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IL LUSTRASCARPE DI PALAZZO CHIGI

IL LUSTRASCARPE DI PALAZZO CHIGI

Si vocifera, neppure tanto sottovoce, che al posto di Berlusconi dovrebbe andarci “una personalità” di notevole spicco che è stata eletta con i voti del centrodestra che ha vinto le elezioni (Formigoni e Scajola)) e questa personalità sarebbe Gianni Letta.

La curiosità ci ha spinti a cercare notizie più approfondite su questo personaggio, grigio, che sta sempre nell’ombra ma che  è eternamente presente, definito il cardinale di Montecitorio, per i suoi ruoli di mediatore e le sue frequentazioni vaticane.

Più si legge su questo personaggio e più si sentono i crampi allo stomaco. Passeremmo pari pari dalla “padella alla brace” (Di Pietro) e con ragione.

Più giovane di solo un anno di Berlusconi, ha diretto per molti anni, dal ’73 all’88,  “Il Tempo, quotidiano romano fascistoide che tra le firme poteva vantare quella del fascista Pino Rauti implicato nello stragismo di destra.

Nel 1984 Gianni Letta ricevette un miliardo e mezzo da Ettore Bernabei (DC), che volle “aiutare” le disastrate finanze del quotidiano romano. Risultò che quei soldi venivano dai fondi neri dell’Iri. Letta ammise di averli ricevuti e ne uscì “pulito” dal punto di vista giudiziario.

Lo stesso accadde quando incappò in un’inchiesta di arresto all’epoca della legge Mammì sulle Tv, allora era vicepresidente della Fininvest.

Ha lustrato le scarpe a tutti i vecchi potenti della DC: Fanfani, Forlani e soprattutto Andreotti.

Dopo la vittoria elettorale del 1994 Berlusconi lo volle come sottosegretario alla presidenza del consiglio.

Letta è un personaggio che piacque moltissimo anche alla sinistra di D’Alema, per i suoi modi cardinalizi e apparentemente “ragionevoli”da consumato mediatore.Nel 1997 infatti siglò il famoso “patto della crostata”, nella sua casa romana di via della Camilluccia, tra Berlusconi e D’Alema per dar vita alla bicamerale golpista.

Quando nel 2001 Berlusconi rivinse le elezioni, Letta ricoprì nuovamente l’incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel quinquennio dei governi Berlusconi II e III (20012006).

Nel 2006, Berlusconi propose Gianni Letta, come Presidente della Repubblica. Ottenne al primo scrutinio 369 voti, non riuscendo a raggiungere il quorum di due terzi dell’assemblea (673 voti). Raccolse quindi 11 voti al secondo scrutinio, 10 voti al terzo scrutinio e 6 voti al quarto ed ultimo scrutinio che portò all’elezione di Giorgio Napolitano al Quirinale. (fortunatamente vinse Napolitano).

Nel 2008, a seguito delle elezioni anticipate, Letta è tornato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel Governo Berlusconi IV, dopo essere stato in un primo momento indicato come possibile vicepremier.

A tempo perso, nei brevi periodi dell’opposizione, ha fatto il consulente della Goldman Sachs e del Vaticano, cioè del diavolo e dell’acqua santa, non ha mai avuto bisogno di sporcarsi le mani nella gestione degli intrighi di palazzo.

Gli attestati di stima e solidarietà gli piovono addosso, per il ruolo di mediazione creativa in cui è specializzato. Smussa gli angoli, trattiene il Berlusconi furioso, privatizza le relazioni politiche e istituzionalizza gli affari.

E’ stato il fautore di un incontro tra il papa e Berlusconi all’aeroporto di Ciampino, incontro apparentemente casuale, ma sapientemente tessuto dall’instancabile mediatore, dopo gli scandali della D’Addario.  

Si è perso il conto di tutte le volte che Letta si è recato in Vaticano per incontrare Bertone  e perorare la buona causa di Berlusconi, magari minacciando velatamente di togliere quell’8 per mille se la voce della gerarchia si fosse elevata troppo forte contro gli scandali del premier.

E’ stato il fautore della incredibile proposta di far partecipare Berlusconi  alla “perdonanza” di Celestino V, all’Aquila. Cosa che non fu fatta, perché sfiorava il ridicolo, proprio a causa degli scandali sessuali di Berlusconi.

Infine la questione Bisignani, quello che faceva il consigliori di Letta, quello  che porta gli occhiali da prima repubblica e che muoveva tutte le pedine per le nomine . Bisignani è il consigliere più ascoltato del sottosegretario alla presidenza del consiglio,  Letta, in materia di nomine negli enti pubblici e nelle società partecipate, a partire dall’Eni. Rai,  servizi segreti, forze armate e di polizia.

