ILVA UN BEL NOME FEMMINILE

ILVA UN BEL NOME FEMMINILE

Ilva è un bel nome femminile.

Se adotto una gattina la chiamerò Ilva.

Proviamo comunque a non raccontarci balle.

Al netto delle critiche e delle responsabilità, anche nostre per aver ceduto ai ricatti grillini, in ballo c’è la tenuta del Paese e il valore del Prodoto interno lordo.

I voti a Di Maio e soci che proponevano aree verdi al posto dell’Ilva, chi li ha dati?

A Taranto hanno fatto il pieno, a Cornigliano e Novi Ligure idem.

Chi ha consegnato il paese a demagoghi e populisti sono stati liberi cittadini con il loro voto.

Quindi va benissimo ridistribuire responsabilità, ma i cittadini che si sono fatti fottere da un gruppo di ciarlatani dilettanti hanno le loro responsabilità e non piccole. Si direbbe che se la sono voluta.

La più grande di tutti averli portati al governo, nel 2018 con la Lega, chiaramente dopo il voto dei cittadini.

Questo è un Paese ostaggio della superficialità umorale del suo popolo che si innamora di chi racconta favole,  e lo tratta, forse anche a ragione, come incapace di intendere e di volere.

Un paese di faciloni che pensa di poter chiudere, senza pagarne dazio, una azienda che produce l’1% del pil, che ha un indotto ampio che soccomberà di fronte ad una crisi irreversibile e che per questo dà fiducia a degli incapaci che raccontano che ciò sarà possibile, senza conseguenza alcuna.

Ora tutti a costernarsi e preoccuparsi ad accusare la politica, quella che i cittadini hanno scelto a rappresentarli, incompetente, inetta, approssimativa, figlia di una srl che si ingrassa sulla loro creduloneria e di un mantenuto della politica che “vomitava” sui meridionali fino a pochi mesi fa e poi acclamato loro condottiero.

Un paese senza memoria che coltiva parassitismo, assistenzialismo, clientelismo.

Con poteri dello Stato che spesso divengono paralleli. quando vi sono da difendere privilegi e prebende.

Che interferiscono pesantemente nella sua storia e nel suo futuro.

Che fanno politica non dovendo e non potendo farla per ruolo e missione.

Un paese dove la sinistra aspetta il messia, un condottiero capace di riesumarla dai loculi in cui sopravvive e,  mentre sogna, fa harakiri.

Dove stucchevoli prime donne rosicanti pontificano al calduccio di qualche poltrona fuori confine.

Questo è il bel paese, dove uno che mangia come un porco e selfeggia anziché lavorare per ciò per cui è pagato, viene visto come un semi dio, mentre tra una polenta ed un cotechino, prova a trascinarci fuori dall’Europa con la benedizione di Trump e Putin.

Questo è l’Italia che ci meritiamo e il problema della sopravvivenza di una delle colonne della sua politica industriale, la cima di un iceberg contro il quale il sistema paese rischia di schiantarsi.

E a pagare il caro prezzo di questa follia, come al solito, saranno proprio i più deboli.

Oppure, come dice la signora Lezzi, tutti i tarrantini, gli abitanti di Novi ligure e di Conogliano si dedicheranno all’allevamento di cozze pelose e vivranno felici e contenti, ma in totale decrescita. Decrescita anche per tutti i cittadini italiani. Il sogno grillino.

Infine credete che la letterina che il presidente Conte-bis ha scritto ai suoi ministri di fornire delle idee sull’ilva funzioni?

