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LA NOSTRA DIGNITÀ VALE PIÙ DI QUALSIASI POLTRONA

LA NOSTRA DIGNITÀ VALE PIÙ DI QUALSIASI POLTRONA

Nel Pd c’è qualcuno che vuole uno strapuntino.

Lo diciamo alla Fantozzi o alla Di Maio: faccino, faccino pure, ma senza di noi.

La situazione del Pd è chiara, siamo una minoranza, anzi l’unica minoranza, non possiamo fare i salti della tigre, tuttavia ci sono delle lamentele da parte di alcuni ministri e altri papaveri dirigenti del partito democratico, che si stanno comportando come bambini dell’asilo.

Parliamo di Dario Franceschini (Ministro dei Beni Culturali) e Andrea Orlando (Ministro della Giustizia) e di Emiliano, di Boccia, eccetera.

Per loro un dialogo con il M5S è doveroso.  Non sappiamo in che senso “doveroso”. Per responsabilità?  Siamo un po’ stanchi di sentire che dobbiamo sempre sacrificarci, passare sopra a tutte le ingiurie, le offese personali e tutto il fango che in anni ci è stato buttato addosso.

Non abbiamo nessuna ascia da dissotterrare perché non abbiamo mai usato un’ascia, per parlare con i nostri avversari, ma abbiamo sempre cercato rispetto e dato rispetto.

Secondo noi ad esser doverosa sembra essere solamente la loro voglia di una poltrona. E’ ancora più doveroso, invece, è rispettare la volontà degli elettori. Prendiamone atto con sincerità e senza rancore, abbiamo perso, così è stato decretato e ci dobbiamo comportare di conseguenza.

Senza dimenticare che alcuni giornali come “Il Fatto Quotidiano” e Travaglio, con le loro dichiarazioni, stanno dando la colpa al Pd del motivo del fatto che la legislatura non sta partendo.

  • Se i signori Franceschini e Orlando e non so chi altri, vogliono un accordo con il M5S, dimenticandosi delle differenze programmatiche e degli insulti pentastellati nei confronti del Pd, e di tutti noi, per uno strapuntino, lo dicessero e buon viaggio.
  • Se costoro vogliono diventare la ruota di scorta o il salvavita di un governo M5S lo facessero.
  • Se vogliono stare con chi vuole buttare all’aria quanto fatto in questi anni, che lo facessero.
  • Se proprio gli fa schifo non contare nulla, in questa legislatura, possono uscire dal Pd, (oppure usciamo noi, non c’è problema), e fare un altro gruppo.
  • Se costoro si stanno, tatticamente, rincoglionendo non possono certo pretendere che gli altri condividano i lor convincimenti.
  • Se qualcuno di loro riesce a passare sopra agli insulti, pur di prendere una poltrona agissero di conseguenza, ma solo a nome loro. Noi, non ci stiamo.
  • Se qualcuno prende per “parole serie” le buffonate di Di Maio del tipo: “Credo che ora il senso di responsabilità nei confronti del Paese ci obblighi tutti, nessuno escluso, a sotterrare l’ascia di guerra”, è liberissimo di farlo.
  • Se qualcuno crede che un comico, un affarista e una persona di scarsa cultura possano decidere i destini del paese, si chiedano sinceramente con chi avranno a che fare.

Pensiamo fermamente che la nostra dignità valga più di qualsiasi poltrona.

 

 

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CHÈROTÉ

CHÈROTÉ

È un modo di dire bolognese di cui non possiamo dire il seguito perché sarebbe una parolaccia troppo sconcia.

Traduciamola con “insopportabile” anche se non rende molto l’idea.

Riguarda Orlano, il ministro Orlando. Una persona che è sempre stato in silenzio, o quasi, che non ha fatto nulla, o quasi, nonostante le numerose cariche importanti ricoperte in questi anni.

