IL RITORNO DI ANTICHE TENTAZIONI: LA CAPPA MAGNA

IL RITORNO DI ANTICHE TENTAZIONI

 LA CAPPA MAGNA

ANTONIO CANIZARES

canizares

Quando il papa Paolo VI mori, fu eseguito il suo testamento spirituale che impose, ai celebranti delle esequie, di metter la sua salma, dentro una cassa semplice di legno d’ulivo. Anche nella vita, da papa, fu modesto, non volle salire sulla sedia gestatoria, nè essere incoronato col triregno. Da allora, tutti i papi che si sono succeduti, hanno sempre dimostrato una certa  “modestia” nel vestire e nell’adornarsi.

Con questo papa, molte cose sono cambiate. Sono tornati i grandi anelli,  le gemme preziose sulle tiare, gli sfolgorii dell’oro sui paramenti, i copricapi medioevali, la sedia gestatoria. Un ritorno allo sfarzo “papale” stile Bonifacio VIII, oppure un riprodurre lo sfarzo orientale degli ortodossi.

Ma un papa è sempre un papa, e deve rappresentare degnamente la sua Chiesa. Ogni papa ha una sua sensibilità in questo e non è il caso di insistere oltre. Ma c’è un personaggio, un cardinale di nome Antonio Canizares, spagnolo, che ha ricevuto, dall’attuale papa, le insegne di “Prefetto della Congregazione del Culto Divino”, nel dicembre 2008, che pare esagerare un po’.

Questo prefetto,  nelle cerimonie ufficiali, indossa la “Cappa Magna”, ovvero lo strascico, com’è possibile vedere dalla fotografia riportata. Una delle tante vecchie reminiscenze medievali che riaffiorano in questo papato.

Sinceramente, a me sembra proprio fuori dal tempo ed anche un po’ ridicolo. Comunque, deve rappresentare il Culto Divino e lo fa in piena regola, a quanto pare.

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33 Risposte

  1. Marinella da Durban R.S.A. |Rispondi

    Quando il Mondo si svegliera’ veramente per capire che tutta questa Chiesa non e’ niente altro che una Setta?
    La Sacra Sindone e’ un falso clamoroso, che sono millenni che si tramandano favole facendole passare per testi sacri, ma sacri di cosa! Anche il paganesimo adorava degli Dei, il battesimo e’ un rito pagano, poi si e’ passati dal plurale al singolare cioe’ da Dei a Dio, il Paradiso, Adamo, Eva, la mela, il serpente ….. BASTA, BASTA, BASTA!
    50.000 cretini a Torino per vedere uno dei tanti Papi che hanno nascosto migliaia di pedofili in giro per il mondo, che schifo!!!!!!!!!!!
    Un abbraccio, Marinella

    1. E’ così, Marinella. Quello che conta è l’apparenza, in questo caso lo sfarzo, ed il castello enorme costruito sulla fede.
      Non discuto sul credere o meno, penso che ognuno di noi sia libero, in questo campo, di fare scelte.
      Ma costruire un impero economico e materialistico su questioni religiose, è scandaloso in sè e per sè.
      Infatti per sostenere il tutto, si creano condizioni di paura dell’inferno, scomunica del comunismo, eresie che meritano il fuoco, la donna che viene cancellata, il sesso che viene demonizzato.
      Senza queste paure, radicate ed inculcate costantemente, per tenersi stretti i fedeli, la fede, (o il cristianesimo), potrebbe essere anche una misericordia ed una speranza.
      Grazie Marinella, noi staremo con la schiena dritta e tiriamo avanti.
      Ciao, un abbraccio.

  2. “La Sacra Sindone e’ un falso clamoroso”: ho estrapolato questa breve frase dal tuo commento, Marinella. Se non è una boutade voluta, sono costretto a mettere seriamente in dubbio le tue facoltà raziocinanti. Interroga la scienza, non l’ideologia della scienza, la quale non ti dirà che in quel lenzuolo è stato avvolto il Figlio di Dio, ma un uomo che ha subito il trattamento di quel Gesù di cui parlano i vangeli, ti dirà che non è un dipinto e che fino ad oggi non c’è una spiegazione scientifica di come si sia prodotta quell’imagine. questo per un minimo di credibilità. Ciao. Luciano

