Archivi tag: m5s

LA PAURA DI GOVERNARE

LA PAURA DI GOVERNARE

Successe a Schroder in Germania con l’SPD, è accaduto con Blair nel Labour, è accaduto con Renzi nel PD. Ed ora accade con Alexis Tsipras  laeder di Syriza.

La Grecia, dopo la crisi degli anni scorsi, sta piano piano ripartendo. Tsipras, come ricorderete, dovette cambiare la sua agenda di politica economica su pressione della Troika. La Grecia stava affondando!

I risultati sono incoraggianti: la disoccupazione è passata dal 27.9% al 21,7% il Pil cresce del 2%.

Questi passi in avanti, che sta facendo la Grecia, però non portano consensi a Tsipras. Il suo consenso infatti si è dimezzato. E probabilmente è consapevole che non verrà rieletto.

Quello che sta accadendo in Grecia ci fa nuovamente venire in mente la questione già discussa qualche tempo fa. Ovvero se un partito politico debba essere un fine od un mezzo.

Noi siamo sempre più convinti che prima dei partiti vengano i destini delle nazioni, ed i partiti si debbano mettere a servizio degli stati per migliorali. Anche a costo di sparire!

Forse è per questo che il M5S sembra aver paura di governare.

Forse è per questo che chiede un aiuto disperato al Pd, al partito che ha perso.

Forse se cade non vuole assumersi alcuna colpa.

Forse è destino.

Annunci

DI MAIO HA FATTO SPARIRE IL PROGRAMMA CHE È STATO VOTATO DAI MILITANTI GRILLINI E L’HA SOSTITUITO CON UN ALTRO

LUIGI DI MAIO, LEADER DEI 5S HA FATTO SPARIRE IL PROGRAMMA CHE È STATO VOTATO DAI MILITANTI GRILLINI E L’HA SOSTITUITO CON UN ALTRO

E’ notizia nota, tutti o quasi i giornali ne parlano, ma in ogni modo non è una cosa seria. Si promettono agli elettori “cose, impegni, atteggiamenti con l’estero” e poi il giorno dopo le elezioni vengono cambiate.

Luigi Di Maio, leader M5S, ha fatto sparire il programma che era stato votato dai militanti grillini, sostituendolo con un altro. Diciamo che non ci meravigila più di tanto, questa cosa. L’attuale atteggiamento Europeo e Atlantico di Di Maio è coerente con il cambio del programma.

Il probema è il solito, quanti militanti del M5S credono ancora di contare qualcosa? La democrazia diretta e dal basso esiste?

Come ricorderete il M5S,Gennaio 2017, tentò di entrare nell’Alde, partito europeo più europeista d’Europa, Verhofstadt li stava accogliendo, ma i membri dell’Alde dissero, giustamente, no.

Il giorno dopo il M5S rientrò nell’Ukip da Farage,  come se nulla fosse accaduto.

Se fossimo dei militanti grillini ci sentiremmo bellamente presi in giro.

RIMOSSI 650x927

LA TECNICA DI TRAMORTIRE L’AVVERSARIO È UNA CRUDELTÀ

LA TECNICA DI TRAMORTIRE L’AVVERSARIO È UNA CRUDELTÀ

Siamo all’interno di una tecnica del consenso nuova e per noi impensabile, per questo non vediamo ciò che dovremmo vedere.

Ormai, il coro incessante in tutti i salotti tv, affinché il Pd si immoli votando cinque stelle, appare troppo ben concertato per immaginare che si tratti di una eruzione spontanea, casuale.

Che questo avvenga mentre dai cinque stelle non è mai partito un invito di qualche genere al Pd, rafforza il dubbio.

Si prepara il terreno, concimando, rassodando, rivoltando esercitando una pressione costante, ossessiva sul bersaglio.

Per suscitare incertezza, timida riflessività.

Pure in assenza di una incontestabile offerta di collaborazione da parte dei cinque stelle.

Cosicché quando e se sarà il momento, il bersaglio sarà tramortito, confuso, debole.

Appesantito dal pensiero, pazientemente indotto, e continuamente martellato, a proposito della bassezza istituzionale del Pd. Quella che dimostrerebbe, nel caso rifiutasse l’invitante patibolo.

