Archivi del giorno: 27 febbraio 2020

“O SI È CRISTIANI O SI STA CON SALVINI”


“O SI È CRISTIANI O SI STA CON SALVINI”

La notizia che un parroco di 80 anni, Don Alberto, è stato denunciato da Salvini, perché ha osato ricordare che Gesù disse:

“Sono straniero e mi avete accolto”. E che quindi “o si è cristiani o si sta con Salvini”,

forse è passata di fretta in questi giorni, in cui siamo avvolti dalla nuvola del coronavirus.

L’Italia è il solo paese al mondo in cui ci sono canali televisivi, che dalle 8,00 del mattino a notte inoltrata, vanno in onda, ininterrottamente, talk show politici.

Normalmente si tratta di un chiacchiericcio, di gossip politico spacciato come analisi politologica, ed ora questo chiacchiericcio politico è stato sostituito dal “coronavirus”, per dimostrare quanto il nostro paese, ancora una volta di più, sia governato da incompetenti e quindi le chiacchiere libere di pseudocommentatori, diventati scienziati, sono servite ad ampliare le paure, peggio della peste nera.

Prova ne sia l’assalto ai supermercati, l’incetta di cibo, conseguenze di tutte queste partole inutili, dette da inesperti, attraverso i canali che hanno bisogno di guadagnare soldi sulle nostre paure.

C’è chi si frega le mani, come ai tempi del terremoto all’Aquila. C’è tanto da dire infatti.

Ma io voglio riprendere la notizia di Don Alberto, 80 anni nel mirino di Salvini. In fondo la paura della verità evangelica in Salvini produce nervosismo al punto da ricorrere ai tribunali.

Don Alberto ha 80 anni, ha un passato da missionario in Perù, in Africa, a contatto con gli ultimi, una mano immersa nel fango della povertà e nell’altra il Vangelo.

A denunciare questo anziano parroco è stato proprio Salvini, uno degli uomini più potenti d’Italia.
Uno che da 25 anni vive nel lusso, con stipendi da favola, senza aver mai dovuto lavorare, beneficiario di poltrone pubbliche da una vita, profumatamente pagato con i soldi dei cittadini italiani.

A Salvini questo anziano parroco di provincia, con poche ma coraggiose parole, ha rovinato tutta la narrazione del leghista in missione per conto della Madonna.

Il ragionamento che don Alberto potrebbe far balzare nelle menti di chi lo ascolta è molto banale. Ed è una domanda: se Gesù Cristo oggi fosse qui tra noi griderebbe da un palco “Prima gli italiani” o “Prima gli ultimi”? Chiudere i porti o spalancate i porti? Buttateli in mare o date loro un pasto e un giaciglio?

E Gesù sarebbe apprezzato, seguito, amato o bollato come “amico dei trafficanti” e “buonista”?

Le risposte ognuno, se è ancora capace di guardare dentro sé stesso e di essere un briciolo onesto, almeno nella propria intimità, le conosce bene.

Ed ecco perché le parole di don Alberto, diventando lui, lui, militante del messaggio cristiano, bruciano tanto al ricco e potente sfruttatore di immagini divine.

Ecco perché lo ha denunciato e continua a pretendere da don Alberto scuse e un esborso economico. Perché sono parole che potrebbero svegliare le coscienze più manipolate. E questo, al ricco e potente politico che sventola il rosario e urla parole di paura e odio, non sta bene.

Ma noi sì.
E don Alberto deve rispondere alla sua coscienza e alla sua fede, non a Salvini.

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