    1. Carissimo Luciano, come ho detto a Marinella, per chi ha fede, la sindone è il volto di Cristo, anche se il lenzuolo è assai più recente.
      La fede fa miracoli e la sindone forse è uno di questi.
      Ai nostri giorni di qualche miracolo avremmo bisogno, per eliminare l’egoismo che sta invadendo la nostra società, la nostra civiltà.
      Se Cristo tornasse tra di noi, troverebbe tanti traditori ad accoglielo.
      Lui ce l’ha messa tutta per cambiare e salvare questo mondo, ma il mondo si è voltato dall’altra parte e dall’altra parte si sono voltati anche molti di quelli che dicono di essere suoi fedeli e suoi ministri.
      Ne dobbiamo prendere atto che la misericordia predicata dal Cristo è spesso troppo lontana dalle gerachie che reggono la sua chiesa.
      Ciao Luciano, a presto.

  3. Marinella da Durban R.S.A. |Rispondi

    Luciano, scienziati hanno fatto la prova con le fibre al carbonio, quella che viene spacciata per Sacra Sindone non e’ niente altro che un lenzuolo dove e’ stato avvolto un uomo a cavallo del 1200 o 1300. Fatti un giro anche nelle riviste americane …. e poi ne riparliamo!
    Sono stufa di sentirmi presa per il culo da tutte queste religioni, se e’ vero che esiste un Dio ed e’ onnipotente e in ogni luogo mi dici che bisogno c’e’ di tutto questo spreco, di questo sfarzo, di queste cattedrali, di tutte queste chiese, di vescovi, cardinali, papi ecc. ecc.
    Un prete di paese mi fece visita un giorno a casa, era nuovo e voleva conoscere i suoi parrocchiani, gli aprii la porta per educazione e gentilezza, dopo una lunga chiaccherata mi confermo’ che avevo piu’ amore cristiano io che sono agnostica di tutti quei praticanti che per ricevere l’ostia confessano peccati mortali ma che continuano a ripeterli.
    Marinella

    1. Per uno che abbia fede, Marinella, e che creda in Cristo, nel lenzuolo ci vede lui. Se poi dovesse essere un falso, penso che sia di secondaria importanza, rispetto alla fede.
      Amare il prossimo si può farlo anche senza credere in Dio, amare gli altri con solidarietà, vuol dire mettere in pratica anche tutte le teorie che stanno alla base di un socialismo vero. Per cui anche qui, se amare ed essere solidale con gli altri lo si fa attraverso una fede, o comunque attraverso una convinzione politica, il risultato è sempre positivo.
      Il credere in un Dio, dovrebbe restare una cosa privata ed una scelta personale.
      Sono gli affari e gli affarismi che rovinano tutto, anche la chiesa. Cristo se n’è ben guardato dal mettere le mani negli affari ed anche nel lusso. Il più grande comandamento che ha lasciato è stato quello di amare il prossimo come noi stessi, se tutti gli uomini che dicono di essere cristiani mettessero in pratica queste parole, allora non avremmo neppure le leggi razziste della Lega, col crocefisso in mano. Anche questo è inconcepibile per chi ha fede, eppure la Lega riceve spesso benedizioni dalla gerarchia ecclesiale. Ciao Marinella, arrivederci, a presto.

    2. varrebbe sempre la pena di aggiornarsi anche su cosa si dice degli esperimenti al carbonio sulla sindone …
      comunque la cappa magna la dice lunga su quel che si è capito (voluto capire?) di cosa sia liturgia … ma anche i commenti spazza-tutto la dicono lunga su cosa sia serietà …

      1. Non so Franz se ho capito bene il tuo intervento. Secondo te la sindone è vera? Oppure come dice Marinella un falso?. E sulla cappa magna,l’approvi o come me, credi che sia un’esagerazione anche per la liturgia, in questi tempi?
        Ciao Franz.

    3. Questa donna agnostica mi fa ridere perchè è la tipica persona repressa che cerca in ogni modo di far valere la sua rabbia verso la religione; povera illusa!!! dovrebbe imparare ad accettare la diversità e la scelta degli altri; dovrebbe imparare a controllare la sua rabbia, odio e risentimento, ma soprattutto dovrebbe imparare a conoscersi a se stessa e a pulire il suo bicchiere internamente. Mi fa pena poveretta!!!

