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NELLA LIVIDA TORINO

NELLA LIVIDA TORINO

Così, se non intercettavano la telefonata, avremmo di sicuro un papaverone cinque stelle che, nella Torino livida di Appendino, cancella le multe agli amici.

E questa è una.

La seconda è che i cinque stelle cantano vittoria per le sue dimissioni, accampando un rigore punitivo che, dicono, è solo roba loro. Ma non è stato licenziato, si è dimesso lui.

Pensa che rigore se nessuno avesse intercettato quelle telefonate.

Pensa se invece di dare le dimissioni se ne fosse rimasto al suo posto.

Dopo aver fatto a pezzi Marino per la sua panda senza permessi per il centro storico di Roma, avrebbero tenuto al suo posto un fratacchione che dalla segreteria della sindaca torinese cancella le multe ai protetti.

Eppure, conoscendoli, mi sa che avrebbero potuto farlo: hanno già apprezzato il potere magnifico del “me ne frego”.

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TENERE INSIEME LA BARACCA

TENERE INSIEME LA BARACCA

Un tempo leggevo il blog di Beppe Grillo e ho comprato persino un libro di Travaglio (L’odore dei soldi).

Credevo ancora nei cavalieri senza macchia e senza paura.

Consideravo Berlusconi un nemico, non certo a livello personale, ma erano miei nemici la sua cultura e la sua filosofia politica che per me erano disastrose, come del resto si sono dimostrate. E che ora si ripresenti dimostra quanto poco politicamente questo paese sia cresciuto, da quella parte.

Nel 2011 ho creduto alla fine del berlusconismo e ho gioito quella notte insieme a quell’orchestra che davanti al Quirinale, suonava l’Alleluia, sembrava un segnale felice di rinascita, e invece ci siamo trovati di fronte ad un governo che ci ha lasciato uno strascico di difficoltà e ci ha massacrati, più del necessario, con la scusa che “ce lo chiedeva l’Europa”, proprio a causa degli errori madornali del governo berlusconiano.

In un primissimo tempo, ascoltavo Grillo, perché le critiche di partenza mi sembravano giuste e le ascoltavo con un certo interesse, ma non condividevo il suo linguaggio volgare, urlante e offensivo (se chiudevo gli occhi mi sembrava di sentire il tono feroce dei nazisti). Poi ho capito che quel suo modo di esprimersi mezzo comico e mezzo violento era solo un modo per mascherare le balle che diceva.

E quando ha trasformato il suo straparlare in un partito politico, ho tralasciato tutto, ogni curiosità è scomparsa. La volgarità e il furore diventato partito, fanno ribrezzo.

Non mi piacevano i toni, e non mi piacevano i contenuti, meno che mai quando ho visto cacciare via le persone per motivi insensati, come è successo a Federica Salsi per la sua presenza di dieci minuti a Ballarò. Un atto vergognoso, come quelli che si sono susseguiti, che nessun giornalista e nessun editorialista pensa mai di ricordare.

Sono stati dei gesti violenti.

E anzi usano un linguaggio violento e hanno comportamenti violenti, come gli assalti al banco del governo in Parlamento, e l’uso che fanno della rabbia, finché un giorno probabilmente non sapranno come fermarla.

E ora vedere Di Maio, il figlio prediletto dal blogge, che si presenta con soddisfazione e spavalderia e con il desiderio di ricoprire quei posti e quelle funzioni, prima considerate il nemico da combattere è quanto meno imbarazzante. La non casta che si fa casta.

Faranno di tutto per dimostrare di essere “classe dirigente”, ma saranno costretti a ribaltare tutto il loro programma. E lo stanno facendo, tradendo tutti, ma tutti i buoni propositi iniziali.

Le persone anche se condannate possono continuare a ricoprire i loro ruoli, sono passati da giustizialisti a più che garantisti, si possono ricoprire più di due legislature, dovevano uscire dall’euro e dall’Europa, ma si sono mangiati la parola. Per dire solo alcune incongruenze e disattenzioni rispetto alle cose promesse. Il tutto per raccattare consensi.

Il problema ora è se c’è qualcuno disposto a crederci. Se è così, a quanto pare, sto perdendo la fiducia nel buon senso degli italiani.

A pensarci bene la filosofia grillina (anche se chiamarla filosofia è parola grossa e incomprensibile per loro), sta nel considerare il popolo, come qualcosa da manipolare, come qualcosa di infantile, a cui vanno raccontate delle balle e più grosse sono meglio è.

Perché il popolo “cade” più facilmente nell’inganno di una grossa bugia piuttosto che di una piccola.

Il popolo così non capirebbe mai, nella sua stupidità, che è vittima di una formidabile falsificazione.

Quando sarà che finalmente diventiamo un popolo maturo e la smetteremo di correre dietro a chi urla più forte?

