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CHECCHÈ STROMBAZZINO SI DIMENTICANO DI CHI NON HA VOCE


CHECCHÈ STROMBAZZINO SI DIMENTICANO DI CHI NON HA VOCE

Chi si occupa di politica e quindi di tentare di risolvere i problemi degli esseri umani, non dovrebbe mai dimenticarsi degli ultimi. E gli ultimi in questo paese sono i malati.

Non dovrebbe dimenticarsi di coloro che non hanno voce, perché troppo anziani o troppo malati per essere accolti in una società che privilegia efficienza, prestanza fisica, e che non tollera il decadimento del corpo ed è impreparata per quello della mente.

La durata delle nostre vite, grazie a scienza e ricerca è notevolmente aumentata in modo, tuttavia inversamente proporzionale alla sua qualità. Le famiglie si trovano sole ad affrontare malattie che, come Alzheimer, hanno decorsi imponderabili e mettono a dura prova la vita di chi ne è afflitto e la tenuta psico-fisica dei parenti più stretti.

Il nostro sistema di assistenza è impreparato ad accompagnare e sostenere queste famiglie spesso costrette a rimbalzare tra i muri di gomma di una burocrazia sorda e cieca.

Ed ecco che, anziché semplificare procedure e tempistiche, tutto si fa più complesso, gli uffici a cui rivolgersi si moltiplicano tra mortificazioni ed abusi.

La sanità pubblica, in molte regioni ridotta sia in investimenti che in personale, non sa come affrontare le criticità di queste malattie che, con l’avanzare della cronicità, danno luogo ad una serie di patologie correlate, afagia, insufficienza respiratoria e renale, perdita della capacità di deambulazione e conseguenti allettamenti.

Le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) sono spesso luoghi per morti viventi, dove i giorni scorrono lenti, in una esistenza vegetativa priva di stimoli e prospettive.

Esistono poche eccezioni virtuose, spesso presidiate e curate dagli stessi parenti degli ammalati, osteggiate, perché in competizione con altre strutture private presenti sul territorio.

Se le famiglie tentano di accudire a casa i famigliari, tra sacrifici e veri propri esercizi di equilibrismo, non vi è una rete sufficiente che le sostenga.

Sappiamo che gli ospedali debordano di malati, soprattutto nelle regioni in cui la popolazione anziana è assai preponderante.

Come possono affrontare, dignitosamente, le persone anziane malate e sole, senza sostegno famigliare, un problema tanto grande per chi comunque è ancora vivo?

Ci si domanda come mai la politica sia spesso indifferente e cinica verso queste persone, verso questi esseri umani. O perché non sia in grado di leggere e prevedere la realtà, uscendo dal dato emergenziale. Perché non sia in grado di rispettare e non mortificare, gli anni finali della vita dei più fragili e di chi, con dedizione e amore, cerca di garantire loro dignità e rispetto.

PER STARE IN FORMA


PER STARE IN FORMA

Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio.

Anche un’arancia per la vitamina C e una tazza di the verde senza zucchero per prevenire l’obesità e cacciare i radicali liberi.

Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d’acqua, anche se poi per espellerli richiede il doppio del tempo che hai perso per berli.

Tutti i giorni bisogna bere un Actimel o mangiare uno yogurt per avere gli indispensabili bacilli L. Casei Defensis, che nessuno sa bene che cosa cavolo siano, però sembra che, se non ne ingoi per lo meno un milione e mezzo tutti i giorni, finisci per vedere sfocato.

Ogni giorno un’aspirina per prevenire l’ictus, e un bicchiere di vino rosso contro l’infarto, più un bicchiere di bianco per il sistema nervoso, ed uno di birra che già non mi ricordo per che cosa era.

Se li bevi tutti insieme, ti può provocare un’emorragia cerebrale, ma non ti preoccupare, perché non te ne renderai neppure conto.

Tutti i giorni bisogna mangiare fibra. Molta, moltissima fibra, finché riesci a cagare un maglione.

Si devono fare tra i 4 e i 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone. Facendo i calcoli, solo per mangiare se ne vanno 5 ore.
Ah, dimenticavo, dopo ogni pasto bisogna lavarsi i denti.

Ossia, dopo l’Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo la banana i denti, e così via, finché ti rimangono 3 denti in bocca.

