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OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA ITALIANO


OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA ITALIANO

Un’indagine effettuata in Italia dalla Coldiretti (la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana,) dalla Symbola ( fondazione per le qualità italiane) e la Unaprol (il più grande Consorzio olivicolo Italiano, fondato da Coldiretti e Confagricoltura), porta l’allarme in tavola: il 40% delle bottiglie di olio d’oliva extravergine in vendita, contiene muffe.

L’olio d’oliva extravergine è il simbolo della cucina italiana e di ogni regime alimentare salutista, l’unico condimento ammesso anche dalle diete più ferree.  Eppure in quasi la metà delle bottiglie di olio d’oliva extravergine si nascondono anche delle muffe potenzialmente dannose per la salute.

 Le tre associazioni hanno messo sotto la lente d’ingrandimento questo importante prodotto alimentare proprio per tutelare nome e sostanza in Italia e nel mondo.  L’analisi ha escluso i prodotti Dop e quelli ottenuti al 100% da olive italiane, ed ha preso in considerazioni grandi marche di ampia diffusione, con prodotti venduti  a prezzi particolarmente economici.

Oltre alla scarsa qualità, emerge anche il problema della tracciabilità del prodotto, visto che in quattro bottiglie su cinque di olio venduto in Italia, è praticamente impossibile leggere la provenienza delle olive impiegate , nonostante sia obbligatorio indicarla, per legge in etichetta, dal primo luglio 2009.

Una situazione questa che le tre associazioni intendono contrastare  anche con il progetto “GeniusOlei”, che ha l’obiettivo di promuovere nel mercato una profonda conoscenza dell’olio, delle sue caratteristiche qualificanti , insieme ad un azione di promozione delle eccellenze nel settore.

Intanto per non continuare a cadere nelle trappole che il mercato apparecchia sulle nostre tavole, il consiglio che le tre associazioni forniscono al consumatore italiano è quello di guardare con diffidenza ai prezzi eccessivamente bassi che non coprono neppure il costo delle olive: una confezione di un litro di un buon olio extravergine di oliva , prodotto al 100% con olive italiane, non potrebbe costare meno di 6 euro, mediamente, sullo scaffale di un supermercato.

Qui è spiegato anche meglio:http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/21/il-costo-dell%e2%80%99olio-almeno-6-euro-a-bottiglia/158781/

e anche qui http://www.ilfattoalimentare.it/anche-unaprol-evidenzia-il-problema-dellolio-deodorato-trasformato-in-extra-vergine.html

Ulivo del Salento

Un paesaggio stupendo. Un milione di ettari occupati da 225 milioni di ulivi. Un’immagine di grande impatto a pensarci e, se a questo, si aggiunge la cultura millenaria e la straordinaria varietà di cultivar (oltre 600) capaci di regalare oli extravergini assai diversi tra di loro  (sentore di pomodoro, basilico, carciofo, frutta secca…), abbiamo un vero patrimonio gustolfattivo che nessun altro Paese può nemmeno lontanamente pensare di avvicinare.

La produzione si attesta intorno alle 500mila tonnellate annue, con oltre 1 milione di addetti nella filiera olivicola.

L’extravergine italiano è da sempre considerato il migliore del mondo. La Flos Olei (la guida mondiale dell’Extravergine di qualità, www.flosolei.com), premierà lunedì 28 novembre, a Roma Palazzo Rospigliosi, un’azienda umbra come miglior frantoio del mondo e mette al primo posto, come miglior extravergine dell’anno, un’etichetta siciliana.

Ecco allora alcune piccole regole da seguire nell’acquisto e nel consumo  dell’olio extravergine:

prediligere quelli con certificato Dop o Igp (le Dop sono 39, le Igp 1),

diffidare dei prodotti troppo “convenienti” (un buon extravergine non può costare 3 euro) e in formati non troppo grandi (per evitare ossidazioni) .

Chiediamoci perché siamo disposti a spendere 20 euro per una bottiglia di vino che verrà consumata in mezz’ora  e ci blocchiamo di fronte ad un ottimo olio extravergine italiano perchè costa 10 euro. L’olio durerà almeno una settimana e ne guadagnerà il sapore dei nostri cibi e la nostra salute.

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