QUALCUNO HA VISTO NUNZIA CATALFO?


QUALCUNO HA VISTO NUNZIA CATALFO?

Si è concluso il ritiro conventuale del Pd, e abbiamo capito, che l’unione coi 5s è da considerarsi come la cosa migliore da fare, in previsione della “apertura delle porte” promossa con vigore dal segretario.

Abbiamo curiosato tra i vari ministri del 5s, presenti nel governo Conte 2, perché il prospetto della fusione m5s e Pd, ci attizza un po’.

Ci ha colpito la ministra del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali: Nunzia Catalfo.

Non abbiamo nulla contro di lei, per carità, ogni persona va rispettata, ma qualcosa da dire sul suo mancato operato, e sulla sua nullità come ministra, sì, la possiamo dire.

All’indomani dell’insediamento del Governo Conte 2, nel sondaggio di valutazione dei ministri fatto tra i lettori de L’Espresso nel settembre scorso, Nunzia Catalfo si piazzò, per notorietà e apprezzamento, al 20° posto su 23 ministri.

Non molto in alto, diciamo.

Nunzia Catalfo è senatrice del m5s, dal marzo 2013.

Senatrice, sì, ma vediamo di capire quali siano le sue qualità, in passato, da meritare un seggio in Senato. Il suo curriculum.

Attivista del m5s fin dal 2008, ha contribuito a scrivere il disegno di legge sul Reddito di cittadinanza ed è prima firmataria del disegno di legge sull’equo indennizzo.

In possesso solo di un diploma di liceo scientifico, nella sua carriera professionale si è occupata di formazione, dispersione scolastica e aiuto all’inserimento in collaborazione con i centri per l’impiego e i servizi per l’impiego in generale. Ha frequentato corsi e corsetti per specializzazioni come Orientatore e selezionatore del personale. Stenotipista. Una navigator ante litteram.

Divenne nota, in qualche modo, il 21 luglio 2014 quando fu immortalata con una lacrimuccia nella discussione sulle Riforme istituzionali promosse dal Governo Renzi.

Per giustificarsi, con la solita misura e proprietà di linguaggio dei grillini, scrisse su Facebook: Piango per i miei figli e i nostri figli a cui vogliono consegnare un non futuro, piango perchè vedo un popolo asservito, piango perchè vedo dei rappresentati delle istituzioni senza alcuno spessore politico, piango perchè la nostra Italia si merita molto di più! Molto molto molto molto di più! Piango, ma non mi arrendo!

Ora, dal settembre 2019 è toccato proprio a lei, quale ministro del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali del governo Conte2, mostrare le sue le sue performance competenti in materia, al posto degli incompetenti degli anni precedenti.

Ebbene, superate ormai le 120 giornate di Governo, la scia lasciata dalla Catalfo è finora pari a zero. Il nulla.

Praticamente un fantasma nei tormentati e difficili passaggi della Legge di Bilancio. Qualcuno ricorda una sua battaglia, una sua richiesta?

Sparita anche una delle sue bandiere, il disegno di legge sul salario minimo. Punto cardine del programma dei 5s.

I tavoli sulle crisi aziendali, ben 150, non odono la sua voce e da più parti si è lamentato lo scarso coordinamento tra Ministero del lavoro e Mise.

Riguardo ai temi propriamente sociali, ancora non è dato sapere quando saranno erogate le somme alle organizzazioni di volontariato destinatarie dei fondi 2018, in genere entro novembre veniva comunicato, e non sono stati ancora messi in campo i bandi 2019.

La Riforma del Terzo settore attende vari decreti e regolamenti e il dossier alla Commissione europea sul trattamento fiscale non è ancora stato inviato.

Non si può vivere di sole “Cabine di regia” cara ministra. Quelle servono a perdere del gran tempo.

Quel che è peggio è che non essendo ancora state affidate deleghe ai sottosegretari l’intera macchina del ministero gira a vuoto o è bloccata.

Qualcuno ha visto Nunzia Catalfo?

Questo è solo un esempio, ma  lo stesso si può dire, ahimé, anche di ministri dei governi degli anni passati, indipendentemente dal colore politico.

 

2 Risposte

  1. il nulla culturale, perfetta per sparare minkiate a comando !

    1. Ne troviamo di quelli che proprio sono il nulla, ma lamentarsi ai tempi in cui c’erano governi che governavano davvero, lamentarsi di incompetenza, è il massimo. Potevano non piacere, ma “incompetenza” proprio no. E quando si arriva ad occupare lo stesso posto,dopo tanta critica, e ci si trova comodi nella cabina di regia, ben retribuita, si sta fermi, si prendono i soldi e come la va la va.
      Il fatto è che criticare è facilissimo, ma quando tocca, allora son grane.
      Alla fine faceva gola il posto e la poltrona, non il lavoro.
      Ciao ergatto, un abbraccio

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