Tutto questo suo silenzio, ci aveva fatto pensare che fosse un bravo ragazzo, anche intelligente. Sentirlo parlare ora alle assemblee dei dissidenti, la delusione è fortissima.

Insomma, da un po’ di tempo, anzi da subito dopo la sconfitta del Pd, ha cominciato a parlare a ruota libera.

E’ andato anche ai cancelli della Fiat, era rimasto molto male perché, nei circoli interni di quella fabbrica, tra gli operai, Renzi aveva avuto un plebiscito.

Sostiene che Renzi vincerà il congresso, ma non vincerà mai le prossime elezioni.

L’uscita è un po’ singolare, perché dice una cosa molto probabile e cioè che è difficile che il Pd vinca le prossime elezioni e, nel contempo, dopo aver denigrato Renzi, sembra che giudichi il suo partito una disgrazia.

Forse vuole dire solo “votate me, così vinciamo le prossime elezioni”.

Insiste nel dire che bisogna includere, includere, includere, ma chi? Forse quei quattro sprovveduti che sono usciti e unire tutti i groppuscoli della sinistra che insieme non raggiungono il 2%?

Come se l’idea non fosse mai stata tentata. Sappiamo che non è mai riuscita, questo sì.

Quindi che Renzi segretario non possa vincere le elezioni è nelle cose, ma che possa vincerle lui, sembra fantascienza, il partito sparirebbe del tutto.

Quando all’interno c’è qualcuno che fa la guerra al partito a favore delle opposizioni, si rivela un avversario come gli altri.

Credo che il problema del Pd sia più profondo di quanto dicano tutte le sirene che attualmente stanno alzando la voce.

Si tratta di capire che i problemi stanno nelle fondamenta, su come è nato, su quali basi ha appoggiato, mai solide, sempre litigiose, e per alcuni rancorose. E’ stata una fusione a freddo di due anime o correnti di pensiero che non si sono mai sopportate, e una della quali, se non ha il sopravvento, litiga e offende e fa propaganza per le opposizioni.

Altrimenti sarebbe difficile comprendere come mai un segretario come Veltroni, che alle elezioni aveva avuto il 33%, si è dovuto dimettere. Finché non si capirà questo e non si “rifonda” qualcosa di più solido, il Pd, così com’è combinato, non vincerà mai.

E ogni segretario eletto, con primarie o senza, verrà cannibalizzato poco dopo.

 

IO PERÒ MI SON ROTTA LE PALLE

IO PERÒ MI SON ROTTA LE PALLE

“IO PERÒ MI SONO ROTTA LE PALLE

(di Maria Pia Ciancarelli)

di quel motivetto su Renzi
“…a parte gli errori che ha fatto”

Ma quale cazzo di errori ha fatto?

La sinistra italiana, tutta da una sponda all’altra, negli ultimi 25 anni è vero, non ha fatto un solo errore, mai, assolutamente, ma ha fatto un unico stratosferico fallimento totale, ha permesso a Berlusconi di governare indisturbato per decenni, con una opposizione all’acqua di rose che puzzava di piaggeria servile a 90°, con dei sindacati indecenti che ingrassavano i loro caporali infischiandosene dei disoccupati, incipriando e basta i lavoratori che pagavano a loro il pizzo.

Venti anni vergognosi, che se non fosse intervenuta la magistratura, stavamo ancora tutti a parlare delle cene eleganti!

Ma che errori ha fatto Renzi?

Ha scardinato senza alcun ritegno, cosa mai vista ed inimmaginabile, non nicchie ma crateri di privilegi, ha rivoltato tavoli imbanditi di vizi e inoperosità della PA, ha fatto ministri gente sconosciuta senza padrini, facendo il primo consiglio il giorno dopo il giuramento alle 7 di mattina, ve lo siete scordato che messaggio terrorizzante fu per tutti i vecchi oligarchi?

