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IL MARTIRE


IL MARTIRE

Farsi processare era il desiderio di Salvini, almeno a parole, e chiedere ai suoi di votargli contro, gli è sembrato un atto di coraggio di un italianissimo personaggio quale lui si definisce.

Fare il salvatore della Patria e contemporaneamente il martire, il suo sogno.

Un enorme possibilità di visibilità e mesi e mesi di pubblicità.

Ma davvero Salvini ha salvato la Patria?

Le centinaia di emigranti erano già sul teritorio italiano, la nave Gregoretti, era naturale che sbarcassero in territorio italiano. Questo doveva fare come Ministro dell’Interno italiano prendendo anche in considerazione il personale italiano della nave.

Invece li ha estradati in altri paesi. Germania, Portogallo, Francia, Lussemburgo e Irlanda, con grande soddisfazione sua e dei suoi.

In aula al Senato ha cominciato a fare l’eroe martire : «Non ho nulla di cui rimproverarmi. Ho difeso i confini del mio Paese e la sicurezza dei miei figli e dei figli degli italiani».

Il discorso sui figli è diventato un mantra. Forse pensava di intenerire il cuore dei cattivi che gli vogliono male?

Il più duro a replicare è il capogruppo Cinque Stelle Gianluca Perilli: «Io i miei figli non li tiro in ballo per questioni di politica. La verità è che Salvini cerca l’ombrello del presidente del Consiglio». Mentre Vito Crimi, sul blog delle stelle, scarica definitivamente l’ex alleato: «Non c’era alcuna necessità di tenere 131 persone per giorni a bordo di una piccola imbarcazione».

In ogni modo alla fine della serata, anche Salvini, una volta incassato lo schiaffo del Senato, guarda già al processo con un filo di inquietudine.

I magistrati decideranno come sembrerà loro opportuno, ma Salvini ha commesso i reati che oggi gli vengono attribuiti. E uno che si è macchiato di reati così gravi, sequestro di persona, può stare in politica?

È chiaro che su questa storia dei migranti, Salvini ha costruito la sua intera carriera politica,  violando ripetutamente la legge.

Ma la sua politica antimigranti è risultata vincente e lo sarà ancora, nonostante i processi e gli atteggiamenti.

(Le notizie le ho raccolte, in parte, da : La Stampa)

UN SOLO BAGNO


UN SOLO BAGNO

Oggi si decide al Senato, se concedere o meno l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, ex Ministro dell’Interno.

Non so se è chiara la materia del contendere.

Abbiamo una nave la Gregoretti, della marina italiana che, in base alla legge internazionale del mare che “impone il salvataggio di naufraghi”, raccoglie 119 persone in mare, in evidente pericolo di vita.

La nave però non è attrezzata per la presenza di un così grande numero di persone (basta pensare che ha un solo bagno per centinaia di persone).

Per questo motivo si parla di sequestro di persona.

La nave italiana è già territorio italiano, quindi farli sbarcare avrebbe significato trasportarli da un territorio italiano precario, ad un altro territorio italiano più stabile e agevole.

Non dimentichiamo il disagio arrecato anche a tutto il personale di bordo.

Non rientra infatti nei loro compiti, sequestrare ed essere sequestrati con, lo sottolineo, un solo bagno per 119 persone.

NO, SENATORE SALVINI, LEI NON HA DIFESO I CONFINI DELLA PATRIA


NO, SENATORE SALVINI, LEI NON HA DIFESO I CONFINI DELLA PATRIA

No, senatore Salvini, lei non ha difeso i confini della Patria, come continuamente twitta, squittisce e strilla ogni santo giorno, sui nostri cellulari, nei comizi e alla tv.

I confini della Patria dall’invasione dello straniero, li difesero i nostri nonni in guerra sul Carso e sul Piave.

Mezzo milione d’italiani morti ammazzati. A loro va il nostro rispetto e il nostro amore.

No, non ci ha difeso, lei ha offeso nel corpo e nell’anima 131 migranti in fuga dalla guerra e dalla fame, impedendone lo sbarco e la pronta salvezza.

Sequestrandoli per giorni in mezzo al mare.

Ma di quale minaccia ai confini della patria si sarebbe erto a difensore?

Erano armati solo di disperazione, lei è un vigliacco.

Il suo è stato un abuso di potere.

Quei 131 nostri fratelli e sorelle in quel Cristo che lei bacia nei comizi, disprezzandone la Parola nel cuore, per coincidenza erano nati con un colore diverso della pelle, in quei paesi impoveriti dalle nostre occupazioni militari e depredati dalle nostre piratesche scorribande finanziarie.

No, lei non è il nostro dio. Non saremo mai fatti a sua immagine e somiglianza, senatore Salvini.

Siamo italiani veri, ci hanno accolti in tutto il mondo, a volte con tolleranza e civiltà, a volte, purtroppo, con disprezzo.

Fino a ieri eravamo fieri di non essere barbari, ma di aver dimostrato a tutti di essere un popolo gentile e solidale.

Lei ci ha trascinati nel disonore.

La nave Gregoretti è un’unità della Guardia Costiera italiana. 131 persone in pericolo di vita si erano aggrappate al nostro tricolore.

Quel perimetro galleggiante era la nostra patria, i nostri confini sull’acqua.

È stato lei a entrare in guerra contro noi stessi.

Se ha un briciolo d’onore, questa volta si faccia processare.

Come ci siamo schierati dalla parte dei naufraghi, così saremo dalla sua, qualora i suoi diritti non fossero rispettati.

La verità, temo, è che lei riuscirà a svignarsela un’altra volta, attribuendone la colpa a una presunta “guerra giudiziaria” nei suoi confronti.

Diserterà le aule dei nostri tribunali, fornendo un ulteriore cattivo esempio a chi è convinto che in Italia la legge non sia uguale per tutti.

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