NON SIAMO CRETINI COME ALCUNI CREDONO


NON SIAMO CRETINI COME ALCUNI CREDONO

Di bugia in bugia, di verità distorte e di interpretazioni surreali, dichiarate ad arte, questa destra, ci sta prendendo per cretini.

Già, e lo fa con furbizia, perché sa che pochi ascoltano veramente le parole degli altri, perché sa che chi si è fatta un’idea, difficilmente fa caso a chi, invece, parla diversamente.

Sostanzialmente Salvini e Meloni, in particolare, si fanno forti dei sondaggi, e si dimostrano tanto sicuri di quello che dicono, da risultare per molti, convincenti e sprattutto veritieri.

Non è così.

Dopo Salvini, che ripete come un mantra, il suo argomento preferito “i migranti”, seguito da “questi vogliono solo le poltrone”, spunta l’arte oratoria della Meloni.

Non so quanti italiani abbiano seguito il suo ultimo intervento in Parlamento, ma ne valeva la pena, almeno per due motivi: il primo capire cosa diceva, il secondo scoprire come usi, con arte, le pause, gli alti e bassi della voce, come se avesse studiato, l’atteggiamento oratorio del suo maestro Mussolini.

L’intervento riguardava, in parte, la sanatoria sugli irregolari.

A suo dire, questa sanatoria, avrà l’effetto di far perdere agli italiani il reddito di cittadinanza.

Perché, quella gente, non troverà lavoro nei campi e quindi chiederà il reddito. Sottraendolo così, di fatto, agli italiani che ne hanno bisogno.

Capito quindi questi furbacchioni del governo? Che malvagio piano avevano in mente: li regolarizzano, così da consentire loro di sottrarre risorse agli italiani. Che geni che sono. E meno male che Meloni li ha stanati.

Peccato però,  che l’onorevole Giorgia Meloni, quella che voleva aprire il Parlamento, che al lavoro non si sottrae mai, al lavoro di lettura dei requisiti per la richiesta dell’Rdc, si sia allegramente sottratta.

Se non lo avesse fatto, avrebbe scoperto che, per percepire il reddito di cittadinanza, serve essere residenti in Italia da almeno dieci anni. E che quindi, anche volendo, un regolarizzato, oggi, non potrebbe richiederlo.

La nonchalance con cui questi “politici” continuano a mentire o a distorcere la realtà è comunque ormai leggendaria.

Quasi non ci si fa più caso.

Se non fosse che, un domani, la loro profonda onestà, potremmo non ritrovarcela più all’opposizione. Ma al governo.

5 Risposte

    1. Ciao Luisa, grazie
      Contraccambio con un abbraccio virtuale.

  1. Un’altra perla della meloncina, con la lingua sciolta:
    I politici che si credono medici o scienziati, fanno figuracce. Ma stanno tranquilli tanto le persone a loro devote, non se ne accorgono, e li vota convinti.
    Sono le perle della Meloni, stavolta, che ci fanno restare di sasso.
    In sostanza la Meloni ha detto che, a causa della pandemia, non si sono fatti più “pap” test, per rilevare il tumore al seno.
    Peccato che il pap test non serva per capire se una donna ha il tumore al seno, ma all’utero, precisamente se ha un tumore al collo dell’utero.
    “Il pap test, in realtà, non ha nulla a che vedere con il tumore al seno. Quest’ultimo, infatti, si diagnostica con la mammografia ed altri esami oncologici specifici. Giorgia Meloni sul pap test, dunque, ha commesso una gaffe: questo esame, infatti, viene utilizzato per diagnosticare il tumore a collo dell’utero, prelevando alcune cellule proprio da quella zona del corpo femminile per valutare eventuali displasie e alterazioni che possono trasformarsi in cancro. Del collo dell’utero, non del seno” (Cit).
    Capito Meloni?

  2. La cosa peggiore delle enorme stupidaggine detta da Gallera ieri, è che i leghisti, che l’hanno ascoltata, non l’hanno ancora capita. Pensano che bisogna starnutire in due contemporaneamente, per infettare qualcuno.
    .

    1. Mario,
      a questo proposito ho letto un sacco di spiritosaggini. C’è chi chiede a Gallera, se un positivo, incontra contemporaneamente due negativi, anche lui diventa negativo, o se una donna per restare in cinta deve fare l’amore con due uomini contemporaneamente. E così via.
      Il fatto è che di statistica non ne sa mezza, e anche di scienze, nonostante lui sostenga che a scuola prendeva dei “bei” dieci.
      Non so che scuola abbia frequentato, ma data l’età, credo che ai tempi in cui lui la frequentava, i dieci fossero abbastanza rari.
      Venivano riservati ai geni. E lui non è un genio.
      Mah! L’ignoranza regna sovrana, eppure scegliamo questa gente. E’ un controsenso.
      Ciao Mario, un abbraccio.

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