8 Risposte

  1. Dopo la caduta del governo presieduto dall’amico della nipote di Moubarak, credevo si spalancassero opportunità straordinarie per rinnovare l’Italia con l’apporto dei partiti che tanto, tanto tempo fa si richiamavano ai valori della sinistra; poi il segretario del PD impegnato a pettinare bambole e smacchiare giaguari si svenava organizzando primarie, (assolutamente superflue e inutili in quel momento politico) trovandosi poi sfiatato quando era indispensabile vincere contro le destre e così nelle elezioni politiche del 2013: “Abbiamo non vinto”! In seguito ebbe la sorpresa di scoprire che il Presidente della Repubblica era al fine del suo mandato settenale e non si era nemmeno immaginato come sostituirlo, così la sera prima della votazione, riunione di emergenza in un cinema per trovare un nome che venne immediatamente impallinato alla prima votazione, anche per merito di 101 ignobili sconosciuti del PD, dimissioni del Segretario, nuove primarie ed elezione di un fiorentino conosciuto in gioventù dagli amici come “Il Bomba”. Tralasciamo: “Enrico stai sereno” per trombargli il giorno dopo la poltrona da Presidente del Consiglio, poi la felice intuizione di elargire 80 euro agli operai, vincendo così le Elezioni Europee con oltre il 41% dei voti (grande vittoria, ma l’ultima per il PD), poi alleato, ( ma di nascosto col nemico di sempre nel Patto del Nazareno), intanto scendeva nelle piazze al grido di Vaffan…. un comico genovese che aveva fondato un suo movimento di gente scontenta, al nostro Bomba venne chiesto dal suo alleato segreto di eliminare l’Art.18 dello Statuto dei lavoratori, (Art.18 che il presidente del Bunga Bunga aveva tentato di sopprimere già nel 2001, ma che una imponente manifestazione di lavoratori aveva bloccato) ,mentre il nostro ubbidì immediatamente e così: Via le tutele sui licenziamenti ed i lavoratori, scoprendo di essere abbandonati dal partito nel quale avevano sempre creduto, cominciarono a guardare con interesse il partito del comico ed anche a un partito, uscito ,in quel periodo, malconcio per gli scandali e le ruberie, un partito localista bravo a urlare contro tutti in particolare contro i meridionali “sanguisughe d’Italia”. Il nostro Bomba, ( attualmente in cerca di unificarsi col partito del Bunga Bunga) non si rendeva conto che stava alienandosi i suo elettorato, ma si credeva onnipotente e così, di battosta in battosta è stata regalata l’Italia ai grandi statisti del comico e della lega. Tralascio la cronaca di questi ultimi tempi, comprese le gesta del Bomba che dall’Enrico stai sereno in poi definirlo affidabile è un po’ azzardato e vediamo le gesta del segretario del movimento del comico , ex ministro del lavoro fino a tre mesi or sono che aveva firmato un contratto un anno fa per l’ILVA e oggi che quel contratto viene ripudiato dal contraente l’ex ministro del lavoro, (passato a più prestigioso incarico, per le sue incomparabili doti di statista) , oggi sull’ILVA non ha niente da dire, il problema non è più suo e decine di migliaia di lavoratori stanno perdendo tutto anche per l’incapacità e l’arroganza di tanti politici che probabilmente anche quei lavoratori avevano votato abbagliati dalle sirene degli slogan elettorali che promettevano tutto a tutti senza dire mai che le finanze del nostro Paese sono al collasso. Ciao Spera

