Archivi tag: di maio

COME FALENE ATTIRATE DALLA LUCE

DA UNO VALE UNO A UNO VALE UNO VIP

Il primo passo di Di Maio verso la corsa alla elezioni politiche ed alla premiership, è stato quello di pretendere da Beppe Grillo di cambiare (di nuovo!) le regole dello statuto del Movimento, per poter selezionare, personalmente, il nome di candidati con un “alto profilo” pubblico, non necessariamente iscritti al Movimento e che non debbano passare dalle parlamentarie.

Figure come: Gianluigi Paragone de la Gabbia, Dino Giarrusso delle Iene, il comandante Gregorio De Falco, quello che intimò a Schettino di risalire sulla nave (“torni a bordo cazzo!”), il vicedirettore di Tg Studio Aperto Emilio Carelli, l’attrice Claudia Federica Petrella “candidata a sua insaputa” che prima smentisce e poi dichiara la sua candidatura, il vignettista Mario Improta in arte Marione e molti altri Vip che in questo caso, non siano necessariamente sinonimo di professionisti altamente qualificati, ma volti noti della tv e dei social, nomi insomma, che facciano presa sulla ggggggente.

Si è passati dall’uno vale uno, a uno vale uno Vip.

La prossima volta i candidati li sceglieranno direttamente dai concorrenti dell’Isola dei famosi (che poi pensandoci bene, con Rocco Casalino l’hanno già fatto).

Non contento peraltro, Di Maio sta continuando a lanciare appelli alla società civile “chiedendo a tutti coloro che vogliono dare un contributo per il cambiamento dell’Italia di farsi avanti, sia per quanto riguarda le candidature, sia per quanto riguarda la squadra di governo”.

Stavolta è di Di Maio che nella veste di capitano del M5S grida: “Salga alla Camera cazzo!”.

Il suo primo (ma anche secondo, terzo, quarto) passo, falso.

E c’è chi, attirato dalle lusinghe e dall’ottimo stipendio, ci casca come il signor Elio Lannutti di Codacons (Come le falene attirate dalla luce, finché non muoiono stecchite).

Annunci

“AVEVA UN GOBBO, ALIAS IL SUGGERITORE”

“AVEVA UN GOBBO, ALIAS IL SUGGERITORE”

Occhi puntati sulla performance del vicepresidente della Camera ospite nella trasmissione di Rai Tre, Cartabianca. Ai telespettatori non è passato inosservato il suo collegamento dalla Danimarca in cui Di Maio ha parlato di euro e Europa, ma qualcosa sembrava turbarlo. “Ogni tre parole era tutto un girare di collo e strizzare gli occhi, probabilmente per leggere cosa dire” scrive in una nota la deputata dem Alessia Rotta, che ipotizza: “Era aiutato da un ‘gobbo’ umano? Sarebbe interessante sapere se nello studio da cui interveniva vi fosse stata una ‘voce fuori scena’, qualcuno che gli passava dei cartelli informativi. E nel caso ciò fosse avvenuto, si trattava di qualche suo assistente o di qualcuno della Rai?”.

Stessi dubbi li ha sollevati anche Andrea Romano: “Di Maio – dice il deputato democratico – si agitava ed era tutto un allungare il collo, verso cosa? Verso un tablet? Dove magari vi era scritto Gallino, famoso sociologo, da lui trasformato nello ‘psicologo Gallini’ di cui non si hanno riscontri, almeno parlando di euro? In caso, qualcuno della sede Rai faceva da ‘suggeritore’? Al di là di una scena sospesa tra ‘Non è la Rai’ e ‘Il portaborse’, rimane che Di Maio parla di temi che non conosce, parla di euro e di Europa con la stessa disinvoltura con cui aveva fatto di Pinochet un dittatore venezuelano. Credibilità zero, pressapochismo massimo”.

In effetti Di Maio si lancia in una citazione colta ma sbaglia il protagonista confondendo il celebre sociologo Gallino con un meno noto psicologo Gallini. In studio lo correggono ma il collegamento esterno, come si sa, rende difficoltosa l’interazione tra ospiti.

I senatori del Pd ironizzano su Twitter. “Di Maio in collegamento con Carta Bianca si fa suggerire le risposte, peccato non sappia nemmeno chi sia Gallino, sociologo, non psicologo”, scrive Stefano Esposito. “Gallino, Gallini, sociologo, psicologo…- scrive Pamela Orrù – per Di Maio non fa differenza! Sa di non sapere, ha un suggeritore, ma non capisce i suggerimenti!”. “Di Maio – conclude Francesca Puglisi – non conosce l’importante sociologo compianto Gallino. Eppure aveva anche il suggeritore, la prossima volta telefonata da casa?”.