Per questi personaggi opinionisti che girano nelle tv, il Pd deve portare tutti i pesi della sconfitta, non pretendere niente di niente, ma assolutamente deve sottomersi al m5s, per appoggiarlo.

Pretese inaudite.

Anche ierisera nella trasmissione di Mannoni, abbiamo sentito la stessa piaggieria. Una donna, non ricordo il nome, insisteva nel dire che il Pd non può sottrarsi e dire “hanno vinto loro, governino”, come se il Pd fosse un partito arrogante, che se ne frega del paese, che non vuole prendersi responsabilità che comunquie, secondo la “gionalista” se le dovrebbe assumere, perché qui non siamo in presenza di un sistema maggioritario.

E’ vero, non siamo in presenza di un sistema maggioritario, ma cara signora saccente, non siamo neppure più ai tempi di Andreotti o Spadolini. Non so se se n’è accorta?

L’accanimento terapeutico anche no. Gli elettori ci hanno assegnato il ruolo di opposizione.

Sì, il nostro mondo adesso fa abbastanza schifo e siamo in un altro mondo a più alto tasso di crudeltà.

 

IPOCRITE LAMENTAZIONI

IPOCRITE LAMENTAZIONI

Un giornalista de “Il fatto quotidiano”, Davide Vecchi, si lamenta della legge elettorale in vigore e scrive: “Tutti i sondaggi danno il m5s primo partito in Italia. Comunque la pensiate, qualunque sia il voto domenica prossima, è surreale una legge elettorale che non permette a chi vince di governare”.

Questo giornalista è rimasto indietro almeno di parecchi mesi.

Ha una bella faccia tosta a lamentarsi della molto probabile ingovernabilità del paese, dopo le elezioni del 4 Marzo.

Chi arriva primo non governerà, a meno che non prenda una percentuale di voti molto alta.

Ma difficilmente ciò sarà possibile, ormai siamo in un sistema proporzionale, senza premio di maggioranza.

Un sistema per garantire una governabilità c’era ed era l’Italicum più la Riforma Costituzionale.

Purtroppo il 59% di chi ha votato al Referendum del 4 Dicembre 2016, ha bocciato la Riforma Costituzionale che avrebbe portato il paese ad essere più semplice da governare. E a sapere, la sera stessa delle votazioni, chi avrebbe governato.

Ricordiamo che il Fatto Quotidiano parlava di Riforma Costituzionale come deriva autoritaria.

Ricordiamo che quel quotidiano ha fatto una campagna contro la Riforma Costituzionale e anche contro l’Italicum, talmente cattiva e violenta da considerare un’offesa personale tutto quello che veniva detto da Renzi.

Come se la loro stessa vita venisse uccisa, ed ora hanno la faccia tosta di lamentarsi per come e con quale legge (brutta ma voluta) andiamo a votare.

Cari pentacosi, i bravi commentatori ve l’avevano detto mille e mille volte.

La riforma proposta da Renzi e la legge elettorale Italicum era un’opportunità da cogliere perché anche voi penta di qualcosa, avreste avuto la possibilità di governare.

Ma no, la paura che vincesse Renzi vi ha spezzato le gambe, non siete riusciti a guardare lontano come ogni politico serio sa fare, avete perso la migliore occasione della vostra vita, e comunque vada non governerete mai.

E’ questo che avete voluto, non lamentatevi, avete avuto anche troppo.

E ora state zitti che fate una figura migliore.

E mi fermo qui.

DIETRO LA VOLONTÀ GENERALE C’È SEMPRE UN GENERALE

DIETRO LA VOLONTÀ GENERALE C’È SEMPRE UN GENERALE

Non che gli altri partiti non presentino storture e magagne, ma quelle che il M5s sta mettendo in mostra in questi giorni convulsi impressionano, perché contraddicono e snaturano quelli che erano caposaldi e tratti distintivi del movimento.

Innanzitutto, dov’è finita la democrazia diretta?

Dov’è il metodo nuovo e rivoluzionario, antidoto e toccasana capace di sostituire la democrazia rappresentativa e di mettere il popolo sul trono?

