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DI CURRICULUM IN CURRICULUM


DI CURRICULUM IN CURRICULUM

Pare che Parma segni i primi passi, per quanto riguarda la formazione della giunta comunale, esaminando scrupolosamente i curriculum che sono arrivati.

Auguriamo al neosindaco di pescare bene, di non prendere cantonate e, in particolare, di poter scegliere in piena libertà.

Ma, a volte, anche la scelta per….curriculum può nascondere insidie.

Per esempio Veltroni esaminò il curriculum di Calearo, sicuramente, dava fiducia era un imprenditore, che vuoi di più? Eppure Carlearo c’ha preso poi tutti noi per il cu…

Rutelli prese Lusi per il suo curriculum, certamente, un faccione così dava sicurezza, tanta sicurezza che gli ha dato un centinaio di milioni di euro in mano senza chiedergliene conto. Chissà se Rutelli adesso mangia ancora pane e cicoria. Forse no, tutti quei soldi di rimborsi elettorali gli avranno tolto l’amaro dalla bocca. Ora è un leader di qualcosa, prima un semplice gregario. Fa la sua differenza.

Di Pietro scelse De Gregorio per il suo curriculum, immaginiamo di sì, vista l’attenzione che l’onorevole Di Pietro pone sulle persone giuste da scegliere, da mandare in Parlamento. La Fondazione Italiani all’estero faceva curriculum, eppure De Gregorio non era molto stabile. Forse il curriculum era incompleto, o l’onorevole Di Pietro non aveva gli occhiali quando lo leggeva, visto che De Gregorio dopo essere stato socialista e direttore de l’Avanti, si iscrive a Forza Italia, poi per un po’ sta nella DC di Rotondi.

Fatto sta che col suo curriculum riesce ad intortare Di Pietro che lo fa eleggere senatore. Il resto della favola è noto, il compratore di onorevoli, l’arcoriano dal pensiero fisso, si fa avanti e trova gioco facile nell’instabile equilibrio politico di De Gregorio.

La storia si ripete con Scilipoti, il cui curriculum, agopunturista, era un elemento rassicurante, per Di Pietro, tanto che gli garantisce un remunerato e prestigioso posto in Parlamento.

Un consiglio, va bene il curriculum, per carità, ma bisogna guardare bene chi c’è dietro effettivamente.

IL GIOCATTOLO CON LA BANDANA


IL GIOCATTOLO CON LA BANDANA

I giornali di famiglia dicono, adesso, che Berlusconi ha capito di essersi contornato di personaggi troppo servili, con la vocazione al lecchismo,  magari dotati di culo e tette, ma di poco cervello.

Troppo tardi.  Doveva pensarci prima.  Sono convinta, che la scelta di contornarsi di mezze figure sia stata   ponderata e voluta. Lo fanno tutti coloro che vogliono emergere, per timore di essere surclassati dai propri collaboratori.

La stampa di casa sostiene, inoltre,  che Berlusconi è intelligente e saprà comunque rimediare in un prossimo fururo, anche a questo “errore”. Deve buttare via tutta questa zavorra di personaggi troppo devoti. Cosa che sarà impossibile da attuare perchè anche se si cambia qualche faccia, ne arriveranno altre con le stesse predisposizioni al servilismo. E’ una codizione naturale che deriva dal fatto che quel parttito, finché resta Berlusconi, sarà sempre un partito con un padrone cui si deve obbedienza e ossequio.

Chi si contorna di mezze figure, comunque, non è intelligente, ma fragile e infantile, perchè dimostra tutta la sua pochezza d’animo, il desiderio di essere sempre il capoclassse, il primo, di essere sempre al centro dell’attenzione e di essere il migliore di tutti. «Io comando un governo che è il migliore degli ultimi 150 anni»  sono le frasi che denotano il  “grado” di intelligenza e che danno l’idea della incapacità di conoscenza della realtà, mentre sta vivendo una realtà fasulla, presente solo nella propria testa. Infantilismo.

