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PD STAI ATTENTO ALLE FREGATURE

PD STAI ATTENTO ALLE FREGATURE

Sarà un caso ma, dopo le elezioni francesi, sembra essersi velocizzato il processo di una creazione di una legge elettorale.

Sembra che ci sia voglia di accordo tra le due maggiori forze politiche in grado di contendersi il governo del paese, cioè PD e M5s.

PD stai attento a trattare con il M5S, dato che ha dimostrato di essere un Movimento inaffidabile, sempre, in ogni situazione. Il suo nemico sei sempre tu, Pd! Quello che sta dicendo il m5s sulla legge elettorale, potrebbe nascondere una grossa fregatura.

Sembra,  si ha l’impressione, si suppone che ci sia consonanza tra i due partiti per dare il premio alla lista, proprio come dice il Legalicum, la legge elettorale Italicum modificata dalla Corte Costituzionale.

Forse è proprio quella la direzione da prendere. Certo, Berlusconi preferisce il premio alla coalizione, data la sua capacità mitica di mettere d’accordo forze politiche molto diverse tra loro.

Anche se ora la vittoria di Macron sembra aver mandato un po’ in crisi il centrodestra, lo stesso Berlusconi ha salutato la vittoria dell’europeista Macron, mentre Salvini, potenziale e probabile alleato di Berlusconi, non ha ovviamente ben visto questi ammiccamenti di Berlusconi a Macron. Ma probabilmente è solo una commedia.

La situazione politica si fa ingarbugliata ed interessante.

SONO GLI STESSI

SONO GLI STESSI

Sentire gli esponenti di FI, della lega e dei neri cespugli di destra dire che se vince il SI’, la riforma concede troppi poteri al presidente del Consiglio, o che esiste il rischio di una deriva autoritaria, è proprio una barzelletta. L’art. 95 della Costituzione, quello che attribuisce le competenze e i poteri al presidente del Consiglio non cambia. Non cambia. Ciò significa che proprio non l’hanno letta questa benedetta riforma che voteremo.

Questi sono gli stessi che hanno proposto agli italiani, nel 2006, una riforma costituzionale in cui il presidente del Consiglio aveva il potere di sciogliere il parlamento, di mandare a casa ministri, uno due o tutti, poteri che, per Costituzione, sono in carico solo il presidente della Repubblica. Cambiavano, con la loro riforma, le basi della Costituzione. E adesso se ne sono dimenticati: “temono l’uno solo al comando”.

La riforma attuale modifica il funzionamento degli organi statali,  e comincia dall’art. 55 in poi, lasciando immodificati quelli che riguardano i vari poteri, legislativo, giudiziario ed esecutivo. Bisogna leggerla per capirla, altrimenti si parla per sentito dire o a vanvera.

La riforma che andremo a votare il 4 dicembre prossimo, quindi, non cambia il potere del presidente del Consiglio e neppure quello del presidente della Repubblica. Cambia il modo di eleggere il presidente della Repubblica, rendendolo più vincolante E meno male!

Sono gli stessi che hanno approvato il “porcellum”, la legge porcata che non consente di avere la stessa maggioranza alla Camera e al Senato, legge che ha creato un’infinità di problemi di governo, tanto che Prodi, nel suo anno di governo, non è riuscito a fare quasi nessuna legge.

Sono gli stessi che hanno votato che la minorenne marocchina era nipote di Mubarak, una assurdità sostenuta davanti agli altri parlamentari, e a tutto il paese, con una faccia tosta incredibile.

Sono gli stessi che hanno portato il paese ad essere la barzelletta dell’Europa, e del mondo.

Sono gli stessi che hanno portato lo spread a oltre 500 punti di differenziale.

Sono gli stessi che hanno accettato il diktat della parità di bilancio,  e l’hanno fatto votare in parlamento mettendolo nella Costituzione.  E, disgrazia nostra, votata anche dal Pd dell’allora segretario smacchiatore di giaguari!

Sono gli stessi che hanno accettato le imposizioni della commissione europea sulla sovranità italiana.

Sono gli stessi che ora hanno il coraggio e la spudoratezza di riproporsi come salvatori, dopo aver declassato il nostro paese al livello più basso di fiducia e stima in Europa e nel mondo.

