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IL PETROLIO ITALIANO

IL PETROLIO ITALIANO

Con una lettera dal titolo “Quel mare di petrolio che giace sotto l’Italia” Romano Prodi è chiarissimo: trivellare per uscire dal guado. L’ex premier scrive al Messaggero la sua ricetta per “trovare i soldi”. “Una parte di questi soldi – scrive Prodi – la può trovare scavando – e non scherzo – sotto terra”.

Spiega, l’ex candidato poi “bruciato” nella corsa al Quirinale – che “il nostro Paese è al primo posto per riserve di petrolio in Europa, esclusi i grandi produttori del Mare del Nord…Abbiamo quindi risorse non sfruttate, unicamente come conseguenza della decisione di non utilizzarle. In poche parole: vogliamo continuare a farci del male”.

Nel testo Prodi fornisce poi dei numeri: “Possiamo produrre 22 milioni di tonnellate di idrocarburi entro il 2020”, si attiverebbero “investimenti per 15 miliardi dando lavoro a decine di imprese”. Specifica però che “il principio di precauzione ha la precedenza su tutto” e testimonia che “sicurezza e protezione ambientale hanno la priorità”.

L’ex inquilino di Palazzo Chigi individua nella “Basilicata e terre limitrofe” giacimenti che andrebbero sfruttati. Parla solo di quelli “in mare aperto”, giacimenti che “se non li sfrutta l’Italia verranno presi dalla Croazia”. E ribadisce che “per gli esperti non c’è nessun rischio”. Insomma, chiosa Prodi, cerchiamo di “utilizzare in fretta gli strumenti che abbiamo” (http://www.huffingtonpost.it/2014/05/18/prodi-petrolio-trivellare_n_5346152.html?utm_hp_ref=italy)

HA ESAGERATO? PER NIENTE.  GUARDATE CHI CI TROVIAMO IN ITALIA

LE TRIVELLE IRLANDESI

trivella1Al ministero dello sviluppo economico italiano (Paolo Romani, anno 2010) c’è chi firma permessi o almeno li ha firmati. E così abbiamo le trivelle petrolifere sotto casa.

E’ successo in Sicilia, almeno una concessione ha avuto il via libera e sta scavando con le sue trivelle.

Gli amministratori locali, l’hanno appreso dai giornali!!!

Le richieste pervenute al ministero sarebbero già più di 20. La Sicilia è terra prelibata per le compagnie petrolifere di canadesi, irlandesi, yemeniti, inglesi, texani, nonchè di Eni. Ci si era allarmati per le trivellazioni della BP in Libia, ma ora il rischio è persino peggiore. 

Ignazio Passalacqua è un consigliere provinciale a Trapani.  In una bella domenica di aprile, va a prendere il caffè nel solito bar di Marsala, dove vive ed intanto che aspetta, sfoglia il “Giornale di Sicilia”.

E trova un annuncio piccolo piccolo con la notizia che la ditta San Leon Energy aveva ottenuto, dal governo italiano, i permessi per effettuare ricerche petrolifere e di sostanze gassose, a un chilometro dalla costa trapanese. La provincia di Trapani aveva 60 giorni di tempo, per fare le sue osservazioni.

La provincia lancia l’allarme: comincia una raccolta di firme, si presentano mozioni.

Il ministro Prestigiacomo,  dell’Ambiente, ci mette una pezzuolina che è una miseria, giusto per fare qualcosa, e dice “a 5 miglia dalla costa e a 12 per le zone di riserva naturale”.  Anche Granata, il finiano doc, non la prende bene e dice che quello che la Prestigiacomo propone è proprio poco.  Negli Usa, per esempio, il  limite è ben oltre le 5 miglia.

Ma la cosa si aggrava, perché la questione è come un iceberg, si vede solo la punta. Da Trapani a Capo Passero, tutta la costa sud siciliana, si è scoperto che è tutta assediata dall’interesse di piccole e grandi compagnie petrolifere. Così,  oltre a trovarci le trivellazioni della BP a pochi chilometri da Lampedusa, ci si trova una costa intera assediata.

Per l’esattezza la compagnia San Leon Energy, che vanta un capitale sociale di 20.000 (ventimila) euro,  è una compagnia irlandese che annuncia di essere autorizzata  dal Ministero, con un documento intestato al responsabile affissioni del Comune di Sciacca, cioè all’usciere,  e che presenta uno studio di 36 pagine in cui gli errori (il porto di Ancona sarebbe collocato in Sicilia) hanno i tratti del copia incolla.