A chiudere le polemiche ci pensa il figlio del sociologo, Davide Gallino, che con un commento su un post di Facebook scrive: “Speriamo che mio padre, ovunque sia, si sia fatto una risata…”

(Da L’Unità)

[ Nota personale: Credo che la Berlinguer abbia intervistato, in pochissimi mesi, e ospitato nelle sue trasmissioni, Di Maio, decine e decine di volte. Per me la “pignatta” è colma! Basta, è diventata stucchevole. In ogni modo, anche in questa occasione, pur avendo un suggeritore, non capisce. Non c’era Grillo. Resta il dubbio su che cosa era andato a fare in Danimarca a spese nostre.]

LA MEGLIO OPPOSIZIONE

LA MEGLIO OPPOSIZIONE

sondaggi-politico-elettorali1E’ noto che l’ambasciatore degli Stati uniti, ha espresso un parere sul referendum costituzionale. Ha detto «La vittoria del sì sarebbe una speranza per l’Italia, mentre se vincesse il no sarebbe un passo indietro».

Apriti cielo, si sono aperte le cateratte dell’opposizione vera e finta, e su tutti i giornali, social, eccetera si è scatenato l’inferno.

Oggi addirittura ci si è aggiunta la Merkel, con parole più o meno simili.

Sono tanti i capi di Sato o gli ambasciatori che si esprimono sulle situazioni internazionali, che una cosa del genere può succedere ovunque.

Se succede in Italia, con Renzi al governo, esplode lo scandalo politico universale.

Anch’io ero rimasta un po’ perplessa, soprattutto perché prima dei risultati, è opportuno non pronunciarsi, né pro, né contro una determinata scelta di un popolo libero. Anche qui, da ambasciatore un atteggiamento più riservato, forse era meglio.

Ma tant’è.

Quando si leggono tutte in fila, le reazioni dell’opposizione politica italiana, viene la voglia di votare immediatamente Sì, per non avere più a che fare, in futuro, con personaggi, che mi piacciono poco o proprio per niente.

. Di Maio paragona Renzi a Pinochet (uno che ha fatto torturare e uccidere decine di migliaia di persone).

. Salvini che dice che a votare Sì ci saranno solo i massoni, i banchieri e i poteri forti (quali? Ce li dicessero una buona volta, con nomi e cognomi) e intanto invoca Trump.

. Gasparri, il fascista che inneggia a Putin (viva il KGB!) contro Obama.

. Brunetta che esige l’intervento del Quirinale.

Tutto questo dimostra quale sia il livello dell’opposizione italiana, e se io non fossi già propensa verso questo governo, mi sentirei pericolosamente incline a sorvolare sulle sue colpe.

Piuttosto che essere governata da un Di Maio che non sa niente, ma se la tira come se sapesse tutto, mi sento di sopportare facilmente e senza ripensamenti,  anche tutto il governo Renzi, nel suo insieme.

 

(L’idea l’ho rubata a Michele Serra)

SCHERZIAMOCI SU…

SCHERZIAMOCI SU…

Pioggia_StelleEvviva Romax, favolosa ed incommensurabile città carica di bellezza…nonostante tutto.

Nella città interstellare di Romax si è insediato da due mesi il nuovo “Consiglio stellare degli honesti cittadini”.

La vittoria del nuovo direttorio intergalattico è stata salutata da ovazioni plaudenti, pianti di commozione e flash di cellulari. L’emozione regna sovrana.

La regina Madre ha mostrato al popolo festante la sua prole, segno di fertilità e buona sorte.

Gli scranni del Consiglio interstellare pullulano di parenti e derivati, mentre scie chimiche colorate illuminano l’arcata celeste, i cittadini stellati innalzano canti di gloria al grido honestà, honestà, agitando moderne forche elettroniche nella pubblica piazza.

La regina sovrana eletta, pare però essere più interessata a riordinare la regale dimora che ad occuparsi delle vicende del suo regno.

Trova però il tempo per far piovere compensi d’oro per i suoi fedeli collaboratori, che per mala sorte non sfuggono alla solerte opera di controllo del truce commissario intergalattico per la lotta alla corruzione stellare, l’inflessibile Cantonex, un membro del complotto intergalattico contro l’eroina spaziale.

