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SARÒ UNA BEFANA

SARÒ UNA BEFANA

Quando sarò vecchia mi vestirò di viola
con un cappello che non va, e che non mi sta bene.
e spenderò la mia pensione in brandy e in guanti estivi
e in sandali di raso, e dirò che non abbiamo i soldi per il burro.

Quando sarò stanca mi siederò sul marciapiede
e inghiottirò i pasticcini che si trovano nei negozi e suonerò i campanelli
e farò tintinnare le inferriate con il mio bastone
e mi compenserò così della mia gioventù troppo sobria.

Uscirò sotto la pioggia mentre porto le pantofole
e coglierò i fiori nei giardini degli altri
e imparerò a sputare.

Si possono portare camicie orribili e diventare più grassi
si possono mangiare un chilo e mezzo di salsicce in un colpo
o solo pane e sottaceti per una settimana
e si possono accumulare penne e matite
e sottobicchieri da birra e cianfrusaglie varie nelle scatole.

Ma ora dobbiamo avere i vestiti che tengono asciutti
e dobbiamo pagare l’affitto e non imprecare per strada
e dobbiamo dare il buon esempio ai bambini.
Dobbiamo invitare gli amici a cena e leggere i giornali.

Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così la gente che mi conosce non sia troppo scioccata e sorpresa
quando improvvisamente sarò vecchia e comincerò a vestirmi di viola.

Jenny Joseph

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BERLUSCONI COMUNISTA

BERLUSCONI COMUNISTA

Certe volte capita di dire una cosa tipo: “Darei dieci anni di vita pur di…”.

Io, sinceramente, non lo dico, perché, non si sa mai, potrebbe anche portare sfortuna, però mi è successo di pensarlo spesso. Non so se porta sfortuna lo stesso se lo si pensa e basta, ma comunque mi succede.

Che poi, quando qualcuno lo dice, c’è sempre qualcun altro che gli fa tutta la tiritera sulla vita che è bella e che per niente al mondo la si deve barattare e tutta quella roba lì. Fondamentalmente, sono anche d’accordo su sta cosa, diciamo.

Tuttavia.

Tuttavia non è proprio tecnicamente possibile fare una cosa del genere.

Voglio dire, non esiste un ufficio o qualcosa di simile, in cui tu vai lì e dici: “Salve. Volevo sapere se era possibile barattare dieci anni della mia vita con un una bella vincita a qualche gioco lecito, tipo Superenalotto”. E quello nell’ufficio risponde: “Un attimo che controllo, eh, abbia pazienza solo due minuti”. Controlla sul computer, poi ti si rivolge e dice: “No, mi spiace, il baratto è stato fatto giusto ieri, con un tale di Macerata. Se vuole è rimasto “dieci anni della sua vita per vedere Berlusconi che si presenta  al tg4 dicendo che si è iscritto al  partito comunista d’italia. Mi dica lei”. Allora tu ci pensi e dici: “Uhm, no, grazie. Casomai ripasso.” E te ne vai. Poi magari, mentre sei per strada, ci ripensi: “Uhm, certo che una soddisfazione del genere, ma no, dai, che ci sarà di così diverso rispetto a sempre? E’ spesso accaduto, no? Che qualcuno cambiasse idea. Ma chi se ne frega di Berlusconi comunista (però mica male), dai, che poi magari, gli prende pure lo sghiribizzo di cantare. No no, mi tengo i miei dieci anni di vita”.

Il problema però, è che nessuno sa quando intraprenderemo il nostro viaggio verso la materia oscura.

Perché se uno lo sapesse, oltre a passare una vita d’inferno, potrebbe anche decidere in tal senso. Tipo che se uno sa che muore a 102 anni, un pensierino ce lo potrebbe pure fare, ti pare? Che tanto, voglio dire,102 o 92, sai che mi frega. E allora magari, quando è per strada pensa: “che ci sto a fare qua fino a 102 anni? Sai che palle!. Io quasi quasi, una bella notte con George Clooney, forse chissà, potrei anche starci”.

E torni indietro. Rientri e ti viene detto che purtroppo, la richiesta è già stata fatta via mail da una tale americana del Wisconsin.

Allora esci di nuovo e ti domandi come sia possibile che tu non riesca mai a cogliere l’attimo giusto. Poi però, quasi per consolarti, ti dici: “ma si, in fondo dieci anni di vita mica son pochi”.

Poi passa il tempo, ti ritrovi a 92 anni e pensi: “quando si è giovani si fanno un mucchio di cavolate” e finisci di mangiare il semolino e vai a letto.

