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PD STAI ATTENTO ALLE FREGATURE

PD STAI ATTENTO ALLE FREGATURE

Sarà un caso ma, dopo le elezioni francesi, sembra essersi velocizzato il processo di una creazione di una legge elettorale.

Sembra che ci sia voglia di accordo tra le due maggiori forze politiche in grado di contendersi il governo del paese, cioè PD e M5s.

PD stai attento a trattare con il M5S, dato che ha dimostrato di essere un Movimento inaffidabile, sempre, in ogni situazione. Il suo nemico sei sempre tu, Pd! Quello che sta dicendo il m5s sulla legge elettorale, potrebbe nascondere una grossa fregatura.

Sembra,  si ha l’impressione, si suppone che ci sia consonanza tra i due partiti per dare il premio alla lista, proprio come dice il Legalicum, la legge elettorale Italicum modificata dalla Corte Costituzionale.

Forse è proprio quella la direzione da prendere. Certo, Berlusconi preferisce il premio alla coalizione, data la sua capacità mitica di mettere d’accordo forze politiche molto diverse tra loro.

Anche se ora la vittoria di Macron sembra aver mandato un po’ in crisi il centrodestra, lo stesso Berlusconi ha salutato la vittoria dell’europeista Macron, mentre Salvini, potenziale e probabile alleato di Berlusconi, non ha ovviamente ben visto questi ammiccamenti di Berlusconi a Macron. Ma probabilmente è solo una commedia.

La situazione politica si fa ingarbugliata ed interessante.

ALFABETO GRILLINO

ALFABETO GRILLINO

In ordine alfabetico ecco cosa dicevano e cosa hanno davvero fatto i grillini da quando sono entrati in politica

A come Avviso di garanzia. All’inizio della loro esperienza amministrativa, il M5S chiedeva le dimissioni per chiunque fosse coinvolto – anche solo sfiorato – in un’ipotesi di reato. E lo faceva al grido di ‘onestà’ tutte le volte che vedeva un politico iscritto nel registro degli indagati. Dopo le vicende romane tra avvisi di garanzia e arresti, il M5S invece cambia linea. E nel nuovo codice per gli eletti c’è una vera e propria svolta garantista affermando che non c’è necessariamente gravità in caso di avviso di garanzia, né tantomeno l’espulsione. Insomma, prima di far dimettere un amministratore a cinquestelle, prima di espellerlo dal Movimento, bisognerà valutare il caso. Un compito che spetta a Beppe Grillo, al Collegio dei probiviri, oppure al Comitato d’appello. Eppure emerge come già da tempo, al suo interno, il Movimento ha iniziato a fare distinzioni tra indagati buoni (Filippo Nogarin a Livorno) e indagati cattivi (Federico Pizzarotti a Parma) e le parole scritte sul nuovo codice etico stridono con una prassi che ha visto i più importanti esponenti pentastellati invocare le dimissioni di qualunque avversario politico fosse anche solo vicino per parentela a un indagato.

B come Blog. E’ diventato un caso la pubblicazione da parte del Tesoriere Pd Francesco Bonifazi della memoria difensiva presentata dagli avvocati di Beppe Grillo in una causa per diffamazione. Beppe Grillo non è proprietario del suo blog. Anzi, di più, il comico “non è responsabile, né gestore, né moderatore, né direttore, né provider, né titolare del dominio, del Blog, né degli account Twitter, né dei Tweet e non ha alcun potere di direzione né di controllo sul Blog, né sugli account Twitter, né sui tweet e tanto meno su ciò che ivi viene postato”. Insomma nel documento, sintetizzando ironicamente, emerge che il Blog di Beppe Grillo non è di Beppe Grillo e che lui non ne è responsabile. Eppure nell’atto costitutivo del M5S si legge che Beppe Grillo è il “titolare effettivo del blog raggiungibile all’indirizzo http://www.beppegrillo.it”. A questo punto ci si chiede, in nome della trasparenza tanto sbandierata dal M5s chi è a gestire veramente il blog di Beppe Grillo? Chi scrive i post? Chi li pubblica? Chi è la mente dietro a tutto?

C come Correnti. “Nel Movimento non esistono correnti: abbiamo bisogno di idee condivise, non di opinioni divisive” diceva Grillo. Ma manca poco più di un mese alle urne per le amministrative 2017 e ora più che mai, tra liti, scissioni, meetup e addii, appare chiaro che le correnti ci sono e pesano parecchio. La lotta interna però potrebbe essere solo all’inizio, e più sarà lontana la data delle elezioni più il pericolo di divisioni sarà concreto, anche se il tentativo è quello di far apparire dall’esterno il M5S come un blocco monolitico.

D come Direttorio. Grillo avrebbe dovuto fare un “passo di lato” per lasciare alla futura classe politica che si era fatta le ossa l’opportunità di essere protagonista. Poi però cambia idea: è lui il capo politico. E il Direttorio, ormai attraversato da gelosie e sgambetti, si dissolve. Ma è davvero così? La verità è che il Direttorio è vivo e vegeto nonostante non ci sia formalmente e i suoi componenti siano i volti forti pronti a farsi avanti al momento opportuno per potere far emergere l’anima che rappresentano: ortodossi, movimentisti o pragmatici.

