A COMBATTERE IL COLESTROLO CI PENSA L’ONU

A COMBATTERE IL COLESTROLO CI PENSA L’ONU

La geopolitica gastronomica è impazzita.

È notizia di qualche settimana fa, la proroga dell’embargo russo per tutto il 2019 sui prodotti agroalimentari occidentali, a causa delle sanzioni per la vicenda ucraina.

I prodotti europei, Italia in prima fila, sono grandemente penalizzati, proprio mentre Russia e Stati Uniti hanno deciso di fidanzarsi in chiave anti-europea.

Ci si è messo anche l’Onu dove, il 27 settembre, è andato ai voti una proposta che puntava a mettere nuove tasse sui prodotti alimentari contenenti grassi, sale e zuccheri e l’inserimento di avvisi di pericolo sulle confezioni, come sulle sigarette.

Una crociata salutistica in piena regola.

Il tutto mentre i dazi di Trump rappresentano una mina vagante. Si parte da acciaio e alluminio, ma si potrebbe finire colpendo i vini e le altre prelibatezze europee, in particolare quelle italiane.

Sull’anno del cibo italiano nel mondo, il 2018, per chi non lo sapesse, si addensano nuvoloni tempestosi.

Tutto il mondo cerca il food made in Italy, quello vero, ma, se le sanzioni dell’Onu andassero in porto, a essere colpite sarebbero proprio le nostre eccellenze più esportate: il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il prosciutto di Parma, ma anche l’olio extravergine di oliva e magari anche l’aceto balsamico.

Il moralismo gastro-alimentare dell’Onu, che dice di preoccuparsi della nostra salute, in mancanza di cose più serie a cui pensare, prefigura una “etichettatura a semaforo”, basata sul mero contenuto in zuccheri o grassi, però dà il via libera alle bevande gassate zero calorie, mentre mette all’indice i capolavori alimentari dell’enogastronomia europea, frutto di secolare tradizione, cultura e storia.

Vietato vietare, verrebbe da dire ai burocrati dell’Onu, cui sfugge il valore della dieta mediterranea, che è buona e che fa bene.

Perché non guardare la lunga vita dei pastori centenari dell’interno della Sardegna, che sono cresciuti a salsiccia e pecorino, senza preoccuparsi di grassi e sale?

I tanti e legittimi dubbi sull’utilità dell’Onu sono confermati da queste ultime stravaganti iniziative.

Se si impegnano, i burocrati dentro al Palazzo di vetro newyorchese, possono essere anche dannosi.

Tuttavia, per quanto abbia cercato, non ho trovato alcun risultato di quella seduta del 27 settembre 2018.

O l’Onu ha rinunciato, oppure il tutto è passato sotto silenzio, con danno a molti prodotti Made in Italy.

 

 

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2 Risposte

  1. che bello questo posto, si legge, si riflette, si commenta o no, ma sempre interessante il tempo che si passa a leggere, davvero.
    Se posso, scrivo qualcosa di piccino piccio’, lo scrivo qui ma se non va bene puoi cestinare

    “tutta la miseria intellettuale, la svergognata ignoranza, dico svergognata perché é ostentata, voluta, non corretta e pure vantata! che si porta a spasso in aereo dall’altra parte della terra,
    in quattro lettere: PING
    che allo scrabble valgono
    5 per la P
    1 per la I
    3 per la N
    8 per la G
    ma che per l’Italia e per gli italiani che ancora riflettono e pensano, valgono tutta la vergogna del mondo, quella che resta .”

    1. Grazie dei complimenti, carissima amica.
      Appena mi è possibile metterò questo tuo commento in un post.
      Molto simpatico e purtoppo tutto vero.
      Siamo governati da ignoranti, e facciamo la figura da peracottai.
      Un abbraccio.

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