Ma ogni giudizio dipende dal piano morale in cui si abita e dalle amicizie di cui ci si circonda. Anche l’olezzo quando diventa persistente finisce per non farsi sentire più: la cricca diventa lobby, corruzione e concussione diventano mediazioni e le spintarelle si trasformano in vellutate pratiche della diplomazia.

Si capisce allora come mai Gianni Letta, il Gentiluomo di sua Santità, l’amico degli amici, uno degli uomini con il più ampio medagliere di scambi e cortesie di potere della politica italiana, sia stato più volte l’ottima proposta per la presidenza della Repubblica.

Si spiega anche come mai, un uomo che ha passato più ore della sua vita negli oscuri salotti romani che sotto cielo aperto, venga difeso a prescindere, prima ancora che emergano le accuse contro di lui.

Al solo rumore di scambi di informazioni riservate tra Bisignani e Letta nell’ambito dell’inchiesta P4, l’intero arco istituzionale si solleva in difesa del Gran ciambellano.

Il primo a metterci “entrambe le mani sul fuoco” è Pierferdinando Casini, seguono a distanza di un paio d’ore una batteria impressionante di attestati di stima, dal presidente del Consiglio al sindaco di Palermo, in ordine alfabetico: Abrignani, Alemanno, Berlusconi, Bernini, Bocchino, Boniver, Cammarata, Cicchitto, Capezzone, Carfagna, Fitto, Galan, Gasparri, Follini, Iannaccone, Lupi, La Malfa, Marini, Musumeci, Napoli, Nencini, Polverini, Quagliariello, Roccella, Santelli, Vitali, Vizzini. Tutti pronti a scommettere sulla correttezza e virtù del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, nonché consigliere personale di Berlusconi, con delega ai servizi segreti.

Nei confronti di chi sia sempre stato corretto e virtuoso Letta non fanno cenno, ma tanto basti.

“Letta è un uomo che parla con tutto il mondo”, giustifica Casini. “Bisignani è amico di tutti, è uomo di relazioni”, giustifica Letta ai pm. Sommando i carnet di conoscenti e riconoscenti dei due ce n’è abbastanza per farsi venire le vertigini.

Un’eredità  ed un olezzo che viene da lontano nel passato.

E questa sarebbe la personalità prestigiosa che dovrebbe guidare il nostro paese in un momento così difficile e traghettarci su acque più tranquille?

(Fonte Micromega, Wikipedia e Gad Lerner)

GLI SGOMITANTI PIDIELLINI

GLI SGOMITANTI PIDIELLINI

Alla festa pidiellina dei “fate largo” alias degli “sgomitantibus” per chi lecca di più (quello che pensate), c’era la sagoma vera del berluska che ha ripetuto la solita litania:

Il bunga bunga è una roba innocentissima.

Non ho mai ballato, solo una volta con la mamma.

La recente manovra economica è un mio miracolo.

Nessuno al mondo mi può ricattare.

Sono puro e innocente come il giglio di Sant’Antonio.

In Italia il potere è in mano ai giudici.

Sono un perseguitato dai giudici e pm della sinistra.

Il governo non ha nessun potere.

Se andiamo male la colpa è della Cgil e della sinistra.

Governo tecnico? Mi viene da ridere.

Gianni Letta presidente della repubblica, Angelino Alfano presidente del consiglio.

               Riassunto:  Fate voi, a me vengono solo parolacce.

E ORA COME FARA’ KIRILOV?

ANDANDO A SPASSO TRA I BLOG AMICI

E’ troppo esilarante la notizia e troppo simpatico il commento per non usare il “copia-incolla” per questo post del blog Il Senio mormora 

Alexander Kirilov è un russo che alcuni giorni fa al bar ha fatto il pieno di vodka. Uscito dal locale barcollante ha visto un’animale che si aggirava nelle vicinanze e ha pensato bene di cercare di fare sesso con lui.
Solo che l’animale, un procione, non l’ha presa molto bene, si è rivoltato contro il nostro Kirilov staccandogli il pene a morsi e riuscendo a fuggire.

