MA CALENDA CHE COSA TI È VENUTO IN MENTE……DI RENDERE PUBBLICO UN INVITO

MA CALENDA CHE COSA TI È VENUTO IN MENTE…….DI RENDERE PUBBLICO UN INVITO

Hai invitato a una cena nientemeno che Renzi, Gentiloni e Minniti.

Hai scatenato le tv grilline, così potranno avere argomenti da parlare cercando di indovinare che cosa si sono detti, sti tre, e gli altri giornaletti al comando grillino.

Si comincia intanto con l’apparecchiare la tavola.

Allora, Calenda invita a cena Renzi, Gentiloni e Minniti, non perché sappia cucinare bene la parmigiana, (se ne vogliono assaggiare un’ottima e non si formalizzano, possono venire benissimo da me), ma per discutere tra ex-ottimi ministri, nonché ancora dirigenti di partito, del futuro di questo Pd e di come organizzare una buona opposizione al disastro, tutto italiano, che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi.

Non è una cattiva idea, considerato che ormai il Pd non naviga neanche più a vista, ma si è completamente arenato.

È un bel segnale che un gruppo ristretto di dirigenti decida di metterci la faccia e collaborare per rimettere la barca in sesto.

D’altra parte, non è nemmeno un’idea nuova.

Ve ne potrei raccontare migliaia di pranzi, cene ed incontri tra pochi, (ho sempre in mente la crostata di D’Alema), dove sono state prese decisioni più o meno importanti che, solo in un secondo momento, sono state discusse in sedi più ampie.

Non è nemmeno una cosa disdicevole.

Calenda ha avuto la sfacciataggine o l’ingenuità di rendere pubblico l’invito, quindi non fate quelli cascati dal pero, quando siete i primi a stare intere giornate al telefono a fare e disfare incontri che, a volte, visti i partecipanti, stanno solo mezza tacca sopra le tavole degli avvinazzati da osteria.

I dirigenti e i militanti di un partito serio attenderebbero l’esito di quell’incontro che, sicuramente, verrebbe reso pubblico, magari con qualche retroscena piccante, e poi ne discuterebbe e contesterebbe nel merito quelle proposte o idee se non lo convincessero.

Invece, Zingaretti, che ti fa?

La controcena con un imprenditore, un operaio, uno studente, un professore, un volontario, un professionista, perché dicano quali sono i problemi che hanno.

Ed, allora, perché non un commerciante, un equilibrista, un allibratore, un idraulico, un agente di borsa ed un pizzaiolo. Avranno pure loro dei problemi. O no?

Gli italiani, cui frega poco della prima cena, ed ancora meno della seconda, ormai rassegnati, possono benissimo farsi “du’ spaghi ajo ojo e peperoncino”, e, dopo, una briscoletta, per finire la serata.

Io, per distinguermi, vi invito per la parmigiana.

Basta che mi facciate uno squillo prima e portiate il vino, possibilmente buono.

Ma, come volevasi dimostrare:

Tutti preoccupati per l’invito a cena di Calenda a Renzi, Gentiloni e Minniti, tanto che anche il povero Giannini (repubblica) grande rosicone ostinato contro Matteo Renzi, giornalaio frustrato, non dice la “Cena tra amici” – ma “la cena dei cretìni”

FATE VOI PER DEFINIRE QUESTO SINISTRONZO

 

Roma. L’invito a cena da parte di Carlo Calenda, che avrebbe dovuto mettere attorno a un tavolo, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Marco Minniti ha provocato polemiche, ironie e reazioni più o meno scomposte, come quella del governatore del Lazio Zingaretti, che si è sentito escluso, e ne ha subito proposta un’altra con “esponenti della società civile”. Ma in trattoria. Il raduno chez Carlo è finito prima ancora di iniziare. Con un tweet: Calenda ha deciso di annullarla perché “Renzi si era sfilato ieri pomeriggio via agenzie e retroscena e a quel punto non aveva più molto senso”, scrive l’ex ministro dello Sviluppo economico su Twitter. “Andiamo avanti con l’opposizione. Ognuno facendo il suo. Di più in questo momento non si può fare. Troppi ego e troppi conti da regolare”. Ma poi si sfoga su Radio Capital, e mette chiarisce parecchi punti: ai dirigenti del Pd “non importerà” di perdere le prossime elezioni europee e regionali, dice: “Quello che importa a loro è il congresso. Sta diventando un posto in cui l’unico segretario che si dovrebbe candidare è il presidente dell’associazione di psichiatria”, ha detto Calenda a Circo Massimo di Giannini.
“Sono convinto che alle prossime europee il Pd non ci debba essere”, ha detto l’ex ministro, “serve un fronte repubblicano, progressista, che recuperi la parte di parte di classe dirigente locale e nazionale capace, ma che spazzi via un partito che ha come unico obiettivo quello di spartirsi una torta sempre più piccola tra dirigenti che sono usurati, che pensano solo a questo dalla mattina alla sera”.

