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AGOSTO

AGOSTO

Buone vacanze a tutti. La campagna mi attende.  E’ caldo anche là, nonostante gli alberi e la brezza serale, perchè l’altezza sul livello del mare è di circa 600 metri, tuttavia, grande consolazione per me, non ci sono zanzare. Arrivederci, a presto.

                                                                                                 Colli bolognesi – Savigno

L’ombra di un albero

 L’ombra di un albero in un fine agosto rovente

 Mi è capitato di andare ad un matrimonio.

Di quelli “quasi” di una volta, con tanto di cerimonia religiosa, canti e suoni d’organo. Molto bello. La sposina, giovane ed emozionata, in abito lungo bianco, lo sposo straordinariamente soddisfatto, con indosso il frac, con tanto di tuba, completa di bastone.

La cosa buffa è stata l’arrivo alla chiesetta, con la sposa seduta nel sidecar e lo sposo alla guida della moto. Un sidecar autentico, lucidato a meraviglia per l’occasione, ma con un inconveniente, andava pianissimo. La strada, dalla casa della sposa alla chiesetta, lunga circa due chilometri, era assolata e caldissima, sotto il sole delle ore 11,30 di sabato 29 agosto, l’abbiamo percorsa tutti in coda al sidecar.   

Quel tragitto a passo d’uomo sotto quel sole a picco, è stato una sofferenza, almeno per me, perché disgraziatamente la mia macchina non possiede il condizionatore.

Davanti alla chiesa, nel largo piazzale, c’era un bellissimo platano. Uno solo. Alto e pieno di foglie, che facevano un’ombra da favola.

Tutta la gente, ma proprio tutta, accaldata e sudata, si è ritrovata attorno a quell’albero affamata di frescura.

Il deserto caldo e asfaltato attorno e quella unica, ma grande ombra, era uno spettacolo da vedere. Le persone raggruppate là sotto quell’ombra, da lontano, sembravano un gregge di pecore.

Le foto che il fotografo ufficiale ha scattato in quell’occasione penso siano straordinarie, non perché si trattava di un matrimonio, ma per l’assembramento attorno a quell’albero, stranamente unico nella piazza, ma bello e maestoso, e generoso d’ombra. Sono curiosa di vederle.

Comunque grazie a quell’ombra abbiamo respirato e ci siamo riappacificati con la natura.

A volte basta l’ombra di un albero per dare un po’ di felicità.

 

foto_ambiente_258

Albero, amico mio
la musica degli uccellini non ti pesa
ed il vento ti sfoglia
con dita che non si vedono.

Albero, sei come me,
ascolti la voce del silenzio,
agiti le foglie
come mani che tremano nel vento.

Albero, amico mio
tu guardi il cielo
come io lo guardo
e il sole danza tra i rami
gioia degli uccellini

Minou Drouet
Midi: Cumme’ – Roberto Murolo