«Ci sono i ristoranti pieni, si fa fatica a prenotare un posto in aereo, quindi non vedo il benché minimo segno di crisi» affermazioni  dell’ex presidente del consiglio, che fanno pensare chiaramente ad una realtà personale, estranea al paese.

E non credo che le cose nella sua testa siano cambiate. La voglia di essere sempre il primo c’è ancora ed è grandissima, forse anche più di prima. Tacita Alfanino, va lui a parlare con Monti, è lui che stabilisce l’ordine delle cose nel partito anche se ne è solo il presidente, è lui che avanza le idee straordinarie che dovrebbero rilanciare il Pdl. Per esempio la Repubblica Presidenziale alla francese.

Ma chi sono queste persone vedove del Papi? Queste zavorre incombranti da cacciare? E’ ovvio quelli che lo rimpiangono aspettando che risorga.  Quelli che con il loro servilismo hanno contribuito anche a sminuire Berlusconi stesso.

Gli Scilipoti, le veline e le ministre per scherzo cui l’Unto del Signore ha dado immeritata ma lucrosa celebrità. Le Santanchè e i La Russa, personaggi politici bruciati  dalla loro rabbiosa inconsistenza  cui egli ha dato la possibilità di entrare  nel gioco o nel giro dei VIP.

I Giovanardi  e i Rotondi, rottami vaganti senza direzione  fra le onde di un mare torbido  dopo l’implosione della Balena Bianca.

I Belpietro e i Sallusti, quelli che adesso denunciano il comportamento di Berlusconi inopportuno nelle scelte dei personaggi, convinti del fatto che la brutalità del pensiero e della scrittura sia prova di intelligenza  robusta e creativa. 

E i Ferrara,  e i Cicchitto  e i Sacconi, convinti, come l’ultimo giapponese nell’isola sperduta del Pacifico, di dover ancora combattere i Komunisti dei loro incubi politici.  Personaggi che hanno vagato, come mine senza miccia, da un partito all’altro in cerca, appunto, di chi, in quel momento, era sulla cresta dell’onda.

Tutti insieme in attesa del suo ritorno, magari come Presidente della Repubblica, con la nostalgia dolorosa dei vedovi  e delle vedove. Animati da una rabbia implacabile contro quelli che hanno tolto loro il giocattolo di mano. Il giocattolo con la bandana.

RESTO E COMBATTO


RESTO E COMBATTO

Berlusconi: “Resto e combatto”

Chissà chi vuole” imitare”!

Per il momento fa breccia nei Radicali

“Anvedi o’ Pannella che te combina?  Je va de fa er “responsabile”

Un inedito duo: Pannella e Scilipoti, regge il miliardario.

Più il semilibero Papa.

SCILIPOTEGGIARE


SCILIPOTEGGIARE

Quando ha saputo che alla Camera il governo è stato battuto per un voto, sull’assestamento di bilancio, Scilipoti ha detto “Se avessi saputo che era importante, non sarei mancato, ma una telefonatina me la potevano fare”.

Da qui si capisce quanto se ne intenda il responsabile Scilipoti di leggi in genere.  Sta seduto sullo scranno della Camera  a scilipoteggiare.

La Mussolini quando ha saputo che Scilipoti non ha votato, si è infuriata come una belva ed ha esclamato:”Lo prendo a calci nel sedere, deve resituire tutto quello che ha avuto”. Confermando così l’avvenuta compravendita del responsabile in questione.

Poveraccio, il Scilipoti, che fatica fare il “responsabile”  (con la erre minuscola), lui che il 14 dicembre 2010 si è “immolato”  (parole sue),  per salvare  il governo Berlusconi.

Che ingrati, per una volta che uno è assente lo vogliono prendere a calci nel sedere e  togliergli quello che ha meritatamente ottenuto per la sua immolazione sull’altare dell’arcoriano.