      1. A volte si difendono le prorie convinzioni con molto vigore. Tuttavia la differenza di opinioni, secondo me è una ricchezza, fa discutere e non accettare tutto come caduto dal cielo.
        Gran dono la fede per chi ce l’ha.
        Grazie Roberto, un abbraccio.

  4. Chissà che insieme agli sfarzi non torni in voga anche l’ordalia o giudizio divino, come si preferisce. Ne aveva fatto ricorso anche Papa Leone III perchè accusato di possedere una concubina e di spergiuro. Era un sistema di giudizio alquanto primitivo, in pratica l’accusato doveva superare alcune prove per dimostrare la propria innocenza, come impugnare un pezzo di ferro rovente o immergere un braccio nell’acqua bollente. Se non si fosse scottato, la sua innocenza sarebbe stata dimostrata, in caso contrario la pena era certa.
    Magari avanti di questo passo, al posto della confessione…

    1. La tentazione di quei tempi sembra grande. Un po’ nello sfarzo, un po nel linguaggio (è tornato il latino) un po’ nei comportamenti e ci siamo.
      Anche ai tempi della santa inquisizione, se uno rimaneva indenne dalle torture era innocente.
      Però i santi martiri, dicono le loro storie, morirono con le torture. Hai voglia a dimostrare l’innocenza.
      Ciao pesciolina, un saluto carissimo, a presto.

  5. Proprio perché mi sono fatto un giro sulle riviste americane, cara Marinella, so che la prova sull’isotopo 14 del carbonio è affidabile solo a condizioni tali, quali non sono state rispettate nella prova da te citata.
    Ma qui mi interessa di più il buon senso dell’esperienza diretta che un discorso scientifico che è meglio lasciare ai competenti, i quali affermano, tra l’altro, che la scienza, come tutto ciò che è umano, è fallibile.
    Ebbene, cara Marinella, mostrami che davvero sei capace di apertura mentale: ti chiedo di usare i tuoi occhi, la tua intelligenza; vai a Torino, osserva tu stessa quel lenzuolo e se invece dell’immagine dorsale di una persona su una metà del lenzuolo e dell’immagine anteriore della stessa persona sull’altra metà del lenzuolo ci troverai l’immagine di un uomo a cavallo, io ti pagherò le spese e il disturbo.
    Vediamo se hai il coraggio e il senso critico sufficiente di non fermarti alle opinioni à la page, ma per distinguere un assunto ideologico dai dati di fatto.
    Luciano

  6. Hai ragione, carissima Speradisole: la fede può fare miracoli, ma non può mutare un falso clamoroso in un vero, altrimenti contraddirebbe se stessa.
    Essendomi sfuggito nel commento a Marinella, ne approfitto ora per suggerirle un pochino più di rispetto almeno verso quei 50.000 che può anche darsi che siano cretini: però, una persona che aspiri ad essere credibile, deve prima dare le prove a conferma della fondatezza delle ingiurie che ritiene di poter fiondare. Quanto a me ritengo che una persona va sempre rispettata in quanto persona.
    Luciano

  7. Marinella, ieri sera, prima di chiudere ho rivisitato il blog e mio sono accorto di un mio possibile svarione di interpretazione della frase della tua risposta: “un lenzuolo dove e’ stato avvolto un uomo a cavallo del 1200 o 1300”; in effetti così come è scritta la frase giustificherebbe la mia interpretazione, ma se non si tratta di un uomo a cavallo, come il buon senso lascia credere, allora o la “o” è di troppo o è di troppo “a cavallo”.
    Chiarito l’equivoco, molto cordialmente ti esorterei a vederlo quel lenzuolo; io l’ho visto durante l’ultima ostensione e, benché conoscessi pressoché tutto quanto fino allora noto della sindone, sono rimasto fortemente colpito da quell’immagine, di primo acchito, per la nitidezza in cui appare nonostante il tratto tenue. Dopo averla vista, ancora una volta, il buon senso mi suggerisce che migliaia di tentativi di riprodurre quell’immagine avvolgendovi un cadavere avrebbero possibilità pressoché nulle di riprodurre quell’immagine. Il massimo che fino ad oggi la scienza suggerisce è che si sia formata per una radiazione di cui non si è ancora capita di quale materia radiante.
    Ho ritenuto di doverti il chiarimento come segno di rispetto.
    Ciao. Luciano

