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IL NULLISMO


IL NULLISMO

C’è una piaga che è peggiore di altre: quella del “nullismo” raccontato bene, dove risiede la suggestione antica e del mantra unitario.

Lo strumento per muovere le corde del sentimentalismo politico che rifiuta il nuovo, contorcendosi sul passato, quale unica “verità” plausibile, ma senza un’argomentazione che davvero faccia riflettere.

Il “nullismo” è tipico di chi si sostanzia di nulla.

Col favore di interlocutori affabulati dall’esercizio retorico che spesso è il rifugio in mancanza d’altro, attestandosi sulle corde medio basse di un’umana natura sempre uguale per abitudine.

I “nullisti” generalmente hanno un’opinione su tutto.

Utile ad emergere nel mare magnum delle ignoranze procurate, necessarie a chi ritiene che non si debba mai comprendere.

Nel vecchio adagio del “tu non puoi capire” dove tutto è veicolato come altezza assoluta e dunque fuori dalla portata delle quotidiane semplicità. Anche se poi tutto è più chiaro di come si narra, portando allo scoperto l’effettiva inconsistenza di ogni riferimento.

Uscire dal giogo della sudditanza culturale è l’aspetto essenziale di questa traversata.

Rivendicando il diritto ad un’individualità protagonista di sé e del proprio tempo, da non confondere con l’esasperazione individualista che sottrae dignità al concetto di insieme.

Scandito dalle molteplici sfumature di cui ognuno è portatore, da sostenere attraverso un percorso che offra gli strumenti per una crescita autonoma. Ciascuno nella disponibilità di fruirne come può e come sa, ma senza alterare l’impianto complessivo di una visione.

I “nullisti” inorridiranno per questa lesa maestà.

Certi di essere gli unici titolari di conoscenza politica su un intercalare stile “la verità è questa”, anche se le verità sono sempre tante, soprattutto se ci sono la voglia ed il coraggio di affrontarle con la laicità di un approccio che prima di tutto deve rinunciare ai riti di un’appartenenza immutabile.

Per questo è semplicemente inutile, anche quando viene spacciata come “nuova” frontiera ma dalle fondamenta fragili perché vecchie e mai risanate.

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