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GRAZIE SUSANNA


GRAZIE SUSANNA

Sono contenta che a difendere i diritti dei lavoratori ci sia una donna. Una donna che non si lascia intimidire e che parla chiaro.

Con gli occhi stanchi, sintomo di una notte insonne, il segretario generale della Cgil pesa le parole, ma attacca  a testa bassa: «Il governo scarica sui lavoratori , sui pensionati e sui pensionandi i costi delle operazioni che si vanno facendo. Il governo non è minimamente interessato alla coesione sociale. Sull’articolo 18 non siamo davanti ad una semplice manutenzione, ma alla scelta di cancellare lo strumento di deterrenza verso i licenziamenti. Si cambiano i rapporti di potere nei luoghi di lavoro e si mette a rischio il licenziamento dei lavoratori più deboli».

Sull’articolo ormai più conosciuto e dibattuto nel paese il governo ha chiuso la partita. La palla adesso passa al Parlamento.

Per far presto e concludere prima delle elezioni amministrative, i principali sgradevoli esponenti del Pdl tipo Sacconi e Gasparri, vogliono che Monti faccia un Decreto Legge, da sbrigare subito, magari con la fiducia e vogliono approfittare delle difficoltà del Pd, per spaccarlo.

Ci sarà la spaccatura definitiva del PD? Forse, ma comunque lo si spacchi la maggior parte degli iscritti  e degli italiani del centrosinistra, resterà con chi non è disponibile a dare il voto ad un governo che fa scelte di destra.

Il controsenso sta proprio anche qui, Bersani ed i suoi hanno voluto un governo tecnico per mandare a casa Berlusconi, non hanno voluto andare alle elezioni, ma adesso si ritrovano una bella patata bollente tra le mani.Non era quello che si aspettavano. Questo governo sta attuando la lettera della Bce esattamente nella direzione che avrebbe scelto Berlusconi.

MAURIZIO LANDINI


MAURIZIO LANDINI

Ho  ascoltato, pochi giorni fa, Maurizio Landini a Sky Tg24. Si parlava anche dell’articolo 18, che ormai tutti vedono come un intralcio alle assunzioni, al lavoro in genere, ed è diventato un mantra. Alla fine nessuno ci capisce più niente.

Ma da persona intelligente qual è, Landini,  ha spiegato bene, come stanno alcune cose  nel nostro paese, con parole chiare, con parole che mi piacerebbe sentir pronunciare anche da Monti e dai suoi ministri.

«Gli investimenti esteri  in Italia non sono possibili non per colpa dell’articolo 18 ma per il pizzo che le imprese debbono pagare alle mafie pubbliche e private, e il futuro del paese sta qui, nella capacità che avremo o  non avremo di far diventare trasparente l’insieme delle nostre attività economiche, liberandolo da questa ipoteca delinquenziale».

Persino l’ambulante di Napoli ha protestato contro il blitz della Finanza dicendo che i commercianti napoletani pagano già il pizzo e che non  resisterebbero se dovessero pagare anche le tasse.

C’è un rapporto stretto nel nostro paese tra corruzione, mafia ed evasione fiscale. L’evasione fiscale e la corruzione clientelare e mafiosa sono parenti stretti perché la corruzione si alimenta con i fondi  neri e perché tutto in nero è il guadagno mafioso, che cresce anche in tempi di crisi economica.

[Invito della Fiom per il 9 marzo a Piazza San Giovanni http://www.lettera43.it/politica/40372/landini-lo-sciopero-del-9-marzo-e-l-inizio-della-lotta.htm]

IL MITO DELL’ARTICOLO 18


IL MITO DELL’ARTICOLO 18

Il prof. Monti, ha detto esplicitamente che «L’art.18 è un tema centrale della discussione. E’ ora di passare dai miti, dai simboli, alla realtà».

Ma quale mito? In Italia, nonostante l’art. 18 dello statuto, vengono licenziati a centinaia  quarantenni e cinquantenni,  ed al loro posto non si assumono i giovani. Per questo non credo che l’abolizione dell’art. 18, sia la soluzione giusta per incrementare le assunzioni.

Anzi, credo che l’abolizione dell’articolo 18, con il suo carico simbolico,  potrebbe segnare la sconfitta dei lavoratori. E’ come se un esercito perdesse la propria bandiera.

Non è una questione di articoli, ciò che è in gioco è un atto di forza sul mercato del lavoro

Si cerca di frantumare un simbolo di tutela per determinare una svolta pericolosa riguardo al ruolo delle parti sociali.

Del resto pare di capire che lo scopo di questo governo tecnico, svincolato da rappresentanza politica, sia proprio quello di cambiare i rapporti tra interessi particolari (partiti, sindacati, categorie) ed interesse superiore di cui questo governo è portatore.

Credo che questo modo di pensare piaccia molto alla destra, ma danneggi molto la sinistra, in particolare il PD.

Portare il paese su un piano sdrucciolevole che ha come meta il ridimensionamento delle rappresentanza sociali e di quei corpi intermedi che garantiscono il pluralismo sociale, sarebbe la morte, per un partito che ha messo al centro del suo programma il lavoro ed i cittadini, la loro tutela e la loro sicurezza.

Un chiarimento è necessario. Per quale motivo pensare sempre e solo a ridimensionare quelle che sono le tutele sociali dei lavoratori e non anche ad una bella riforma in campo industriale? 

Se la riforma del lavoro si traduce in un ridimensionamento del ruolo delle rappresentanze sociali, non è altro che la continuazione di ciò che  stava facendo Sacconi.

Come dice questo brano tratto dal blog “La Classe Operaia”: «La fine dello art.18 è messa in conto per liquidare una classe lavoratrice qualificata e mettere al suo posto lavoratori usa e getta come si sta facendo dappertutto con la legge Biagi. Monti predica un paese di virtuosi morti di fame che mantengono la grassa e sazia borghesia che lui ed i suoi professori rappresentano nel governo. Venticinque milioni di lavoratori italiani che finanziano il benessere e l’opulenza dei ceti ricchi e benestanti. Magari perché, come sosteneva Reagan, chi è ricco è virtuoso perché Dio lo ha premiato, mentre chi è povero è reprobo e Dio lo ha punito per la sua incapacità».

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