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DI MAIO LE PAROLE NON SONO MAI CASUALI

DI MAIO LE PAROLE NON SONO MAI CASUALI

“Ci prendiamo un miliardo”, giorni fa ebbe a dire “ci riprendiamo quello che ci avete fregato”.

I pensionati.

Le parole non sono mai casuali, il linguaggio di questo cialtroncello rivela tutta la violenza vendicativa alla base di un Movimento, nato da una profonda invidia sociale.

Inoltre:

“I bambini non si toccano”, scrive Di Maio con tanta calma.

Non si toccano, quali, vicepremier?

Quelli di Lodi, di Riace, di Monfalcone, quelli che bloccate nei porti?

Basta con questa miseria politicante da quattro soldi.

Non siete come Salvini, siete peggio.

Siete complici.

 

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INDIETRO TUTTA

INDIETRO TUTTA

Cioè

Ora la gara ILVA va bene?

Ma non voleva chiuderla e trasformarla in giardino?

Allora c’è l’interesse pubblico ad aggiudicarla a Mittal?

Allora Di Maio è colluso con Calenda?

O Calenda è stato un grande?

Ah ah ah ahhhh

Cioè

Salvini sbologna i clandestini alla chiesa e poi si lamenta che scappano?

Robe da denunciarlo al ministro dell’interno!

Ah, è lui?

Ah ah ah ahhhh

Cioè

Ora si sta sotto al 3%?

Ora basta annunci sennò lo spread sale troppo?

Allora le regole della Ue vanno rispettate?

Allora i mercati sono importanti?

Di Maio: e le Persone?

E i Poteri Forti?

Ah ah ah ahhhh

Cioè

Toninelli accusa pressioni sul Ponte Morandi!

Poi è costretto a mostrarle!

Beh! Una sola lettera , ma è di gennaio, almeno  tre mesi prima, quando Toninelli non era ministro!

Allora l’honestà?

Ah ah ah ahhhh

Cioè

Quel genio del ministro Fontana, dice che “dieci vaccini sono troppi, ma non sono un medico”.

A scuola non si entra se non si è vaccinati!

Allora i vaccini non sono troppi?

Ahahahah,

Allora sono cretini.

Ve lo ricordate quando ci davano lezioni di coerenza, trasparenza e impegno? 

MINISTRO DI MAIO NOI NON ABBIAMO DUBBI: ACCETTA E METTI DA PARTE IL TUO ORGOGLIO

MINISTRO DI MAIO NON ABBIAMO DUBBI: ELEMOSINA? SÌ GRAZIE

Elemosina? Dice Di Maio. Capiamo che non è molto, ma per chi adesso si trova in difficoltà è un aiuto considerevole. E’ solo una prima trance, ne seguiranno altre, perciò è un obbligo accettare e, una buona volta, cercare di fare il ministro e non il bimbetto dispettoso che vuole sempre di più. E usarli bene, con equità.

Anche perché di un’elemosina non si tratta.

Se Società Autostrade si offre di ricostruire in otto mesi il ponte, stavolta tutto di metallo, e di mettere a disposizione mezzo miliardo di euro per vittime e sfollati di Genova, beh, forse si sente in dovere di fare qualcosa per questa tragedia. E un ministro che se li vede offrire dovrebbe accettare.

Se un diesel così poderoso, come società Autostrade o i Benetton, si è messo finalmente in moto subito, guai a fermarlo.

Poi la magistratura accerterà le responsabilità.

Poi si procederà alla discussione sulla concessione.

Poi.

Adesso, pigliamo e portiamo a casa.

Soprattutto per chi non ce l’ha.

Lo diciamo in particolare al vicepremier Di Maio e ministro dei lavori pubblici, che, con uno scatto di orgoglio, ha respinto l’offerta.

Lo diciamo ai tanti e finti orgogliosi che condividono la sua azione e quella del governo.

Una maggioranza del “vaffa” in un’Italia che ha tanta voglia di ribaltare il tavolo e di rimescolare le carte.

Che ha applaudito i ministri al funerale delle vittime, e fischiato il povero Martina, reo solo di essere del Pd.

L’Italia che ha deciso che oramai è vecchio anche quello che è semi nuovo.