Non ha fatto alcun errore, qualche dettaglio non rifinito forse, ma per i ricami ci vogliono anni di inerzia e lui non aveva tempo e carattere per i ricamini sulla sedia a dondolo, ai quali l’Italia era abituate ed è ancora nostalgica.

Chi fa errori non ha bisogno, per cadere, di granate, bazzooka e lanciafiamme che lo colpiscono ogni santo giorno, da parte di tutti giornalisti in primis, non ha bisogno di infamanti calunnie sempre e comunque, e alla fine sono stati costretti a farlo fuori come Moro, magari senza sangue questa volta, come prassi da parte dei servizi segreti forse deviati del suo paese, che Renzi ha costretti ad inventare prove false per farlo fuori.

Prove false, ma sia chiaro, come fa la Mafia, colpendo chi gli sta intorno, il padre o gli amici, come un avvertimento criminale, come la testa del cavallo morto nel letto, perché il maledetto ragazzo è così arrogante che è pure onesto, non basta un avviso di garanzia qualsiasi, di “magagne o errori, inciampi, sbagli” non ne ha evidentemente  fatti alcuno, se no non ci voleva la guerra stellare per farlo fuori.

Ma quali errori ?

Allora cominciamo a chiedere ogni volta che qualcuno dice …”a parte gli errori”, beh, dimmeli uno per uno quali siano questi errori!

Li voglio sapere uno per uno, in fila per gravità e conseguenze, siamo diventati un po’ pure noi antiRenziani?

Si poteva fare di più?

Superman non ha fatto i miracoli?

Il sud, come se il sud non fosse il dramma del nostro paese da sempre fin dall’Unità di Italia? Ma lui ha sbagliato, perché, come tacito accordo da sempre, non ha calmato il sud con promesse bufale e assistenziali?

Piantiamola di parlare di errori, e ringraziamo iddio che non sia stato ancora ammazzato fisicamente.

Guardiamoci intorno in queste ore che gente sta girando e vergogniamoci!

****

Aggiundo una mia nota alle parole della mia amica Maria Pia.

Le parole di Cuperlo, Orlando e altri fanno rabbrividire. Che cosa ci stavano a fare nel Pd?

Adesso che Renzi si è dimesso (vedremo poi quando) si sono scatenati gli inferi.

Veltroni rincula in un misticismo rozzo e in un vaniloquio sulla sinistra eterna che è fuori dal mondo e dalla logica. E tutto per derenzizzare il Pd. Che significa anche buttare a mare tutte le cose giuste fatte.

Orlando che per anni ha firmato centinaia di provvedimenti di cui adesso dice di non essere d’accordo. Fare il Ministro non è un obbligo, firmare i provvedimenti nemmeno, ma stare al comando di qualcosa sì, è gratificante!  Forse ha tanta stizza dentro, anche se si dimostra sempre calmo come l’acqua cheta, infatti è andato al cancelli della Fiat a vedere e sentire come mai gli operai nel loro circoli Fiat abbiano votato un plebiscito per Renzi. Ma Orlando non sa che adesso quegli operai dormono la notte e prima di Renzi no?

Cuperlo che, all’iniziativa da lui organizzata usa una violenza nelle parole e nei toni contro Matteo Renzi, che  sorprendono e lasciano esterrefatti. Ma veramente si può sentir parlare, nella sede del nostro partito, di clientelismo e nepotismo contro chi ha guidato il Pd negli ultimi 4 anni? Possibile che in una sala piena di dirigenti Pd che, a vario titolo e in forme diverse, negli ultimi anni hanno avuto incarichi di responsabilità, si possa sentire una autoconsolatoria analisi secondo cui sia tutta colpa di Renzi e del presunto renzismo? L’analisi del voto sarebbe la semplice ricerca del capro espiatorio? E tutti questi dirigenti cosa facevano in questi anni? Non erano al fianco di Renzi al partito, al governo e in Parlamento? Ora si trastullano con le parole a dimostrazione che l’odio e il rancore non solo persistono in loro, ma divampano ferocemente come le fiamme dell’inferno.