  8. @ Luciano. Lascio rispondere a Marinella, se vorrà, sulle tue argomentazioni, Luciano.
    Per quanto mi riguarda, penso che la sindone, come lenzuolo di lino su cui sono rimaste impresse le immagini di un uomo sottoposto a crocifissione, non sia un falso. Quelle impronte si sono formate in modo inequivocabile.
    Un’altra cosa è pensare o credere che quel corpo che è vi stato avvolto sia il Cristo.
    I cattolici in forza della loro fede lo credono.
    Per quanto riguarda me, quel lenzuolo comunque mi incute un certo timore, in senso biblico, e mi affascina.
    Arrivederci Luciano. Ciao.

  9. appurato che a me lo sfarzo liturgico e cerimoniale piace molto, faccio notare che l’articolo contiene moltissime imprecisioni: 1) non precisa che la cerimonia in questione è una occasione strardinaria e non rispecchia le abitudini di Canizares, che sono altre.
    2) con Papa Ratzinger non è tornata la sedia gestatoria mentre Paolo Vi la usava regolarmente (cfr. video dei funerali di Aldo Moro).
    I latini non riproducono lo sfarzo degli ortodossi: la loro liturgia è sfarzosa come quella degli ortodossi perchè hanno lo stesso concetto di cosa è la liturgia.
    Evvia, siate seri, denigrate almeno essendo precisi!

    1. A me, invece, lo sfarzo liturgico, inteso come esibizione di gemme, ori, e anche cappe magne, piace poco. Non è con l’esibizione di queste cose, credo, che si si è fedeli al vangelo.
      In quanto alle sviste, alle imprecisioni, è vero, si possono commettere, senza per altro offendere o denigrare una religione.
      Con questo articolo non ho inteso denigrare nessuno. Canizares è un buon vescovo, nessuno lo mette in dubbio, ma la sua esibizione, anche seppure in poche cerimonie, fa sorridere, è fuori del tempo.
      La liturgia secondo me è rito non esibizione. E’ canti e preghiere, non gemme preziose.
      Se così non è, vuol dire che non ho capito niente del rito liturgico, ma non credo che sia un gran male.
      Onorare Dio sempre, soprattutto con il rispetto, anche di se stessi oltre che degli altri, e con la preghiera, penso che questa sia la liturgia più sfarzosa che si possa fare e forse la più gradita.
      Ho scritto questo post, senza alcuna intenzione denigratoria, ma per sottolineare l’inopportunità, di fronte a tanta miseria e tanta povertà, di ricche esibizioni fuori del tempo.
      Ti ringrazio e ti sono grata per il commento.
      Scambiare opinioni, anche con chi non la pensa sempre con chi scrive, è spesso gratificante.
      Un saluto cordiale ed un arrivederci.

  10. Sono d’accordo su diverse precisazioni di Modesto
    Invece non parlerei di sfarzo (forse in questo, Modesto ha voluto essere un po’ provocatorio), ma di simbologia finalizzata a esprimere la mistagogia liturgica richiamando la bellezza trascendente che si esprime nei misteri liturgici. In merito al confronto cattolici-ortodossi mi pare si debba riconoscere una certa maggiore ricchezza da parte ortodossa, ma non so di una gara in tal senso tra le due confessioni cristiane. Sarebbe interessante almeno un breve escursus sulla ricchezza dei paramenti e del tempio veterotastamntari voluti da Dio stesso.
    Ma mi limito a un aneddoto. Negli anni ruggenti della contestazione 1970 e dintorni, il parroco della mia parrocchia fece restaurare gli addobbi di un altare del 1700 coperti di lamine d’argento e d’oro. Un ragazzo più che ventenne criticò il fatto, affermando che con quei soldi si poteva aiutare il terzo mondo. Io mi feci un piccolo calcolo: a partire da almeno trent’anni d’uso di quegli addobbi, senza bisogno di altri restauri (ma ne sono già passati di più), tenendo conto della sola popolazione adulta del paese, circa mille persone, risultava che il costo del restauro equivaleva a un pacchetto annuo di sigarette a testa. Tenendo conto che la nostra società si caratterizza per i consumi superflui, si capisce la speciosità della critica del pur bene intenzionato giovane.
    Non vorrei strumentalizzare il Vangelo, lì dove Cristo stigmatizza chi criticava lo spreco d’unguento prezioso usato su di Lui, affermando: “… i poveri li avete sempre con voi…”.
    E concludo con un breve appunto, diciamo, di equità sociale. Ognuno di noi, spesso e volentieri, fa bella la propria casa, si compra l’auto sempre più confortevole se non lussuosa, si fa vacanze non gratis e magari stressanti più che rilassanti e via dicendo a non finire; ma tutto questo è per se stessi o, al massimo, la propria famiglia. Ai poveri nulla o quasi.
    Ora, tutto ciò che è di godimento pubblico lo è anche per i poveri… Luciano

