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ALL’INSEGNA DEL “CHISSENEFREGA”

ASSENTEISMO PARLAMENTARE?

Peggio: irresponsabilità parlamentare

Nel pomeriggio di giovedì 6/5/2010, è stato presentato alla Camera, dal Ministro Tremonti, la manovra “lacrime e sangue” da 25 miliardi di euro. E’ la cura che serve all’Italia per mantenere gli impegni con Bruxelles. Deficit in aumento, Pil in discesa. Numeri pesanti.

Una stangata che potrebbe avere costi sociali pesantissimi in una situazione di crisi come quella attuale.

La disoccupazione è prevista in crescita dal 7,8% dell’anno scorso, all’8,7% per il 2010.

Berlusconi conferma dicendo che “la priorità assoluta è il rigore“. La cosa deve essere piuttosto seria e la situazione grave, visto che Berlusconi solitamente è abituato ad annunci di altro tenore.

Serve una cura forte a un bilancio che, in un paio d’anni, ha polverizzato tutti gli altri traguardi raggiunti prima (con un altro governo): avanzo primario diventato negativo, spesa corrente aumentata, spesa per investimenti diminuita, entrate ridotte più di quanto non giustifichi la crisi (il dato complessivo tiene solo grazie allo scudo fiscale).

Tremonti sa bene che il momento è di quelli che fanno tremare i polsi. Si prepara, aspettandosi, probabilmente anche qualche obiezione. Del resto il parlamento è la sede delle discussioni.

Sorpresa, sorpresa, quando entra in Aula, alla Camera non c’è nessuno o quasi (circa 20 persone). Perciò fa il suo bel discorso davanti agli scranni vuoti. Le assenze spiccano soprattutto nel centrodestra. Erano presenti solo Cicchitto, Cazzola, Vito e Brunetta. (Leggere qui per credere).

Su 630 onorevoli, profumatamente pagati, erano presenti (alla fine dell’intervento di Tremonti),  in 60.

Evidentemente il weekend alla Camera è piuttosto lungo, comincia il giovedì pomeriggio.

Si lavora all’insegna del tanto “chissenefrega”, i soldi li “prendiamo lo stesso”. E i soliti fessi pagano. 

 

 

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E’ ARRIVATA LA CENSURA

E’ ARRIVATA LA CENSURA.

A poche ore dal discorso di Maroni alla Camera.

Tratto da La Repubblica.it (15/12/09)

E’ stato cancellato da Facebook il gruppo “Fan di Massimo Tartaglia”. La pagina che fino a pochi minuti fa raccoglieva i commenti di circa 60mila iscritti non è più visibile nel motore di ricerca interno del Social Network. Stesso destino anche per “Sosteniamo Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia”, il gruppo cui era stato cambiato nome e che raccoglieva circa 380mila adesioni. Ad una prima ricerca sono molte le pagine del social network che risultano cancellate, semplicemente sparite. La decisione è stata rea nota presa con una dichiarazione dell’Ufficio stampa di Facebook Italia che prende le mosse da questo principio: “Su Facebook, non è permesso promuovere o pubblicare contenuti violenti e minacciosi”. E poi: “Esamineremo molto attentamente tutte le richieste di intervento con contenuti relativi al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e reagiremo tempestivamente per rispondere, eventualmente cancellando ogni tipo di contenuto che minacci direttamente una persona”.

Scomparso anche il gruppo “Solidarietà a Silvio Berlusconi”, 2 milioni di iscritti che si erano ritrovati partecipi di una pagina pur non avendo manifestato la volontà di aderire.

Su Facebook è già partito il tam tam. In centinaia si stanno interrogando sulle possibili cause. E minuto dopo minuto continuano a giungere segnalazioni di gruppi cancellati”.