Vicenda curiosa, subito denunciata alla Procura del Comune ragusano.

Le società che hanno fatto richiesta per le trivellazioni in Sicilia hanno chiesto di non essere sottoposte a verifiche ambientali (sostanzialmente vogliono fare come pare a loro, non vogliono controlli).

La Regione siciliana, tuttavia, anche se non può fa nulla contro queste istanze, perché sono di competenza del governo nazionale, ha approvato una mozione di vincolo totale, perché molte di queste trivellazioni sono previste a pochissimi chilometri da riserve naturali.

 In ogni modo, anche se impotente, la Regione annuncia battaglia.  Roberto di Mauro assessore al territorio e all’ambiente della regione Sicilia ha riunito i sindaci e ha dato vita a un comitato. Inoltre i soldi delle licenze non andranno a favore della Sicilia, ma a Roma, altro che federalismo! (fonte: l’Unità)

(https://speradisole.wordpress.com/2010/08/15/le-trivelle-irlandesi/)

IL PARERE DEL MINISTRO GUIDI

Romano Prodi, in un editoriale su ‘il Messaggero’ e in un colloquio con l’HuffPost, riprendendo una notizia di qualche settimana fa, ha scritto che l’Italia naviga letteralmente su un mare di petrolio che potrebbe permettere di raddoppiare a 22 milioni di tonnellate la produzione nazionale ma l’immobilismo di Roma sta lasciando alla sola Croazia lo sfruttamento di queste risorse, localizzate soprattutto in Adriatico. Sempre sul quotidiano romano, arriva la risposta del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.

“Per l’Adriatico è stato emanato nel 2013 un decreto di rimodulazione delle aree marine aprendo nuovi spazi di ricerca. Abbiamo insomma disciplinato dove è possibile intervenire e dove no – spiega il ministro – tutto questo in attesa del recepimento della direttiva europea del 2013 sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi. Questo perché come Italia dobbiamo pretendere il massimo livello di sicurezza ambientale. Abbiamo industrie italiane che ne sarebbero valorizzate. Non possiamo sottovalutare questo aspetto”.

Ma mentre noi aspettiamo il recepimento della direttiva europea la Croazia va avanti. Entro fine anno le concessioni saranno assegnate e i lavori cominceranno. Ci conviene? “Ovviamente tutto questo non deve essere un alibi per non fare nulla. La moratoria in attesa della direttiva è stata una mediazione passata al vaglio delle commissioni parlamentari. Credo che si possa fare di più e meglio. Nel frattempo credo che insieme al ministro dell’Ambiente possiamo arrivare rapidamente al recepimento per evitare che questa moratoria ci faccia perdere ulteriori opportunità. Dato che tutto il mondo lo fa, non capisco perché dovremmo precluderci la possibilità di utilizzare queste risorse, pur mettendo la tutela dell’ambiente e della salute al primo posto”.

(Tratto da http://www.huffingtonpost.it/2014/05/20/petrolio-adriatico-guidi-estrarremo-ambiente_n_5355746.html?utm_hp_ref=italy)

Io sono del parere che se il petrolio è italiano non venga estratto dai Croati per i loro bisogni.

Quoto il Ministro Guidi.

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SENTIMENTI LETALI

SENTIMENTI LETALI

imagesAssistiamo ogni giorno a dibattiti, interviste televisive, telegiornali, talk show ripetitivi e scarsamente originali, insulsi, incompetenti, infantili, che alla fine portano alla noia. Tutti sentimenti letali.

Adesso impazza il Letta sì e Renzi no, il Renzi sì e Letta no, il governo Letta deve durare fino al 2015 o cadere subito, Se Renzi va al governo dovrebbe durare almeno fino al 2018.

La destra dice che è il Pd deve decidere, che è immobile e aspetta  la manna dal cielo. Oppure che è sempre “in congresso” . Non hanno capito che il Pd è un partito democratico e quindi, per definizione, è in congresso permanente.

Mi pare che  il Pd sia tutt’altro che immobile, si muove, molto e fa bene. Finalmente.

Comunque tutte storie, tutto un chiacchiericcio inutile, fatto di staffette, passamano, scambio di sedie,  che ha solo lo scopo di annoiarci.

Per quanto mi riguarda, se Renzi accettasse di andare al Governo, senza un’elezione politica, senza il supporto elettorale, finirebbe nel pantano e morirebbe prima di essere nato.