E come Europa. Il tentativo di Grillo deciso in fretta e furia di cambiare gruppo parlamentare in Europa ha causato una macchia indelebile nel M5S che difficilmente potrà essere cancellata. Una pagina bruttissima per i militanti che hanno visto sia nel metodo che nel merito il tradimento degli ideali euroscettici cari al Cinquestelle. Grillo è riuscito in un unica mossa ha sconfessare se stesso e tentando di abbracciare chi, a parole, ha sempre contestato. Svolta che, se non avesse dietro di sé un carico di contraddizioni e di proteste, non avrebbe sarebbe stata un segno di realismo politico.

F come Firme False. Dopo Palermo e Bologna, Roma. Nuove accuse di irregolarità nella raccolta delle firme coinvolgono il M5S, in quest’ultimo caso per la candidatura di Virginia Raggi sindaca della Capitale. Spesso l’atteggiamento del M5S è stato quello di non collaborare e di minimizzare. Eppure ci ricordiamo quanto la forma in passato fosse importante, come nel caso scontrini di Ignazio Marino

G come Genova. La vicenda di Marika Cassimatis, l’attivista che lo scorso 14 marzo aveva vinto le comunarie pentastellate come candidata sindaco di Genova scomunicata da Grillo mette la pietra tombale a tutta una serie di valori sbandierati da anni. Nonostante le proteste e le critiche il comico genovese però insiste e rivendica il “metodo Genova”, definito “giustissimo”. “Dobbiamo intenderci su che cos’è la democrazia. Una democrazia senza regole non è una democrazia. Noi abbiamo le nostre regole e io, da garante, le faccio rispettare”. Addio democrazia diretta.

H come Haters. Ultimamente Libero è stato protagonista di un titolo sessista sulla Raggi. Per questo una levata di scudi si è alzata nel M5S (e non solo). Eppure i pentastellati e Grillo sono stati spesso protagonisti di attacchi sessisti, omofobi e razzisti. 

I come Istituzioni. Quando nel 2013, a dispetto di tutti i pronostici, per la prima volta gli eletti grillini misero piede in massa in Parlamento, lo fecero presentandosi armati di apriscatole. Oggi i Cinquestelle più che aprire le istituzioni hanno scelto di incardinarsi stabilmente in esse.

L come Libertà. La libertà di uscire dagli schemi, ribaltare la politica tradizionale è rimasta solo negli scritti di Casaleggio. Quando i Cinquestelle arrivano ad amministrare i territori tradiscono anche gli ideali ambientalisti a cui si sono votati. La vicenda di Civitavecchia lo dimostra. Cozzolino, prima del voto, si era più volte scagliato contro l’azienda e la centrale in nome della salubrità e della tutela dell’ambiente, ma alla fine decide di sottoscrivere una nuova convenzione pluriennale con Enel. Ma ci sono anche i casi di Parma e Gela.

M come Movimento. I Cinquestelle sono un partito. Questo è da tempo chiaro nei fatti. Ma ora anche le parole di Grillo sul caso Genova lo confermano: “Chi non è d’accordo si faccia il suo partito”.

N come Non statuto. L’ambiguità del M5S sopravvive. Il nuovo non statuto è stato approvato nonostante non abbia raggiunto il quorum del 75%. Inoltre la rinuncia ai rimborsi elettorali non è una rinuncia. Il M5S non può accedervi semplicemente perchè non ha un vero statuto.

O come Onestà. Onestà, onestà! E’ da sempre il grido di battaglia del M5S. E ancora “Onestà, onestà!” il grido di vittoria dopo i successi elettorali, primo fra tutti quello di Roma.  Da Roma a Palermo, passando per Livorno, la “normalizzazione” dei grillini procede inesorabile tracciando un solco dal loro ormai lontano grido di battaglia. Il M5S non è in quanto tale un portatore sano di onestà. Anzi sostenerlo rende gli anticorpi intermedi di questa formazione politica molto più deboli.

P come parentopoli. I 5 Stelle sono il gruppo politico più familistico d’Italia, a partire dai vertici. Davide Casaleggio, dopo la morte del padre Gianroberto, ha ereditato società (la Casaleggio associati) e eterodirige il partito. Grillo ha creato l’Associazione moVimento 5 Stelle e si è nominato presidente. Come vice ha scelto il nipote, l’avvocato Enrico Grillo. Segretario è invece il suo commercialista. Senza contare che Senato, Camera, l’Europarlamento, Regioni e Comuni pullulano di parenti, fidanzati, amici degli eletti.

Q come Querela. C’è stato un tempo in cui il movimento Cinquestelle sosteneva che la querela servisse al potere. Oggi invece i media sono al servizio dei poteri forti. E la stampa critica non è tollerata. Basta ricordare la vicenda Di Maio e la lista dei cattivi giornalisti. Dopo la consegna da parte del vice presidente della Camera all’Ordine dei giornalisti dell’elenco dei cronisti “colpevoli” di infangare il Movimento 5 stelle è scoppiato il caso sulla libertà di stampa. Ma Di Maio non arretra: “Dovrete chiederci scusa, come il New York Times con Trump”.

R come Rendiconto. La politica a costo zero sostenuta dai grillini si è infranta da tempo come anche il calcolo sugli stipendi dei deputati del Movimento 5 stelle che possiamo dirlo non intascano 2.500- 3.000 mila euro al mese ma molto, molto di più.