Ma in cuor suo Scilipoti, scilipoteggia, gode come una puzzola: una tal pubblicità mai se la sarebbe sognata!

QUANDO IL CANE UBBIDISCE LO SI ACCAREZZA


QUANDO IL CANE UBBIDISCE LO SI ACCAREZZA

Dal blog “Piovono rane” di Alessandro Gilioli qui

 

 I MAL DI PANCIA DEI LEGAIOLI

 «Oggi la Lega è morta! Mi vergogno di quello che state facendo con il mio voto. Il ministro Maroni era l’unica speranza, ora è finita. E tutto solo per salvare Berlusconi. Vergognatevi: noi lo stiamo già facendo!».

Uno sfogo e insieme una protesta, contro la decisione della Lega di salvare dall’arresto il deputato del Pdl Marco Milanese. La linea dettata da Umberto Bossi non va giù ai militanti che scrivono sul forum non ufficiale dei Giovani padani. E lo dicono chiaro e tondo, che questa volta il Carroccio ha sbagliato.

Luca Malacarne, sulla pagina Facebook di Roberto Castelli, scrive: «Spero che la lega non venga danneggiata troppo dalla vicenda Milanese». Ed è decisamente il più moderato. Giovanni Palmieri, all’annuncio del dirigente leghista della sua partecipazione a Porta a Porta chiede: «Parlerete di Cogne, Meredith o Milanese? Ce l’avrete anche duro, ma ogni volta che si chiede di arrestare un “collega” s’ammoscia…patetici, purtroppo».

Paolo Patierno scrive sulla bacheca di Radio Padania Libera: «Non voglio metterti in difficoltà credimi, quindi non ti chiedo di rispondermi. Sei contento che Milanese sia stato salvato da un provvedimento che riguardando te o me nessuno avrebbe impedito? E’ questo tipo di “giustizia” che muove chi aderisce al movimento padano?». E Giuliana Giai aggiunge: «Con la scelta di oggi alla Camera vi siete giocati definitivamente il mio voto. Potete cancellare, bannare, fare tutto ciò che volete, ma resta la realtà dei fatti: non siete meglio di chi avete salvato. Consegnate il Paese alla rovina economica, etica e politica». 

I più se la prendono con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che a luglio aveva spinto per il sì all’arresto di Alfonso Papa. «Maroni di nome, ma non di fatto», è la battuta pungente sfoderata da qualcuno. Mentre qualcun altro dà del «buffone» al leader padano, Bossi.

Il Pd coglie in un’immagine  la contraddizione della Lega. Uno spadone «ammosciato», quello di Alberto Da Giussano, cjhe campeggia su sfondo verde, sotto la scritta: «La Lega salva la cricca». I democratici dichiarano di voler «tappezzare tutto il Nord».

GUARDA IL MANIFESTO DEL PD

La domanda posta dalmanifesto, «Ma dov’è finita la Lega di una volta?», corre di bocca in bocca anche tra gli elettori leghisti. «Continuino così e si troveranno con le monetine in fronte», scrive un altro militante, che come gli altri si firma con nickname di fantasia. E ancora: «Il teatrino di Venezia – affermano – è servito solo per illudere il popolo padano, per tenerlo a bada in vista di decisioni impopolari». «Io non mi rispecchio più nel coprire delinquenti e affaristi – dichiara qualcuno – A Pontida ci andrò, ma per buttare le uova, la Giuliana Giai Con la scelta di oggi alla Camera vi siete giocati definitivamente il mio voto. Potete cancellare, bannare, fare tutto ciò che volete, ma resta la realtà dei fatti: non siete meglio di chi avete salvato. Consegnate il Paese alla rovina economica, etica e politica.prossima volta. Viva la Lega…ma quella pura e dura, non corrotta e supina!».

