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ORLANDO O EMILIANO?

ORLANDO O EMILIANO?

Ho ascoltato con attenzione, gli interventi di Renzi, Orlando ed Emiliano, ieri alla direzione nazionale del Pd.

Renzi mi è piaciuto, ma questo lo davo per scontato. Diciamo che sono  renziana, e sì, e vorrei che fosse una “cosa” politica contagiosa.

Tuttavia tra il discorso di Orlando e quello di Emiliano, ho apprezzato di più quello di Emiliano.

La sua focosità, il suo convincimento e la sua forza mi sono sembrate più sincere e forse potranno essere anche più utili al partito democratico, rispetto al discorso, troppo scontato di Orlando.

Più Europa, dice Orlando, ma non credo proprio che Renzi sia antieuropeista, tutt’altro. Inoltre dice Orlando, che Renzi pretende che chi ci ha mandato nella palude, siano gli stessi che ora dovrebbero salvarci.

Non ho capito cosa intendesse.

Quelli che ci hanno mandati nel fango sono i vari Civati, Fassina, Cofferati, D’Alema, Bersani e soci, e non mi pare proprio che Renzi li ami particolarmente da pregarli che ci diano una mano. Anzi.

Questo, semmai, è il desiderio di Orlando, ripescare i fuoriusciti. In Orlando ho rivisto il Civati della precedente consultazione. Stessa  flemma, stesso rancore sottocenere, stessa faccia impassibile, priva di vivacità.

Ha ripetuto la frase più infelice che potesse dire, e che ha ripetuto a mo’ di litania, nella campagna per le primarie: “Tra Berlusconi e Bersani preferisco Bersani”.

Questi non sono discorsi da leader, sono le piccinerie di chi vede un partito addomesticato, vecchio, non proiettato verso il futuro, con idee che superino tutti gli schieramenti possibili, ma sono le idee di chi vuole imbarcare tutte le passività che ci hanno portato alla sconfitta. Appesantendo di nuovo il partito che con fatica tenta di scrollarsi di dosso tutte le passività ereditate. Orlando non ha ancora capito che il Pd è un partito nuovo, e come tale deve essere senza le scorie del passato. Con le glorie del passato, ma senza il peso del rancore.

Per la verità avrebbe dovuto dire che, con una buona legge elettorale, il Pd dovrebbe essere messo nelle condizioni di non scegliere nessuno, ma di affrontare anche da solo le prossime avventure politiche.

Nel modo con cui si è espresso Orlando, significa essere senza speranza e stare a paciugare volentieri nel fango, dove nessuno si distingue, nessuno ha un comando, ma si dirige un partito come seduti ad un bar.

Emiliano invece, con la sua foga, ha protetto il “suo sud”, ha sostenuto le sue ragioni, ha invitato a ragionare e a decidere anche dopo il confronto difficile con gli altri. Insomma mi è piaciuto di più.

CARO ORLANDO CI SEI O CI FAI?

CARO ORLANDO CI SEI O TI FAI?

Lo dico con sincerità, mi hai deluso

Forse il fatto che eri sempre stato in silenzio, forse il fatto che non hai mai fatto nulla in vita tua che potesse provocare un dissenso, per il semplice fatto che non hai proprio fatto nulla, nonostante le innumerevoli cariche che hai avuto, insomma, che dire? Tutto questo ci aveva portato a classificarti, come bravo ragazzo. Come persona intelligente.

E però, amico mio, ci vuoi proprio male, hai deciso di farci passare per creduloni e ci stai riuscendo.

Dal momento in cui ti sei candidato alle primarie, non c’è giorno, non c’è ora, non c’è minuto, in cui non riesci a star zitto e non dire o non fare qualcosa che sconfessi quelle due doti che ti avevamo attribuito.

Non sto qui a elencare quello che hai detto, servirebbe un libro, non un semplice post, perché in pochi giorni sei riuscito a superare le nefandezze dette da Razzi in anni di carriera.

Non sto qui a esaminare il progetto politico, perché personalmente lo trovo inesistente. Assieme a ovvietà, infatti incluse in ogni mozione, un po’ di slogan che piacciono ai nostalgici, a quelli che non vogliono arrendersi all’evidenza dei fatti. Quegli slogan che hanno permesso a Berlusconi di spadroneggiare per anni e rendere le classi che la sinistra dovrebbe proteggere le più massacrate.

