è stata democraticamente eletta con il 45,29% dei voti. Mentre Evita Peròn, subentrò al marito senza passare per il corpo elettorale. Dopo Janet Jagan, Presidente della Guyana dal 1997 al 199 e dopo Michelle Bachelet, attuale presidente del Cile, è la terza donna sudamericana eletta democraticamente.

Già senatrice nazionale in rappresentanza  della Provincia di Buenos Aires, è stata eletta in quanto capo del partito “Fronte per la Vittoria”, un partito che incarna l’anima di sinistra del peronismo.

3) MICHELLE BACHELET

Attuale presedente del Cile. Divorziata, madre di tre figli. Eletta democraticamente, vinse il ballottaggio contro Sebastian Pinera. Il suo incarico iniziato 11 marzo 2006, scade l’11 marzo 2010. Durante il governo di Salvator Allende, il padre dirigeva l’ufficio per la distribuzione delle derrate alimentari e a seguito del golpe cileno do Pinochet (11 settembre 1973) fu imprigionato presso l’accademia aeronautica, con l’accusa di tradimento. Morì nel 1974, a seguito delle torture subite nella prigione di Santiago. Anche il fidanzato di Michelle fu imprigionato e torturato ed entrò nel novero dei desaparecidos.

Nel gennaio 1975 Michelle e sua madre furono arrestate e torturate e Villa Grimaldi, noto centro di detenzione di Santiago, per 21 giorni. Grazie ad interventi di alcune conoscenze, le due donne furono esiliate e raggiunsero l’Australia. Nel 1979 Michelle torna in Cile, conclude gli studi in medicina e si impegna nell’attività politica, per il ripristino della democrazia.

Col ritorno del regime democratico, la Bachelet, si impegna al ministero della sanità e nella OMS, 27 anni dopo dal golpe contro Allende. Dal ministero della sanità è passata al ministero della difesa ed infine è stata eletta alla presidenza del Cile il 15 gennaio 2006.

4) LEILA CHANNAM

Ha 35 anni. Indossa l’austero hijab (fazzoletto, assai simile al nostro foulard), che le indurisce il volto. E’ un ex capitano dei servizi segreti palestinesi. Ha avuto l’incarico, da Abu Mazen, di governatore di Ramallah, capitale della Cisgiordania. Un incarico che farebbe tremare i polsi a molti uomini.

Ramallah è la metà “morbida” della capitale, l’altra metà è Gaza.

La città ha 120 mila abitanti ed è ormai in vista del quartiere est di Gerusalemme, che, nel frattempo, si è allargata. Come se non bastasse, un terzo degli abitanti simpatizza per Hamas, il movimento estremista che regna a Gaza e che detesta Abu Mazen e i suoi.  Un lavoro difficile davvero.

(Non ho trovato una fotografia di Leila Channam, ho inserito il panorama di Ramallah (la casa di Dio).

5) JULIA VOLODIMIROVNA TIMOSHENKO

Di recente, ha perso le elezioni a premier, in Ucraina, ma probabilmente si sentirà ancora parlare di lei. Non è il tipo da arrendersi per una presidenza sfuggitale, per pochi punti di percentuale.

Nata nel 1960, ha già vissuto molte vite politicamente. Era un pezzo grosso della Gioventù comunista quando c’era l’URSS, ha messo insieme una fortuna con il commercio del gas negli anni ’90, quelli delle privatizzazioni. E’ stata la prima donna di origine ebraica a diventare premier.

Ha un sorriso dolce, ma nasconde una tempra d’acciaio.

6) ANGELA MERKEL

Nata nel 1954, (il suo secondo nome è Dorothea = Nome di Dio, assai curioso il nome impostale nella ex Germania dell’Est dov’è nata), ricopre la carica di Cancelliere della Germania,  dal 22 novembre 2005. È stata riconfermata il 28 ottobre 2009. E’ il più giovane cancelliere tedesco del dopoguerra, nata nella Germania dell’Est, nata dopo la seconda guerra mondiale e la prima con conoscenze scientifiche. I suoi studi riguardano la fisica.

Come donna politica di un partito di centrodestra e come scienziata è stata paragonata all’ex Primo Ministro del Regno Unito Margaret Thacher. Altri si riferiscono a lei come “donna di ferro”.

L’obiettivo principale dichiarato dal suo governo è quello di ridurre la disoccupazione, e forse proprio su questo il suo governo verrà giudicato.

7) TARJA HALONEN

E’ il Presidente della Repubblica finlandese eletta il 1° marzo 2000, riconfermata il 1° marzo 2006. Il Presidente infatti viene eletto, tramite elezioni da doppio turno, ogni sei anni. Il suo partito di appartenenza al momento della elezione è il partito social-democratico.

Con la riforma della nuova costituzione finlandese, avvenuta nell’anno 2000, il Presidente della Repubblica ha subito una limitazione nei suoi poteri, sia nella nomina dei componenti de governo sia nello scioglimento delle camere.Il presidente è considerato un mediatore tra i partiti.

Una curiosità. Il presidente della Repubblica finlandese ha una propria bandiera, in cui è raffigurata la Croce d’Oro di terza classe per il merito civile. Stranamente la croce d’oro di terza classe non è quella di valore più elevato e neppure del più alto riconoscimento ufficiale finlandese, che è l’Ordine della Rosa Bianca di Finlandia.

 

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