L’uomo è riuscito ad arrivare al pronto soccorso in ospedale, dove è stato operato, ma i chirurghi sarebbero riusciti a riattaccargli solo parte del membro, dato che una parte era stata portata via dal procione. (fonte ticinonews.ch)

La notizia è arrivata anche in Italia e pare abbia colpito particolarmente il Gianni Letta. Fonti ben informate confermano che al Gianni gli si è accesa la lampadina. Ha convocato il Tremonti e insieme hanno sguinzagliato alcuni procioni nel giardino di una villa in quel di Arcore, incrociando le dita.
Se il procione avrà successo, hanno fatto un voto, il PDL sarà chiamato FORZA PROCIONE

IMPERVERSA LA “GHEDINEIDE”

QUARDA UN PO’ CHI SI VEDE: UNA GHEDINI

Si tratta di Elena Francesca Ghedini, sorella del famoso “ma va là” Ghedini, in primis avvocato del papi ed in secondis, deputato della Repubblica.

Questa signora Ghedini è docente ordinario di archeologia e storia dell’arte greca e romana, presso l’Università di Padova. In questa veste ottiene un finanziamento dai beni culturali, di 1 milione e 800mila euro, ma non solo, ottiene altri 2 milioni di euro, per la fondazione Aquileia e per la Scuola di Archeologia di Atene, delle quali è collaboratrice. Complessivamente 3 milioni e 800mila euro di finanziamenti. Circa 1 milione in più, dell’Abruzzo.

Tutto questo è possibile grazie ad una S.p.A dello stato dall’acronimo ARCUS (Arte-Cultura e Spettacolo), fondata nel 2004, con lo scopo di ridistribuire il 3% degli stanziamenti previsti per le infrastrutture, da investire in cultura. Inizialmente, lo statuto prevedeva che dovesse finanziare progetti specifici, non la regolare attività delle istituzioni.

Poi, con tutti i vari ritocchi che ha subito, finisce con l’essere un fondo su cui  i ministri, che si sono succeduti alla cultura e alle infrastrutture, vi hanno abbondantemente attinto, senza guardare troppo per il sottile. Un esempio: il ministro delle infrastrutture Lunardi, finanziò abbondantemente la città  di Parma, col progetto: “Parma capitale della musica” bella iniziativa, ma con i restauri c’entra poco. Malignamente si può aggiungere che Parma è l’unica città  dell’Emilia Romagna con una giunta di destra.

Per gli anni 2010 – 2012 sono a disposizione di questo ARCUS, 200 milioni di euro. Una vera manna cui abbeverarsi.

Sui criteri di distribuzione di tutti questi soldi, è intervenuta la CGIL, gridando allo scandalo, per l’evidente poca trasparenza, clientelismi e scelte personali. Notevoli finanziamenti sono previsti per alcune Regioni ( il Lazio si porta a casa  31 milioni di euro, 21 la Toscana),  ma è la lista degli altri enti, cui vengono elargiti questi finanziamenti, che ha fatto insorgere lo sdegno del sindacato.

Troviamo: 3 milioni di euro per il Santuario della Madonna di Pompei (un vero miracolo della Madonna), inoltre fanno il pieno molti enti ecclesiastici che oltre a cospicui restauri, ottengono altri 20 milioni di euro  erogati  “direttamente” a parrocchie, conventi, congregazioni, ordini, diocesi, e arcidiocesi. Forse questi soldi servono per il restauro delle varie chiese  o conventi che ne necessitano, ma erogati direttamente senza che via sia qualcuno, in grado di scegliere, con competenza, che cosa restaurare, è una azione quanto mai improvvida, una regalia vera e propria.

Qualcuno pensa che dietro tutte queste elargizioni ci sia la mano del “cardinale di Montecitorio” Gianni Letta. Si tratta di una specie di risarcimento per le bagatelle  del papi e per la campagna contro l’ex direttore dell’Avvenire, quotidiano della CEI.

All’Abruzzo che deve ricostruire una città intera, l’Aquila, sono destinati 3 milioni di euro. Meno della destinazione di fondi alla Ghedini, sorella dell’avvocato ma va là.

Ci sono altre scoperte da fare, per esempio si finanziano teatri commissariati e Mario Resca, l’uomo assunto da Bondi alla Valorizzazione del patrimonio museale per attirare capitali privati, per ora si prende quelli dello Stato (non si sente neanche l’odore di capitali privati).

Ci sono poi 16 milioni di euro per Cinecittà, genericamente indicata,  senza uno specifico progetto, nonché 500mila euro per la Fondazione Pianura Bresciana, fondazione che a quanto è dato sapere, ha solo promosso un indimenticabile Convegno sulle cinque razze autoctone dei suini.

Infine ARCUS foraggia anche il Banco di Napoli, una banca, privata, che ha nel suo statuto il finanziamento della cultura e per ora riceve i soldi dallo Stato, cioè da tutti noi.