Vero, a qualcuno ancora piacciono i simboli, i teoremi. Per loro stanotte ti sei presentato ai cancelli della Fiat. Evidentemente ti ha dato fastidio che nei circoli interni alle fabbriche Fiat, Renzi abbia avuto un plebiscito. Ma secondo te, dimmi, dovrebbero appoggiare te che sei amico di Landini, quello che aveva convinto Marchionne a chiudere tutto in Italia e portare tutto all’estero, o chi lo ha convinto a riaprire e consolidare gli stabilimenti nazionali? Sono centinaia di migliaia di lavoratori che adesso la notte dormono e che prima non dormivano grazie a politiche e inciuci che tu adesso vorresti riproporre.

E non sto qui nemmeno a giudicare se sei un bravo ragazzo o meno. Certo se facessi propaganda senza dire una menzogna ogni 5 minuti, sarebbe meglio. Come sarebbe stato meglio per tutti noi non sapere che per anni hai firmato centinaia di provvedimenti di cui adesso ci dici non essere d’accordo. Fare il Ministro non è un obbligo, firmare i provvedimenti nemmeno. Le persone oneste agiscono secondo coscienza non per salvaguardare una poltrona e poi al momento giusto, buttare molotov su chi ti ha dato fiducia.

Ma va bene, parliamo solo dell’ultima. Oggi hai detto che Renzi vincerà il Congresso ma non può vincere le elezioni. È singolare questa uscita. Da una parte perché dice una cosa molto probabile, perché è difficile che qualcuno vinca le prossime elezioni. Dall’altra dopo aver denigrato il tuo avversario (e in una competizione ci sta) ma anche giudicato il tuo partito una disgrazia, cosa vuoi dirci?

No, perché quello che capiamo è questo: “ votate me, così vinciamo le elezioni”,  non ci sono altre interpretazioni da dare a questa frase. Allora mi viene spontanea la domanda che nella mia città si fa in questi casi: ma tu, ce fai o ce sei?

Tu, che mandi in giro per l’Italia, sprovveduti a illustrare la tua mozione, che dice, includere, includere, includere, ci spieghi “chevvordì ? “.  Lo so non c’è bisogno, includere quei 4 che sono usciti e poi fare l’alleanza con tutti i gruppuscoli di sinistra. Geniale, idea nuova, non ci aveva mai pensato nessuno, e soprattutto non l’abbiamo mai tentata.

Però vedi, (lo dico a te, ma so che non ce n’è bisogno, parlo a chi ha visto in te l’alternativa) i fuoriusciti + tutti  i gruppuscoli della sinistra che puzza di sinistra, messi tutti assieme arrivano forse a un 5%.

Invece sai bene che tutti i nuovi tesserati, che sono tanti, non come hai detto ai giornali stamattina, mentendo sapendo di mentire, e sono tanti nonostante che i tuoi scagnozzi che hai sparso in giro per l’Italia a negare tessere ai nuovi e a non farli partecipare alle convenzioni, ebbene ripeto, i nuovi, se vincessi te, non ti voterebbero, tornerebbero a non votare.

Quindi, che Renzi segretario possa non vincere le elezioni è nelle cose, ma che possa vincerle tu, non solo è fantascienza, ma se vincessi tu il partito sparirebbe.

Dopo aver detto queste cose immagino già molti amici pronti a  lapidermi dicendo che noi dobbiamo fare la guerra alle opposizioni e non all’interno. E allora aggiungo tre cose.

Quando all’interno c’è qualcuno che fa la guerra al partito a favore delle opposizioni, per me la sostanza non cambia, è un avversario quanto gli altri.

Quando si adottano sistemi come le primarie, è naturale che le battaglie siano aspre. Quindi risparmiatemi morali.

Ultima, l’andamento dei congressi non lascia adito a dubbi su che direzione stia prendendo, e questa è una cosa che sta dando fastidio a tutte le parti. A chi ha voluto fortemente questo congresso sostenendo che Renzi fosse un intruso nel partito. A chi come me non lo voleva ritenendolo un’inutile perdita di tempo per non andare subito ad elezioni.

Però attenzione a due fatti: tutti i media erano posati tutti compatti su quella tesi del Renzi intruso. La sua probabile vittoria li scatenerà e troverà ogni modo e inventerà di tutto per far sì che il 30 Aprile si ribalti la situazione.

Infine, io non credo che quelli che hanno spinto e sostenuto Orlando, e noi sappiamo chi sono, abbia tentato di vincere. No, io purtroppo credo che il tentativo sia quello di recuperare posizioni e ricollocare un certo numero di poltrone quanto basta utili a ricominciare il teatro dell’opposizione minoritaria ma urlante e mediatica che ancora una volta inibisca e rallenti il progetto politico.

Consiglio agli amici: lasciate stare le ola per i risultati, non è il momento. Invece non mollare, la fase dura deve ancora iniziare.

