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ANCHE SE LA FINESTRA…… (Alda Merini)

“Anche se la finestra è la stessa,

non tutti quelli che vi si affacciano

vedono le stesse cose:

la veduta dipende dallo sguardo”

A.Merini

DEDICATO ALLE DONNE

 DEDICATO ALLE DONNE

Le donne piangono
di nascosto per non ammettere d’esser stanche morte,
passano i sabati mattina
in pigiama a pulire,
sono le donne che non sentirete mai infierire.
Sono quelle che dopo dieci ore di lavoro vanno
a far la spesa
per preparar la cena. Studiano con i figli, allevano cani e conigli.
Sono le donne che dicono di non aver paura
per non destar preoccupazione,
quelle che rinunciano
a tutto
per essere a casa ogni sera come una vocazione.
Sono donne da corse
al pronto soccorso
in piena notte,
che guidano con la nebbia, non chiedono abbuoni o raccomandazioni.
Sono le donne sole
alle stazioni.
Quelle che nascondono
i soldi nelle scatole
di latta per i giorni fragili, che raccontano commosse del loro
mondo azzurro,
perché sempre sperano
in un futuro di burro.
Le donne che risparmiano i trenta euro per la tinta
dei capelli
a fine mese e un compromesso sereno innanzi alle offese.
Sono le donne del bicchiere mezzo pieno,
quelle che chiudono casa quando tutti dormono
e stendono i panni ad ogni ora della notte e del giorno.
Sono le donne
che corrono perché perennemente in ritardo,
ma sempre presenti ad ogni traguardo.
Sono quelle forti
dai mille consigli,
le stesse che quando escono con le amiche
si sentono in colpa
coi figli.
Sono le donne
dai magoni amari digeriti con cura,
affinché la vita possa sempre sembrarvi un’avventura.
Quando la sera varcate
la soglia di casa,
non fate mancare loro
un bacio d’amore.
Un abbraccio rotondo.
Un sorriso anche
se stanco.
Regalate a loro una carezza mentre nel buio della notte
fingono di dormire.
Se stanno sveglie,
è per raccogliere i sogni che troverete nelle scodelle della prima colazione e sentirvi gioire.
E se non sapete come far di ogni donna una regina,
a loro piacciono
le margherite del giardino, i cioccolatini ripieni
e i valzer ballati a piedi nudi in cucina.
Sono solo donne e madri del duemila, con milioni
di desideri
ed un presente pirandelliano da uno, nessuno e centomila.

(Citazione)

IL COLORE DEI MIEI PENSIERI

IL COLORE DEI MIEI PENSIERI

Mi piacciono le persone che sanno “esserci” senza far rumore. Presenti anche quando sono lontane.
Sempre al nostro fianco quando ne abbiamo bisogno.
Mi piacciono le persone che sanno essere
sempre alla distanza giusta.
Sempre vicine al cuore.

Agostino Degas

FIORITA DI MARZO (Alda Merini)

FIORITA DI MARZO

La fioritura vostra è troppo breve,
o rosei peschi, o gracili albicocchi
nudi sotto i bei petali di neve.

   Troppo rapido il passo con cui tocchi
il suolo, e al tuo passar l’erba germoglia,
o Primavera, o gioia de’ miei occhi.
Mentre io contemplo, ferma sulla soglia
dell’orto, il pio miracolo dei fiori
sbocciati sulle rame senza foglia,
essi, ne’ loro tenui colori,
tremano già del vento alla carezza,
volan per l’aria densa di languori;
e se ne va così la tua bellezza,
come una nube, e come un sogno muori,
o fiorita di Marzo, o Giovinezza…

(Alda Merini)

I COMPITI DEL VENTO

I COMPITI DEL VENTO

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I compiti del vento sono pochi,
sospingere navi, in mare,
insediare marzo, scortare maree,
e accompagnare la libertà.

I piaceri del vento sono ampi,
risiedere nell’estensione,
restare, o vagare,
meditare o intrattenere i boschi.

I compagni del vento sono le vette –
Azof – l’equinozio –
anche con uccello e asteroide
si saluta passando.

I limiti del vento –
se esiste, o muoia,
sembra troppo saggio per assopirsi, –
di questi non so nulla.