NIENTE AVVENTURISMO, NESSUNA COALIZIONE

NIENTE AVVENTURISMO, NESSUNA COALIZIONE

Le cose non vanno bene! E’ giusto esserne consapevoli! Molta parte dell’opinione pubblica è fortemente critica verso le riforme, verso il progresso e cede ai piagnistei disperati che vanno a parare in un pessimismo inerte e inutile.

La sconfitta del 4 dicembre non è ancora assorbita e ne pagheremo a lungo le conseguenze. La responsabilità delle forze politiche che hanno strumentalizzato l’antirenzismo per offendere il paese è gravissima. La sconfitta del 4 dicembre è un lutto nazionale!

Oggi come oggi si renderebbero necessarie alcune scelte fondamentali

Una legge elettorale eminentemente maggioritaria con sbarramento al 5% alle liste alla Camera e al Senato e un premio al 35%. La rappresentanza non vale nulla se non c’è chi governa!

Una qualunque coalizione sarebbe un disastro. Pisapia è inevitabilmente attratto dalla veterosinistra e non concepisce palinsesti liberali. Impossibile allearsi con tutta la Sinistra a sinistra del Pd. Impossibile allearsi con i traditori di Articolo Uno, impossibile allearsi con la Destra da Berlusconi a scendere.

Il nuovo non è Renzi e neppure il M5s. A prescindere. Più Grillo furoreggia e sbanda, più la Raggi distrugge Roma incolpando gli altri, più la colpa è sempre e solo soltanto di Renzi.

L’economia riprende soltanto con una ferma e risoluta stabilità politica. Lavorando bene in Europa, in Italia e gestendo al meglio i due fenomeni che terrorizzano la gente: l’immigrazione e il lavoro.

Perfino i miei amici dicono che del governo Renzi non rimane nulla. Non sono d’accordo. Le sole Unioni Civili, per tacere del resto, passeranno alla storia.

Gente come Fratoianni, Articolo 1 e Berlusconi sono inutili e costituiscono un inconcludente inciampo politico. Meglio avversari chiari e netti come Salvini e il M5S, con i quali marcare le differenze e combattere a viso aperto è possibile.

Giornalisti come Travaglio, giornali come l’Espresso e addirittura il Corriere, preferiscono la guerra civile al buon governo. Riescono a spostare il sentire comune più dei politici. Sono parte consistente dei veri poteri forti: corrompono, mentono, rimestano nella pentola delle streghe!

Le Riforme vanno fatte. Meglio, ma di più e più radicali! Altrimenti, addio Italia. Continuando a sguazzare felici in una tiepida fanghiglia. Né bollente, né gelata. Semplicemente schifosa!

Il governo Gentiloni deve finire la legislatura. Renzi non deve lasciarsi tentare dall’avventurismo in cui vogliono attirarlo Berlusconi e i Pentastellati e neppure la sinistra attuale in qualunque forma si presenti.

Quindi, niente avventure, niente incursioni a sinistra, e niente destra.

Renzi aveva fatto sognare non una riedizione dell’Ulivo, ma un’Italia diversa, liberal-democratica. Forse è ora di tornare a parlare di questo.

Questo è il Pd. Un centro sinistra socialdemocratico, o liberal-democratico finalmente svincolato dalle catene delle vecchie ideologie. E forse solo così potrebbe vincere bene.

Ora come ora, tanto per continuare a perdere, continuo a sentir parlare di coalizioni, a sinistra, tutto per perdere definitivamente anche quel po’ di buono che c’è ancora nel Pd.

Una coalizione non otterrà mai il mio voto.  Due esperienze (Ulivo e Unione) due sonore sconfitte, due umiliazioni subite a causa di traditori interni, mi sono bastate. Non ne voglio una terza.

Buon lavoro Prodi. Buon lavoro Franceschini. Buon lavoro Pisapia. Buon lavoro a tutti questi volonterosi…….. che straparlano. Pensate al paese, una buona volta e non sempre ai partiti.

Si può fare da soli.

IL “MONUMENTALE” GIULIANO FERRARA

IL “MONUMENTALE” GIULIANO FERRARA

“La verità fa male alle copie vendute, fa male al senso di sé della grande stampa, fa rari i contatti con il famoso “primo partito italiano”.

Così lo prendono sul serio, fanno i titoli che a lui convengono, i retroscena: sembra una lotta tra l’Europa cattiva delle banche e questo scassinatore di scatole di tonno da strapaese.

Un vaffanculo così non si era mai visto, ma con quei titoli passa per un duello con l’establishment, ma mi faccia il piacere, amico Fontana, ma mi faccia il piacere, Marione Calabresi.

Grillo è subcultura. Subpolitica. Subspettacolo.

Promuoverlo statista e leader ha del fantasioso, richiama la seriosità di un’informazione che ha perso il contatto con la realtà, preferisce intrattenersi e intrattenerci con la subrealtà.