E, per carità, lasciamo stare Emiliano. Almeno quello ha sempre aperto bocca.

 

 

 

UNA LEZIONE ESEMPLARE

UNA LEZIONE ESEMPLARE

Non è la solita storia “tutti contro il Pd” o tutti contro Renzi. Sono convinta che un elettore di sinistra, si stia trovando in una grande situazione di imbarazzo in questo momento.

La causa è evidente.

Non serve alcuna coalizione, perchè in queste elezioni amministrative ci si è presentati in coalizione con tutta la banda della sinistra, della sinistra estrema e abbiamo perso, sonoramente perso.

Questi sono gli effetti tangibili delle continue pagliacciate di alcuni personaggi della sinistra del Pd, quei personaggi che non hanno mai saputo o capito che il Pd era un’altra cosa, rispetto al vecchio Pci, con tutto il rispetto per il vecchio Pci.

Si può cominciare da quando un gruppetto di personaggi mal assortiti si sono recati in Grecia a sostenere Tsipras.

Poi il Civati, che se ne va e copia il podemos degli spagnoli, senza un vero perché. O forse perché non era arrivato primo alle primarie, ma “solo” secondo.

Poi Cofferati scocciato, che voleva diventare presidente della regione Liguria, ma non è stato scelto alle “sue” primarie e se l’è legata al dito quella pseudosconfitta.

Poi Fassina impresentabile, non ho mai capito cosa volesse veramente.

Poi Rossi, toscano incredibilmente fuori dai toni, forse perché da toscano odia Renzi più di tutti.

Poi la sconfitta del 4 dicembre, capitanata dai personaggi più incredibili della sinistra, persino dal povero Rodotà, pace all’anima sua, tuti insieme appassionatamente con la destra e con la parte fascista della destra.

Poi il congresso che ha consentito il distacco degli inferociti contro Renzi, pieni di rancore per aver perso, anni prima elezioni politiche già vinte, per non aver saputo eleggere un presidente della Repubblica, per l’umiliazione di dover inchinarsi di nuovo a Napolitano, per aver fatto una figuraccia meschina nel rincorrere grillo e nel farsi insultare, (e ancora ci provano, non sono bastati i calci in faccia di allora).

Un pasticcio enorme che consentirà a D’Alema di fare il capo della minuscola formazione, piena di metafore, di Bersani e compagnia. Pure D’alema è pieno di odio, contro tutti, fuorché contro la destra. Odio cresciuto enormemente da quando non è stato eletto in Europa ministro degli esteri. La verità vera è che proprio l’Europa non l’ha voluto. Oppure forse perché non ama nessuno se non se stesso, per cui chiunque sia che abbia un qualche incarico, a sinistra, da Prodi a Veltroni, li caccia via tutti. Figuriamoci Renzi!

Poi ancora le graffiate continue di Orlando, Emiliano, Cuperlo. Insopportabili lamentele, lagne, offese, punzecchiature, noiosissimi personaggi.

Quante ferite abbiamo subito, chi è ancora disposto a lasciarsi colpire da continue frecciate? Ogni volta si perde sangue vero politicamente parlando.

Le ferite sono profonde nell’elettore del Pd, in particolare quello affezionato da sempre.

Il tutto fa perdere stima, fiducia e ovviamente fa vincere la destra.

E’ un’ottima lezione, preludio di quello che ci aspetta nelle prossime elezioni politiche.

ORLANDO O EMILIANO?

ORLANDO O EMILIANO?

Ho ascoltato con attenzione, gli interventi di Renzi, Orlando ed Emiliano, ieri alla direzione nazionale del Pd.

Renzi mi è piaciuto, ma questo lo davo per scontato. Diciamo che sono  renziana, e sì, e vorrei che fosse una “cosa” politica contagiosa.

Tuttavia tra il discorso di Orlando e quello di Emiliano, ho apprezzato di più quello di Emiliano.