    1. Chiaramente non è possibile onorare Dio, con tenute sciatte o poco gradevoli. E’ ovvio.
      Ma ho l’impressione che l’esibizione, quella che io chiamo “esibizione” dell’oro, delle gemme, sia un orpello che si è aggiunto nel tempo, come “liturgia”.
      Modesto fa riferimento infatti alla liturgia, che a mio avviso, è rito, preghiera, canto, sacramenti, ecc. ma non esibizione.
      Per esempio, sai benissimo cosa succede quando ci sono le prime comunioni. A cominciare dalle mamme dei comunicandi, è tutta una esibizione, dall’abito bianco al pranzo e così via. Si finisce col dimenticare che cosa sia veramente la prima comunione.
      Le “cerimonie” così sfarzoze ed esibite, tipo medioevo, finiscono per far dimenticare colui che si sta venerando.
      Va bene portare onore a Dio, ma con cuore. Quando Giovanni nell’apocalisse descrive la città di Gerusalemme, la città di luce che scende dal cielo, dice che è senza tempio, addirittura, perchè è presente Dio.
      Non ci vogliono orpelli, ma purezza d’animo per onorare Dio.
      Forse sono fuori dal tempo, e non ho capito molto della devozione, ho sempre tanti dubbi, ma di fronte alla povertà vera, io mi inchinerei e farei un atto di umiltà.
      Grazie Luciano. Un saluto carissimo.

  11. Cara Speradisole,
    diciamo subito della confusione tra paramenti liturgici e i vestiti per le prime comunioni.
    Per quanto ne so, da molti anni si è optato per le tunichette dei neocomunicandi proprio per evitare che, sopratutto in ambito liturgico, si ripetessero scene da sfilate con grave obnubilamento rispetto all’essenziale, cioè l’Euaristia, Corpo di Cristo che si dona. Circa questo provvedimento ho sentito spesso i genitori lamentarsi… Poi i pranzi e quant’altro: nulla hanno a che fare con la liturgia. Ma certe prese di posizione si prestano a sospetti pauperistici. Il pauperismo non collima con sobrietà, ma nemmeno con la povertà, anzi, di questa, mi appare un po’ la scimmia che non rende la dignità del povero.
    Il pranzo, che può concretizzarsi in molte declinazioni diverse, non è cosa da sottovalutare se ne consideriamo alcuni aspetti di fondo. Basterebbe il significato antropologico: mangiare insieme per l’uomo è ben di più che semplice alimentarsi… Gesù stesso dice di quanto abbia desiderato quell’Ultima cena con i dodici; proprio in quell’Ultima cena, quindi non rinnegando, ma esaltandone anche il valore antropologico, Egli stesso si fa cibo per noi. Certo, soprattutto nell’odierno superficialismo, si corre il peggiore dei rischi, come tu affermi: finire per far dimenticare colui che si sta (qui meglio essere precisi)adorando (i santi e la Vrgine si venerano, Dio si adora).
    In merito all’oro, alle gemme, agli orpelli ti suggeisco Levitico, Esodo e non solo. Già nella risposta precedente ho tentato un approccio che richiederebbe uno svolgimento molto vasto.
    Concludo dicendo che non si dovrebbe banalizzare ciò che non si conosce, almeno quando si tratta di cose serie.
    Con stima. Luciano