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    1. Bellissimo commento, grazie Sileno.
      L’ho letto e riletto per capire bene il tuo pensiero, che mi sento di condividere in tutto, con l’unica eccezione che tu conosci bene, e cioè che non ritengo Renzi l’unico responsabile della attuale debacle della sinistra.
      Credo che il male sia cominciato molto prima, dalla Bolognina, per intenderci dove ero presente.
      Lì ho scorto le prime grosse crepe nella sinistra e la sconsolata accettazione della caduta di una ideologia.
      Poi non c’è stata più né forza, né coraggio, né volontà e nemmeno capacità di rimettere insieme i pezzi.
      Si è tentato di cucire qualcosa mettendo insieme due partiti che sono sempre stati all’opposto, la Dc e il Pci. Fusione a freddo e fatta male.
      Però c’abbiamo creduto in pieno. Dalle sezioni siamo passati ai circoli con entusiasmo, noi delle cosiddetta base, finché un certo Bertinotti, segando il ramo dove era seduto, ha fatto crollare tutto o quasi e quando ho visto D’Alema buttare fuori Prodi e Veltroni, ho capito che la speranza se c’era era diventata esile.
      Poi sono successe cose inaudite abbiamo non vinto, mentre sembrava avessimo la vittoria in tasca invece la gente era stanca di quel modo di fare e soprattutto di una campagna elettorale pessima.
      E quando la gente si stanca succede la rivoluzione in senso contrario.
      Io avevo posto tanta fiducia e stima in Civati, mi piaceva poi è sparito, sono state fatte primarie e il fiorentino ha vinto per due volte a man bassa. Cosa doveva fare il ragazzo? Aveva vinto.
      Il m5s non è stato capito dall’inizio, fin da quando il caro Fassino invitò Grillo a farsi un partito da solo se voleva fare politica, perché il Pd in quel momento non aveva capito l’avversione della gente per la politica che veniva fatta, cominciava a rumoreggiare e riempiva le piazze coi vaffanculo. E così Grillo furbo ha cavalcato la stanchezza della gente verso chi non combinava niente ed ha fatto un partito. Raffazzonato, incompetente, cialtrone tutto quello che si vuole, ma è nato. Il Pd l’ha capito quel momento storico? Non credo l’aveva sottovalutato moltissimo. Spuntavano i sorrisetti di compatimento (me compresa).
      A questo punto il m5s ha preso tanta spinta da entrare in due governi.
      E da incompetenti governano.
      Ci troviamo così. Perché ripeto, secondo me, la rovina della sinistra è cominciata molto prima, quando si è abbandonata la gente ci si è ritirati nei parlatoi romani, nelle segreterie ad altro livello ed ha lasciato noi come babbei a votare per quello che ci veniva detto dall’alto. A Bologna ci è stato imposto Cofferati che poi se n’è andato immediatamente. Ci è stato imposto l’attuale sindaco, buono fin che vuoi ma ha dovuto affrontare un doppio turno per vincere. Brutti segni che vanno letti e capiti.
      E quel che è peggio sono cominciate le liti interne al partito, divisioni incomprensibili, rancori ancor meno incomprensibili, robe che hanno fatto imbestialire ancora di più la gente.
      Non è colpa di Renzi, se l’Ilva è messa così ora, e se ne aveva le tasche piene di stare nel Pd ha fatto bene ad andarsene. L’hanno fatto anche altri.
      Ma ho l’impressione che anche il suo nuovo movimento sia un po’ campato in aria, tutto addossato ad una personalità sola, sembra la fotocopia del m5s all’inizio. Lo vedo da quello che sta succedendo a Palermo e sono brutti segni anche per Renzi.
      E adesso che si fa?
      Zingaretti pare voglia sciogliere questa strana alleanza, e secondo me fa bene, perché porterebbe chiarezza, ma poi è ancora troppo debole e la destra si sta facendo strada. Si ripete la storia del 2001. Non abbiamo imparato niente in 20 anni.
      Non mi sento di criticare alcuno, perché di errori ce ne sono stati tanti e fatti da tutti, anche dal pacifico e troppo lento Enrico.
      Tuttavia il Pd, per quanto storto, zoppo, conciato male resta l’unica speranza per il futuro. C’è e l’accettiamo così com’è, e cerchiamo di comprendere il peso che questo partito deve portare avanti, ora come ora, affrontando una situazione brutta, ma non insolita per la sinistra.
      Grazie di tutto Sileno e un abbraccio.

