Archivi del giorno: 17 dicembre 2019

SULLE SARDINE


SULLE SARDINE.

Ho sentito dire da molti “cosiddetti pensatori, comunicatori, interpreti dell’attualità”, che tutti quelli che, in queste ore, stanno scendendo in piazza contro Salvini, siano dei convinti sostenitori del Partito Democratico, con dietro Prodi, come se il Pd fosse in grado, oggi come oggi, di mobilitare tutta quella gente, più di quanta non ne smuova Salvini.

Non è così.

Le sardine sono “solo” un movimento di protesta contro i nuovi fascismi e populismi.

Non propongono contenuti specifici e non hanno, di base, una sola fede politica.

Probabilmente molti di loro, saranno elettori del Pd, ovviamente, visto che, numericamente parlando, si tratta del secondo partito italiano.

Ma lì dentro, c’è molto altro.

Questa cosa, però, dà molto fastidio a Salvini e ai suoi sostenitori, tanto che i suoi sostenitori si sono prodigati ad oscurarle, con migliaia di segnalazioni fascio-leghiste.

Ma la cosa sta dando molto fastidio alla Lega e alla destra tutta.

E lo si vede anche dalla ricerca spasmodica dei vari media di riferimento (Il Giornale, Libero e tutta una serie di siti bufalari) di ogni ipotetica frase violenta o inappropriata (a parer loro) che gli organizzatori delle varie manifestazioni possono aver detto o scritto in passato.

C’è tutta una ridicola task force di poveri cristi stipendiati da Sallusti, Feltri, Morisi e Belpietro che sta cercando su Facebook, Twitter e Instagram tracce di “violenza” nei profili social di chiunque abbia a che fare con le sardine.

Salvini e soci sono molto più infastiditi da un movimento non violento, che non sventola bandiere di partito, che da tutta l’opposizione messa insieme.

E ha senso perché le sardine stanno smontando pezzo per pezzo la retorica leghista per cui “tutto il popolo è con lui”. Sessanta milioni di italiani “sono con me” diceva Salvini ai tempi delle felpe.

Ma è successo che il popolo non è tutto con lui: la maggior parte del popolo, numeri alla mano, non lo vuole vedere neanche col binocolo.

E le sardine lo stanno mostrando, contandosi.

Non può dire, in campagna elettorale perenne, “questa città è con me” in piazza, se, a pochi chilometri di distanza, c’è un’altra piazza gremita dieci volte più della sua.

E soprattutto non può accusare di qualcosa quello che non è un movimento politico, ma solo un assembramento di cittadini.

È una cosa che lo sta innervosendo parecchio.

Tuttavia, per la sinistra, è sbagliato cercare proposte in quelle piazze.

Le proposte le deve elaborare la politica partendo da quelle persone.

Come è sbagliato dire: “sono semplicemente una manifestazione del Pd”.

È quello che piacerebbe a Salvini, ma non è così.

Ed è sbagliato porsi, a priori, al di fuori delle loro piazze.

La sinistra deve dialogare con quella gente, se vuole riuscire ad emergere dall’irrilevanza nella quale attualmente è confinata.

Ed è sicuramente più facile e proficuo dialogare con loro che all’interno dei raduni leghisti o neofascisti.

La politica deve assolutamente tornare ad ascoltare le persone, anche e soprattutto a sinistra, per poi trovare una sintesi.

Quelle piazze sono un’occasione.

Si può scegliere di ignorarle bollandole come inconcludenti o ingenue, e trincerarsi nell’alta e consapevole irrilevanza, oppure si può cercare di interpretarle, comprenderle, indirizzarle.

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