Di questo sono convinti assertori il vassallo stellato Di Maiox ed il redivivo giudice Imposimatux.

Il caos avvolge il regno tra dimissioni e fughe. Sfrecciano navicelle stellari blu, simbolo dell’odiato potere.

Il regno delle cinque stelle vacilla, il suo capo supremo osserva basito dalla sua navicella Zena, lancia strali, in due soli mesi un bel po’ di consensi è già sfumato verso la volta interstellare. L’incazzatura intergalattica assicurata.

Il regno di Romax affonda tra gli umani rifiuti, orde di rattosauri e panteganex scorrazzano, indisturbati, per le sue strade.

Il vassallo spaziale Di Maiox evoca nuovamente complotti intergalattici, “zecche rosse” del pianeta PDX avrebbero cosparso la città di rifiuti e tra una botta di honestà e l’altra tenta di non affondare.

I “poteri forti delle galassie riunite”, starebbero tramando contro il direttorio stellare.

Scure scie chimiche pervadono i cieli. Tutte le forme del creato si sbellicano dalle risate, tutte, meno gli ignari adepti della Regina stellata di Romax.

Mentre cinque neo incaricati prendono la fuga, accusando gli stellati di “scarsa trasparenza”, si sa spesso le idiozie si ritorcono contro i loro inventori e, mentre il complotto intergalattico prende le forme di un avviso di garanzia, ecco arrivare nel regno una ventata di “Fantasia al potere”.

Romax affonda nel caos, il direttorio è allo sbando e taluni vassalli e scribi travagliati della corte stellare, iniziano a cercare vie di fuga.

Piovono frammenti di stelline cadenti, cupe scie chimiche solcano i cieli, forme di vita aliene ci osservano con aria perplessa.

Viva Romax.

 

LA MATEMATICA A CASA GRILLINA

LA MATEMATICA A CASA GRILLINA

Di Maio scrive su Facebook di aver “trovato” i “17 miliardi (cioè il 2% della spesa pubblica) che servono a restituire dignità e garantire 780 euro al mese a 10 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà.

Ma rifacendo i calcoli possiamo vedere che:

  • 780€ al mese moltiplicati per 12 mesi sono 9.360€ all’anno
  • 9.360€ moltiplicati per i 10 milioni di italiani (che vivono sotto la soglia di povertà) corrispondono a più di 93 miliardi di euro, che sono ben altra cosa rispetto ai 17 miliardi “trovati” dal vicepresidente della Camera, 76 miliardi di differenza.

Ora, che Di Maio si sia espresso male o maliziosamente poco importa (dato che dal suo post non si evince nulla che contravvenga a questi calcoli), fatto sta che per un politico che rappresenta il premier di un ipotetico Governo a 5 Stelle certi calcoli grossolani possono risultare pericolosi quando si tende a parlare “alla pancia” degli elettori.

[Nota mia: Io avrei detto che “pretende di fare il premier”].

(Da Lineapress.it)

[Nota personale.Gli altri 76 miliardi da dove li prendono? Ho sentito parlare della diminuzione delle spese per la pubblica sicurezza – guardia di finanza carabinieri, i famosi F35% che non abbiamo più –  e tutto il resto? Dagli stipendi e vitalizi dei parlamentari e regionali? Pochi miliardi. Dalle pensioni? Tutte ridotte a 780 Euro? Può darsi, veramente una bella prospettiva anche per chi, di pensione, prende 800 Euro al mese! E per quanti anni? Perché di poveri ce ne saranno sempre, di disoccuparti pure. Poi quella diminuzione del 2% della spesa pubblica, per ottenere i famosi 17 miliardi che dicono di aver trovato, che cosa va a diminuire? Le spese per la scuola, per la salute, per il trasporto, per la manutenzione delle opere pubbliche? Nulla si sa, si sente solo la propaganda. Come per la parola “onestà” e poi si scopre che tutti gli incarichi del comune di Roma, sono riservati a parenti, amici e amici degli amici. Bella onestà dei miei stivali, questa si chiama parentopoli, con grandissima possibilità di intrallazzi e corruzioni varie, sempre inter-familiari, per favorirsi a vicenda. E nessuno di quei luminari, filosofi, politicanti, parolai, che si sentono tutti i santi giorni, è capace di contraddire, queste idiozie?]

[Breve aggiornamento. La Deputata Pd Giuditta Pini ci informa che:“Da questa mattina l’aula di Montecitorio è ferma perché i 5 stelle insieme alla Lega stanno facendo ostruzionismo per non farci votare la legge delega sulla lotta alla povertà.”