È proprio vero che gli italiani hanno memoria corta. Possibile che ci siano persone di sinistra che accettano di votare con personaggi simili? Sì, incredibilmente succede, per un unico scopo: mandare a casa Renzi per riprendersi quello che ritengono di aver perso.

Tutti gli arzigogoli che inventano a difesa del no alla riforma, sono solo fumo negli occhi, per toglierci la capacità di vedere alla fine qual è il vero scopo del votare no.

Ma è un gioco ad arte.

Si vuole indebolire Renzi, per costringerlo a restare, nel caso di vittoria del no, per farne un burattino da strapazzare a piacimento.

A questo Renzi, che è un vero boy scout e sa che cos’è l’onore e il rispetto, non ci sta. Il suo motto è “lasciare il mondo meglio di com’era prima”. Siamo sicuri che non resterà a condizioni diverse. E ne siamo contenti.

Berlusconi ha detto che il 5 dicembre (convinto che vincerà il No) si siederà al tavolo della trattativa con me. Sappia che a quel tavolo ci troverà Grillo e D’Alema non me.
Matteo Renzi

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LA MATEMATICA A CASA GRILLINA

LA MATEMATICA A CASA GRILLINA

Di Maio scrive su Facebook di aver “trovato” i “17 miliardi (cioè il 2% della spesa pubblica) che servono a restituire dignità e garantire 780 euro al mese a 10 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà.

Ma rifacendo i calcoli possiamo vedere che:

  • 780€ al mese moltiplicati per 12 mesi sono 9.360€ all’anno
  • 9.360€ moltiplicati per i 10 milioni di italiani (che vivono sotto la soglia di povertà) corrispondono a più di 93 miliardi di euro, che sono ben altra cosa rispetto ai 17 miliardi “trovati” dal vicepresidente della Camera, 76 miliardi di differenza.

Ora, che Di Maio si sia espresso male o maliziosamente poco importa (dato che dal suo post non si evince nulla che contravvenga a questi calcoli), fatto sta che per un politico che rappresenta il premier di un ipotetico Governo a 5 Stelle certi calcoli grossolani possono risultare pericolosi quando si tende a parlare “alla pancia” degli elettori.

[Nota mia: Io avrei detto che “pretende di fare il premier”].

(Da Lineapress.it)

[Nota personale.Gli altri 76 miliardi da dove li prendono? Ho sentito parlare della diminuzione delle spese per la pubblica sicurezza – guardia di finanza carabinieri, i famosi F35% che non abbiamo più –  e tutto il resto? Dagli stipendi e vitalizi dei parlamentari e regionali? Pochi miliardi. Dalle pensioni? Tutte ridotte a 780 Euro? Può darsi, veramente una bella prospettiva anche per chi, di pensione, prende 800 Euro al mese! E per quanti anni? Perché di poveri ce ne saranno sempre, di disoccuparti pure. Poi quella diminuzione del 2% della spesa pubblica, per ottenere i famosi 17 miliardi che dicono di aver trovato, che cosa va a diminuire? Le spese per la scuola, per la salute, per il trasporto, per la manutenzione delle opere pubbliche? Nulla si sa, si sente solo la propaganda. Come per la parola “onestà” e poi si scopre che tutti gli incarichi del comune di Roma, sono riservati a parenti, amici e amici degli amici. Bella onestà dei miei stivali, questa si chiama parentopoli, con grandissima possibilità di intrallazzi e corruzioni varie, sempre inter-familiari, per favorirsi a vicenda. E nessuno di quei luminari, filosofi, politicanti, parolai, che si sentono tutti i santi giorni, è capace di contraddire, queste idiozie?]

[Breve aggiornamento. La Deputata Pd Giuditta Pini ci informa che:“Da questa mattina l’aula di Montecitorio è ferma perché i 5 stelle insieme alla Lega stanno facendo ostruzionismo per non farci votare la legge delega sulla lotta alla povertà.”

Abbamo sempre parlato della gioiosa simpatia, se non amore sconfinato, tra Lega e M5S. Dobbiamo dire che il post della Deputata Pini, non fa che confermare ciò che avevamo sempre pensato].

[Nota finale, tratta da l’Unità:

Via libera dell’Aula della Camera all’emendamento presentato dall’esponente dem Donata Lenzi al ddl di contrasto alla povertà che introduce il reddito di inclusione. L’emendamento si inserisce all’interno nel testo del ddl povertà, ovvero nella delega con cui il governo metterà in campo diverse misure per i più deboli. A favore dell’emendamento hanno votato 226 deputati della maggioranza, contro 50 dei gruppi di opposizione.