Che plaude alla disdetta della concessione, senza preoccuparsi troppo se il giorno dopo, Benetton a parte, molte migliaia di piccoli investitori hanno visto eroso di un quarto i propri risparmi.

Un’Italia che non si fa tante domande sul delicato nodo di chi dovrà gestire migliaia di chilometri di asfalto, se non saranno più i gestori attuali.

Bene.

È con questa Italia che oggi dobbiamo misurarci.

Anche e soprattutto chi non la pensa come lei.

L’Italia che non vuole sapere come e perché, ma che chiede che i ponti o le scuole non crollino più.

Senza abdicare per compiacenza ai doverosi richiami al realismo.

Senza cedere sul fronte del buon senso e del bene collettivo.

Per questo, ministro Di Maio, non abbiamo dubbi, se pensa che sia una elemosina, beh, la accetti, senza se e senza ma, per il bene di quelle famiglie che adesso non hanno casa e per rispetto di chi è morto.

Di Maio dovrebbe guardare meglio i disagi delle persone e non pensare a quanti like potà ricevere se rifiuta un’offerta generosa, per orgoglio.

Se così facesse meriterebbe un vaffa….lunghissimo, per anni.

DI MAIO QUESTO NON È PIÙ IL TEMPO IN CUI TI INVENTAVI BALLE PER GIUSTIFICARE AI GENITORI, IL FATTO CHE NON RIUSCIVI A PASSARE GLI ESAMI ALL’UNIVERSITÀ

DI MAIO QUESTO NON È PIÙ IL TEMPO IN CUI TI INVENTAVI BALLE PER GIUSTIFICARE AI GENITORI, IL FATTO CHE NON RIUSCIVI A PASSARE GLI ESAMI ALL’UNIVERSITÀ

Di Maio, leggo che tu ed il tuo ministro Toninelli siete rimasti perplessi dalle aperture della Lega a Società Autostrade.

Se hai un minuto provo a spiegarti come stanno le cose.

Se invece di continuare a gridare proclami ti fossi preso la briga di approfondire la materia riguardante le concessioni autostradali, ti saresti accorto di una serie di cose interessanti.

Prima di tutto il contratto capestro.

Non ti e pare che invece di lanciare le solite accuse a destra e a manca ti saresti dovuto chiedere chi c’era dietro la stipula di condizioni così svantaggiose per lo Stato?

È evidente che sia tu che Toninelli non sapete nulla.

Partiamo dal principio.

Nella sua breve vita il tanto bistrattato secondo governo Prodi si accorge di alcune anomalie e decide di intervenire per sanarle.

L’intervento più importante che viene fatto è del 2006, praticamente si obbligano i gestori privati, a legare gli aumenti dei pedaggi a sostanziosi interventi di ammodernamento e manutenzione.

Detta in parole povere, se vuoi soldi devi prima metterci soldi.

Solo che il governo Prodi cade e, ascoltami bene caro Di Maio, nel 2008 arrivano Berlusconi e la Lega, già proprio quella Lega con cui oggi governi e nella quale Salvini era già uno degli elementi di spicco.

Nel giugno dello stesso anno, il centro destra elimina tutti i vincoli, cambia le condizioni della concessione, dando vita all’attuale contratto capestro con il quale si affidano le autostrade ai privati.

Vuoi sapere il perché caro Di Maio?

Perché alcuni imprenditori veneti, interessati al business della viabilità, fecero molte “pressioni” proprio sulla Lega.

Comincia a capire Ministro Di Maio?

Vedi, alla lunga è difficile occupare un dicastero importante come il tuo raccontando tutto ed il contrario di tutto.

Capisco che in questi anni giornalisti ed elettori ti abbiano fatto credere che nessuno ti avrebbe mai contraddetto, anche davanti a solenni cretinate, ma questo non è più il tempo in cui ti inventavi balle per giustificare ai genitori, il fatto che non riuscivi a passare gli esami all’Università, questo è il tempo in cui tu hai in mano il futuro di milioni di persone.

Non so se te ne rendi conto.

Da quello che sento e vedo, non credo proprio.

DI MAIO E TONINELLI PROFESSORI IN BUGIE

DI MAIO E TONINELLI PROFESSORI IN BUGIE

E’ difficile fare polemica politica con gente che spara cazzate con l’aplomb di chi sta dicendo una incontrovertibile verità.