ROTTAMAZIONI IN VISTA: I VECCHI, I PENSIONATI, GLI AMMALATI

ROTTAMAZIONI IN VISTA: I VECCHI, I PENSIONATI, GLI AMMALATI 

Una delle ultime affermazioni “barzelletta” di Berlusconi: “Non si possono rovinare lavori così perfetti ed efficienti per il nostro paese per un 1% di irregolarità”.

L’efficienza e la perfezione:

A Milano spicca la bocciatura della Biblioteca europea di cultura e informatica; a Torino quella della Biblioteca e centro culturale; a Verona (Polo culturale ex Ansaldo); a Reggio Calabria (Città dell’Arta); a Locri (Cittadella scolastica di Mario Botta) o Siena (Nuovo Stadio) e in decine di altre città grandi e piccole. «È lo scandaloso risultato di politiche urbanistiche politicamente approssimative», accusa Carlo Olmo, direttore del “Giornale dell’Architettura”, il quale lamenta che «simili scempi sono solo italiani. Se in Germania va regolarmente in porto oltre il 90 per cento dei progetti pubblici approvati, un motivo ci sarà».

Si può innanzitutto guardare alla perfezione ed all’efficienza dei lavori, quelli più recenti e quindi più vicini alla memoria (tralascio quelli che sono fermi da anni ed anni, ai quali comunque un “efficiente” governo del fare, avrebbe potuto mettere mano).

Altre “cosette” non proprio efficienti saltano agli occhi, basta guardarle:

  • Gli assurdi lavori alla Maddalena, già in stato di abbandono per l’incuria del premier e di Cappellacci e per la scelta scellerata di trasferire il G8 all’Aquila. Spesa 347 milioni di euro.
  • Le piscine abusive dei mondiali di nuoto a Roma. Intanto Malagò la piscina se l’è fatta, lui una vasca in più l’ha ottenuta. Spesa 550 milioni di euro.
  • I misteri dei lavori al centrale del tennis. Chi ha cercato a Roma, passando dalle parti del foro, non ha trovato i cartelli obbligatori con i nomi degli imprenditori e dei progettisti, non li hanno proprio messi.
  • I rifiuti di Napoli nascosti sotto il tappeto, una bolla che prima o poi scoppia. I rifiuti industriali continuano ad avvelenare i terreni, le falde acquifere, i prodotti agricoli; quelli solidi urbani, purtroppo contengono liquami che attirano ogni sorta di bestie, ma se si volesse, ci sarebbe un mare di materiale riciclabile, da recuperare.
  • Le casette aquilane fornite dalla Provincia di Trento. Meno male che ci ha pensato i Trentini, quelli sì che sanno fare e bene, altrimenti neppure quelle ci sarebbero state.
  • La cementificazione delle aree verdi all’Aquila e l’abbandono del centro storico. Sgombrare i rottami del centro storico e ricostruire è troppo faticoso, più costoso, meno remunerativo, sicuramente più difficile.
  • All’Aquila ci sono ancora 10.000 persone negli alberghi.
  • Numerose sono le carceri incompiute.  13 sono solo abbozzate in Puglia e in Basilicata. Le carceri aperte, intanto, sono stracolme e sono ai livelli di invivibilità, in piena violazione delle direttive europee.
  • A Bergamo c’è un carcere perfettamente finito costato 90 milioni di euro, mai aperto perché manca la strada.
  • A Ferrara, a Rieti, a Villalba (Caltanisetta) hanno aperto carceri e poi subito chiuse dopo 3 anni. I motivi non si conoscono.
  • A Genova Pontedecimo, la struttura penitanziaria doveva diventare un centro clinico modello per il ricovero di pazienti detenuti portatori di handicap. E’ ancora lì,  lavori iniziati nel 2002. Sono finiti i fondi, la ditta è fallita.

L’impressione è che a Berlusconi interessi solo propagandare il suo “fare”, dare appalti, iniziare le opere e poi abbandonarle senza fondi, dopo aver gratificato abbondantemente sé stesso, i suoi parenti ed i suoi amici con corredo di parenti.

Sarà così anche per il decantato ponte di Messina e le centrali nucleari. Annunci e propaganda: il fare berlusconiano.