S come Streaming. Agli esordi in Parlamento i pentastellati avevano promosso lo streaming come strumento essenziale di onestà e trasparenza ma oggi le decisioni importanti non si capisce chi e come le prenda. Era lo strumento per mostrare le dinamiche del potere, della casta, perchè la gente deve sapere. Oggi i chiarimenti e le riunioni sono rigorosamente a porte chiuse e webcam spente.

T come Trasparenza. In Italia esiste una legge, la n. 96 del 6 luglio 2012, nata con lo scopo di garantire “la trasparenza e la correttezza nella gestione contabile dei partiti e dei movimenti politici”. Ovvero, tu partito, movimento o lista candidata alle elezioni se hai eletto un rappresentante, in qualsiasi livello istituzionale, sei obbligato a presentare, per i successivi 5 anni in cui ipoteticamente sei in carica, un bilancio che certifichi entrate ed uscite del tuo partito, movimento o lista che sia. Ebbene, in Italia c’è un solo gruppo politico che non deposita nessun bilancio presso la Commissione, e si chiama MoVimento 5 Stelle.

U come Uno vale uno. Ma l’uno di Grillo vale di più visto che decide  vita, morte e miracoli del Movimento. Come le espulsioni o come l’esito delle consultazioni democratiche fra i militanti.La politica dell’uno vale uno si è tradotta in processi di selezione anonimi della classe dirigente, scelti più sulla base di simpatie e amicizie da un numero ristrettissimo di votanti che non in base a una valutazione approfondita delle qualità individuali.

V come Vaccini. La crociata del M5S contro i vaccini obbligatori prosegue da tempo. Eppure  tra gli obiettivi dei grillini in ambito sanitario c’è l’obiettivo zero malattie. Tutto viene spiegato nel libro bianco sulla sanità in cui la prevenzione è citata come lo strumento primario per raggiungere lo scopo.

Z come zapping. Si gira da un canale all’altro e li si trova spesso in Tv, quasi sempre o da soli o in collegamento esterno. Eppure agli albori la Tv per i pentastellati era il male. Il M5S partito nato sulla rete, snobbava i talk-show televisivi, espellendo chi nei suoi primi mesi in parlamento usi pemetteva di andare in televisione. “Il talk è il vostro punto G” , disse addirittura Beppe Grillo sul blog alla consigliera comunale Federica Salsi, rea di essere andata ospite a Ballarò. Ora invece ci sono diversi front man da salotto.

(http://www.unita.tv/focus/dalla-a-alla-z-ecco-il-vocabolario-delle-contraddizioni-del-m5s/)

AGGIORNAMENTO SCHERZOSO SU…ALGUNAS FAVAS

AGGIORNAMENTO SCHERZOSO SU…ALGUNAS FAVAS

Tanto per aggiornare il listino prezzi.

L’eutanasia rientra tra gli argomenti “lo vuole il popolo = gggente inteligggente” o “lo vuole il popolo = capre ignoranti” supponendo si sappia ‘azzo vuole il popolo?

Dico perché vedo come gongolano certuni perché il governo UK è andato in svantaggio nei voti in parlamento sopra la questione Brexit, sapete, quella roba che ha votato il popolo bue e che non capisce una sega, dunque mi chiedevo se il passaggio popolo intelligggente / popolo bue avviene attorno alle 20.00 (ora locale). Ora scusate ma vado a vedere gli esiti del sondaggio.

(Pescata sul Web – http://falcemartello.tumblr.com/)

Un fiore per la gggente.

Un fiore per la gggente.

ABBIAMO UNA BANCA

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di Giuseppe Turani | 03/01/2017

C’era e c’è qualcosa di sospetto intorno a tutto il can can che circonda il Monte dei Paschi di Siena. Questo, come ho spiegato più volte, è il momento di trovare dei soldi, non di fare commissioni parlamentari d’inchiesta: la magistratura è giù al lavoro e il parlamento avrebbe ben altro da fare.

Eppure il rumore va avanti. Una ragione del perché è evidente: si vuole far esplodere il Monte, creando un disastro economico di vastissime proporzioni. All’esplosione del Monte, poi, potrebbero seguire altri disastri bancari a catena. Dietro questo obiettivo ci sono centinaia di migliaia di voti. E quindi si capisce perché da anni Grillo e i suoi amici stiano “lavorando” intorno all’Mps. Ancora poco tempo fa hanno fatto un flashmob davanti alla banca, a Siena (purtroppo era il giorno dell’arresto di Marra).

Con la Banca Etruria sono andati avanti un anno a fare propaganda insensata, con Mps la cosa potrebbe essere molto più seria: in fondo l’Etruria era una banchetta.

Ma adesso arriva qualche rivelazione che, se non smentita, sarebbe di una gravità eccezionale: roba da intervento immediato della Consob.

Circola la voce che il giovane Casaleggio, mentre continua nella sua opera di guida del Movimento 5 stelle e di diffusione di bufale stellari, sarebbe interessato a rilevare banca online del Monte Paschi, Widiba, che gestisce sette miliardi di euro di depositi. Di preciso si sa che ha incontrato l’amministratore delegato della stessa Widiba. E questo è un suo  diritto: sono entrambi uomini d’affari.

