GLI OCCHI DI MIA NONNA

GLI OCCHI DI MIA NONNA

Viviamo il tempo del tutto documentato, del tutto condiviso.

Dal panino alla nutella del ministro dell’interno, dai baci di Di Maio sull’erba di villa Borghese, alle pantofole di Trump, alle tette ed altro in bella vista dei nostri influencers, dei nostri momenti più belli, perché così non sarebbero se fossero solo nostri.

Scattiamo selfie, foto dei nostri figli, dei nostri genitori, parenti e amici, ne abbiamo centinaia, migliaia archiviati sul Pc, eppure non abbiamo niente.

Ho in mano una vecchia foto sbiadita di mia nonna, che non ho mai conosciuto, ho nei miei occhi un’immagine di lei, che posso pensare, immaginare in qualche lontanissimo momento della sua breve vita.

Forse i miei pronipoti, se mai ne avrò, non sapranno com’era la loro bisnonna.

Non stampiamo più le nostre foto, oggi anche i momenti più importanti sono conservati su una chiavetta USB, ogni documentazione è archiviata in digitale, un via vai di impulsi che vanno e vengono nell’etere per comparire da qualche parte.

Dicono che nel Web nulla si distruggerà mai, ma che diranno ai posteri tutte queste immagini, che potrebbero comparire all’improvviso?

4 Risposte

  1. Io la trovo una brutta era, quella che stiamo vivendo. Se andiamo avanti così anche i sentimenti diventeranno virtuali, una carezza, un abbraccio, un sorriso, tutto virtuale. Brutta era quella di oggi.
    Abbraccio cara ❤

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    1. Condivido la tua sensazione.
      Diventiamo sempre più super tecnologici, macchine che fanno tutto, ma non aumentiamo il senso di umanità
      Ci sfugge persino l’amore, lo rendiamo una cosa banale, o una cosa da possedere, non una cosa da amare “Profondamente” e per tutta la vita.
      Tuttavia non disprezzo le novità che possono aiutarci nella vita, io darei il premio nobel a chi ha inventato la lavatrice.
      Ma ci siamo capite, vogliamo qualcosa di più da vivere.
      Ciao carissima. Grazie, e un grande abbraccio.

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  2. Il tempo correndo implacabile ci ha portato delle cose che trent’anni fa sembravano ardita fantascienza e indubbiamente hanno migliorato la nostra vita, ma c’è un rovescio della medaglia che giorno dopo giorno diventa sempre più oneroso: bisogna correre sempre più veloci per non farci espellere dalla centrifuga; sulla nostra vita privata c’è sempre una porta spalancata dalla quale possiamo essere spiati dall’altro capo del mondo a nostra totale insaputa. Credo che a breve rimpiangeremmo le vecchie foto ingiallite, i vecchi libri nelle pagine dei quali trovi ancora qualche fiore secco che ti evoca ricordi nostalgici di un tempo ormai lontano, i rapporti umani fatti di incontri
    reali guardando negli occhi il tuo interlocutore e non lo schermo dello smartphone e le rilassanti gite in auto guardando il panorama senza preoccuparti di un autovelox ogni due km piazzati dietro una siepe o una curva per mungere centinaia di Euro, ( a onor del vero non ci sono mai cascato per mia fortuna). ciao Spera

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    1. Carissimo Sileno,
      viene quel momento nella vita in cui decidi di mettere a posto, anzi ognuna al suo posto, le immagini della famiglia.
      Di fotografie stampate che hanno fermato momenti belli della nostra vita ne abbiamo, ma mi fanno particolare tenerezza quelle dei mei nonni e bisnonni. Ne possiedo poche, perché farsi fotografare allora costava parecchio.
      Il bisnonno divisa da militare del tempo, oppure con le maniche di camicia arrotolate e il suo gilet, con toscano in bocca, fotografato vicino ad una macchina agricola.
      La vecchia macchina che “batteva” il grano nell’aia.
      Gli unici mezzi di trasporto che si potevano permettere: le biciclette. E così via.
      Ma adesso, cosa abbiamo di reale, fisicamente toccabile, o da accarezzare? Nulla.
      Bisogna dotarsi di un computer, saper lavorarci sopra, e guardare, ma non toccare, non sentire quel profumo di casa che hanno quelle bellissime vecchie foto, ma anche le più recenti, come i matrimoni, i battesimi, le feste del’unità…..
      Ne ho parecchie e quanto era bello fermare quegli istanti con delle immagini e poi rimirarle fino a consumarle.
      Ma mettiamo da parte la nostalgia e cerchiamo di accettare il moderno.
      Anche se costa, perché si constata che si sta “invecchiando” troppo in fretta.
      Grazie Sileno, amico carissimo.
      Un abbraccio.

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