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LA STANZA DEGLI SPECCHI

LA STANZA DEGLI SPECCHI

Un uomo pieno di sé fece ricoprire di specchi le pareti e il soffitto della sua stanza più bella.

Spesso vi si rinchiudeva e contemplava la propria immagine: si ammirava minuziosamente, sopra, sotto, davanti e dietro.

Si sentiva tutto ringagliardito, pronto ad affrontare il mondo.

Un mattino, lasciò la stanza senza chiudere la porta.

Vi entrò il suo cane che, vedendo altri cani, li annusò. Dato che essi lo annusavano, ringhiò.  Dato che essi ringhiavano, li minacciò. Dato che minacciavano, abbaiò avventandosi su di essi. Fu una lotta spaventosa: le battaglie contro se stessi sono le più terribili che ci siano!

Il cane morì, sfinito.

Un asceta passava di là mentre il padrone del cane, desolato, faceva murare la porta della stanza degli specchi.

«Questo luogo può insegnarti molto» gli disse, «lascialo aperto».

«Che intendi dire?».

«Il mondo è neutro quanto i tuoi specchi. A seconda che siamo ammirativi o ansiosi, esso ci rimanda ciò che gli diamo. Se sei felice, il mondo lo è. Se sei inquieto, lo è anch’esso. Vi combattiamo incessantemente i nostri riflessi e moriamo nello scontro. Che questi specchi ti aiutino a capire: in ogni essere e in ogni istante, felice, facile o difficile, non vediamo né le persone né il mondo, ma la nostra sola immagine. Se lo capisci, ogni paura, ogni rifiuto, ogni lotta ti abbandoneranno».

(Il racconto mi è piaciuto molto e l’ho tratto interamente da: http://ilinkdiacl.blogspot.it/2015/01/la-stanza-degli-specchi-un-uomo-pieno.html)

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IL PUNTO NERO

IL PUNTO NERO

Un giorno un insegnante arrivò in classe e disse agli studenti di prepararsi per un quiz a sorpresa.

Tutti erano nervosi, spaventati dalla prova imminente. Mentre l’insegnante stava distribuendo un foglio chiese di non guardare il foglio, fino a quando lui non avesse dato il via alla prova. Una volta che tutti i fogli furono distribuiti diede l’autorizzazione a voltare il foglio e vedere il contenuto.

Con grande sorpresa di tutti si trattava di un foglio bianco con in mezzo un punto nero.

Vedendo il volto sorpreso di tutti i suoi studenti, il professore disse: “Ora scrivete una riflessione su ciò che state vedendo”.

Tutti i giovani, confusi, cominciarono a pensare e scrivere su ciò che vedevano.

Trascorso il tempo, l’insegnante raccolse i fogli, li pose sulla scrivania e cominciò a leggere ad alta voce quanto gli studenti avevano scritto.

Tutti, senza eccezione avevano fatto una relazione sul punto nero, con le più diverse considerazioni.

Dopo la lettura, disse:

“Questo test non servirà per il voto, ma come lezione di vita. Nessuno ha parlato della pagina bianca, avete dedicato tutta la vostra attenzione al punto nero. E’ ciò che accade nella nostra vita. La vita è un foglio interamente bianco da vedere e godere, ma ci concentriamo sui punti neri.

La vita è un dono della natura, ci è data con affetto e amore, abbiamo tante ragioni per far festa per gli amici che ci sostengono, il lavoro che ci sostiene, i miracoli che accadono ogni giorno, eppure insistiamo a guardare il punto di nero, i problemi di salute, la mancanza di soldi, il difficile rapporto con i familiari, una delusione con il partner, con un amico  e così via.

I punti neri sono minimi rispetto a quello che ci viene donato ogni giorno, eppure occupano la nostra mente in ogni momento. Cercate di prestare attenzione a tutta la pagina bianca e non solo ai punti neri. Cogliete ogni benedizione, ogni momento che la vita ci sta offrendo, state tranquilli, abbiate fiducia, datevi da fare, «esistete», vivete felici”.