Quello che doveva essere il suo mezzo, il suo veicolo pratico, la rete, con la libertà di accesso, di partecipazione e di voto garantita a tutti in condizioni di parità, è stata dato in monopolio esclusivo a un’associazione privata e a un’unica piattaforma, entrambe intitolate al povero Rousseau, il troppo lodato filosofo della volontà generale.

I militanti o si affidano a Rousseau o non hanno altro modo di partecipare alla vita del movimento.

Ma anche coloro che chinano la testa non sono certi di poter partecipare al voto, né di potersi candidare, né che le votazioni avvengano secondo le regole e che i risultati siano rispettati.

Con buona pace della conclamata trasparenza, le sole cose che si vedono in trasparenza, sono l’arbitrio dei capi e le proteste degli esclusi.

Anche il secondo pilastro dell’identità stellata, il rifiuto assoluto di allearsi con qualunque altra forza politica, sta venendo giù sgretolato dalle picconate di giggino. A conferma che dietro la volontà generale c’è sempre un generale che vuole comandare.

Il capo del Movimento ha dettato la nuova linea, un vero e proprio inno al trasformismo.

«Alleanze prima del voto no, ma convergenze parlamentari dopo, sì, e aperte a tutti» ha annunciato il giggetto.

Il popolo sovrano è avvertito: se vota 5 stelle (hotel di lusso), potrebbe far merenda con Salvini o con Bersani.

MOVIMEN….(TO)

MOVIMEN…(TO)

Ci piace ridere e non pensare e allora ridiamo, seguiamo un comico che ha inventato un qualcosa senza passato e forse senza futuro, cui ha dato un nome da albergo di gran lusso che di per sé è un insulto ai poveracci.  Ma tant’è, il 30% degli italiani è contento di divertirsi. Allora divertiamoci anche noi con le notizie farlocche e divertenti che troviamo qua e là. (Là con l’accento perché indica un luogo e non un articolo).

“Quando siamo al governo, haboliremmo 400 regole grammaticali!”. L’ultima promessa elettorale di Di Maio, candidato premier pentastellato, sta suscitando accese discussioni e infuocate polemiche.

Da mesi gli avversari sottolineano ogni scivolone grammaticale del vicepresidente della Camera, ma ora appare chiaro che i presunti sfondoni non sono altro che l’anticipazione di questa misura dirompente, destinata a portare alla vittoria il partito di Grillo e Casaleggio. Infatti la maggioranza degli italiani si dimostra sempre più insofferente alle regole e, a giudicare da quel che si legge sui social network, soprattutto a quelle grammaticali.

“Noi non siamo per l’obbligo, al massimo per le raccomandazzioni. Vogliamo rendere la vita semplice hai cittadini”, ha chiosato il capo politico a 5 stelle durante un’affollata conferenza stampa. “L’Itaglia é frenata dalle regole grammaticali, molti non si esprimono per paura di sbagliare, ma con noi ogniuno potesse dire la sua senza che i professoroni lo vogliono correggere”. A chi obietta che le regole servono proprio per capirsi meglio, il candidato premier replica: “Quando due perzone honeste si vogliano parlare, sintendono a meraviglia senza bisogno di tutte cueste complicazzioni”.     

Gli iscritti alla piattaforma Rousseau (che in futuro si potrà scrivere anche Russò,  NdR) possono già scegliere quale regola grammaticale abolire e le proposte non mancano: sostituzione del ch con la più pratica k (Ke fareste in auto con la Boldrini?), libertà di accento, di doppie e di h (honesta’, onestá e onnesta’ saranno tutte forme accettate), abolizione della q e rimozione delle norme sulla consecutio temporum (“Basta con cuesto latinorum!”).

C’è però chi vede in questa misura un desiderio di vendetta. Alcuni maligni sostengono infatti che Di Maio sia stato escluso dalla sua principale mansione lavorativa, lo steward allo stadio San Paolo di Napoli, proprio a causa dei suoi problemi con l’italiano, citando alcuni strafalcioni riferiti dagli abbonati partenopei: “I signori mi seguissero… mi seguirebbero… insomma venite dietro a me!”, “Poteste farmi vedere… Possano farmi vedere… Uagliò, cacciate i biglietti!”. 