Quelli che vogliono Renzi al governo, adesso, in queste condizioni,  sono i vari Fioroni, quelli che dentro al Pd hanno sempre remato contro, per far cadere chiunque tentasse di guidare il governo (oltre che il partito). Invidiosi e criticoni per natura.

Tuttavia le cene con Napolitano non promettono bene. Napolitano è innamorato delle larghe intese e andrà a finire che anche Renzi cadrà nella rete.

Se Renzi, si lascerà avviluppare nella ragnatela napolitanesca: per la stabilità,  il bene del paese, per amore dell’Europa e via dicendo, finirà nella palude come Letta.

Confido nel fatto che Renzi abbia una personalità sufficiente a contrastare queste nefaste tentazioni e questi consiglieri che lo porterebbero alla sua fine personale, alla fine del Pd e alla fine di una speranza.

Un governo con Alfano, con quelli che hanno votato per la nipote di Mubarak e con quelli che hanno contribuito a che questo paese fosse squalificato in tutto il mondo, non gli si addice. E neppure con Quagliariello, che osò definire il padre di Eluana Englaro: un assassino.

Sarebbe inoltre il trionfo del populista Grillo.

Il bene del paese è proprio questo? Affogarsi da solo?

OGNI GIORNO LA SUA PENA

OGNI GIORNO LA SUA PENA

indexUn giorno è l’Imu. L’Imu sì, l’Imu no, l’Imu forse.

L’’altro è l’Iva, l’altro ancora è i servizi sociali di B.

Per un po’ avremo l’amnistia sì, l’amnistia no.

Sul fatto che le carceri siano messe in condizioni disastrose, nessuno lo nega, è un dato di fatto.

Tuttavia basterebbe modificare profondamente soltanto due leggi. La Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi entrambe emanate dal governo Berlusconi, approvate in parlamento dalla destra berlusconiana e sottoscritte rispettivamente da Carlo Azeglio Ciampi nel 2002, e da Napolitano nel 2006.

La prima legge da modificare è la Bossi-Fini, aggravata da Maroni, nel 2009, con l’introduzione del reato di clandestinità. Prevede la reclusione da 1 a 4 anni per gli stranieri che non rispettano i decreti di espulsione e rimangono illegalmente sul territorio italiano e prevede altresì che le navi di clandestini non debbono attraccare sul suolo italiano, ma che l’identificazione degli aventi diritto all’asilo politico e a prestazioni di cure mediche e assistenza avvengono nei mezzi delle forze di polizia, in mare. Conseguenza di ciò anche i pescherecci che avvistano di barconi pieni di stranieri, non sono tutelati qualora accolgano sui loro pescherecci, dei “clandestini”.

Sul tema dell’affollamento delle carceri italiani, il peso della legge Bossi-Fini-Maroni è incontrovertibile. I detenuti  stranieri sono 23mila. introducendo, nel 2009, il reato d’immigrazione clandestina e altre aggravanti, questa legge barbara è considerata una delle cause del sovraffollamento delle celle. Poco meno di un mese fa il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Berretta ha detto che “ spesso nelle carceri si sono relegati i problemi che la società non riesce ad affrontare o preferisce rimuovere. L’immigrazione è uno di questi .Il carcere non può essere uno strumento per governare l’immigrazione”.

E’ stato votato di recente in Senato un emendamento che modificherebbe il reato di clandestinità sostituendo la reclusione con una pena pecuniaria. Con quali soldi poi questa gente che viene qui, proprio in cerca di fortuna, riesca a pagare, resta un mistero. Comunque resta, come sempre, “l’annuncio delle buone intenzioni”.

L’altra legge da modificare sostanzialmente è la Fini-Giovanardi . E’ una legge “criminogena”, mette sullo stesso piano marijuana e hashish con cocaina ed eroina, reintroduce il limite di quantità oltre il quale l’uso personale diventa spaccio, ha aumentato le pene che, in caso di condanna, ora vanno da sei a venti anni di reclusione.

La legge Fini-Giovanardi è entrata in vigore nel Gennaio 2006, inserita all’ ultimo momento nel “Pacchetto Olimpiadi Invernali di Torino” e votata, proprio per l’urgenza dell’imminente manifestazione sportiva, per Decreto e con voto di fiducia.

Contro questa prassi anomala, che ha di fatto impedito il dibattito parlamentare su un tema molto serio e delicato, si è espressa ultimamente la Terza Sezione della Corte d’Appello di Roma, rimettendo alla Corte Costituzionale il giudizio sulla legittimità della legge, ma in attesa del pronunciamento della Consulta la legge rimane operativa, mietendo ingiustamente e ingiustificatamente migliaia di vittime ogni anno. I dati statistici del ministero, relativi al 2011 assommano a 27.459 le persone detenute in carcere per detenzione di sostanze stupefacenti.