Abbamo sempre parlato della gioiosa simpatia, se non amore sconfinato, tra Lega e M5S. Dobbiamo dire che il post della Deputata Pini, non fa che confermare ciò che avevamo sempre pensato].

[Nota finale, tratta da l’Unità:

Via libera dell’Aula della Camera all’emendamento presentato dall’esponente dem Donata Lenzi al ddl di contrasto alla povertà che introduce il reddito di inclusione. L’emendamento si inserisce all’interno nel testo del ddl povertà, ovvero nella delega con cui il governo metterà in campo diverse misure per i più deboli. A favore dell’emendamento hanno votato 226 deputati della maggioranza, contro 50 dei gruppi di opposizione.

Il sì arriva nel giorno in cui l’Istat diffonde un report sull’aumento della povertà assoluta – coda di una lunghissima crisi – e dopo un lungo ostruzionismo dei deputati del M5s i quali hanno parlato di “truffa semantica” e di “finto reddito”. Mentre Luigi Di Maio ha parlato di “ipocrisia” del Pd, Giorgio Sorial è ricorso a una metafora: “è come il pecorino cinese, che si chiama così ma è fatto con il latte di mucca”.

“Questa opposizione feroce del M5S, che dice no a destinare oltre 1 miliardo di euro alla povertà, la dice lunga” è il commento della vice capogruppo del Pd alla Camera Alessia Morani. “Bisogna fare i conti con la realtà – aggiunge –  non sparare balle per cercare il consenso facile. Sono tutti bravi a dipingere scenari impossibili, il problema vero è tradurli in pratica. Con il nostro provvedimento individuiamo un fondo economicamente sostenibile e dunque una misura realizzabile”.

Tra l’altro, fa notare Morani, il ddl povertà va esattamente nella direzione indicata dall’Istat: introdurre un reddito di inclusione destinato a famiglie con minori, con disabilità, o dove ci siano over 55 disoccupati e senza ammortizzatore.

“Il nostro impegno non finisce qui – mette poi in evidenza la vicepresidente del gruppo dem Chiara Gribaudo durante l’intervento in Aula per la dichiarazione di voto sulle pregiudiziali di costituzionalità -, ulteriori provvedimenti dovranno consentire di raggiungere, progressivamente, tutte le persone in condizione di povertà. Intanto, però, si rende chiara la direzione di marcia e cioè la scelta di realizzare la graduale estensione della platea e l’incremento del Fondo”].

[Altra breve nota mia: pian piano il parlamento sta portando via da tra le mani del m5s, il giochetto del reddito di cittadinanza. Per questo c’è tanta rabbia da parte loro].

 

 

DROGARE

DROGARE

Prendi un tale che fino a poco tempo fa era un signor nessuno, senza un lavoro, senza un reddito, senza una professione, fuoricorso all’università da un decennio, che ha fatto mille mestieri senza averne portato a termine neanche uno.

Con una manciata di voti di parenti e amici catapultalo direttamente in Parlamento senza che abbia alcuna esperienza e fatto un’adeguata gavetta, dagli uno stipendio di quasi un centinaio di migliaia di euro all’anno e fallo diventare addirittura vicepresidente della Camera.

Poi invitalo a tutte le trasmissioni televisive mattutine, pomeridiane, serali, notturne, fagli fare un tour europeo presentandolo come il nuovo futuro capo del governo, curane l’immagine estetica (trucco alla signorino,  abbigliamento di stile), indottrinalo per bene affinché sappia sempre cosa dire, addomesticagli le interviste affinché lui risulti sempre splendido, preparato onnisciente e tuttologo, fagli trovare sotto il mento sempre quattro microfoni pronti a cogliere il suo verbo incontestabile.

Ecco. Tutto questo in soli 3 anni. E’ ovvio che poi quel tale finisca per montarsi la testa.
Questo si potrebbe definire doping mediatico e ricorda molto quelle boybands composte da ragazzini ingaggiati col metodo del casting e fatti diventare delle star nel giro di pochi mesi, per spremerli ben bene e poi mollarli quando non tirano più. Loro si montano la testa credendosi dei semidei e poi quando il Sole tramonta, finiscono per devastarsi ed autodistruggersi fra droghe ed alcool in totale miseria.