Però qualche sospetto viene. Da una parte Grillo e i suoi pasdaran ogni mattina tirano legnate sul Monte, dall’altra il giovane Casaleggio va a fare un giro di ispezione e annusa che aria tira. Insomma, non è  ancora “abbiamo un banca”, ma forse la strada è quella.

Insomma, se è  vero che l’appetito vien  mangiando, i soldi del blog non  bastano più: ci vuole una banca per moltiplicarli. Ovvio, a questo punto, citare Brecht: meglio fondare una banca che rapinare una banca. E Widiba è già fondata e operativa. Basta solo sfilarla al Monte.

CARO DI BATTISTA ECCO PERCHÉ SOLO UN NUOVO GOVERNO RENZI PUÒ SALVARE L’ITALIA

DI BATTISTA PARLA, PARLA, PARLA …..

Voi anime del No siete molteplici ma vi suddividerei in tre: chi ha votato per interesse politico, chi si è posto contro il contenuto della riforma, chi è in crisi per la propria situazione lavorativa, precario o insoddisfatto del futuro perché vede più incertezze che speranze, e ha votato come protesta contro Renzi.

A voi sento di rivolgermi perché possiate essere disposti a capire i motivi per cui sia proprio un governo Renzi, dopo nuove elezioni, la scelta migliore per portare ognuno di noi verso una situazione più favorevole.

Saremo di fronte a un bivio quando ci verrà chiesto di scegliere tra un programma di un centrosinistra liberale che le riforme ha dimostrato di farle e le proposte di trasformarle in leggi, o la scelta di un programma di protesta, ribellione e buoni propositi di un Movimento 5 Stelle contro cui non nutro alcun pregiudizio, come non lo nutro verso chi è insoddisfatto e vuole cambiare.

Credo però che l’insoddisfazione vada veicolata verso proposte costruttive da parte di chi ha già dimostrato di poter cambiare le cose.

Eppure, leggendo l’intervista del deputato Alessandro Di Battista, rilasciata al quotidiano tedesco Die Welt e ripresa da La Repubblica, qualche dubbio mi è venuto sulle sue capacità di inquadrare la situazione e proporre soluzioni perseguibili. L’M5S aspira al governo e cosa afferma uno dei suoi leader? Che l’Italia si rilancia tagliando le tasse alle piccole e medie imprese (Pmi) ed eliminando i 60 miliardi di corruzione. Lapalissiano.

Quando frequentavo l’università ho creato da zero e poi gestito per dieci anni una piccola impresa nell’abbigliamento, partita dall’Italia e poi portata nei mercati di 30 Paesi nel mondo: sarei felice di vedere tagliare massicciamente le tasse alle piccole imprese, ma come?

Lo sa Di Battista che l’ex governo Renzi ha ridotto l’Ires dal 27 al 24%, tagliato la componente lavoro dell’Irap e introdotto l’iper ammortamento per detassare gli investimenti in macchinari produttivi? Si ricorda che nel quadro di criticità in cui l’Italia versa vi è un segno più importante che è quello dell’occupazione a tempo indeterminato, che deriva dal taglio delle tasse sui nuovi assunti reso legge dall’ex governo? Ha letto di Battista il piano “Industria 4.0” – al quale ha ovviamente votato contro – dove sono stati stanziati fondi (detassazione) come mai fatto per lo sviluppo digitale delle imprese italiane?

La corruzione mi fa schifo e mi piacerebbe vederla scomparire per sempre, ma come? Si ricorda che è stato il governo Renzi a istituire l’Anac, a farla gestire da un gentiluomo competente come l’ex magistrato Raffaele Cantone, e che questo è stato un primo passo di una battaglia che senza facili populismi sarà lunga e difficile?

Leggo nell’intervista a Di Battista che si riparte dal taglio dei costi alla politica, e sono d’accordo, ma mi sembra che l’M5S abbia votato contro un primo concreto taglio di costi alla politica, no? Questo è agli atti, il taglio futuro no. L’onorevole cittadino dice che dall’enogastronomia, dalla cultura e dal turismo l’Italia può ripartire. Su questo non posso che trovarmi d’accordo, come testimoniano i miei post su questo sito. Alla Leopolda del 2012 parlavo della Bellezza come petrolio dell’Italia.

Ma forse, di Battista non sa che questo governo ha portato al record di export nella storia italiana, che l’agroalimentare non è mai stato così forte, e che se ne aumenta sempre più la riconoscibilità nel mondo è anche grazie al successo di quell’Expo che l’M5S avrebbe chiuso tout court? Lo sa che nel piano Industria 4.0 vi sono 100 milioni per la promozione digitale del Made in Italy, e che le Pmi che lottano per esportare hanno visto finalmente un governo fare sistema, lavorare insieme a Camere di Commercio, Ambasciate e una rinata Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice) per rappresentare in maniera unica il Paese, le sue aziende e i suoi lavoratori? Queste azioni hanno favorito la crescita del turismo e dell’enogastronomia. Di Battista auspica questo tipo di risultati, ma senza dire come ci arriverebbe concretamente.

E’ a conoscenza del fatto che l’Italia è tra i primi esportatori al mondo di macchinari industriali, meccatronica, biotecnologie, farmaceutica e molti altri settori che sono la spina dorsale del Paese? E’ al loro successo che l’M5S si dovrebbe rivolgere per potersi permettere l’erogazione del reddito di cittadinanza?