Il sì arriva nel giorno in cui l’Istat diffonde un report sull’aumento della povertà assoluta – coda di una lunghissima crisi – e dopo un lungo ostruzionismo dei deputati del M5s i quali hanno parlato di “truffa semantica” e di “finto reddito”. Mentre Luigi Di Maio ha parlato di “ipocrisia” del Pd, Giorgio Sorial è ricorso a una metafora: “è come il pecorino cinese, che si chiama così ma è fatto con il latte di mucca”.

“Questa opposizione feroce del M5S, che dice no a destinare oltre 1 miliardo di euro alla povertà, la dice lunga” è il commento della vice capogruppo del Pd alla Camera Alessia Morani. “Bisogna fare i conti con la realtà – aggiunge –  non sparare balle per cercare il consenso facile. Sono tutti bravi a dipingere scenari impossibili, il problema vero è tradurli in pratica. Con il nostro provvedimento individuiamo un fondo economicamente sostenibile e dunque una misura realizzabile”.

Tra l’altro, fa notare Morani, il ddl povertà va esattamente nella direzione indicata dall’Istat: introdurre un reddito di inclusione destinato a famiglie con minori, con disabilità, o dove ci siano over 55 disoccupati e senza ammortizzatore.

“Il nostro impegno non finisce qui – mette poi in evidenza la vicepresidente del gruppo dem Chiara Gribaudo durante l’intervento in Aula per la dichiarazione di voto sulle pregiudiziali di costituzionalità -, ulteriori provvedimenti dovranno consentire di raggiungere, progressivamente, tutte le persone in condizione di povertà. Intanto, però, si rende chiara la direzione di marcia e cioè la scelta di realizzare la graduale estensione della platea e l’incremento del Fondo”].

[Altra breve nota mia: pian piano il parlamento sta portando via da tra le mani del m5s, il giochetto del reddito di cittadinanza. Per questo c’è tanta rabbia da parte loro].

 

 

QUESTO RENZI CHE STA SUI CABASISI

QUESTO RENZI CHE STA SUI CABASISI

imageAnche e soprattutto ai giornalisti, a quelli che dovrebbero informarci correttamente, cercando di fare il proprio lavoro con la maggior correttezza intellettuale e con la maggior serietà professionale possibile.

Ma a me non pare proprio.

Qualche esempio. Alla trasmissione di Rai3 “linea notte”, De Bortoli, dà spudoratamente ragione a Monti, che è stato il presidente del consiglio forse più odiato dagli italiani. Oggi Polito scrive che Renzi è spento, ed ha esaurito la sua spinta propulsiva, portando l’Italia quasi al punto dove l’aveva trovata. Ma davvero? Nonostante le riforme fatte si permette di negare tutto?

Su tutti i giornali di destra, di sinistra di centro, tutti i giorni illustri giornalisti scrivono di Renzi, come se fosse stato lui la causa di tutti i nostri guai.

Mi chiedo a che gioco stanno giocando tutti questi pseudointellettuali radical chic? Fanno il gioco del m5s? O fanno il gioco della lega dura e pura? O fanno il gioco di Berlusconi, un povero vecchio puttaniere che si regge in piedi con le bretelle? O fanno il gioco che hanno sempre fatto, cercando di demolire quel poco di buono che faticosamente si sta cercando di costruire nel nostro paese? Faticosamente perché il Parlamento di oggi, è quello uscito dalle urne il 2013 ed è il Parlamento uscito dalla segreteria Pd di Bersani, Parlamento senza una maggioranza definita, che è costretto sempre a cercare alleanze per poter concludere qualcosa. Ma questo giornalisti non ci pensano alle fatiche di Renzi? No, contestano, negano, e criticano quotidianamente. Stancando un po’ tutti.

Che lo facciano i giornalai del fatto, del giornale, di libero, ci può anche stare, ma che lo facciano un De Bortoli e un Polito, due grandi giornalisti, veramente, mi rattrista parecchio.

Secondo loro, noi italiani, in chi dovremmo avere fiducia? In Di Maio? In Salvini? In Berlusconi? Nella Meloni? In qualche statista che sanno solo loro? Nella sinistra-sinistra che praticamente è al 2% di consensi?