DIVERSI? MA DAI…NON SCHERZIAMO

DIVERSI? MA DAI NON SCHERZIAMO

Un Golpe a 5 Stelle? L’asse Di Maio-Monti-Commissione Trilaterale

Pubblicato 30 giugno 2016 – 14.20 – Da Claudio Messora

Il giornalista Marco Gaiazzi ha parlato con fonti definite certe e testimoni oculari, i quali gli hanno raccontato una storia che confermerebbe quanto nei giorni scorsi si è reso evidente sui media di massa e sul blog di Grillo: il cambio di rotta dei vertici del Movimento 5 Stelle e il loro avvicinamento ai poteri forti, con l’intermediazione di Mario Monti, e l’abbandono del referendum sull’Euro, con la cancellazione e la riscrittura integrale in salsa europeista del famoso decimo punto del post “La Brexit spiegata facile”, relativo all’uscita dell’Italia dalla Ue, dove in una notte sparisce ogni riferimento all’Euro “come cappio da cui liberarsi” (sic!) e a un referendum italiano che prima era definito sacrosanto.

Ricordo che il Movimento 5 Stelle è nato come movimento di democrazia diretta, dove ogni decisione proviene dalla rete o è sottoposta al vaglio della stessa, e dove i giochi di potere e le trame oscure sono considerate alla stregua dell’alto tradimento.

Alla luce delle affermazioni contenute nell’articolo seguente, che inseriscono in una cornice ideale anche le dichiarazioni di Borrelli dei giorni scorsi, e i pubblici attestati di stima di Monti nei suoi confronti, e le allusioni di Romano Prodi, che su Repubblica afferma: “Marine Le Pen è stata la prima a capire i limiti di un populismo di parte, e ha ‘ucciso il padre’. In quel momento è diventata una potenziale presidente della Repubblica francese. In Italia sta succedendo la stessa cosa“, chiedo dunque ai diretti interessati, citati nell’articolo, e quindi a Luigi Di Maio in primis (che recentemente ha effettivamente partecipato a un pranzo con il direttore italiano della Commissione Trilaterale svoltosi all’istituto ISPI, “il più prestigioso think tank di politica internazionale del nostro Paese, diretto dal prof. Paolo Magri e che ha come presidente onorario Giorgio Napolitano“), se sono in grado di smentire categoricamente la ricostruzione seguente. (*)

 

di Marco Gaiazzi su Gli Stati Generali

Di Maio studia da premier e si prepara con Varoufakis e… Monti!

Che a inizio primavera il direttorio del 5 Stelle abbia incontrato Varoufakis è cosa nota. Altrettanto noto che a maggio Di Maio abbia partecipato ad una riunione a metà strada tra l’Ispi e la Trilateral. È arrivato il tempo di raccontare alcuni retroscena inediti che sono di sicuro interesse.

Parlando con fonti interne molto vicine ai vertici del Movimento sono venuto a conoscenza dei contenuti dell’incontro con l’ex ministro greco Varoufakis. Pare, anche se il condizionale è in questo caso solo una premura stilistica, che i 5 Stelle volessero avere un confronto aperto sui temi euro ed Europa parlando con uno che intorno a quel tavolo con Juncker, Merkel e company ci é stato per davvero.

Come è nato il ribaltone Cinque Stelle sul referendum sull’Euro

A quanto risulta, al netto delle critiche e delle perplessità che l’ex ministro ha ribadito al direttorio 5 stelle sull’Europa e su come è stata costruita, l’economista greco ha letteralmente lasciato a bocca aperta i suoi interlocutori.

Quando è stato il momento di parlare di Italia e di referendum sulla permanenza in Europa, di cui il movimento aveva iniziato a gettare le basi, Varoufakis ha gelato i suoi interlocutori. L’Ex Ministro alle Finanze avrebbe infatti escluso categoricamente l’ipotesi di una uscita dall’euro dell’Italia. E lo avrebbe fatto non su impressioni o chiacchiere da bar ma sulla base di attente e posate riflessioni micro e macro economiche. In sostanza Varoufakis avrebbe detto a Di Maio di scordarsi di uscire dalla moneta unica, opzione folle e autolesionista per l’economia italiana. Lo avrebbe insomma sconsigliato dal procedere con un referendum che porterebbe l’Italia all’autodistruzione.

Non c’è dubbio che sentir dire questo da un uomo che ha vissuto da protagonista uno dei momenti più difficili della storia sia greca che europea, proprio da chi per mesi è stato visto come un paladino della democrazia dei popoli contro la tecnocrazia europea ha lasciato sconcertati i suoi interlocutori. Sconcertati sicuramente, ma pare ne siano usciti anche convinti. È un fatto incontestabile che il Movimento ha cambiato idea in modo repentino ingranando la retromarcia sull’uscita dall’euro. E sembrerebbe la prova provata della ricostruzione che mi è stata raccontata. Ma non è finita.