Quali competenze e proposte ha il Movimento 5 stelle su queste tematiche?

E’ facile protestare, molto più difficile governare il Paese più incrostato del mondo, soprattutto se manca la conoscenza reale di come vada quel mondo produttivo, quello che dà lavoro a tutti.

E questo per dire a voi, anime del No, che ogni insoddisfazione è legittima: la disoccupazione è ancora troppo alta, le diseguaglianze persistono, le tasse sono ancora troppe, la burocrazia ancora troppo farraginosa e la corruzione ancora troppo alta.

Tuttavia, sono stati fatti passi avanti che non possono essere negati: questo governo ha fatto in 1.000 giorni più di quanto fatto dai precedenti esecutivi negli ultimi 14 anni. Se abbiamo cominciato piano piano a risalire (certamente non ancora in modo omogeneo e in tutte le componenti sociali) è per effetto di quanto fatto.

Abbiamo ora un Paese in cui il diritto all’amore è riconosciuto a tutti grazie alla legge sulle unioni civili, così come l’assistenza per i disabili alla morte dei genitori; un’Italia in cui vi sono fondi stanziati per ricostruire le zone terremotate; in cui si è cominciata a riformare la giustizia e a introdurre forme di meritocrazia nella Pubblica amministrazione; in cui finalmente si è affrontato il problema principale che condiziona il resto, ovvero la politica di austerità della Germania che il fallimentare governo Berlusconi ha messo in Costituzione nel 2011 e uno freddo di fronte a ogni conseguenza sociale, l’esecutivo guidato da Monti, ha eseguito nel 2012.

L’Italia è ripartita, piano e con ancora troppi cittadini in difficoltà, ma è soltanto continuando questo processo di riforme che si riuscirà a portare quanti più italiani fuori dall’insoddisfazione e continuare a dare nuove speranze ai giovani, alle famiglie, ai pensionati, ai lavoratori, a tutti noi.

Non è con la sola protesta che si potrà governare. Sarei contento di portare alcune di voi, anime del No – visto che Di Battista non lo farà mai – almeno a riconoscere quanto di buono sia stato fatto smettendo di rinnegare ogni progresso ottenuto solo perché fatto, forse, dalla cosiddetta “Kasta”.

(Mattia Mor)

FASCISMO CAFONE

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La democratura  grillina continua, a passi sempre più larghi, con tutti gli stereotipi del fascismo peggiore, quello che non tollera il pensiero libero e molteplice della democrazia, ma stritola i cittadini nel cimitero di un pensiero comune, dove gli uomini devono essere robot allineati.

Ogni devianza dai comandi del Capo viene bollata come eretica, mentre i fascistelli più sguaiati riversano tutto il loro veleno e le loro invettive alle menti libere, che curerebbero volentieri a suon di manganello e olio di ricino come sotto il Duce, in un ritorno lugubre delle pagine più nere della nostra storia.

Non pago di avere  molti media, una intera Tv e giornali allineati, che ormai sfornano solo cavolate ai comandi del capo unico Grillo (con socio, la “Casalecchio associati” in sottofondo o viceversa), ora il m5s è terrificato dal referendum, per cui o con epurazioni o con intimidazioni o con troll addestrati all’insulto e alla minaccia o con altri metodi squadristi di infimo livello, forza al NO il Paese come un forsennato.

Ovviamente straparlano a tutto spiano. Questo Parlamento, che loro definiscono illegittimo, delegittimandosi da soli, come se, con i suoi yesman a servizio del Capo unico, significassero qualcosa di diverso da un nucleo di manipoli, diventati ormai una setta, fascistelli senza colore, che non rappresentano il popolo o i cittadini, come sostengono ogni minuto, ma solo la parte peggiore di loro stessi.

L’epurazione è, in effetti, una commedia tragicomica, si muove come un cane che ha la rabbia, in qua e in là. Vengono bollate le impresentabili, se troppo grasse, sospesi, coloro che pensano di testa loro, difesi quelli che lasciano i paesi nella sporcizia.

Nelle dittature alla grillina, nessuno ride. Solo il Capo ride, anzi ghigna, ma la sua involontaria stupidità è così grottesca che fa digrignare i denti.

Da loro fanno carriera soltanto chi si prostra davanti a Grillo o alla Casaleggio associati (non fa differenza) e stravolgono il senso di qualsiasi democrazia, con una cortigianeria che farebbe arrossire prostituti e prostitute. Insomma si salvano solo le “signorine Coccodè” che cantano quando il Grillo ha fatto l’uovo.

L’Italia è diventata anche questo, un obbrobrio politico ed un coacervo di insulti, menzogne, stravolgimenti della realtà.

Può darsi che in Occidente il grande nemico da combattere sia l’Isis, ma in Italia deve tremare chi si mette contro il m5s. Devono morire tutti quelli del Pd, stracciare la tessera e mai portarla con sé, qualcuno potrebbe notarla. La profezia della morte del Pd, la leggiamo tutti i giorni social, giornali, e sentiamo Tv e telegiornali,  quegli stessi che diffondono la peste grillina.

Presto la santificazione di Grillo e soci.

