Archivi del giorno: 11 gennaio 2020

IL M5S AL CAPOLINEA?


IL M5S AL CAPOLINEA?

Il m5s che doveva essere il futuro della politica italiana, sembra già giunto al capolinea.

Diversi suoi parlamentari se ne vanno.

Altri vengono espulsi.

La sbandierata diversità è andata in crisi sulla questione delle quote di stipendio da devolvere al partito.

La forza politica che doveva superare destra e sinistra, si sta spaccando in correnti di destra, di sinistra o altro.

Di Maio pare sia sotto la minaccia delle dimissioni da capo politico. Non si sa bene, si leggono smentite ma c’è qualcosa che non va anche in quel movimento. Pare sia finita l’eccezionale coesione che li legava.

Se poi si aggiunge, al quadro dello sfacelo, il dimezzamento dei voti nel giro di un solo anno, dalle politiche alle europee, la disfatta nelle elezioni umbre, la scelta di correre solo simbolicamente in Emilia-Romagna, un po’ di smarrimento c’è.

Certo tutto passa, nella vita, ma i 5s hanno messo molto del loro per passare in fretta.

Quasi nulla delle loro promesse è stato mantenuto: dall’indisponibilità ad allearsi con chicchessia, sono passati disinvoltamente dalla Lega al Pd, pur di stare al governo, alla grottesca abolizione della povertà.

Il loro motto “uno vale uno” si è rivelato la più gigantesca operazione di incompetenza al potere.

Forse non era una novità nel mondo della politica, ma mai si erano viste tante persone sbagliate al posto sbagliato. Comprendiamo tutti l’impreparazione di un Di Maio, Ministro degli Esteri, in un momento così turbolento della storia in Medio Oriente. Non ne siamo felici, perché il rappresentante nostro Paese sembra un anatroccolo al seguito.

In ogni modo dobbiamo chiederci perché tanti italiani hanno sperato in Grillo e la sua band, e perché li hanno votati.

E la risposta è semplice

La vecchia classe politica non sarà certo quella gang di ladri che i grillini avevano dipinto, ma di sicuro tanti errori li aveva fatti.

Abbiamo accennato alle regionali in Emilia-Romagna: bene, se a quelle di cinque anni fa, andò a votare solo il 37 per cento degli aventi diritto, è perché la cosiddetta disaffezione della politica c’era davvero.

I vecchi partiti ora esultano per il collasso di chi li voleva seppellire, e ne hanno ben donde.

Ma non dimentichino il perché, della sbornia che ha preso tanti elettori.

“Mi piace”

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: