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L’IMPORTANZA DEL VOTO

L’IMPORTANZA DEL VOTO

L’astensionismo è il più grande alleato del populismo e quindi dei grillini. ma anche dei mafiosi e dei corrotti.
Facciamo in modo che non si istituiscano mai (non più) tribunali del popolo contro politici e giornalisti.

 UN PARERE DI MICHELE SERRA

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LA LOGGIA GOLPISTA

LA LOGGIA GOLPISTA

Alle 12,28 del 17 marzo 1981, l’agenzia Ansa batte il primo “lancio” da un  paesino semisconosciuto: « La villa di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi in provincia di Arezzo è stata perquisita dai carabinieri per ordine dei magistrati milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone. Sembra che sia stata trovata, fra l’altro, una lista di 962 iscritti alla loggia denominata P2, di cui Licio Gelli è “maestro venerabile”».

Una loggia “coperta”, cioè segreta, che vuole sovvertire l’ordine dello Stato. Gelli è un personaggio a suo modo straordinario: fascista nel ventennio, nella Rsi ma vicino agli Usa dopo l’8 settembre, amico di Andreotti poi, intimo del dittatore argentino Videla e dei suoi generali. Si dice che sia un agente segreto con compiti particolari.

Lo scandalo P2 investe le istituzioni. Colombo e Turone custodiscono finché possono la lista: i giorni passano tra accuse , inchieste giornalistiche, indiscrezioni, mezze ammissioni. A maggio i due consegnano la lista al presidente del Consiglio, Arnaldo Forlani che sbianca di fronte ai nomi e vorrebbe secretarli. Colombo fa capire che non si può, per il bene della nazione. Forlani resiste fino a giugno.

Nell’elenco, 3 ministri, 2 ex ministri, il segretario del Psdi, 38 deputati, 52 ufficiali dei carabinieri, 50 dell’esercito, 37 della Guardia di Finanza, 29 della Marina, 11 questori, 5 prefetti, 14 magistrati, 70 imprenditori, 10 banchieri, oltre a giornalisti e professionisti vari: un terremoto per lo Stato.

Tra i generali, Allevena dei Carabibieri, Casero dell’Aeronautica, Raffaele Giudice della Guardia di Finanza, Giulio Grassini del Sisde, Gianadelio Maletti, capo del controspionaggio del Sid, il suo superiore Vito Miceli, il generale del Sismi Pietro Musumeci e il suo capo Giuseppe Santovito.

E ancora, il presidente del Banco Ambrosiano, Roberto Calvi, Michele Sindona, Fabrizio Cicchitto, Silvio Berlusconi, Angelo Rizzoli, il direttore del Corriere della Sera Franco Di Bella, Maurizio Costanzo, Roberto Gervaso, Gustavo Selva.

Viene spiccato un ordine di cattura per Gelli che, pronto, fugge all’estero. Inevitabilmente cade il governo.

Il 24 luglio, il nuovo presidente del Consiglio, Giovanni Spadolini, scioglie la P2; il 9 dicembre si forma la commissione d’inchiesta sulla loggia. A presiederla, la democristiana Tina Anselmi che dice: « Non lasceremo nulla di intentato per far luce di verità».

Due anni dopo, la commissione stabilirà che le liste sequestrate a Castiglion Fibocchi sono autentiche ed attendibili.

Ma quella lista probabilmente era parziale o, addirittura, un paravento per un altro elenco, ben più ampio, come affermò lo stesso Gelli in un’intervista.

Gli aderenti sarebbero stati 2.500 e l’elenco di Castiglion Filocchi solo un brogliaccio.

Sperare nella verità, finora, è solo un’utopia. Mentre Licio Gelli, oggi novantunenne, partecipa a concorsi di poesia.

(Da “La Storia siamo noi” di Manuel Gandin)

IL CORO DEGLI “ANTICASTA”

IL CORO DEGLI “ANTICASTA”

Licio Gelli nel suo”piano di rinascita democratica” della Loggia P2, sequestrato a M.Grazia Gelli nel luglio 1982,  prevede di svuotare il parlamento delle sue prerogative di rappresentanza popolare e controllo sull’esecutivo.

Con la liquidazione del sistema proporzionale  si è passati al presidenzialismo di fatto, come sostiene la maggioranza, perché quando si è andati a votare non si è scelto un partito con un suo simbolo, ma un nome scritto su un simbolo.

Una cosa obbrobriosa che nessun partito o movimento politico in Europa possiede e che è consentito solo in Italia, perché in questo paese ci si vergogna di appartenere ad un partito “vero”. Si scelgono poli, case, movimenti, leghe, fazioni, unioni, popoli,  territori, ma non il partito, perché sul partito è difficile scrivere il proprio nome. 

Ma, per tornare al programma di Licio Gelli, quello che sta a cuore a quella setta, è svuotare il parlamento del suo significato politico e della sua importanza di controllo sull’esecutivo.

Di questi tempi, con la campagna massiccia messa in atto dagli “anticasta”,  si sta insinuando nella testa delle persone che il bilancio della Camera sia diventato la causa  principale della voragine del debito pubblico.