I 5 stelle sono maestri su questo.

Di Maio e Toninelli sono addirittura professori.

Il guaio è che non serve a nulla smentirli, perché, un attimo dopo che la loro bugia è stata smascherata, ne hanno pronta subito un’altra su cui concentrare l’attenzione dei media e nessuno è in grado di stopparli urlando “ehi stiamo al punto, parliamo dell’argomento che stiamo trattando, non provare a sfuggire spostando l’attenzione su altro”.

Come la Lezzi che parla di asciugamani anziché di TAP.

Mi veniva in mente tutto questo leggendo l’ineffabile ed eternamente stupito di essere lì, Toninelli, ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che sostiene essere il REI (Reddito di inclusione) uno strumento solo assistenziale, facendo finta di non sapere che i percettori del REI entrano, al pari dei percettori del NASPI (indennità mensile di disoccupazione), nel circuito dell’Agenzia per le politiche attive del lavoro.

E tutto questo per nascondere la verità e cioè che il loro reddito di cittadinanza, come dice il buon Tria, sarà una cosa diversa da ciò che avevano propagandato in campagna elettorale e sarà invece qualcosa di molto simile agli strumenti già messi in atto dai governi Pd.

 

DI MAIO, TUTT’ALTRO CHE POLLO, DÀ LA CIFRA DELLA POLITICA REALE E CONCRETA DEL GOVERNO POPULISTA

DI MAIO, TUTT’ALTRO CHE POLLO, DÀ LA CIFRA DELLA POLITICA REALE E CONCRETA DEL GOVERNO POPULISTA

È un’opposizione indecente.

È caduta in una trappola, ordita da Salvini e Di Maio che li stanno giocando: Salvini li provoca a indignarsi sul terreno dei migranti e loro abboccano isolandosi dal sentimento degli elettori.

Di Maio li circuisce sapientemente, li attrae con le sue politiche sociali demenziali ed estremiste.

E così li spunta. Li rende inoffensivi.

Salvini dà la cifra simbolica al cattivismo.

Ma Di Maio, tutt’altro che pollo, dà la cifra della politica reale e concreta del governo populista.

Peggio.

E la sinistra, quella decina di capetti, tra Pd, Leu e sindacato che si autoproclamano tale, abbocca.

Orlando, Emiliano, Camusso e l’ex ditta sono convinti che i 5 Stelle sono, sull’economia e le politiche sociali, la “sinistra” nel governo giallo verde. E che va sostenuta per poterla staccare da Salvini.

E così finiscono per comportarsi, sulle politiche di Di Maio, come con un “governo amico”.

Dall’accordo sindacale che smantella la “buona scuola”, alla quota 100 sulle pensioni, accordo che smantella l’Inps e le pensioni di domani, al “decreto dignità” che stoppa l’ingresso dei giovani nel lavoro e smantella il job act, ai decreti autarchici e “venezuelani” sulle localizzazioni delle imprese e contro le multinazionali, che smantellano gli investimenti in Italia.

È uno spettacolo indecente, il silenzio dell’opposizione di sinistra o, addirittura, il suo applauso a Di Maio.

Manca solo il ripristino dell’articolo 18 e l’opera sarà completa: il populismo si sarà mangiato, tra gli applausi di mezzo Pd, le riforme di Renzi e l’intera sinistra.

Niente male se il paese non ne soffrisse: morta la sinistra se ne fa un’altra.

Il guaio è che l’Italia sta già pagando la scelleratezza delle politiche sociali populiste, quelle dei 5 Stelle, e su cui Salvini complice, lo sappia il Nord, sta a guardare pure lui.

La ripresa si è fermata.

Nei prossimi due anni il tasso di crescita, già esiguo, si invertirà verso il basso.

Lo spread incombe guardingo e minaccia il ritorno all’emergenza.

Ogni provvedimento dei 5 Stelle di “sinistra” (?), sarà deficit, col debito che aumenta.

Coi decreti di Di Maio la disoccupazione giovanile, scesa ai minimi italiani degli anni di crisi economica, riprenderà.

Il reddito di cittadinanza prosciugherà gli incentivi per assumere.

Realizzando il sogno dei populisti: tutti disoccupati ma ben pagati.