Senza contare che chi finisce in carcere per droga spesso è un tossicodipendente che deve essere seguito da strutture spesso inadeguate per mezzi e personale.

Se si prendessero provvedimenti diversi dagli attuali cercando una via per modificare solo queste due leggi, barbare e incivili, volute dalla destra berlusconiana, si libererebbero molti posti nelle carceri, i tossicodipendenti potrebbero essere seguiti in comunità diverse dal carcere e più idonee al loro stato di salute ed i clandestini “onesti” quelli che non hanno commesso reati di altro tipo, potrebbero semplicemente essere rilasciati.

Per tornare alla nostra pena quotidiana, ha meravigliato non poco il “tempismo” di Napolitano con la sua lettera ufficiale alle Camere sulla necessità di provvedere, in breve tempo, all’amnistia ed all’indulto per migliorare la situazione disastrosa delle carceri italiane.

Per la verità Napolitano ne aveva parlato anche in altre circostanze, ma mai di indulto ed amnistia, e mai con lettere ufficiali. Nel 2005 aveva partecipato anche ad una marcia di protesta insieme ai radicali, sulle condizioni in cui vivono i carcerati.

C’è un passaggio della lettera sull’amnistia e l’indulto particolarmente  contorto, macchinoso e, alla fine, poco credibile. Ed è la lunga spiegazione sul perché questo messaggio formale alle Camere non sia arrivato prima.

Napolitano avrebbe avuto 7 lunghi anni per dar seguito alle intenzioni manifestate nel lontano 2005. Perché solo ora? Proprio ora che lo “statista” B. non può più imporre alla Camera di votare che Ruby  è la nipote di Mubarak. Proprio ora che il condannato, ex statista, ex caimano, si attaccherebbe a tutto, anche a una improbabile amnistia così ampia da cancellare reati gravi come il suo (truffa fiscale, fino a 6 anni), pur di potersi sognare sempre libero e senatore?

Ed è anche vero che Napolitano ha contro firmato, nel 2009, le leggi imposte da Lega e alleati contro immigrati e ogni genere di poveracci. Poteva opporsi, se avesse voluto.

Il messaggio ha, inoltre, un’altra conseguenza, tutta politica. Allontana le elezioni.

Infatti la voglia dei cosiddetti “lealisti” di  sfidare il Pd sulla giustizia e sul salvacondotto per Berlusconi sarà così forte da far rientrare, o almeno rimandare, il progetto di andare presto al voto con Alfano candidato e Berlusconi lord protettore. Si parlerà meno di elezioni ma riprenderà subito il ricatto sull’alleato di governo, sul Pd. Al quale nulla sarà risparmiato e che dovrebbe saper reagire.

ENRICO LETTA E’ DEL PD?

 ENRICO LETTA E’ DEL PD?

bandieraForse  a molti è sfuggito la breve chiosa di Monti, dopo che Letta aveva ricevuto la fiducia.

“Ma come sarebbe bello se Letta e Alfano si unissero e dessero vita ad una grande centro”. In queste parole si legge la soddisfazione di quanto è avvenuto di recente con la rinnovata fiducia al governo Letta.

Si legge anche la speranza della rinascita della DC, stavolta fatta da personaggi noiosi ed insulsi alla Casini, Giovanardi, Cicchitto, Alfano, e pericolosissimi per l’ideologia ciellina i vari Lupi, Formigoni. a cui aggiungo Letta, Fioroni, Franceschini, Renzi e tutta una serie di personaggi, che non conosco, ma che circolano sia nel Pdl che nel Pd, ai quali sinceramente dico che non è sufficiente mettersi la divisa di un partito, per dire che si è cambiato idea.

Personaggi che hanno una grande nostalgia del passato, ma che nutrono un sentimento che è la morte del futuro. Nulla mai si ripete allo stesso modo. Tuttavia, con l’uscita di scena di Berlusconi, un centro del tipo sognato da Monti, potrebbe anche nascere.

Sono contenta che il Pdl si sia spaccato, e mi illudo che alcuni personaggi abbiano fatto scelte di libertà e non di convenienza, ma vorrei che la stessa cosa succedesse al congresso del Pd.