Uno va in Kenia da Briatore. Torna e diventa liberale per settecentomila sporchi euri, euri al plurale.

Che altro si può sperare dell’uomo che ha conferito a Roma la signora Virginia Raggi e il signor Marra, anzi i fratelli Marra?

Mi preoccupo per i connazionali detti elettori a 5 stelle.

Hanno scelto lo sberleffo.

Non si fidano dei partiti.

Non si fidano dei movimenti seri.

Non si sono fidati di Renzi.

Si sono comportati da stupidi, per rabbia, per ignoranza, per spirito bue.

E che bidone ci hanno rifilato, che immensa perdita di tempo, che storiella da Tg7 o da Strafatto quotidiano.

Meglio di Grillo. I ladri. I corrotti. I peccatori. I Politicanti. Raggi e Scilipoti. Meglio di Casaleggio. Chiunque. Un passante, un topino da poco, un contabile di quelli che non usano altro che nei racconti di Gogol.

Si fanno i fatti loro, ci tradiscono da secoli in tutte le società antiche e moderne, rodono e rosicano, ma qualcosa sanno fare, e all’atto pratico riescono perfino a governare, si fa per dire, un popolo di corrotti, di imboscati, di invalidi falsi, di protetti, riprotetti, dipietristi e falsi emarginati quali noi siamo, in particolare i gggggiovani cosiddetti dai 18 ai 34 anni.

Sempre con l’assistenza della pubblica informazione e di gran parte di quella privata.

Michele Serra, che l’ha capita, forse la finirà di assistere sdraiato allo spettacolo.

Ma è incredibile che non si trovino dozzine di profeti, commentatori, direttori, opinionisti capaci di dire queste elementari verità, di sussurrarle con la precauzione di un condom, allo scopo di non partorire falsa politica e falsa informazione per una falsa associazione illegale, di natura eminentemente fascista e antidemocratica, che si è impadronita delle fantasie malate, morbose, ignoranti di tanti italiani e gli ha rifilato la faccia di Di Maio, il libro di Di Battista e tutto il resto.

Siete in arresto, dicevano.

Arrendetevi.

Ed erano solo un branco di avidi cretini”.

(Giuliano Ferrara)

CHI CI CAPISCE QUALCOSA VINCE UN OSCAR

CHI CI CAPISCE QUALCOSA VINCE UN OSCAR

I grillini, oggi, sembra che vogliano la rivoluzione ma preferiscono fare le barricate con i mobili degli altri.

Ricapitolando ciò che finora abbiamo sentito e visto del m5s.
I grillini fanno votare il blog che decide per il sì alla legge elettorale con accordo a quattro. Poi Taverna, Fico ed pochi altri dicono che è una cosa brutta. Allora grillo dice che il blog ha votato e bisogna rispettare gli iscritti, come da legge grillina. Poi grillo dice in piazza a Taranto che è una legge che non capisce nessuno. Poi però grillo dice che va bene e che bisogna andare avanti. Poi però ci ripensa su e grillo dice che il blog deve rivotare.

E’ una cosa seria?

Sappiamo anche che:
1) prima no all’ Europa – poi si all’ Europa – ma poi ancora no all’Europa.
2) prima no ai vaccini – poi sì ai vaccini, poi no, poi sì di nuovo e ancora no da alcuni tipo Scibilia.
3) prima non votano la commissione d’inchiesta per le banche – poi vogliono che parta al più’ presto.
4) prima dicono che non c’è emergenza rifiuti a Roma – poi grillo ammette che invece c’è. Quello che servirebbe per risolvere,  loro non lo vogliono fare, ma non hanno soluzioni alternative valide che abbiano un senso.
5) prima dicono che la legge Richetti sui vitalizzi è inutile – poi vogliono votarla (almeno si spera).
6) prima dicono che anche se sei solo indagato devi dimetterti – poi (dato che indagano anche i loro) dicono che gli avvisi di garanzia sono atti dovuti, sono solo inviti e non li fermeranno.
7) prima dicono che, se eletti a Roma, sosterranno le olimpiadi – una volta eletti mandano le olimpiadi a quel paese con relativi milioni di euro che sarebbero arrivati per la capitale.
8) criticavano pesantemente il fatto che i tombini fossero da pulire per evitare allagamenti, ma una volta eletti (dopo un anno, non dopo una settimana) Roma viene sommersa dall’ acqua sotto la loro gestione, perché i tombini non sono stati puliti nemmeno una volta.
9) prima dicono (dopo la sua elezione) che Obama è un grande uomo – poi dicono che era un contrabbandiere dell’ economia americana.
10) prima non vogliono abolire il reato di clandestinità’- poi invece dicono che non serve a nulla.
11) prima dicono che Putin è il male, modello per Berlusconi – poi dicono che Putin è uno statista.
12) prima vogliono eliminare il Cnel, criticano il fatto che al senato si vota a 25 anni, vogliono che siano prese in considerazione leggi di iniziativa popolare, ma hanno votato no al referendum che avrebbe risolto queste cose.
13) dicono uno vale uno ma a Genova se ne fregano e fanno saltare le votazioni online dicendo che decide grillo in base a ciò che lui ritiene meglio.
14) dicono di guadagnare 2500 euro al mese ma in realtà oltre a quelli prendono 7-8000 euro di rimborsi, e di questi ovviamente non parlano.