    1. Ho parlato di “onorazione” proprio perchè ci si mette abiti speciali per “onorare” Dio, per rendergli onore. Per adorarlo lo si può fare anche col cuore, senza ornamenti ed in tutti i luoghi. Almeno questo è il mio pensiero.
      Il mio post vuole essere solo una sottolineatura, senza critiche che non so fare, di una stonatura della Chiesa oggi. Il ritorno delle cappe magne, fa venire in mente il medioevo, le crociate, tutte cose esteriori che hanno fatto il loro tempo. Riprenderle non significa riempirle di significato religioso, ma solo farne una esibizione esteriore, sia pure con le buone intenzioni di “adorare” Dio come si deve. Quanti papati sono passati da quei tempi, in cui la gente, spesso, doveva essere abbagliata dallo splendore per credere!
      Non pretendo di conoscere bene le “cose di fede”. Il dubbio è sempre presente in me, ma non ho neppure l’intenzione, attraverso questi modesti scritti, di banalizzare una cosa seria, come la fede.
      Ciao Luciano, ti avviso che aspetto altri doni da te. A presto.

  12. Marinella da Durban R.S.A. |Rispondi

    Caro Luciano, vivo in Sudafrica, il viaggio ti costerebbe una fortuna, oltretutto per un gioco strano fino a 3 anni fa vivevo a Pinerolo … comunque quando dico “a cavallo” significa fra il 1200 e il 1300, in ogni caso ho smesso di credere alle favole e alle storielle tanto tempo fa, per tradizione sono stata battezzata, comunicata e cresimata ma nell’eta’ della ragione il mio cervello (visto che ne possiedo uno) mi ha aiutato a scegliere senza dipendere da qualsiasi fede religiosa.
    Piuttosto se tu invece ti facessi un giro per l’Africa o i Paesi Latino americani capiresti quanto male ha fatto e sta facendo la Chiesa cattolica appoggiando i vari Governi, vedi il genocidio in Rwanda del 1994, o in Uganda contro gli omosessuali.
    Tu credi a chi vuoi e in chi vuoi ma non puoi pensare che una persona si possa convertire davanti ad un lenzuolo.
    Marinella

  13. p. françois de Sales |Rispondi

    CHe male c’è nella cappa magna?
    Non è l’abito che fa il santo, o sbaglio?
    Ci possono essere vescovi santi in cappa magna (penso al b. Ildenfoso Schuster, ad es.), e vescovi abietti in jeans…
    O siamo diventati superficiali?

  14. In effetti il mio post voleva attirare l’attenzione solo su una certa esteriorità che non dimostra la santità delle persone.
    Non c’è nulla di male nella cappa magna, è un modo, credo, di onorare Dio con magnificenza, ma riprendere rituali e vesti del medioevo, è un ritorno ad antiche nostalgie di quando la Chiesa era tutto in Italia. Era potere, era ubbidienza, era ricchezza, era anche guerra.
    Più che riprendere queste forme di esteriorità, la Chiesa dovrebbe rendersi più credibile ed attenersi maggiormente a quanto va predicando.
    Grazie del commento, p.francois de sales (Francesco di Sales, magnifico santo). Non so se la p. davanti al nome sta per padre (nel senso di frate).
    Nel caso lo fosse la pregherei di dare una risposta ad un mio post, intitolato, domanda per un prete. Sono curiosa di conoscere la risposta di uno che se ne intende.
    Grazie. Arrivederci.

  15. Cara Marinella, scusa del lungo lasso di tempo prima di poterti ricontattare con piacere. Mi pare che la tua focosità ti renda un poco difficile entrare nel pensiero dell’interlocutore.
    Per non farti perdere tempo copio e incollo la parte della tua risposta cui intendo rispondere:
    “Tu credi a chi vuoi e in chi vuoi ma non puoi pensare che una persona si possa convertire davanti ad un lenzuolo.”. Mai siamo stati così d’accordo e per convincerti, se vuoi, ti copio e incollo una frase del mio primo messaggio sulla Sindone:
    “Interroga la scienza, non l’ideologia della scienza, la quale non ti dirà che in quel lenzuolo è stato avvolto il Figlio di Dio, ma un
    uomo che ha subito il trattamento di quel Gesù di cui parlano i vangeli, ti dirà che non è un dipinto e che fino ad oggi non c’è una spiegazione scientifica di come si sia prodotta quell’immagine.”. Senza entrare nel merito delle infinite vie di Dio per raggiungere l’uomo, io stesso, proprio come credente guarderei con un certo disappunto e sospetto se vedessi usare una qualsiasi reliquia in sostituzione, bada bene cosa dico, in sostituzione del Vangelo e di chi ne è testimone fedele. Del resto la Sindono non è mai stata posta come dogma di fede. Nessuno andrà all’inferno per non aver creduto nella Sindone.
    Per tutto il resto, cara Marinella, dovremmo conoscerci meglio per apprezzarci di più e magari scoprire quanto non siamo poi così lontani.
    Per la tua Africa ti “invidio”. AUGURI!
    Ciao Marinelle.
    luciano