Il patto di Di Maio con Mario Monti e Trilateral

Ascoltato il pensiero dell’ex Ministro sulle cose da fare per cambiare l’Europa (Varoufakis non è mai stato favorevole alla Grexit benché su questo sia stata fatta, artatamente, una grande confusione), i vertici pentastellati avrebbero compreso, ben consigliati, l’importanza di iniziare a tessere dei rapporti solidi con le più alte sfere dell’establishment europeo, in modo da iniziare ad accreditarsi come interlocutore rispettato e rispettabile in vista di future trattative.

Sempre a quanto risulta dalle mie fonti, Luigi Di Maio avrebbe chiamato nientepopodimenoche… l’ex Presidente del Consiglio Mario Monti, che può vantare ottimi rapporti con i cosiddetti poteri forti europei. Di Maio, confidando sulla spiccata anti-renzianità di Monti (ricordiamo quando Renzi disse che il Professore di Varese farebbe fatica a prendere voti anche in una assemblea di condominio), ma soprattutto forte della convinzione di essere in pole position per succedere all’ex Sindaco di Firenze come Presidente del Consiglio alle prossime elezioni, avrebbe chiesto a Monti di intercedere per un incontro coi rappresentanti italiani della Trilateral Commission.

Per dare meno nell’occhio Monti avrebbe coinvolto il più rasserenante ISPI (rispettato think tank italiano) al fine di far incontrare Di Maio con la Trilateral in un contesto meno chiacchierato, che non ha comunque mancato di sollevare polemiche interne al movimento (ndr: erano presenti le stesse persone del vertice della Trilaterale a Roma, di qualche giorno prima, ove aveva moderato il presidente Rai Monica Maggioni).

Lunch Talk tenutosi venerdì 22 aprile con i membri del Consiglio dell’ISPI tra cui Carlo Secchi, presidente della Commissione Trilaterale italiana (a sinistra di Di Maio), Paolo Magri, segretario gruppo italiano Trilateral Commission, Mario Monti, a lungo a capo della Trilateral Commission, il direttore del Corriere della Sera Fontana, vertici bancari come Intesa San Paole etc. (Fonte: Il Fatto Quotidiano)

E pare che l’ex rettore della Bocconi, pur di fare le scarpe a Renzi, sarebbe disposto, come già starebbe facendo, ad aiutare il Movimento di Grillo, con buona pace del “rigor Montis” con cui il comico appellava l’allora premier.

Se così fosse saremmo di fronte a una rinnovata battaglia tra guelfi e ghibellini, con le potentissime lobby che sostengono il Leopoldo minacciate dagli altrettanto forti poteri di cui il Bocconiano è ancora un significativo terminale.

(*) Nota a margine: vorrei che fosse chiaro che, al di là del merito, è il metodo che nel Movimento 5 Stelle resta l’asse portante, in assenza del quale M5S si riduce a un partito qualunque. Il metodo prevede che i portavoce siano cittadini scelti per farsi tramite di decisioni prese in rete, e che dunque in nessun modo possano, attraverso lo sfruttamento della loro carica, mutare orientamento o prendere accordi con istituzioni, organizzazioni o persone che mutino nella sostanza o in parte gli orientamenti degli attivisti certificati, o che siano ritenute sconvenienti per la loro storia politica o imprenditoriale rispetto alle battaglie condotto dal blog. Le strategie politiche non sono ammesse, in un movimento che fa della democrazia diretta il suo obiettivo, perché “strategia” fa necessariamente rima con opacità e con oligarchia (le strategie vengono decise e perseguite da pochi a discapito dei molti, altrimenti sarebbero inutili). Ne consegue che chi fa strategie utilizzando la sua posizione di privilegio, senza che tali decisioni siano state conferite dalla base attraverso referendum online, sta abusando del suo ruolo e tradendo i principi del Movimento sul quale ha preso i voti. Si può decidere qualunque cosa (la democrazia diretta è questa, e a volte può anche essere estrema), ma si deve decidere con meccanismo trasparente e a maggioranza assoluta. Il Movimento 5 Stelle, quando è nato e fino alle politiche del 2013, era questo. Io personalmente ritengo che debba essere riportato lì, senza strutture intermedie, senza accentramento di potere, senza far sì che pochi abbiano un potere superiore a quello dei molti. Il senso della mia critica è questo. 

