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LA LEGA È COSÌ


 LA LEGA È COSÌ

Qualche giorno fa, da rete quattro, uno di quei tg che la racconta come a loro conviene, e come governerebbero la realtà, nel caso fossero al comando i biechi della setta di Salvini, Meloni e Berlusconi, svetta l’ennesimo lungo servizio sul reparto di terapia intensiva, allestito, caparbiamente, a suon di milioni di euro, in larga parte berlusconiani, negli spazi della fiera.

Ventiquattro letti intonsi e ben tirati, apparecchiature brillanti, aria di montagna. Tutto vuoto, non c’è un’anima viva.

Tranne le telecamere.

Dicevano che avrebbero messo su una struttura con seicento posti, ed eccone un paio di decine, ancora incelofanati.

La camera accarezza quel lindore, due giorni dopo quella pazzesca conferenza stampa che, nella sostanza, voleva essere uno schiaffo della regione Lombardia, allo Stato, al Governo nazionale e alle sue colpevoli lungaggini burocratiche, di fronte ai tempi strettissimi imposti dal virus.

Due giorni dopo, quella scena imbecille e tronfia che ha costruito un assembramento pericoloso, pur di mettere a punto uno spot elettorale, il tg4 ci torna su, torna su quel bluff con aria di trionfo.

Notizia nella notizia, ecco una succulenta intervista al Presidente della Regione, il sempre “allegro” Fontana.

Un’altra? E che male c’è?

Tutto bene, lo speaker alza la palla quanto serve, mentre Fontana annuisce col capo: ecco che magnifico lavoro! Che esemplare realizzazione di una volontà, che ha saputo passare dalle parole ai fatti, condensando la materia, prima che cadessero le parole!

C’è da esserne orgogliosi!

E tutto questo è stato possibile perché, in sostanza, si è mossa l’iniziativa privata fortemente promossa proprio dal volitivo bontempone che governa la regione.

Non è così? Chiede l’intervistatore: “lei ha fatto una considerazione giustissima [..]”commenta Fontana entusiasta, finalmente a casa sua, dove gli appoggiano il piatto di minestra sul tavolo imbandito, nello spazio di un respiro.

Il video torna in redazione e il solito speaker, convinto d’aver bardato il cavallo giusto, insiste e rilancia riflettendo a voce alta: il presidente Fontana, e la sua dura lotta contro il primo nemico dell’Italia e degli italiani, (voi penserete) il virus? No, lo Stato, fine.

Le valli lombarde sono cimiteri di poveri anziani falciati dal covid19, nel totale disinteresse della regione, molti non sono nemmeno contati.

Così come non si sa, quanti altri esseri umani abbiano smesso di esistere al Trivulzio, per errori gravi di chi avrebbe dovuto tutelare quelle vite, ma se la raccontano su.

Mentre sparano sul Governo, sullo Stato, su tutto ciò che non sono loro.

Intanto, si contano le bare e più di qualcuna finisce, in Lombardia, sotto il tappeto.

Ma vorrebbero raccontarla loro la storia.

Che io sappia alla megastruttura fieristica ideata da Bertolaso, sono stati trasferiti, per ora, 2 pazienti: un uomo di 73 anni ed una donna di 63.

Speriamo che, oltre alla grande struttura, ci siano medici ed infermieri a sufficienza per farla funzionare.

Altrimenti? Boh!

Ma la vera verità e questa:

Sicuramente non è passata inossarvata la robiante inaugurazione (quasi in Euromondiale) dell’ospedale da 600 posti letto (per il momnento erano 24), della Fiera di Milano.

Erano in tanti, vicini vicini, tanto da rischiare seriamente il contagio.

Quello di cui la Lega si è vantato, spellandosi le mani. “Ah, se non avessimo fatto da soli!”! Come dire se al Governo ci fossero Salvini, Meloni e la corte di Berlusconi, le cose sarebbero andata benissimo.

Bene. Ecco la “bella” notizia.

Son stati così bravi da aver costruito un ospedale, dimenticandosi una minuzia: i medici.

Non ci sono i medici.

Una piccola distrazione?

Nella furia di aprirlo, si son scordati questo dettaglio.

Allora hanno avuto una bella idea: proporre uno “scambio” con governatore del Piemonte, sempre destra.

Voi ci date i medici, noi qualche posto letto.

Hanno trattato per un paio di giorni e poi Cirio, dato che le richieste lombarde erano esose, ha risposto picche.

Arrivederci.

E così c’è un ospedale per cui la bella inaugurazione è stata fatta, ma che è senza medici.

E indovinate un po’ a chi si dovrebbero rivolgere ora per trovare questi medici? Al governo nazionale. Quello “delle briciole”, quello che Fontana attacca da settimane.

Attendiamo dunque la richiesta. E poi un’altra bella conferenza stampa di Fontana.

Dove stavolta farà finalmente un’eccezione?

Non credo.

Il Presidente della Regione Lombardia, Fontana, anziché glorificarsi per aver aperto ospedali senza medici, riscoprirà qualcosa, che le parole, la fretta di dimostrare che si è più bravi, che la privatizzazione delle cose sanitarie sono il futuro, dovrà dire “grazie”, molte volte, a qualcuno che non è lui.

Ma non lo farà Mai. La lega è così.

[Però, dove c’è Sindaco Gori, per quanto riguarda la velocità della Lombardia nell’attrezzare ospedali da campo, la lega ignora o più verosimilmente finge di non saperlo, che i due ospedali, tirati su in tempi record, sono stati solo quelli alla Fiera di Bergamo, allestito dagli alpini, e quello fuori dall’ospedale di Cremona, donato da Samaritan’s Pursue, una organizzazione umanitaria cristiana evangelica statunitense, che con i suoi medici e le sue attrezzature si è messa a disposizione per dare una mano e salvare vite in una delle zone più colpite dal Coronavirus. E dove operano i medici della tanto odiata dai sovranisti Emergency di Gino Strada].

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