Solo per qualche mese però: il tempo che ci buttano fuori dall’Euro per i danni che fa, a tutti, il nostro debito, che salirà.

E allora, la pacchia sarà davvero finita!

Oggi l’allarme lo lanciano la Confindustria e il mondo delle imprese.

Sono rimaste l’unica opposizione.

Ci tocca sperare in loro.

Il Pd, invece, come affetto da senescenza e Alzheimer, tace o piange commosso agli scempi di Di Maio.

Indecente.

DI MAIO: INGENUITÀ O IGNORANZA?

DI MAIO: INGENUITÀ O IGNORANZA?

La Bekaert delocalizza e licenzia 300 operai.

Il ministro del lavoro Di Maio promette una multa sul fatturato, in caso di delocalizzazione fuori dall’Europa.

Marattin ricorda che la Bekaert delocalizzerebbe in Romania che fa parte dell’unione europea.

Se Di Maio avesse avuto l’umiltà e il coraggio di rispettate il passaggio di consegne dell’ex ministro Calenda, avrebbe evitato queste brutte figure, e avrebbe dato continuità al lavoro del suo predecessore, per risolvere il problema di fondo e cioè i costi del lavoro nell’unione nei vari stati europei.

 

SALVINI SAREBBE LA DISGRAZIA E DI MAIO LA VITTIMA?

SALVINI SAREBBE LA DISGRAZIA E DI MAIO LA VITTIMA?

Salvini sarebbe la disgrazia e Di Maio la vittima? E’ questo che stanno diffondendo i media.

No, non è vero, Salvini non è né fascista né razzista e tantomeno un mangia grillini, è solo populista. Un vero populista che sa fare propaganda.

Populista e basta.

Non è lui che ha creato l’ondata anti-immigrati nazionale.

Lui l’ha intercettata, sfruttata al massimo.

Senza scrupoli, e anche nel modo più becero.

Questo governo rispecchia esattamente l’80% del popolo Italiano.

Se si fosse ascoltato il popolo delle periferie si capiva subito che da alcuni anni, si parlava solo di immigrati.

Lega e m5s, da vere forze populiste, hanno sfruttato questo sentimento e hanno preso i voti.

Oggi si sente dire: Salvini ha preso in mano il governo, fa tutto lui, parla solo lui.

No, non è così. Sono i media che parlano solo di lui, che intervistano solo lui, che diffondono tutto il santo giorno i suoi inutili video.

E adesso c’è la moda di sostenere che Di Maio sarebbe divorato da Salvini.

Sono stupidaggini.

Sono anni che Lega e m5s dicono le stesse cose, bastava leggere le loro ideate sui social, oppure andare tra la gente. E la gente vuole esattamente quello che dice Salvini.

Se facciamo un passo indietro e seguiamo quello che i media dicevano, scopriamo che per anni, sono stati tutti intorno a “Repubblica” che guidava la rivolta contro Berlusconi, parlando solo di mignotte e atti giudiziari.

Il resto della compagine faceva sconquassi al sistema Italia, ma nessuno ne parlava.

Negli ultimi 4 anni hanno parlato di banche, di Boschi, o di JobsAct diffondendo solo bufale.

Delle 400 leggi emanate per tentare di risolvere i problemi dell’Italia, non ne hanno mai parlato.

Chi ha portato questa gente al governo se non la continua propaganda attraverso i media?

E adesso, che abbiamo questa gente al governo, proprio i media fanno finta di meravigliarsi?

Sempre la cara “Repubblica”, due giorni, fa pubblicava un articolo che diceva che la base grillina è in rivolta.

Rivolta?  O non ne sanno una minchia o dicono così per salvare la faccia.

Le sole poche voci dissenzienti che si sentono sono solo 4 gatti di Napoli, devoti a Fico e, quando parlano sui social, vengono aggrediti da tutti gli altri.

E tutto continua.

Tutti i media sono concentrati su Salvini, brutto, cattivo, fascista, razzista, che, sapientemente, ogni giorno, consegna la sua battuta o battutaccia in pasto al popolo, che gioisce e acclama.

Per il resto, di quello che stanno combinando gli altri, per esempio tutti i pericolosissimi grillini, non una parola.

Abbiamo letto la bozza di un decreto di Di Maio che dovrebbe fare accapponare la pelle per i danni che potrebbe provocare, se dovesse realizzarsi.