Come si fa a dargli fiducia??

Quanti vogliono ancora farsi prendere in giro??

“La stupidità ha fatto progressi enormi. È un sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé” (Ennio Flaiano)

 

PD STAI ATTENTO ALLE FREGATURE

PD STAI ATTENTO ALLE FREGATURE

Sarà un caso ma, dopo le elezioni francesi, sembra essersi velocizzato il processo di una creazione di una legge elettorale.

Sembra che ci sia voglia di accordo tra le due maggiori forze politiche in grado di contendersi il governo del paese, cioè PD e M5s.

PD stai attento a trattare con il M5S, dato che ha dimostrato di essere un Movimento inaffidabile, sempre, in ogni situazione. Il suo nemico sei sempre tu, Pd! Quello che sta dicendo il m5s sulla legge elettorale, potrebbe nascondere una grossa fregatura.

Sembra,  si ha l’impressione, si suppone che ci sia consonanza tra i due partiti per dare il premio alla lista, proprio come dice il Legalicum, la legge elettorale Italicum modificata dalla Corte Costituzionale.

Forse è proprio quella la direzione da prendere. Certo, Berlusconi preferisce il premio alla coalizione, data la sua capacità mitica di mettere d’accordo forze politiche molto diverse tra loro.

Anche se ora la vittoria di Macron sembra aver mandato un po’ in crisi il centrodestra, lo stesso Berlusconi ha salutato la vittoria dell’europeista Macron, mentre Salvini, potenziale e probabile alleato di Berlusconi, non ha ovviamente ben visto questi ammiccamenti di Berlusconi a Macron. Ma probabilmente è solo una commedia.

La situazione politica si fa ingarbugliata ed interessante.

ALFABETO GRILLINO

ALFABETO GRILLINO

In ordine alfabetico ecco cosa dicevano e cosa hanno davvero fatto i grillini da quando sono entrati in politica

A come Avviso di garanzia. All’inizio della loro esperienza amministrativa, il M5S chiedeva le dimissioni per chiunque fosse coinvolto – anche solo sfiorato – in un’ipotesi di reato. E lo faceva al grido di ‘onestà’ tutte le volte che vedeva un politico iscritto nel registro degli indagati. Dopo le vicende romane tra avvisi di garanzia e arresti, il M5S invece cambia linea. E nel nuovo codice per gli eletti c’è una vera e propria svolta garantista affermando che non c’è necessariamente gravità in caso di avviso di garanzia, né tantomeno l’espulsione. Insomma, prima di far dimettere un amministratore a cinquestelle, prima di espellerlo dal Movimento, bisognerà valutare il caso. Un compito che spetta a Beppe Grillo, al Collegio dei probiviri, oppure al Comitato d’appello. Eppure emerge come già da tempo, al suo interno, il Movimento ha iniziato a fare distinzioni tra indagati buoni (Filippo Nogarin a Livorno) e indagati cattivi (Federico Pizzarotti a Parma) e le parole scritte sul nuovo codice etico stridono con una prassi che ha visto i più importanti esponenti pentastellati invocare le dimissioni di qualunque avversario politico fosse anche solo vicino per parentela a un indagato.

B come Blog. E’ diventato un caso la pubblicazione da parte del Tesoriere Pd Francesco Bonifazi della memoria difensiva presentata dagli avvocati di Beppe Grillo in una causa per diffamazione. Beppe Grillo non è proprietario del suo blog. Anzi, di più, il comico “non è responsabile, né gestore, né moderatore, né direttore, né provider, né titolare del dominio, del Blog, né degli account Twitter, né dei Tweet e non ha alcun potere di direzione né di controllo sul Blog, né sugli account Twitter, né sui tweet e tanto meno su ciò che ivi viene postato”. Insomma nel documento, sintetizzando ironicamente, emerge che il Blog di Beppe Grillo non è di Beppe Grillo e che lui non ne è responsabile. Eppure nell’atto costitutivo del M5S si legge che Beppe Grillo è il “titolare effettivo del blog raggiungibile all’indirizzo http://www.beppegrillo.it”. A questo punto ci si chiede, in nome della trasparenza tanto sbandierata dal M5s chi è a gestire veramente il blog di Beppe Grillo? Chi scrive i post? Chi li pubblica? Chi è la mente dietro a tutto?

