MI PIACE LEGGERE MA NON VORREI PROVARE DELUSIONI

MI PIACE LEGGERE MA NON VORREI PROVARE DELUSIONI

Mi piace leggere, ma non vorrei provare delusioni, dopo che ho speso parecchi soldi, considerato il costo dei libri al giorno d’oggi.

Mi piacciono anche i gialli, i thriller, insomma quel genere lì, ma che non trascenda nell’horror.

Spesso mi fido del mio fiuto e spesso mi fido delle critiche o degli elogi, di chi l’ha letto prima di me.

Ho comprato di recente un libro, credo di un nota scrittrice, che non conoscevo e mi sono fidata di quanto letto sulla quarta di copertina.

“Un’autrice numero 1 del New York Times, 22 milioni di copie vendute nel mondo e tradotta in 30 paesi” (Grande scritta)

“Tra i più interessanti scrittori di thriller in circolazione” (Chicago Tribune)

“Grintoso, sinistro e cruento. Con una trama abilmente costruita” (Sunday Mirror)

“Le storie di questa scrittrice sono perfette. Il lettore si trova sempre a fare il tifo per i suoi personaggi” (Kirkus)

“Bravissima a controllare le trame e tenere alta la pressione in ogni pagina” (Huffington Post)

“Splendido, la scrittrice non ha rivali. I colpi di scena mozzafiato si susseguono senza sosta in questo avvincente romanzo” (Publishers Weekly)

Dopo tanto, mi sono convinta e l’ho comprato.

Capitolo 1: un poliziotto viene ucciso davanti alla sua casa, in Minnesota, mentre spacca la legna. Cominciamo bene, penso, spero sia avvincente come dicono.

Capitolo 2: compaiono i personaggi incaricati dell’indagine: Liska, Gaidder, Mascherino, Logan, Kovac. Seley. Di ciascuno si raccontano le solite cose: la vita, la famiglia, le abitudini, il posto dove abitano, i vicini di casa, la qualità del quartiere, le decine di bar che frequentano, le incomprensioni degli altri, i rimpianti, i litigi famigliari, le problematiche dei figli,  la sede del lavoro, gli insegnanti dei figli, i colleghi simpatici o meno, come si vestono e camminano e così via. Come sempre.

Capitolo 3: compaiono Stack, Ronnie, Tippen, Taylor, Trilly, Edwodd, BB, Sam. Completamente avulsi dagli altri personaggi del cap.2, e anche di questi per decine di pagine corre la descrizione della loro vita.

Capitolo 4: compaiono Htcken, Kyle,  R.J. Spead e solita descrizione per varie pagine.

Capitolo 5: compaiono Eric, Spead, Elsa, Kristoff, Olaf, Mia, Evi. E la storia della vita di ciascuno, ma niente in comune coi precedenti personaggi.

Capitolo 6; troviamo Lucien, Sonofra, Ken Sato, Foster. La solita descrizione del personaggi e la comparsa dei Ninja.

Capitolo 7: finalmente ritroviamo i personaggi del capitolo 2, che semplicemente si organizzano per trovare la soluzione del caso del capitolo 1. Ma ci ritroviamo in più: Gilberston, Steve, Patrik dei quali, ovviamente si racconta tutto.

Capitolo 8: ritroviamo i personaggi del capitolo 3, ancora slegati dall’indagine, e in più Kasselmann, Gracia, Dwyne, con la solita descrizione.

Ho smesso. Mi sono avvilita, alla fine mi ritrovo a conoscere vita morte e miracoli di una cinquantina di persone, ma dell’indagine dopo pagine e pagine non se ne sa niente.

Riprenderò quando mi sarà passata l’ansia della memorizzazione di tutti i nomi, qualità e compiti, dei vari personaggi.

Può darsi che alla fin fine anch’io riesca a trovare un perché di buono in questo libro.

Non posso dire il nome della scrittrice, né di che libro si tratta, perché non tutti abbiamo la stessa impressione davanti ad un libro.

Ma posso dire che tutta quella folla di persone confonde e rende incomprensibile la narrazione, almeno fin dove sono riuscita, a fatica, ad arrivare.

