IL M5S AL CAPOLINEA?


IL M5S AL CAPOLINEA?

Il m5s che doveva essere il futuro della politica italiana, sembra già giunto al capolinea.

Diversi suoi parlamentari se ne vanno.

Altri vengono espulsi.

La sbandierata diversità è andata in crisi sulla questione delle quote di stipendio da devolvere al partito.

La forza politica che doveva superare destra e sinistra, si sta spaccando in correnti di destra, di sinistra o altro.

Di Maio pare sia sotto la minaccia delle dimissioni da capo politico. Non si sa bene, si leggono smentite ma c’è qualcosa che non va anche in quel movimento. Pare sia finita l’eccezionale coesione che li legava.

Se poi si aggiunge, al quadro dello sfacelo, il dimezzamento dei voti nel giro di un solo anno, dalle politiche alle europee, la disfatta nelle elezioni umbre, la scelta di correre solo simbolicamente in Emilia-Romagna, un po’ di smarrimento c’è.

Certo tutto passa, nella vita, ma i 5s hanno messo molto del loro per passare in fretta.

Quasi nulla delle loro promesse è stato mantenuto: dall’indisponibilità ad allearsi con chicchessia, sono passati disinvoltamente dalla Lega al Pd, pur di stare al governo, alla grottesca abolizione della povertà.

Il loro motto “uno vale uno” si è rivelato la più gigantesca operazione di incompetenza al potere.

Forse non era una novità nel mondo della politica, ma mai si erano viste tante persone sbagliate al posto sbagliato. Comprendiamo tutti l’impreparazione di un Di Maio, Ministro degli Esteri, in un momento così turbolento della storia in Medio Oriente. Non ne siamo felici, perché il rappresentante nostro Paese sembra un anatroccolo al seguito.

In ogni modo dobbiamo chiederci perché tanti italiani hanno sperato in Grillo e la sua band, e perché li hanno votati.

E la risposta è semplice

La vecchia classe politica non sarà certo quella gang di ladri che i grillini avevano dipinto, ma di sicuro tanti errori li aveva fatti.

Abbiamo accennato alle regionali in Emilia-Romagna: bene, se a quelle di cinque anni fa, andò a votare solo il 37 per cento degli aventi diritto, è perché la cosiddetta disaffezione della politica c’era davvero.

I vecchi partiti ora esultano per il collasso di chi li voleva seppellire, e ne hanno ben donde.

Ma non dimentichino il perché, della sbornia che ha preso tanti elettori.

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10 Risposte

  1. Speriamo proprio di sì! Hanno messo in pratica tutta la loro incompetenza ad amministrare. Adesso sarebbe anche ora di finirla.

    1. E’ probabile che qualche residuo resista, quelli, in particolare che hanno provato l’ebbrezza del governo o di incarichi di prestigio.
      Sperano forse di confluire in qualche altro movimento, ma non sarà facile. Nessuno dimentica che sono nati dai vaffa di grillo e che si consultano su una piattaforma privata, pagando la loro quota.
      Quel che è certo, secondo me, è che coloro che passano al gruppo misto avranno poche probabilità di essere rieletti.
      Comunque non sottovalutiamo la rabbia delle persone, che in qualche modo ogni tanto trova sfogo.
      Penso alle sardine, per esempio, anche questa è rabbia, magari espressa con educazione e non coi vaffa, ma esprime insofferenza.
      Ciao Armando, del PIIS.
      Un abbraccio.

      1. Ne conosco un paio di parlamentari personalmente. Si denota che sono stati in parte plagiati dal potere senza alcuna strada politica. Nessuno di loro si preoccupa dell’impatto che hanno sulla classe dirigente che hanno messo in piedi accelerando le pratiche su ogni provvedimento. Non comprendono che le cose e soprattutto le leggi si fanno dopo un’attenta osservazione della classe dirigente presente nei vari posti strategici. E di conseguenza adesso non sanno più che pesci prendere, si sono fatti fregare da una parte dai volponi e dall’altra se ne sono fregati di dover consolidare la propria indipendenza e maturità. In poche parole sono delle mezze seghe.

        1. Forse qualcuno buono nel mucchio c’è.
          Gli altri si godano lo stipendio da parlamentare per altri tre anni, se durasse tre anni, poi si ritirino e intanto si cerchino un lavoro per il futuro.
          Però, nel frattempo è urgentissimo che si trovi un programma di cose da fare, e in fretta. Tre anni sono tanti, ma le materie da affrontare sono altrettante e più.
          Gli italiani hanno bisogno di governo, di riforme e qualche centinaio di milioni di europei devono poter contare sull’Italia per una serie di problemucci emergenti, come la presenza nel Mediterraneo, l’invadenza e la sconsideratezza di Trump, i rapporti con la Gran Bretagna, le mire egemoniche di Erdogan e di Putin.
          Bisogna mettere da parte i volponi, azzittire l’odio di Salvini e cercare di trovare il modo di lavorare nel miglior modo possibile.
          Ma con i chiari e scuri che si prospettano, ho poca convinzione che il governo, indipendentemente dalle elezioni nella Regione Emilia-Romagna, duri molto.
          Ciao Armando, un abbraccio.

          1. Il metodo utilizzato dalla politica attuale per risolvere questioni urgenti è davvero un dilemma! Chissà quali interessi si intersecano e chissà quanti voti si vogliono proteggere..se vuoi partecipare al nostro progetto ben vengano nuove idee, sane e libere !

            1. Avete un progetto?
              Mi piacerebbe conoscerlo.
              Grazie Armando, un abbraccio.

  2. magari ma purtroppo… non ci spero

    1. Ora è evidente che tutte le premesse del M5S sono state contraddette dai fatti: la disintermediazione, la partecipazione del popolo col voto digitale, il rinnovamento della classe dirigente attingendo più o meno a caso dall’elenco telefonico, la sconfitta della povertà, la società bucolica delle sagre di paese invece dell’industria 4.0 e del terziario avanzato, una specie di terzomondismo fuori tempo in appoggio ai peggiori Maduro sulla faccia della terra, il gilet gialli eversivi in Francia, e via così.
      Di fronte a questo, forse nemmeno Travaglio, riesce più a camuffare lo sfacelo in cambiamento. E’ solo fallimento.
      Ma quanto durerà?
      Francamente dei problemi di Luigi Di Maio con i suoi sodali di partito nonché del futuro, del Movimento del Vaffanculo, non me ne frega niente.
      Ma il paese ha bisogno di essere governatoin questi tempi non facili.
      Ciao simpatico ergatto, un abbraccio.

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