Vengono dileggiati tutti coloro che ricoprono una carica pubblica, non solo in Parlamento, ma anche in Regione, in Provincia, nei Comuni, come se coloro che sono stati eletti dal popolo si dovessero vergognare di essere stati eletti.

Quindi si propone di dimezzare tutto, eliminare le provincie, accorpare i Comuni, togliere una Camera, diminuire i parlamentari. Si tratta  della “Casta” da eliminare perché causa di sperpero nel paese e non ci si accorge che, così facendo, si sta attuando il progetto di Licio Gelli, cioè si sta delegittimando il Parlamento, l’unico mezzo che controlla l’esecutivo.

Ciò che invece si dovrebbe fare, oltre ovviamente a rivedere le spese e a contenerle il più possibile, è far si che la Casta diventi davvero una Casta di brave persone, oneste  e virtuose che sappiano risolvere i problemi del paese, si dovrebbe rafforzarne il valore etico, politico e di garanzia di libertà, anziché limitarsi al dileggio.

Non è solo la Casta che costa in questo paese. Per esempio si tace sulle enormi spese militari, sia di mezzi che di uomini, si tace su quanto costano anche i giornali, quegli stessi giornali  che evitano di parlare quanto denaro pubblico ricevono per i loro finanziamenti.

A denigrare la Casta non è solo Facebook, ci si è messo anche il Tg1, Mediaset e la grande stampa pagata (per esempio) da Finmeccanica. A questo punto c’è da preoccuparsi.

Tutto questo sentimento “anticasta” che si sta sviluppando nel paese, così vasto e forte, non è forse un’orchestrazione ad hoc per completare il piano di rinascita di Licio  Gelli? Vale a dire: delegittimare il Parlamento.  

Sorge un dubbio quando il coro diventa così ampio.

(L’idea è stata presa da un editoriale di  questo interessante e simpatico sito)

NOI CI SIAMO GIA’ PASSATI

NOI CI SIAMO GIA’ PASSATI

Gli attentati di venerdì scorso a Oslo e sull’isola di Utoya, in Norvegia, sono, a quanto pare, di matrice neonazista o di estrema destra. Mi hanno fatto tornare alla mente, purtroppo, quelli che abbiamo subito noi, per tanti anni. Piazza Fontana a Milano, Pazza della Loggia a Brescia, la stazione di Bologna, il treno Italicus, il rapido 904,  tutti attentati di stampo di estrema destra, neofascista. Alle spalle una loggia massonica, la P2 di Licio Gelli.

In Norvegia, questo giovane cristiano conservatore, di nome Breivik, è di estrema destra, antislamico e, secondo la stampa, è membro di una loggia massonica – la «San Giovanni Olaus dei tre pilastri» – il cui motto è «Dalle tenebre alla luce».  

Alle spalle di gente esaltata e dalle idee fondamentaliste c’è sempre una loggia massonica che riempie la testa di questi giovani di idee di estrema destra e neonaziste, che hanno come religione l’odio per il diverso.

Questo cristiano conservatore ce l’aveva con gli islamici e per farlo vedere compie una strage enorme in casa propria, insensibile al dolore che può portare ai propri concittadini.

Come da noi, per far affiorare il programma totalitario e fascista di Licio Gelli si sono fatte stragi anonime e impunite, non si è dato peso alle morti ed ai dolori enormi che si sono arrecati alle famiglie italiane e di cui tuttora paghiamo le conseguenze.

Le coperture della loggia P2 e i depistaggi operati dai servizi segreti “deviati”, anch’essi iscritti alla loggia, hanno consentito l’uccisione di centinaia di persone nella più totale impunità. 

Un’idea, quella nazista, mai smantellata e coltivata nel tempo, abilmente, con il culto dei luoghi “sacri” dove sono sepolte le spoglie di quegli assassini, tra cui metto anche Benito Mussolini.

Questi pellegrinaggi a persone assassine e che hanno causato tanto dolore nel mondo, sono uno scandalo senza limiti che tuttora persiste.

Anche la tomba di Rudolf Hess, morto suicida il 17 agosto del 1987, nella fortezza berlinese di Spandau, dove era stato rinchiuso dopo il processo di Norimberga, era diventata meta di marce nostalgiche di gruppi neonazisti tedeschi. 

Il paese della Baviera Wunsiedel era diventato meta di nostalgici al punto che la famiglia ha deciso di esumare le ossa di Hess, di bruciarle e spargere le ceneri in un  lago di cui non hanno reso noto il nome, per evitare le processioni nostalgiche.

In uno di questo pellegrinaggi si è fatto notare anche l’attuale sindaco di Roma, Alemanno, fedelissimo di quegli assassini  e Franco Panzironi, attuale amministratore delegato dell’Ama di Roma.