Interessa qualcuno?

Non abbiamo tempo, dobbiamo parlare di Salvini.

A LORO INSAPUTA

A LORO INSAPUTA

“A loro insaputa”
Raggi non sapeva nulla della via intitolata ad Almirante. Non sapeva nulla delle polizze di Romeo. Non sapeva nulla dello stadio intitolato ai contributi elettorali di Parnasi.
Di Maio non sapeva nulla di Lanzalone che gli scriveva lo Statuto del Movimento e della Raggi che non sapeva nulla.
La Lega non sapeva nulla dei 250 mila euro a una onlus vicina alla Lega (…ma poi che fa una onlus vicina alla Lega? I dispetti ai migranti, lo sgambetto ai meridionali? Boh).
Grillo e Casaleggio non sapevano nulla di Lanzalone ma cenavano con Lanzalone.
Insomma nessuno sapeva nulla. Tutto avveniva a loro insaputa.
Diciamo la verità, Scajola in confronto era un dilettante.”

(Carlo Calenda)

Diciamo che loro non c’erano e se c’erano dormivano, come il mio gatto.

QUELLI CHE IL TRICOLORE…. E QUELLI DEL VAFFADAY

QUELLI CHE IL TRICOLORE… E QUELLI DEL VAFFADAY

Pare sia fatta la “santa alleanza” tra leghisti e grillini.

Questo oggi ci passa il convento.

Santa alleanza tra chi si spazzava il culo con la carta igienica colorata come la bandiera italiana e chi mandava a fareinculo e insultava quotidianamente gli italiani.

Non volete chiamarla alleanza? Preferite chiamarlo contratto? Fate pure! Per me siete e rimarrete solo dei secessionisti anti-italiani, alleati con i traditori del popolo italiano. E comunque sempre inciucio è.

Alleanza per scrivere leggi proprio per quel popolo che simbolicamente appartiene a quei colori italiani. Dove li mettete i rotoli di carta igienica rimasti? Ve li portate a Palazzo Chigi?

In un Paese che continua a dare un imbarazzante share a trasmissioni come il Grande Fratello, non può che meritare questo osceno spettacolo, trash e imbarazzante, che fa sprofondare sempre più nel ridicolo questo povero paese, stuprato ormai sempre più.

Cari esponenti del m5s, riempitevi pure la bocca di nuove parole, così da poter giustificare il nuovo e originalissimo inciucio della storia italiana. Chiamatelo “contratto”, raccontateci che lo fate per senso di responsabilità, diteci che è una nuova opportunità per tutti noi, arrivate persino a convincere voi stessi, i vostri parenti e i vostri amici, di tutte le troiate che ci raccontate.

Chiamata pure “esecutore” il Presidente del Consiglio, sarà la parola giusta, per dimostrare a tutti che sarà un semplice fantoccio che eseguirà ordini scrtti e voluti da altri, per esempio voluti da una sociatà privata, il cui rappresentante in pubblico è un ex del Grande Fratello. Tutto torna.

Poi, dopo essere diventati esattamente come coloro che per anni avete sostenuto di odiare, fatemi una gentilissima cortesia: andatevene e, per educazione, non dico come. In fondo il VaffaDay lo ha inventato proprio colui che vi ha dato la notorietà di cui godete.

Non dimenticherò chi ha insultato per oltre 20 anni mezza Italia, così come non dimenticherò chi era stato tentato, tradendo la propria gente, di sedersi al tavolo con loro.

Vi aspetterò nelle piazze con il tricolore in una mano e i pomodori nell’altra, perché, in vita mia, non ho mai sopportato gli insulti gratuiti, tanto meno a scopo politico.

Siete diventati quella kasta che tanto avete odiato e vi compiacete di fronte a tutti senza vergogna. Cosa avete di diverso? Nulla, la voglia di potere è la stessa.

Qualunque manifestazione, qualunque sciopero e qualunque evento verrà indetto per sotterrarvi, io sarò presente.

E non dimenticherò neppure il fatto che chi insulta e offende i cittadini, diventa popolare tanto da essere eletto. Forse a molti piace farsi insultare, anche se, per me, questo resta un mistero. C’è modo di cambiare sì, senza offendere tutti.