Coloro che dentro al Partito Democratico non si sentono a loro agio perché vorrebbero che fosse centrista, dovrebbero anche loro fare la valigetta e andarsene. Le parole di  Letta,  quando ha detto, a proposito del suo governo-bis di larghe intese: “Questo governo è sostenuto da una maggioranza politica coesa”, sono chiarissime e si capisce che cosa ha in mente.  Ma non può esistere coesione, tanto meno politica tra Pdl e Pd. Esiste invece una forzata alleanza,  esiste poca chiarezza nei rapporti, esiste un insieme ibrido imposto dall’alto, ma non esiste coesione politica.

Mi auguro che al congresso del Pd, subentri un segretario che chiarisca queste questioni di fondo e dia al partito una chiara indicazione di sinistra. Questo partito se vuol sopravvivere deve cambiare completamente. Cambiare vuol dire rifarlo dalla base, non dai vertici, perché era un bel partito, ma nato male, gestito peggio ed ucciso con l’affossamento di Prodi.

SIAMO PARTICOLARMENTE FORTUNATI

SIAMO PARTICOLARMENTE FORTUNATI

????????????????????????????????????????????????????????????????Siamo particolarmente fortunati, in Italia, noi c’abbiamo un guru eccezzzzziunale veramente, il Gianroby, quello coi capelli lunghi, unticci e grigi, che predice disastri sociali, fino alla guerra civile. C’ha predetto che arriveremo presto, fra pochi mesi,  a spararci tra vicini di casa o di pianerottolo.

E’ quel genere di personaggio che porta una sfiga terribile!!!!

Da quando c’è in giro lui e quell’altro, capelluto novello sessantacinquenne, che parla sempre di morti e sepolcri,  ce ne capitano di tutti i colori.

Il tutto durerà fino a quando i due esemplari non otterranno il 51% delle preferenze degli italiani. Il 100% sarebbe troppo, basta il 51%, una percentuale che consentirebbe loro di governare beatamente da soli. Da soli nel termine esatto di “soli”, perché il contorno formalmente eletto conterà meno di niente.

Fino al fatidico 51% ce li troveremo sempre davanti con i loro presagi di disastri simili alle maledizioni medioevali. Credo che stiano preparando i roghi per bruciare le varie streghe del proletario pdmenoelle, quelle sono le vere streghe. Gli altri quelli del nobile pdconelle, subiranno solo una timida tiratina di orecchie, nulla più. Sono così bravi che meritano appena appena un piccolo rimprovero.

Tuttavia succede una strana cosa; il primo crinito, il Gianroby, smentisce l’altro, quello che fa da megafono, «perché – dice – “alle amministrative abbiamo voluto perdere di proposito». Non si capisce allora come mai abbia mandato in giro il megafono per tutto il paese (poveretto, visto che ha 65 anni gli sarà venuto anche un po’ di affanno, si sa anche i polmoni non sono più quelli di una volta) e perché, sempre il megafono, abbia esultato così rumorosamente per la clamorosa sua vittoria a Ragusa.

Averlo mandato in giro e fatto faticare come una bestia, per il solo gusto di perdere, mi sembra un po’ troppo. Poteva perdere stando tranquillamente in panciolle sulla costa della Sardegna per tutto il tempo della campagna elettorale.

Ma il Gianroby è un manager di altissima qualità, ci sa fare, quasi quasi è come il Marchionne, comanda e fotte. Tutto calcolato. Questione di marketing. Ed il grillo, padrone di niente, neppure di scrivere quello che vuole sul suo blog, per paura di essere smentito, continua il canto stridente per attirare i grillini al nulla, per conto terzi. Il duo crinito alla fine diventa uno solo.

Come dice il megafono, alla fine ne rimarrà uno solo, ma non sarà lui.

(L’art: di Nuzzi: http://www.corriereinformazione.it/2013072126569/politica/m5s-casaleggio-l-italia-nei-prossimi-mesi-sara-incontrollabile.html)

Nota: Gianluigi Nuzzi definisce Casaleggio il numero due dei m5s, ma io credo che sia il primo ed il solo. Grillo con la sua parlantina, gli fa da megafono.

LA COMMEDIA E LA FARSA

LA COMMEDIA E LA FARSA

I-BURATTINI-DI-IL-TEATRO-ROVESCIATOLa commedia di queste giornate schizofreniche è stata straordinaria, si è trasformata in breve in una farsa, con i soliti scagnozzi di Berlusconi presenti in ogni dove e in ogni tempo a gridare che la magistratura non è mai stata così veloce, che il nuovo difensore di Berlusconi, il Coppi, tanto bravo, non riesce a mettere insieme una difesa come si deve, perché non ha il tempo di cercare le prove dell’innocenza del suo protetto, è persino rimasto “esterrefatto” dalla velocità della magistratura.  che è una vergogna che un capo politico votato da milioni di italiani, sia condannato.