C come Correnti. “Nel Movimento non esistono correnti: abbiamo bisogno di idee condivise, non di opinioni divisive” diceva Grillo. Ma manca poco più di un mese alle urne per le amministrative 2017 e ora più che mai, tra liti, scissioni, meetup e addii, appare chiaro che le correnti ci sono e pesano parecchio. La lotta interna però potrebbe essere solo all’inizio, e più sarà lontana la data delle elezioni più il pericolo di divisioni sarà concreto, anche se il tentativo è quello di far apparire dall’esterno il M5S come un blocco monolitico.

D come Direttorio. Grillo avrebbe dovuto fare un “passo di lato” per lasciare alla futura classe politica che si era fatta le ossa l’opportunità di essere protagonista. Poi però cambia idea: è lui il capo politico. E il Direttorio, ormai attraversato da gelosie e sgambetti, si dissolve. Ma è davvero così? La verità è che il Direttorio è vivo e vegeto nonostante non ci sia formalmente e i suoi componenti siano i volti forti pronti a farsi avanti al momento opportuno per potere far emergere l’anima che rappresentano: ortodossi, movimentisti o pragmatici.

E come Europa. Il tentativo di Grillo deciso in fretta e furia di cambiare gruppo parlamentare in Europa ha causato una macchia indelebile nel M5S che difficilmente potrà essere cancellata. Una pagina bruttissima per i militanti che hanno visto sia nel metodo che nel merito il tradimento degli ideali euroscettici cari al Cinquestelle. Grillo è riuscito in un unica mossa ha sconfessare se stesso e tentando di abbracciare chi, a parole, ha sempre contestato. Svolta che, se non avesse dietro di sé un carico di contraddizioni e di proteste, non avrebbe sarebbe stata un segno di realismo politico.

F come Firme False. Dopo Palermo e Bologna, Roma. Nuove accuse di irregolarità nella raccolta delle firme coinvolgono il M5S, in quest’ultimo caso per la candidatura di Virginia Raggi sindaca della Capitale. Spesso l’atteggiamento del M5S è stato quello di non collaborare e di minimizzare. Eppure ci ricordiamo quanto la forma in passato fosse importante, come nel caso scontrini di Ignazio Marino

G come Genova. La vicenda di Marika Cassimatis, l’attivista che lo scorso 14 marzo aveva vinto le comunarie pentastellate come candidata sindaco di Genova scomunicata da Grillo mette la pietra tombale a tutta una serie di valori sbandierati da anni. Nonostante le proteste e le critiche il comico genovese però insiste e rivendica il “metodo Genova”, definito “giustissimo”. “Dobbiamo intenderci su che cos’è la democrazia. Una democrazia senza regole non è una democrazia. Noi abbiamo le nostre regole e io, da garante, le faccio rispettare”. Addio democrazia diretta.

H come Haters. Ultimamente Libero è stato protagonista di un titolo sessista sulla Raggi. Per questo una levata di scudi si è alzata nel M5S (e non solo). Eppure i pentastellati e Grillo sono stati spesso protagonisti di attacchi sessisti, omofobi e razzisti. 

I come Istituzioni. Quando nel 2013, a dispetto di tutti i pronostici, per la prima volta gli eletti grillini misero piede in massa in Parlamento, lo fecero presentandosi armati di apriscatole. Oggi i Cinquestelle più che aprire le istituzioni hanno scelto di incardinarsi stabilmente in esse.

L come Libertà. La libertà di uscire dagli schemi, ribaltare la politica tradizionale è rimasta solo negli scritti di Casaleggio. Quando i Cinquestelle arrivano ad amministrare i territori tradiscono anche gli ideali ambientalisti a cui si sono votati. La vicenda di Civitavecchia lo dimostra. Cozzolino, prima del voto, si era più volte scagliato contro l’azienda e la centrale in nome della salubrità e della tutela dell’ambiente, ma alla fine decide di sottoscrivere una nuova convenzione pluriennale con Enel. Ma ci sono anche i casi di Parma e Gela.

M come Movimento. I Cinquestelle sono un partito. Questo è da tempo chiaro nei fatti. Ma ora anche le parole di Grillo sul caso Genova lo confermano: “Chi non è d’accordo si faccia il suo partito”.

N come Non statuto. L’ambiguità del M5S sopravvive. Il nuovo non statuto è stato approvato nonostante non abbia raggiunto il quorum del 75%. Inoltre la rinuncia ai rimborsi elettorali non è una rinuncia. Il M5S non può accedervi semplicemente perchè non ha un vero statuto.

O come Onestà. Onestà, onestà! E’ da sempre il grido di battaglia del M5S. E ancora “Onestà, onestà!” il grido di vittoria dopo i successi elettorali, primo fra tutti quello di Roma.  Da Roma a Palermo, passando per Livorno, la “normalizzazione” dei grillini procede inesorabile tracciando un solco dal loro ormai lontano grido di battaglia. Il M5S non è in quanto tale un portatore sano di onestà. Anzi sostenerlo rende gli anticorpi intermedi di questa formazione politica molto più deboli.