Perche’ invece di cercare di demolire in tutti i modi Renzi, non parlano un poco della Lombardia, della lega, di quei pagliacci dei grillini, dei ladri, di chi ruba negli ospedali, generi alimentari, di furbi che campano sulle spalle dei fessi, perché questi giornalisti opinionisti esprimono opinioni negative solo su Renzi e tacciono su tutto il resto?

Io una risposta me la son data.

Renzi e ‘ ingombrante. E’, in un certo qual modo un gigante, al confronto di certi personaggi politici che oggi popolano in nostro paese. Non riusciranno a demolirlo, nonostante gli immani sforzi per farlo.

Ci metto pure la minoranza-dem, secondo la quale Renzi non ne azzecca una..
Prima dicevano che faceva solo chiacchiere. Non l’hanno più detto di fronte all’evidenza dei fatti.
Poi hanno detto che perdeva consensi, anche qui, nonostante l’azione di governo, i consensi sono in ripresa.
Hanno detto ancora che voleva fare il “partito della nazione”, Renzi li ha smentiti alla grande.
Hanno detto che trascura il partito, intanto ha risanato i conti del partito, ed ora parte anche la scuola.
Hanno parlato dei voti cinesi alle primarie a Milano, ma danno l’impressione di essere veramente usciti di senno. Alle primarie di Milano hanno votato i residenti e i cinesi residenti hanno avuto tutto il diritto di votare.

Ma mi fermo qui. Sono cose che ho ripetuto un’infinità di volte e finisco sempre solo col criticare e non con l’apprezzare. Non voglio anch’io mettermi nel calderone dei lamentosi per abitudine, ma desidero apprezzare quello che il nostro governo sta facendo. Ne vedo gli sforzi ed i grandi tentativi di cambiare le cose.

Finisco col riportare le parole di un grande personaggio italiano che ha dato la vita per la verità e per il nostro paese: “Che le cose siano così, non vuole dire che debbano andare così. Solo che, quando c’è da rimboccarsi le maniche e ricominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare”. (Giovanni Falcone)

[Nota. L’immagine di Renzi è stata presa da un articolo sul “Il Tempo” in cui si dice che Renzi, ha inventato la tassa sugli ascensori. Lo sapevate? http://www.iltempo.it/economia/2016/02/17/renzi-inventa-anche-la-tassa-sull-ascensore-1.1509884)

UN POPOLO DI DEPRESSI E AUTOLESIONISTI

UN POPOLO DI DEPRESSI E AUTOLESIONISTI

ITALIA2Ogni giorno i giornali e le tv ci riportano le più tristi notizie possibili di quanto succede in politica. Oggi, per esempio, ci dicono che Fassina  odia a tal punto Renzi da essere contento di ridursi a carta straccia, purché Renzi vada a casa. E poi tanti altri che non vale neppure la pena citare, proprio perché fanno pena.

Ogni giorno dobbiamo ascoltare la buffonate o le sparate di una Meloni che parla con una supponenza insopportabile e con un tono tale da sembrare costantemente al mercato della Garbatella, sempre sopra le righe, su tutto e su tutti.

Non capisco come si possa arrivare ad un simile degrado, da godere della propria rovina. C’è una tale patologia autodistruttiva da chiedersi se veramente il nostro è un popolo del tutto normale.

Ma chi l’ha ridotto ad una tale pazzia?

C’è gente che si diverte a far fuori quei pochi sani politici ancora rimasti, tra una caterva di corrotti-corruttori, di farabutti, di rozzi approfittatori e di sciacalli acchiappavoti, di santerelli impotenti, di presuntuosi pivelli cresciuti nella bambagia dell’indifferenza e dell’inefficienza.

Sembra che si prenda tutto con faciloneria e stupidità unitamente ad una buona dose di cattiveria, da non lasciare spazio ad alcuna speranza.

Un tempo, quando c’erano in Italia la Politica e i Politici (con la P maiuscola), la dialettica era un segno di alta democrazia. L’alternanza era di routine, per dare più stimolo a quel benessere comune, a cui tutti, ognuno secondo la propria visione, tendevano. Con grande passione politica.

Poi, da Berlusconi in poi, tutto è crollato miseramente nel più losco mestiere di politicanti furbastri, ricconi o poveracci in cerca di una sedia redditizia: ecco la politica degli interessi personali, di affarismo di ogni genere, una oscena commissione di sacro e profano, in ogni caso a danno del Bene comune, con conseguenze deleterie sulla massa informe che, non solo la pagava poi caramente in fatto anche di benessere sociale, ma ne rimaneva vittima, abbagliata dal più pericoloso virus berlusconiano.