La sua focosità, il suo convincimento e la sua forza mi sono sembrate più sincere e forse potranno essere anche più utili al partito democratico, rispetto al discorso, troppo scontato di Orlando.

Più Europa, dice Orlando, ma non credo proprio che Renzi sia antieuropeista, tutt’altro. Inoltre dice Orlando, che Renzi pretende che chi ci ha mandato nella palude, siano gli stessi che ora dovrebbero salvarci.

Non ho capito cosa intendesse.

Quelli che ci hanno mandati nel fango sono i vari Civati, Fassina, Cofferati, D’Alema, Bersani e soci, e non mi pare proprio che Renzi li ami particolarmente da pregarli che ci diano una mano. Anzi.

Questo, semmai, è il desiderio di Orlando, ripescare i fuoriusciti. In Orlando ho rivisto il Civati della precedente consultazione. Stessa  flemma, stesso rancore sottocenere, stessa faccia impassibile, priva di vivacità.

Ha ripetuto la frase più infelice che potesse dire, e che ha ripetuto a mo’ di litania, nella campagna per le primarie: “Tra Berlusconi e Bersani preferisco Bersani”.

Questi non sono discorsi da leader, sono le piccinerie di chi vede un partito addomesticato, vecchio, non proiettato verso il futuro, con idee che superino tutti gli schieramenti possibili, ma sono le idee di chi vuole imbarcare tutte le passività che ci hanno portato alla sconfitta. Appesantendo di nuovo il partito che con fatica tenta di scrollarsi di dosso tutte le passività ereditate. Orlando non ha ancora capito che il Pd è un partito nuovo, e come tale deve essere senza le scorie del passato. Con le glorie del passato, ma senza il peso del rancore.

Per la verità avrebbe dovuto dire che, con una buona legge elettorale, il Pd dovrebbe essere messo nelle condizioni di non scegliere nessuno, ma di affrontare anche da solo le prossime avventure politiche.

Nel modo con cui si è espresso Orlando, significa essere senza speranza e stare a paciugare volentieri nel fango, dove nessuno si distingue, nessuno ha un comando, ma si dirige un partito come seduti ad un bar.

Emiliano invece, con la sua foga, ha protetto il “suo sud”, ha sostenuto le sue ragioni, ha invitato a ragionare e a decidere anche dopo il confronto difficile con gli altri. Insomma mi è piaciuto di più.

CARO ORLANDO CI SEI O CI FAI?

CARO ORLANDO CI SEI O TI FAI?

Lo dico con sincerità, mi hai deluso

Forse il fatto che eri sempre stato in silenzio, forse il fatto che non hai mai fatto nulla in vita tua che potesse provocare un dissenso, per il semplice fatto che non hai proprio fatto nulla, nonostante le innumerevoli cariche che hai avuto, insomma, che dire? Tutto questo ci aveva portato a classificarti, come bravo ragazzo. Come persona intelligente.

E però, amico mio, ci vuoi proprio male, hai deciso di farci passare per creduloni e ci stai riuscendo.

Dal momento in cui ti sei candidato alle primarie, non c’è giorno, non c’è ora, non c’è minuto, in cui non riesci a star zitto e non dire o non fare qualcosa che sconfessi quelle due doti che ti avevamo attribuito.

Non sto qui a elencare quello che hai detto, servirebbe un libro, non un semplice post, perché in pochi giorni sei riuscito a superare le nefandezze dette da Razzi in anni di carriera.

Non sto qui a esaminare il progetto politico, perché personalmente lo trovo inesistente. Assieme a ovvietà, infatti incluse in ogni mozione, un po’ di slogan che piacciono ai nostalgici, a quelli che non vogliono arrendersi all’evidenza dei fatti. Quegli slogan che hanno permesso a Berlusconi di spadroneggiare per anni e rendere le classi che la sinistra dovrebbe proteggere le più massacrate.

