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IL RUFFIANO ESIBIZIONISTA: IMMAGINE DI UN PAESE?

IL RUFFIANO ESIBIZIONISTA: IMMAGINE DI UN PAESE?

La sfacciataggine, da tempo, ha superato ogni limite.

Un uomo per tutte le occasioni, presenzialista con il dono dell’ubiquità, lo possiamo incontrare dappertutto e contemporaneamente, ovunque.

Noto in ogni angolo d’Italia.

I cellulari dei fans, sono pieni delle foto con lui.

Dallo stadio al luogo di un tragedia, lui c’è!

Manca solo di fare un comunissimo incidente automobilistico e lui, mentre i due guidatori si scambiano i dati, appare in un baleno per dare ragione a tutti e due e farsi il solito scatto fotografico.

Un guardaroba ricco di felpe, con le scritte più uniche che rare: da Canicattì a Pescasseroli, lui cita tutte le città e per non scontentare nessuno e tutte le situazioni. Anche gli scettici dell’euro, naturalmente.

Fa joggin e fare joggin è giusto, nessuno lo nega.

I presidenti americani fanno joggin, li abbiamo visti nei parchi correre in mutande, tuta o altro, seguiti rigorosamente dalla scorta in piena attività, a correre con il boss.

No, Salvini non è fesso: fa joggin in pieno centro, con la t-shirt della polizia e i pantaloncini del Milan.

A proposito il guardaroba contiene anche tutte le divise che esistono in Italia, istituzionali e no, seguito anche lui dalla sua scorta personale, in motocicletta. Mica fessi i nostri gorilla.

Si potrebbe continuare.

Se non è ruffianeria questa, cosa è?

Un uomo per tutte le stagioni, nudo o quasi d’estate, spaparanzato su una spiaggia, a letto con la sua bella, ingordo di tutto, dai panini da due chili, alla porchetta.

Un uomo per dire sì a tutti coloro che avanzano istanze senza deluderli, tanto poi si pensa.

“A’ Salvi’ ci sono i parchi per correre, lascia perdere la città, l’aria che tira non è pulita come in pieno verde!”.

“Ci sono i ristoranti belli, dove fare bella figura, oltre ad azzannare, maleducatamente, il cibo per strada”

“Ci sono le camere da letto con le porte chiuse, così per discrezione, caso mai facessi cilecca”.

A volte chi troppo si esibisce è proprio perché manca di qualcosa di stuzzicante.

Sì di stuzzicante, sia personale, come individuo, che come politico.

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SPETTACOLO O FOLLIA?

SPETTACOLO O FOLLIA?

Il nostro tempo vuole la pubblicizzazione dell’individuo.

In una società consumistica, dove le merci per essere prese in considerazione devono essere pubblicizzate, si propaga un costume contagioso.

Chi non irradia una forza di esibizione o di attrazione più intensa degli altri, non lo riconosciamo, non lo consumiamo, in pratica non c’è.

Per esserci bisogna dunque apparire

E chi non ha nulla da metter in mostra, non una merce, non un corpo, non un’abilità, non un messaggio, pur di uscire dall’anonimato mette in mostra la propria interiorità, quei sentimenti e quelle sensazioni che resistono all’omologazione che, nella società di massa, è ciò a cui il potere tende per una più comoda gestione degli individui.

Ci si mette in mostra come persona. Scambiamo la nostra identità con la nostra pubblicità dell’immagine.

Il Grande Fratello e L’sola dei Famosi sono stati ideati fondamentalmente per questo, ma falliscono lo scopo perché quando una dozzina di persone sono chiuse in uno spazio ristretto o relegate su un’isola remota, senza libri né giornali con nulla da fare tutto il giorno, quello che mostreranno non sarà assolutamente la loro normalità, ma la loro patologia.

Sviscereranno quanto di più contorto c’è nella loro anima, senza la possibilità di contenerla, come facciamo noi nella vita reale con le occupazioni e il lavoro.

Spettacolo della pazzia quindi, e non della normalità.