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PILLOLE DI SAGGEZZA


PILLOLE DI SAGGEZZA

“Chi dice di combattere questa guerra al “terrorismo”, sono coloro che hanno usato la più micidiale arma di terrorismo contro l’umanità, la bomba atomica. Quella che c’è in atto non è una guerra al terrorismo, è una guerra contro i poveri del mondo, perché restino poveri, perché siano sempre più poveri.”

Gino Strada

 

IL SILENZIO DELLA CGIL


PhotoHandlerCA3RPXY8IL SILENZIO DELLA CGIL

Dalle interviste rilasciate da Maurizio Landini si è appreso della riunione di oggi, nella sede della Fiom per dar vita al “Movimento dei Movimenti”, cioè ad una “Coalizione sociale” in radicale opposizione alla politica economica e sociale del governo. Il Corriere della Sera ha titolato: “Nasce Podemos di Landini”. Altri giornali hanno puntato su “Landini, lo Tzipras italiano”. Con il segretario della Fiom si sono schierati don Ciotti, Gino Strada e altri. Il “Fatto Quotidiano” di Travaglio si presenta già come giornale di riferimento.

È del tutto evidente che un movimento di opposizione sociale assume inevitabilmente una cifra politica anche perché nasce, secondo gli editorialisti, come forza a sinistra del PD, partito che si colloca nel centrosinistra. Ma il gioco delle finzioni non serve: in Grecia e in Spagna i movimenti “sociali” hanno avuto uno sbocco politico-elettorale. Del resto, lo stesso Landini non a caso ricorda sul Corriere della Sera che il partito laburista britannico nacque dalle costole del sindacato. Ma era un’altra epoca e un altro contesto.

Sia chiaro: se si vuole dare corpo ad una forza politica di sinistra non vi è nulla da obiettare, salvo dire vedremo. Ma qui tutto nasce dalla Fiom, con il segretario di un sindacato che è parte essenziale della Cgil. Ed io più volte ho segnalato il fatto che Matteo Renzi ha un atteggiamento sprezzante nei confronti del sindacato e, anzi, tende al suo isolamento. Esattamente per questo motivo penso che il sindacato debba reagire sul suo terreno – quello sindacale – con forza e maggiore unità. Invece, questa iniziativa di Landini darà nuovi argomenti a quanti non vogliono l’unità sindacale e a quel mondo che vuole addirittura cancellare il sindacato.
E suona strano il silenzio di Susanna Camusso e della Cgil.

(Tratto da:EM.MA in corsivo)

IL MEDICO ITALIANO CONTAGIATO DALL’EBOLA


IL MEDICO ITALIANO CONTAGIATO DALL’EBOLA

Un giorno è partito per l’Africa. Stava bene nel suo ospedale di Enna, dove lavorava come medico ed esperto in malattie infettive. Un professionista molto accurato e generoso, hanno riferito coloro che gli lavoravano accanto.

Fabrizio, il medico siciliano colpito da Ebola, il primo italiano a esser contagiato dal virus, ricoverato allo Spallanzani di Roma, è uno di noi.

Ospedale, casa dove lo aspettano moglie e figlie, una vita come tante.

Ma è anche uno che non volta mai la testa dall’altra parte, quando incontra la sofferenza.

Aveva iniziato a fare i conti con quella provocata dall’Aids, poi è arrivata Ebola con le sue tragedie.

Fabrizio ha avvertito le devastazioni di quel dolore, se lo è sentito dentro come uomo e come medico, e ha deciso di chiedere un permesso al suo ospedale, per andare a lavorare con Emergency a Lakka, Sierra Leone.

Non era mai andato in Africa ed è partito consapevole dei rischi che poteva correre. Sapeva molto bene che cosa significa Ebola, forse avrà avuto anche paura, ma è stato più forte e decisivo il desiderio di dedicarsi all’altro in difficoltà.

Gino Strada ha detto di lui: “E’ un uomo tosto, un medico rigoroso e preparato. Sono tanti i sopravvissuti che ha curato e in questi giorni sono venuti a donare il sangue per lui”. Ha espresso il timore che ora la paura scoraggi i medici a raggiungerlo: “Sarebbe una tragedia per le migliaia di malati in un Paese con poche decine di medici locali. L’unico modo serio per evitare il contagio in Europa è mandare aiuti in Africa in modo da chiudere l’epidemia. Subito”.

Il mondo è diviso in due. Quelli che fanno parte del problema e quelli che fanno parte della soluzione. Non si decide da che parte stare con il ragionamento. Lo sentiamo dentro di noi qual è la cosa giusta da fare. Fabrizio lo ha sentito ed è partito.