Con un manichino a capo di un Governo, che trottolerà a vuoto, con l’auricolare, per non perdere la linea su cui è obbligato a camminare e il capo in testa del movimento grillino, tenutario feudale del simbolo, per tenere il cordone degli incassi.

Parlare contro i proclami di una divinità non è lecito, è eretico.

L’eterna tara italiana mai morta, che da sempre ha sostenuto le dittature, trovano nella loro forza bruta la massima proiezione delle proprie deficienze.

Il grillismo, come tutte le dittature, è una eiezione che non è destra né di sinistra. Sono amorfi come un corpo viscido.  Ma che altro è, il loro, se non un asservimento cieco e triviale a un Capo assoluto?

Indifferente a tutto, lo spregiudicato e condannato, non tollera altro.

Le dittature sono serissime, per questo non tollerano che si rida di loro.
Niente battute sui grillini, niente politica, niente satira, niente personaggi, niente imitazioni, niente scenette, niente comicità, solo una triste e cupa atmosfera quaresimale che trasmette una tristezza infinita.

Il grillismo imperversa. Cosa resterà dopo il loro furibondo passaggio? La distruzione di un paese, come nel dopoguerra.

E’ nella natura delle cose che ogni azione umana che abbia fatto una volta la sua comparsa nella storia del mondo, possa ripetersi anche quando non appartiene a un lontano passato.

Sotto la coltre ovattata dalla non informazione, la coscienza sparisce, il senso critico sparisce, il buon senso sparisce, l’Italia intera sparisce.
I troll grillini impestano i blog e i social. E questa è l’estrema propaggine di un fascismo sempre più cafone e di cattivo gusto, ma a taluni, troppi, piace!

Postilla: Fulvio Abbate, laureato in Filosofia, scrittore, critico d’arte, marchese, creatore di Teledurruti (dal 2007 in rete, dal 1998 al 2003 sull’emittente romana Tele Ambiente). Editorialista de Il Garantista. Etc..etc.

Ha scritto su Facebook questo post contro il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, arrivando ad affermare: “sogno un processo a coloro che hanno fatto in modo che Grillo diventasse l’uomo della provvidenza. Una ‘Norimberga’ per quelli che hanno reso possibile la creazione di un movimento populista con punte di analfabetismo civile, se non da assemblea rionale. Tra imprecazioni e scoregge, insulti e maledizioni e perfino qualche viva-il-duce-eja-eja-alalà

Personalmente, immagino alla sbarra innanzitutto la sinistra. In ogni sua possibile declinazione – dai tanassiani ai trotskisti, dagli ex Pci alla Sinistra dei club, dai vendoliani agli amici di D’Alema, senza escludere Berlusconi. Per avere, appunto, permesso che i singoli soggetti del format politico della Casaleggio Associati, capitanati da un comico, diventassero la punta di diamante e di trapano del nuovo ceto politico italiano, a tendeza fascistoidi, che si candida alla guida del paese presso un contesto socio-culturale che, a giudicare dai suoi sostenitori, oltre alle zanne, sembra avere sprezzo per la grammatica e la sintassi.

 

LA MEGLIO OPPOSIZIONE

LA MEGLIO OPPOSIZIONE

sondaggi-politico-elettorali1E’ noto che l’ambasciatore degli Stati uniti, ha espresso un parere sul referendum costituzionale. Ha detto «La vittoria del sì sarebbe una speranza per l’Italia, mentre se vincesse il no sarebbe un passo indietro».

Apriti cielo, si sono aperte le cateratte dell’opposizione vera e finta, e su tutti i giornali, social, eccetera si è scatenato l’inferno.

Oggi addirittura ci si è aggiunta la Merkel, con parole più o meno simili.

Sono tanti i capi di Sato o gli ambasciatori che si esprimono sulle situazioni internazionali, che una cosa del genere può succedere ovunque.

Se succede in Italia, con Renzi al governo, esplode lo scandalo politico universale.

Anch’io ero rimasta un po’ perplessa, soprattutto perché prima dei risultati, è opportuno non pronunciarsi, né pro, né contro una determinata scelta di un popolo libero. Anche qui, da ambasciatore un atteggiamento più riservato, forse era meglio.

Ma tant’è.

Quando si leggono tutte in fila, le reazioni dell’opposizione politica italiana, viene la voglia di votare immediatamente Sì, per non avere più a che fare, in futuro, con personaggi, che mi piacciono poco o proprio per niente.

. Di Maio paragona Renzi a Pinochet (uno che ha fatto torturare e uccidere decine di migliaia di persone).

. Salvini che dice che a votare Sì ci saranno solo i massoni, i banchieri e i poteri forti (quali? Ce li dicessero una buona volta, con nomi e cognomi) e intanto invoca Trump.

. Gasparri, il fascista che inneggia a Putin (viva il KGB!) contro Obama.

. Brunetta che esige l’intervento del Quirinale.

Tutto questo dimostra quale sia il livello dell’opposizione italiana, e se io non fossi già propensa verso questo governo, mi sentirei pericolosamente incline a sorvolare sulle sue colpe.

Piuttosto che essere governata da un Di Maio che non sa niente, ma se la tira come se sapesse tutto, mi sento di sopportare facilmente e senza ripensamenti,  anche tutto il governo Renzi, nel suo insieme.