Il leader pentastellato però tira dritto e guarda con fiducia al voto 4 marzo: “Puntiamo ha superare il 40%, basta che ci scegliono 3 elettori su 10”. A chi fa timidamente notare che per arrivare al 40% serve il voto di 4 elettori su 10, Di Maio ribatte stizzito: “Aboliremo anche le regole della matematica e per cuelli come voi sarebbe finita la pacchia!”.

Andrea Michielotto

NELLA LIVIDA TORINO

NELLA LIVIDA TORINO

Così, se non intercettavano la telefonata, avremmo di sicuro un papaverone cinque stelle che, nella Torino livida di Appendino, cancella le multe agli amici.

E questa è una.

La seconda è che i cinque stelle cantano vittoria per le sue dimissioni, accampando un rigore punitivo che, dicono, è solo roba loro. Ma non è stato licenziato, si è dimesso lui.

Pensa che rigore se nessuno avesse intercettato quelle telefonate.

Pensa se invece di dare le dimissioni se ne fosse rimasto al suo posto.

Dopo aver fatto a pezzi Marino per la sua panda senza permessi per il centro storico di Roma, avrebbero tenuto al suo posto un fratacchione che dalla segreteria della sindaca torinese cancella le multe ai protetti.

Eppure, conoscendoli, mi sa che avrebbero potuto farlo: hanno già apprezzato il potere magnifico del “me ne frego”.

TENERE INSIEME LA BARACCA

TENERE INSIEME LA BARACCA

Un tempo leggevo il blog di Beppe Grillo e ho comprato persino un libro di Travaglio (L’odore dei soldi).

Credevo ancora nei cavalieri senza macchia e senza paura.

Consideravo Berlusconi un nemico, non certo a livello personale, ma erano miei nemici la sua cultura e la sua filosofia politica che per me erano disastrose, come del resto si sono dimostrate. E che ora si ripresenti dimostra quanto poco politicamente questo paese sia cresciuto, da quella parte.

Nel 2011 ho creduto alla fine del berlusconismo e ho gioito quella notte insieme a quell’orchestra che davanti al Quirinale, suonava l’Alleluia, sembrava un segnale felice di rinascita, e invece ci siamo trovati di fronte ad un governo che ci ha lasciato uno strascico di difficoltà e ci ha massacrati, più del necessario, con la scusa che “ce lo chiedeva l’Europa”, proprio a causa degli errori madornali del governo berlusconiano.

In un primissimo tempo, ascoltavo Grillo, perché le critiche di partenza mi sembravano giuste e le ascoltavo con un certo interesse, ma non condividevo il suo linguaggio volgare, urlante e offensivo (se chiudevo gli occhi mi sembrava di sentire il tono feroce dei nazisti). Poi ho capito che quel suo modo di esprimersi mezzo comico e mezzo violento era solo un modo per mascherare le balle che diceva.

E quando ha trasformato il suo straparlare in un partito politico, ho tralasciato tutto, ogni curiosità è scomparsa. La volgarità e il furore diventato partito, fanno ribrezzo.

Non mi piacevano i toni, e non mi piacevano i contenuti, meno che mai quando ho visto cacciare via le persone per motivi insensati, come è successo a Federica Salsi per la sua presenza di dieci minuti a Ballarò. Un atto vergognoso, come quelli che si sono susseguiti, che nessun giornalista e nessun editorialista pensa mai di ricordare.

Sono stati dei gesti violenti.

E anzi usano un linguaggio violento e hanno comportamenti violenti, come gli assalti al banco del governo in Parlamento, e l’uso che fanno della rabbia, finché un giorno probabilmente non sapranno come fermarla.

E ora vedere Di Maio, il figlio prediletto dal blogge, che si presenta con soddisfazione e spavalderia e con il desiderio di ricoprire quei posti e quelle funzioni, prima considerate il nemico da combattere è quanto meno imbarazzante. La non casta che si fa casta.

Faranno di tutto per dimostrare di essere “classe dirigente”, ma saranno costretti a ribaltare tutto il loro programma. E lo stanno facendo, tradendo tutti, ma tutti i buoni propositi iniziali.

