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LA PIÙ POTENTE MEDICINA


LA PIÙ POTENTE MEDICINA

Disse la vecchia guaritrice dell’anima:

Non fa male la schiena, fa male il carico.
Non fanno male gli occhi, fa male l’ingiustizia.
Non fa male la testa, fanno male i pensieri.
Non fa male la gola, fa male quello che non si esprime o si esprime con rabbia.
Non fa male lo stomaco, fa male quello che l’anima non digerisce.
Non fa male il fegato, fa male la rabbia.
Non fa male il cuore, fa male l’amore.

Ed è proprio lui, l’amore stesso, che contiene la più potente medicina.

Ada Luz Márquez

PILLOLE DI SAGGEZZA


PILLOLE DI SAGGEZZA

“Chi dice di combattere questa guerra al “terrorismo”, sono coloro che hanno usato la più micidiale arma di terrorismo contro l’umanità, la bomba atomica. Quella che c’è in atto non è una guerra al terrorismo, è una guerra contro i poveri del mondo, perché restino poveri, perché siano sempre più poveri.”

Gino Strada

 

SE MI FOSSE VENUTO IN MENTE PRIMA


SE MI FOSSE VENUTO IN MENTE PRIMA

Se mi fosse venuto in mente prima.

Perchè non gliel’ho detto?

Adesso saprei come metterlo a tacere.

Eh, ma la prossima volta gli rendo pan per focaccia!

Sapeste quante volte mi sono morsa la lingua, non solo perché non ho saputo rispondere a tono ad osservazioni poco simpatiche e a battute taglienti, ma anche perché la cosa più giusta da dire, mi è venuta in mente solo dopo, a scoppio ritardato.

Certo, a quel punto, avrei potuto anche scegliere di tornare sui miei passi, rientrare e affrontare il provocatore, ma, siamo sinceri, il risultato che avrei ottenuto non avrebbe avuto nessun paragone, con quello strappato da una controbattuta istantanea e micidiale.

Se però da un lato mi mordo la lingua, dall’altro penso che, talvolta sia molto più saggio restarsene in silenzio, evitando di dare seguito a una provocazione.

È una questione di carattere, in me c’è qualcosa che mi impedisce di essere “acida”, non mi piace esagerare nei toni e rispondo solo quando lo ritengo davvero significativo, non quando si innescherebbe una escalation di aggressività che, pur se mediata dall’ironia e dall’umorismo, non porta mai buoni frutti.

A volte, poi, basta capire il senso e il vero motivo di una provocazione per prenderne atto e regolarsi in seguito di conseguenza nei confronti dell’aggressore verbale.

Si, vabbè!

Mettiamola così, sono saggia io.

Ma quanto mi sarebbe piaciuto essere come Winston Churchill che, in uno scambio di strali con una dama inglese che gli disse “Se fossi sua moglie le metterei il veleno nel caffè”, lui rispose “Se fossi suo marito, lo berrei subito”.

OGNI GIORNO


OGNI GIORNO

Filosofi dall’aspetto venerando, santi, asceti, profeti, sono ritenute le sole incarnazioni autentiche della vera saggezza.

Certo si deve rispetto e riconoscenza a questa figure del passato di cui pare si sia spenta o perduta la specie.

Ma difficilmente queste figure possono costituire gli esempi che guidino la nostra vita di ogni giorno sulla via della saggezza.

Questa non esige individui eccezionali che si distacchino dal resto dell’umanità per fare ad essa da maestri, ma esige che ognuno, nell’ambito anche modesto e ristretto che le circostanze gli hanno riservato, comprenda il valore della vita e la viva con serenità e fiducia in se stesso e negli altri.

E la vita non è fatta soltanto di avvenimenti che segnano una tappa nella storia degli individui.

La nascita e la morte, la scelta del lavoro, la riuscita o l’insuccesso, l’amore e il matrimonio, sono certamente tappe del genere, di fronte alle quali l’individuo deve scegliere l’atteggiamento adeguato che non lo esalti e non lo deprima in grado irreparabile.

Ma il significato, che questi o altri eventi importanti, hanno per lui, non si rivela d’un colpo: si manifesta gradualmente e si accumula nel corso della vita quotidiana, nelle sue abitudini, nei suoi umori, nei suoi scatti di ribellione o nei suoi abbandoni.

Non sono importanti per l’uomo le grandi cose, ma anche e soprattutto le piccole, che sono quelle che fanno ressa intorno a lui. Bisogna guardare con attenzione a queste piccole cose se non si vuole smarrire il senso della vita.

Gli errori e i dolori sono inevitabili ma possono essere superati soltanto con una riconquista della serenità quotidiana, col ricorso a qualche aspetto della vita o a qualche attività che costituisca la parte positiva nella vita stessa.

I così detti “ideali” possono essere certo una grande guida e una illuminazione per l’uomo, ma solo se non si contrappongono alla vita a non la rendono schiava.

Un serio ideale deve prendere corpo nella vita stessa dell’uomo che lo nutre e renderla attiva e serena. Proclamato al di fuori della vita, non fa che portare delusioni, distruzioni e morte.

UNA LEZIONE DI SAGGEZZA


UNA LEZIONE DI SAGGEZZA

Un professore di filosofia sale in cattedra e, prima di iniziare la lezione, toglie dalla cartella un grande foglio bianco con un piccola macchia d’inchiostro nel mezzo.

Rivolto agli studenti, domanda: “Che cosa vedete qui?”, “una macchia d’inchiostro”, rispose qualcuno. “Bene”, continua il professore, “così sono gli uomini: vedono soltanto le macchie, anche le più piccole, e non il grande stupendo foglio bianco, che è la vita”.

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