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Per Time «Persona dell’anno» per il 2014 sono sicuramente i sanitari che si stanno battendo contro la diffusione dell’epidemia di Ebola a costo della loro stessa vita.

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LA TERRIBILE SCOPERTA IN SIERRA LEONE – Pessime notizie invece dalla Sierra Leone, il paese nel quale il medico è stato contagiato proprio perché era andato a combattere l’epidemia al seguito di Emergency. Ieri fonti mediche hanno riferito il ritrovamento di «pile di cadaveri» in un remoto distretto minerario, una notizia che spinge a ritenere che il conto ufficiale degli infettati, arrivato ormai alla soglia degli 8.000, dovrà essere rivisto al rialzo, così come quello delle vittime.

UN DISTRETTO IN QUARANTENA – Problema nel problema è che i cadaveri, altamente infettivi, dovrebbero essere trattati con estrema cautela e i 25 ritrovati impilati nell’improvvisato obitorio rappresentano una minaccia e la conferma che lì l’epidemia non può ancora essere arginata, visto che i sanitari sono sopraffatti dal numero dei contagiati e dotati di pochissime risorse, tanto che anche il censimento dei casi è in deficit evidente, segnando a oggi appena 119 casi dall’inizio dell’epidemia. La autorità hanno così deciso di mettere in «lockdown» l’intero distretto di Kono dal 10 al 23 dicembre, periodo durante il quale non sarà possibile entrare o uscire nell’area sottoposta al provvedimento, pur potendo muoversi liberamente al suo interno. (Giornalettismo.com)

DEDICATO AD EMERGENCY


NEGRITA

IL LIBRO IN UNA MANO LA BOMBA NELL’ALTRA

Fate girare, grazie

 

UNA DONNA CHIAMATA MOGLIE


UNA DONNA CHIAMATA MOGLIE

Voglio dedicare un pensiero di riconoscenza e di stima ad una donna Teresa Sarti Strada, scomparsa pochi giorni fa, con tanto silenzio mediatico attorno.

Questa donna che ho conosciuto poco, perché era schiva, non si lasciava conoscere più di tanto, ha fondato, assieme al marito, Gino Strada  una delle opere umanitarie più importanti nel mondo: Emergency. Ha collaborato col marito, ha lavorato a fianco dei sofferenti, ha fatto del bene all’umanità, senza chiasso, senza superbia, senza rivendicare a sé alcun merito.

Nel vedere contro “che cosa” questa donna ha combattuto, mi sono salite le lacrime agli occhi, e un grande grazie di riconoscenza voglio esprimerle, anch’io, a nome di tutti coloro che ha salvato, aiutato, assistito e forse accompagnato alla morte, dando loro un po’ sollievo.

Per comprendere: IL PAPPAGALLO VERDE (Tratto da pepespepes. myblog)

Le mine venivano sganciate sul territorio, ricoprendo vaste aree (da qui il nome “Pappagallo volante”).
Per quale motivo le colorazioni di tale mina erano così varie e vivaci?
La risposta mi ha sconvolto: esse erano pensate e studiate appositamente per attirare i bambini.
Qui passiamo al timer, forse una delle parti più agghiaccianti dell’intera discussione; la mina non esplodeva subito, ma veniva trasportata dal bambino come “nuovo giocattolo”.
E cosa fanno i bambini quando trovano un nuovo giocattolo?
La risposta è: lo mostrano ai propri amici.
La PFM-1S era progettata per colpire i bambini; specialmente gruppi di bambini, qualora fosse stato possibile.
Inoltre difficilmente era mortale: principalmente, provocava sfigurazioni e mutilazioni specialmente in braccia, volto e torace.

Torniamo quindi agli “obbiettivi di guerra”, e cerchiamo di capire perchè la PFM-1S “massimizzava il profitto di guerra”.
I bambini mutilati non costituiranno in futuro nuovi soldati.
Non saranno lavoratori per il proprio Paese.
La vista dei bambini sfigurati o mutilati crea nel nemico un negativo fattore psicologico, che rende più facile la vittoria”.

L’utilizzo di queste mine è ancora consentito per i paesi che non hanno firmato la convenzione di Ginevra, che le ha messe al bando. Inoltre, nei paesi dell’estremo oriente (Afghanistan) dove sono state usate a iosa, si possono ancora trovare nascoste nel terreno e possono continuare a ferire e a mutilare i bambini.

 

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