Un Golpe a 5 Stelle? L’asse Di Maio-Monti-Commissione Trilaterale

 

LA PIRAMIDE

LA PIRAMIDE

L’originale nuova idea annunciata da Di Maio “dell’assessore a tempo determinato”, comporterà che il “provvisoriamente incaricato” avrà coscienza e conoscenza solo di una piccola parte dell’agire amministrativo. Non potrà partecipare, per carenza d’informazione, alla scelte strategiche complessive dell’amministrazione, né potrà contribuire alle stesse. Ogni assessore, limitatamente al suo periodo, opererà come in una camera stagna, senza avere mai cognizione dell’insieme.

Bisogna chiedersi: chi avrà piena conoscenza dell’andamento delle strategie e scelte dell’amministrazione di questi Comuni? Ovviamente solo chi vi parteciperà “organicamente” per tutto il periodo del mandato.

In primo luogo il sindaco che sarà “ben affiancato” (da chi? Non si sa) e qualche fedelissimo. Solo essi sapranno esattamente come stanno le cose nel Comune.

Ecco perché non è un fatto puramente casuale che il sindaco candidato, per Roma, come per gli altri Comuni, sia in contatto continuo con la Casaleggio Associati, alla quale debbono riferire ogni piccola cosa, pena la punizione.

Lo si capisce benissimo dal “caso” Pizzarotti che è stato prima espulso poi sospeso, solo per non aver informato La Casaleggio e il suo staff (e si badi non per non aver informato i cittadini, ma lo staff), di aver ricevuto un avviso di garanzia per abuso di ufficio. Il sindaco di Parma non l’aveva divulgato per tutelare i diritti costituzionali di altri soggetti coinvolti.

Tutti questi strani tentativi non vanno sottovalutati, né considerati come frutto di ruspanti ragazzi in buona fede. Sono pericolosi per la democrazia, così come la strategia “dell’assessore pro tempore”, che si vuol far passare per trasparenza.

Non è casuale, fa parte di un preciso disegno, scrupolosamente studiato a tavolino dagli strateghi anonimi, per mascherare ogni forma di vera trasparenza e di democrazia, ingannando i cittadini che, forse non sempre consapevoli, si affidano senza condizioni a questi personaggi ambigui.

Da tempo esiste, alle spalle di questi, una struttura organizzata che fa capo ad interessi economici e politici precisi. Anche le famose Lobby, di cui parlano con frequenza senza cognizione di causa.

Questa trovata dell’assessore pro tempore, è un altro tassello che porta dritto ad un fascismo del XXI secolo, dove solo qualcuno (in sostanza solo la Casaleggio Associati), avrà la piena consapevolezza, di ciò che succede nelle amministrazioni di tutta Italia (di quei Comuni dove c’è, oltre al Sindaco, un consigliere grillino).

E’ bene che i cittadini sappiano quale futuro può riservare questo sistema piramidale, davvero sconcertante, nell’epoca moderna. Uno strano modo per una democrazia dei cittadini, dove esiste una base (la tanto nominata cittadinanza), ignara di tutto ed un vertice che comanda. Molto simile ad un “oscurantismo medioevale”.

LA DISINFORMAZIONE SENZA RISCHI

LA DISINFORMAZIONE SENZA RISCHI

indexDa qualche tempo a questa parte la propaganda politica del Movimento 5 stelle ha compiuto un salto di qualità inquietante: da paladini della verità i deputati grillini si sono trasformati in creatori di bufale che poi fingono di smascherare. E’ accaduto più volte, a distanza ravvicinata. Il meccanismo è abbastanza semplice:

1) il governo annuncia un provvedimento che i grillini ritengono possa far breccia nel loro elettorato;

2) dal Movimento parte una campagna di disinformazione volta a dimostrare che quel provvedimento è fasullo o ne nasconde un altro e, quindi, il vero scopo del governo è fregare i cittadini.

Partiamo dal caso più recente. Il mese di maggio si avvicina e con esso il momento in cui, a detta del Governo, 10 milioni di Italiani riceveranno circa 80 euro in più al mese in busta paga. La deputata a 5 stelle Carla Ruocco, in un post sul sacro blog (quindi ex cathedra) tuona contro “la balla degli 80 euro”, sostenendo che il Governo è pronto a dare con una mano 80 euro (quindi non è una balla, verrebbe da dire) ed a toglierne con un’altra 65 a ben 5 milioni di italiani. Con un protocollo ormai ben sperimentato, le elucubrazioni della deputata Ruocco vengono fatte rimbalzare da un social network all’altro, spinte dall’esercito di militanti dell’etere che producono centinaia di messaggi del tipo “guardate cosa vi stanno facendo…” seguiti dall’immancabile link al blog della Casaleggio & Associati (che sui clic ci guadagna, ma questa è un’altra storia).