E’ bastato poco per rincoglionire un popolo, ma non si crolla in cinque minuti, c’è sempre una predisposizione che prepara il declino inesorabile. Un tracollo, da cui è difficile uscire, anche per il solito gioco di chi sale e di chi scende, a seconda degli umori della massa, a sua volta manipolata da opportunisti senza scrupoli.

Il più bel Paese del mondo ha perso, a poco a poco, il proprio Genio, ed ora si trova in un circolo vizioso, dove, più il tempo passa, più la stupidità si allarga e contamina.

Di fronte alla stupidità umana non c’è nulla che possa contrastarla.

Sulla attuale stupidità politica pesa ancora il berlusconismo (è vero che Berlusconi e i suoi seguaci stanno scomparendo, ma il virus non scomparirà tanto presto) e si aggiungono l’analfabetismo leghista e la supponenza pivellina dei grillini bamboccioni.

Il Pd non è certamente il non plus ultra. Lo so. Con il suo vizio di dividersi in correnti, che si dividono in altre correnti. La Sinistra italiana, dopo Enrico Berlinguer, è rimasta vittima del correntismo della Dc.

Ma, nel complesso, è bastato Renzi, almeno finora, a compattare il partito più votato d’Italia.

Tutti stanno vedendo che l’Italia, dopo gli anni disastrosi della destra berlusconiana, della feccia ciellina e del barbarismo leghista, si sta rialzando. Certo, il cammino sarà lungo, anche a causa di quell’idiozia culturale socio-politica che distingue certuni che, appena scorgono una luce, subito bloccano qualsiasi tentativo di aprire una porta.

Le tentano tutte per bloccare ogni speranza. La stupidità e la cattiveria conoscono una sola via: mentire, buttando fango sugli onesti e approfittando di ogni situazione.

Ciò che spaventa comunque (e spaventa me), non è il mondo politici di idioti che si divertono a calpestare la democrazia, ma il popolo bue, che sembra ormai incapace di ogni senso critico. Per rendersene conto basta andare su Facebook per trovare una masnada di squilibrati, di gente imbarbarita, di malati mentali in balia dell’opinione pubblica alla deriva. Ogni bufala è buona per colpire i propri avversari.

Il popolo italiano, facile preda degli avvoltoi, dei pivelli, dei mentecatti e dei barbari approfittatori di disgrazie. Un popolo di depressi con l’autodistruzione incorporata.

Un caso disperato? O c’è un qualche rimedio, una qualche speranza, per riavere quella Politica con la P maiuscola ed una democrazia che abbia al centro il Bene comune della propria gente e la pace in casa e fuori?

QUELLI CHE …..L’ULIVO

QUELLI CHE …. L’ULIVO

Senato delle Regioni, proposto dall'Ulivo

Nel 1996, Romano Prodi, allora capo e ideatore dell’Ulivo, cui avevano aderito, sembrava con entusiasmo, i vari Bersani, Bindi, D’Alema, e molti di quelli che ora sono in Parlamento e che stanno nelle famosi correnti contro Renzi, presentò una proposta di modifica del Senato, chiamandola “Camera delle Regioni”. Quella proposta è la stessa che sta portando avanti Renzi, in questi giorni, con la riforma del Senato.

Non riesco a capire che cosa sia cambiato nella testa di queste persone, da allora con Prodi ad adesso con Renzi, se il testo è analogo.

L’unica cosa che mi viene da pensare è che, tutta questa opposizione alla riforma, sia solo una presa di posizione contro Renzi, segretario del partito. E qui subentra la solita mania della sinistra del “facciamoci del male” così al massino arriviamo al 25% dei consensi.

Mi viene anche da pensare che in questa opposizione interna non si pensi al bene del paese, quel famoso “bene comune” propagandato nel 2013 e che ha perso sostanzialmente le elezioni a causa di una campagna elettorale fatta con lo spirito del così “smacchiamo il giaguaro”, ma si pensi solo alla propria poltroncina.