LA NOTA DI UN ARCHITETTO:

ROMA — «È una vergogna istituzionalizzata, una tristezza legalizzata, un male tutto italiano». Mario Botta, architetto di fama mondiale, è una delle firme più illustri che, pur avendo vinto un concorso pubblico in Italia, hanno subito l’accantonamento del loro progetto. «Temo però, — confessa il maestro — di non essere il solo e che questo andazzo non avrà mai fine». Come mai, architetto Botta, in Italia succedono anche queste cose? «Le cause sono tante. Cambiamenti politici, scelte sbagliate, ripensamenti improvvisi da parte dei committenti pubblici. Ma, spesso, è la voglia di usare l’architetto per fare réclame politica in prossimità di scadenze elettorali». Anche lei è stato vittima di questo malcostume? «Purtroppo sì. Nel 2004 a Locri vinsi il concorso per la Cittadella Scolastica che poi non è stata più costruita per contrasti mai chiariti. Ma anche a Bergamo, dove vinsi il concorso per la nuova sede della Provincia, che fu poi accantonata perché cambiò la giunta dopo le elezioni. Un vero e proprio oltraggio ai progettisti con spreco di risorse pubbliche»..

***

Quindi, dall’efficienza passiamo ai costi. I numeri rendono più trasparenti le cose.

Quanto sono costate le case, quelle consegnate, in Abruzzo? Dai 2300 ai 2500 euro al mq. Col terreno gratis e senza nessun onere comunale. A Parma, per esempio, chi vuole comprare una casa nuova, in muratura, paga oneri e terreno, ma complessivamente spende 2100 euro al mq.

Quanto costa realizzare un Km di alta velocità? Fra appalti, sub appalti e subbappaltini, modello mafioso italiano, costa 4 volte il costo dell’alta velocità in Francia.

Quanto costa realizzare un Km di autostrada? 6volte il costo di un’autostrada tedesca.

Quanto spende un Comune per un bambino all’asilo? In certo Comuni anche 20 volte di più, da uno privato.

Quanto guadagna un presidente di Regione? 4 volte il presidente spagnolo ed il doppio di quello tedesco.

Quanto guadagna un semplice  presidente di una società per azioni con capitale misto, pubblico e privato, ma praticamente solo pubblico? Alcuni anche oltre 300.000 euro l’anno.

Quanto percepisce un pensionato medio? Dai 400 ai 1000 euro al mese.

Quanta evasione esiste in Italia? Secondo la OCSE l’evasione è stimata in 200 miliardi di euro all’anno.

 Un esempio per tutti, Callisto Tanzi ha commesso una bancarotta di 40 miliardi.  Il risultato è che 35000 risparmiatori sono stati fregati a suo vantaggio. Per Berlusconi è solo un “Birbantello”.

***

Il rimendio suggerito dal papi

Per rimediare a tutto questo “costoso ed inefficiente lavorio” si pensa adesso di abbassare le pensioni e di ridurre drasticamente le spese per la sanità. Sostanzialmente gli italiani vecchi, improduttivi e per di più ammalati, saranno rottamati.

Proprio così: il “SISTEMA ITALIA” secondo il papi:

RICCHEZZA PRIVATA, MISERIA PUBBLICA

 

DOPO LO SCAMPATO PERICOLO: LA STRIZZATINA CI VUOLE

DOPO LO SCAMPATO PERICOLO

EMBE’

LA STRIZZATINA CI VUOLE

 MENO MALE CHE QUESTE SONO RIMASTE

(L’immagine è tratta dal blog di Enzo Costa “Il Lanternino”)

VIETATO INVECCHIARE

POCHE SEMPLICI PAROLE, MA DI CUORE

beautyL’altra sera ho seguito alla tv lo sceneggiato “Don Matteo” la nuova serie. Faceva parte del cast l’attrice Sidney Rome. La ricordavo con un volto bellissimo, straordinario, l’ho ritrovata col viso stravolto, non più suo, un viso che non era, secondo me, quello normale di una donna invecchiata naturalmente, ma un viso segnato da lifting, per impedire alla vecchiaia di farsi vedere.

Forse è la paura di invecchiare che non ci fa accettare neppure una ruga? E’ rimasta famosa la frase di Anna Magnani, quando sedeva davanti allo specchio, ed il truccatore le “preparava” il viso per una scena cinematografica: “mi raccomando non togliermi neppure una ruga, c’ho impiegato una vita per farmele venire”.

E oggi, la donna come  invecchia, in una società cullata dal mito dell’eterna giovinezza? Tra i tanti diritti messi in discussione in questi anni non staremo, per caso, perdendo il diritto di invecchiare?

In questa età della chirurgia plastica, delle creme anti-età e del lifting di massa, è possibile, per una donna vedere accrescere con i propri anni anche il rispetto per la sua esperienza, la serenità e l’orgoglio per quel che ha saputo realizzare, con la stessa autorevolezza riconosciuta agli uomini?

In una società come l’attuale, dove il vecchio è accettato solo se fa finta di essere giovane, sulle donne rischia di abbattersi come un macigno l’ennesimo tabù: vietato invecchiare!