Le persone anche se condannate possono continuare a ricoprire i loro ruoli, sono passati da giustizialisti a più che garantisti, si possono ricoprire più di due legislature, dovevano uscire dall’euro e dall’Europa, ma si sono mangiati la parola. Per dire solo alcune incongruenze e disattenzioni rispetto alle cose promesse. Il tutto per raccattare consensi.

Il problema ora è se c’è qualcuno disposto a crederci. Se è così, a quanto pare, sto perdendo la fiducia nel buon senso degli italiani.

A pensarci bene la filosofia grillina (anche se chiamarla filosofia è parola grossa e incomprensibile per loro), sta nel considerare il popolo, come qualcosa da manipolare, come qualcosa di infantile, a cui vanno raccontate delle balle e più grosse sono meglio è.

Perché il popolo “cade” più facilmente nell’inganno di una grossa bugia piuttosto che di una piccola.

Il popolo così non capirebbe mai, nella sua stupidità, che è vittima di una formidabile falsificazione.

Quando sarà che finalmente diventiamo un popolo maturo e la smetteremo di correre dietro a chi urla più forte?

NIENTE AVVENTURISMO, NESSUNA COALIZIONE

NIENTE AVVENTURISMO, NESSUNA COALIZIONE

Le cose non vanno bene! E’ giusto esserne consapevoli! Molta parte dell’opinione pubblica è fortemente critica verso le riforme, verso il progresso e cede ai piagnistei disperati che vanno a parare in un pessimismo inerte e inutile.

La sconfitta del 4 dicembre non è ancora assorbita e ne pagheremo a lungo le conseguenze. La responsabilità delle forze politiche che hanno strumentalizzato l’antirenzismo per offendere il paese è gravissima. La sconfitta del 4 dicembre è un lutto nazionale!

Oggi come oggi si renderebbero necessarie alcune scelte fondamentali

Una legge elettorale eminentemente maggioritaria con sbarramento al 5% alle liste alla Camera e al Senato e un premio al 35%. La rappresentanza non vale nulla se non c’è chi governa!

Una qualunque coalizione sarebbe un disastro. Pisapia è inevitabilmente attratto dalla veterosinistra e non concepisce palinsesti liberali. Impossibile allearsi con tutta la Sinistra a sinistra del Pd. Impossibile allearsi con i traditori di Articolo Uno, impossibile allearsi con la Destra da Berlusconi a scendere.

Il nuovo non è Renzi e neppure il M5s. A prescindere. Più Grillo furoreggia e sbanda, più la Raggi distrugge Roma incolpando gli altri, più la colpa è sempre e solo soltanto di Renzi.

L’economia riprende soltanto con una ferma e risoluta stabilità politica. Lavorando bene in Europa, in Italia e gestendo al meglio i due fenomeni che terrorizzano la gente: l’immigrazione e il lavoro.

Perfino i miei amici dicono che del governo Renzi non rimane nulla. Non sono d’accordo. Le sole Unioni Civili, per tacere del resto, passeranno alla storia.

Gente come Fratoianni, Articolo 1 e Berlusconi sono inutili e costituiscono un inconcludente inciampo politico. Meglio avversari chiari e netti come Salvini e il M5S, con i quali marcare le differenze e combattere a viso aperto è possibile.

Giornalisti come Travaglio, giornali come l’Espresso e addirittura il Corriere, preferiscono la guerra civile al buon governo. Riescono a spostare il sentire comune più dei politici. Sono parte consistente dei veri poteri forti: corrompono, mentono, rimestano nella pentola delle streghe!

Le Riforme vanno fatte. Meglio, ma di più e più radicali! Altrimenti, addio Italia. Continuando a sguazzare felici in una tiepida fanghiglia. Né bollente, né gelata. Semplicemente schifosa!

Il governo Gentiloni deve finire la legislatura. Renzi non deve lasciarsi tentare dall’avventurismo in cui vogliono attirarlo Berlusconi e i Pentastellati e neppure la sinistra attuale in qualunque forma si presenti.

Quindi, niente avventure, niente incursioni a sinistra, e niente destra.