Sarebbe meglio che, invece di fare tutta questa manfrina sulla elezione diretta dei senatori, dicessero chiaramente che non vogliono Renzi (proprio lui come persona) e sfiduciare il governo, per mandare, al suo posto, qualcun altro. Con il risultato sicuro di avere al governo, o di nuovo una Lega xenofoba ed incapace di guardare oltre il proprio orto con un ottantenne Berlusconi, oppure quattro o cinque giovanotti, dilettanti, scelti a caso, con un clik sul blog del padrone del movimento più inverosimile che si sia visto in questo paese.

A me non interessa la politica della continua discussione che non porta a niente e neppure lo smacchiamento di qualcuno, mi interessa che si vada avanti nelle riforme e che si capisca, finalmente, che questo paese ha bisogno di cambiare e darsi delle leggi più snelle e più efficaci.

I nostalgici dell’Ulivo, anche quelli che se ne sono andati dal Pd, perché non era più l’Ulivo, dovrebbero meditare su questa riforma targata “Ulivo” e pensarci bene, visto che, comunque, sono ancora in Parlamento e anche tutti quelli che, in coalizione col Pd, avevano aderito al programma del Pd 2013, il cosiddetto programma del “Bene Comune”, un bene tanto comune che dopo due giorni si è sciolto.

IL RITO ANNUALE

mario_borghezio_R400IL RITO ANNUALE

Tra ruspe, corna d’ordinanza, vessilli e folclore, tra rituali padani e  pagani, appelli e condanne, in questo clima di beatitudine tra il sacro ed il profano, il rito della Lega, sul pratone di Pontida, è giunto anche quest’anno a compimento.

Nell’immagine Mario Borghezio, simbolo di questa Lega festaiola, pagana e un tantino e forse non solo un tantino, volgare. Non lo vorrei mai in casa mia.

L’OPPOSIZIONE POLITICA

L’OPPOSIZIONE POLITICA

21/10/2013 Roma, un caffè con..., nella foto Renato Brunetta

21/10/2013 Roma, un caffè con…, nella foto Renato Brunetta

Secondo il dire e ridire dei media di casa nostra, il primo oppositore del Partito Democratico, ma soprattutto di Renzi, quello che fa balzi e balzetti, conferenze stampa, per farsi notare in tutto il suo splendore di oratoria, è il falchetto Brunetta. Il secondo oppositore che si fa notare, è l’imitatore di Renzi: Fitto. Sia Brunetta che Fitto sono riusciti ad imporsi e ad intestarsi la rottura del patto del Nazareno. La cosa non mi dispiace perché di questo “patto” scritto o non scritto, di cui nessuno, ha mai saputo nulla, non se ne poteva più. Ma al di là delle narrazioni, ad uso e consumo dei media, la rottura dell’accordo è arrivata a causa delle divisioni interne a Forza Italia, dilaniata da una guerra intestina per accaparrarsi lo scettro del potere al suo interno.

Attribuire al capo del governo la responsabilità della rottura, ascrivendola alle vicende per le elezioni alla presidenza della repubblica è un goffo tentativo per nascondere la fragilità che esiste all’interno del partito di FI. Quando sento il falchetto Brunetta parlare di deriva autoritaria renziana mi viene da sorridere. Così come quando vedo sorgere all’improvviso l’alleanza invero demenziale tra FI, LEGA, SEL e M5S, mi viene da osservare che gli opposti sono destinati ad attrarsi se non a somigliarsi. Sia Lega che FI conoscono bene le derive, messe in atto dall’arcoriano che, privo di contrappesi democratici legislativi, ha imperversato, in pieno conflitto di interessi, per un intero ventennio, caso forse unico nelle democrazie evolute occidentali.

L’estrema sinistra italiana salottiera e snob si accalora in disamine filosofiche e manifestazioni di piazza a sostegno di Tsipras e delle politiche elleniche, anziché impiegare il suo tempo a risolvere i problemi di casa propria. Ma si sa, occuparsi di tutto per non occuparsi di nulla, è il suo passatempo preferito, salvo poi lamentarsi e recriminare. Oggi, per esempio, l’oggetto principale di discussione, in quella sinistra, sono “i crocefissi nelle scuole”.

Rimane il M5S. Tra espulsioni e diatribe interne, partito con l’ambizione di rivoluzionare questo paese, si è ridotto ad estemporanee esibizioni nelle aule parlamentari. Troppo poco per chi voleva aprire come una scatoletta le stanze del potere di questo paese.

imagesInfine i malpancisti di casa nostra. I più scontenti, pentiti o tristi che si possano vedere sulla scena politica.