Quello che sostiene l’Onorevole Ruocco è falso (e qui Ernesto Maria Ruffini spiega molto bene perché), ma intanto per un giorno intero in rete ed in TV non si è parlato d’altro. Un altro esempio di questa tecnica di guerriglia della disinformazione è stato dato a proposito della vendita annunciata (ed in parte già realizzata) di 150 auto blu del governo su Ebay.

In quell’occasione fu il vice presidente della Camera Di Maio a sollevare il polverone, seguendo lo stesso identico procedimento utilizzato sopra. Il provvedimento viene collegato (falsamente) ad un altro provvedimento (nel caso specifico riferito addirittura al governo precedente) ed il messaggio che viene lanciato è “da una parte vi dicono che vendono 150 auto blu, dall’altro ne comprano 210”. La vicenda è stata riassunta egregiamente su Giornalettismo, quindi non ci tornerò, ma anche qui le cose che diceva Di Maio si sono dimostrate false, mentre l’effetto è stato che una parte dell’opinione pubblica è stata convinta che in realtà il governo sta barando.

Potrei continuare con gli esempi, ma mi fermo. Voglio soffermarmi, invece, sui motivi che spingono i grillini a comportarsi così e sugli effetti di questo comportamento sulla società tutta. I motivi sono semplici. Si disinforma senza correre rischi.

Come mai, infatti, il “la” a questo tipo di operazioni viene sempre da un Parlamentare? Presto detto, la risposta è nel primo comma dell’art. 68 della Costituzione: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.”

Niente diffamazione quindi. Nessun reato potrà essere loro contestato per la diffusione di notizie false. Se le stesse cose che hanno detto Di Maio e Ruocco le avesse scritte un giornalista, sarebbe stato costretto a rettificare. Se le loro parole fossero state ritenute diffamatorie, il diffamato avrebbe potuto adire le vie legali. Contro i Parlamentari, invece, nessuna di queste strade è percorribile. La bufala non è smentibile né se ne può chiedere la rettifica. Prova ne è che si trovano ancora lì, sul sacro blog, pronte ad essere lette e credute dal primo che passa.

Gli effetti di questa propaganda quali sono? Sotto il profilo elettorale non so vagliare l’efficacia di queste tecniche. Magari servono, magari no. Ci toglieremo il dubbio alla fine di Maggio, quando si voterà per le europee. Sotto il profilo del nostro essere comunità e della fiducia nelle istituzioni, invece, questo atteggiamento è devastante. Instillare la certezza che non si possa credere più a niente, che le istituzioni sono composte da bande di malfattori, falsari e bugiardi, pronti a fregarci con il più classico dei giochi delle tre carte, non può che portare ad un peggioramento della vita di tutti noi.

L’altro giorno discutevo su facebook della vendita su ebay delle auto blu e di come il loro prezzo finale sia stato ben superiore a quello di mercato, mi è stato risposto “non credere a quello che leggi, non ci vuole niente a creare degli account fasulli per far crescere le offerte e gonfiare il prezzo”. Una parte di me sorrideva, immaginando un pool di 007 (il lavoro sporco lo si fa fare ai servizi segreti, no?) intento a creare nickname fasulli su ebay per poter piazzare le offerte su una lancia thesis. Un’altra parte di me, però, è seriamente preoccupata. Se un movimento politico forte del 25% dei consensi assume le regole di una setta religiosa, dimostrandosi pronto a propagandare il falso per perpetrare il mito della propria superiorità e della disonestà di tutti gli altri, si crea un effetto destabilizzante mostruoso.

Io credo, invece, che ci sia bisogno, in Italia, di una ripresa di cui non si parla mai, la ripresa della fiducia nelle istituzioni. Come sa benissimo chi è stato tradito almeno una volta, la fiducia è un bene preziosissimo, facilissimo da perdere e difficilissimo da riconquistare.

Da un movimento che si auto-rappresenta come nuovo e immacolato ci saremmo aspettati non dico l’infallibilità, non dico l’umiltà di chiedere scusa quando si sbaglia, ma almeno una pratica politica diversa dalla costruzione delle panzane a tavolino per un bieco tornaconto elettorale. E invece.

(Fabio Avallone)