(Adriano Amato)

 

Condivido totalmente il commento che evidenzia in maniera chiarissima tutte le difficoltà che il PD sta attraversando. Spero vivamente che Renzi ce la possa fare, so che metteranno in campo tutte le armi per contrastarlo, media in primo piano, e se malauguratamente ciò dovesse avvenire il PD, di cui ho la tessera sin dalla sua formazione, non sarà più il mio partito.

ORLANDO CARISSIMO

ORLANDO CARISSIMO

Ho ascoltato con attenzione e riascoltato quello che hai detto al teatro Eliseo. Ti ho ascoltato per rispetto, perché sei un ministro responsabile e voglio capire la tua idea di futuro per il paese e anche per la politica del Pd e perché non voglio scegliere un candidato senza prima essere informata.

Un’idea me la sono fatta. L’idea è che tu sai parlare. Sì parlare.  Te la cavi benissimo, però debbo dirti che la politica non è solo saper parlare, o ascoltare e discutere.

La politica è parlare dialogare discutere, ma alla fine è decidere.

Finora la sinistra ha solo saputo parlare parlare parlare.

Per anni ha parlato parlato parlato nei convegni di lotta al caporalato senza fare nulla.

Per anni ha parlato parlato parlato nei convegni della vergogna delle dimissioni in bianco.

Per anni ha discusso discusso discusso delle Unioni civili.

Per anni ha spiegato spiegato spiegato la necessità di una legge sul dopo di noi.

E quante discussioni parole e spiegazioni sui reati ambientali e sul falso in bilancio.

E sull’Ilva? Quanti convegni e quante decisioni anche quando i DS ebbero il ministro dell’industria?

Poi è arrivato un ragazzotto fiorentino spavaldo ed antipatico ed ha deciso su tutto questo.

E’ per questo che ha dato fastidio? Perché non solo ha parlato, ma anche deciso cosa era necessario fare per cambiare il paese, la politica, il sistema, la cancrena che si è sviluppata in questi 25 anni di politica stagnante e solo parlante?

Avrei voluto sentire concretezza, certezza, cosa sai fare e vuoi fare, oltre che parlare e ovviamente parlare bene.

Coraggio, nelle prossime occasioni, tira fuori quello che vorresti e potresti fare.

So che ce la fai, ti basta il coraggio di mettere da parte le vecchie abitudini delle chiacchiere a vuoto e alla fine, forse, diventerai anche un candidato alla segreteria del Pd, più credibile di quanto non abbia visto e sentito al teatro Eliseo.

Hai detto che dopo il referendum sulla riforma costituzionale dobbiamo riflettere. Sì riflettiamo, ma vorrei che la riflessione non durasse una legislazione intera.

Hai detto che siamo partiti da Pci, Dc, Pri, Socialisti, ma non so se ti sei accorto che una parte di quei quattro si è separata come la maionese impazzita, non si è mai emulsionata con gli altri. E ti sei chiesto qual è quella parte cha ha fatto impazzire il tutto? Credo proprio di sì. O forse no,  non hai fatto caso quando  persone, a te ben note, hanno brindato alla sconfitta del loro e del tuo segretario e alla caduta del loro e del tuo governo? Quello non ti ha fatto male? Non hai detto niente al riguardo, come se nulla fosse successo, tant’è vero che, sembra che tu voglia riunire tutti di nuovo, anche chi ha riso e brindato alla “tua” sconfitta di ministro. Ma debbo dirti, sinceramente, che non ci sto a tornare da capo e ritrovare quelle persone che hanno riso anche di me, come iscritta al Pd.

Ormai mi gira la testa a forza di walzer impazziti.

Hai sostenuto che non possiamo più affidarci e all’idea che avere un leader, ma che ci vuole una comunità.  E a questo proposito voglio ripeterti invece quello che ha detto il ministro Minniti: Serve un leader e noi uno lo abbiamo dobbiamo tenerlo stretto, la comunità del Pd c’è e occorre un leader per guidarla.

E infine, caro Orlando, pur avendo tutta la mia stima, ti ripeto all’infinito che: dobbiamo liberarci dalla sindrome della sinistra che ammazza i suoi figli. Per troppo tempo la sinistra ha ucciso i suoi figli.

 

LA SCELTA PRIMARIE PD 2013

LA SCELTA PRIMARIE PD 2013

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Matteo Renzi…rinnova

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Gianni Cuperlo… è di sinistra

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Giuseppe Civati…rinnova ed è di sinistra

Per informarsi: http://www.primariepd2013.it/

QUEL RAMOSCELLO DI ULIVO

QUEL RAMOSCELLO DI ULIVO

pd_bandiera1474_imgQuando Romano Prodi ha confermato che l’8 dicembre non parteciperà alle primarie convocate per scegliere il futuro segretario del Partito Democratico, ho provato un grande dispiacere.