“Con Gentiloni e Minniti parlo continuamente. Nel Pd c’è un’entità, che si chiama Renzi, che non si capisce cosa voglia fare e che va avanti per conto suo. È una roba un po’ singolare. È stato un presidente del Consiglio che all’inizio aveva veramente voglia di cambiare l’Italia e che ha fatto cose buone. È un grosso peccato”, ha detto ancora Calenda ai microfoni di Radio Capital. “L’unica cosa che vuole fare il Pd in questo momento è una resa dei conti fra renziani e antirenziani in vista di un congresso che doveva esserci, per me, settimane fa, e tutto sarà paralizzato in questa cosa di cui al paese non frega nulla. Nel frattempo, l’opposizione si fa in ordine sparso”. Nessun pentimento, però, sull’aver preso la tessera del Pd: “È l’unico modo, finché non ci sarà qualcos’altro, per dare un contributo. Mi sono iscritto, ho fatto proposte, e non è servito a nulla. Non sento il segretario del Pd da due mesi, quando è andato a Taranto non ha fatto neanche un colpo di telefono”. “In tutta la storia politica ci si incontra, nei partiti, fra persone che la pensano allo stesso modo – incalza Calenda – Renzi per anni ha detto di essere contro ai caminetti, ma con lui c’era un caminettino: lui, Lotti e la Boschi. Uno degli invitati alla cena, Gentiloni, appoggia Zingaretti. Quindi non era una cena contro Zingaretti. Il focus della cena era come fare opposizione, non un congresso”.

“Il quadro – per l’ex ministro – è drammatico, ed è drammatico perché nessuno parla con nessuno, non ci si fida di nessuno, qualunque iniziativa viene presa come un”aggressione contro altri. Basti pensare che Gentiloni e Renzi non si parlano dal 4 marzo. Ma se rispetto alla situazione generale la reazione del partito di opposizione è questa – si chiede Calenda – come facciamo a stupirci che stiamo al 16 per cento?”.

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6 Risposte

    1. AH Il fatto. Come puoi leggere l’ho scritto nel post.

  1. Quindi il motivo per il quale non si fa più la famosa cena, non è che i convitati hanno fatto e detto di tutto per criticare la stessa, sempre tramite social e pubblicamente, al punto tale che l’ospite ha mandato tutti a quel paese definendoli una gabbia di matti che hanno bisogno di uno psichiatra! No, il problema sono stati gli altri, i soliti populisti…
    Ma quanta penosa disinformazione!

    1. No, gentile signora, la disinformazione è sua, la cena di Calenda non si è fatta, né per le critiche dei soliti populisti su Fb, né per le critiche sui ballisti di Fb, ma semplicemente per una “controcena” non opportuna messa in scena da Zingaretti.
      Tutta roba di casa nostra.
      Grillini, grilloni, grillastri, grillitalpa. leghisti, legaioli, sovranisti, populisti sfegatati e compagnia del vapore e dei ladri di 49 milioni, non ne hano colpa. Sono innocenti come bimbi appena nati.
      Si tranquillizzi, ci pensiamo da soli.

      P.S. Ho dimenticato di precisare che i ladri di 49 milioni hanno detto che restituiscono i soldi in questo modo, per prenderci per il culo:
      Rrestituiscono i soldi, già, ma a babbo morto!
      E immagino che quelle decine di querele annunciate se le siano già rimangiate dentro il panino con la porchetta, vero?
      Perché se restituiscono, allora è vero che hanno rubato, ma state tranquilli che comunque l’honestà tornerà di moda.
      Fra 81anni, per la precisione.
      E non è disinformazione.

      1. non è disinformazione?
        alla faccia!
        Definire ladri quelli che sono stati truffati da un amministratore e non quelli che non hanno pubblicato e fatto nulla contro i grandi debitori delle banche fallite?
        Ironia o stupidità?

        1. C’è tutto scritto nel post, basta leggere.
          L’altra tiritera delle banche ha già fatto il suo tempo,

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