Il Pd, almeno una buona parte dei suoi rappresentanti, sono entrati in confusione e hanno concesso  un bel pomeriggio di pausa dei lavori parlamentari ai sostenitori strafogati di Berlusconi, ma, sostanzialmente anche per riprendersi loro stessi dall’intontimento e disorganizzazione mentale cui sono andati incontro.

Alla fine di tutto l’ambaradan, si presenta il solito Berlusconi, sotto le vesti del taumaturgo che sentenzia con calma da patriarca che: il governo delle larghe intese che lui chiama “di pacificazione” non corre alcun pericolo. E allora, miracolosamente tutti tacciono.

Il bungabungaro, prima ha mandato avanti la squadra guastatrice, poi, come al solito, passa lui che rimette tutto a posto e interpreta magnificamente la parte del santo dei miracoli.

Ma non credo che il governo delle larghe intese stia tanto bene e non credo neppure che rimanga così com’è nel caso venisse confermata la condanna del bungabungaro anche in Cassazione.

D’altra parte al soggetto conviene dire che il governo delle larghe intese non corre pericoli, innanzitutto perché gli  fa comodo immensamente per avere ancora tanta possibilità di intervenire e dettare le sue pretese e poi perché è ben cosciente che, se per caso, si dovesse tornare alle urne, sia pure col porcellum, perderebbe, e sa bene che nella formazione di un nuovo governo i grillini, questa volta, non si lascerebbero perdere l’occasione, anzi, non vedono l’ora di poter fare anche quelle alleanze contro le quali hanno sparato i loro vaffanculi.

Mi chiedo cosa possa fare la Cassazione? C’è chi dice che non può fare altro che ratificare la condanna, perché se non ci sono errori di procedura, non cambia il verdetto. Per cambiarlo ci dovrebbe essere un giudice del tipo di “Carnevale”che ha assolto un’ infinità di mafiosi per: cavilli, errori di sintassi o grammaticali, graffette troppo grandi, macchie di sporcizia, fogli stropicciati, brutta calligrafia.

Carnevale riuscì persino a mandare assolto un uomo colto in flagrante a tagliare in due un neonato con una sega elettrica, nonostante la testimonianza di 24 persone, tra cui i genitori del neonato, gli zii, il prete che lo aveva battezzato, il vigile che era accorso sul posto e nonostante le condanne all’ergastolo in primo ed in secondo grado, perché si era tagliato con uno dei fogli che costituivano il faldone.

Al bungabungaro occorrerebbe proprio un “Carnevale”. Chissà, forse lui ci spera.

A BOCCE FERME

A BOCCE FERME

pd_bandieraPrima di queste elezioni amministrative ho letto tanti commenti in cui si dava il Pd per “morto e sepolto”, perché si era piegato in ginocchio davanti al m5s, perché aveva perso le elezioni, ma soprattutto perché aveva formato un governo di larghe intese col Pdl e Lista civica.

Abbiamo sentito tutti gridare da ogni palco costruito in ogni piazza “Il PD scomparirà, la sfida sarà tra M5S e PDL e poi ne rimarrà solo uno”.

Ma qualcosa è andato storto, per questi detrattori, dalle previsioni funeste. I conti non tornano.

Il Pd avrebbe dovuto scomparire soprattutto perché, accettando di formare un governo di larghe intese con Pdl e Lista civica, l’inciucio, come viene chiamato dai suoi detrattori, aveva firmato praticamente la sua fine.

Gli stessi giornali oggi dicono che le “Larghe Intese” sono uscite sconfitte dalle urne perché ha vinto il centrosinistra.

Quello che è certo è che il Pd, stavolta non ha perso, quello stesso Pd che nei comuni guida il centrosinistra, ma che guida anche un governo nazionale di emergenza e di necessità, costruito insieme ai suoi avversari.

Questa cosa così funesta per il Pd, però, pare che gli elettori l’abbiano capita. Nonostante il governo di larghe intese,  la gente non ha abbandonato il Pd e non ha abbandonato il centrosinistra. Pd e centrosinistra vincono ovunque, su tutto il territorio nazionale, anche in Sicilia. Ma Pd e centrosinistra non sono due cose diverse, sono il corpo vivo di  un partito che molti vorrebbero morto, ma che in effetti, nonostante tutto, è vivo più che mai.