Vero, a qualcuno ancora piacciono i simboli, i teoremi. Per loro stanotte ti sei presentato ai cancelli della Fiat. Evidentemente ti ha dato fastidio che nei circoli interni alle fabbriche Fiat, Renzi abbia avuto un plebiscito. Ma secondo te, dimmi, dovrebbero appoggiare te che sei amico di Landini, quello che aveva convinto Marchionne a chiudere tutto in Italia e portare tutto all’estero, o chi lo ha convinto a riaprire e consolidare gli stabilimenti nazionali? Sono centinaia di migliaia di lavoratori che adesso la notte dormono e che prima non dormivano grazie a politiche e inciuci che tu adesso vorresti riproporre.

E non sto qui nemmeno a giudicare se sei un bravo ragazzo o meno. Certo se facessi propaganda senza dire una menzogna ogni 5 minuti, sarebbe meglio. Come sarebbe stato meglio per tutti noi non sapere che per anni hai firmato centinaia di provvedimenti di cui adesso ci dici non essere d’accordo. Fare il Ministro non è un obbligo, firmare i provvedimenti nemmeno. Le persone oneste agiscono secondo coscienza non per salvaguardare una poltrona e poi al momento giusto, buttare molotov su chi ti ha dato fiducia.

Ma va bene, parliamo solo dell’ultima. Oggi hai detto che Renzi vincerà il Congresso ma non può vincere le elezioni. È singolare questa uscita. Da una parte perché dice una cosa molto probabile, perché è difficile che qualcuno vinca le prossime elezioni. Dall’altra dopo aver denigrato il tuo avversario (e in una competizione ci sta) ma anche giudicato il tuo partito una disgrazia, cosa vuoi dirci?

No, perché quello che capiamo è questo: “ votate me, così vinciamo le elezioni”,  non ci sono altre interpretazioni da dare a questa frase. Allora mi viene spontanea la domanda che nella mia città si fa in questi casi: ma tu, ce fai o ce sei?

Tu, che mandi in giro per l’Italia, sprovveduti a illustrare la tua mozione, che dice, includere, includere, includere, ci spieghi “chevvordì ? “.  Lo so non c’è bisogno, includere quei 4 che sono usciti e poi fare l’alleanza con tutti i gruppuscoli di sinistra. Geniale, idea nuova, non ci aveva mai pensato nessuno, e soprattutto non l’abbiamo mai tentata.

Però vedi, (lo dico a te, ma so che non ce n’è bisogno, parlo a chi ha visto in te l’alternativa) i fuoriusciti + tutti  i gruppuscoli della sinistra che puzza di sinistra, messi tutti assieme arrivano forse a un 5%.

Invece sai bene che tutti i nuovi tesserati, che sono tanti, non come hai detto ai giornali stamattina, mentendo sapendo di mentire, e sono tanti nonostante che i tuoi scagnozzi che hai sparso in giro per l’Italia a negare tessere ai nuovi e a non farli partecipare alle convenzioni, ebbene ripeto, i nuovi, se vincessi te, non ti voterebbero, tornerebbero a non votare.

Quindi, che Renzi segretario possa non vincere le elezioni è nelle cose, ma che possa vincerle tu, non solo è fantascienza, ma se vincessi tu il partito sparirebbe.

Dopo aver detto queste cose immagino già molti amici pronti a  lapidermi dicendo che noi dobbiamo fare la guerra alle opposizioni e non all’interno. E allora aggiungo tre cose.

Quando all’interno c’è qualcuno che fa la guerra al partito a favore delle opposizioni, per me la sostanza non cambia, è un avversario quanto gli altri.

Quando si adottano sistemi come le primarie, è naturale che le battaglie siano aspre. Quindi risparmiatemi morali.

Ultima, l’andamento dei congressi non lascia adito a dubbi su che direzione stia prendendo, e questa è una cosa che sta dando fastidio a tutte le parti. A chi ha voluto fortemente questo congresso sostenendo che Renzi fosse un intruso nel partito. A chi come me non lo voleva ritenendolo un’inutile perdita di tempo per non andare subito ad elezioni.

