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IL POTERE DEL CANE di Don Winslow


IL POTERE DEL CANE di Don Winslow

Leggo da “La Repubblica” che i narcos uccidono più del Covid-19.

“Lo confermano i dati che indicano il mese di marzo come il più letale in Messico da quando è stato creato il registro sulle vittime della violenza. Sono 2.585, un record. L’ennesimo. L’ultima assassinata è una giornalista di Veracruz, Stato che si affaccia sul Golfo. Si chiamava María Elena Ferral.

Due sicari a bordo di una moto l’hanno sorpresa mentre usciva da un ufficio notarile a Papantla, cittadina afflitta dalla guerra che i narcos combattono per il controllo dei territori. Colpita da otto proiettili, la cronista è stata portata in ospedale dove tuttavia è morta.

La Ferral era una giornalista nota nella regione.

Aveva fondato e dirigeva un web di notizie, Quinto Poder de Veracruz, oltre a coprire le notizie per il Diario de Xalapa, e si occupava di crimine organizzato, corruzione tra la polizia, connivenze tra queste e il potere politico locale.

Temi dominanti nella realtà messicana, ma anche pericolosi per gli interessi che vai a toccare.

Premiata con numerosi riconoscimenti, María Helena aveva avuto molte minacce in passato.

Le autorità di Veracruz le avevano assegnato una scorta che era stata tolta nei giorni scorsi.

I capi delle gang locali ne hanno approfittato e l’hanno freddata nel suo momento più debole.

Classica vigliaccheria di chi si sente padrone del campo.

Dal 2006 sono morti 100 giornalisti in Messico”.

In questi giorni di clausura forzata, possiamo trovare il tempo di leggere un romanzo, un capolavoro assoluto, sul tema del narcotraffico in Messico e paesi confinanti che coltivano e producono droga. Prima papaveri, poi alberi di coca.

“Il Potere del Cane” di Don Winslow – Ed. Einaudi.

Un libro da leggere e da rileggere, perché i personaggi sono molti, e l’intrigo tra gli interessi degli stati, dei loro presidenti fantoccio e dei narcos, è profondo e complicato.

Il mondo crudele di Fabián MartÍnez, Raúl e Adán Barrera, la freddezza dell’irlandese Callan, il lavoro instancabile e difficile del Cardinale Parada, sostenitore della “Teologia della Liberazione” in contrasto col Vaticano, il coinvolgimento della Dea col suo agente Art Keller, della Cia e degli interessi economici degli USA, la bellissima prostituta Nora.

È riduttivo definirlo un libro sulla droga, anche se il contesto nel quale è inserito, è quello del feroce mondo del narcotraffico messicano.

In verità, viene rappresentato uno spaccato della realtà con tutte le contraddizioni, la lotta degli Usa al traffico di droga, lotta che è più apparente che reale, la corruzione ai più alti livelli.

Un libro che tiene incollati fino all’ultima pagina, grazie alla bravura di Don Winslow, un maestro del genere. Consigliato per comprendere quel mondo, solo apparentemente, lontano.

[È il primo libro della trilogia capolavoro di Don Winslow, seguono: “Il cartello” e “Il confine”, in cui il protagonista principale è l’agente Art Keller]

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