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  2. Vorrei capire,
    abbiamo tolto un’azienda ad una famiglia italiana perchè non investiva sul rendere l’azienda meno inquinante e non provvedeva a bonificare.
    L’abbiamo bloccata per mesi uccidendo tante piccole aziende(conosco un’azienda di trasporti che non so come è sopravvissuta ad un blocco di 5 mil di credito)
    poi l’abbiamo data in affitto a degli stranieri che NON hanno bonificato, NON hanno migliorato e rinnovato l’impianto e ora vogliono spegnerlo ben sapendo che così provocheranno un danno enorme.
    e il problema sono le promesse dei 5S?
    Sei seria?
    Pensavo che i problemi fossero l’inettitudine di tutti i politici, magistrati, esperti, ecc che non sono stati capaci di mettere a profitto un’azienda che produce utili.
    Utili che lo stato poteva reinvestire in bonifiche e quant’altro aumentando ancora di più il PIL
    Scusa spera ma se cerchi un colpevole guarda il tuo idolo, lui almeno ha avuto il boccino del potere per un tantino di tempo utile a combinare qualcosa.
    Non credo sia responsabilità sua(lui è un corresponsabile) ma trovo italiano questo dividersi invece che viaggiare COMPATTI contro una società privata che sta facendo terrorismo in casa nostra!

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    1. Carissimo,
      sono serissima, ho detto solo che sono stati i cittadini a votare e a scegliere quei rappresentanti poltici che si chiamano grillini.
      La democrazia è così.
      Con quali politici dobbiamo interloquire? Con quelli che i cittadini hanno scelto. O no?
      Sono serissima quando dico che Di Maio ha cambiato parere quattro volte, in pochissimo tempo e, quando solo tre mesi fa, diceva che il problema Ilva era risolto e che avevano sconfitto anche la povertà.
      Ci sono i video che lo testimoniano.
      Poi se vogliamo dare la colpa a chi comandava negli anni ’90 ci sto, se vuoi dare la colpa a chi governava negli anni 2001 o 2008 o 2011, e anche dopo, ci sto, ma il pasticcio ultimo su quella fabbrica da dove viene politicamente parlando?
      Se un governo lavora male, si manda a casa, e se ne sceglie un altro, ma se quello dopo fa anche peggio, che facciamo? Facciamo ricadere la colpa sempre sul solito “la colpa è di chi c’era prima?”
      Adesso anche basta questa manfrina.
      Sono al governo facciano la loro parte poltica e mi riferisco sia al Pd che al m5s, quello che con un soffio, ha risolto la povertà, l’Ilva in tre mesi e tutti i problemi che abbiamo.
      Ciao Stefano, prenditela con chi li ha voluti, non con me.
      In ogni modo sono contenta che tu legga, che tu possa criticare e che ci possiamo scambiare opinioni.
      Fa sempre bene perché la ragione non sta mai da una sola parte.
      Un abbraccio.

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      1. scusa Spera,
        la colpa è di chi ha preso i proprietari, li ha privati del loro bene perchè non rispettavano alcune regole.
        poi la politica per poter affittare il colosso ha messo uno scudo per proteggere gli affittuari dalle stesse leggi che hanno provocato l’esproprio ai Riva.
        Poi è stato scelto una società che a quanto pare ha spolpato l’ILVA rubando tecnologie e clienti e ora vuole danneggiarla.
        La colpa è della politica degli ultimi 18 mesi?
        Scusa????
        Non sono grillino e non li ho votati ma perdonami dare tutte le colpe a loro è ridicolo.
        1° la magistratura
        2° la politica che ha concesso a stranieri ciò per cui condanna italiani
        3° la politica attuale nella gestione della crisi(ma le armi chi la ha date alla ditta indiana?)