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14 Risposte

  1. come te amo leggere, tanto, tantissimo e devo dire che quando le cose non girano bene, quando non sto bene moralmente e questo é un periodo di quelli, mi piace leggere libri non impegnativi, roba che si legge piacevolmente ma senza troppo impegno, romanzi polizieschi, thriller anche duri ma non troppo sanguinolenti ecco e anche io a volte resto delusa dalla superproduzione di personaggi e descrizioni delle loro vite che si intrecciano ma poi anche no, di certi autori, che alla fine mi fanno perdere di vista la trama principale… chi é stato ucciso, perché? quando? dove e soprattutto da chi.
    L’eccezione é stata questa estate leggendo un thriller, che é la storia di un gruppo di scientifici in Groenlandia che sono li per studiare le conseguenze del riscaldamento climatico…
    Nonostante i molti personaggi, gli intrighi, sono restata incollata al libro e ne sono ancora sotto lo charme nonostante l’evoluzione assai dura della storia.
    anche se un libro non mi piace, non riesco a non finirlo…

    1. Carissima,
      se riesci a finire un libro, anche se la narrazione, come nel mio caso, è ingarbugliata e piena di troppi personaggi, sei brava.
      Io mi stanco, quando il racconto non è lineare e, all’inizio di ogni capitolo, dove regolarmente compaiono sempre personaggi nuovi, scrivo chi c’è, così torno poi indietro per capire e ritrovarli. Ma è un modo di scrivere che mi piace poco.
      A proposito di “Freddo”, credo di aver letto un libro simile al tuo sulla Groenlandia, però si parla dell’Alaska.
      Si intitola “Il grande inverno” di Kristin Hannah, una scrittrice che adoro dopo aver letto il suo magnifico libro “L’Usignolo”. Non ho mai pianto per un racconto, ma il libro della Hannah appunto “L’Usignolo” è stato travolgente, emozionante e appassionato, per me. Ma anche “Il grande inverno” è molto bello.
      In ogni modo leggere è un piacere che nessuno ci può togliere, quando amiamo davvero leggere.
      Un abbraccio.
      Trascrivo qui un commento di un amico che ha letto i libri della Hannah:
      Se avete amato L’Usignolo, la scrittura di Kristin Hannah sarà una piacevole conferma. Se non lo avete letto, ne Il grande inverno scoprirete un’autrice capace di catturare e commuovere il lettore con una storia piena di personaggi talmente ben delineati da sembrare reali. E poi c’è l’Alaska, una terra selvaggia e imprevedibile, dove “puoi diventare la migliore versione di te stesso e fiorire oppure fuggire a gambe levate dall’oscurità, dal freddo, dalla fatica”. Kristin Hannah lo sa bene: ci ha vissuto, e ce lo racconta in maniera affascinante e devastante. Un romanzo in cui si impara che i modi per smarrirsi e ritrovarsi sono prima di tutto dentro di noi. Bellissimo, da leggere con un fazzoletto a portata di mano”.

  2. Conosco le chant du rossignol, e devo dire che si, é travolgente emotivamente.
    Il libro del quale parlo é Boréal, di Sonja Delzongle, niente a che vedere con l’Usignolo, non comparabile, ma a me ha fatto effetto pero’.

    1. Grazie, ne prendo nota perché mi fido della tua opinione.
      Un buon libro fa sempre “effetto”.
      Ciao, un abbraccio.

  3. Anche per me troppi personaggi mi creano ansia da prestazione. Chi fa che cosa…. ma non era l’altro. E poi confusione…
    Poi io leggo tanto di sera e di notte e quindi non sempre sono attenta abbastanza da riuscire a tenere a monte folle di interpreti.
    Comunque dipende sempre anche dalla scrittura.. Se merita mi impegno di più e piuttosto mi faccio una spEcie di albero genealogico” con i principali attori. A volte funziona, ma se mi stufo non ce n’è per nessuno, smetto e passo ad altro. Ho tantissimi bei libri in attesa, non li finisco più sotto costrizione. Pennac docet !!

    1. Carissima,
      vedo che anche a te troppi personaggi, slegati e nuovi per ogni capitolo, ti creano ansia e confusione. Io apprezzo molto quelli che hanno un personaggio “centrale” o “principale” attorno al quale sì girano altri personaggi, com’è ovvio che sia, ma il racconto conserva il suo filo costante.
      Bisogna essere bravi scrittori per scrivere in modo cosi perfetto e non slegato.
      Ce ne sono, e si leggono con piacere. Scritti bene, in un bell’italiano, con frasi che a volte, si debbono trascrivere tanto sono piacevoli, con cose a cui non si aveva pensato e così via. La mente vola.
      Grazie giusymar, leggere la sera è bellissimo.
      Un abbraccio

      1. Se devo pensare ad un libro che mi abbia lasciato molto nonostante la difficoltà di lettura, che quindi se non lo hai già letto ti consiglierei, è LA FEROCIA di Nicola Lagioia. Una ricchezza di linguaggio fuori dal comune. La fatica viene abbondantemente premiata.

        1. Carissima, grazie del suggerimento.
          Mi piace sempre molto se qualche amica o amico, mi suggerisce qualcosa da leggere.
          E’ sempre avvincente.
          Lo acquisterò con piacere anche e cercherò di superare le difficoltà che hai avidenziato, per un buon e ricco linguaggio.
          Grazie
          Un abbraccio.