Senza dimenticarti di usare il filo interdentale, di massaggiare le gengive e di fare il risciacquo con Listerine.

Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, più le 5 per mangiare fa 21.

Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico.

Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno.

Già, non si può, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz’ora, facendo attenzione a tornare indietro dopo 15 minuti, se no la mezz’ora diventa un’ora.

Bisogna mantenere le amicizie, perché sono come le piante, da annaffiarsi tutti i giorni.

E bisogna pure tenersi informati, leggendo almeno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.

Ah, importante, si deve fare l’amore tutti i giorni, però senza cadere nella routine.

Bisogna essere moderni, creativi e rinnovare la seduzione.

Bisogna anche avere il tempo per spazzare per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane, un gatto o magari dei figli.

Insomma, per farla breve, i conti danno 29 ore al giorno.

L’unica possibilità che mi viene in testa è fare varie cose contemporaneamente.

Per esempio ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta, così almeno ti bevi i due litri d’acqua.

Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l’amore col compagno/compagna che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra.

Ti è rimasta una mano libera? Chiama qualche amico! O i genitori!

Bevi il vino, perché, dopo aver chiamato i tuoi, ne avrai bisogno.

Il Bio Puritas con la mela te lo può dare il tuo partner o la tua partner, mentre si mangia la banana con l’Actimel, e domani fate cambio.

Mi è venuta la confusione mentale.

Adesso vi lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d’acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, già non so più cosa sto facendo. So che devo andare urgentemente in bagno. E ne approfitto per lavarmi i denti.

Però, se ti rimangono due minuti liberi, portate tutto questo a conoscenza dei vostri amici, che devono essere annaffiati come una pianta.

E se, per caso, l’aveste già fatto e non ve lo ricordate, vi perdoneranno perché capiranno che è l’Alzheimer che, nonostante tutte le cure, non siete ancora riusciti a debellare.

(Dal web)

ESSERE CINICI FA MALE ALLA SALUTE


ESSERE CINICI FA MALE ALLA SALUTE

La notizia non ha suscitato molto scalpore. Eppure, per la prima volta, una ricerca scientifica certifica che essere cinici e pensare che ciascuno badi solo al proprio tornaconto personale fa male al cervello e triplica il rischio di sviluppare la demenza senile.

È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Neurology condotto da Anna-MaijaTolppanen dell’Università della Finlandia orientale.

Che un gruppo di studiosi sia stato spinto a scandagliare gli effetti di un modo di essere, generalmente esposto al disprezzo generale, è di per sé significativo .

Gli esperti in campo hanno considerato 1.449 persone con un’età media di 71 anni e ne hanno monitorato la salute mediamente per diedi anni.

Il campione è stato sottoposto ad una batteria di test per la diagnosi di demenza e per capire la personalità di ciascuno, in particolare per misurarne il “livello di cinismo”.

Alla fine è emerso che i più incalliti cinici hanno un rischio triplo di ammalarsi di Alzheimer , la forma più comune di demenza senile, rispetto alle persone di indole più buona. In precedenti studi, il cinismo era stato già messo in relazione con problemi di carattere cardiocircolatorio.

In un mondo popolato da personaggi simili a Lord Henry del libro Il ritratto di Dorian Gray dovrebbe essere difficile rimanere indifferenti. Siamo circondati da persone brillanti che non credono in niente, e che non perdono occasione di smontare con una battuta ciò in cui altri credono. Pensare che costoro un giorno potrebbero essere puniti come se avessero fumato, fa sorridere. Non so se perdere la lucidità mentale sia una punizione meritata. Certamente il risultato della ricerca finlandese dovrebbe indurci alla riflessione e alla fine potremmo essere pervasi da un dubbio: la salute dell’anima e quella del corpo sono legate?

Mentre la scienza offre continue conferme non possiamo fare a meno di ricordare che i cinici nella filosofia greca erano coloro che prestavano attenzione unicamente alla concretezza più pura, ripulita da sentimenti e desideri.

Nella società odierna dell’antico significato è rimasta solo la seconda parte, cioè la mancanza di speranza, che contraddistingue certi atteggiamenti dannosi per la salute come un pacchetto di sigarette.

(Art. originale: http://www.articolotre.com/2014/05/leccesso-di-cinismo-danneggerebbe-il-cervello/

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