IN EMILIA-ROMAGNA SI VINCE SE SI FA POLITICA SERIA E NON DEMAGOGIA


IN EMILIA-ROMAGNA SI VINCE SE SI FA POLITICA SERIA E NON DEMAGOGIA

Sono tempi questi in cui il voto ideologico è finito.

La mobilità dei flussi elettorali è una variante che cambia ad ogni elezione.

Pertanto anche l’Emilia-Romagna, per la Lega e secondo Salvini, era contendibile.

Non era più un baluardo della sinistra, un fortino e roccaforte dell’ex Pci, ma una terra di conquista e dunque da prendere.

Nessun dubbio sul fatto che si potesse perdere.

Lo dicevano i sondaggi del giorno prima delle elezioni regionali.

La logica conseguenza sarebbe stata il crollo del Governo nazionale e la indizione, quasi immediata, di nuove elezioni politiche.

Ma il pensiero leghista non aveva fatto i conti con alcune cose importanti che distinguono questa Regione.

Innanzitutto il suo Presidente Bonaccini.

Un personaggio politico che non ha mai abboccato all’amo della caciara leghista, strategia possibile quando si ha la coscienza di aver ben governato la Regione, e in più la sua personalità che non ha mai accettato di scendere sul terreno della radicalizzazione dello scontro, né tantomeno di attribuirgli un valore nazionale.

Ha sempre tenuto la barra dritta sui temi di governo regionale, e su quelli ha fatto una campagna capillare e impeccabile, offrendo il meglio di ciò che poteva dare, ovvero risultati acquisiti e strategie per il futuro unite a capacità amministrative.

Ha fatto politica.

Non caciara, non piazzate, non demagogia, ma politica.

Si è tenuto fuori da ogni questione che non riguardasse il governo della regione ed è stato accuratamente lontano da ogni fenomeno che spostasse il baricentro altrove: governo nazionale, beghe di partito e di coalizione, e anche movimenti improvvisati.

Ha puntato su se stesso, ha tenuto sempre la direzione giusta e ha vinto, soprattutto ha convinto.

Una lezione che prima o poi a sinistra dovranno imparare. Tutti quanti.

E i cittadini hanno capito e sono andati a votare in massa.

Salvini ha tentato di ripetere il colpo che gli era fin qui riuscito sempre, ovvero candidare un ologramma, puntare tutto sulla sua ossessiva presenza e tenersi alla larga da ogni contenuto.

Solo che mentre in altre regioni, Umbria in primis, si era limitato a passare all’incasso delle manchevolezze e degli errori altrui, principalmente del Pd, in Emilia Romagna non ha funzionato.

Il dato di Bibbiano è significativo: la testa prevale sulla pancia.

E quando accade, per lui non c’è spazio.

Perché non fa mai politica, ma solo occupazione temporanea e fisica di un territorio.

Con tutti gli enormi limiti che questo comporta.

Ha preso un rovescione, anche se il suo attestarsi come comoda forza di opposizione, è una rendita di posizione che paga, e da questo punto di vista resta intatto il problema di come disinnescare la sua forza d’urto.

Il movimentismo 5s si è squagliato al contatto con la realtà.

Evaporano i 5s figli di odio, livore e vuoti assortiti, nati nelle piazze e morti di incompetenza.

Questo vale per tutti.

La banalità dei luoghi comuni, delle vaghezze, della mobilitazione contro il nemico, ha il fiato corto e vita breve.

12 Risposte

  1. Ce la siamo cavata grazie all’imbarazzante inconsistenza della Borgonzoni, alle bieche sceneggiata di Salvini e alle sardine che hanno risvegliato sentimenti , quali l’orgoglio della nostra storia ,delle nostre idee e del nostro lavoro, che sembravano ormai dimenticati. Tuttavia la sinistra deve riconquistare lo spazio politico e territoriale che ha lasciato incustodito per troppo tempo. La destra su quel terreno sé accampata da tempo e non sarà facile farla sloggiare. Comunque adesso, almeno per qualche giorno, godiamoci la vittoria di Bonaccini. Ciao Spera. A presto.