 

(L’idea l’ho rubata a Michele Serra)

UN MOVIMENTO CHE STA DIVENTANDO UN MOSTRO

UN MOVIMENTO CHE STA DIVENTANDO UN MOSTRO

mostro-malvagio-monstri-dipinto-da-luca-1060788Siamo alla fiera dei pazzi. Uno tarocca un libro di Annalisa Chirico per dare della puttana alla Boldrini e a Maria Elena Boschi. Un altro scrive su FB che ai funerali dei terremotati la gente ha chiesto a Di Maio, aspirante presidente del Consiglio, di cacciare Renzi. Una deputata, sempre cinque stelle, come tutti i precedenti, fa un tweet per dire di rivolgersi al sacro blog per donare il sangue, mentre il titolare, l’ex-comico, intanto è in Sardegna a mangiare ostriche.

Un’altra, l’ex passionaria dell’Alitalia, forse cinque stelle forse no, fa un tweet per dire, da vegana, che a Amatrice è venuto giù tutto perché là hanno inventato la famosa pasta e il cielo li ha puniti.

Si potrebbero fare altri cento esempi. Ma la conclusione è una sola: la cabina di regia dei Cinque Stelle, la Casaleggio, ha perso il controllo del mostro che aveva scatenato in Rete e a cui deve molto del suo successo. La bestia è uscita e si comporta da bestia, spara insulti a destra e a sinistra, tarocca, farlocca, scrive scemenze. I tempi in cui i membri del direttorio del Movimento si limitavano a credere alle sirene e alle scie chimiche, o a proporre matrimoni fra generi diversi ormai sembrano una sorta di paradiso perduto.

Adesso hanno campo libero i veri fuori di testa, non che quelli di prima non avessero dei disturbi gravi.

Una massa, insomma, si sbandati e frustrati che ormai pensano e scrivono qualsiasi cosa, che non si fermano davanti a alcuna offesa o bufala. Il problema è che non li controllano più.

Ma non basta. Ci si accorge che il movimento meno ideologico del mondo, i cinque stelle, rischia di affondare per troppa ideologia. O, forse, per troppa religione.

A Torino il sindaco Appendino, dopo aver dichiarato che farà della città una capitale vegana, per fortuna nei ristoranti continuano a fare i loro straordinari bolliti, ha stabilito che il Po, infestato da alghe molto fastidiose, andava ripulito dai volontari: questo è il nuovo mondo sognato da Grillo e Casaleggio. Peccato che i volontari del sindaco abbiano combinato un casino immane e che adesso occorrerà, ovviamente, chiamare i tecnici specializzati, con tutte le loro risorse tecnologiche.

In ogni città in cui governano i cinque stelle, tranne Torino, che era stata organizzata bene già da prima, ci sono drammatici problemi dei rifiuti, che non vengono rimossi o che vengono rimossi solo parzialmente.

Un po’ si tratta di incapacità, ma al fondo c’è una questione ideologica, o religiosa. Secondo i padri fondatori, Grillo e Casaleggio, i rifiuti sono i figli maledetti della maledetta società dei consumi. Sono le multinazionali, insomma, che hanno inventato i consumi e quindi la monnezza. In un mondo ordinato, che si libera delle multinazionali e che corre verso la decrescita felice la monnezza non dovrebbe nemmeno esistere. E quindi scompare il problema di liberarsene.

In attesa che questa battaglia contro la Coca Cola e la Nestlè venga vinta, i rifiuti si accumulano lungo le strade a cinque stelle. Quando proprio la situazione diventa insostenibile, si caricano sui camion e sui treni e si mandano all’estero, dove infine saranno bruciati.

Perché i cinque stelle, sempre per via dei padri fondatori, non vogliono i bruciatori,i termovalorizzatori: dicono che inquinano. Gli è stato spiegato più volte che non è vero. Ma loro sono come quelli che non credono che gli aerei possano volare perché sono di ferro e non di carta come gli aquiloni: se bruciano merda, è impossibile che non inquinino.

Intanto, persino a Roma, la loro perla, la puzza sta creando spaccature all’interno dello stesso movimento. Molti non capiscono perché il sindaco ha voluto assumere come assessore la signora Muraro, che traffica con i rifiuti di Roma da 12 anni e che forse qualche responsabilità ha, ma soprattutto non capiscono perché al comune sono tutti pagatissimi mentre la monnezza rimane sui marciapiedi.

Si protesta. Ma ancora non si mettono in discussione le direttive del sacro blog: la strategia rimane quella di puntare verso la società a rifiuti zero, un mantra a cui nessun cinque stelle vuole rinunciare. Nel frattempo tenetevi la merda e la signora Muraro.

(Giuseppe Turani 28/8/2016)

N.B. Il titolo è mio.

PER IL BENE DI TUTTI

PER IL BENE DI TUTTI

bernie-sanders-hillary-clinton-755295Il partito democratico americano ha dato, ieri, una lezione di unità e lungimiranza a tutta la “sinistra” mondiale, compresa quella italiana.

Lo ha fatto attraverso Bernie Sanders, candidato uscito sconfitto dalle primarie democratiche.

Di fronte al pericolo gravissimo, per l’America e non solo, di una vittoria del candidato conservatore Donald Tramp, uomo di destra privo di scrupoli che ama dialogare con il ventre molle del paese, attingendo al peggio della retorica nazional populista, Sander ha risposto con serietà e lealtà, appoggiando la prima donna della storia candidata alla Casa Bianca, la vincitrice dalle primarie, Hillary Clinton.