(Emily Dickinson)

ER GIORNO DER GIUDIZZIO (Gioachino Belli)

ER GIORNO DER GIUDIZZIO (Gioachino Belli)
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Cuattro angioloni co le tromme in bocca
se metteranno uno pe ccantone
a ssonà: poi co ttanto de voscione
cominceranno a ddì: fora a chi ttocca.
Allora vierà ssù una filastrocca
de schertri da la terra a ppecorone,
pe rripijjà ffigura de perzone,
come purcini attorno de la bbiocca.
E sta bbiocca sarà ddio bbenedetto,
che ne farà du’ parte, bbianca, e nnera:
una pe annà in cantina, una sur tetto.
All’urtimo uscirà ’na sonajjera
d’Angioli, e, ccome si ss’annassi a lletto,
smorzeranno li lumi, e bbona sera.

 

PER FARE LE COSE

PER FARE LE COSE

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Per fare le cose
occorre tempo.
Per avere tempo
ci vogliono
meno cose.

Per avere
meno cose,
bisogna scegliere.
Per scegliere
occorre valutare.

Per valutare
è necessario capire.
Per capire bisogna
stare attenti.
Per stare attenti
bisogna essere calmi.

Per essere calmi
bisogna sentirsi bene.
Per sentirsi bene
bisogna essere liberi.

Per essere liberi
ci vuole coraggio.
Per avere coraggio
bisogna sentirsi sicuri.

Per sentirsi sicuri
occorre un appiglio.
Per avere un appiglio
bisogna costruirlo.

Per costruirlo
ci vuole tempo.

(Immagine: Opera di Gabriel Dawe – Arcobaleno)

25 APRILE – OLTRE IL PONTE DI ITALO CALVINO

25 APRILE – OLTRE IL PONTE DI ITALO CALVINO

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Oltre il ponte

O ragazza dalle guance di pesca

Ragazza dalle guance d’aurora,

o spero che a narrarti riesca

La mia vita all’età che tu hai ora.

Coprifuoco: la truppa tedesca la città

dominava. Siam pronti.

Chi non vuole chinare la testa

Con noi prenda la strada dei monti.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte

Oltre il ponte ch’è in mano nemica,

Vedevam l’altra riva, la vita.

Tutto il bene del mondo oltre il ponte.

Tutto il male avevamo di fronte.

Tutto il bene avevamo nel cuore.

A vent’anni la vita è oltre il ponte.

Oltre il fuoco comincia l’amore.

Non è detto che fossimo santi,

L’eroismo non è sovrumano.

Corri, abbassati, dài, balza avanti.

Ogni passo che fai non è vano.

Vedevamo a portata di mano,

Dietro il tronco, il cespuglio,

il canneto l’avvenire di un mondo

più umano, più giusto,

più libero e lieto.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte …

Ormai tutti han famiglia, hanno figli.

Che non sanno la storia di ieri. Io son

Solo e passeggio tra i tigli

Con te, cara, che allora non c’eri.

Vorrei che quei nostri pensieri

Quelle nostre speranze d’allora

Rivivessero in quel che tu speri,

ragazza color dell’aurora.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte …

Italo Calvino

DEDICATA A TUTTE LE DONNE – 8 MARZO 2016

DEDICATA A TUTTE LE DONNE – 8 MARZO 2016

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Se non puoi essere un pino sulla cima della collina,
sii un arbusto nella valle,
ma sii il migliore piccolo arbusto
sulla sponda del ruscello.

Se non puoi essere un cespuglio,
sii un ciuffo d’erba,
e rendi più bella una strada maestra.

Se non puoi essere un luccio, sii un pesce persico,
ma il pesce persico più vivace del lago!

Non possiamo essere tutti capitani, dobbiamo essere equipaggio.

C’è qualcosa da fare per tutti qui,
ci sono grandi compiti da svolgere e ce ne sono di più piccoli,
e il compito che devi svolgere tu è il più vicino a te.

Se non puoi essere una strada maestra, sii un sentiero.

Se non puoi essere il sole, sii una stella.

Non è con le dimensioni che vinci o perdi,
sii il meglio di qualunque cosa tu sia.

(Douglas Malloch)

 primavera1

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

(Madre Teresa di Calcutta)

NON METTETEMI ACCANTO… (Alda Merini)

NON METTETEMI ACCANTO… (Alda Merini)

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Non mettetemi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo,

a chi non sa dire grazie,

a chi non sa più accorgersi di un tramonto.

Chiudo gli occhi.

Mi scosto di un passo.

Sono altro, sono altrove.

(Alda Merini)