CERCASI DISPERATAMENTE UNA RENZA

CERCASI DISPERATAMENTE UNA RENZA

michela-biancofiore-virginia-raffaeleHo avuto occasione, di ascoltare “Agorà” la trasmissione del mattino su Rai3. La presenza della Biancofiore, è stata tanto invadente, da non lasciare a nessun altro la parola, e quando qualcuno riusciva a dire qualcosa, era continuamente interrotto.

Ma che razza di dibattiti sto ascoltare, ma chi me lo fa fare, mi sono detta: La Biancofiore poi è davvero antipatica.

Ma una cosa, però, l’ho imparata. Il Pdl senza Berlusconi non vale niente. Se c’è lui qualcosa si fa, ma se non c’è sono disastri. Ebbene il giornalista che conduce la trasmissione, con una provocazione, ha invitato la logorroica pidiellina a fare qualche nome che sostituisca Berlusconi, perché ormai  le sue idee sono sempre quelle, e giustamente, dice, si dovrebbe cercare un altro leader che prenda in mano il partito.

La Biancofiore non si è lasciata scappare l’occasione. Anche il Pdl ha un “Renzi”, anzi, una possibile “Renza” che potrebbe mettere tutti d’accordo e tener alta la bandiera del Pdl. Pensate la Santanchè? No!

Questa “Renza” sarebbe la figlia del padre padrone: Marina Berlusconi, che è tanto brava nel suo lavoro e potrebbe benissimo marinaberlusconi“scendere in politica”. «Copiamo tutto dall’America – dice l’ineffabile Biancofiore – possiamo copiare anche il fatto che i parenti dei presidenti facciano i presidenti».

Sta frase ha zittito tutti.

Cari miei ‘na bomba.

 

 

I BURATTINI DELLE PLATEE

I BURATTINI DELLE PLATEE

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Uno grida, anzi urla tanto da sputare le tonsille: “Questa gente deve essere isolata…….” “Mandiamoli tutti a casa.…”. Sappiamo chi è e con chi ce l’ha. Ormai è roba vecchia che è diventata anche una gran rottura di scatole. Se fosse per lui, tutti gli altri, eccetto se stesso, sono cretini.

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L’altro fa le domandine dell’asilo: “Volete voi che….”? E la gente,  rimpinzata di panini gratis, risponde Noooooooooo! Oppure Sìììììììììììì. Tratta i suoi elettori come i bimbi. Mi fa venire in mente il buon parroco di campagna, che dopo aver fatto il catechismo, premia i bambini. “Volete una caramella”? Sììììì….., rispondono i bimbi in coro. O peggio ancora il padrone del “Palazzo” del paese che, bontà sua, distribuisce qualche caramellina ai bimbi dei dintorni, chiedendo loro: “Chi vi fa l’elemosina è buono”?   Mi piacerebbe che qualcuno, qualche volta. rispondesse: No!

Qualcuno trova differenze? Entrambi sono patologicamente malati di logorrea a senso unico, senza interlocutori tra i piedi.

Solo grande tristezza!

Questa è la politica italiana di oggi. Non c’è trasmissione televisiva o tg e non c’è giornale che non apra i propri articoli, con questi due scocciatori.

Il primo è meglio lasciarlo dove vuole stare lui, lontano dalle tv e dai giornali, lasciarlo nel buco dov’è e non farci caso.

Il secondo lasciamolo distribuire le caramelle ai bimbi. Questo è ciò che sa fare, oltre che, naturalmente, comprare i bimbi stessi.

COME ASSICURARSI DAI 5 AI 7 ANNI DI VAFFANCULO LIBERO

COME ASSICURARSI DAI 5 AI 7 ANNI DI VAFFANCULO LIBERO

crimi-dorme-in-aula2-300x225Le Cose stanno così. Adesso abbiamo i saggi che metteranno a punto un bel protocollo dove saranno studiate per benino riforme e proposte di legge condivisibili tra le due cariatidi, nominate sagge, della politica: Quagliariello e Violante. Qualche proposta condivisibile la troveranno, abbassamento dei costi della politica, legge elettorale seminuova, diminuzione del numero dei parlamentari, azzeramento dei finanziamenti ai partiti. Rimarrà il conflitto di interessi, il falso in bilancio e magari faranno qualche condono per accontentare gli amichetti. Trovato l’accordo, Napolitano incaricherà “Uno” del Pd, probabilmente non sarà Bersani (spero), e gli imporrà di formare un governo di “larghissime intese” tra Pd e Pdl. Tempo stimato 15-20 giorni.