Mi sono tornate alla mente tutte le volte che sono stata al “seggio” per le primarie ed è ancora ben nitido il ricordo della bella giornata di democrazia dal basso che abbiamo vissuto, quando fu scelto Prodi, come candidato della sinistra a Presidente del Consiglio.

Ci  credevamo davvero. C’era l’Ulivo, un’aria di novità, una voglia infinita di sconfiggere elettoralmente l’arcoriano, e invece, poco  dopo, abbiamo vissuto una realtà completamente diversa. Da quando poi è entrato in vigore il porcellum è stato sempre  peggio. Fino ad arrivare alla squallida scena dei 101 che hanno affossato definitivamente Prodi.

Domenica prossima 17 novembre 2013 ci sarà, al mio circolo del Pd, l’assemblea congressuale per una preselezione del segretario nazionale. Saranno presentate e discusse le proposte politico-programmatiche dei quattro candidati. Ci sarà una discussione che prevedo molto animata e partecipata, come sempre e poi si voterà

Ci ho pensato e non poco. Tutti e quattro meritano e per principio non sono mai contro qualcuno, ma a favore di qualcuno.

Mi sento un’ulivista della prima ora ma non condivido quanto dice Arturo Parisi (definito prodiano) che ritrova in Matteo Renzi «l’unico ad avere le  potenzialità di costruire il progetto ulivista, per un Pd “aperto”.

Mi lascia perplessa quell’aperto. Aperto a chi? Ai delusi di Berlusconi per poi ritrovarci le larghe intese in casa? Non ci sto.

Abbiamo ammazzato il partito con le nostre mani e ora lo possono costruire solo coloro che non vivono condizionamenti e il peso delle vecchie generazioni.

Per questo ho scelto il più giovane, il più a sinistra, il meno probabile, ma certamente il più nuovo: Pippo Civati. Perché? Perché  è l’unico che riuscirà a far crescere quel ramoscello di Ulivo che, nonostante tutto, è rimasto nella bandiera del Pd, e che rappresenta la necessità di una fusione riformista, a sinistra, che oltrepassa le vecchie appartenenze.

 

 

IL GIOCO DELL’IVA NAZIONALE

IL GIOCO DELL’IVA NAZIONALE

L’ Iva nazionale, di cognome Zanicchi, ha detto la sua. Ogni tanto sentenzia e dalle sue sentenze possiamo capire tante cose. A suo tempo disse che sua madre o sua nonna le consigliarono di votare uno ricco come presidente del consiglio. «Tanto» – dissero le ave –  «è ricco di suo e quindi non ruba». Le ultime parole famose. Si è fatto la bellezza di 40 leggi ad personam, per aggiustare i suoi debiti (tra cui il falso in bilancio), le sue questioni economiche, finanziarie e giudiziarie, per cui  più rubare di così non era possibile.

Poi, sempre la Iva, sostenne che l’uomo di sinistra più simpatico al tempo del governo Prodi era Bertinotti. Abbiamo visto la fortuna che ha portato a quel governo. Ha cominciato a segare il ramo su cui era seduto il secondo giorno che era al governo. E’ riuscito persino a sfasciare il suo partito, quella rifondazione comunista che mai più risorgerà.

E adesso va blaterando in giro che le donne di destra, quelle del PDL, amano moltissimo Renzi. A loro è simpaticissimo.

Beh! Chiediamoci se la Iva nazionale porti iella o non abbia il dono della preveggenza.

Renzi, il quarantenne rottamatore che tra le prime cose che ha fatto, appena eletto sindaco di Firenze, è stata quella di andare ad inginocchiarsi dal nano ad Arcore, è ovviamente molto simpatico alle donne di destra, perchè è pur sempre un potenziale rovina governi di sinistra. Un rappresentante sui generis, che sembra prediligere anche lui il «tutto per me, niente per gli altri».

Mettiamo il caso che il PD faccia le primarie senza regole precise e si rechi a votare l’esercito femminile di destra che “ama cordialmente” Renzi, che succede? Che avremo Renzi come candidato a presidente del consiglio. E quando si andrà a votare chi voterà PD? Neppure la metà di quelli che voterebbero Bersani. E la destra vincerebbe. Il gioco dell’Iva nazionale è fatto.