    1. “Diciamoci la verità, non ci meritiamo di perdere”. Queste sono le parole di Bonaccini in un’assemblea cui ho partecipato.
      E poi l’elenco delle cose che intende fare, un nuovo ospedale a Cesena, l’apertura di punti nascita in Appennino, le metropolitane di superficie, il nuovo collegamento Rimini-Riccione che toglie macchine dalle strade pericolose, e tante altre proposte che si realizzeranno.
      Abbiamo cinque anni davanti, una vita, e se Bonaccini promette, sappiamo che mantiene. Questo ci ha convinto, ed è anche per questo che molte persone sono andate al voto.
      A pensarci bene dall’altra parte c’era il vuoto, la propaganda, il referendum su una persona. Tutte cose che con l’amministrazione di una regione non centrano.
      Grazie Cronache, un abbraccio.

  2. Una sana boccata di ossigeno e un BRAVI agli Emiliano-Romagnoli che hanno usato la testa per dare una risposta ai tanti e troppo arroganti che si sono succeduti sul palcoscenico della politica in questi ultimi anni. Un bravissimo pure a Bonaccini che ha saputo tenere il timone con tanta fermezza, forte della consapevolezza di avere ben governato per cinque anni e di essere supportato da un partito e da un segretario che non hanno mai strabordato per piantare bandierine, ma con un’ampia apertura verso mondi vicini come ideali politici. Ciao Spera un abbraccio forte forte.

    1. Carissimo,
      non è stata una prova semplice.
      La precedente amministrazione Errani, ormai stanca per 15 anni di seguito, ormai improduttiva, aveva prodotto una disaffezione enorme. Lo si è visto dalla scarsa partecipazione al voto nel 2014. Lo si avvertiva soprattutto nelle zone dell’Appennino, spogliato, per esempio negli ospedali piccoli ancora esistenti, dei punti nascita. Le mamme in attesa dovevano sempre spostarsi verso le città. Bonaccini ha capito e ne riaprirà qualcuno, anche se ciò comporta la presenza di più equipe mediche e quindi più spese.
      Sta facendo dell’aereoporto di Bologna, un ampliamento del terminal passeggeri e realizzazione di un nuovo parcheggio multipiano.
      E’ in programma per la via Emilia una metropolitana di superficie. Una nuova Rimini-Riccione che libererà le strade adesso pericolose. E tanto altro.
      Che poteva fare la lega? Propaganda e poco altro, tuttavia rimane ben radicata proprio nelle zone rurali, tra le persone più povere. Ed è qui che Bonaccini dovrà dimostrare tutta la sua capacità di governare bene, nelle zone più difficili.
      Eccezione fa Ferrara, una zona di democristiani radicati dal 1948 e Piacenza, vicino alla Lombardia. Come si dice “l’erba del vicino è sempre più verde”. Così pare.
      Ed ora ci aspettano ancora 5 anni di buon governo. Di questo siamo tutti contenti e forse lo sono anche coloro che hanno perso.
      Grazie Sileno, un abbraccio.

  3. nO !! la gestione della regione è clientelare, povera e sprecona , tuttavia l’ignoranza è tanta e tale che…. ognuno ha quel che si merita !!

    1. Carissimo, se ci vivessi qui capiresti.
      Questa regione è un’eccellenza.
      Mi dispiace per te.

      1. io ci vivo !!! Ferrara , troppe cose stortissime….. 🙂

        1. Ah, eco, saì è vero, è sempre stata una zona di destra.
          Ha sempre vinto la DC ai suoi tempi e le destra adesso.
          Capisco che si stia un po’ peggio.
          Ma c’è rimedio, votare meglio.
          Ciao ergatto un abbraccio. E poi Ferrara è bellissima. A me piace molto.

          1. veramente a ferrara ha governato SEMPRE la sinistra

            1. La Regione forse, ma localmente?

            2. QUI PER LA PRIMA VOLTA LA DX DOPO 70 ANNI

            3. Ebbene, obiettivo raggiunto.

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