Succederà che:

Primo:  Siccome il Pd avrà a questo punto con ogni probabilità la Presidenza del Consiglio, il Pdl pretenderà la Presidenza  della Repubblica. Ma potrebbe succedere che poiché il Presidente della Repubblica  attuale scade il 15 aprile, si debba procedere alla nomina del Presidente della Repubblica, prima della nomina del Presidente del Consiglio e, in questo caso, Berlusconi non potrebbe più trattare dicendo che il Pd si è già preso tutto e potrebbe avere qualche problema a salire al colle. Sono sicura che troverà qualche escamotage che gli consenta di vincere, piangerà tante lacrime insincere che riuscirà anche a commuovere il cuore di sasso del Pd. Così Berlusconi salirà al colle, (o qualcuno come Gianni Letta che è la stessa cosa, tanto in quelle stanze ci sarà sempre Berlusconi) ascolterà l’Inno di Mameli, bacerà la bandiera e si piscerà addosso. Faremo ridere il mondo intero, ma ormai c’abbiamo fatto il callo. Durerà sette anni, e quindi allontanerà per sempre i suoi processi e nel contempo saremo isolati dal resto del globo terrestre, più o meno come la Korea del Nord.

Secondo: Il nuovo Presidente del Consiglio sarà, con ogni probabilità, uno del Pd, e dovrà sedere accanto alla Santanché. Sarà costretto a governare solo per le cose che sono state stabilite  dai saggi e solo per delle cose che non riguardano gli interessi del berluska. Potremo dire addio alla legge sul conflitto di interessi, al falso in bilancio, alla nuova legge sulla corruzione e gli evasori fiscali faranno salti di gioia. Un governo così innaturalmente composto, avrà un Presidente del Condiglio targato Pd con le mani legate e se per caso oserà respirare, ci sarà sempre il Pdl e il resto a ricordargli che è stato messo lì per fare solo quello. Un governo di  larghe intese, imbalsamato, costretto a fare due cose e destinato a morte certa, in breve tempo. La incompatibilità tra i due partiti è enorme, Berluka pensa alla riforma della giustizia, il Pd al conflito di interessi e alla riforma elettorale. Non andranno d’accordo su niente.Fine ingloriosa del governo extralarge, però la propaganda delle tv e dei giornalisti prezzolati dal’arcoriano sarà tale da convincere la gente che loro e solo loro. i pidiellini, si sono sacrificati per salvare il Paese. Come sempre! Tombola! Nuove elezioni, vince la destra!

Terzo:  Tutto questo dimostrerà che l’acclamatissimo e riverito e corteggiato mcs, così interessato al cambiamento, così incazzato contro la casta,  non ha contato un bel niente e non ha ottenuto alcun cambiamento. Sarà ricordato come la barzelletta del vaffanculo libero.  Ma avrà un grandissimo peso come sostenitore della vecchia politica, dell’odiata casta e in particolare della destra di Berlusconi. Sarà palese l’accordo, non detto e non urlato, che c’è tra Berlusconi e Grillo. Nessuno dei due ha la dote dell’equilibrio politico ed entrambi hanno perso di vista l’interesse generale e sono scivolati inevitabilmente verso un populismo distruttivo e perverso. Quello che Grillo e Berlusconi interpretano come due facce della stessa medaglia. Li accomuna in modo impressionante il gigantesco ed insopportabile “ego” , la volontà di imporre agli altri precisi dictat e precise scelte. Il governo a guida destra durerà per parecchio tempo col sostegno del mcs in “simili modo” congelato. Il tutto è già leggibile fin da ora chiaro e tondo. Saranno contenti Travaglio e compagnia. Le grida, apparentemente di rabbia contro un governo Pd-Pdl, che il mcs farà sentire ovunque, saranno in effetti gridi di gioia e di felicità. Il mcs, infatti, si sarà così assicurato almeno dai 5 ai 7 anni di vaffanculo libero, di cadaveri da insultare  a parole e di numerose sedie in Parlamento, ben pagate, senza nulla decidere e senza sobbarcarsi il peso della responsabilità politica, concedendosi qualche pisolino di soddisfazione, come stanno già facendo, con buona pace di quegli otto milioni di italiani che l’hanno votato.

(Nella Foto il capogruppo dei grillini al Senato, Vito Crimi, quarantenne, dopo 15 giorni di Parlamento, già molto stanco, per l’eccessivo lavoro)