* Quelli che dovrebbero prendere coscienza una volta per tutte di rappresentare solo se stessi e pochi accoliti.

* Quelli che frustrate le loro ambizioni personali, perché privi dei minimali requisiti politici che rendono leader, non accettano il ruolo di comparse.

* Quelli che se fossero davvero prodi e coerenti avrebbero già dovuto abbandonare questo partito di cui non condividono linea ed indirizzo.

* Quelli che c’è sempre qualcosa di più urgente da affrontare, senza mai fare.

* Quelli che non hanno ancora accettato, a distanza di oltre un anno, il risultato democratico di un congresso ed oggi si professano maestri di democrazia.

* Quelli che “Vogliamo smetterla di scherzare? Non sarebbe meglio un governo Prodi al posto del bamboccione?”

Un’opposizione siffatta non è buona cosa. Non serve a controbilanciare le eventuali storture di un partito troppo forte al governo.

Serve una buona opposizione, ma dove la si trova?

GLI EMENDAMENTI DELLA LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE (44mila)

index44 MILA EMENDAMENTI PRESENTATI DALLA LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE

Dal 20/01/2015, l’Aula del Senato comincia le votazioni sulla legge elettorale. Sono stati presentati circa 44mila emendamenti, in larghissima parte (40mila) da esponenti della Lega Nord, con il solo e unico obiettivo di fare ostruzionismo.

Uno di questi recita così: “All’emendamento 1.20002, alla Tabella A, al punto 9) sostituire la parola: «Firenze» con la seguente: «Empoli»”.

Soltanto 1500 sono dedicati al cambiamento della parola «Milano», ad esempio con «Uboldo».

Atto Senato n. 1385

XVII Legislatura

Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati

Titolo breve: legge elettorale Camera dei deputati

Testi disponibili

  1. Testo DDL 1385 (PDF PDF)
  2. Emendamenti Tomo I Articolo 1 – Dall’ordine del giorno G300 all’emen. 1.20004/2500 (PDF 3638 KB)
  3. Emendamenti Tomo II Articolo 1 – Dall’emen. 1.20004/2501 all’emen. 1.20004/6100 (PDF 630 KB)
  4. Emendamenti Tomo III Articolo 1 – Dall’emen. 1.20004/6101 all’emen. 1.20004 (PDF 688 KB)
  5. Emendamenti Tomo IV Articolo 1 – Dall’emen. 1.20002/10000 all’emen. 1.20002/3000 (PDF 640 KB)
  6. Emendamenti Tomo IX Articolo 1 – Dall’emen. 1.20000/6601 all’emen. 1.20000 (PDF 622 KB)
  7. Emendamenti Tomo V Articolo 1 – Dall’emen. 1.20002/3001 all’emen. 1.20002/6600 (PDF 587 KB)
  8. Emendamenti Tomo VI Articolo 1 – Dall’emen. 1.20002/6601 all’emen. 1.20002 (PDF 671 KB)
  9. Emendamenti Tomo VII Articolo 1 – Dall’emen. 1.20000/10000 all’emen. 1.20000/3000 (PDF 580 KB)
  10. Emendamenti Tomo VIII Articolo 1 – Dall’emen. 1.20000/3001 all’emen. 1.20000/6600 (PDF 639 KB)
  11. Emendamenti Tomo X Articolo 1 – Dall’emen. 1.20005/1 all’emen. 1.8 (PDF 877 KB)
  12. Emendamenti Tomo XI Articolo 1 – Dall’emen. 1.12003 all’emen. 1.2000 (PDF 990 KB)
  13. Emendamenti Tomo XII Articolo 1 – Dall’emen. 1.2001 all’emen. 1.6052 (PDF 631 KB)
  14. Emendamenti Tomo XIII Articolo 1 – Dall’emen. 1.6053 all’emen. 1.7000/600 (PDF 898 KB)
  15. Emendamenti Tomo XIV Articolo 1 – Dall’emen. 1.7000/601 all’emen. 1.0.65 (PDF 1350 KB)
  16. Emendamenti Tomo XV Articoli 2 e 3 (PDF 2008 KB)

Emendamenti

 

SALVINI 15 ANNI IN EUROPA

SALVINI 15 ANNI IN EUROPA = IL NULLA