    1. Ciao Luciano, Marinella ti risponderà tra un po’ di tempo. Per ora è impossibilitata a rispondere. Appena potrà, non mancherà,
      Ciao Luciano, buona domenica.

  16. Piccola precisazione: fu Giovanni Paolo I (Albino Luciani) a rifiutare, per la prima volta, la sedia gestatoria e il triregno, durante la cerimonia di insediamento detta “intronazione”. Volle che il punto focale della cerimonia non fosse l’imposizione del triregno ma la consegna del pallio, la stola di lana che simboleggia il buon pastore. Nel suo stemma era scritta la parola “Humilitas”. Tutte cose che adesso, con Ratzinger papa, ci sembrano lontanissime…

    1. Grazie della precisazione David. L’umiltà di quel papa è rimasta famosa. Bravo, semplice e vero padre, pastore, catechista per eccellenza, ha lasciato tutti stupiti.
      Se fosse vissuto di più, forse la Chiesa oggi sarebbe diversa, sicuramente meno sfarzosa.
      Il post sulla cappa magna, volava proprio sottolinerare l’aspetto esteriore dato da questo papa, amante dello sfarzo.
      Lo si vede nelle sue scarpette rosse di Prada, nelle gemme di cui si veste.
      Non è una critica, ma solo una constatazione.
      Ciao David, un saluto.

  17. voglio solo precisare questo,indipendentemente dagli atteggiamenti del rappresentante del culto divino: Paolo VI,anche se non l’amava,è andato quasi sempre in sedia gestatoria perchè comoda per poter essere visto dai fedeli….Paolo VI è stato incoronato col triregno nel 1963,dopo lo cedette e il ricavato fu in beneficenza,e poi fece capire che l’uso del triregno doveva essere abbandonato….non capisco come si faccia a scrivere inesattezze così grosse che ciascuno può verificare….. il primo papa a non aver usato più la sedia gestatoria nemmeno una volta,fu Giovanni Paolo II che però fece preparare dei palchetti mobili per essere visto da tutti e che usò nei primi anni sopratutto nella grande aula delle udienze…ho scritto queste note solo per la precisione storica.

    1. Antonio, con umiltà accettiamo tutte le precisazioni che ci vengono da lettori attenti.
      Abbiamo solo voluto sottolineare un aspetto del culto divino e che, secondo il nostro pensiero, oltre che di grande coreografia, deve essere pieno di “santità” interna.
      Ci auguriamo che lo sfarzo esterno per adorare Dio, corrisponda anche ad altrettanta ricchezza spirituale.
      Ciao Antonio, benvenuto e se vuoi, arrivederci.

  18. Paolo VI fu eletto papa nel 1963 e fu incoronato e salì sulla sedia gestatoria. Il suo successore, Giovanni Paolo I quando fu eletto nel 1978 non volle essere incoronato anche se nei pochi giorni di pontificato utilizzò la sedia gestatoria. Giovanni Paolo II e l’attuale pontefice non sono stati incoronati ne hanno utilizzato la sedia. Quanto a certa modestia è più che lodevole che sia stata utilizzata.

    1. Grazie Andrea per le precisazioni. Mi fa piacere sapere che man mano che il tempo passa, anche i papi si modernizzano un po’. Non usano più le sedie gestatorie e non si fanno più incoronare, anche se convengo che un palco o qualcosa di alto è necessario che sia usato per poter farsi vedere da tutti.
      Ciao Andrea, un abbraccio.

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