P come parentopoli. I 5 Stelle sono il gruppo politico più familistico d’Italia, a partire dai vertici. Davide Casaleggio, dopo la morte del padre Gianroberto, ha ereditato società (la Casaleggio associati) e eterodirige il partito. Grillo ha creato l’Associazione moVimento 5 Stelle e si è nominato presidente. Come vice ha scelto il nipote, l’avvocato Enrico Grillo. Segretario è invece il suo commercialista. Senza contare che Senato, Camera, l’Europarlamento, Regioni e Comuni pullulano di parenti, fidanzati, amici degli eletti.

Q come Querela. C’è stato un tempo in cui il movimento Cinquestelle sosteneva che la querela servisse al potere. Oggi invece i media sono al servizio dei poteri forti. E la stampa critica non è tollerata. Basta ricordare la vicenda Di Maio e la lista dei cattivi giornalisti. Dopo la consegna da parte del vice presidente della Camera all’Ordine dei giornalisti dell’elenco dei cronisti “colpevoli” di infangare il Movimento 5 stelle è scoppiato il caso sulla libertà di stampa. Ma Di Maio non arretra: “Dovrete chiederci scusa, come il New York Times con Trump”.

R come Rendiconto. La politica a costo zero sostenuta dai grillini si è infranta da tempo come anche il calcolo sugli stipendi dei deputati del Movimento 5 stelle che possiamo dirlo non intascano 2.500- 3.000 mila euro al mese ma molto, molto di più.

S come Streaming. Agli esordi in Parlamento i pentastellati avevano promosso lo streaming come strumento essenziale di onestà e trasparenza ma oggi le decisioni importanti non si capisce chi e come le prenda. Era lo strumento per mostrare le dinamiche del potere, della casta, perchè la gente deve sapere. Oggi i chiarimenti e le riunioni sono rigorosamente a porte chiuse e webcam spente.

T come Trasparenza. In Italia esiste una legge, la n. 96 del 6 luglio 2012, nata con lo scopo di garantire “la trasparenza e la correttezza nella gestione contabile dei partiti e dei movimenti politici”. Ovvero, tu partito, movimento o lista candidata alle elezioni se hai eletto un rappresentante, in qualsiasi livello istituzionale, sei obbligato a presentare, per i successivi 5 anni in cui ipoteticamente sei in carica, un bilancio che certifichi entrate ed uscite del tuo partito, movimento o lista che sia. Ebbene, in Italia c’è un solo gruppo politico che non deposita nessun bilancio presso la Commissione, e si chiama MoVimento 5 Stelle.

U come Uno vale uno. Ma l’uno di Grillo vale di più visto che decide  vita, morte e miracoli del Movimento. Come le espulsioni o come l’esito delle consultazioni democratiche fra i militanti.La politica dell’uno vale uno si è tradotta in processi di selezione anonimi della classe dirigente, scelti più sulla base di simpatie e amicizie da un numero ristrettissimo di votanti che non in base a una valutazione approfondita delle qualità individuali.

V come Vaccini. La crociata del M5S contro i vaccini obbligatori prosegue da tempo. Eppure  tra gli obiettivi dei grillini in ambito sanitario c’è l’obiettivo zero malattie. Tutto viene spiegato nel libro bianco sulla sanità in cui la prevenzione è citata come lo strumento primario per raggiungere lo scopo.

Z come zapping. Si gira da un canale all’altro e li si trova spesso in Tv, quasi sempre o da soli o in collegamento esterno. Eppure agli albori la Tv per i pentastellati era il male. Il M5S partito nato sulla rete, snobbava i talk-show televisivi, espellendo chi nei suoi primi mesi in parlamento usi pemetteva di andare in televisione. “Il talk è il vostro punto G” , disse addirittura Beppe Grillo sul blog alla consigliera comunale Federica Salsi, rea di essere andata ospite a Ballarò. Ora invece ci sono diversi front man da salotto.

(http://www.unita.tv/focus/dalla-a-alla-z-ecco-il-vocabolario-delle-contraddizioni-del-m5s/)

AGGIORNAMENTO SCHERZOSO SU…ALGUNAS FAVAS

AGGIORNAMENTO SCHERZOSO SU…ALGUNAS FAVAS

Tanto per aggiornare il listino prezzi.

L’eutanasia rientra tra gli argomenti “lo vuole il popolo = gggente inteligggente” o “lo vuole il popolo = capre ignoranti” supponendo si sappia ‘azzo vuole il popolo?