LA LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE

ANDARE A VOTARE PER IL PD PER DARE UNA MAZZATA A BERLUSCONI E ADEPTI

pd_bandieraANDARE A VOTARE ALLE PRIMARIE DEL PD PER DARE UNA MAZZATA A BERLUSCONI E ADEPTI

 

 

 

 

Traggo dalla lettera di Don Farinella (scritta a micromega) un saggio consiglio.

Dice don Farinella: Chi mi legge sa che non sono mai stato tenero con il PD e i suoi antenati, specialmente in questi ultimi tempi a cominciare dai tempi delle cadute del governo Prodi.

Ad esso attribuisco la maggiore responsabilità del ritorno del berlusconismo e della mancata opposizione governata di uomini di piccolo cabotaggio. Ero anche contrario ad un congresso «ora» perché c’era urgente bisogno di sostenere la casa andata a fuoco invece di cincischiare a giocare ai tre moschettieri di latta. Il Pd ha la colpa di avere fatto passare lo scudo fiscale che poteva fare cadere finalmente il governo. Non lo ha fatto colpevolmente. Tutto ciò premesso …

Il giorno 25 ottobre vi saranno le primarie del PD per eleggere il segretario nazionale tra i tre candidati, Bersani, Franceschini e Marino. Al di là e sopra i miei sentimenti, che sono bene cosa di fronte all’Italia, già in guerra civile, non importa chi si vota, ma è determinante andare a votare. Berlusconi teme queste elezioni e ha tutto l’interesse che a votare vada una minima parte per potere deridere e gongolare di potere governare «Forever». Bene, diamogli una lezione, una mazzata, un colpo di maglio di democrazia.

Non è indifferente se a votare va un milione di persone o se vanno cinque milioni o sette milioni. Poiché stiamo dimenticando l’esercizio pratico della democrazia, ritengo che sia essenziale andare per affermare che esiste «un popolo» che non si rassegna al degrado democratico e morale: «un popolo che resiste» in nome della propria onorabilità, della propria indisponibilità in nome della propria opposizione irriducibile a Berlusconi e al virus del berlusconismo che ripudia con tutte le proprie forze. Non possiamo limitarci al «mugugno» che, si dice a Genova«non costa niente». Forse resteremo delusi, ma avremmo dato una lezione irriducibile di democrazia e di presenza «politica». Non si tratta di votare PD, ma di usare il PD per un gesto supremo, forte e solenne contro una dittatura già in esercizio. E’ un dovere morale.

Andare a votare alle primarie del PD è oggi una scelta istituzionale, una forma di resistenza e l’affermazione del principio della sovranità popolare senza manipolazioni e senza leggi porcate.

Invito pertanto tutti coloro che vogliono buttare fuori questo lercio governo e questa laida maggioranza ad andare a votare alle primarie del PD: votate il candidato che volete, votate vostra suocera o vostro genero, votate per il cane o per il criceto, ma andate a votare.

In modo particolare mi appello alle donne che, come Rosy Bindi, non sono e non saranno mai «a disposizione» del magnaccia, con questo voto dicono la propria indignazione anche contro le donne di destra che si lasciano infangare,usare e nominare come schiave di un sultano che non ha nemmeno il coraggio di difendersi nelle aule del tribunale.

Il Diritto Canonico mi vieta di iscrivermi ad un qualsiasi partito o sindacato che sono appunto «parti», ma ritenendo queste elezioni un «atto prepolitico e resistenziale», andrò a votare perché come cittadino sono impegnato in prima persona per il miglioramento della vita della mio Paese e per la sua dignità di popolo civile che si nutre di legalità e laicità. Io ci sarò, spero che saremo tanti da offuscare il sole e distruggere il nano di Casoria.

(19 ottobre 2009)

Questo prete che si batte come un leone per la democrazia che è in fase di appassimento, che subisce attentati e denigrazioni dalla destra becera del suo paese, poco difeso anche dalla Chiesa, dice  e predica una verità sacrosanta: Basta Berlusconi e la sua banda.

Andrò anch’io a votare per le primarie del PD.

 Sarà un piccolo contributo, ma almeno potrò dire che “qualcosa” ho fatto.  Se fossimo davvero in tanti a votare per le primarie, Berlusconi avrebbe un po’ di mal di pancia, forse.

Intanto è andato nella dacia di Putin, in Russia, a consolarsi, perché non ha digerito bene la bocciatura del Lodo Alfano e l’amicizia intima, come quella dell’anticomunista del KGB, gli fa da digestivo.

Malignamente mi chiedo se lì, in quella dacia, ci saranno le escort russe? Perso di sì, almeno una cinquantina, danzeranno davanti ai due “re-soli” del 21esimo secolo.