Abbiamo appreso che il Presidente della S.p.A. ARCUS, Salvatore Italia,  si è dimesso il 23 febbraio 2010, prima che fossero rese pubbliche le modalità di distribuzione della manna, ricca di euro, di cui la Società per Azioni dello Stato, dispone. Probabilmente perché, in questo modo, può evitare di relazionare in parlamento.

Questa è una delle tante derive  che possono percorrerre la attività pubbliche che vengono privatizzate  a S.p.A.(mania di questa maggioranza).  Immaginiamo cosa sarebbe successo, se avessero privatizzato la protezione civile.

 

I PENSIERINI DEL CAVALIERE SUL LETTO DI DOLORE

 I PENSIERINI DEL CAVALIERE SUL LETTO DI SOFFERENZA

1)    Vogliono farmi fuori con i processi, con i giochi di potere ed ora anche con la violenza! Ma non riusciranno a fermarmi, nonostante l’attacco mortale perpetrato nei miei confronti. Tant’è vero che,  per un miracolo, non ho perso un occhio. Comunque mi hanno rotto la faccia, queste bestie di comunisti.

2)    Conosco i mandanti di questa aggressione. In primis: i giudici con le toghe rosse, poi la Corte Costituzionale che, con i giudici rossi, ha fondato un partito, poi il Presidente della Repubblica, che, ormai, è vecchio rimbambito e se ne deve andare, così prendo il suo posto. Adesso poi che sono anche “un martire”, nessuno mi potrà negare quel posto. A me il Quirinale.

3)    Tra i mandanti però debbo metterci anche la sinistra. Quando dico sinistra, non so bene contro chi sparo, ma, se prendo la mira e sparo,  colpirò qualcuno .

4)    In primis colpirò  Di Pietro. Quello lì l’è proprio matto. E’ un mastino, non demorde neanche di fronte al sangue. Si ostina a volermi processare e  continua a chiedermi, come ho fatto a diventare ricco. E’ lui il capobanda che alimenta l’odio nei miei confronti. Questo lo dovrò sempre dire.

5)    A causa del sangue che mi usciva dal labbro, ho dovuto persino struccarmi, la gente ha visto il colore vero della mia pelle, senza il trucco. Per fortuna che quelli che mi hanno aiutato, sono dei fidati e non diranno niente.

6)    Accidenti a quelli che mi hanno sbattuto subito in macchina. Volevano portarmi al pronto soccorso. Io invece,  sono tornato fuori, volevo far vedere il mio viso insanguinato, ai giornalisti, la mia camicia piena di sangue, perché mi fotografassero bene. Tutto il mondo deve vedere queste foto, perché così possa fare ammenda di tutte le sconcezze e le menzogne, che i giornali stranieri hanno scritto su di me.

7)     Appena fuori, mi darò da fare per abolire tutti gli articoli della Costituzione, che non mi piacciono. Comincerò, magari, dall’art. 21, niente libertà di parola e tantomeno di stampa, per questa sinistra, che fomenta gli attentati alla mia maestà. Già in finanziaria gli abbiamo tolti i soldi, a questa stampa di partito, ma adesso dovranno tacere. E’ tanto che lo dico, ma nessuno mi ascolta, con l’Unità poi, ho dei conti aperti. Ho fatto tante denunce, ma mi inventerò qualcos’altro. E’ tempo di agire.

8)    Con questo mio volto sofferente, presto, sarò ricevuto in Vaticano e avrò una udienza privata col papa. Presto  perché il papa deve vedere e constatare, “de visu”, in che stato mi hanno ridotto. Gli racconterò delle sofferenze fisiche che sono costretto a subire per amore del popolo. Riceverò il perdono eterno. Tutti i cattolici saranno con me. Bel colpo questo. Casini? Te l’ho messo in quel posto?

9)    Su questo bel letto bianco d’ospedale, però, un paio di belle mutandine starebbero bene, Magari una di quelle col pizzo, che ho disegnato a Bruxelles. I miei colleghi, capi di Stato, stanno ancora ridendo della mia allegria internazionale. Senza di me sarebbe un mortorio.

10) Debbo fare subito un sondaggio, forse sono arrivato al 100% di gradimento. Ci mancherebbe altro, con tutta la paura che mi sono preso, il popolo sarebbe ingrato, se non mi corrispondesse al 100%. E’ un’idea da sfruttare, quella del sangue del martire. Ci penserò.

11) No, per piacere, non spegnete la luce. Voglio ancora fare qualche altro bel pensierino. Sapeste com’è consolante! Dovrò chiamare il fedele Gianni Letta, ho dimenticato il Viagra……..Chi mi ha rubato il cellulare? Accidenti, ma qui ci sono le suore, per caso?