C’è infine chi, definitivo, annuncia: «Dopo questo scandaloso salvataggio di un delinquente, saluto ufficialmente la Lega Nord. Stop, la misura è colma. Cambio partito».www.unita.it

PER FAVORE LASCIATEMI MORIRE IN PACE


PER FAVORE LASCIATEMI MORIRE IN PACE

E’ripreso alla Camera il dibattito sul testamento biologico. Una legge importantissima che interessa tutti noi, viene discussa in piena estate e, a quanto pare, nel silenzio assoluto dell’informazione. Una legge crudele, che fa del male al cittadini, rischia di essere approvata dai Scilipoti decerebrati e dai cortigiani che credono a tutto.

“Meglio, cento volte meglio, nessuna legge, che questa pessima legge”.

La Camera, a maggioranza, ha già respinto le pregiudiziali di costituzionalità e la richiesta di sospensione su un testo che nega i principi di base di una Dichiarazione anticipata di fine vita.

Ora siamo al momento decisivo.

Mai un governo si era spinto a fare un uso così cinico di una materia tanto delicata, come quella che riguarda il fine vita. Una legge davvero saggia su questa materia richiede senso del limite della politica. Deve essere mite e deve tutelare due diritti: quello alla salute anche come bene comune e quello dell’autodeterminazione di ogni individuo in relazione alle cure e alle terapie alle quali accedere. Questa tutela  si fonda su alcune premesse irrinunciabili.

  • Il rispetto del consenso informato del paziente.
  • Il riconoscimento della volontà, scritta e ripetuta nel tempo, di non essere sottoposto a forme di accanimento o a tecniche lesive delle propria dignità nel caso di uno stato vegetativo permanente e dell’incapacità irreversibile di intendere e di volere.
  • La coerenza della norma con i principi sanciti nella Costituzione agli articolo 2, 3, 13 e 32, oltre che l’articolo 9 della Convenzione di Oviedo sui diritti del cittadino malato.

La nostra Carta Costituzionale difende  sia chi voglia essere accompagnato con qualunque tecnica fino all’ultimo momento, sia chi maturi la convinzione di voler interrompere ogni terapia ritenuta inutile.

La Legge in discussione alla Camera nega in radice tali premesse. Sottrae alla persona la responsabilità di giudicare cosa sia compatibile con la propria dignità.

Offende il codice deontologico medico, impone sempre e comunque idratazione e nutrizione artificiali. Sequestra la libertà e la maturità del singolo.

Sono norme violente e sconosciute al resto d’Europa, indipendentemente dal colore politico dei governi.

Nessuno, soprattutto se fragile o in una condizione di solitudine, deve essere abbandonato a se stesso, nel momento della sofferenza, della cura e della morte.

Credo nell’alleanza terapeutica fra medici, famiglia e affetti, ma in quel momento indicibile di confine, l’ultima parola deve essere la “mia” o quella di un mio fiduciario.

CI HANNO SCIPPATO LA SOVRANITA’ POPOLARE


CI HANNO SCIPPATO LA SOVRANITA’ POPOLARE

Uno dice: “è il popolo che mi ha eletto, perciò ho tutti i diritti di stare qui”. E sappiamo chi è questo “uno”.

Poi, quando si tratta di far decidere al popolo alcune cosucce  piuttosto importanti per la propria vita,  ecco che intervengono manovre di governo, presieduto da quell’uno,  per evitare che il popolo si esprima.

Le dittature fanno così, e lo fanno anche le dittature mascherate da democrazia.

Parlo dei referendum del 12 giugno prossimo.

A meno di 4 settimane dal referendum non sappiamo quanti ne possiamo votare.

Quello che riguarda il nucleare, probabilmente non ci sarà più perché, com’è noto, il governo con un decreto legge, immediatamente esecutivo, ha cancellato il precedente che prevedeva la costruzione di 5 centrali nucleari ed ha disposto “una pausa di riflessione di 2 anni”.

