Archivi del giorno: 5 gennaio 2020

COME SE TUTTI NOI FOSSIMO DEI SANTI


COME SE TUTTI NOI FOSSIMO DEI SANTI

Come ogni uomo, anche il papa è legittimato a perdere la pazienza.

Poco importa per la caratura della rappresentanza, l’uomo è comunque uomo. Anche quando rappresenta Cristo in terra.

Ho letto tante parole inutili, spesso sgradevoli, su un fatto, estremamente umano, compiuto da Papa Francesco. Estremamente umano, come lo fu il gesto dell’Apostolo Pietro, quando tradì Gesù, negando di conoscerlo, nonostante le promesse fatte.

Come ogni uomo, anche il Papa è legittimato a perdere la pazienza e mostrare un gesto stizzito se qualche sprovveduta fan, lo tira per un braccio e rischia di farlo cadere.

Sappiamo che soffre di dolori alle anche e che cammina quasi zoppicando e che ha 83 anni, camminare non è facile in quelle condizioni e se si ricevono strattoni è logico aver paura di cadere.

A me Francesco piace, lo ascolto volentieri.

Ho l’illusione, quasi, che potrei dialogare con lui tranquillamente. Gli parlerei come a un parente affettuoso, a un amico dalla mente aperta, a un fratello maggiore prodigo di consigli. Perché dovrei, allora, stupirmi nel vedere il pontefice “cadere” in un gesto umano?

Il peso di una persona si misura anche dalla capacità di ammettere gli errori.

Forse denunciare la propria umanità, è ben più difficile che trincerarsi dietro il dogmatismo divino.

Faraoni e monarchi assolutisti, quando erano in ambasce, richiamavano la loro discendenza diretta dal Creatore e così tappavano la bocca a tutti.

Rende invece merito a Francesco dichiararsi uomo, servo di Dio, umanamente debole.

Lo fa avvicinare anche a chi non crede con affetto per la veste che indossa e per l’anima umana che c’è sotto.

E c’è chi, di questo fatto umano, ne sta facendo un romanzo. Quando smetteranno riusciremo a respirare tutti, ma proprio tutti molto meglio.

In ogni modo siamo sicuri che questo papa porterà su di sé questo gesto, perché nessuno vuole comprende la sua fragilità umana, per la veste che rappresenta.

Per il resto della sua vita di papa, sarà un tormentone: eppppperò anche lui perde la pazienza, come se tutti noi fossimo dei santi.

Condivido qui quando scrive Lorenzo Tosa in proposito.

“Al contrario di qualunque logica apparente, se dovessimo tracciare, con un paio di schizzi, il corredo genetico di questi due grandi partiti, il quadro che emergerebbe sarebbe più o meno questo: a favore del Papa si schierano sinistra, liberali, laici, atei e agnostici, pronti a difendere Bergoglio dagli strali – più spesso da veri e propri insulti – di sedicenti cristiani, cattolici over-praticanti, quasi sempre elettori di Lega e Fratelli d’Italia, fan di Salvini e Meloni, e sovranisti convinti.

È il partito di chi sventola rosari con lo stesso fanatico fervore con cui invoca porti chiusi ed esulta quando una nave di disperati affonda nel Mediterraneo. È il partito di un leader, Matteo Salvini, che pubblica un video di 7 secondi, in cui si fa beffe del Papa, imitando la scena dello strattone con tuta da sci indosso e moon-boot ai piedi, sostituendo il buffetto con una carezza alla fidanzata.

E la sua gente, invece di indignarsi per quella parodia tra il gretto e il blasfemo, scatena un’ondata d’odio nei confronti del Papa che non ha precedenti nella storia recente. Mai, prima d’ora, un politico si era spinto tanto in là da sfidare apertamente, quasi da pari a pari, la massima autorità ecclesiastica e religiosa del mondo cattolico”.

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