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SI RISCHIA UNA CAMPAGNA ELETTORALE DA CORTILE

SI RISCHIA UNA CAMPAGNA ELETTORALE DA CORTILE

Sergio Mattarella non ha ancora sciolto le Camere ma è evidente che la campagna elettorale, con i relativi comizi, è già iniziata. Il dubbio è se i cittadini voteranno pensando a Banca Etruria o piuttosto ai problemi veri della vita reale, o magari ai nuovi diritti che questa legislatura ha faticosamente riconosciuto (si parla sempre male del Parlamento, ma bisogna togliersi il cappello di fronte ad una maggioranza che riesce a realizzare una riforma civilissima come quella del biotestamento).

Una legge che arriva dopo le Unioni civili, il Dopodinoi, il divorzio breve eccetera.

È assolutamente comprensibile che la destra e gli amici della destra (fra cui spicca, tronfio, il giornale di Marco Travaglio) evitino di parlare delle cose concrete che sono state realizzate per impulso del centrosinistra e del Pd e che spostino il mirino verso qualcos’altro, anche se quel qualcos’altro è chiacchiera o polvere. Mediaticamente, la via breve della demagogia su un Governo presunto amico delle banche può funzionare. Arrivando persino a urlare al conflitto d’interessi (fa particolarmente ridere quando lo fanno gli uomini di Berlusconi) laddove di conflitto d’interessi non c’è neppure l’ombra.

Non c’è nessuno infatti che sappia indicare un atto specifico della Boschi teso a favorire sé medesima o il padre o Banca Etruria. Un solo atto. Lo ha spiegato lei stessa in tv ad un Travaglio più agitato del solito – che è tutto dire. Meno che mai è giunta in proposito alcuna “notizia” dalle parole di Giuseppe Vegas.

Egli anzi ha detto esattamente il contrario: che nei suoi colloqui con Maria Elena Boschi non è emerso “nulla di speciale”.

Roberto Speranza si è distinto per aver imboccato una strada senza uscita, invocando le dimissioni della sottosegretaria alla presidenza perché “ha mentito al Parlamento”. Ma è stato facile, atti alla mono, che lei alla Camera non negò di essersi interessata alla questione delle banche.

A quel punto gli avversari del Governo hanno cambiato linea sostenendo che la Boschi non poteva parlare con il presidente della Consob, il che è evidentemente un’altra sciocchezza in quanto è del tutto legittimo che un ministro – qualunque ministro – parli di una questione con il rappresentante di un’altra istituzione. Il punto dunque non è di merito ma tutto politico. E qui ritorniamo alla campagna elettorale che si è di fatto già aperta.

Se da parte della destra vecchia e nuova si pensa di poterla condurre sui binari della delegittimazione personale, imbarbarendo il dibattito politico e soprattutto eludendo il vero nocciolo della campagna – quali sono le proposte concrete in campo per il Paese? – bisogna preoccuparsi. Ne va della qualità della discussione, ne va del diritto dei cittadini ad una competizione elettorale costruttiva, pulita, trasparente. Una competizione politica, non una rissa da cortile.

(Mario Lavia)

 

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