Non so voi, ma io questa la chiamo assunzione piena di responsabilità, rigore morale, serietà.

Soprattutto quando ciò significa non seguire verso una deriva estrema e conflittuale il proprio elettorato, anche a costo di perdere consenso personale.

Imparino la lezione i nostri “nanetti politici”, i nostri narcisi alla Cuperlo o Bersani, che non sanno perdere le perimarie, ma sono alla continua ricerca di visibilità e gloria, vecchi rancorosi corrosi dalla paura di perdere il posto.

La imparino coloro che, per idiozia e cecità, continuando a dividere la sinistra italiana in mille inutili rivoli, alla Fassina o alla Cofferati, consegneranno questo paese al post fascismo grillino, all’ignoranza volgare della lega, alla destra estrema, capace di cavalcare la paura ed il senso di insicurezza della gente che sta esplodendo in questi giorni drammatici.

Forse a qualche anima bella non ha ben chiaro i rischi che l’Europa sta attraversando, i rigurgiti razzisti, xenofobi, la fascinazione della destra estrema.

Riflettano e bene i “compagni” che hanno regalato il voto al M5S, considerandolo un movimento di sinistra e non, come in realtà è, una forza reazionaria, eversiva e di destra.

Riflettano e bene i “compagni” che hanno regalato il voto al M5S, considerandolo di sinistra, pur di danneggiare il PD e soprattutto Renzi, il loro segretario o ex segretario.

La imparino i teorici del buonismo, per i quali mentre la destra in tutte le sue forme avanza riempendoci di sterco, noi dovremmo “lasciarli lavorare”.

Mentre mentono ed infangano, noi dovremmo offrire loro “l’altra guancia”, lasciandoli indisturbati a distruggere la cosa pubblica locale, magari in attesa di consegnare loro il governo del paese.

Impariamo la lezione di Sanders, e del Partito Democratico americano, il superamento di settarismi, particolarismi, egoismi, l’unico possibile antidoto contro l’avanzare delle destre, l’unità politica.

Imparino, per il bene di tutti.

LA PIRAMIDE

LA PIRAMIDE

ob_76bbc3_piramide-coloriL’originale nuova idea annunciata da Di Maio “dell’assessore a tempo determinato”, comporterà che il “provvisoriamente incaricato” avrà coscienza e conoscenza solo di una piccola parte dell’agire amministrativo. Non potrà partecipare, per carenza d’informazione, alla scelte strategiche complessive dell’amministrazione, né potrà contribuire alle stesse. Ogni assessore, limitatamente al suo periodo, opererà come in una camera stagna, senza avere mai cognizione dell’insieme.

Bisogna chiedersi: chi avrà piena conoscenza dell’andamento delle strategie e scelte dell’amministrazione di questi Comuni? Ovviamente solo chi vi parteciperà “organicamente” per tutto il periodo del mandato.

In primo luogo il sindaco che sarà “ben affiancato” (da chi? Non si sa) e qualche fedelissimo. Solo essi sapranno esattamente come stanno le cose nel Comune.

Ecco perché non è un fatto puramente casuale che il sindaco candidato, per Roma, come per gli altri Comuni, sia in contatto continuo con la Casaleggio Associati, alla quale debbono riferire ogni piccola cosa, pena la punizione.

Lo si capisce benissimo dal “caso” Pizzarotti che è stato prima espulso poi sospeso, solo per non aver informato La Casaleggio e il suo staff (e si badi non per non aver informato i cittadini, ma lo staff), di aver ricevuto un avviso di garanzia per abuso di ufficio. Il sindaco di Parma non l’aveva divulgato per tutelare i diritti costituzionali di altri soggetti coinvolti.

Tutti questi strani tentativi non vanno sottovalutati, né considerati come frutto di ruspanti ragazzi in buona fede. Sono pericolosi per la democrazia, così come la strategia “dell’assessore pro tempore”, che si vuol far passare per trasparenza.

Non è casuale, fa parte di un preciso disegno, scrupolosamente studiato a tavolino dagli strateghi anonimi, per mascherare ogni forma di vera trasparenza e di democrazia, ingannando i cittadini che, forse non sempre consapevoli, si affidano senza condizioni a questi personaggi ambigui.

Da tempo esiste, alle spalle di questi, una struttura organizzata che fa capo ad interessi economici e politici precisi. Anche le famose Lobby, di cui parlano con frequenza senza cognizione di causa.

Questa trovata dell’assessore pro tempore, è un altro tassello che porta dritto ad un fascismo del XXI secolo, dove solo qualcuno (in sostanza solo la Casaleggio Associati), avrà la piena consapevolezza, di ciò che succede nelle amministrazioni di tutta Italia (di quei Comuni dove c’è, oltre al Sindaco, un consigliere grillino).

E’ bene che i cittadini sappiano quale futuro può riservare questo sistema piramidale, davvero sconcertante, nell’epoca moderna. Uno strano modo per una democrazia dei cittadini, dove esiste una base (la tanto nominata cittadinanza), ignara di tutto ed un vertice che comanda. Molto simile ad un “oscurantismo medioevale”.