Archivi del giorno: 22 gennaio 2020

CARISSIMI EMILIANO-ROMAGNOLI NON CAMBIATE E NON FATEVI “LIBERARE” DA CHI VUOLE I PIENI POTERI PER GOVERNARVI A SUO PIACIMENTO


CARISSIMI EMILIANO-ROMAGNOLI NON CAMBIATE E NON FATEVI “LIBERARE” DA CHI VUOLE I PIENI POTERI PER GOVERNARVI A SUO PIACIMENTO

Chi vi scrive non è un politico, non ha risparmiato critiche a nessuna parte politica.

Chi vi scrive, è intimamente legato alla vostra regione e ne fa parte anima e corpo, perché ci è nato e ci vive da generazioni.

Chi vi scrive, capisce molto bene il vostro disappunto verso le ultime e penultime giunte regionali di sinistra e comprende che vorreste voltare pagina. Ma cambiare tanto per cambiare, senza avere una solida prospettiva davanti è pericoloso.

La voglia di cambiare c’è e so, per certo, che percorre tutto l’Appennino agricolo, la montagna e la bassa pianura, i posti più lontani dai centri cittadini e quelli più abbandonati dai responsabili regionali, perché la gente locale si riferisce sempre o quasi solo ai sindaci, che a volte si sono dimostrati non all’altezza.

Si fa affidamento ai sondaggi, che ingannano più spesso di quanto non si creda e ci si illude. Di solito i sondaggi si rilevano fra gli abitanti delle città e non con le periferie. Errore. La Brexit dovrebbe insegnare che non sono le città a vincere, ma le periferie trascurate.

Nelle ultime elezioni regionali, solo il 37% degli aventi diritto è andato a votare.

Un segno bruttissimo in una Regione, come l’Emilia-Romagna, tra le più viscerali per quanto riguarda la politica. Anche in queste terre la disaffezione si è affacciata con prepotenza.

Però, cari corregionali, affidarsi ad una Borgonzoni, così poco preparata, è da incoscienti. Occorre dare uno sguardo a cosa sta succedendo nelle Regioni dove ha vinto la lega.

Molte non riescono neppure a chiudere i bilanci ed entrano nell’esercizio provvisorio: Sardegna, Umbria, Calabria e Sicilia.

In altre, per trovare soldi, si tagliano i soldi alla sanità, come ha fatto l’Abruzzo. Un atto incosciente che non tiene conto delle conseguenze. Aumenteranno gli incassi delle cliniche private, pagheranno i cittadini, l’idea della destra leghista di sempre: lasciare tutto al privato, e riservare ai poveri la sanità pubblica che avrà meno risorse anche per le acquisizioni delle attrezzature più moderne e meno invasive.

Si sa per certo che il programma della leghista Borgonzoni, per quanto riguarda la sanità, se l’è fatto scrivere dalla Lombardia e dal Veneto, dove il privato è avvantaggiato. Dove c’è una sanità per ricchi e una per poveri. Una sanità così, gli Emiliano-Romagnoli non la meritano.

E voi vorreste consegnare una Regione come l’Emilia-Romagna, che primeggia in quasi tutte le discipline, dalla sanità alla minima disoccupazione, dall’Università alla produzione di manufatti preziosissimi, per farne una Regione perdente?

Ricordate che coloro che stanno sul palco assieme e che oggi vorrebbero ergersi a vostri paladini, sono gli stessi che erano in prima linea del disastroso quarto Governo Berlusconi, in prima linea la Meloni, e in seconda linea Salvini come deputato/eurodeputato e giornalista dell’organo ufficiale del partito: “La Padania”. Chi più, chi meno, sono stati responsabili del disastro che ci portò al governo di lacrima-e-sangue, targato Monti.

Quanti danni fecero allora e quanti ne hanno fatti poi?

Costoro, che non hanno mai mantenuto gli impegni presi con gli elettori, oggi chiedono il vostro voto.

Costoro, se darete loro fiducia, useranno la vostra rabbia nei confronti della giunta regionale, o la vostra voglia di cambiare tanto per cambiare, per rendere ancora più acceso e irresponsabile lo scontro politico.

Costoro, fino a qualche mese fa dell’Umbria se ne fregavano e, se non gli fosse utile in chiave nazionale, di voi se ne fregherebbero ancora di più.

Prima di queste elezioni, utili per dare una spallata al secondo governo-Conte, cos’hanno fatto finora per voi? Credo che questa sia una domanda molto importante da porsi.

Una cosa però è stata fatta, con una ossessione spaventosa, quella di gettare merda su tutti voi, crocefiggervi con la storia di Bibbiano.

Tra pochi giorni, sarete chiamati a votare.

Mi appello a voi, per non lasciar sprofondare ancor di più il paese, per non lasciare in quelle sordide mani, la vostra splendida regione.

Anzi la mia splendida e amata Regione Emilia-Romagna.

Aggiungo, a conclusione, alcune perle della candidata leghista, Borgonzoni, quella che non legge libri da anni e che non conosce neppure i confini della Regione, perché crede che gli altoadesini ci diano la mano attraverso il Po, sì, proprio quella lì.

La candidata leghista alla regione Emilia Romagna Borgonzoni propone un assessorato al turismo che esiste già da 50 anni. Un genio.

Propone di “fare un accordo con le Forze dell’ordine per far arrestare i ladri”. Ideona, non ci avevamo pensato, pare che noi lasciassimo mano libera al ladri.

Propone un fondo per aiutare persone che subiscono violenze: esiste da 15 anni. Non se ne era accorta, per forza non legge niente.

Propone una legge regionale sulle rievocazioni storiche e un osservatorio sui disabili: “Esistono già da anni”, una belle svista!

La mia splendida e amata Regione Emilia-Romagna corre un serio pericolo, è meglio che resti legata a quello che è sempre stata, la Regione che ha cime altissime, una pianura fertile e produttiva, un mare da sogno e che è stata sempre guidata e valorizzata con grande competenza.

Non cambiamo. Ci piace così com’è.

 

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