Questo perché gli italiani sono persone emotive e, secondo questo governo, si lasciano trasportare dagli eventi. Con il disastro nucleare di Fukushima, si sono confusi.

Come tutti avranno notato, di quel disastro nucleare, non se ne parla più. La notizia è sparita dai giornali e dalle tv, il mondo sembra nella pace nucleare, ma la radioattività in Giappone continua a crescere. Le ultime notizie, ormai vecchie, ci dicono che la radioattività la si è trovata anche nel latte materno.

Dopo un po’ di tempo,  due anni secondo le menti eccelse di questo governo,  passata la paura, si possono di nuovo riproporre le centrali nucleari, dar man forte ai francesi perché la loro economia salga alle stelle, e gabbare gli italiani.

Non solo, ma anche il referendum sull’acqua come “bene pubblico” probabilmente salta. Il governo infatti. col solito sistema del decreto legge, ha inserito nel decreto sviluppo, la istituzione di un’Autority di vigilanza e regolazione sull’acqua.  

Questa Autority,  che dovrebbe dipendere dal ministero dell’ambiente, così dicono, garantirebbe, pare, che l’acqua non venga scippata da qualche multinazionale e ce la faccia pagare carissima, a costo di farci morire di sete. Non mi stupirebbe se questa “Autority” fosse un  premio per Scilipoti. Alle incompetenze assolute ci hanno abituati, purtroppo.

Manovre governative per nulla democratiche finalizzate a togliere ai cittadini la possibilità di esprimersi sulla propria sopravvivenza: il nucleare e l’acqua.

Ma, ed anche questo lo sappiamo tutti, il vero scopo di questo governo è non far raggiungere il quorum referendario del 12 giugno.

Il motivo è palese.

Se si va a votare per il nucleare e per l’acqua, due motivazioni indiscusse per andarci, si può raggiungere il quorum. Succederebbe che il quesito che Berlusconi non vuole che venga votato e cioè quello sul legittimo impedimento potrebbe, invece, essere stra-votato, raggiungere il quorum ed il popolo  potrebbe assestare un colpo basso al premier. Legittimo un corno, potrebbe uscire da quel referendum.

E questa volta non sarebbero i magistrati comunisti, quelli delle cellule comuniste, quelli che, secondo Berlusconi, sono il cancro della magistratura e dello Stato, ma sarebbe proprio quel popolo che ha eletto Berlusconi ad assestargli un bel calcio nel sedere.

Sarebbe un calcio particolarmente pesante ed umiliante.

Per evitare questo ci stanno scippando la libertà di decidere sul nucleare e sull’acqua. Una vera arroganza che si traduce in tradimento della sovranità popolare.

Un motivo in più per andare a votare il 12 giugno,  anche se ci fosse solo il quesito sul legittimo impedimento. Un modo per riprenderci la sovranità  popolare.

MA E’ NORMALE QUESTO UOMO?


MA E’ NORMALE QUESTO UOMO?

Ma come ha fatto a entrare in politica,  Scilipoti? Non l’hanno mai sentito parlare prima?

Ecco il suo delirante  intervento a “La zanzara ” Radio24. Incredibile che un uomo del genere sieda in parlamento! E quel che è peggio che abbia in mano le sorti del nostro paese.

SALVO IMPREVISTI


SALVO IMPREVISTI

Oggi è lunedì, e come promesso, Berlusconi avrebbe dovuto recarsi in tribunale a Milano, per il processo Mills.  Tutti i lunedì, aveva detto, “salvo imprevisti dell’ultim’ora”.

Ma Berlusconi diserta l’aula per il primo appuntamento perché c’è un Consiglio dei Ministro straordinario. Se ci fosse andato sarebbe cresciuto di 20 centimentri: ecco cosa avrebbe trovato.

Sappiamo che si tratta di un Consiglio piuttosto importante. Si deve trovare un accordo con Bossi, che non ha votato l’intervento dell’Italia in Libia ed ha spezzato la maggioranza.