Dico perché vedo come gongolano certuni perché il governo UK è andato in svantaggio nei voti in parlamento sopra la questione Brexit, sapete, quella roba che ha votato il popolo bue e che non capisce una sega, dunque mi chiedevo se il passaggio popolo intelligggente / popolo bue avviene attorno alle 20.00 (ora locale). Ora scusate ma vado a vedere gli esiti del sondaggio.

(Pescata sul Web – http://falcemartello.tumblr.com/)

Un fiore per la gggente.

Un fiore per la gggente.

ABBIAMO UNA BANCA

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di Giuseppe Turani | 03/01/2017

C’era e c’è qualcosa di sospetto intorno a tutto il can can che circonda il Monte dei Paschi di Siena. Questo, come ho spiegato più volte, è il momento di trovare dei soldi, non di fare commissioni parlamentari d’inchiesta: la magistratura è giù al lavoro e il parlamento avrebbe ben altro da fare.

Eppure il rumore va avanti. Una ragione del perché è evidente: si vuole far esplodere il Monte, creando un disastro economico di vastissime proporzioni. All’esplosione del Monte, poi, potrebbero seguire altri disastri bancari a catena. Dietro questo obiettivo ci sono centinaia di migliaia di voti. E quindi si capisce perché da anni Grillo e i suoi amici stiano “lavorando” intorno all’Mps. Ancora poco tempo fa hanno fatto un flashmob davanti alla banca, a Siena (purtroppo era il giorno dell’arresto di Marra).

Con la Banca Etruria sono andati avanti un anno a fare propaganda insensata, con Mps la cosa potrebbe essere molto più seria: in fondo l’Etruria era una banchetta.

Ma adesso arriva qualche rivelazione che, se non smentita, sarebbe di una gravità eccezionale: roba da intervento immediato della Consob.

Circola la voce che il giovane Casaleggio, mentre continua nella sua opera di guida del Movimento 5 stelle e di diffusione di bufale stellari, sarebbe interessato a rilevare banca online del Monte Paschi, Widiba, che gestisce sette miliardi di euro di depositi. Di preciso si sa che ha incontrato l’amministratore delegato della stessa Widiba. E questo è un suo  diritto: sono entrambi uomini d’affari.

Però qualche sospetto viene. Da una parte Grillo e i suoi pasdaran ogni mattina tirano legnate sul Monte, dall’altra il giovane Casaleggio va a fare un giro di ispezione e annusa che aria tira. Insomma, non è  ancora “abbiamo un banca”, ma forse la strada è quella.

Insomma, se è  vero che l’appetito vien  mangiando, i soldi del blog non  bastano più: ci vuole una banca per moltiplicarli. Ovvio, a questo punto, citare Brecht: meglio fondare una banca che rapinare una banca. E Widiba è già fondata e operativa. Basta solo sfilarla al Monte.

CARO DI BATTISTA ECCO PERCHÉ SOLO UN NUOVO GOVERNO RENZI PUÒ SALVARE L’ITALIA

DI BATTISTA PARLA, PARLA, PARLA …..

Voi anime del No siete molteplici ma vi suddividerei in tre: chi ha votato per interesse politico, chi si è posto contro il contenuto della riforma, chi è in crisi per la propria situazione lavorativa, precario o insoddisfatto del futuro perché vede più incertezze che speranze, e ha votato come protesta contro Renzi.

A voi sento di rivolgermi perché possiate essere disposti a capire i motivi per cui sia proprio un governo Renzi, dopo nuove elezioni, la scelta migliore per portare ognuno di noi verso una situazione più favorevole.

Saremo di fronte a un bivio quando ci verrà chiesto di scegliere tra un programma di un centrosinistra liberale che le riforme ha dimostrato di farle e le proposte di trasformarle in leggi, o la scelta di un programma di protesta, ribellione e buoni propositi di un Movimento 5 Stelle contro cui non nutro alcun pregiudizio, come non lo nutro verso chi è insoddisfatto e vuole cambiare.

Credo però che l’insoddisfazione vada veicolata verso proposte costruttive da parte di chi ha già dimostrato di poter cambiare le cose.

Eppure, leggendo l’intervista del deputato Alessandro Di Battista, rilasciata al quotidiano tedesco Die Welt e ripresa da La Repubblica, qualche dubbio mi è venuto sulle sue capacità di inquadrare la situazione e proporre soluzioni perseguibili. L’M5S aspira al governo e cosa afferma uno dei suoi leader? Che l’Italia si rilancia tagliando le tasse alle piccole e medie imprese (Pmi) ed eliminando i 60 miliardi di corruzione. Lapalissiano.

Quando frequentavo l’università ho creato da zero e poi gestito per dieci anni una piccola impresa nell’abbigliamento, partita dall’Italia e poi portata nei mercati di 30 Paesi nel mondo: sarei felice di vedere tagliare massicciamente le tasse alle piccole imprese, ma come?