          1. Lagioia lo scrisse prima di diventare direttore del Salone del libro di Torino.
            Lo incontrai al Premio Asti d’Appello dove partecipava con altri scrittori proprio con questo libro che avevo votato. Mi ricordo che gli feci i miei complimenti e che lui si schernì. In realtà poi ci raccontò la precisione minuziosa di ogni scelta linguistica. Rimasi esterrefatta.

            1. Credo sia stata una bella esperienza. Conoscere personalmente uno scrittore, insomma, fa sempre piacere.
              Complimenti.
              Un abbraccio.

  4. a proposito dell’assoluzione del sindaco di Roma.

    Voila, Virginia Raggi é stata assolta.
    Bene, potra’ continuare a fare il suo lavoro, ad amministrare la capitale e tutti felici e contenti,
    in un paese normale funziona cosi’…
    In un paese normale, ma non in Italia, dove perfino dopo l’assoluzione, succede che volano insulti da parte del ministro del lavoro, del grande rivoluzionario del nulla grande capo dei selfie con sfondo di america latina.
    Con chi ce l’hanno? ma con la stampa!
    con i giornalisti, pennivendoli e puttane, quei giornalisti che si sono piegati alle interviste senza contradittorio, gli stessi che durante la campagna elettorale mai una sola volta hanno osato alzare il sopracciglio davanti alle promesse irrealizzabili, gli stessi insomma che si facevano mettere tranquillamente dietro le transenne a piazza del Popolo e che Beppe!!! mangiava e vomitava…
    Quei giornalisti che hanno lisciato il pelo della bestiola, perdonando il tutto con: eh ma sono giovani .
    Quelli, proprio quelli, uno dei quali una sera si é permesso di dire a Renzi, ma lei ha autorita’ per parlare ? adesso che gli attacchi cominciano a diventare sempre piu’ forti, cominciano a svegliarsi, ma come? siamo stati tanti bravi, abbiamo accarezzato quanto e di piu’ e adesso ci becchiamo insulti? minacce? ma come?
    eh, ma succede sempre cosi’, quando ci si addormenta al calduccio e poi ad un tratto uno scossone ci sveglia, siamo un poco intronati, stupiti, per un attimo ci si ritrova sospesi nel nulla, poi la realta’ arriva di colpo… allora benvenuti nella realta’ , quella che avreste dovuto vedere da tanto, hai voglia da quanto! perfino un bambino delle elementari avrebbe percepito la realta’ con piu’ immediatezza, ma voi dormivate, comodi comodi.
    A dire il vero non tutti hanno dormito , da subito hanno capito la realta’, ma troppo pochi, quelli in tv non ci vanno, dovessero scuotere la coscienza del popolo, meglio a piccole dosi.
    Adesso che vi svegliate,( ma ho i miei dubbi che resterete svegli ), prendetevi il maalox che i bravi ragazzi invitano a prendere, gioite che sia solo maalox, potrebbe essere altro e adesso é tardi per gridare: noi facciamo il nostro mestiere!
    Certo che lo fate, ma provate a riconoscere le derive autoritarie per favore, quelle vere, voi come tanti intellettuali ossessionati dall’uomo solo al comando, eh si….cosa non si dice o si scrive per qualche copia in piu’, adesso mangiate i frutti delle piante che avete seminato, gustateveli tutti.
    Due o tre giorni fa, un grande giornalista, sul corriere della sera scriveva :
    “Circa due anni e mezzo fa oltre settecentomila elettori romani (tra i quali chi scrive: è giusto confessare le proprie responsabilità) dando il loro voto ai 5 Stelle contribuirono a far eleggere sindaco della capitale d’Italia Virginia Raggi. Naturalmente non avevano la minima idea di chi fosse: come del resto è la norma nel nostro Paese. In Italia infatti nessun elettore o quasi sa realmente chi sia il parlamentare che il suo voto contribuisce ad eleggere. Né per la loro stragrande maggioranza quegli elettori — sono convinto — avevano motivo di una particolare identificazione con il M5S. Semplicemente cercavano un’alternativa.”
    Allora riecco il bambino delle elementari che potrebbe rispondergli:
    come non sapevi chi fosse?
    non l’ hai sentita parlare? non hai visto i comizi? non fa parte di un partito azienda? non fa parte di un partito che parla della democrazia parlamentare con fastidio? non viene dal mondo del vaffan…o?
    dietro una persona c’é sempre una identita’ politica, un pensiero, un modo di essere e di fare, se l’hai votata si vede che ti stava bene, anzi benissimo, dopotutto in Italia si vota sempre contro qualcuno ma mai per qualcosa per un progetto politico serio.

    1. Però, grandissima Bonjour tristesse, è proprio un bel commento.
      Grazie, sono felicissima di metterlo come articolo.
      Brava, evvai, condivido tutto quello che hai detto, perché adesso, questi qui, giornalisti per caso, fanno finta di essere stati altrove a suo tempo.
      Un grande abbraccio.

  5. grassie! :-))
    un abbraccio a te

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