La Lega è preoccupata soprattutto, perché – dice – saremo inondati da extracomunitari  libici e non possiamo farcela.

In effetti già stanotte sono arrivati i primi barconi carichi di libici che scappano da quell’inferno. Sono arrivati in Sicilia, nel catanese. (Ansa).

La crisi  libica consente al premier di guadagnare tempo che gli serve per far quadrare il cerchio. Deve far approvare dal Parlamento una leggina utile ad aumentare le postazioni di governo.

Le caselle rimaste vuote dopo la diaspora dei finiani e le defezioni sono 12. E questa leggina dovrebbe soddisfare gli appetiti di Scilipoti, di Romano, di Moffa, di Pionati  eccetera. Insomma di mettere in assetto la terza gamba del PDL, altrimenti il tavolino cade.

Ma sembra che anche i Responsabili,  a suo tempo sicuri di ottenere l’agognato premio, pur facendo ora risuonare i tamburi di guerra, diano per scontato, con grossi mal di pancia, che i tempi del rimpasto si allontanano.

Sono un po’ sfigati anche questi responsabili che nella loro smania di tenere su il governo per avere in cambio poltrone super pagate, adesso si trovano tra i piedi una crisi internazionale non di poco conto.

Ma per tornare ai lunedì di Berlusconi, al momento l’agenda del cavaliere è stracolma. Non sarà invocato il legittimo impedimento e si consentirà, dicono i suoi avvocati, che l’udienza proceda, in contumacia.

Berlusconi rinuncia perciò, almeno per il momento, a sbattere in faccia ai giudici la sua verità e rinuncia anche a gridarla in tv di fronte al paese.

La Libia è sicuramente una buona scusa, ci mancherebbe, si tratta di una guerra vera e propria e noi siamo la terra più vicina a quella terra: solo pochi mesi fa  baciavamo il leader ed ora lo bombardiamo.

Non sappiamo come andrà a finire questa storia libica, forse si complica e di molto. Pochi minuti fa il segretario dell’ONU Ban Ki-Moon è stato aggredito al Cairo da sostenitori di Gheddafi. Non sono buone notizie queste, presagiscono una guerriglia più vasta di quanto si possa immaginare.

QUESTI UMILIATI FANNO UN PO’ SCHIFO


QUESTI UMILIATI FANNO UN PO’ SCHIFO

Nel sentire e nel vedere la processione degli umiliati e offesi che prima erano nel  Pdl poi nel Fli e che adesso ritornano al Pdl, compreso l’orgoglioso Guzzanti ed il ballerino Barbareschi, si assiste ad uno spettacolo talmente miserevole che desta quasi compassione.

Non nel senso che si ha compassione o pietà per una persona particolarmente sfortunata nella vita, ma compassione per la poca personalità e per la mancanza di dignità oltreché di equilibrio mentale.

Non è che mi piaccia Fini, non mi è mai piaciuto come politico, perché non amo e non stimo  i fascisti, neppure quelli pentiti, ma vederlo bastonato dai propri stessi estimatori o ex sostenitori, fa un po’ pena.

Condivido con lui la sua analisi: lo strapotere mediatico ed economico  di Berlusconi è talmente sfacciatamente grande che toglie ogni forza di reagire, anche quando se ne avrebbe voglia.

Il trionfo mediatico, per pochi giorni, di uno Scilipoti qualunque, ha fatto invidia ed ha destato emulazione. Godere di potere per un giorno, giocare ad essere l’ago della bilancia della politica di questo paese, specialmente  se si è degli emeriti sconosciuti, deve essere irresistibile.

Berlusconi ci sta lasciando anche questa triste e brutta eredità: « Politica letamaio, senza dignità. Solo per il portafoglio personale anche se ci si rimette in credibilità e dignità. Uno schifo»

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