Archivi del giorno: 17 gennaio 2020

GLI IMBROGLI DELLA BORGONZONI


GLI IMBROGLI DELLA BORGONZONI

Ho letto il programma elettorale della Borgonzoni, soprattutto per ciò che riguarda la sanità.

Mi soffermo solo su alcuni punti che più di altri mi hanno colpito:

1) c’è stata una migrazione passiva di 1150 pazienti ortopedici pari a 3,15 pazienti al giorno, migrati verso altri lidi (costati alla regione 5.000.000 di €) e ben 350 pazienti urologici, pari a 0,9 pazienti al giorno (costati alla regione 60.000 €)

E sti cazzi direbbe il grande capo indiano.

Dispiace dover puntualizzare che molti, molti di più sono venuti a farsi curare in Emilia-romagna perché la regione ha un saldo attivo di 302.437.953 €, piazzandosi al secondo posto, dopo la Lombardia, distaccando nettamente il tanto decantato Veneto (fermo ad un saldo attivo di 138.173.906 €).

2) “Nel concetto di rete dovrebbe esistere la possibilità concreta che consenta ai professionisti di spostarsi a visitare ed operare nell’ambito provinciale ove ci fossero degli spazi inutilizzati al servizio del cittadino e non viceversa”  afferma sfacciatamente la Bergonzoni.

Peccato che sia una cosa che si fa da anni. I professionisti, ad esempio del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, vanno già ad operare a Budrio, a Bentivoglio, a Imola.

3) Integrazione organica e funzionale del privato accreditato per abbassare le liste d’attesa.

Anche questo (purtroppo, dico io) si fa già da tanto tempo.

E, ciliegina sulla torta.

4) Consentire ai liberi professionisti di poter offrire la propria professionalità ANCHE all’INTERNO delle strutture del SSN (questo punto credo sia, veramente, inaccettabile!). Lo fanno e come.

(Silvana Indri)

[Voglio precisare che la Signora Indri, che conosco personalmente, lavora in Ospedale, e dirige proprio quella parte amministrativa che riguarda la migrazione sanitaria. Ha alla mano i conti esatti e li conosce perfettamente, La Borgonzoni si limita a citare la parte negativa di una faccenda come la migrazione sanitaria e dimentica la parte positiva che è assai ma assai più remunerativa per la Regione stessa. È un’offesa feroce chi si dà gratuitamente e per semplice cattiveria propagandistica a chi lavora seriamente e a chi viene a farsi curare in Emilia-Romagna. Vogliamo parlare dell’Istituto Rizzoli? E qualcuno che è venuto qui non ha nulla da dire contro queste bugie?]

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