Lo sa Di Battista che l’ex governo Renzi ha ridotto l’Ires dal 27 al 24%, tagliato la componente lavoro dell’Irap e introdotto l’iper ammortamento per detassare gli investimenti in macchinari produttivi? Si ricorda che nel quadro di criticità in cui l’Italia versa vi è un segno più importante che è quello dell’occupazione a tempo indeterminato, che deriva dal taglio delle tasse sui nuovi assunti reso legge dall’ex governo? Ha letto di Battista il piano “Industria 4.0” – al quale ha ovviamente votato contro – dove sono stati stanziati fondi (detassazione) come mai fatto per lo sviluppo digitale delle imprese italiane?

La corruzione mi fa schifo e mi piacerebbe vederla scomparire per sempre, ma come? Si ricorda che è stato il governo Renzi a istituire l’Anac, a farla gestire da un gentiluomo competente come l’ex magistrato Raffaele Cantone, e che questo è stato un primo passo di una battaglia che senza facili populismi sarà lunga e difficile?

Leggo nell’intervista a Di Battista che si riparte dal taglio dei costi alla politica, e sono d’accordo, ma mi sembra che l’M5S abbia votato contro un primo concreto taglio di costi alla politica, no? Questo è agli atti, il taglio futuro no. L’onorevole cittadino dice che dall’enogastronomia, dalla cultura e dal turismo l’Italia può ripartire. Su questo non posso che trovarmi d’accordo, come testimoniano i miei post su questo sito. Alla Leopolda del 2012 parlavo della Bellezza come petrolio dell’Italia.

Ma forse, di Battista non sa che questo governo ha portato al record di export nella storia italiana, che l’agroalimentare non è mai stato così forte, e che se ne aumenta sempre più la riconoscibilità nel mondo è anche grazie al successo di quell’Expo che l’M5S avrebbe chiuso tout court? Lo sa che nel piano Industria 4.0 vi sono 100 milioni per la promozione digitale del Made in Italy, e che le Pmi che lottano per esportare hanno visto finalmente un governo fare sistema, lavorare insieme a Camere di Commercio, Ambasciate e una rinata Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice) per rappresentare in maniera unica il Paese, le sue aziende e i suoi lavoratori? Queste azioni hanno favorito la crescita del turismo e dell’enogastronomia. Di Battista auspica questo tipo di risultati, ma senza dire come ci arriverebbe concretamente.

E’ a conoscenza del fatto che l’Italia è tra i primi esportatori al mondo di macchinari industriali, meccatronica, biotecnologie, farmaceutica e molti altri settori che sono la spina dorsale del Paese? E’ al loro successo che l’M5S si dovrebbe rivolgere per potersi permettere l’erogazione del reddito di cittadinanza?

Quali competenze e proposte ha il Movimento 5 stelle su queste tematiche?

E’ facile protestare, molto più difficile governare il Paese più incrostato del mondo, soprattutto se manca la conoscenza reale di come vada quel mondo produttivo, quello che dà lavoro a tutti.

E questo per dire a voi, anime del No, che ogni insoddisfazione è legittima: la disoccupazione è ancora troppo alta, le diseguaglianze persistono, le tasse sono ancora troppe, la burocrazia ancora troppo farraginosa e la corruzione ancora troppo alta.

Tuttavia, sono stati fatti passi avanti che non possono essere negati: questo governo ha fatto in 1.000 giorni più di quanto fatto dai precedenti esecutivi negli ultimi 14 anni. Se abbiamo cominciato piano piano a risalire (certamente non ancora in modo omogeneo e in tutte le componenti sociali) è per effetto di quanto fatto.

Abbiamo ora un Paese in cui il diritto all’amore è riconosciuto a tutti grazie alla legge sulle unioni civili, così come l’assistenza per i disabili alla morte dei genitori; un’Italia in cui vi sono fondi stanziati per ricostruire le zone terremotate; in cui si è cominciata a riformare la giustizia e a introdurre forme di meritocrazia nella Pubblica amministrazione; in cui finalmente si è affrontato il problema principale che condiziona il resto, ovvero la politica di austerità della Germania che il fallimentare governo Berlusconi ha messo in Costituzione nel 2011 e uno freddo di fronte a ogni conseguenza sociale, l’esecutivo guidato da Monti, ha eseguito nel 2012.

L’Italia è ripartita, piano e con ancora troppi cittadini in difficoltà, ma è soltanto continuando questo processo di riforme che si riuscirà a portare quanti più italiani fuori dall’insoddisfazione e continuare a dare nuove speranze ai giovani, alle famiglie, ai pensionati, ai lavoratori, a tutti noi.

Non è con la sola protesta che si potrà governare. Sarei contento di portare alcune di voi, anime del No – visto che Di Battista non lo farà mai – almeno a riconoscere quanto di buono sia stato fatto smettendo di rinnegare ogni progresso ottenuto solo perché fatto, forse, dalla cosiddetta “Kasta”.

(Mattia Mor)