Mi è piaciuta la decisione della famiglia Hess, che ha voluto dare un taglio a questi inopportuni cortei nostalgici e augurerei che, anche in Italia, si provvedesse a togliere le spoglie di Mussolini, di bruciarle e di spargere le ceneri  fuori dall’Italia, fuori dal sacro suolo del nostro paese, perché vi ha portato solo distruzione, morte, miseria, povertà, guerra, odio,

E la nipotina di cotanto nonno bastardo potrebbe fare meno la “vajassa” e non alzare la voce contro chi ricorda con dolore, la perdita di tutti i suoi famigliari a causa delle leggi razziali, cosi orgogliosamente firmate da suo nonno.

E’ già troppo, per quanto mi riguarda, che questa nipotina sieda alla Camera e sia pagata da noi. Vorrei che l’Italia avesse fatto come la Germania, una bella epurazione e, a scanso di equivoci, nessun nipotino di Hitler siederà mai al Bundestag.

LA FURBASTRA TECNICA COLLAUDATA DI QUESTO GOVERNO

La furbastra tecnica collaudata di questo governo

SI COMINCIA SEMPRE COSI’ COL DIRE “COSE” CONDIVISIBILI

POI SI CALA LA MANNAIA

 Quando questo governo annuncia di voler fare delle “riforme” costituzionali, lo fa con una tecnica collaudata, la stessa tecnica che si usa con i bambini.

Prima si dicono cose condivisibili. Ricordate nella scuola? Si cominciò col grembiulino, con il voto in condotta, tutte cose alle qualI era difficile dire di no, il grembiulino poteva anche andare bene , il voto in condotta anche. Poi si è applicata la mannaia. Si sono tagliati, senza criterio, 60.000 mila posti di lavoro, si sono sbattuti sulla strada insegnanti precari da 20 anni, senza tanti complimenti. Si sono dimezzati i finanziamenti pubblici così i genitori dei bambini che frequentano la scuola pubblica, sono costretti a pagare i gessetti, la carta igienica, fanno i turni per pulire i gabinetti e contribuiscono alle spese degli insegnanti supplenti. Si è fatta una pseudo riforma della  scuola, in senso classista, e si è ritornati ai tempi beati dei ricchi di prima della guerra. Si sta realizzando il sogno dell’arcoriano, quando dice :“Non si può consentire che il figlio di un operaio abbia le stesse prospettive del figlio del professionista”. Si è ricreata la scuola classista, quella per i ricchi e quella pei i poveri, come ai tempi del proletariato ottocentesco. E naturalmente si sono finanziate abbondantemente le scuole private, quelle cattoliche, come  pagamento dovuto per  l’assoluzione dei peccati e per l’indulgenza in paradiso.

Con la riforma costituzionale si sta procedendo allo stesso modo. Prima si dicono cose condivisibili, come per esempio, la riduzione del numero dei parlamentari, una Camera sola. Poi si calerà la mannaia. Si daranno al Presidente del Consiglio tutti i poteri ordinari e straordinari,  oppure si proporrà l’elezione diretta del capo dello Stato, quello che sta al Quirinale,  dove l’arcoriano pensa di farci il nido, magari con poteri straordinari, così da  fare i suoi interessi e quelli dei suoi amici, che se la ridono nel letto. Si continueranno a proteggere gli evasori, con centinaia di scudi fiscali e a fare regali ai ricchi.

Con la riforma della giustizia, si procederà con la stessa tecnica, subdola ed ingannatrice. Prima si comincerà col dire o proporre soluzioni che anche la magistratura condividerà, poi sarà calata la ghigliottina per tagliarle la testa. Saranno tolte le intercettazioni, così non sapremo mai in tempo, da chi dobbiamo difenderci, per esempio, per evitare di subire 12 operazioni chirugiche, in un anno, come è successo alla famigerata clinica degli orrori, Santa Rita di Milano; saranno screditati i collaboratori di giustizia e non si scopriranno i mafiosi amici; sarà premiata l’omertà alla Mangano, eroico personaggio dell’arcoriano; sarà tolta la libertà del Consiglio Superiore della Magistratura, ponendolo sotto la scure del Ministro della Giustizia.

Un esempio CLAMOROSO di questa tecnica furbastra ed ipocrita, messa in atto dall’arcoriano, lo si è avuto sabato 20 marzo 2010, in Piazza san Giovanni. Durante il comizio dell’arcoriano, sono state dette tante cose inaudite, si sono offesi tutti coloro che non la pensano come lui, il solito brodo insomma, ma una cosa, tremendamente pericolosa è stata annunciata: IN TRE ANNI SCONFIGGERO’ IL CANCRO.

 Immagimiamo cosa possono aver provato coloro che sono in questo stato di sofferenza, e che, pur di star meglio ricorrono a tutto. Sono affermazioni ipocrite, buttate lì, sulla pelle degli ammalati, per avere consenso, Si sfruttano gli ammalati! Quando ho sentito questa frase mi si è gelato il sangue, L’arcoriano afferma di poter sconfiggere il cancro in tre anni, ed intanto toglie tutte le risorse alla ricerca.  L’ipocrisia e l’opportunismo di questo uomo non hanno limiti, e soprattutto non ha rispetto del dolore degli altri. Su questo mi sento di urlare SI VERGOGNI, sta usando la tecnica della Wanna Marchi!

Fine di una democrazia. Giù il sipario. La P2 è servita.