Però attenzione a due fatti: tutti i media erano posati tutti compatti su quella tesi del Renzi intruso. La sua probabile vittoria li scatenerà e troverà ogni modo e inventerà di tutto per far sì che il 30 Aprile si ribalti la situazione.

Infine, io non credo che quelli che hanno spinto e sostenuto Orlando, e noi sappiamo chi sono, abbia tentato di vincere. No, io purtroppo credo che il tentativo sia quello di recuperare posizioni e ricollocare un certo numero di poltrone quanto basta utili a ricominciare il teatro dell’opposizione minoritaria ma urlante e mediatica che ancora una volta inibisca e rallenti il progetto politico.

Consiglio agli amici: lasciate stare le ola per i risultati, non è il momento. Invece non mollare, la fase dura deve ancora iniziare.

(Adriano Amato)

 

Condivido totalmente il commento che evidenzia in maniera chiarissima tutte le difficoltà che il PD sta attraversando. Spero vivamente che Renzi ce la possa fare, so che metteranno in campo tutte le armi per contrastarlo, media in primo piano, e se malauguratamente ciò dovesse avvenire il PD, di cui ho la tessera sin dalla sua formazione, non sarà più il mio partito.

IO AMO CHI RISCHIA

IO AMO CHI RISCHIA

Ho ripreso la tessera del Partito Pd, nonostante le delusioni patite in questi ultimi tempi. Nonostante la protervia di alcuni personaggi che non amano il paese, ma guardano solo al loro ombelico, tengono alla loro visibilità e che se ne sono andati, ovviamente portandosi dietro alcune persone. Forse poche, ma un piccola percentuale, che consentirà loro, con una legge elettorale proporzionale, di ottenere la poltroncina.

Questi personaggi dalla idea fissa, insieme  al  loro esternare nei talk, ci danno lezioni di politica, e i vari giornalisti o pseudo tali, che li invitano, accettano e tacitamente ne condividono l’agire.

Sentir parlare di democrazia da chi, quando era nel Partito in minoranza pretendeva di imporre la sua linea politica appare assai risibile. Mi è difficile trovare anche cosa vi sia di progressista in chi il 4 dicembre ha deciso di riconsegnare il paese alla sua preistoria. Politicamente questa comune di trombati non esprime uno straccio di programma.

Proprio per questi comportamenti che non ho capito e che mi hanno fortemente deluso, ho deciso di sostenere il progetto politico di Matteo Renzi e la sua candidatura alla segreteria del PD. Non sosterrò Orlando, perché mi sembra assai simile a coloro che se ne sono andati. Stessa flemma.

Il progetto di Renzi lo trovo più adeguato ai tempi e alla cultura di questo paese.

L’unico che può salvare questo paese e l’Europa dalla deriva xenofoba e razzista delle destre estreme.

Io amo chi rischia, chi dà soluzioni, elencarle solamente non serve.

Amo chi fa, non chi teorizza, e chi, facendo, talvolta può sbagliare. Chi sa perdere e sa chiedere scusa, ma anche chi è sufficientemente sfrontato Gli sfrontati mi appassionano, perché sanno trascinare col loro sorriso e perché hanno il coraggio di agire.

Amo l’imperfezione, il carattere, anche le debolezze di chi osa.

Lo dichiaro apertamente perché detesto ambiguità ed equidistanze che nella mia pratica politica non sono mai esiste.

Ho fatto la tessera per me, pensando al futuro dei nostri giovani, e ricordando con immenso affetto mio padre, ai valori che mi ha insegnato e sempre praticato.

La dedico a lui al suo impegno, alla sua fatica e alla sua onestà, a mia madre, alla nostra storia familiare, alla loro e alla mia passione politica.

Alla voglia di esserci per contare e decidere del nostro futuro.