LA CULTURA DEL SOSPETTO

LA CULTURA DEL SOSPETTO

Tra i vari interventi ascoltati sulla tragedia di Genova, uno mi ha colpito in particolar modo: quello del Direttore, Gian Luca Pellegrini, della rivista specializzata ” Quattro Ruote”: ” Questa tragedia “ha detto “è figlia di trent’anni di Oscurantismo”.

Ho fatto un calcolo istantaneo, perché trent’anni?

Trent’anni corrispondono esattamente alla nascita e allo sviluppo in questo Paese della “cultura” del sospetto, della “cultura” giacobina e giustizialista, dove hanno pascolato: Intellettuali, giornalisti, intere redazioni, dove sono state costruite trasmissioni televisive ad hoc, dove sono nati partiti politici, dove furbi magistrati, prima hanno indagato sulla politica e poi ci si sono buttati dentro.

In questi anni, la cultura del sospetto, ha fatto la fortuna di sconosciuti scribacchini di provincia, come Michele Santoro o l’’Annunziata, Marco Travaglio, Stella, col suo disastroso libro, Telese, Paragone.

Certamente me ne dimentico qualcuno, ma sono tanti.

Dietro ogni opera Infrastrutturale c’era: corruzione, mafia, camorra, non si entrava nel merito e nella verità, ma si partiva da un presupposto e un postulato: tutti i politici sono disonesti e corrotti (Cit. di Davigo, magistrato). C’è una tale sfiducia nelle capacità organizzative e gestionali della società, che tutto si riduce solo al pericolo di corruzione, di infiltrazione malavitosa.

L’attività umana è cattiva perché l’uomo è cattivo.

Un’ulteriore riflessione mi ha portato a pensare che il m5s non sia stata una disgrazia piovuta dal cielo, ma il prodotto di quei “30 anni di oscurantismo”.

E così si lascia morire un paese, con la cultura del sospetto, si dice di no alle olimpiadi, si dice di no alla Tav, si dice di no alla Tap, si dice di no al rinnovamento del ponte Morandi a Genova e tanti altri no che non conosco, ma che ci sono sicuramente.

Le uniche cose costruite, anche bene, sono state l’alta velocità, e la variante di valico nell’appennino tosco-emiliano, oltre a terminare qual cantiere aperto da 50 anni che era la Salerno Reggio Calabria.

E poi tutto è combaciato, tra i più appassionati sostenitori del movimento del comico genovese, si ritrovano, per esempio, tutti gli ex magistrati della stagione di mani pulite e tutti quegli Intellettuali e quei giornalisti accennati prima, che hanno fatto soldi e fortuna proprio su quella stagione, abbeverandosi alla prassi forcaiola.

Poi la riflessione mi ha portato a pensare che tutta questa pletora di personaggi, supportati e coadiuvati dalla sinistra scissionista e radicale, sono i più accaniti nemici del Riformismo Liberale di Matteo Renzi.

E il puzzle è apparso chiaro.

Un piccolo esempio purtoppo di attualità:

C’è ansia di trovare un colpevole per la tragedia di Genova e il governo non attende l’inchiesta e punta immediatamente il dito contro Autostrade per l’Italia, con il premier Conte che ha annunciato immediatamente l’avvio della procedura per la revoca della concessione alla società, senza attendere alcun tipo di accertamento circa le cause dell’accaduto. “Non c’è tempo”, dichiara Conte.

Il trio del governo, Di Maio, Salvini e Toninelli, già poche ore dopo l’incidente, avevano già il nome del colpevole del disastro accaduto.

Secondo Di Maio, maestro della cultura del sospetto: “I responsabili hanno un nome e cognome e cioè Autostrade per l’Italia”. Senza informarsi, con la supponenza che possiede, ha la presunzione di sapere già tutto.

Di Maio aggiunge, ancora, che tutti i governi avrebbero sempre appoggiato i Benetton, proprietari di Autostrade per l’Italia, in questi anni, perché la società autostrade ha sempre finanziato le campagne elettorali di tutti i partiti del passato, di tutti i partiti del governo del passato.

Questa è la cultura del sospetto: tutti i governi precedenti hanno preso i soldi dai Benetton, non solo, ma hanno finanziato le campagne elettorali, ovviamente, del Pd di Renzi e quindi sono del ladri e dei corrotti.

A questo punto provo schifo, per questi sciacalli.

 

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