Renzi aveva fatto sognare non una riedizione dell’Ulivo, ma un’Italia diversa, liberal-democratica. Forse è ora di tornare a parlare di questo.

Questo è il Pd. Un centro sinistra socialdemocratico, o liberal-democratico finalmente svincolato dalle catene delle vecchie ideologie. E forse solo così potrebbe vincere bene.

Ora come ora, tanto per continuare a perdere, continuo a sentir parlare di coalizioni, a sinistra, tutto per perdere definitivamente anche quel po’ di buono che c’è ancora nel Pd.

Una coalizione non otterrà mai il mio voto.  Due esperienze (Ulivo e Unione) due sonore sconfitte, due umiliazioni subite a causa di traditori interni, mi sono bastate. Non ne voglio una terza.

Buon lavoro Prodi. Buon lavoro Franceschini. Buon lavoro Pisapia. Buon lavoro a tutti questi volonterosi…….. che straparlano. Pensate al paese, una buona volta e non sempre ai partiti.

Si può fare da soli.

IL “MONUMENTALE” GIULIANO FERRARA

IL “MONUMENTALE” GIULIANO FERRARA

“La verità fa male alle copie vendute, fa male al senso di sé della grande stampa, fa rari i contatti con il famoso “primo partito italiano”.

Così lo prendono sul serio, fanno i titoli che a lui convengono, i retroscena: sembra una lotta tra l’Europa cattiva delle banche e questo scassinatore di scatole di tonno da strapaese.

Un vaffanculo così non si era mai visto, ma con quei titoli passa per un duello con l’establishment, ma mi faccia il piacere, amico Fontana, ma mi faccia il piacere, Marione Calabresi.

Grillo è subcultura. Subpolitica. Subspettacolo.

Promuoverlo statista e leader ha del fantasioso, richiama la seriosità di un’informazione che ha perso il contatto con la realtà, preferisce intrattenersi e intrattenerci con la subrealtà.

Uno va in Kenia da Briatore. Torna e diventa liberale per settecentomila sporchi euri, euri al plurale.

Che altro si può sperare dell’uomo che ha conferito a Roma la signora Virginia Raggi e il signor Marra, anzi i fratelli Marra?

Mi preoccupo per i connazionali detti elettori a 5 stelle.

Hanno scelto lo sberleffo.

Non si fidano dei partiti.

Non si fidano dei movimenti seri.

Non si sono fidati di Renzi.

Si sono comportati da stupidi, per rabbia, per ignoranza, per spirito bue.

E che bidone ci hanno rifilato, che immensa perdita di tempo, che storiella da Tg7 o da Strafatto quotidiano.

Meglio di Grillo. I ladri. I corrotti. I peccatori. I Politicanti. Raggi e Scilipoti. Meglio di Casaleggio. Chiunque. Un passante, un topino da poco, un contabile di quelli che non usano altro che nei racconti di Gogol.

Si fanno i fatti loro, ci tradiscono da secoli in tutte le società antiche e moderne, rodono e rosicano, ma qualcosa sanno fare, e all’atto pratico riescono perfino a governare, si fa per dire, un popolo di corrotti, di imboscati, di invalidi falsi, di protetti, riprotetti, dipietristi e falsi emarginati quali noi siamo, in particolare i gggggiovani cosiddetti dai 18 ai 34 anni.

Sempre con l’assistenza della pubblica informazione e di gran parte di quella privata.

Michele Serra, che l’ha capita, forse la finirà di assistere sdraiato allo spettacolo.

Ma è incredibile che non si trovino dozzine di profeti, commentatori, direttori, opinionisti capaci di dire queste elementari verità, di sussurrarle con la precauzione di un condom, allo scopo di non partorire falsa politica e falsa informazione per una falsa associazione illegale, di natura eminentemente fascista e antidemocratica, che si è impadronita delle fantasie malate, morbose, ignoranti di tanti italiani e gli ha rifilato la faccia di Di Maio, il libro di Di Battista e tutto il resto.

Siete in arresto, dicevano.

Arrendetevi.

Ed erano solo un branco di avidi cretini”.

(Giuliano Ferrara)