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L’ESTATE

L’ESTATE

L’estate è per tutti ed è di tutti.

La rima farebbe “belli e brutti”.

Ma anche “giovani e vecchi” va bene.

“Magri e grassi”, per continuare sulle opposizioni di questa società giovanilistica e anoressizzante.

Ma ancora di più, è di tutti coloro che la amano e se ne lasciano, ineluttabilmente, conquistare.

Amanti del caldo e amanti del fresco, quelli che si lamentano e quelli che si lasciano andare, chi ama e chi fugge l’amore, chi è sano e chi spera di farsi sanare dal sole e dal riposo, chi va in vacanza e chi può solo sognare sulle vacanze altrui.

L’estate è per tutti ed è di tutti.

Mi piace l’estate.

Le lunghe serate. La luce blu della notte. La luna splendente, i tramonti, la polvere e il sudore.

La frutta più buona di madre natura.

Il tempo ritrovato per gli amici, le cene con pomodoro e mozzarella.

I romanzi accumulati di inverno e abbandonati in attesa di questa stagione.

I vestiti leggeri, i colori vivaci.

Il bianco accecante del mezzogiorno, lo scorrere del tempo che sembra rallentare.

La lontananza da chi parte e la speranza del ritorno.

L’estate è per tutti ed è di tutti.

IL CHIASSO DELL’ESTATE

IL CHIASSO DELL’ESTATE

209173Un chiasso infernale oggi è entrato in casa. Impossibile avvicinarsi al terrazzino dove tengo le piante, per il forte stridore. La causa? Una cicala innamorata (forse) si era posata sulla tenda che copre il terrazzino e friniva a più non posso. Le sono andata vicino, perché era proprio dalla parte interna della tenda e visibilissima. Intenta com’era al suo canto non si è accorta che la osservavo. Sono stata prudentemente un po’ distante perché non credevo fosse  così grande come insetto. Ha le ali molto più grandi rispetto al corpo, e sono quasi trasparenti, fini e delicate come un pizzo. L’ho lasciata cantare fintanto che (finalmente) ha deciso di cambiare postazione.

Ho scoperto che a frinire sono i maschi delle cicale. Sotto l’addome sono provvisti di un organo stridulatore. L’ apparato sonoro è costituito da lamine (timballi) tese da tendini che le collegano a muscoli, sui lati dell’addome. Per produrre il suono l’insetto fa vibrare le lamine e camere d’aria provvedono alla risonanza. Non si tratta di un suono prodotto da sfregamenti di parti del corpo, ma di un suono potentissimo emesso da un apposito “apparato”. Questo canto ha funzione di richiamo sessuale per le femmine, che, come al solito, restano mute. Comunque anche il maschio, per quanto si strafoghi nel chiamare la femmina , si chiama sempre come la femmina: cicala. Un minimo di soddisfazione.

ESOPO: La cicala e le formiche

Era d’inverno, e le formiche stavano asciugando il loro grano, che si era bagnato. Ed ecco che una cicala affamata andò a chiedere loro del cibo. Ma le risposero le formiche: “Perché durante l’estate non hai fatto anche tu provviste?” Rispose la cicala: “Non ne avevo tempo, ma cantavo armoniosamente”. E quelle, ridendole in faccia, le dissero: “Beh, se nel tempo estivo cantavi, d’inverno balla”.

A FINESTRE APERTE

A FINESTRE APERTE ENTRA UNA  MUSICA DOLCE

Qualcuno nei dintorni è innamorato.

La musica è leggera, lontana e si sente appena.