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        1. Che dirti Stefano,
          le cose si mettono male, soprattutto quando la gente pensa in un modo, i politici in un altro, e quando entrano in campo interessi personali dei padroni pieni di soldi, ma, se fanno un interesse, ci vogliono guadagnare il massimo. Ti ricorderai i Riva che ne assunsero il completo controllo anzi la presero e poi non hanno mai fatto ciò che avevano promesso, le bonifiche necessarie per rendere l’Ilva, la più grande fabbrica di acciaio d’Europa, compatibile con la vivibilità, senza conseguenze, sulle persone del posto.
          Poi quando fu loro imposto, con forza, di fare qualcosa veramente, se ne andarono. Fu rivenduta più volte (credo), ma il problema restava e resta. E’ ovvio che la gente attorno si ribella, sta morendo e vuole che ci sia serietà nel predisporre tutto ciò che serve per impedire il disatro ambientale che la colpisce. E con ragione, dico io.
          Hanno provato a cambiare colore politico, ma nulla è cambiato, nulla.
          Da qui la delusione di tutti.
          Però ribadisco, quando un giovanotto di scarsa esperienza diventa ministro del lavoro e dice a tutto il mondo con un video che “loro” in tre mesi hanno risolto il problema ILVA, ci prende una botta di euforia. Voi vedere che ce l’ha fatta? Ma poi ci troviamo al punto di partenza, niente è risolto, se non peggiorato. Ciò dimostra che con l’incapacità e l’inesperienza non si governa e chi li ha votati, credo sapessero che erano così, senza esperienza.
          Ma anche se si nazionalizzasse, ci vorranno miliardi nostri ed anni di lavoro prima che la fabbrica acquisti un aspetto di vivibilità.
          E allora che fare? Abbatterla? Forse, ma significa mettere a spasso 20.000 persone che su quello stipendio avevano fatto progetti.
          Dare loro il reddito di cittadinanza? Costerebbe come metterci mano e provare a risanarla.
          Fare un giardino e coltivare le cozze come dice la signora Lezzi? Semplicemente ridicolo.
          Qui ci vuole gente seria, capace, e in Italia ce n’è, ce ne sono anche all’estero, ma nessuno si fida del modo “nostro” di governare. Hanno paura, ed è comprensibile, della instabilità che trasmettiamo continuamente, quell’essere e il non essere che incute incertezza, anche all’estero.
          O ci si dà una calmata e si risolvono i problemi col rischio enorme di perdere i consensi (perché i politici mirano solo ai voti), o finiamo col chiudere anche quel po’ di produttivo che in Italia abbiamo.
          Sarà così anche per Alitalia. Dov’è andata a finire la famosa cordata italiana voluta da Berlusconi? Fallita. Siamo di nuovo a capo. Si cercano partner ma chi accetterà? Tempo fa l’Air France aveva accettato di entrare in quella partita e si accollava anche i debiti, ma la trattativa fallì perché si chiedevano alcuni licenziamenti e la diminuzione dei voli internazionali, in più che tutti i voli provenienti da lontano, facessero sempre scalo a Parigi prima di arrivare da noi. Era una schiavitù che Berlusconi ed i sindacati non accettarono, ma alla fine siamo ancora lì e schiavi in qualche modo diventeremo, se vorremo che la nostra bandiera tricolore sia ancora stampata su quell’ala di coda.
          Dico la verità, non farei il politico neanche con un pagamento da sultano.
          Speriamo e che il nostro paese abbia ancora la possibilità di rimanere tra i Grandi produttori, il G8 che in fondo è un orgoglio, e una vittoria che abbiamo ricevuto dai nostri nonni e padri.
          Ciao Stefano, un abbraccio.

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          1. https://st.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-07-26/ilva-4-anni-fa-sequestro-e-arresti-storia-infinita-114722.shtml?uuid=ADEtj0x
            abbandono…. o altro?
            E del miliardo sequestrato ai Riva per bonificare?
            Dove sono finiti?
            Direi che qui su questa storia il più sano ha la lebbra.
            La realtà è che un tempo questa sarebbe stata nazionalizzata e avrebbe fatto utili per il paese.

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            1. Grazie Stefano,
              hai fatto bene a completare.
              Un caro saluto

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